IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

mercoledì 29 dicembre 2010

L'ERA DEI GIGANTI : MITO O REALTA' DIMENTICATA ?


GIGANTI : LA SCIENZA DELL'INGANNO ?

"In quel tempo c'erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli.Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi. Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo. Il SIGNORE si pentì d'aver fatto l'uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo. E il SIGNORE disse: "Io sterminerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato: dall'uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti". Ma Noè trovò grazia agli occhi del SIGNORE.Genesi 6:1-8 "Questo e' quanto narra la Bibbia su i giganti. Anche testi Sumeri, pur se in modo diverso e con una infinità di dettagli particolari, narrano di esseri che scesero dal cielo sulla terra. Era una comunità di persone, uomini e donne, che veniva dal pianeta Nibiru e che appartenevano al popolo degli Anunnaki. Erano di proporzioni gigantesche e si stanziarono sulla terra " dicono le tavolette sumere ” perché avevano bisogno dell'oro. Secondo questi racconti, sia gli uomini che le donne Anunnaki, si unirono agli esseri umani ed ebbero dei figli. Secondo molti, gli Anakim, di cui parla la bibbia, sarebbero i discendenti degli Anunnaki di cui Anakim sarebbe la traduzione ebraica. Altri riferimenti a giganti si trovano in altre culture antiche, nei miti greci troviamo i miti di Atlante e Prometeo e dei ciclopi, ma anche presso i siriani e gli ittiti si trovano miti di una antica razza di giganti, ma spesso la storia si trasforma in mito ed in leggenda, così i giganti vengono confusi con gli dei, così a Ras Sham Ra si trovano delle tavolette in cui si narra che Baal fu ucciso dagli invasori, ma Baal era un gigante e solo in epoche successive fu visto come un dio malvagio. In ogni angolo della terra vi sono riportate storie simili, in india, in Thailandia, in America (i Maya parlavano dei giganti Quinatezmin), nel "Manoscritto messicano di Pedro de los Rios" si legge: "Prima del diluvio che si verificò 4008 anni dopo la creazione del mondo, la Terra di Anahuac era abitata dagli Tzocuillixeco, esseri giganteschi...", così come troviamo raffigurazioni di giganti in antichi templi, statue di esseri alti 4-6 metri o più. Questi testi, erano solo un modo per raffigurare personaggi a cui si voleva dare importanza?Le grandezze delle statue rappresentavano la grandezza dei personaggi?Chi erano questi giganti?Sono mai esistiti oppure e' solo fantasia degli scrittori?Erano uomini o esseri celesti?Le domande abbondano a differenza delle risposte spesso inesistenti perche' boicottate dal mondo accademico.Eppure le prove dell'esistenza dei giganti sono ben visibili e tangibili in tutto il mondo: Nel 1577 a Willisau, nel cantone di Lucerna, venne alla luce uno scheletro dalle ossa enormi. Le autorità della zona si affrettarono a convocare una commissione di esperti capeggiata dal anatomista elvetico Plater, di Basilea. Gli studiosi rimasero perplessi, ma dinanzi al parere del grande specialista chinarono il capo. Plater dichiarò che si trattava senza ombra di dubbio di resti umani, nonostante la loro mole fosse alquanto insolita. Lo scheletro era incompleto ma l'anatomista lo ricostruì sulla creta: ne risultò il disegno di un titano alto 5, 80 metri! Fu battezzato "il gigante di Lucerna" e le sue ossa furono orgogliosamente esposte in una sala del municipio.Nel 1895 Mr. Dyer nel corso di attività minerarie nella contea di Antrim, in Irlanda, scoprì un gigante fossilizzato. L'altezza che presentava era di 3, 70 metri, e in più il piede destro presentava sei dita. Nel MT. Blanco Fossil Museum (USA) è conservato un femore umano lungo "quasi" quanto la statura di un uomo medio, ritrovato in Mesopotamia. L'uomo sarà stato alto almeno circa 5 metri. Gargayan: scheletro umano alto 5, 18 metri.Ceylon: resti umani di individui alti certamente circa 4 metri. Zone sud-orientali della Cina: ossa umane di individui alti certamente più di 3 metri. Furono anche trovati attrezzi dalle dimensioni sconcertanti che per essere maneggiati bisognava avere una forza impressionante e si deve essere alti non meno di 4 metri: 500 asce bipenni del peso singolo di 8 Kg.Tura, nell'Assam (Pakistan occidentale): scheletro umano dell'altezza di circa 3, 35 metri.Cina meridionale: denti grossi circa sei volte di più dei nostri e sono denti appartenuti ad un uomo gigante.Isole di Giava 1940: una mascella inferiore appartenente ad un uomo alto certamente circa 3, 50 metri per le sue proporzioni.Nel Tibet: Sven Hedin affermò di avere visto mummie gigantesche nascoste in luoghi molto profondi. Quando sentite parlare di uomini giganti, date per scontato che si parla di esseri mitologici o fantascientifici o di invenzioni del tutto fiabesche. Tutto ciò però è lungi dall' essere falso o leggendario. L'esistenza dei giganti è stata documentata da testi scritti e da ritrovamenti archeologici.Risulta difficile credere a ciò perchè nessuno vi ha dato modo di farvi credere, eppure se vi parlano di dinosauri non avete difficoltà a credere in una lontana loro esistenza. L'archeologia tradizionale si basa su dei principi inderogabili che fanno affidamento alla Teoria dell'Evoluzione Darwiniana.Con questo tutto ciò che non rientra negli scritti e nei concetti del Darwinismo diviene scomodo e inaccettabile per la storia perchè non fa parte dell'evoluzione scritta secondo Darwin e vanno a riempire gli scantinati dei musei di oggetti non classificati o se del tutto scomodi vengono distrutti;questi oggetti prendono il nome di OOPARTS.Quindi potete ben capire come alcuni ritrovamenti archeologici possano divenire scomodi a mantenere l'evoluzione e l'archeologia tradizionalista. Avete difficoltà a capire tutto ciò perchè semplicemente non siete stati abituati a credere, perchè qualcuno ha creato un canale mistificatorio, affinche giungesse nella nostra cultura come qualcosa di mitologico. Tutto questo perchè l'archeologia si prende carico di far passare solo quello che non possa sconvolgere il sapere di cui siamo stati allevati..altrimenti crollerebbe tutto il sapere di anni di studi e si finirebbe per non dar più credito più all'archeologia. Per questo motivo molti archeologi si sono staccati dai tradizionalisti perchè si sono ribellati nel non voler far passare la menzogna, ma solo il sapere vero e il loro compito era quello di impegnarsi nel far passare tutto ciò che era la verità anche se alcune scoperte avrebbero potuto suscitare uno scompiglio culturale mondiale, ma a loro interessava comportarsi da "Archeologi", da coloro che studiano i reperti.Quindi anche reperti autentici come si dimostrano gli scheletri dei "Giganti" sono stati manomessi fino a gettarli nel canale degli OOPARTS"reperti fuori da ogni logica".Per concludere, sono questi i giganti di cui parla la bibbia?Sono stati forse questi mitici "giganti", le cui tradizioni, e i resti fossili, sembrano essere presenti da un capo all'altro del mondo, a costruire i siti megalitici come Stonehenge, Sacsahuaman, Giza e tanti altri che sembrano sfuggire ad ogni logica costruttiva riferita a quei tempi? E forse queste antiche tradizioni di esseri giganteschi e le prove della loro esistenza, che sembrano ogni tanto emergere dalle nebbie del passato e dalla terra del presente, possono essere collegati ad altri miti come quelli dello yeti e dei bigfoot? Alla scienza le risposte, anche se questa, spesso, oltre a non rispondere a ciò che non conosce, nega ciò che sa.


Da: Antikitera.net
Ipostasi del Tempo
Storia – Mito blog

domenica 26 dicembre 2010

STARCHILD, IL RESPONSO DEL DNA: NON E' UMANO !!



Finalmente è stato svelato il DNA nucleare dello 'Starchild' : NON E' UMANO !

La scorsa settimana mi sono incontrato con il genetista che ha lavorato sul DNA dello Starchild. Mi ha spiegato che ora si può provare che il teschio dello Starchild non è interamente umano, come da noi sostenuto per anni. Ora non si tratta di una questione di "se", ma di "quando" e "come" si è sviluppata questa nuova stupefacente realtà.

Nel 2003 riuscimmo ad eseguire l'analisi del DNA per quanto riguarda la parte umana per poi recuperare il DNA mitocondriale dello Starchild, il DNA al di fuori dei nuclei, che proviene dalla madre e dalla sua linea genetica. Ciò significava che la madre era di origine umana. Ma non siamo siamo stati in grado di recuperare il DNA nucleare, che proviene sia dalla madre che dal padre, il che significava che suo padre non era un essere umano. Purtroppo, con la tecnologia del recupero del DNA del 2003 non potemmo dimostrare che cosa era in realtà, lasciandoci in un limbo scientifico. L'assenza del risultato della ricerca nucleare del DNA chiaramente significava che il padre non era umano, ma non potemmo dimostrarlo a pieno.

Ora, nel 2010, ci sono stati profondi miglioramenti nel processo di recupero DNA, e quei miglioramenti sono stati applicati al cranio dello Starchild ottenendo un sorprendente risultato. Il documento qui sotto mostra un chiaro e completo recupero nucleare del DNA, che non poteva essere eseguito nel 2003.

Confrontando i risultati con le informazioni della banca dati nazionale del National Institute of Health, che funge da archivio centralizzato di tutte le informazioni genetiche generate dai genetisti in tutto il mondo, e che ora copre essenzialmente tutti gli organismi viventi sulla terra, partendo dai vari virus, batteri, vari tipi di crostacei, pesci e tutti i tipi di animani e piante per concludere le scimmie e gli esseri umani, possiamo avere chiare risposte.

Per molte specie, uomo incluso, esistono già sequenze nucleotidiche che coprono interi genomi. Pertanto, le sequenze del DNA dello Starchild può essere direttamente confrontato con questo vasto database per cercare similitudini.

Facendo un confronto con i dati a nostra disposizione si può notare ad esempio nella figura 1 come dalle 265 coppie base il DNA nucleare dello Starchild si abbina perfettamente con il gene umano del cromosoma 1 - la madre.

Nella figura 2 invece arrivano le incredibili sorprese. Non esiste nessuna rilevante somiglianza paragonate ad una del 342 stringhe base che fungono da riferimento - il padre. Questo risultato è sorprendente in quanto non è possibile recuperare nessuna coppia di tratto base in quanto non ne esiste copia o riferimento nell'archivio del National Institute of Health. Ciò significa che mai fino ad ora è stato trovato un corollario terreno per questa analisi. Questa incredibile anomalia farà entrare il cranio dello Starchild nei libri di storia.

Questo risultato è stato verificato più volte e i diversi frammenti analizzati non possono essere abbinati a nulla di conosciuto. Nonostante ciò, la maggior parte degli scettici, sicuramente non cambiando posizione diranno che si tratta di un qualcosa di terrestre incomprensibile, o frutto di un errore, perché semplicemente nella visione del loro mondo, non può essere vero.

Per fortuna, i loro belati di protesta possono essere facilmente superati eseguendo la ripetizione del risultato, traendo informazioni dai vari frammenti tratti dal cranio dello Starchild. Secondo il genetista che ha ottenuto questi risultati nelle prossime settimane e mesi molti cercheranno di vederci chiaro, ripetendo i test per poi scoprire che il genoma del teschio non proviene dalla terra.

Vorrei aggiungere che per ora non posso rivelare il nome del genetista, né dove lavora fino a quando non saremo pronti formalmente a presentare i suoi risultati al mondo.Tuttavia si tratta di un professionista ben consolidato professionalmente e la struttura in cui opera è di grandi dimensioni ed è molto credibile. Non vogliono essere bombardati dai media fino a quando tutto non sarà preparato, e nemmeno io del resto. Il sogno si sta avverando.

Lloyde Pye

La 'storia' del ritrovamento del teschio.

Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera:

Starchild (in italiano "bambino delle stelle") è il nome assegnato ad un teschio scoperto intorno al 1930 da una giovane messicana in una miniera abbandonata.

Il cranio apparteneva ad uno scheletro sepolto all'interno di un tunnel, sembra accanto ai resti di una donna matura[1].

Ray e Melanie Young, i proprietari del teschio, nel 1999 hanno fondato un'associazione non a scopo di lucro denominata The Starchild Project.

Ritrovamento

Il teschio di Starchild (Starchild skull) entrò in possesso di Ray e Melanie Young[2] di El Paso (Texas); in seguito lo avrebbero affidato allo scienziato e scrittore Lloyd Pye nel febbraio 1999.[3]. Secondo Pye, il teschio sarebbe stato rinvenuto intorno al 1930 da una ragazzina di circa 13-15 anni in Messico, nel tunnel di una miniera a circa 160 km a sud-ovest da Chihuahua. Il teschio sarebbe stato sepolto di fianco a un normale scheletro umano coricato sulla schiena, supino [1], probabilmente appertenuto a una donna amerinda morta approssimativamente all'età di 20-30 anni.

Caratteristiche

Il teschio è stato sottoposto alla datazione con il carbonio-14 (grazie al quale si è stabilita la sua età di 900 anni), analisi a raggi X, al microscopio atomico e TAC. L'analisi ha confermato che il teschio è composto da idrossiapatite di calcio, cioè il materiale del quale è composto il normale osso umano.

In base alle analisi effettuate sulla mascella destra superiore, pare che il cranio fosse appartenuto a un bambino di età compresa tra i 4 e i 5 anni; tuttavia il volume cerebrale ammonta a 1600 cm³, ovvero a 200 cm³ in più rispetto alla media di un cervello umano adulto e 400 cm³ in più di un adulto con un cranio della stessa grandezza.

Il teschio presenta diverse evidenti anomalie:

A) l'area parietale sporge da entrambi i lati delle orbite senza alcuna traccia di tempie normali;

B) le cavità oculari sono troppo poco profonde rispetto alla norma;

C) le orbite sono ovali e completamente cave;

D) i canali del nervo ottico sono deviati in basso ed in dentro in modo da rendere molto inverosimile la mobilità del normale bulbo oculare[8];

E) l'attaccatura del collo è in posizione anomala;

F) i seni paranasali frontali sono assenti e la superficie è regolare dalle arcate sopraccigliari fino all'inizio del setto nasale.

Tali caratteristiche indicano che il bambino era affetto da defomazioni congenite del cranio. Secondo Steven Novella, il bambino soffriva di idrocefalo non curato. Adelina Chow, avvalendosi del parere di medici specializzati, ha concluso che "Starchild" "soffriva di vari difetti umani congeniti" che avevano causato una pronunciata brachicefalia e un'anomalia della sutura frontale.

Sul cranio è stata eseguita un'analisi del DNA al BOLD di Vancouver nel 1999. Tale esame ha mostrato la presenza di cromosomi X e Y, confermando quindi che "Starchild" era un bambino di sesso maschile. Un successivo esame del DNA mitocondriale eseguito nel 2003 ai laboratori della Trace Genetics ha indicato che il cranio di "Starchild" e quello trovato insieme ad esso appartenevano a diversi aplogruppi amerindi e quindi la donna il cui cranio era vicino a quello di "Starchild" non poteva esserne la madre.

Starchild nella pseudoscienza

Sulle caratteristiche inconsuete del cranio sono state fatte anche speculazioni pseudoscientifiche. Lloyd Pye, ravvisando una somiglianza tra la forma del cranio di "Starchild" e quella attribuita agli alieni Grigi, sostiene che "Starchild" fosse un ibrido umano-alieno. Pye e chi segue la sua tesi rammentano che l'esame del DNA mitocondriale del 2003 non ha dato informazioni sul padre che quindi, a loro dire, potrebbe essere non umano.

Traduzione, adattamento e recupero informazioni a cura dello staff di http://ufoplanet.ufoforum.it

Antikitera.net

News originale: The Starchilproject.com

giovedì 2 dicembre 2010

NEWS: IL MITO DELL'ARCA BIBLICA NON MUORE MAI !
















L’ ANTILOPE CHE MANGIO’ IL LEONE

COME MIO NONNO “ FREGO’ ” I NAZISTI :
LA VERA INCREDIBILE STORIA DEL RITROVAMENTO DELL’ARCA PERDUTA.

Di: Marco La Rosa
(testi e immagini protetti da copyright – tutti i diritti riservati).


Questo, è un romanzo che si basa su fatti “davvero” accaduti. Tutti i personaggi quindi, sono realmente esistiti. I documenti originali che attestano la veridicità dei fatti sono custoditi e repertati, non si sa mai !…. Per la storia, ho usato comunque nomi di fantasia.

“….. nella nostra genetica, di italiani intendo, non ci sono solamente spaghetti e mandolino, cosi come credono gli americani. Ci stà molto, molto di più. Questa storia lo dimostra. Dimostra che Indiana Jones, o meglio gli Indiana Jones (celluloide a parte), furono invece, un manipolo di soldati italiani, che nel 1937, nella regione del “Corno d’Africa”, con incredibili capacità di intelligence, arguzia e coraggio, diedero scacco matto agli 007 nazisti, nella caccia all’ ENIGMA archeologico più famoso della storia : L’ARCA DELL’ALLENZA EBRAICA”.

Riflettendo, credo sia comunque bene, fare un passo indietro. Forse, non tutti sanno che:

… Le storie dell'amore tra Salomone e la Regina di Saba, Makeda, e della nascita del loro figlio primogenito, Menelik, sono narrate con ricchezza di particolari nel libro sacro Kebra Nagast, il Libro della Gloria dei Re. Questo antico testo sostiene anche che un tempo tutto il mondo fu composto da tre regni (...) guidati da tre Re, i tre figli di Salomone , e che ci fu un lungo periodo in cui i Re di tutto il mondo discendevano dalla stirpe di Sem .

Come ogni altro re di quel periodo, Salomone prese a circondarsi di mogli, sia per motivi politici (poteva così stringere alleanze con i popoli vicini), sia per dimostrare il proprio potere. Ma per questa via attuò anche una decadenza spirituale all'interno di Israele, dato che ogni nuova moglie adorava diverse divinità, e anche Salomone prese ad adorarli.

Il fatto portò alla decisione divina di dividere il regno in due parti, ma solo dopo la morte di Salomone: una parte a Roboamo, discendente legittimo, che regnò sulle tribù di Giuda e Beniamino e l'altra parte a Geroboamo, che regnò su tutte le altre, creando il regno di Israele.

Secondo la testimonianza del libro Kebra Nagast, Salomone perse la saggezza dal momento in cui il figlio primogenito Menyelek (o Menelik) assieme al figlio del sacerdote Zadok (o Tsadok) trafugò l' Arca dell'Alleanza contenente il Decalogo portandola da Israele in Etiopia, dove probabilmente si trova tutt'oggi. Effettivamente l'Arca non è più menzionata nella Bibbia dopo l'incontro di Salomone con la Regina di Saba descritto anche nell'Antico Testamento in : 1 Re 10; 2 Cr 9.


“……AFRICA ORIENTALE ITALIANA 1937.
La mansione ufficiale era quella di addetto alla sorveglianza del personale indigeno. Noi costruivamo strade con manovalanza locale. Il frustino, era una dotazione standard, ma Aldo non lo usava mai, lo esibiva solamente, tanto bastava. Si perché, appena ti voltavi, loro si sedevano e smettevano di lavorare. In realtà, non conoscevano questa strana usanza degli uomini bianchi. Tutta un’altra filosofia di vita.”

“….. Tutto iniziò per l’appunto sulla direttrice in costruzione, che da Axum scende verso sud, passa da Gondar e costeggia il Lago Tana diretta a Ifag (oggi Addis Zemen) e poi da li, verso la cittadina portuale sulla sponda meridionale del lago, Bahar Dar Ghiorghiso (oggi Bahir Dar).”

“…..Dopo una breve pausa, il Colonnello osservò l’ometto magro e silenzioso che aveva di fronte. Si aspettava la sua reazione. Ma il soldato rimase impassibile. L’ufficiale allora, aprì il vano porta oggetti dell’automobile, né estrasse in involto in carta da zucchero, sigillato con cera lacca e lo porse ad Aldo.
“Dentro troverai fotografie e cartoline di questa terra, una guida turistica, carte geografiche e dei fogli bianchi. Sai come trovare le informazioni “celate” che ti occorrono”.
Mentre l’uomo si rigirava nelle mani l’involto, il Colonnello, estrasse dal taschino un pacchetto di sigarette da dieci, marca: “Macedonia Extra”. Ne porse una al sottoposto che, con un lungo sospiro, la prese e si accostò al fiammifero che il colonnello tentava di tenere acceso, facendo scudo con una mano. Muti, tirarono lunghe pensose boccate di fumo, che galopparono nell’aria torrida di quella savana; parevano mandrie di antilopi in fuga dal predatore”.

“……..Bantu puntò i piedi e spinse la barca di papiro sull’acqua.
Senza dire una parola fece segno ai due italiani di salire.
Aldo fu il primo. Entrò nell’acqua che subito gli arrivò alle cosce, con un balzo salì sopra quella specie di piroga romboidale, che ondeggiò sotto il suo peso. La barca fece lo stesso quando salì anche Alberto, ma fortunatamente non si capovolse. Per ultimo, montò anche l’etiope, che nel frattempo aveva trattenuto il natante perché non si allontanasse troppo dalla riva.
Sfilò la corta pagaia di legno, che fino a quel momento aveva tenuto dietro la schiena a mò di arco, ed iniziò a remare.
Le acque placide e tranquille del lago Tana, scorrevano silenziose sotto di loro. Il trasferimento verso l’isola di Kirkos, doveva essere effettuato di notte, non si poteva rischiare di essere visti.”

Questi sono alcuni brani tratti dal romanzo che verrà pubblicato nel 2011, a 40 anni esatti dalla morte di mio nonno, e a 74 anni dai fatti narrati.

Marco La Rosa

Citazioni:
Wikipedia

lunedì 29 novembre 2010

UFO & PIRAMIDI : esiste un nesso ?


EGITTOLOGO SOSTIENE CHE GLI UFO HANNO CONTRIBUITO A COSTRUIRE LE PIRAMIDI DI GIZA

Durante una conferenza il capo del dipartimento di Archeologia dell'Università del Cairo, il dottor Ala Shaheen ha annunciato al pubblico che vi potrebbe essere della verità in chi sostiene che gli alieni hanno aiutato gli antichi egizi a costruire le piramidi della piana di Giza.

Di fronte all'assemblea scioccata un delegato della Polonia, Merek Novak, ha rivolto ulteriori domande a Shaheen : “se la piramide di Keope potrebbe contenere ancora tracce di questa tecnologia aliena o addirittura vi possa essere un' intero Ufo nella sua struttura”.

La risposta del dottor Shaheen è stata al riguardo molto vaga, ma senza smentire ha detto: “Non posso confermare o negare questo, di sicuro c'è qualcosa all'interno della piramide e "non è di questo mondo".

Subito si è scatenato il putiferio tra gli astanti, e da questo momento il dottor Shaheen si è rifiutato di fare ulteriori commenti o approfondire quello che aveva detto.

Breve bibliografia del dottor. Shaheen

Name : Alaa el-din M. SHAHEEN

Permanent Address: Department of Egyptology, Faculty of Archaeology,

Cairo University, Egypt

Nationality : Egyptian

Martial status : Married and have two sons and one daughter.

EDUCATION

1974 BA, Department Egyptology, Faculty of Arts,

Cairo University, Egypt

Major: Egyptology

1981 MA, Department of Egyptology, Faculty of Archeology,

Cairo University, Egypt

Major: Egyptology

The title of MA: Peninsula of Sinai: A Historical and Archaeological

Study to the End of the Middle Kingdom.

1987 MA, Oriental Studies Department, Faculty of Arts,

University of Pennsylvania, U.S.A

Major: Egyptology

Minor: Syro-Palestinian Archaeology

1988 Ph.D. Oriental Studies Department, Faculty of Arts,

University of Pennsylvania, U.S.A

Major: Egyptology

Minor: Syro-Palestinian Archaeology

The Title of Ph. D : Historical Significance of Selected Scenes involving

Western Asiatics and Nubians in the Private Theban Tombs of the XVIIIth

Dynasty.

N.d.R. Si riferisce la notizia in quanto "degna" di essere conosciuta, ma si mette in guardia a prenderla come Verità assoluta senza ulteriori approfondimenti.

Antikitera.net

Allnews web –
Michael Cohen m.cohen@allnewsweb.com
APPROFONDIMENTO:
In tutte le occasioni e con i vari mezzi contattati il Prof. ha confermato la sua TOTALE estranietà ai fatti a lui imputati.
In pratica l'intervista Schock non c'è MAI STATA ed il sito http://www.allnewsweb.com/page1199999458.php
si è praticamente inventato TUTTO.
Trasmettiamo la sua mail di risposta:

Grazie per la vostra email.
Si comunica che non ho dato nessun annuncio concernente le Piramidi e quella falsa teoria sugli alieni e argomenti correlati. E' una dichiarazione assolutamente falsa.
In quanto archeologo non potrei dire una cosa del genere.
Cordiali Saluti
Porf. Alaaeldin SHAHEEN
Ex-Dean of the Faculty of Archaeology,
Cairo University, EGYPT
Pof. of Ancient History and Culture of Egypt and Near East

Questa è un'ulteriore verifica di come occorre prendere le notizie che arrivano su internet con la dovuta cautela.
Questi i siti che han pubblicato la mail del prof. SHAHEEN

http://noiegliextraterrestri.blogspot.com/2010/12/esclusivo-inesistenti-le-dichiarazioni.html#more
http://www.centroufologicoionico.com/articoli/news/244-esclusiva-nessuna-tecnologia-ufo-dentro-la-piramide
Ed in questo si ha avuto la conferma TELEFONICA.
http://forum.nexusedizioni.it/piramidi_di_giza_con_tecnologia_ufo-t5602.0.html;msg70186;topicseen#msg70186
Antikitera.net

sabato 27 novembre 2010

CROP CIRCLES: La Chiave.










E' CON ESTREMO PIACERE ED ONORE CHE PUBBLICO SUL BLOG, LO STUDIO DELL'AMICO CLAUDIO DALL'AGLIO, CHE DOPO MOLTI ANNI DI RICERCA, HA RAGGIUNTO A MIO AVVISO, UN PUNTO DI VISTA "FONDAMENTALE" RIGUARDO IL FENOMENO DEI CROP CIRCLES. GRAZIE A QUESTO, LO POSSIAMO ANNOVERARE TRA I CINQUE MAGGIORI ESPERTI MONDIALI DEL FENOMENO. IL SUO LAVORO E' GIA' STATO PUBBLICATO SULLA RIVISTA SCIENTIFICA NEXUS NEW TIME E SONO SICURO CHE LO SARA' PRESTO ANCHE SU ALTRE RIVISTE A TIRATURA INTERNAZIONALE. UN' ALTRA PIETRA MILIARE CI AVVICINA ALLA COMPRENSIONE DI UN FENOMENO CHE NELLA SUA "VERA" ESSENZA, ESULA DALLA MANO DELL'UOMO !!!



di Claudio Dall’Aglio

Tanti anni fa ho incominciato ad interessarmi ai crop circles perché sono rimasto affascinato dalla geometria e dalla simbologia delle splendide formazioni che apparivano nelle coltivazioni dell’Inghilterra e di tutto il mondo. Ora, con anni di ricerche alle spalle, sono arrivato al punto di ritenere che il fenomeno non si possa più considerare fine a se stesso. Penso, infatti, di aver trovato una sorta di chiave che ci servirà ad afferrarne il messaggio. Per poterla comprendere, però, dobbiamo fare un grosso passo indietro nel tempo partendo dalla storia antica, che sta alla base del simbolismo esoterico, dal greco esoterikos (interno o dentro, riferito ai sacri misteri).
Nella ricostruzione storica degli eventi toccheremo, per brevità, solamente alcuni momenti storici essenziali, che legano il filo del discorso.
450 mila anni fa, secondo la mitologia Sumera
Un popolo proveniente dal pianeta Ni.bi.ru approdò sulla terra alla ricerca di un materiale molto prezioso per la sopravvivenza del proprio mondo, l’oro. Il luogo dell’atterraggio fu la Mesopotamia, la terra tra i due fiumi, che oggi si chiama Iraq.
Dopo il primo insediamento fu avviata la colonizzazione, la costruzione di più installazioni ed un Centro Controllo Missione Terra che regolava le navi in partenza e in arrivo
Col tempo i colonizzatori si misero a scavare anche nel sud dell’attuale Africa e col passare dei millenni si resero conto che avevano bisogno di mano d’opera. Fu così che, grazie alle loro conoscenze, decisero di creare un essere lavoratore da addestrare che li potesse aiutare (130.000 a.c.). Bryan Sykes, titolare della cattedra di Genetica Umana ad Oxford, ha scoperto che il DNA mitocondriale di tutta la razza umana discende da un'unica donna (chiamata dagli scienziati Eva mitocondriale ) vissuta nell’Africa meridionale tra 120.000 e 150.000 anni fa.
Grazie ad En.Ki (il Signore della Terra – il Comandante Scientifico della missione) dopo diversi tentativi nacque l’Uomo. Adamo e Ti.Amat (Eva), i progenitori della razza terrestre, vissero per un breve periodo nell’E.Din (la Casa dei giusti, in Mesopotamia, che noi conosciamo come il giardino dell’Eden) e poi furono allontanati da En.Lil (il Signore in Comando) che non li accettava e che non approvò mai la loro creazione.
Con un secondo intervento genetico, da parte di En.Ki, due figlie di Adamo ed Eva diedero alla luce Adapa e Titi che a loro volta generarono Abele e Caino e altri 30 maschi e 30 femmine. Dopo sei generazioni nacquero: Enoch (En.Ki.Me – colui che ha ottenuto la conoscenza), Matushal, Lamech e poi Ziusudra (Noè).
In quel periodo i colonizzatori cominciarono a farsi trattare come Dei onnipotenti.
Un grande diluvio spazzò via ogni cosa dalle terre colonizzate, ma gli Dei riuscirono a mettersi in salvo ritirandosi sulle navi in orbita attorno al pianeta.
En.Lil (il Signore in Comando) ordinò, prima della catastrofe, che non fosse salvato nessun terrestre. En.Ki (il Signore della Terra), invece, cercò di salvare, almeno in parte le proprie creature e avvertendo Ziusudra, che riuscì a mettersi in salvo costruendo una nave. Insieme a lui e alla propria famiglia salì sulla nave anche un “attendente” di En.Ki, che li guidò nella navigazione.
Quando le acque si ritirarono gli Dei scesero sulla terra e si riinsediarono ma le terre riemerse non erano più abitabili come prima e così dovettero spostare gli insediamenti più a nord della Mesopotamia costruendo il Centro Controllo Missione a Shu.Lim (l’attuale Gerusalemme), il Centro Supremo delle quattro regioni In quel periodo il luogo di atterraggio era Baalbek (nell’attuale Libano) e la traiettoria di discesa per le loro navi era definita dalla direttrice formata dal monte Ararat e dalla grande piramide di Giza. Testimonianze di una civiltà avanzata si trovano tuttora a Gerico e risalgono al 7300 a.c..



Nei millenni successivi i due clan Anun.na.ki (il cielo che giunge in terra) dei due fratelli En.ki ed En.lil e dalle loro rispettive progenie, nate sulla terra, si spartirono i territori che andavano dall’Egitto all’India passando per tutto il medio oriente.
Il clan di En.ki s’insediò in Egitto ed in alcune zone del nord dell’attuale Iran mentre la stirpe di En.lil nelle restanti zone del medio oriente e dell’attuale Pakistan.
In Egitto il culto di Ptha (En.ki), il signore della creazione, e dei suoi discendenti Thoth (Nin.gish.zid.da) e Ra (Marduk) sono tuttora ricordati e provengono dalla mitologia Sumera-Accadica. Gli egizi, ad esempio, sapevano che Ptha
proveniva da una città lontana di nome Ur che si trovava, per loro, nel lontano est. Della fazione di En.Lil, invece, i nomi più altisonanti che sono arrivati fino a noi sono: Nannar (il dio Sin) ed Inanna (per gli egizi Ishtar).
Dopo che l’Uomo divenne indipendente gli Dei si ritirarono dal comando mettendo a capo delle regioni i loro “Sacerdoti” che facevano da tramite tra loro e i “terrestri”. Tutt’ora in Iran il “capo” del paese è una guida spirituale.
Le progenie dei due clan però non erano in accordo tra loro e coinvolgevano nelle loro vicende i comandanti “terrestri” che, per ingraziarsi l’uno o l’altro Dio, si lanciavano in guerre contro i loro simili. Così nacquero i confini tra le varie terre e con l’episodio di Babele (Bab.ili = Babilonia o porta degli dei) iniziarono le divisioni linguistiche (fig.1a). In quel tempo il pantheon Sumero contava dodici dei.
Il clan di En.lil si rese conto che la situazione stava diventando insostenibile e così decise di proporsi con un unico nome, Yahweh (colui che è). Gli enliliti scelsero come loro “tramite” Abraham (Abramo), nato a Nippur e figlio di un “sacerdote”, che divenne il capostipite della stirpe ebraica. Il termine Ebrei, infatti, proviene da Ni.ib.ri (= coloro che provengono da Nippur ) che in accadico diventò Ib.ri e poi Ebrew. Ad Abramo fu ordinato di prendere il proprio esercito, la propria famiglia e di trasferirsi in terra d’Israele per portare ordine e fondare il proprio popolo.
Yahweh disse ad Abramo “Non ti imparenterai con loro (i non-ebrei), non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli, perché allontanerebbero i tuoi figli dal seguire me, per farli servire a dèi stranieri, e l’ira del Signore si accenderebbe contro di voi e ben presto vi distruggerebbe” Deuteronomio (7:3).
Nel 2300 a.c. l’eterna diatriba fra clan portò allo scontro di alcuni loro esponenti i quali utilizzarono armi atomiche per distruggere le rampe di lancio delle navi situate sul monte Sinai. Tutt’oggi i livelli di radiazione nella penisola del Sinai sono decisamente superiori alla norma. Gli effetti del vento radioattivo, che si propagò verso est, annientarono la civiltà in mesopotamia per circa due secoli. Ci sono racconti di quel tempo, della zona di Ur, che descrivono un vento che portò morte lenta e dolorosa, tipica dell’avvelenamento da radiazioni.
Gli dei-esploratori trovarono altri siti in America meridionale dove estrarre oro con facilità, quindi costruirono altre rampe di lancio per le proprie navi e poi fu firmato un accordo tra i due clan. Quetzalcoatl fu il nome meso-americano che prese il dio che in Egitto si faceva chiamare Thoth (Nin.gish.zid.da in sumero).
Nel 550 a.c. sembra che ci sia stato l’epilogo e che gli dei se ne siano andati o perlomeno che si siano ritirati dal pianeta Terra lasciando le loro conoscenze ai loro sacerdoti. Lo dimostra un’incisione che si trova sulle colonne del tempio di Haran in Turchia.

La storia prosegue.
Nasce Gesù Cristo, Gesù deriva da Yehoshua che significa “Yahweh è salvezza” e Cristo da Kristos (greco), che equivale a Masiah in ebraico, che vuol dire Messia. Questo dio fissa un punto fermo nella storia e ridarà una speranza ai terrestri.
La discendenza di Cristo che Maria Maddalena portava in grembo raggiunse la colonia ebraica in Provenza. Da lì il sangue reale (Sang Real) si diffuse, col tempo, attraverso la casata Merovingia a tutte case reali più importanti d’Europa.
Durante l’impero di Enrico IV, del Sacro Romano, Impero iniziarono le crociate, volute da Papa Urbano II.
Dopo che nel 1099 i Crociati conquistarono la Terra Santa il Maestro Hugues de Payens, con un gruppo di otto uomini arrivò a Gerusalemme (Shu.lim = il luogo supremo delle quattro regioni) e si mise a scavare sotto il tempio di Salomone per nove anni alla ricerca di un tesoro nascosto (forse le antiche conoscenze). Nel 1119 ci fu la fondazione ufficiale dell’Ordine dei Cavalieri Templari, di cui Hugues de Payens fu il primo Gran Maestro.
L’Ordine dei Templari fu, poi, smantellato con false accuse dal Re di Francia Filippo il Bello e da papa Clemente V nel 1307, per impadronirsi del tesoro dell’ordine, custodito a Parigi. Il piano ordito da il re di Francia, però, non sortì l’effetto sperato, i cavalieri templari di tutta Europa, infatti, si lasciarono prendere ed arrestare senza opporre resistenza, come per coprire qualcosa di più grande di loro. Infatti con la fuga via mare, dalla Francia, di un piccolo gruppo di Templari, sfuggiti al Re di Francia, il tesoro giunse in Scozia (che non applicava la bolla papale di scioglimento dei Templari), più precisamente a Rosslyn, nelle mani degli antenati di William Sinclair, discendenti dei Merovingi e quindi del Sang Real. Per custodire il segreto questi costruì nel 1446-50 l’omonima cappella, che riproduce fedelmente il Sancta Sanctorum del primo tempio di Gerusalemme.
Nessuno sa esattamente che fine abbia fatto il tesoro dei templari tra il 1307 ed il 1446. Si presume che quel gruppo di Cavalieri siano approdati ad Oak Island, una piccola isoletta canadese situata presso la Mahone Bay, in Nova Scotia.
Nella cappella di Rosslyn furono incise sulla pietra, nel 1446, le raffigurazioni di piante di provenienza americana come l’aloe ed il mais, prima della scoperta dell’America (1492).
Nel 1717 fu fondata la Massoneria, la quale riprese le conoscenze dell’Ordine Templare.
Dal luogo di fondazione, la Scozia, si diffuse in tutta Europa e poi in tutto il mondo fino agli Stati Uniti d’America i cui padri fondatori erano affiliati al più antico rito, quello scozzese.
A questo punto la parte storica può terminare, abbiamo raccolto tutte le informazioni che ci servivano per proseguire.

Il luogo dei crop cirles
La ricostruzione storica che abbiamo appena visto ci permette di analizzare ora i cerchi nel grano in un’ottica diversa. Come abbiamo visto, tutta la storia antica da un significato a numerosi simboli e parole che troviamo nella nostra vita che, col tempo, hanno assunto significati diversi ma che, se visti alla loro origine, ci permettono una visione ben più chiara.
La parola En, ad esempio, stava in passato per Signore, da non confondere con la parola Dio, che si traduceva con El o Elhoim (figli delle dee). Nel sud dell’attuale Inghilterra la parola Signore nel corso del tempo divenne Engel. Da qui Engelland (land = terra), che significava Terra del Signore, che diventò in seguito England.





Dopo diversi anni d’indagini statistiche sulle apparizioni dei crop circles, questo discorso mi ha permesso di trovare un punto fermo nella decodifica del messaggio. Infatti, da quando il fenomeno è cominciato il suo epicentro è sempre stato il sud dell’Inghilterra (England), più precisamente la contea del Wiltshire, tra le rovine dei menhir di Avebury e della Silbury Hill. L’apparizione dei simboli avviene in un raggio di circa quindici chilometri attorno a questi due siti archeologici, del neolitico tardo, fin dal 1978. Pensate che, da sola, questa piccola zona, ogni anno, conta oltre un terzo del crop circles che appaiono in tutto il mondo ed insieme all’Inghilterra ne conta più della metà. Questo è dimostrato dal grafico che trovate qui , che ho realizzato già anni fa per tenere il conto delle formazioni.
E’ come se i crop circles, insistendo, in una zona precisa, il Wiltshire, volessero attirare la nostra attenzione proprio li.
Proviamo allora ad inserire il primo elemento della chiave che, come abbiamo detto in precedenza, ci permetterà afferrare il messaggio:
Ki.En
Terra del Signore
Per comprendere meglio il significato originale scriveremo, d’ora in avanti, quindi la parola England alla maniera dei sumeri.
Il centro supremo
Ora che abbiamo definito la struttura di partenza della nostra chiave passiamo al messaggio vero e proprio.
Sono trent’anni che i crop circles appaiono nei campi di grano inglesi e in altre parti del mondo. Dal 1978 sono apparsi all’incirca 16000 agroglifi. Di questi, però, non tutti sono autentici, diversi di loro sono artefatti. Colin Andrews, uno dei maggiori esperti ha dichiarato che, secondo le sue stime, la percentuale di crop circles “real” sarebbe attorno al tre per cento. Questo vorrebbe dire all’incirca 500 glifi “buoni” da quando il fenomeno ha iniziato a manifestarsi regolarmente.
Secondo il mio pensiero, se andiamo ad analizziamo bene i disegni che formano i crop circles autentici notiamo che il loro denominatore comune è sempre un antico simbolo, anche se schematizzato. Tra tutti i simboli apparsi finora uno di quelli più frequenti è sempre stato quello che rappresenta il “centro geografico” e, soprattutto negli ultimi anni, si è evoluto in un simbolo molto antico ed estremamente rappresentativo. Sto parlando di Shu.Lim, il centro supremo .




Si tratta di un simbolo che si trova rappresentato in diverse forme ma in tutte quante, se lo si riduce alla sua essenza primitiva, si rivela per quello che era in origine, l’antico centro di comando o semplicemente l’antico centro d’origine.
Nella foto possiamo notare l’antico simbolo, Shu.Lim, raffigurato nel centro fisico della zona dei crop circles, Avebury. Come a voler dire il “centro supremo” nel “centro fisico”.
Questo ci suggerisce un altro elemento per la nostra chiave, che diventa quindi:
Shu.Lim - Ki.En
Il Centro Supremo della Terra del Signore





Il cielo e la terra

Il discorso, però, non è ancora completo manca un tassello fondamentale per completare la frase. Si tratta della parte più complessa, quella che ha richiesto più tempo per essere scoperta. Già da qualche anno, infatti, avevo intuito che il “centro” della questione doveva trovarsi nel Wiltshire ma non riuscivo a capire come si legasse con la distesa di simboli che sono piovuti su questo luogo per così tanto tempo. Mi riferisco, naturalmente, solo alla parte autentica del fenomeno dei cerchi nel grano.
E’ stato proprio quel “tappeto” di simboli, che per anni ho osservato speranzoso di poter decodificare, che all’improvviso ha avuto per me un senso in tutta la sua totalità.
Per spiegare cosa ha fatto scattare in me la scintilla e per comprendere il concetto dobbiamo partire col capire cos’è un simbolo. La parola simbolo deriva dal latino symbolum che ha il significato approssimativo di "mettere insieme" due parti distinte.
I cerchi nel grano, a tal proposito, sono delle figure complesse, che si possono interpretare in diversi modi. Questo perché ogni singolo pittogramma in realtà, se lo si analizza bene, è un simbolo od un insieme di simboli. Ad esempio abbiamo figure come il famoso “Julia Set” che rappresentano sia una figura frattale sia la progressione matematica di Fibonacci . Poi troviamo il “globo alato” usato in tante culture antiche , si tratta, infatti, di un simbolo originario dell’Assiria e dell’Egitto che è stato utilizzato anche da molte società iniziatiche come ad esempio la massoneria. Per continuare, dalla cultura sumera, troviamo la raffigurazione del pianeta Ni.bi.ru (fig. 3d) e poi un’immagine associabile ad una doppia elica di DNA, l’acido nucleico che contiene le informazioni genetiche necessarie alla biosintesi . Infine possiamo trovare figure come una Menorah, un candelabro a sette braccia che nell'antichità veniva acceso all'interno del Tempio di Gerusalemme attraverso combustione di olio consacrato.



Apparentemente tutti i crop circles, presi uno ad uno, racchiudono un significato o più significati che sembra li rendano slegati gli uni dagli altri. Questo ha sempre tratto in inganno coloro che hanno cercato di trovare il bandolo della matassa. Cos’è che lega, quindi, un frattale, la raffigurazione di un pianeta mitologico, una Menorah, un’elica di DNA ed un “globo alato”? La risposta è: la conoscenza, che i Templari chiamavano gnosi.
Il sapere, che è stato dato ai nostri padri dagli Anun.Na.Ki e che è stato tramandato fino a noi, fa si che ogni persona che lo possieda si elevi fino a comprendere chi è il Signore (En), non inteso come Dio.
Visto che gli dei-colonizzatori sono stati visti discendere dal cielo questo ci può portare a affermare che raggiungere il sapere è come dire “stabilire un legame tra il cielo e la terra”, con coloro che ci hanno creato.
Quindi l’ultimo componente della nostra chiave simboleggiata dai cerchi nel grano è: il legame tra cielo e terra, che in sumero si traduceva Dur.An.Ki.
La nostra chiave di lettura sarà quindi:
Dur.An.Ki - Shu.Lim - Ki.En
Il Legame tra Cielo e Terra si trova nel Centro Supremo della Terra del Signore
Il mistero, però, non finisce qui. Ora dobbiamo scoprire cos’è e dove si trova esattamente il Legame tra Cielo e Terra.

La collina di Zel

C’è un luogo nella contea del Wiltshire che potrebbe combinarsi con la nostra chiave. I sumeri avevano un termine per descrivere i loro Ziggurat, che era E.Kur: la casa che è come una montagna. Questo ricorda molto il sito archeologico di Silbury Hill, che si trova vicino al super-henge di Avebury, nel centro della zona dei cerchi nel grano . Si tratta di una piramide calcarea conica che ha un diametro di base di 140 metri per un’altezza di 40. E’ sempre stato un luogo misterioso ed incomprensibile. Il nome Silbury, come racconta la leggenda, proveniva da un fantomatico cavaliere di nome sir Zel, dall’armatura lucente che cavalcava un cavallo dai paramenti luminescenti che raggiungeva velocità straordinarie. Col passare del tempo Zel è diventato, in slang, Sil e la collina ha preso il nome di Silbury Hill, “la collina del Signore luminoso”.
Potrebbe essere, quindi, la collina di sir Zel il Legame tra Cielo e Terra di cui, da tanto tempo, parlano i crop circles? Se fosse veramente così, i nostri avi ci avrebbero lasciato un mezzo di comunicazione, nel quale basterebbe solamente inserirvi la chiave, per scoprire da dove viene la nostra cultura.

NEXUS n.88 ott-nov 2010

Bibliografia
- L’enigma delle tracce circolari (Pat Delgado e Colin Andrews)
- Il mistero dei cerchi nel grano (Michael Hesemann)
- I nuovi cerchi nel grano (Michael Hesemann)
- La natura complessa dei cerchi nel grano (Eltjio Haselhoff)
- AA. VV. BLT Research (www.bltresearch.com)
- I misteri dell’antica Britannia (Hadingham)
- Il mistero di Stonehenge (John North)
- Il dodicesimo pianeta (Zecharia Sitchin)
- When time began (Zecharia Sitchin)
- Il Santo Graal (Henry Lincoln, Richard Leigh e Michael Baigent)
- Gli Ultimi Dei (Andrew Collins)
- Cloner le Christ (Didier Van Cauwelaert) (francese)
- I Templari Guardiani del Santo Graal (Franjo Terhart)
- Le Sette figlie di Eva (Bryan Sykes)
- Guerre atomiche al tempo degli dei (Zecharia Sitchin)
- 2000 A.C. Distruzione Atomica (David William Davenport - Ettore Vicenti)
- Il libro perduto del Dio Enki (Zecharia Sitchin)
- Il giorno degli dei (Zecharia Sitchin)
- La chiave di Hiram (Christopher Knight-Robert Lomas)

domenica 21 novembre 2010

SHARDANA: non solo guerrieri !




Le civiltà degli antichi egizi e dei sardi accomunate anche dallo stesso metodo di calcolo.

Arriva dal passato lo slancio verso il futuro. E a dargli lo sprint è Nicolino De Pasquale. Un ingegnere di Gamberale, insegnante all'Itis Volta di Pescara, che padroneggia i numeri con una dimestichezza tale da far sembrare i calcoli più improbabili di una semplicità estrema. L'uno, il tre, il sei gli hanno spalancato le porte d'accesso delle civiltà più antiche, consegnandogli anche la soluzione dei misteri finora più reconditi. La passione per la matematica e una bramosa sete di conoscenza lo hanno spinto nei meandri più oscuri di civiltà come i Maja, gli egizi e gli antichi abitanti della Sardegna. Osservando con attenzione una tavoletta di legno e una corda intrecciata ritrovata tra i reperti delle Ande in poche settimane ha riportato alla luce il sistema di calcolo Inca, in grado di fare operazioni così complicate da mandare in tilt persino i nostri computer. Poi tra calcoli e supposizioni è approdato nella terra dei faraoni, riproducendone il sistema numerico e scoprendo che è lo stesso di quello nuragico. Egizi e antichi sardi sarebbero dunque accomunati da metodi matematici molto simili, basati su calcoli che per noi risulterebbero dei veri e propri rompicapo. Ma che sono alla base delle due civiltà. De Pasquale infatti "punta il dito" sulla trigonometria. Esaminando gli scudi circolari decorati con le tipiche circonferenze del seno e del coseno dei guerrieri sardi ha scoperto che sono simili a quelli degli antichi giochi egizi della senet e del serpente. E che i principi trigonometrici che le due civiltà adoperavano potrebbero essere per noi di grande vantaggio nel campo del tridimensionale. La sensazionale conclusione del suo studio sarà divulgata dallo stesso ingegnere nel corso del convegno "La civiltà dei numeri uno" che si terrà dal 19 al 20 novembre a Cagliari e a Isili, al quale prenderanno parte i massimi studiosi di civiltà antica tra cui Sebastiano Seatzu, professore ordinario di Matematica presso l'università di Cagliari.

Antonella Di Lorito Il Tempo
Antikitera.net

Mi permetto di precisare che questa “riscoperta”, è un tassello del complesso puzzle messo insieme nel corso degli anni dallo studioso LEONARDO MELIS (Shardana i popoli del mare), che conferma lo stretto legame che gli “Shardana” avevano con le popolazioni del mediterraneo, non solo come mercenari: “ I POPOLI CHE NEL II MILLENNIO a.C. DEVASTARONO IL MEDITERRANEO, CANCELLANDO GLI IMPERI PIU' POTENTI: HATTUSA, UGARIT, CRETA E MICENE FURONO RASE AL SUOLO, LO STESSO EGITTO SI SALVO' GRAZIE ALL'INTERVENTO DEI MERCENARI SHARDANA AL SOLDO DEL FARAONE RAMESSE III, CHE TROVARONO UN ACCORDO CON I LORO CONTERRANEI INVASORI ………” .
Vi invito ad approfondire visitando il sito di Leonardo Melis (link fisso su questo blog), e leggendo le sue pubblicazioni. http://www.shardana.org/

Marco La Rosa

venerdì 12 novembre 2010

TUNGUSKA : FORSE RISOLTO IL SECOLARE MISTERO !







102 anni dopo la caduta del famoso corpo celeste a Tunguska, gli scienziati sono riusciti infine a identificare il sito dell'impatto di uno dei suoi frammenti e ad esaminare l'insolita composizione della sostanza di questa creatura spaziale. Lo studio è stato condotto usando un unico strumento, il GPR. Come risultato è stato provato che non era un meteorite, ma una cometa. Il mistero del meteorite di Tunguska ha attratto a lungo l'attenzione di ricercatori da tutto il mondo. Forse nessun visitatore dallo spazio esterno nella storia dell'umanità ha creato tanto rumore, sia letteralmente che figurativamente. La cosa più sorprendente è il fatto che in un centinaio di anni dall'evento, gli scienziati hanno fallito nel risolvere il puzzle. Cosa è avvenuto nel fiume Pdkamennaya Tunguska nel 1908? I testimoni dicono che il 30 Giugno circa alle 7 del mattino, qualcosa che sembrava una palla gigante è volata sul territorio della Siberia Centrale in direzione nord-ovest. Il suo volo venne accompagnato da effetti sonori e luminosi ed è finito con una potente esplosione seguita dalla caduta di una foresta tra i fiumi Kimchu e Hushmo, affluenti del Pdkamennaya Tunguska.L'esplosione è avvenuta alle 7:14 del mattino tempo locale. E' stata accompagnata da un potente terremoto registrato da molte stazioni sismologiche del mondo e onde d'aria. L'eco dell'esplosione a Tunguska venne sentito a 800 km. dall'epicentro e il colpo fece cadere 2100km quadrati di foresta e in un raggio di 200km le finestre di alcune case si sono rotte. Subito dopo, una tempesta magnetica è iniziata e poi durata 5 ore. Ecco come questo evento è descritto da un testimone, residente locale, Semyon Semenov:

"Stavo muovendo la mia ascia quando il cielo a nord si è diviso in due parti ed è apparso il fuoco sopra la foresta, che ha coperto l'intera parte nord del cielo. In quel momento mi sono sentito molto caldo, come se la maglietta fosse in fiamme. Volevo strapparmela, ma il cielo si chiuse e ci fu un forte botto. Sono caduto e sono stato spazzato via. Dopo il colpo le rocce sembravano cadere dal cielo, sembrava di sentire degli spari, il terreno tremava e sdraiandomi temevo che le rocce mi avrebbero rotto la testa. Quando il cielo si aprì, arrivò un vento caldo da nord, come da un cannone, che ha lasciato tracce a terra. Scoprii quindi che molte finestre si erano rotte e che la serratura della porta del granaio si era rotta".In qualche modo più tardi di notte il 30 Giugno, si osservarono luci nel cielo, nubi splendenti e un crepuscolo insolitamente colorato in varie zone dell'Europa Occidentale e della Russia. Con osservazioni fatte in Germania ed Inghilterra, si capì che questa luce non era dell'aurora, ma di natura differente. Studiando questo fenomeno, astronomi Francesi suggerirono prima che il 30 Giugno la Terra si scontrò con una nube di polveri cosmiche. Più tardi questa ipotesi venne supportata da molti altri scienziati prominenti, in particolare B.I. Vernadsky. Egli pensò che forse non si trattava di una semplice nube di polvere, ma di una nube ghiacciata, parte del nucleo di una cometa. Molti astronomi comunque pensarono che l'evento di Tunguska fu il risultato della caduta di un meteorite gigante sulla Terra.La prima spedizione sul sito del disastro venne inviata solo nel 1921, ma i membri non riuscirono ad arrivare. Solo nel 1927 un team guidato da Leonid A.Kulik riuscì ad arrivare nell'epicentro dell'esplosione. La cosa più interessante è che non trovarono un cratere lasciato dall'impatto del meteorite sulla Terra. Altra stranezza dell'evento di Tunguska fu che la foresta venne abbattuta in una grande area vicina al presunto sito del meteorite, ma rimase intatta nell'epicentro dell'esplosione. Sembrava che l'"alieno" fosse esploso in aria senza raggiungere la superficie del pianeta.Negli anni seguenti, i ricercatori non trovarono il cratere del meteorite o frammenti del corpo celeste stesso. Molti studiosi chiesero se fosse un meteorite. Si ipotizzò che l'esplosione non fu causata da un corpo celeste, ma da gas della Terra sfuggiti dall'interno (benchè non ne vennero rilevate tracce) o che la causa fu un esperimento segreto di Tesla con l'elettricità. Tutte queste teorie però non sono state confermate. I primi passi verso la rivelazione del mistero di Tunguska vennero fatti nel 2007 da un gruppo di ricercatori Italiani. La loro spedizione condusse indagini geologiche del sottosuolo e delle sponde del Lago Cheko, a poche miglia dal centro dell'esplosione e determinò che questo bacino d'acqua era conico e profondo 50 metri.
Tutto questo suggerisce che un pezzo del meteorite di Tunguska cadde in quel punto. Altri candidati per il ruolo di "crateri" erano le paludi vicine di Bublik, Suslov e i canali di Cranberry. Nel 2010, una spedizione di Vladimir Alexeev con il Troitsk Innovation and Nuclear Research Institute (TRINITY) si diresse all'area della caduta del meteorite. Gli scienziati portarono un radar a penetrazione, uno strumento capace di sondare il sottosuolo fino a 100 metri. L'esame del cratere di Suslov chiarì che si era formato dall'impatto di un corpo celeste sulla superficie della Terra.Il fondo di questo canale venne così strutturato: gli strati superiori erano permafrost moderno, sotto c'erano strati danneggiati e infine più a fondo, sono stati scoperti i frammenti del corpo cosmico. Analisi preliminari hanno mostrato che si trattava di un enorme pezzo di ghiaccio apparentemente staccatosi dal nucleo di una cometa.

Le famose "stelle con la coda" consistono in ghiaccio insolito formato da acqua ghiacciata nello spazio, metano e altri gas con particelle solide miste. Il kernel pesa centinaia di miliardi di tonnellate ed è seguito da una coda kilometrica, consistente di gas rarefatti formati dall'evaporazione del ghiaccio causata dal sole.

Accadde che avvicinandosi alla Terra, il nucleo ghiacciato della cometa si ruppe in frammenti, espulsi a kilometri di distanza per l'esplosione. Essendo caduti sulla superficie del nostro pianeta, formarono molti crateri, incluso il canale di Suslov esaminato dal gruppo di Alekseev. La coda della cometa che si ruppe, attraverso l'atmosfera causò lo strano bagliore nei cieli., osservato la notte dopo la caduta del corpo celeste. Gli scienziati hanno anche studiato le tracce della materia di origine non terrestre trattenuta nella resina degli alberi nell'epicentro dell'esplosione (crescono ancora). I ricercatori hanno concluso che la sostanza era molto simile alla polvere cosmica parte del nucleo della cometa. Questo li ha convinti ulteriormente che lo "straniero" di Tunguska non dovrebbe essere chiamato meteorite, ma cometa.

Quindi, la teoria suggerita molti anni fa dall'Accademico V.I. Vernadsky sulla natura di cometa del meteorite di Tunguska ora ha ricevuto una conferma. E' interessante che siano serviti quasi 100 anni agli scienziati per risolvere questo mistero. Però come dicono, meglio tardi che mai.

Da:
Enrico Baccarini;

Antikitera.net;

Fonte " Pravda.”, articolo di Anton Yevseev, tradotto da Richard per Altrogiornale.org

martedì 9 novembre 2010

TUTANKHAMON....nuova scoperta sulle reali cause della morte!







Un nuovo studio mostra che Tutankhamon, il famoso faraone-ragazzo, morto intorno all'età di 18 anni, ha subito una lacerazione violenta del petto, la quale probabilmente, lo avrebbe ucciso.

I raggi X e TAC hanno precedentemente dimostrato che il cuore del faraone, la parete toracica, la parte anteriore del suo sterno e le costole adiacenti, sono mancanti. Per gli antichi egizi la rimozione del cuore era cosa proibita.

"Il cuore, considerato la sede della ragione, emozione, memoria e personalità, era l'unico organo principale volutamente lasciato nel corpo", scrive il dottor Robert Ritner nel libro Egitto.

La nuova ricerca è stato condotta dal Dott. Benson Harer, un medico con un background in Egittologia, a cui è stato dato l'accesso a quasi 1700 TC immagini di Tut che sono state prese da un team di scienziati egiziani nel 2005. Il Dr. Zahi Hawass, capo del Consiglio supremo egiziano delle antichità, ha dato il permesso per il lavoro.

Nuovi sviluppi ci attendono.

Da: Antikitera.net
Heritage-key.com

venerdì 5 novembre 2010

ADDIO "MAESTRO" ! CI MANCHERAI ! - Morto ZECHARIA SITCHIN !




Ci giunge la notizia della morte di Zecharia Sitchin lo scorso 9 ottobre all'età di 90 anni. Sitchin è stato un brillante studioso nel campo della ricerca paleoastronautica. Personaggio controverso e molto dibattuto ha altresì rivestito l'innegabile ruolo di aver avvicinato discipline appartenenti ad ambiti ristretti verso il grande pubblico.L'enciclopedia online wikipedia ce ne offre una breve biografia in questa pagina:

È stato autore di numerosi libri di divulgazione sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, ed è un sostenitore della "teoria dell'antico astronauta" come spiegazione dell'origine dell'uomo. Le controverse teorie di Sitchin, basate sulla sua personale interpretazione dei testi sumeri, sono considerate pseudoscienza dalla comunità scientifico-accademica, ma registrano un buon seguito nell'ambito della letteratura popolare.

Egli attribuisce la creazione dell'antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Nefilim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru, un ipotetico 9º pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese.

Sitchin afferma anche che in corrispondenza della fascia principale degli asteroidi del sistema solare si sarebbe trovato anticamente un pianeta che i Sumeri chiamavano Tiamat, che sarebbe previsto dalla Legge di Titius-Bode.

Il punto di vista di Sitchin non è supportato da alcuna evidenza scientifica, e la sua teoria personale non viene considerata attendibile per via dell'assenza di prove a sostegno, sia dal punto di vista linguistico che dal punto di vista scientifico.

Le teorie di Sitchin andrebbero secondo alcuni nella categoria del creazionismo non-religioso, ma lo stesso Sitchin riporta nei suoi testi nozioni di Evoluzione teistica, sebbene egli sostenga che l'uomo sarebbe a suo dire frutto di esperimenti di ibridazione genetica con specie terrestri condotti da alieni.

A novant'anni Sitchin non aveva cessato studiare i misteri del nostro passato e pubblicare incredibili libri. Tra le sue diverse presenze italiane la più recente e significativa lo vide assieme al compianto Monsignor Corrado Balducci in un convegno tenutosi a Bellaria nel 2000.

Sul sito personale dello scomparso studioso campeggia una richiesta della famiglia al rispetto di questo loro momento di dolore ovvero a ricordarlo per le opere e le ricerche compiute in questi decenni.

Fonte:ANTIKITERA.NET – ENRICO BACCARINI.COM

lunedì 1 novembre 2010

LA TERRA NON E' SOLA !!!


SISTEMI SOLARI COME IL NOSTRO POTREBBERO ESSERE MOLTO COMUNI

Andrew Howard e Geoffrey Marcy, astronomi della University of California Berkeley, hanno osservato per cinque anni una serie di 166 stelle di classe G e K (simili al nostro Sole) che si trovano nel raggio di 80 anni luce dalla Terra, allo scopo di trovare pianeti extrasolari e classificarli per massa e distanza orbitale dalle loro stelle. Il risultato della ricerca è che potrebbero esistere pianeti simili alla Terra, per dimensioni o massa, attorno a una stella su quattro.

"Su circa 100 stelle tipicamente simili al Sole, una o due hanno pianeti delle dimensioni di Giove, circa sei hanno pianeti simili a Nettuno, e circa 12 hanno super-Earth compresi tra le 3 e le 10 masse terrestri" spiega Howard. "Se poi considerassimo i pianeti dalle dimensioni simili a quelle terrestri, tra 1, 5 e 2 volte la massa della Terra, crediamo che si potrebbero trovare attorno a circa 23 stelle su 100".

"E' la prima stima, basata su misurazioni attuali, sulla frazione di stelle che hanno pianeti con dimensioni simili al nostro" dice Marcy, riferendosi al fatto che, fino ad ora, le ricerche si sono soprattutto concentrate nello scoprire la diffusione di pianeti simili a Giove e Saturno, ma non corpi dalle dimensioni inferiori.

La ricerca si basa su distanze relativamente piccole tra i pianeti e le loro stelle; è quindi ragionevole supporre che possano esserci molti più pianeti Earth-like a distanze superiori, e probabilmente all'interno della fascia di Goldilocks, la zona abitabile di un sistema solare in cui l'acqua può esistere allo stato liquido.

Gli astronomi hanno utilizzato il telescopio di Keck, nelle Hawaii, uno strumento di 10 metri che è stato usato per misurare le variazioni di luce delle stelle osservate. Questa tecnica, allo stato attuale, consente di scoprire molto più facilmente oggetti dalle dimensioni imponenti che pianeti simili al nostro, come giganti gassosi o super-Earth da 15 a 30 volte la massa della Terra.

In totale si sono scoperti 33 pianeti attorno a 22 delle 166 stelle osservate. Il risultato è stato che circa il 12% dei sistemi solari hanno pianeti super-Earth, dalle 3 alle 10 masse terrestri, ma la prospettiva è che la percentuale possa salire fino al 23% nei prossimi anni, quando la tecnologia ci consentirà di rilevare più facilmente la presenza di pianeti simili al nostro.

Secondo Howard e Marcy, il telescopio da loro utilizzato potrebbe rilevare da 120 a 260 pianeti "plausibilmente terrestri" attorno a 10.000 stelle di classe G e K. "Uno degli obiettivi dell'astronomia è quello di trovare 'eta-Earth', la frazione di stelle simili al nostro sole che possiedono un pianeta simile alla Terra. Questa è una prima stima, e il numero reale potrebbe essere uno su otto, invece di uno su quattro. Ma non è uno su 100, il che è una notizia estremamente positiva".

Da: DITADIFULMINE.COM
ANTIKITERA.NET

lunedì 11 ottobre 2010

LE MINIERE DI RE SALOMONE


10 Ottobre 2010
da: AGI News On

EQUIPE ITALIANA SCOPRE LE MINIERE DI RE SALOMONE

Le ricchissime miniere di re Salomone, da cui proveniva l'oro portato in dono dalla regina di Saba, sono state localizzate in Etiopia da due archeologi italiani, Alfredo e Angelo Castiglioni, i quali le hanno documentate con un filmato presentato oggi all'ultima giornata della XXI Rassegna internazionale del Cinema Archeologico, a Rovereto.

"Abbiamo compiuto cinque missioni, tra il 2004 e il 2008, per cercare le antiche zone di estrazione" dell'oro di re Salomone, raccontano i due gemelli varesini che hanno dedicato la vita alle ricerche di archeologia, soprattutto in Africa, "Una zona aurifera fu probabilmente rivelata al sovrano ebraico dalla regina di Saba, quando si reco' a Gerusalemme portando in dono 120 talenti d'oro", come si legge sulla Bibbia. Il Libro dei Re racconta che "la quantita' d'oro che affluiva ogni anno nelle casse di Salomone era di 666 talenti": una ricchezza immensa, sottolineano i Castiglioni, poiche' un talento corrispondeva a poco meno di 30 chilogrammi d'oro.

Pur evitando di esprimere certezze assolute, i due archeologi italiani pensano di avere individuato le mitiche miniere sulle montagne dell'Etiopia sud-occidentale, nel Paese di Beni Shangul, lungo l'itinerario forse percorso dalla regina di Saba nel suo viaggio verso Gerusalemme.

"Le nostre prime tre missioni nel Beni Shangul - raccontano i Castiglioni - fruttarono la scoperta di enormi zone aurifere, sfruttate nell'antichita'; ancora oggi vi si lavora con gli stessi metodi e utensili di allora, e alcune profonde gallerie sono tutt'ora chiamate dalla gente locale 'le antiche miniere di re Salomone'". Un'altra regione aurifera, anch'essa probabile fornitrice di oro al re di Israele, si trova nell'Etiopia sud-orientale, sui monti dell'etnia Guji: i due gemelli archeologi l'hanno esplorata nel 2007-2008.

E' improbabile, commentano Alfredo e Angelo Castiglioni, che la missione a Gerusalemme della sovrana avesse la motivazione citata dalla Bibbia: "La regina, sentita la fama del re, venne a mettere alla prova la sua sapienza". Piu' verosimilmente si tratto' di una missione commerciale, intesa a scambiare oro con rame (nelle Storie di Erodoto si legge che "il rame presso gli Etiopi e' il metallo piu' raro e pregiato di tutti", sicuramente piu' dell'oro, tanto che in Etiopia i prigionieri sono "incatenati con ceppi d'oro"). In Israele, per contro, erano sfruttate a nord di Eilat miniere di rame, che ancora oggi vengono chiamate "miniere di Salomone".

I Castiglioni, che insieme ad altri studiosi non concordano con quanti localizzano il regno di Saba in Yemen, ipotizzano che la biblica regina di Saba fosse un'antenata delle Candaci, le fortissime sovrane-guerriere del regno di Kush (corrispondente all'odierna Nubia sudanese, l'Etiopia dell'antichita'), il paese della dinastia dei Faraoni neri. Oltre a combattere al fianco dei loro uomini, le Candaci pare fossero in grado di effettuare anche lunghe e importanti missioni commerciali.

La prossima missione, annunciata alla rassegna roveretana dai fratelli Castiglioni, sara' lo scavo archeologico del porto di Adulis, in Eritrea, che proseguira' il lavoro iniziato dall'archeologo italiano Paribeni, ai primi del secolo scorso.

Si tratta del porto che in antico collegava i traffici marittimi fra l'Oriente e il Mediterraneo: la missione dei due archeologi italiani, che partira' a gennaio 2011 in collaborazione con l'Universita' Orientale di Napoli, punta a verificare l'ipotesi che la costa eritrea fosse la Terra di Punt, dalla quale Hatshepsut (il faraone donna della storia egizia, della XVIII dinastia) porto' a corte, a Tebe, merci rarissime e preziose, tra cui piante di incenso che avevano un valore sacro.

sabato 2 ottobre 2010

ECCO COME SONO STATE PROGETTATE E COSTRUITE LE PIRAMIDI: NUOVA INTERESSANTE TEORIA !


29 Settembre 2010
Ole J. Bryn - Liutprand.it

PIRAMIDI EGIZIE Un ricercatore norvegese risolve i segreti di costruzione.

Gli scienziati da tutto il mondo hanno cercato di capire come gli Egiziani abbiano eretto le loro gigantesche piramidi . Ora un architetto, ricercatore presso l'Università norvegese della scienza e della tecnologia (NTNU), dice di aver trovato la risposta a questo antico interrogativo, sinora irrisolto.

I ricercatori sono stati così preoccupati dal peso delle pietre che hanno teso a trascurare due importanti problemi: come hanno fatto gli egiziani a sapere esattamente dove posare i blocchi, estremamente pesanti? E come è stato in grado l'architetto principale di comunicare piani e progetti particolareggiati, di alta precisione, ad una forza lavoro di 10.000 uomini analfabeti?

Una struttura di sette milioni di tonnellate:
Questi sono stati tra gli interrogativi che si è posto Ole J. Bryn, un architetto e professore associato presso la Facoltà di Architettura e Belle Arti della NTNU, quando si è dedicato all'esame della Grande Piramide di Khufu (Cheope) di Giza, che è composta di 2, 3 milioni di blocchi di calcare, per un peso di circa 7 milioni di tonnellate. Con i suoi 146, 6 metri di altezza, essa ha detenuto il record della struttura più alta mai costruita per quasi 4000 anni.

Bryn ha scoperto una cosa piuttosto semplice. Egli ritiene che gli egizi avessero inventato la griglia caratteristica di progettazione come si usa per un moderno edificio, separando il sistema di misurazione della struttura dalla forma dell'edificio stesso, e introducendo in tal modo la tolleranza, come viene chiamata oggi nelle professioni dell'ingegnere e dell'architetto.

La chiave è il punto di vertice:
Bryn ha studiato gli schemi delle trenta più antiche piramidi egiziane, e ha scoperto un sistema di precisione che ha reso possibile agli Egizi l'identificazione precisa nello spazio della posizione dell'ultimo punto, il vertice più alto, con un grado impressionante di precisione. Dallo studio dello schema della piramide, è possibile predisporre la documentazione di un progetto in modo moderno, non solo per una, ma per tutte le piramidi di ogni dato periodo.

Basta che l'architetto conosca le dimensioni principali di una piramide, e può proiettare l'edificio come farebbe con un edificio moderno, ma seguendo i metodi costruttivi e le misure noti nell'antico Egitto, dice Bryn.

In un articolo scientifico pubblicato in maggio 2010 nel Nordic Journal of Architectural Research, Bryn discute aspetti che possono spiegare la costruzione di molte delle piramidi egiziane con l'uso della griglia di costruzione, e non tratta della costruzione fisica in se stessa, come punto di partenza per le sue analisi.Una nuova mappa progettuale

Se i principi alla base dei disegni presentati da Bryn sono corretti, allora gli archeologi avranno a disposizione una nuova "mappa progettuale", che dimostra con chiarezza che le piramidi non sono un "mucchio di pietre pesanti, posto a formare strutture sconosciuto" ma, piuttosto, strutture incredibilmente precise.

I risultati ottenuti da Ole J. Bryn saranno presentati e spiegati nell'esposizione Il Punto di Vertice a Trondheim dal 13 settembre al 1 ottobre. La mostra è parte ufficiale del programma per celebrare il centenario (1910-2010) dell'Università norvegese di Scienza e Tecnologia.

L'autore:

Ole J. Bryn è un ex professionista, architetto, e occupa attualmente un posto di Professore Associato presso la Facoltà di Architettura e Belle Arti all'Università norvegese della scienza e della tecnologia (NTNU) di Trondheim, Norvegia.

Lo sviluppo delle teorie di Bryn sulle griglie geometriche usate nelle piramidi egiziane ha beneficiato della collaborazione del Dr. Michel Barsoum, Preside e Professore Distinto presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali e Ingegneria della Drexel University di Philadelphia.

Articolo segnalato dall'amico Cristian Vitali (Centro Studi Fortiani).

Fonte: http://www.sciencedaily.com/releases/2010/09/100924084615.htm

giovedì 23 settembre 2010

NUOVA RICERCA ONCOLOGICA




CON ESTREMA SODDISFAZIONE E "SPERANZA", MI PREGIO DI DIVULGARE E LINKARE LA RICERCA E GLI SVILUPPI CORRELATI, CHE IL DOTT. ARMANDO VECCHIETTI MI HA SEGNALATO. TROVERETE SULLA DESTRA NELLA SEZIONE DEI LINK FISSI IL "BOTTONE" RELATIVO PER RIMANERE AGGIORNATI E "PASSARE PAROLA". LA VERA RICERCA NON E' MORTA.....ECCOVI LA PROVA!!!!

Marco LA Rosa


" Fare ricerca scientifica significa fare domande alla natura.
Guarda ed ascolta solo ciò che la natura ha da dirti e non quello che vuole il tuo sponsor.
Dimentica per un istante anche quello che hai imparato a scuola e sii pronto a riesaminare le tue vecchie “certezze”.
Confronta le nuove conoscenze con le vecchie e non cercare di essere acuto o intelligente.
E’ sufficiente che tu sia umile.
Se hai timore di ciò che i tuoi colleghi potrebbero dire sulla tua ricerca non potrai mai essere un vero ricercatore.
Non cercare di “indirizzare” gli esperimenti, prima cerca di comprenderli e poi eseguili fedelmente.
Abbi fiducia delle tue sensazioni ma poi controlla i risultati con strumenti che siano indipendenti dai tuoi sensi.
Non cercare di sviluppare idee su qualcosa che non hai mai visto.
Non nascondere gli errori, parla di essi in modo franco e sii orgoglioso di conoscerli.
Essi sono i più sicuri indicatori della tua strada.

Una ragionevole domanda che possiamo porci in campo oncologico è: “Com’è possibile che la ricerca oncologica nonostante tutti questi anni di intense ricerche e miliardi di dollari spesi non è ancora riuscita a scalfire nemmeno un pò l’enigma del cancro?
Possiamo anche chiederci: “…ma la ricerca oncologica sta veramente cercando nella direzione giusta oppure e’ necessario ed opportuno cambiarla ?”
Tutti sappiamo che tra i problemi irrisolti dell’oncologia quello più indagato è come si forma la cellula cancerosa.
Per la ricerca oncologica classica non c’e’ dubbio che essa si formi da una mutazione genetica della cellula sana.
Per spiegare la sua origine, i ricercatori hanno indagato in numerosi settori cercando cause virali, immunologiche o genetiche ma fino ad oggi non sono mai approdati a nulla di definitivo.
Nonostante il bilancio non proprio soddisfacente, molti credono ancora che un vaccino, le cellule staminali o i farmaci “intelligenti” prima o poi risolveranno il problema.
Ma come è possibile che una cellula sana diventi cancerosa e sia capace di distruggere un organismo per altri versi sano?
In fondo, la cellula cancerosa è un organismo molto fragile, si uccide con un soffio e quando è aggredita è incapace di opporre una resistenza efficace.
In verità le cellule dei tessuti colpiti, molto prima delle manifestazioni più visibili della malattia, subiscono delle modificazioni che solo in seguito portano alla formazione della cellula cancerosa.
Vedremo tra breve come sia un errore credere che la cellula cancerosa si sviluppa direttamente dalla mutazione genetica di una cellula sana.
Molto probabilmente se la lotta contro il cancro non ha raggiunto gli obiettivi che si era proposta di raggiungere è perché ha continuato a considerare la cellula cancerosa come l’oggetto della ricerca senza rendersi conto che il cancro non è la malattia di una cellula ma la malattia di tutto l’organismo.



Dr. Armando Vecchietti.




martedì 14 settembre 2010

GUERRA AL "CANCRO": LA NUOVA FRONTIERA !


Un gruppo di ricercatori ha trovato molecole di Rna capaci di innescare la morte selettiva nelle cellule tumorali, e solo in quelle. Sarebbe una svolta per le cure oncologiche.

CRONACA – Da tempo la ricerca medica va a caccia di terapie mirate contro i tumori. Farmaci, cioè, che agiscano in maniera oculata, eliminando solo e soltanto le cellule malate senza sfiorare quelle sane. I farmaci chemioterapici convenzionali, per quanto abbiano “raddrizzato il tiro” rispetto al passato, non riescono a essere così precisi: colpiscono le cellule che si riproducono velocemente, una caratteristica che non è prerogativa esclusiva del tumore, ma anche per esempio dei follicoli piliferi, da cui deriva l’effetto collaterale della perdita dei capelli. Un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology ha messo a punto un’arma che punta dritto al cuore del tumore e potrebbe virtualmente eliminare le ripercussioni dannose e pesanti della chemioterapia.

Si tratta di molecole che agiscono come un programma del computer: se trovano una mutazione nel Dna, che indica la trasformazione maligna, spingono il pulsante di autodistruzione cellulare, attivando il meccanismo di difesa insito nella cellula stessa. Se non la trovano, lasciano tutto com’è. Gli scienziati le hanno battezzate “conditional small Rna”, proprio per specificare che il loro agire è condizionato da un certo segnale. “Quando rilevano una mutazione all’interno della cellula, cambiano conformazione attivando una risposta terapeutica salvifica, altrimenti restano inattive”, ha spiegato Niles Pierce co- autore dello studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Il trattamento sviluppato da Pierce mima l’azione di piccole molecole di Rna (acido ribonucleico) normalmente presenti nella cellula e coinvolte in molti processi vitali. L’Rna è una molecola simile al Dna, che non ha la capacità di replicarsi e svolge funzioni di messaggero, interruttore e controllo dell’informazione genetica. In questo caso sono state utilizzate due piccole molecole di Rna, composte da meno di 30 paia di basi (un gene è mediamente lungo centinaia di paia di basi). Il meccanismo è questo: se la prima molecola trova una mutazione cancerosa, si apre in due come una forcina e apre la strada al “complice”. Entra in gioco, quindi, la seconda molecola che si lega alla prima, e insieme innescano una reazione a catena per cui queste molecole di Rna continuano a legarsi fra loro, a due a due, formando un cordone sempre più lungo. Questo “intruso” induce la cellula a pensare di essere invasa da un virus e azionare il meccanismo di morte programmata.

La sperimentazione in vitro su cellule tumorali del cervello, prostata e ossa ha dato risultati sorprendenti: i “cecchini” a base di Rna eliminavano solo le cellule malate e lasciavano vivere indisturbate quelle sane. Ma i ricercatori preferiscono esser cauti: la ricerca è ancora all’inizio e molta strada resta da fare prima di arrivare a una nuova chemioterapia.

Da: Oggi Scienza 6 sett. 2010

mercoledì 25 agosto 2010

DJEDI E I MISTERI DI CHEOPE


Un team di tecnici dell'universita' di Leeds sta per lanciare 'l'attacco' decisivo ai segreti della piramide di Cheope, l'unica superstite tra le meraviglie del mondo antico.

L'arma segreta dell'equipe britannica, che lavora in partnership con il Consiglio Supremo delle Antichita' egiziane, e' un piccolo robot chiamato Djedi, ovvero come il mago che il faraone Cheope consulto' durante la progettazione della piramide.

Suo sara' il compito di oltrepassare le porte che sigillano i condotti irradianti dalla Camera della Regina. E provare a svelare il mistero della loro funzione. ''Abbiamo lavorato su questo progetto per cinque anni'', ha detto all'Independent il professor Robert Richardson.

''Non abbiamo preconcetti. Il nostro compito e' quello di raccogliere dati in modo che altri studiosi possano tirare le loro conclusioni''.

Nel 2002, infatti, una precedente spedizione uso' una sonda per perforare una delle due porte di pietra poste a protezione dei due condotti che partono dalla Camera della Regina.

Dietro il masso, a una distanza di circa 20 centimetri, comparve un'altra porta, questa volta simile a uno schermo. Ovvero l'ostacolo che Djedi e' chiamato a sorpassare.

''Stabiliremo quanto e' profonda questa porta e se si puo' perforare'', ha spiegato Richardson.

''Stiamo ultimando il robot in questi giorni e contiamo di spedirlo la' sopra entro la fine dell'anno. Speriamo di ottenere tutte le informazioni necessarie a risolvere l'enigma''.

fonte ANSA
25-08-2010
da: Antikitera.net

martedì 24 agosto 2010

IL "CERCHIO" DI GIZA: rivoluzionaria scoperta di Diego Baratono !


«Ne sono assolutamente certo: le tre piramidi Gizah, alla periferia ovest del Cairo, la Sfinge e in generale i più importanti monumenti vicini ad esse sono stati costruiti seguendo una coerenza geometrica, disponendoli in base a precise figure circolari e a enormi triangoli equilateri». A fare un’affermazione destinata ad aggiungere elementi decisivi alla comprensione della piana di Gizah, l’area archeologica più famosa al mondo, è Diego Baratono, egittologo «fuori contesto», dalle posizioni a volte non in linea con l’ortodossia egittologica, ma già in passato apripista per studi e conclusioni condivisi anche da luminari del settore. Baratono, fornito di robusta preparazione accademica e supportato da cattedratici di livello quali Paolo Trivero (Università di Alessandria) e Maurizio Gomez (Politecnico di Torino), da anni esplora con regolari prospezioni la zona di Gizah e completa le proprie ricerche con l’ausilio di foto satellitari, a disposizione da parte dell’Esa (l’Agenzia Spaziale Europea).

Professor Baratono, cosa ha notato esattamente dall’analisi capillare di questo abbondante materiale?
«Ho passato al setaccio foto e planimetrie topografiche della zona con sofisticati programmi informatici e una cosa è risultata evidente: i punti di alcuni angoli delle piramidi di Cheope, Chefren e Micerino, insieme a uno degli angoli della Sfinge e ad altri punti-cardine di monumenti ancora conservati, se uniti, risultano appartenere alla circonferenza di un cerchio. Si tratta dell’evidenza di un rigore geometrico, rispettato man mano che nuovi monumenti venivano eretti».

Oltre all’esame di materiale fotografico e di planimetrie ci sono elementi ancora più dirimenti, vero?
«Certamente. Abbiamo riscontrato sul terreno e su foto a infrarossi la presenza di tracce, quasi di solchi circolari che coincidono con la circonferenza, lungo la quale erano disposti piramide e Sfinge. Inoltre sono rimaste ben visibili qua e là tracce di lati di triangoli equilateri e di esagoni, ad indicare una capillare attenzione geometrica, che ha regolato l’area sepolcrale e sacra di Gizah in ogni sua costruzione e che è rimasta in vigore per parecchie dinastie. Ma c’è di più».

Ci dica.
«Se prolunghiamo la linea della circonferenza ricavata a occidente, dalla parte opposta della Sfinge conservata, andiamo a raggiungere una zona dove ci sono resti di impiantiti e basamenti di quella che fu un’altra enorme statua. Tutto lascia pensare a una seconda Sfinge, diametralmente opposta a quella visibile e in perfetta coerenza con il sapere mitologico degli egizi, che parlano di due leoni, Duau e Sef, guardiani, guarda caso, del cerchio solare».

A proposito di mito, la disposizione circolare dei monumenti di un’area importante in fondo riflette la centralità che aveva il cerchio nella fantasia mitografica degli egizi. Non è così?
«Certo. Basta pensare al Testo dei sarcofagi n. 6000: "Fui colui che nacque come cerchio..."; è un’affermazione riferita alla dea Maat, la Giustizia, che dunque viene pensata come un cerchio. Anche questo è un elemento che ben si combina con le capacità di architetti ed ingegneri egizi di riprodurre figure geometriche nell’edificare imponenti monumenti, come templi, tombe o statue colossali; o con la fantasia dei pittori, che hanno affrescato questi edifici con figure dall’evidente schematizzazione geometrica. Ecco perché la paleogeometria risulta fondamentale per capire la "ratio" della disposizione delle costruzioni nel Paese del Nilo».

E come conciliare questi risultati con la teoria, abbracciata da molti, che gli egizi costruirono piramidi e templi orientandoli secondo costellazioni astronomiche, di cui erano insuperabili conoscitori?
«Le due cose vanno insieme: in fondo anche le costellazioni celesti riproducono linee rette e figure geometriche, che cambiano continuamente secondo l’orbita. Proprio le costellazioni degli astri funsero da modello per gli architetti dei faraoni: con prossimi studi cercherò di indicare quali costellazioni hanno ispirato l’erezione dei singoli monumenti e che figure geometriche riproducevano».

Aristide Malnati
Da: Avvenire.it – 7 Ago 2010

lunedì 23 agosto 2010

GLI UFO DI CHURCHILL


L'apertura di documenti secretati oltre 50 anni fa mostra l'interesse del Governo Britannico per gli Unidentified Flying Object...


L’estate è un periodo in cui escono sui giornali notizie relative agli UFO (dall’acronimo inglese Unidentified Flying Object); i malvagi ritengono che questo argomento, di solito non molto trattato durante l’anno, abbia, per sua intima natura, una stretta connotazione estiva perché durante tale periodo canicolare, come è noto, i giornali dimagriscono ed hanno poche pagine causa ferie dei collaboratori e quindi è più facile che certi argomenti, per così dire, emergano anche su quotidiani prestigiosi. Quindi, non smentendosi, anche quest’anno è stata tirata fuori una notizia di tale fatta che io ritengo comunque interessante perché coinvolge aspetti storici, politici e sociali non indifferenti e che non sono stati ancora trattati in maniera esauriente.La notizia è quella della recente apertura (primi di agosto) in Gran Bretagna dell’Archivio Nazionale di Stato che contiene molti documenti che erano stati secretati 50 anni fa. Uno di questi riguarda appunto l’interesse mostrato dal governo britannico per gli “oggetti volanti non identificati”, cioè quelli che sono chiamati comunemente “Ufo” che destarono l’interesse dei militari nello scorso secolo (ed anche dell’attuale).Il primo coinvolgimento di Churchill, che guidò la Gran Bretagna alla vittoria della Seconda Guerra mondiale, è del 1912 quando il cielo del Sheerness nell’Essex fu solcato da un misterioso ordigno che luccicava sopra una base militare della Royal Navy; la cosa fece clamore e il parlamento ordinò all’allora Primo Lord dell’Ammiragliato, cioè Winston Churchill di indagare e riferire. Se ne occuparono i servizi segreti, ma senza risultati apprezzabili e la cosa finì lì.Tuttavia, nel 1945 il fenomeno si ripeté in maniera anche più eclatante; si era sul finire della Seconda guerra Mondiale e dei piloti della Raf, di ritorno da una missione sulle coste meridionali del Regno Unitosi erano trovati di fronte un “oggetto metallico” che poi era improvvisamente sparito. Churchill fu abbastanza impressionato dal fatto tanto da parlarne con il generale americano Dwight Eisenhower che allora comandava le forze alleate in Europa. I due ritennero che dato il periodo mondiale molto delicato non fosse il caso di dare troppa pubblicità al fatto ed incaricarono una commistione mista USA – UK dei servizi segreti di studiare il fatto. I risultati della commissione esclusero che si potesse trattare di ordigni sperimentali tedeschi (Hitler aveva parlato più volte di misteriose armi segrete che avrebbero cambiato il corso della guerra), ma non riuscirono comunque a spiegare cosa fossero. Tuttavia, questa seconda volta, Churchill era deciso ad affrontare la cosa con più determinazione e ancora in una nota del 28 luglio 1952 chiedeva al viceministro dell’aereonautica militare di fornire informazioni su i tanti avvistamenti di oggetti volanti che erano segnalati in tutto il mondo (tanto che il famoso psicanalista Carl Gustav Jung scrisse un saggio su di essi intitolato “Sulle cose che si vedono in cielo”) ed anche, nel Regno unito. I risultati delle indagini esclusero che fossero “dischi volanti”, ma non spiegarono, ancora una volta, cosa fossero realmente. La pubblicazione dei documenti di Stato finora segreti non ha mostrato rivelazioni particolari, ma è interessante notare, anche dal punto di vista storico, che per diversi decennio i servizi segreti britannici e il ministero della difesa seguirono la vicenda con attenzione.Anche l’ex Presidente Usa, Jimmy Carter (1977 – 1981) asserì di aver visto un Ufo sui cieli della Georgia, nel 1969, mentre si stava preparando a fare un discorso presso il locale Lion Club.Fatte le debite proporzioni storiche, è interessante notare che l’ on. Borghezio della Lega Nord insieme al prof. Massimo Teodorani, astrofisico, hanno fatto, lo scorso giugno, una petizione al Parlamento europeo per richiedere l’apertura dei documenti ancora riservati e di instaurare un osservatorio europeo su tali fenomeni.Comunque lo studio più accurato fatto sul fenomeno Ufo, a livello di sicurezza nazionale, è stato quello denominato Progetto “Blue Book” condotto dall’aereonautica statunitense dal 1951 al 1969 in cui furono indagati ben 12618 casi dei quali 701 erano più propriamente “Ufo”; il rapporto conclusivo, il cosiddetto “Rapporto Condon”concluse che gli “Ufo” non presentavano una minaccia per gli USA né vi erano prove di una loro origine extraterreste. Tuttavia, gli Ufo, al di là della loro origine, continuano ad essere visti…

Di: Giuseppe Vatinno
Da: Scienza e Conoscenza 11-08-2010