IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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LA NUOVA CONOSCENZA

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GdM

domenica 31 ottobre 2021

GRAVITA' ARTIFICIALE: IMPRESCINDIBILE PER IL FUTURO DELL'UOMO NELLO SPAZIO

 



Troppo tempo nello spazio procura danni al cervello, lo studio su 5 cosmonauti

Dopo aver analizzato gli effetti della permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale di cinque cosmonauti russi, un team di ricercatori è giunto alla conclusione che trascorrere troppo tempo nello spazio può causare danni al cervello. Lo studio è disponibile sulla rivista JAMA Neurology:

https://jamanetwork.com/journals/jamaneurology/article-abstract/2784623

In realtà molti effetti della permanenza nello spazio sul corpo umano, in particolare sul cervello, sono già noti e questo è uno studio che conferma che, prima di iniziare un’era spaziale in cui i viaggi saranno della durata di molti mesi o anni o che vedrà comunque una permanenza umana nello spazio prolungata, si dovrà prima mettere a punto qualche soluzione.

1)  Campioni di sangue di cinque cosmonauti

2)  Lesioni delle fibre nervose presenti nella sostanza bianca

3)  Lesioni cerebrali lievi ma comunque durature

4)  Deflusso venoso nella testa causato dalla microgravità

Campioni di sangue di cinque cosmonauti:

I campioni di sangue dei cinque cosmonauti, rimasti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per una media di 169 giorni, sono stati raccolti prima della partenza della missione e subito dopo il ritorno a terra. Il sangue è stato poi prelevato anche una settimana dopo l’atterraggio e tre settimane dopo. I ricercatori hanno potuto valutare la salute del cervello tramite i marcatori presenti nel sangue; è la prima volta per un volo spaziale con durata così lunga.

Lesioni delle fibre nervose presenti nella sostanza bianca:

I ricercatori hanno rilevato un aumento del numero di diverse proteine nel cervello e alcuni di questi aumenti si rivelavano più massicci durante la prima settimana dopo il ritorno a terra (sempre rispetto ai valori dei campioni prelevati prima della partenza). I marcatori indicavano lesioni delle fibre nervose presenti nella sostanza bianca del cervello e nel tessuto circostante, la glia. I ricercatori hanno inoltre notato un aumento, ancora più grande, per due varianti della proteina beta-amiloide. L’aumento di quest’ultima ha caratterizzato tutto il periodo di tre settimane dopo l’atterraggio ed è certamente collegato al periodo trascorso sulla stazione spaziale.

Lesioni cerebrali lievi ma comunque durature:

Secondo Peter zu Eulenburg, uno dei ricercatori dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera (LMU) impegnati nello studio, si tratta di risultati che mostrano lesioni cerebrali lievi ma comunque durature e un certo livello di neurodegenerazione accelerata. Inoltre tutti i principali tessuti del cervello sembravano essere colpiti dall’effetto. Si citano anche, nel comunicato della LMU che presenta lo studio, i risultati raggiunti da ricerche precedenti riguardanti un abbassamento della vista avvenuto in diversi astronauti dopo missioni a lungo termine.

Deflusso venoso nella testa causato dalla microgravità:

Secondo i ricercatori l’aumento di queste proteine all’interno del cervello può essere causato da un deflusso venoso nella testa a sua volta causato dalla microgravità. Un meccanismo del genere, sul lungo periodo, potrebbe portare ad un aumento del liquido cerebrospinale e ad una maggiore pressione sulla materia bianca e sulla materia grigia.

Gli stessi ricercatori ammettono che altri studi dovrebbero essere condotti sugli effetti della microgravità sul cervello umano per capire come ridurre e minimizzare questi rischi neurologici per le missioni esplorative nello spazio di lunga durata. Il riferimento maggiore è sicuramente al viaggio dei primi esseri umani su Marte.

Da:

https://notiziescientifiche.it/troppo-tempo-nello-spazio-procura-danni-al-cervello-lo-studio-su-5-cosmonauti/

 


Mancanza di gravità produce gravi danni anche a occhi: gravità artificiale essenziale per viaggi spaziali lunghi

Gli studi riguardanti gli effetti della mancanza di gravità sul corpo umano sono tantissimi e molti di essi sono stati effettuati proprio grazie alla Stazione Spaziale Internazionale. I risultati però sono sempre gli stessi: per eventuali viaggi spaziali molto lunghi con esseri umani a bordo, le astronavi dovranno essere per forza di cose caratterizzate da una sorta di gravità artificiale.

Gli effetti della mancanza di gravità, sul medio e sul lungo periodo, infatti, sono troppo gravi; si va dall’atrofia muscolare fino alla perdita di densità ossea per passare da organi con funzionalità ridotte, circolazione del sangue fortemente limitata e finanche cambiamenti genetici. Un altro studio, pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences e realizzato da un gruppo di ricercatori della NASA e della JAXA, conferma quanto la gravità artificiale risulti essenziale per pianificare viaggi a lungo termine nello spazio. Questo studio ha in particolare esaminato i cambiamenti nei tessuti oculari in alcuni topi dopo che questi ultimi hanno trascorso 35 giorni a bordo dell’ISS. A bordo della stazione i topi sono stati divisi in due gruppi: una parte viveva nelle condizioni classiche di microgravità che si hanno a bordo dell’ISS, un’altra parte ha vissuto questi giorni in un ambiente che con forza centrifuga produceva una sorta di gravità artificiale di 1 g, l’equivalente della gravità terrestre. Il primo gruppo, che viveva a gravità ridotta, sviluppava danni ai vasi sanguigni degli occhi a differenza del secondo gruppo. Lo spostamento dei fluidi verso la testa, dovuto alla mancanza di gravità, influenza tutto il sistema vascolare del corpo e quindi anche i vasi sanguigni negli occhi. Questo significa che per missioni della durata di molti mesi o anni, periodi necessari per raggiungere, per esempio, pianeti al di fuori del sistema solare, una gravità artificiale a bordo delle astronavi sarà assolutamente necessaria.

https://notiziescientifiche.it/mancanza-di-gravita-produce-gravi-danni-anche-a-occhi-gravita-artificiale-essenziale-per-viaggi-spaziali-lunghi/

PER APPROFONDIMENTI LEGGI ANCHE:

http://marcolarosa.blogspot.com/2018/06/il-futuro-delluomo-nello-spazio.html

 

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DI MARCO LA ROSA
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