IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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LA NUOVA CONOSCENZA

sabato 30 marzo 2019

LA "NUOVA FISICA": LEZ. - N. 8



SCOPERTA DEL POTENZIALE MECCANICO DI ROTAZIONE E DEL PRINCIPIO DELLA SUA TRASFORMAZIONE IN POTENZIALE MECCANICO DI TRASLAZIONE.

Dott. Giuseppe Cotellessa

Il procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637 del Dott. Giuseppe Cotellessa,ha permesso di scoprire anche dei nuovi originali principi di trasformazione delle forze di rotazione in forze di traslazione.
E' noto per esperienza diretta quotidiana l'importanza delle grandezze di potenziale ed energia nel campo elettrico. Sappiamo che i nostri cellulari per funzionare devono essere alimentati non solo da energia elettrica ma è indispensabile non sbagliare il valore del potenziale. Non possiamo alimentare il cellulare direttamente con il potenziale della corrente diretta. Ormai conosciamo benissimo gli effetti sul nostro corpo quando entriamo in contatto con il potenziale elettrico. nel mondo meccanico esiste un concetto simile di potenziale meccanico definito teoricamente nella legge di gravitazionale universale.
Pur essendo stata definita nei problemi di meccanica questa grandezza non è presa in considerazione, ma al suo posto Newton ha preferito utilizzare la grandezza di quantità di moto perchè per essa era valido il principio di conservazione e perchè era legata direttamente  alla definizione di forza come f = ma = dq/dtIn  nei post precedenti ho spiegato il motivo di questa scelta.
Per far comprendere l'importanza della grandezza potenziale basti pensare che il gioco dell'oscillazione delle onde del mare  è dovuta alla variazione del potenziale meccanico tra le particelle d'acqua. I corpi rigidi possono essere soggetti a variazione di potenziale ma non abbiamo il modo di accorgercene se non in casi estremi quando avviene la rottura o frattura del materiale, appunto quando i valori di potenziale meccanico all'interno raggiungono valori critici. In futuri post affronterò l’utilizzo del calcolo matematico per spiegare gli urti tra i corpi introducendo la grandezza di potenziale meccanico invece della grandezza di quantità di moto. Per il momento affronto l'importante scoperta della relazione della trasformazione dell'energia traslazionale in energia rotazionale e viceversa.
La teoria di Newton ha “scambiato” i due mondi della traslazione e rotazione in due mondi differenti non intercomunicanti che rispettano leggi proprie. Conservazione della quantità di moto e del momento della quantità di moto sono un mondo; conservazione dell'energia di traslazione e di energia di rotazione un altro mondo ancora. Con l'introduzione della grandezza di potenziale meccanico il Dott. Giuseppe Cotellessa ha intuito e dimostrato la possibilità di conversione di energia di rotazione in energia di traslazione e viceversa.
Consideriamo l'esempio pratico della bicicletta:
Quando le ruote della bicicletta girano non cadiamo perchè viene generata una forza di direzione perpendicolare al piano delle ruote della bicicletta che ci sostiene. La fisica classica spiega questo fenomeno come la generazione di un momento della forza M = Fxr con la relazione di perpendicolarità tra M, F ed r.
In che modo il Dott. Giuseppe Cotellessa interpreta questo fenomeno?
Egli ipotizza che per il moto circolatorio valga la relazione:
1) Er = IVr
dove:
Er energia di rotazione
I = mr2 momento di inerzia
Vr è il potenziale di rotazione la cui esistenza è stata intuita per primo proprio dal Dott. Giuseppe Cotellessa.
In modo analogo abbiamo:
2) Et = mVt
dove:
Et = energia di traslazione
m è la massa del corpo
Vt è il potenziale di traslazione.
Per il principio di conservazione dell'energia abbiamo
Er = Et
IVr = m Vt
mr2Vr = m Vt
r2Vr = Vt
Cosa significa questa importante relazione?
Significa che una piccola tensione meccanica di rotazione genera una elevata tensione meccanica di traslazione. Abbiamo una amplificazione nella trasformazione da potenziale di rotazione in potenziale di traslazione. Teoricamente la conversione tra potenziale di rotazione e traslazione è reciproca, ma viene favorita la conversione da rotazione a traslazione e non viceversa. Un moto di traslazione dovrebbe generare un moto di rotazione ma questa conversione è sfavorita perchè un valore alto di tensione di traslazione viene convertito in un basso valore di rotazione.
Infatti bisogna ricordare che il valore dell'accelerazione dipende da V
a = V/d.
Ecco un primo esempio dell'importanza dell'uso della grandezza potenziale V nel campo della meccanica. I libri di testo non utilizzano mai la grandezza potenziale meccanica V seguendo rigorosamente l'orientamento impostato da Newton.
Il concetto del potenziale meccanico V è importante nella progettazione delle costruzioni civili.
Immaginate cosa succederebbe se i progettisti di dispositivi elettronici ed i fabbricatori di pile non specificassero i valori di tensione dei loro dispositivi. Se consideriamo gli eventi naturali come venti, uragani, piogge, contatto meccanico delle ruote delle automobili, pile e costruzioni civili senza tenere in  considerazione ne i potenziali generati ne i valori critici degli stessi valori ci si rende conto che si sta procedendo alla cieca nel valorizzare la loro stabilità.
Non bisogna illudersi.
Quando si riducono le masse nei componenti delle costruzioni significa aumentare i loro valori potenziali  meccanici in quanto:
V = E/m
Inoltre
Quando si riducono le dimensioni nei componenti delle costruzioni significa aumentare i valori delle accelerazioni a parità di potenziali meccanici in quanto:
a = V/d
Così notiamo che il ponte S. Angelo di Roma con grande massa ed elevate dimensioni rimane stabile nel tempo e le costruzioni che non rispondono a questi criteri possono crollare improvvisamente.
L'uso del cemento armato porta a ridurre le masse e le dimensioni dei componenti delle costruzioni ma a discapito della generazione di potenziali meccanici più elevati e generazioni di maggiori valori nelle accelerazione con rischio di crolli.
BIBLIOGRAFIA



mercoledì 27 marzo 2019

ALTRI…PRINCIPI DI IMMORTALITA’ ?



In una pianta giapponese la molecola di lunga vita: funziona in lievito, vermi, moscerini e cellule umane.

Scoperta una nuova molecola anti-invecchiamento nelle foglie di una pianta molto comune in Giappone: in laboratorio ha dimostrato di allungare la vita di lievito, vermi, moscerini e cellule umane. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications, si deve ai ricercatori guidati da Frank Madeo, dell'università austriaca di Graz. I ricercatori hanno analizzato le molecole antiossidanti presenti nelle foglie dell'angelica keiskei, una pianta da fiore della famiglia delle carote usata dalla medicina tradizionale asiatica per gli effetti benefici sulla salute, e hanno identificato un flavonoide che riduce il declino cellulare associato all'età. E' stato scoperto che la molecola attiva il meccanismo di riciclaggio cellulare scoperto dal biologo giapponese Yoshinori Ohsumi e che gli è valso il Nobel per la medicina del 2016. Questo meccanismo, chiamato autofagia, rimuove e degrada i componenti cellulari danneggiati, come proteine e organelli, generando materia prima per costruire nuove molecole. Il cattivo funzionamento di questo meccanismo è all'origine sia di malattie molto diffuse, come infezioni, infiammazioni e tumori, sia di disturbi legati all'invecchiamento, a causa dell'accumulo di molecole tossiche nella cellula. Nei test di laboratorio la sostanza ha allungato la vita di lievito, vermi e moscerini della frutta di circa il 20% e ha ridotto il declino cellulare associato all'età nelle cellule umane in coltura. La molecola è stata sperimentata anche nei topi con problemi al cuore, soggetti a riduzione del flusso sanguigno (ischemia miocardica prolungata), e il trattamento ha avuto l'effetto di proteggere i tessuti. Il risultato, secondo gli autori, conferma il ruolo dell'autofagia nella protezione delle cellule e rappresenta un passo nell'identificazione di terapie anti-invecchiamento. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se questa è una strategia promettente per prevenire il declino correlato all'età negli esseri umani.


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LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

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lunedì 25 marzo 2019

LETTERA "APERTA" DEL DR. GIUSEPPE DI BELLA



(dal Quotidiano "Il Secolo d'Italia)

Di Bella al “Secolo”: «Sono anni che faccio denunce. Nessuno si senta tirato in ballo»

Ricevo e pubblico una lettera del dottor Giuseppe Di Bella dopo la pubblicazione dell’intervista dal titolo:


«Relativamente alla mia intervista  pubblicata il 27 febbraio dal Secolo d’Italia, ogni mia dichiarazione sulla sperimentazione del MDB e altro, nasce esclusivamente, unicamente, da mie personali esperienze e profonde convinzioni. Nessuno pertanto si senta coinvolto o corresponsabile a nessun titolo e grado tra quanti al momento stanno cercando di documentare e fare emergere la verità su tutta la vicenda Di Bella. Sottolineo questo perché costantemente, senza eccezioni, chi ha perseguito questo obiettivo è stato sempre attaccato con ogni mezzo dai circoli di potere.
Mi preme sottolineare che nell’intervista che ho rilasciato al quotidiano il Secolo d’Italia, tutte le considerazioni, le dichiarazioni sono unicamente mie personali, e non riconducibili in alcun modo a nessun altro. Tengo a precisare ripetere e chiarire in modo inequivocabile, che ogni mio giudizio o considerazione, o parere o commento, sono e saranno sempre nei prossimi articoli o interviste da considerare come esclusivamente miei personali, frutto di un’esperienza cinquantennale, di mie profonde motivate e meditate convinzioni, che non sono in alcun modo riconducibili a NESSUN ALTRO.
Mi sembra doverosa questa precisazione per non coinvolgere in pretestuose polemiche, farisaiche contestazioni, strumentali controversie, chi ha lavorato e lavora all’accertamento della verità, e divulgazione di dati di fatto certificati e documentati sul Prof Di Bella e il Suo Metodo. Concludo una volta per tutte, rivendicando la mia totale libertà e diritto di dire sempre e dovunque quello che penso, assumendone la piena e totale responsabilità e nessuno si senta chiamato in causa o compartecipe o corresponsabile a qualsiasi titolo e grado delle mie personali dichiarazioni, delle mie convinzioni, del mio pensiero politico, scientifico e clinico, di cui devo rispondere solo a Dio e alla mia coscienza. A NESSUN ALTRO.
Dal dicembre 1973, data della relazione che organizzai per mio padre alla Società Medico Chirurgica di Bologna, ho iniziato questa battaglia per la diffusione del Suo Metodo, di una concezione terapeutica innovativa, di un’autentica rivoluzione copernicana nei paradigmi della ricerca, nelle linee guida terapeutiche, nella concezione clinica. Continuo la difficile battaglia iniziata dal Prof Luigi Di Bella per riportare la medicina dall’attuale deriva politica, speculativa, commerciale al suo naturale contesto ippocratico etico, scientifico e clinico. Da oltre 20 anni ho ripetutamente trattato e documentato la totale mancanza di dignità scientifica della sperimentazione ministeriale del 1998. Ho denunciato la disinformazione, la macchina del fango contro il Prof Di Bella e la diffamazione continuata e aggravata da parte dei professionisti del falso e dei mainstream di regime contro di Lui e il Suo Metodo. Per potere comprendere la statura morale, scientifica, clinica del Prof Di Bella, invito a leggera la sua biografia Il poeta della scienza opera di grande valore storico e letterario di Adolfo Di Bella. Il Prof Stagnaro, illustre ricercatore e clinico, autorevole membro della New York Acàdemy of Sciences, definì il Prof Di Bella “l’ultimo grande clinico, un gigante in un mondo di nani”.
Il Metodo del Prof Di Bella si affermerà per la forza della verità, l’evidenza dei risultati, la logica ferrea della concezione, la razionalità basata sulle scienze esatte e le evidenze scientifiche. Ho incominciato questa battaglia da solo, la finirò da solo, ognuno nasce, vive e muore da solo, il resto è letteratura. Finora ho fatto da solo, potrò continuare da solo, potrò accettare collaborazioni ma non condizionamenti, alleanze ma non sudditanze. Non ho mai contato i nemici, né li ho temuti, come diceva mio padre, mi fanno pena. “Molti nemici molto onore”.
Non ho nessuna parte o merito nelle ricerche di mio padre cerco solo di servire fedelmente, umilmente la Verità consapevole che è, e sempre rimarrà l’unica Via che porta alla Vita».

Giuseppe Di Bella


sabato 23 marzo 2019

CAMBIAMENTI CLIMATICI E INQUINAMENTO...

MA SONO DAVVERO STRETTAMENTE CORRELATI ? OPPURE…





…di seguito potrete leggere ampi stralci della trascrizione (senza correzioni ) del discorso tenuto dal premio Nobel per la fisica (1984) e senatore a vita Carlo Rubbia di fronte alle commissioni riunite Affari esteri e Ambiente-territorio di Camera e Senato il 26 novembre 2014, quasi 5 anni fa…

“Sono una persona che ha lavorato almeno un quarto di secolo sulla questione dell' energia nei vari aspetti e, quindi, conosco le cose con grande chiarezza. Vorrei esprimere alcuni concetti rapidamente anche perché i tempi sono brevi. La prima osservazione è che il clima della Terra è sempre cambiato. Oggi noi pensiamo (in un certo senso, probabilmente, in maniera falsa) che se non facciamo nulla e se teniamo la CO2 sotto controllo, il clima della Terra resterà invariato. Questo non è assolutamente vero. Vorrei ricordare che durante l' ultimo milione di anni la Terra era dominata da periodi di glaciazione in cui la temperatura era di meno 10 gradi, tranne brevissimi periodi in cui c' è stata la temperatura che è quella di oggi. L' ultimo è stato 10.000 anni fa, quando è cominciato il cambiamento climatico con l' agricoltura, lo sviluppo eccetera, che è la base di tutta la nostra civilizzazione di oggi. Negli ultimi 2.000 anni, ad esempio, la temperatura della Terra è cambiata profondamente. Ai tempi dei Romani, Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti per venire in Italia. Oggi non ci potrebbe venire, perché la temperatura della Terra è inferiore a quella che era ai tempi dei Romani. Quindi, oggi gli elefanti non potrebbero attraversare la zona dove sono passati. C' è stato un periodo, nel Medioevo, in cui si è verificata una piccola glaciazione; intorno all' anno 1000 c' è stato un aumento di temperatura simile a quello dei tempi dei Romani. Ricordiamo che ai tempi dei Romani la temperatura era un grado e mezzo più alta di quella di oggi; poi c' è stata una mini-glaciazione durante il periodo 1500-1600. Ad esempio, i vichinghi hanno avuto degli enormi problemi di sopravvivenza a causa di questa mini-glaciazione, che si è sviluppata con cambiamenti di temperatura sostanziali.

POPOLAZIONE E CONSUMI

Se restiamo nel periodo degli ultimi 100 anni, ci sono stati dei cambiamenti climatici sostanziali, che sono avvenuti ben prima dell' effetto antropogenico, dell' effetto serra e così via. Per esempio, negli anni Quaranta c' è stato un cambiamento sostanziale. La presenza dell' uomo ha probabilmente introdotto ulteriori cambiamenti. Non dimentichiamo che quando sono nato io, la popolazione della Terra era 3,7 volte inferiore a quella di oggi. Nella mia vita il consumo energetico primario è aumentato 11 volte. Per quanto riguarda il comportamento del pianeta, questo ha avuto effetti molto strani e contraddittori. Vorrei ricordare che dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra non è aumentata: essa è diminuita di 0,2 gradi e noi non abbiamo osservato negli ultimi 15 anni alcun cambiamento climatico di una certa dimensione. Questo è un fatto di cui tutti voi dovete rendervi conto, perché non siamo di fronte ad un' esplosione della temperatura. La temperatura è montata fino al 2000: da quel momento siamo rimasti costanti, anzi siamo scesi di 0,2 gradi. Io guardo i fatti. Il fatto è che la temperatura media della Terra, negli ultimi 15 anni, non è aumentata ma diminuita.

L'ESEMPIO USA

Nonostante questo, ci troviamo di fronte ad una situazione assolutamente drammatica: le emissioni di CO2 stanno aumentando in maniera esponenziale. Tra le varie soluzioni dell' IPCC prevale la soluzione del business as usual. Essa è la soluzione più alta di tutte: indica che, effettivamente, anche grazie allo sviluppo della Cina e degli altri Paesi in via di sviluppo, l' aumento delle emissioni di CO2 sta avvenendo con estrema rapidità. Le emissioni stanno aumentando in maniera tale che, a mio parere, tutte le speranze che abbiamo di ridurre il consumo energetico facendo azioni politiche ed altro, sono contraddette dal fatto che oggi il cambiamento climatico del CO2 registra un aumento esponenziale senza mostrare una inversione di tendenza; sta crescendo liberamente. Vorrei ricordare che l' unico Paese nel mondo riuscito a mantenere e ridurre le emissioni di CO2 sono gli Stati Uniti: non l' Europa, non la Cina, ma gli Stati Uniti. Per quale motivo? C' è stato lo sviluppo del gas naturale, che adesso sta rimpiazzando fondamentalmente le emissioni di CO2 dovute al carbone. Ricordiamo anche che il costo dell' energia elettrica in America è due volte il costo dell' Europa. Perché? Il consumo della chimica fine in Europa è deficitario e in crollo fisso, perché fondamentalmente in America si stanno sviluppando delle tecnologie grazie ad uno sviluppo tecnologico ambientale importantissimo, che ha permesso veramente di cambiare le cose. Questo dà un messaggio chiaro: soltanto attraverso lo sviluppo tecnologico possiamo cercare di entrare in competizione con gli altri Paesi e non attraverso misure come quelle dell' Unione europea, che sono sempre state misure di coercizione e di impegno politico formale, senza una soluzione.

INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Guardiamo la situazione americana (dove c' è un progresso effettivo nel vantaggio tecnologico che crea business, posti di lavoro) e guardiamo la situazione europea. Secondo me, c' è una grandissima differenza: anche le soluzioni provenienti dalle energie rinnovabili con gli sviluppi tecnologici nel campo del gas naturale si trovano in situazione estremamente difficile perché oggi il costo del gas naturale in America è un quinto di quello in Europa. In Europa il costo delle energie rinnovabili è superiore a quello del gas naturale. Pertanto, dobbiamo renderci conto che la soluzione tecnologica dipende da quello che vogliamo fare. Sto portando avanti un programma che, a mio parere, potrebbe essere studiato con molta più attenzione anche dal nostro Paese: trasformare il gas naturale ed emetterlo senza emissioni di CO2. Il gas naturale è fatto di CH4, cioè quattro idrogeni e un carbonio. È possibile trasformare questo gas naturale, spontaneamente, in black carbon ed idrogeno. Questa grafite, essendo un materiale solido, non rappresenta produzione di CO2. Quindi è oggi possibile utilizzare il gas naturale, di cui ci sono risorse assolutamente incredibili. Non mi riferisco tanto allo shale gas che, a mio parere, è una soluzione discutibile, ma soprattutto a quelli che si chiamano clatrati. Onorevoli, vorrei chiedere quanti di voi sanno cosa è un clatrato. Nessuno? Questo è il problema. È un problema molto serio. Il mio parere personale è che si può portare avanti il programma attraverso l' innovazione tecnologica e lo sviluppo di idee nuove. Il programma è quello di evitare le CO2 emissions utilizzando il gas naturale senza emissioni di CO2. Stiamo facendo degli esperimenti che dimostrano che effettivamente la cosa si può fare. Perché nessuno se ne occupa ancora? Mi piacerebbe saperlo”.

di Carlo Rubbia

da:

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mercoledì 20 marzo 2019

IL CERVELLO E LA COMUNICAZIONE “QUANTICA”



I neuroni comunicano anche in modalità wireless

Un team di ricerca statunitense ha appena scoperto una nuova forma di comunicazione neurale. I neuroni, secondo lo studio, riuscirebbero a “parlare” tra loro in modalità “wireless”, indipendentemente quindi dalle connessioni finora conosciute. Si auto-propaga attraverso il tessuto cerebrale, passando da un neurone all’altro come se fosse in una modalità wireless. È la forma completamente nuova di comunicazione neurale appena scoperta da un team di ricercatori della statunitense Case Western Reserve University che sulle pagine di Journal of Physiology ha dimostrato come i neuroni riuscirebbero a parlare tra loro attraverso un processo sconosciuto e indipendente dai tre meccanismi noti finora, quali le sinapsi, gli assoni e le gap junction (o giunzioni comunicanti). “Non conosciamo ancora il meccanismo preciso” ha spiegato l’autore della ricerca Dominique Durand, “ma sappiamo che questa sembra essere una forma completamente nuova di comunicazione nel cervello”. Finora, raccontano gli scienziati, sapevamo già ci sono molti meccanismi ancora sconosciuti nella comunicazione neurale: per esempio, sappiamo che nella corteccia e nell’ippocampo vengo attivate delle deboli onde cerebrali di oscillazioni neurali il cui scopo, tuttavia, non è ancora stato chiarito. Per riuscire a comprendere meglio questo meccanismo, Durand e il suo team di ricercatori hanno studiato l’attività del cervello in vitro, osservando le onde cerebrali dell’ippocampo in un gruppo di topi. Ciò che hanno scoperto è che la debole attività periodica di questa area cerebrale può generare campi elettrici che a loro volta attivano le cellule vicine, costituendo una forma di comunicazione neurale senza trasmissione sinaptica o altre connessioni.  “Sapevamo l’esistenza di queste onde, ma nessuno finora era riuscito a comprenderne l’esatta funzione e nessuno credeva che potessero propagarsi spontaneamente”, ha spiegato Durand. Questa attività neurale può essere modulata (attivata o bloccata) applicando campi elettrici deboli e potrebbe essere una forma simile a un’altra via di comunicazione cellulare, chiamato effetto efaptico, ovvero un fenomeno neurologico, che consiste nella reciproca influenza dei campi magnetici di due neuroni. La scoperta più sorprendente, spiegano i ricercatori, è che questi campi elettrici possono compiere dei “salti” e attivare quindi i neuroni anche quando si trovano in due sezioni cerebrali separate, ma in stretta vicinanza fisica. “Abbiamo osservato che una lenta attività periodica dell’ippocampo potrebbe effettivamente generare un altro evento nella sezione cerebrale separata”. Data l’incredulità da parte del comitato di revisione del Journal of Physiology, gli scienziati hanno dovuto condurre nuovamente gli esperimenti affinché lo studio potesse essere pubblicato. “È stato un momento stupefacente”, spiega Durand, “per noi e per tutta la comunità scientifica. Ogni esperimento che abbiamo dovuto ricondurre nuovamente, infatti, ha confermato i nostri risultati”. Tuttavia, come concludono i ricercatori, ci vorrà ancora molta ricerca per capire se questa nuova forma di comunicazione neurale possa essere presente anche nel cervello umano, e ancora molto lavoro per riuscire a capire quale sia la sua esatta funzione.


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lunedì 18 marzo 2019

IL TEMPO LINEARE E LA FISICA QUANTISTICA



SEGNALATO DAL DR. GIORGIO PATTERA (BIOLOGO)

La nuova frontiera della fisica. «Invertita la direzione del tempo» (?)

L’annuncio del fisico russo Gordey Lesowik affascina perché smentisce le nostre certezze millenarie: «Abbiamo creato artificialmente uno stato che evolve in una direzione opposta alla freccia del tempo termodinamico».

Siamo abituati allo scorrere del tempo,in una sola direzione. Gli scienziati (l’esperimento dei ricercatori del Moscow Institute of Phisics guidati da Lesovik non è il primo, anche se rappresenta un passo decisivo) ci spiegano che non è così. In teoria, e adesso anche in pratica. Lorenzo Maccone, fisico teorico dell’Università di Pavia che indaga gli aspetti del tempo rispetto alla meccanica quantistica e i cui studi vengono citati dal team russo, spiega con un esempio la questione. «Se è facile vedere un uovo che cade a terra e si spiaccica, nessuno ha mai potuto assistere al contrario. Ovvero a un uovo che si ricompone e ritorna sul tavolo. Secondo le leggi della fisica classica questo in realtà non è impossibile, ma altamente improbabile. Invece a livello microscopico è possibile: la freccia del tempo è reversibile, può andare in un senso e in quello contrario».

L’esperimento del gruppo di Lesovik, a cui hanno contribuito anche scienziati svizzeri e statunitensi, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha utilizzato un computer quantistico Ibm, ovvero un elaboratore che si basa sui fenomeni tipici della meccanica quantistica, nel quale al posto dei bit dei nostri pc, gli elementi base dell’informazione sono i cosiddetti «qubit».

I ricercatori hanno analizzato la posizione di un elettrone, passato da una fase in cui era localizzato a una in cui il sistema diventava più caotico e non era più individuabile. In un secondo tempo, grazie a un algoritmo, è stato compiuto il percorso inverso (la freccia del tempo si è invertita): l’elettrone dal caos è tornato a essere localizzato. Come se l’uovo spiaccicato fosse tornato intero sul tavolo. La conclusione sembra contraddire la seconda legge della termodinamica, che enuncia l’irreversibilità dei fenomeni fisici. Avverte il professor Maccone: «Non significa che si può viaggiare nel tempo. È solo un’inversione, il tempo continua ad andare avanti, ma l’elettrone evolve all’indietro. Gli studi che si stanno facendo, come quest’ultimo, sono molto interessanti; e nonostante alcune approssimazioni dovute a computer ancora allo stadio di prototipi, permettono di capire cosa succede a livello fisico. La grande domanda a cui si sta cercando di dare una risposta è appunto quella di spiegare questa apparente contraddizione tra il mondo che conosciamo e quello della meccanica quantistica». Lesovik e il suo gruppo hanno osservato che i qubit tornavano al loro stato iniziale nell’85% dei casi quando erano in due, nel 50% quando erano tre. Un margine di imprecisione legato appunto a una tecnologia ancora all’inizio sebbene dalle grandi potenzialità. «L’importanza di queste ricerche — aggiunge Marco Genovese, responsabile del programma di ottica quantistica all’Istituto nazionale di ricerca metrologica di Torino — non è solo capire meglio come si sviluppa la freccia del tempo nei sistemi quantistici. Ma è anche quello di testare proprio i computer quantistici, in grado di fare in pochi secondi calcoli che per le macchine classiche sarebbero troppo complessi».


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sabato 16 marzo 2019

LA NASA E LA RICERCA SETI



NASA, formato il team per cercare la vita aliena.

Il CLDS sarà composto da ricercatori e scienziati della NASA ed esterni che avranno il compito di scoprire se siamo soli o meno nell'Universo.

La NASA ha formato un team di scienziati per rintracciare la vita aliena su altri pianeti: l’obiettivo è proprio quello di rispondere alla fatidica domanda “siamo soli nell’Universo?”, da oggi compito del Center for Life Detection Science (CLDS). Gli esperti della NASA lavoreranno al fianco di persone esterne all’agenzia spaziale, specializzate in fisica, biologia e astrofisica, per rintracciare qualsiasi segno di esistenza extraterrestre.

Tori Hoehler, uno dei principali scienziati presso il CLDS, ha dichiarato:

Ora disponiamo delle competenze scientifiche e ingegneristiche necessarie per cercare di rispondere a questa profonda domanda [siamo soli nell’Universo?] con la chiarezza delle prove scientifiche – e abbiamo una grande comunità di ricercatori pronti ad affrontare la difficile sfida. La ricerca della vita oltre la Terra non ha un unico approccio: per avere maggiori probabilità di successo, abbiamo bisogno di sviluppare strumenti e strategie che siano pensati per scoprire la vita nelle condizioni uniche degli altri Pianeti, che sono molto diversi non solo dalla Terra ma anche l’uno dall’altro. Le migliori menti della NASA lavoreranno al fianco di studiosi della Georgetown University e della Georgia Tech University. Una di queste, Sarah Stewart Johnson, afferma che l’obiettivo della sua squadra è quello di cercare di riconoscere la vita “come noi non la conosciamo”. Ciò significa che gli scienziati si aspettano di trovare, nell’eventualità, forme di vita che potrebbero essere molto diverse da quelle che si trovano sulla Terra.


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mercoledì 13 marzo 2019

LA "NUOVA FISICA": LEZ. - N. 7



ESEMPIO APPLICATIVO DEL METODO ORIGINALE PROPOSTO DAL DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA PER MIGLIORARE LA COMPRENSIONE DI FORMULE UTILIZZATE IN FISICA

del: Dr. Giuseppe Cotellessa

Il procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637 del Dott. Giuseppe Cotellessa, nell’ambito fisico-matematico unifica energia-spazio-tempo in un unico grafico tridimensionale per l'interpretazione oggettiva della realtà.

Un primo esempio da prendere in considerazioni sono le differenti espressioni dell'energia potenziale elettrica.

Si possono trovare due espressioni:

1) Epe = qEd

2) Epe = qV

Ci si può chiedere come mai possano esistere due differenti espressioni della stessa grandezza fisica. La motivazione è essenzialmente pratica. Se prediamo come generatore elettrico un condensatore a facce piane e parallele applicheremo l’espressione:

Epe = qEd

per spiegare lo spostamento di una carica elettrica q all'interno dello spazio compreso tra le sue armature d, in cui è presente il campo elettrico costante E.

Nel caso di una pila elettrica che alimenta un circuito bisogna considerare l'espressione:
Epe = qV

per via della generazione del potenziale redox ai poli della batteria. indicato col simbolo V.
Se applichiamo il procedimento originale proposto dal Dott. Giuseppe Cotellessa avremo:

Pt = d(qV)/dt = VI

che è la potenza

Se deriviamo la Potenza Pt rispetto a V otteniamo:

d(Pt)/dv = I

che a parte la costante R rappresenta l'espressione della prima legge di Ohm.
V = RI

La spiegazione sintetica è semplice:

La variazione dell'energia potenziale rispetto al tempo ci ritorna la potenza che rappresenta l'eventuale energia per unità di tempo fornita per l'alimentazione del circuito elettrico.

La variazione della potenza elettrica fornita al circuito rispetto al potenziale V è legata in modo proporzionale al valore della corrente elettrica i.

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