IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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LA NUOVA CONOSCENZA

venerdì 9 novembre 2012

MARIJUANA ... SI O NO ?



Un cambiamento epocale si sta compiendo negli Usa dove, a seguito dei 127 referendum svoltisi nellElection Day, lo Stato del Colorado e di Washington hanno detto si alla legalizzazione della marijuana: sarà così possibile acquistare e fumare cannabis a Denver e a Seattle con la stessa tranquillità con cui lo si fa attualmente ad Amsterdam. Inoltre in Massachussetts è stato approvato luso della cannabis terapeutica. Salgono così a diciannove,  incluso il District of Columbia della capitale Washington, gli Stati che ammettono luso terapeutico della marijuana.

Lo stesso Brad Pitt, qualche giorno fa, facendo outing, aveva caldeggiato una definitiva legalizzazione delle droghe.
Oggi, Vincenzo Donvito, presidente Aduc, a seguito della rielezione di Obama, ha così commentato gli eventi: I risultati dei referendum Usa sulla legalizzazione della cannabis non sono un fulmine a ciel sereno, ma un evento già annunciato da un trend che, in questi ultimi anni, ha visto diversi Stati di quel Paese legalizzarne luso a fini terapeutici: una spallata al concetto stesso di proibizionismo e a quella war on drugs che 40 anni fa fu lanciata dallallora presidente Richard Nixon. I risultati di questa guerra continua il comunicato sono un aumento vertiginoso di morte, malavita,  strage di giustizia, carceri che esplodono, nonché milioni di consumatori considerati delinquenti o passibili di sanzioni amministrative. La War on drugs ha consegnato interi Paesi nelle mani delle delinquenze organizzate (Afghanistan, Nigeria, Messico, Colombia, Perù, ecc.) oltre che dare alimento alla malavita organizzata come quella, per esempio, italiana e russa.

Ora il confermato presidente Obama, che più volte si è dichiarato contrario alla legalizzazione pur dimostrando disponibilità al confronto, dovrà fare i conti con tutti questi Stati della propria federazione che la pensano in modo diverso.
Insomma, qualcosa è cambiato -e non poco- proprio lì dove ha origine la politica proibizionista che vede quasi tutti gli Stati del mondo allineati e rispettosi.
E non potremo far finta di nulla.

Il presidente dellAssociazione dei consumatori poi prosegue parlando dellItalia. Lo specchio dellItalia -in questi giorni- sono i programmi elettorali dei candidati alle primarie del centro-sinistra dove, a parte le timide eccezioni di Matteo Renzi e Laura Puppato, gli altri tre (Pierluigi Bersani, Nichi Vendola e Bruno Tabacci) ignorano lesistenza del problema.
Ci sono poi alcune Regioni che hanno aperto alluso terapeutico della cannabis (come laToscana e il Veneto, n.d.r.), ed altre che ne stanno parlando, ma lì dove ci sono le leggi per ora è solo teoria.




 SDOGANATI I SEMI DI CANNABIS


Di Temistocle Marasco

Sono le Sezioni Unite della Cassazione a sdoganare, una volta per tutte, il commercio dei semi di cannabis: la loro vendita, infatti, sia che avvenga attraverso internet che in un normale negozio non integra il reato di istigazione e induzione alluso di stupefacenti e ciò anche se accompagnata dalle indicazioni operative su come provvedere alla coltivazione e contestuale vendita di strumenti atti alla coltivazione medesima. La massima autorità giudiziaria italiana ha così chiuso il famoso caso semitalia.it, che aveva visto i gestori del noto portale finire dietro le sbarre.

Per quanti vorranno leggere il testo della sentenza, rinviamo al sito stesso della Cassazione: ecco il link http://www.cortedicassazione.it/Documenti/2012_25355.pdf
Invece, per un maggior approfondimento del caso, rinviamo allottimo articolo scritto dallAduca questo indirizzo [1].

Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc, ha così commentato la notizia: Viene così smontata una volta per tutte una politica del diritto penale sugli stupefacenti fondata sulla repressione dei reati dopinione, così come la vorrebbe la legge Fini-Giovanardi. Se la vendita di semi di cannabis è di per sé legale e riconosciuta tale dalla Convenzione di New York del 1967, diversi pubblici ministeri, su impulso del precedente Governo di cui faceva parte lo stesso Giovanardi in qualità di sottosegretario con delega in materia di stupefacenti hanno voluto proibirla indirettamente punendo i commercianti non tanto per lattività di vendita, ma per il reato di istigazione o induzione al consumo di droghe che sottenderebbe lattività commerciale. Una strada che si è oggi rivelata impercorribile perché in contrasto con i principi fondamentali del diritto.




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