IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
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LA NUOVA CONOSCENZA

mercoledì 20 febbraio 2019

LA MIGRAZIONE DEI POLI...FENOMENO SOTTOVALUTATO?




Polo nord magnetico si sposta di 55 km l'anno, ecco le conseguenze:

Velocità più che triplicata in 20 anni. Secondo gli esperti è un segno dell'inizio dell'inversione dei poli
Il polo nord magnetico terrestre viaggia verso Est. Non è una notizia, diranno coloro che conoscono il fenomeno della 'migrazione di poli'. Ma la novità sta nella velocità di questo spostamento. Negli ultimi anni il moto del Nord magnetico - che segue una traiettoria che va dal'Artico canadese alla Siberia - ha subito un'accelerazione notevole, raggiungendo i 55 km l'anno. La stima è del Noaa (l'ente americano per le ricerche sull'atmosfera e gli oceani), che ha pubblicato con un anno in anticipo il nuovo Modello magnetico della Terra per consentire di aggiornare gli strumenti per la navigazione via mare e terra.

ALLARME BUSSOLE
Il polo nord magnetico fu localizzato per la prima volta nell'Artico canadese: era il 1831. Da allora si è spostato di 2.300 chilometri in direzione della Siberia. Per dare un'idea dell'entità dell'accelerazione è sufficiente pensare che la velocità di spostamento è più che triplicata in meno di 20 anni. Dal 2000 è aumentata da circa 15 km/anno a 55 km/anno. Ma quali sono le conseguenze? Il costante movimento del polo nord magnetico costituisce un problema per le bussole e per altri apparecchi elettronici, di uso civile e militare. Anche aerei e navi si basano sul nord magnetico, di solito come sistema di riserva.

Le forza armate Usa, per esempio, si servono di strumenti che rilevano il nord magnetico per la navigazione e anche per il lancio di paracadutisti - ricorda lo stesso Noa. Anche le piste degli aeroporti sono denominate in base al loro allineamento rispetto al polo nord magnetico. Tecnologie simili sono utilizzate dalla Nasa per ricerche, mappature, per il monitoraggio di antenne e satelliti, dalle app dei telefonini che forniscono servizi 'Compass', Gps, mappe, eccetera.
La posizione del polo nord magnetico era aggiornata ogni cinque anni e l'ultima stima era attesa per il 2020 ma è stata anticipata per "variazioni impreviste nella regione Artica" - comunica il Noaa - che testimoniano la rapida accelerazione del fenomeno di migrazione. I dati del 'World Magnetic Model' peraltro erano previsti per la metà di gennaio ma sono slittati a causa dello shutdown negli Stati Uniti, il blocco delle attività amministrative del Governo federale statunitense.

PERCHE' SI MUOVE
Il campo magnetico è fondamentale per la vita sulla Terra, perché avvolge il pianeta in un invisibile guscio che lo protegge dalle pericolose radiazioni solari e cosmiche, dannose per la salute. La ragione dello spostamento rapido del nord magnetico sta nella turbolenza dello strato esterno liquido del nucleo terrestre (il polo sud magnetico si muove invece molto più lentamente). L'accelerazione, insieme all'indebolimento generale del campo magnetico terrestre, sarebbe - secondo gli esperti - un segnale che indica l'approssimarsi dell'inversione dei poli magnetici, un fenomeno avvenuto circa 100 volte in 170 milioni di anni.

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venerdì 15 febbraio 2019

IL PRIMO SAPIENS, FORSE TROVATO IN MONGOLIA



Cranio trovato in Mongolia puó appartenere al piú antico umano “moderno” mai scoperto.

Un antico cranio umano molto discusso, rinvenuto in  Mongolia è stato datato e analizzato geneticamente, dimostrando che si tratta del primo umano moderno (Homo Sapiens) mai trovato nella regione, secondo una nuova ricerca dell’Università di Oxford. La datazione al radiocarbonio e l’analisi del DNA hanno rivelato che l’unico fossile di ominide del Pleistocene scoperto in Mongolia, inizialmente chiamato Mongolanthropus, è in realtà un umano moderno che visse approssimativamente 34-35 mila anni fa. La calotta cranica, rinvenuta nella valle di Salkhit, nella Mongolia nord-orientale, è, ad oggi, l’unico fossile di ominide del Pleistocene rinvenuto nel paese.


Il reperto
Il cranio è per lo più completo e comprende le creste sopraccigliari e le ossa nasali. La presenza di caratteristiche arcaiche ha portato inizialmente a ritenere che si trattasse di Homo Erectus o Neanderthal. I paleoatropologi di Oxford hanno infine datato l’esemplare a 34.950-33.900 anni fa,  8.000 anni  in più rispetto alla datatazione iniziale.
Il team di Oxford ha utilizzato una nuova tecnica per la datazione al radiocarbonio di ossa fortemente contaminate. Questo metodo si basa sull’estrazione di uno solo degli amminoacidi dal collagene presente nell’osso. L’amminoacido idrossiprolina (HYP), che rappresenta il 13% del carbonio nel collagene dei mammiferi. La datazione di questo amminoacido consente infatti un drastico miglioramento nella rimozione di contaminanti moderni dai campioni.

I risultati
La nuova e affidabile datazione al radiocarbonio ottenuta per il campione mostra che questo individuo risale allo stesso periodo del Paleolitico superiore in Mongolia, che di solito è associato all’uomo moderno. L’età del reperto è posta successivamente alle prime tracce degli esseri umani anatomicamente moderni nella maggiore Eurasia, che secondo alcuni ricercatori potrebbe superare i 100.000 anni in Cina. Questo nuovo risultato suggerisce anche che c’era ancora una significativa quantità di contaminazione non rimossa nel campione durante le misurazioni del radiocarbonio originale. Ulteriori analisi eseguite in collaborazione con scienziati dell’Università di Pisa hanno confermato che il campione era fortemente contaminato dalla resina che era stata usata per conservare il campione dopo la sua scoperta.

Le dichiarazioni
“La ricerca che abbiamo condotto dimostra ancora una volta i grandi benefici dello sviluppo di metodi chimici migliorati per datare materiale preistorico che è stato contaminato”, ha detto il dr. Thibaut Devièse, primo autore dell’ articolo, che guida gli sviluppi del metodo nell’analisi specifica dei composti presso l’Università di Oxford. “Il pretrattamento dei campioni è fondamentale per ottenere cronologie affidabili in archeologia”.

Le analisi del DNA sono state eseguite anche sulle ossa di ominide dal team del professor Svante Pääbo presso il Max-Planck Institute for Evolutionary Anthropology a Lipsia, in Germania. Diyendo Massiliani e colleghi hanno ricostruito il genoma mitocondriale completo del campione. Si colloca all’interno di un gruppo di mtDNA umani moderni (aplogruppo N) che è molto diffuso in Eurasia oggi, a conferma dell’opinione di alcuni ricercatori secondo cui il cranio è davvero di un essere umano moderno. Sono in corso ulteriori lavori sul DNA nucleare per gettare ulteriore luce sulla genetica del cranio.

“Questo enigmatico cranio ha lasciato perplessi i ricercatori per qualche tempo”, ha affermato il professor Tom Higham, che guida il gruppo di ricerca PalaeoChron presso l’Università di Oxford. “Una combinazione di scienza all’avanguardia, tra cui la datazione al radiocarbonio e la genetica, ha dimostrato che questo reperto e’ di un umano moderno; i risultati si inseriscono perfettamente nella documentazione archeologica della Mongolia che collega appunto gli umani moderni al Paleolitico superiore in questa parte del mondo. “

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martedì 12 febbraio 2019

LA NUOVA FRONTIERA DEGLI ARTI BIONICI PARLA ITALIANO



Impiantata la prima mano bionica permanente. Siamo vicini a una rivoluzione per le protesi.

La svolta grazie al progetto di ricerca europeo Detop, coordinato dall'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e finanziato dalla Commissione Europea all'interno del programma Horizon 2020.

L’intervento potrebbe rivoluzionare la qualità della vita delle persone che per un incidente o per una malattia hanno perso un arto. La prima persona ed essere stata sottoposta a questo tipo di operazione è una signora svedese. Del resto il nuovo impianto è stato sviluppato nel Paese scandinavo dal team guidato da Max Ortiz Catalan presso l’azienda che per prima ha realizzato una protesi artificiale, usando la tecnica dell’osteointegrazione, in collaborazione con la Chalmers University of Technology.



L’intervento
Alla donna sono stati innestati impianti in titanio nelle due ossa dell’avambraccio, quindi nel radio e nell’ulna, con la tecnica dell’osteointegrazione combinata alle interfacce muscolari. L’impianto potrà essere utilizzato quotidianamente e consentirà di controllare in modo naturale la mano robotica e di restituirne le percezioni sensoriali. L’impianto funge da tramite tra lo scheletro e la mano robotica sviluppata dalla Scuola Superiore Sant’Anna e da Prensilia.

I benefici sulla vita quotidiana
Le protesi convenzionali permettono di riprodurre solo i movimenti di apertura e di chiusura della mano. Il nuovo impianto consente invece un controllo molto più efficiente della mano robotica, grazie alla tecnica osteointegrata. Grazie ai 16 elettrodi impiantati nei nervi la donna recupererà le sensazioni tattili.

Grande lavoro internazionale
L’intervento chirurgico si è svolto presso lo Sahlgrenska University Hospital in Svezia sotto la guida di Richard Brånemark e di Paolo Sassu. Il progetto Detop è coordinato da Christian Cipriani, direttore dell’Istituto di BioRobotica, e include anche Prensilia srl, azienda spin-off dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna, Lund University, Gothenburg University, University of Essex, Swiss Center for Electronics and Microtechnology, l’università Campus Bio-Medico di Roma, il Centro Protesi Inail e l’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Ora toccherà a un paziente italiano
Il prossimo obiettivo è impiantare il sistema protesico su altri due pazienti, uno in Italia e uno in Svezia. «Grazie a questa interfaccia uomo-macchina così accurata – commenta Christian Cipriani, responsabile scientifico del progetto Detop – e grazie alla destrezza e al grado di sensibilità della mano artificiale, ci aspettiamo che nel giro dei prossimi mesi la donna riacquisisca funzionalità motorie e percettive molto simili a quelle di una mano naturale. Questo non sarà comunque l’unico impianto previsto. Sono infatti partite in Italia le attività di ricerca per il reclutamento di un secondo paziente per un nuovo intervento chirurgico. L’operazione è in programma all’Università Campus Bio-Medico di Roma. Verrà effettuato da team clinici del Campus Bio-Medico e dell’Istituto ortopedico Rizzoli».

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sabato 9 febbraio 2019

LA "NUOVA FISICA": LEZ. - N. 4



NUOVA DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI MASSA PER LA CORRETTA INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE GRAVITAZIONALE DI NEWTON SECONDO LA VISIONE ORIGINALE DEL DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA

del Dott. Giuseppe Cotellessa

Il procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637 del Dott. Giuseppe Cotellessa, che è un procedimento fisico-matematico che unifica energia-spazio-tempo in un unico grafico tridimensionale per l'interpretazione oggettiva della realtà, ha consentito come una delle prime applicazioni a livello di teoria di comprendere l'esatta definizione del concetto di massa per la corretta interpretazione della legge gravitazionale di Newton.

Newton ha definito la massa come costante di proporzionalità tra forza ed accelerazione:

1) f =ma

dove

f è la forza

m è la nassa

a è l'accelerazione

Il Dott. Giuseppe Cotellessa definisce invece la massa come costante di proporzionalità tra l'energia potenziale ed il potenziale gravitazionale (h l'altezza).

2) Ep = ch

dove

Ep è l'energia potenziale

c è il simbolo della massa secondo la visione originale del Dott. Giuseppe Cotellessa (c iniziale di Cotellessa)

h è il potenziale (altezza di un oggetto di massa c dal centro di gravità della massa più grande)

La differenza concettuale tra queste due definizioni di massa è enorme.

Secondo Newton la massa è la causa della generazione della forza gravitazionale

Secondo il Dott. Giuseppe Cotellessa la massa è la causa della generazione dell'energia potenziale..
Vediamo le enormi conseguenze di questa originale definizione.

La quantità di moto q si può ricavare come la derivata prima dell'energia potenziale rispetto al tempo
q = dEp/dt =cv

la forza gravitazionale si può ricavare secondo la definizione di Newton come la derivata della quantità di moto rispetto al tempo

cg =dq/dt = d2(Ep)/d2t (cg dalle iniziali di Giuseppe Cotellessa)

Inoltre integrando la quantità di moto rispetto alla velocità si può ricavare l'energia cinetica.

A sua volta quindi la quantità di moto si può ricavare come derivata prima dell'energia cinetica rispetto alla velocità.

Quindi secondo la visione originale del Dott. Giuseppe Cotellessa la quantità di moto è una derivata di prima potenza rispetto all'energia potenziale mentre la forza ma è la derivata di seconda potenza rispetto all'energia potenziale.

Questo significa che esistono in natura forze legate alla velocità (quantitò di moto q=mv) oltre che quelle legate all'accelerazione. (f=ma)

Il grave errore storico di Newton (passatemi il termine) è stato quello di associare la definizione di massa alla definizione di forza proporzionale all'accelerazione e non come grandezza proporzionale all'energia potenziale.

Come conseguenza di questo errore concettuale di partenza, tutti i fisici delle generazioni successive si sono concentrati ad approfondire la grandezza “forza” tentando ad esempio  l'unificazione dei differenti tipi di forze e non capendo che la grandezza più importante in fisica non è la forza ma l'energia col suo sacro principio che l'energia non si crea nè si distrugge ma si conserva sempre.

Non è stato mai compreso da nessuno che i vari tipi di forze possono essere considerati derivate della variazione dei vari tipi d'energia rispetto al tempo, allo spazio o ad una loro combinazione.

Secondo Newton la formula dell'energia potenziale è:

3) Ep = mgh

Questa formula sbagliata (che cosa c'entra l'accelerazione di gravità in una formula dell'energia potenziale?) è stata l'origine dell'incapacità di Newton di comprendere il vero significato del fenomeno della gravitazione universale, cioè che la massa è la sorgente dell'energia potenziale non della forza.

Per rimediare, ora è necessario ridefinire tutte le leggi ed i principi di base della fisica in modo corretto.

Per il momento, è stato importante comprendere quale sia stato il cosiddetto peccato originale di tutta fisica, ma ai posteri l’ardua sentenza!

BIBLIOGRAFIA







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mercoledì 6 febbraio 2019

LA "NUOVA FISICA" - LEZ. - N.3


INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE GRAVITAZIONALE DI NEWTON SECONDO LA VISIONE ORIGINALE DEL  DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA

del Dr. Giuseppe Cotellessa

Sir Isaac Newton ha definito che la legge di gravitazione universale ha effetto a distanza infinita. Il Dott. Cotellessa, invece,  propone una differente interpretazione per la spiegazione del fenomeno. E' noto che durante il processo di spostamento di un corpo piccolo verso la direzione del centro di massa di un corpo molto più grande l'energia potenziale (mgh) viene convertita in energia cinetica (1/2mv2).
Supponiamo per semplicità di ragionamento che il corpo parta da fermo.

Appena il corpo acquista velocità si crea la forza di quantità di moto mv.

A sua volta la velocità continua ad aumentare creando ovviamente la forza nota mg per l’incremento della quantità di moto al variare del tempo.

Se consideriamo l'energia potenziale avremo direttamente l'espressione

1) mg = d(mgh) / dh

Si ottiene anche lo stesso risultato ma con differente numero di passaggi considerando l'energia cinetica.

Con l'energia potenziale  abbiamo un solo passaggio con la sua derivata rispetto allo spazio.
Con l'energia cinetica, invece, due passaggi.

1) mv = d(1/2mv2)/dv

2) mg = d(mv)/dt

E' evidente che a Newton è sfuggita l'importanza del primo passaggio perché, secondo la definizione del Dott. Giuseppe Cotellessa, bisogna assegnare alla quantità di moto il significato di forza.

E’ necessario quindi considerare l’esistenza di  forze legate alla velocità (mv) e forze legate all'accelerazione (mg).

In questo caso si tratta di un meccanismo di retroazione positiva come se la natura avesse tutto l'interesse a favorire la conversione da energia potenziale ad energia cinetica, entrambe energie meccaniche nobili.

Ma non  tutto, perche:

Secondo la teoria della relatività ristretta di Einstein per avere maggiore accelerazione, dobbiamo aumentare anche il valore della massa. In altri casi quando si tratta di convertire l'energia meccanica (energia nobile) in energia termica (energia povera) si fanno intervenire le forze di attrito che tendono ad ostacolare il movimento del corpo e quindi la conversione delle due forme di energia, da energia meccanica in energia termica. In questo caso interviene un meccanismo di retroazione negativo che tende ad ostacolare il processo.

Con questi esempi il Dott, Giuseppe Cotellessa vuole sottolineare che sara’ importante approfondire in futuro  il meccanismo di generazione delle forze originate dalla trasformazione delle energie.

Alla fine è importante sottolineare che Sir. Isaac Newton ha potuto utilizzare solo il calcolo infinitesimale mentre il Dott. Giuseppe Cotellessa sia quello infinitesimale che il procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637, un metodo matematico fisico che unifica energia-spazio-tempo in un unico grafico tridimensionale per l'interpretazione oggettiva della realtà.

Bibliografia

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sabato 2 febbraio 2019

LA "NUOVA FISICA" - LEZ. N. 2



SUPERAMENTO DEI LIMITI DELLA VISIONE FISICA DEL MONDO GRAZIE ALL'APPLICAZIONE DEL  PROCEDIMENTO DEL BREVETTO ENEA RM2012A000637

LEZIONE - 2 -

del Dr. Giuseppe Cotellessa

Lo sviluppo delle conoscenze matematiche è stato molto utile per la semplificazione nell'interpretazione della realtà complessa del mondo fisico. Nonostante questo incredibile miglioramento dei progressi della matematica nel passato, lo stato dell'arte raggiunta da essa presenta dei limiti notevoli che non consentono di raggiungere la piena interpretazione oggettiva della realtà. Uno di questi grandi limiti è la classificazione delle grandezze fisiche in grandezze scalari e vettoriali, distinzione indispensabile per l'applicazione dell'analisi matematica (studio di limiti, derivate ed integrali) per l'interpretazione del mondo fisico. Questa suddivisione delle grandezze fisiche in grandezze vettoriali e scalari, comoda per lo sviluppo del pensiero umano, ha rappresentato un grande limite per tutti gli scienziati del passato nell'interpretazione del mondo fisico, anche a partire da Sir Isaac Newton. Newton vincolato all'uso di grandezze vettoriali per interpretare il mondo fisico  ha approfondito lo studio delle stesse, come velocità, accelerazione, quantità di moto, impulso limitando l'approfondimento allo studio delle grandezze scalari.
Sono stati fatti altri approfondimenti da parte di Einstein per migliorare l'interpretazione della realtà del mondo fisico. I limiti mentali in Einstein della distinzione delle grandezze fisiche in vettoriali e scalari gli ha comunque impedito di raggiungere la piena comprensione dell’ oggettiva interpretazione della realtà. L'ideazione del procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637  - vedi post:


ha consentito finalmente al Dott. Giuseppe Cotellessa di superare questi limiti e grazie all'uso potente di questo strumento, che va oltre i limiti del modello matematico in uso per l'interpretazione del mondo fisico, ha consentito di sviluppare una visione più aderente alla realtà, non avendo più bisogno di differenziare le grandezze fisiche in scalari e vettoriali. Il procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637 può essere definito sinteticamente come un procedimetno fisico-matematico che consente l'unificazione dell'energia-spazio-tempo in un unico grafico tridimensionale per l'interpretazione oggettiva della realtà. La sua applicazione nella risoluzione dei problemi sperimentali ha consentito al Dr. Giuseppe Cotellessa di comprendere che le grandezze veramente esistenti nella realtà fisica sono l'energia, lo spazio e la carica elettrica. In questo modello il tempo rappresenta la grandezza indispensabile per descrivere la variazione dell'energia non rispetto allo spazio, in quanto l'energia può variare solo rispetto al tempo sempre nello stesso punto spaziale.
Facciamo un piccolo approfondimento.

Secondo il Dott. Giuseppe Cotellessa la forza ha origine rispetto alla variazione dell'energia in rapporto al tempo o allo spazio e alla loro combinazione (velocità). Secondo questa definizione anche la potenza definita come:

1) P =E/t

rappresenta una forza. Il problema è che secondo la fisica newtoniana la forza è rappresentata da una grandezza vettoriale e non scalare. Coerentemente la potenza è classificata come grandezza scalare.
Perchè è potuto accadere questo? Ovviamente ogni forza è caratterizzata dalla propria direzione, verso e modulo. Quando l'energia varia rispetto al tempo possono essere generate infinite forze ed il modello vettoriale di Newton entra in crisi.

Come ha potuto dunque (fino ad ora) cavarsela Newton ? Naturalmente All'italiana! Ha definito in questo caso l'impulso al posto dell'energia per spiegare l'effetto della variazione rapida della quantità di moto nel generare grandi forze mentre la quantità di moto che è anch'essa una forza, secondo la definizione coerente del Dott. Giuseppe Cotellessa, è ottenuta come la derivata dell'energia cinetica rispetto alla velocità. Nei calcoli di progettazione strutturale non bisogna considerare la quantità di moto come semplice grandezza che si conserva sia negli urti elastici o anelastici ma come forza che può assumere valori elevati se ci sono grandi variazioni di energia cinetica rispetto alla velocità, come nel caso di venti forti basta pensare agli effetti devastanti degli uragani o a quella dei maremoti. Non bisogna limitarsi a considerare la conservazione di energia ma anche che a grandi variazioni di energia cinetica possono crearsi grandi quantità di moto. Ha definito potenza come una grandezza scalare e pare che tutti l'abbiano bevuta. In fatti in questo caso il modello matematico non è in grado di prevedere l'insorgenza delle infinite forze che possono originarsi dalla variazione dell'energia rispetto al tempo. Consideriamo il caso tragico del crollo tristemente noto alla cronaca del ponte Morandi a Genova. Improvvisamente si ha una grande variazione di energia rispetto al tempo che ha generato enormi forze che hanno improvvisamente determinato il crollo istantaneo del ponte. Non esiste un modello matematico predittivo della generazione di tutte le forze possibili generate dalla variazione dell'energia rispetto al tempo.

Altro problema:

Le forze vettoriali si possono applicare ai corpi rigidi, ed in questo caso si possono usare i vettori che sono grandezze vettoriali. Ma quando si tratta dei fluidi al posto delle forze si utilizzano le pressioni che sono considerate grandezze scalari. Soluzioni brillanti ma scorciatoie che coprono l'esistenza di grandi limiti concettuali per l'interpretazione oggettiva della realtà. Questi limiti possono essere finalmente superati grazie all'uso del procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637 che è un metodo robusto che può essere applicato a tutte le grandezze fisiche, a prescindere che siano grandezze vettoriali o scalari per l'interpretazione oggettiva della realtà.

Bigliografia


PER LEGGERE LA LEZIONE N. 1 :

http://marcolarosa.blogspot.com/2019/01/la-nuova-fisica-lez-n1.html

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