IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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LA NUOVA CONOSCENZA

lunedì 9 marzo 2015

LE "SLIDES" DI ROSWELL


SEGNALATO DA CRISTIAN VITALI  http://ufoealtrimisteri.blogspot.it/

da: http://danilo1966.iobloggo.com/1267/roswell--presto-saranno-svelate-diapositive-inedite

“E’ notizia di questi giorni che il prossimo 5 maggio 2015, all’interno di un evento che andrà in onda dal New Mexico in diretta streaming mondiale, verranno divulgate alcune inedite  immagini che ritrarrebbero una o più creature umanoidi simili a quelle rinvenute nelle immediate vicinanze dell’UFO, che nel 1947, si schiantò a Roswell. Descritte dal alcuni ricercatori come le “slides di Roswell” le immagini sviluppate con tecnologia Kodachrome sono state autenticate da un gruppo di scienziati esperti che ha confermato l’origine e l’autenticità delle diapositive.





 Durante il processo di analisi del materiale, diverse sono state le speculazioni riguardanti questo caso e su ciò che realmente le immagini mostrerebbero. Ora però, tutto il mondo avrà la possibilità di  vedere con i propri occhi quanto in esse contenuto. L'evento, che si svolgerà dalla sede dell’Auditorium nazionale di Città del Messico ed è organizzato dal noto ricercatore Jaime Maussan, prevede tra i relatori il Dr. Edgar Mitchell (sesto uomo sulla Luna) ed autori noti nonché investigatori del caso Roswell come Tom Carey e Don Schmitt. 




Il programma verrà trasmesso in diretta e racconterà in quale contesto storico si colloca il rinvenimento di tale materiale. Tom Carey, che per primo ha divulgato la notizia della scoperta a livello internazionale, fornirà ulteriori informazioni e dettagli logistici sull'evento in questione.

Ma raccontiamo brevemente la storia:
  
Alcuni anni fa, mentre la soffitta di una casa veniva ripulita, venne trovata una cassa contenente diverse diapositive marchiate Kodachrome che erano state nascoste nel rivestimento del coperchio. La casa apparteneva ad un geologo del petrolio, Bernerd A. Ray, che aveva condotto negli anni 40 alcune missioni esplorative nel New Mexico per conto di una società che sarebbe poi diventa l’attuale Texaco. L’uomo condivideva l’appartamento con sua moglie dalla quale non ebbe mai figli. Alla loro morte, chi venne incaricato di ripulire la casa, fece inaspettatamente la scoperta e contattò immediatamente Tom Carey che si era occupato lungamente ed approfonditamente del caso Roswell.  La moglie di Bernerd, Hilda Blair Ray, era invece un avvocato molto rispettato che annoverava una clientela di alto rango e quindi possibili connessioni con alcuni ambienti dell’intelligence. Entrambe i coniugi intrattennero, in quegli anni, importanti relazioni sociali con individui e personalità di spicco, sia del settore pubblico che privato. Tra le diapositive ritrovate (oltre un centinaio) vi sono infatti (oltre alle immagini dell’umanoide) foto con personalità del calibro di Dwight Eisenhower, il che fa pensare che la coppia fosse conosciuta negli ambienti d’élite. Entrambe avevano in effetti contatti e svolgevano attività che potrebbero aver casualmente permesso loro di ottenere tali diapositive. Nessuno dei due era, secondo le indagini, tipo da nascondere scherzi e false immagini con l’idea che esse sarebbero state ritrovate, decenni più tardi, quasi per caso. Questa filantropica coppia di professionisti non aveva quindi alcuna propensione alla falsità. I professionisti, appartenenti a diverse discipline, che hanno avuto l’incarico di esaminare  le diapositive in questione, concordano sul fatto che esse mostrino una piccola creatura umanoide, assolutamente non riconducibile ad un essere umano affetto da mutazione genetica. L'essere che viene mostrato non è inoltre correlabile ad alcuna raffigurazione di alieni esistenti nella cultura popolare dell’epoca, né fa parte dell’immaginazione popolare de periodo. La morfologia dell’essere mostrato, sembra verosimilmente coincidere con i resoconti dei vari testimoni dell’evento Roswell. E’ stato richiesto espressamente da Tom Carey di trovare i migliori talenti disponibili al mondo per testare e analizzare queste diapositive Kodak. Gli esperti, nominati per le indagini (i cui nomi saranno resi noti durante l’evento divulgativo), hanno condotto numerosi test sulle slide riconoscendo ed autenticando la loro collocazione storica con il presunto schianto di Roswell nonché avallando le ipotesi che la figura umanoide sia un essere proveniente da un altro pianeta.

E’ stato inoltre dichiarato che le diapositive non sono state né manomesse né manipolate in alcun modo e che quindi ciò che viene rappresentato è davvero reale. Ora la genuinità delle foto potrebbe anche essere riconosciuta a livello legale.  La legge, infatti,  potrebbe concordare con la scienza in quanto le diapositive potrebbero essere ammesse come prove legali dinanzi ad un tribunale, a supporto delle ipotesi formulate in passato su quanto effettivamente accadde a Roswell. Per quanto sopra, l'unica conclusione possibile, alla luce di quanto sancito dagli esperti è quindi che l’umanoide raffigurato non sia una persona deforme, una mummia, un manichino o una scimmia morta ma una creatura non originaria della Terra. E dato che le diapositive di questa creatura sono state fatte lo stesso anno del crash di Roswell verosimilmente i connotati fisici della stessa corrisponderebbero a ciò che i vari testimoni hanno sempre raccontato sino ad oggi”.

Aggiornamento della vicenda:

ROSWELL: PARLA IL PROPRIETARIO DELLE DIAPOSITIVE.



Da diverso tempo, ormai, vengono manifestate congetture di vario tipo su ciò che realmente verrà mostrato il prossimo 5 maggio 2015 all’interno di un evento organizzato dal noto ufologo messicano Jaime Maussan e che andrà in onda, in diretta streaming, dall’Auditorium di Mexico City: stiamo parlando ovviamente delle famose diapositive che ritrarrebbero il corpo di uno degli esseri recuperati nel 1947 durante il famoso “incidente di Roswell”. Su moltissimi siti a tema, blog e portali ufficiali dedicati alla ricerca ufologica (compreso il presente) non si è molto parlato di questo casuale quanto incredibile ritrovamento e di come esso potrebbe divenire la famosa “pistola fumante” tanto cercata dagli ufologi in tutto il mondo. E’ proprio a causa delle diverse speculazioni che negli ultimi mesi stanno accompagnando il caso, che nei giorni scorsi si è fatto avanti anche il proprietario delle diapositive in questione, Adam Dew. Egli ha voluto raccontare pubblicamente la sua “verità”, rilasciando alcune informazioni. Non tutti sanno che il Sig. Dew (foto sopra) è anche proprietario di una società di produzioni televisive che sta attualmente ultimando un documentario che illustrerà, in maniera dettagliata, la storia del ritrovamento delle immagini. Dew, laureatosi in giornalismo nel 1998, ha affinato le sue specializzazioni lavorando per numerose produzioni legate allo sport che gli hanno permesso poi, nel 2003/2004, di aprire la sua personale società di produzioni, la Varsity Tape. Egli ha dichiarato, durante una breve intervista, di essere stato coinvolto in questo caso nel 2008. Quell’anno venne contattato da un amico che gli raccontò come sua sorella avesse ritrovato nel 1998 le diapositive, custodite all’interno di un scatola posta nella soffitta di una casa che lei stessa stava ripulendo e che avrebbe dovuto essere venduta successivamente in un’asta immobiliare a Sedona, Arizona. Inizialmente Dew non diede molta importanza alle diapositive ma poi inizio ad esaminarle. Erano in tutto 400 immagini che ritraevano, tra l’altro, numerosi personaggi famosi. Molte di esse non erano completamente a fuoco cosa normale all’epoca per la Kodakchrome, in foto scattate nei luoghi scarsamente illuminati. La prima cosa che Dew ha cercato di capire è stata quella di individuare la reale datazione delle immagini per evitare che le persone, vedendole, potessero asserire che fossero falsificate o inscenate su un set. Le ricerche effettuate, anche sull’involucro delle diapositive, hanno fatto risalire le stesse agli anni ’40. Ciò ha dimostrato quindi che le immagini in esse contenute erano assolutamente reali e prive di ogni foto ritocco. In particolare si è poi scoperto che le diapositive ritraenti il corpo del presunto alieno non erano correlabili con alcun stereotipo dell’epoca o dell’immaginazione popolare di quella successiva e che i proprietari delle foto erano persone molto in vista negli ambienti governativi di quel periodo. Il passo successivo è stato poi quello di contattare i due maggiori esperti sul “caso Roswell”, i ricercatori Don Schmitt e Tom Carey.



Questi ultimi sono stati in grado di contattare un uomo che sostiene di aver visto i reali corpi alieni recuperati nel presunto UFO crash di Roswell, nel 1947. Dew afferma che l'uomo ha richiesto l’anonimato, ma il suo nome e la sua immagine sono comunque presenti nell'annuario del Roswell Army Air Field del 1947. Quando le due immagini sono state mostrate al testimone egli ha dichiarato di riconoscere in esse uno dei corpi che aveva già visto nel 1947 e che erano stati recuperati e poi conservati in qualche modo. Dew afferma anche di non avere l’assoluta certezza che le immagini ritraggano il corpo di un vero alieno, poiché egli stesso non ne ha mai visto uno, ma è certo di poter affermare, sulla base di ricerche effettuate, che in rete non esistono immagini che ritraggano lo stesso essere. Gli è stato chiesto anche come mai avesse acconsentito di divulgare tali immagini all’interno di un evento organizzato proprio nel New Mexico. La sua risposta è stata: "L'evento è giustificato dal fatto che c’è abbastanza interesse per mostrare le diapositive in questo modo. C'è materiale interessante, sufficiente materiale a sostegno e ci sono diverse persone disposte a testimoniare. Nella mia mente, Città del Messico, gli Stati Uniti od un altro luogo sono uguali perché non importa dove esse vengano presentate. Ma Jaime Maussan ha avuto la visione dii questo grande evento e tutto ciò è eccitante anche per me. Sembra divertente, interessante ed è un grande palcoscenico. Nessuno negli Stati Uniti sarebbe stato in grado di presentare un evento come questo." Egli afferma inoltre di aver ricevuto l’attenzione di numerosi produttori di Hollywood che avrebbero voluto presentare il caso all’interno di programmi ufologici già affermati, richieste che sono state puntualmente eluse per non perdere il controllo della situazione. Confessa tranquillamente che alcune proposte sono state rifiutate soprattutto per motivi di ordine economico: tra queste la richiesta di affidare l’esclusiva ad una nota e rispettabile rivista che però non offriva i fondi necessari a coprire le ingenti spese sostenute da Dew per le ricerche sul caso. Egli comunque non comprende perché diverse persone siano critiche nei suoi confronti ed esprimano dissenso sul modo in cui l’intera faccenda è stata gestita: “Molti non sono soddisfatti delle indagini effettuate ed alcuni sono addirittura convinti, pur non avendo ancora visto nulla, che le “diapositive di Roswell” non raffigurino un alieno ma bensì la mummia di un bambino già nota al mondo. Benché debba ammettere che esiste una certa somiglianza, vi sono tuttavia differenze enormi tra l’essere fotografato e la mummia del bambino (recentemente esposta in Olanda nel Museo Nazionale delle Antichità di Leiden e visibile in questa foto, ndr)



che tra l’altro presenta un grosso foro sul corpo, non riscontrabile sul corpo presente nelle diapositive. Sto solo cercando di convincere la gente a guardare le immagini con una mentalità aperta. Se qualcuno con un background scientifico afferma il contrario, voglio sapere perché.” A chi lo paragona a Santilli ed al suo celebre filmato sull’autopsia aliena



 egli risponde con fermezza che il confronto non è assolutamente corretto, soprattutto perché il caso Santilli è falso mentre le immagini presentate nelle diapositive Kodakchrome sono assolutamente reali ed impossibili da manipolare. Una certezza sulla quale la gente comune dovrà porre la giusta attenzione, per cercare di comprendere realmente ciò che tali immagini raccontano.

FONTI:




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