IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

venerdì 24 marzo 2017

ESPERIMENTI PERICOLOSI...


Lo scorso 14 Febbraio SpaceX (Space Exploration Technologies Corporation un'azienda aerospaziale statunitense con sede a Hawthorne California, USA) ha lanciato nello Spazio un pericoloso agente patogeno. Stiamo parlando dello Staphylococcus aureus, un batterio resistente alla meticillina noto anche come MRSA, causa molto frequente di infezioni nei pazienti ospedalizzati, notoriamente difficili da trattare. MRSA infatti è resistente a molti antibiotici e quindi può essere difficile da trattare in modo efficace, il che lo rende una grave minaccia per la salute pubblica.

 
Ecco quello che è stato divulgato in proposito dai media:

“una volta a bordo dell'avamposto spaziale, il batterio verrà utilizzato in uno studio per esaminare l'impatto della micro gravità sui pattern. Lo studio è sponsorizzato dalla NASA e dal CASIS (International Space Station US National Laboratory) e sarà guidato da Anita Goel, Presidente e CEO di Nanobiosym. L'ipotesi è che le condizioni di micro gravità possano generare una mutazione accelerata dell'MRSA, che equivarrebbe a premere il tasto "avanti veloce" e ottenere una previsione futura dei modelli di mutazione che non sono ancora avvenuti sulla Terra, e di cui potremmo trovare la cura prima ancora che appaiano (MA ANCHE UNA PERICOLOSA ARMA NELLE MANI SBAGLIATE – NDR MLR).

L'idea della ricercatrice Anita Goel è che l'ambiente di micro gravità a bordo della Stazione Spaziale possa accelerare il tasso di mutazione di MRSA e influenzare il flusso di informazioni sia dal genoma sia dal trascrittoma. (ma queste sono anche informazioni già conosciute, ottenute grazie ai numerosi esperimenti effettuati in passato – ndr) In caso fosse confermata, le implicazioni per la medicina e lo sviluppo di farmaci sarebbero enormi. Dove le attuali terapie antimicrobiche sono inefficaci, e il trattamento delle infezioni è spesso uno scenario in cui gli agenti patogeni possono avere il sopravvento, il progetto di Goel potrebbe essere una soluzione tanto brillante quanto efficace. Si prospetterebbe infatti la creazione di molecole efficaci contro ceppi di batteri che non sono ancora nati qui sulla Terra, grazie a questo laboratorio di microbiologia extraterrestre”.

da:

 

PER APPROFONDIMENTI:






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LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
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martedì 21 marzo 2017

FAST RADIO BURST

                                         (foto: M. Weiss / CfA.)

“Un lampo radio veloce (dall'inglese fast radio burst, FRB) è un fenomeno astrofisico di alta energia che si manifesta come un impulso radio transitorio, con durata di pochi millisecondi. Si tratta di lampi molto luminosi nella banda radio, non risolti, a banda larga, provenienti da regioni del cielo esterne alla Via Lattea. Le componenti in frequenza di ciascun lampo presentano un ritardo, legato alla lunghezza d'onda, che permette di esprimere una misura della dispersione. I valori ottenuti per i lampi osservati sono tali da escludere che le loro sorgenti appartengano alla Via Lattea; mentre sono coerenti con una propagazione attraverso un plasma ionizzato. Sull'origine dei lampi radio veloci, ancora sconosciuta, sono state suggerite spiegazioni sia naturali, sia anche artificiali, che rimangono per lo più ipotesi speculative.
La denominazione di ciascun lampo radio veloce è composta dalla sigla FRB seguita dalla data di rilevazione nella forma "AAMMGG". Il primo lampo radio veloce (FRB 010724) è stato scoperto nel 2007 in dati di archivio raccolti il 24 luglio 2001 dall'osservatorio di Parkes, con il radiotelescopio di 64 m di diametro. Da Parkes sono stati rilevati ben 16 dei 18 FRB scoperti tra il 2001 e il 2016. FRB 121102, rilevato il 2 novembre 2012 con il radiotelescopio di Arecibo, è l'unico del quale sono state rilevate delle ripetizioni.”

SEGNALATO DAL DR. GIORGIO PATTERA (BIOLOGO)

Lampi radio veloci: per due astrofisici, segnali alieni

da:

Sono considerati come uno dei fenomeni più misteriosi dell’universo. Sono lampi radio che durano una manciata di millisecondi e raramente si ripetono uguali a se stessi. Un fenomeno che avrà certamente una spiegazione scientifica, anche se al momento la loro origine è ignota. Ma è talmente suggestivo da far pensare, ad alcuni degli astrofisici che li studiano, ad una origine extraterrestre.
 
Ipotesi suggestiva: “Ma i calcoli sono precisi” 

Ed è una teoria proposta da due astrofisici teorici, Manasvi Lingam e Abraham Loeb, che lavorano presso il celebre centro di ricerca americano Harvard-Smithsonian. Lo studio è stato poi pubblicato sulla rivista scientifica Astrophysical Journal Letters: «I lampi radio veloci sono molto misteriosi, il primo dei quali è stato scopeto dieci anni fa, e sin dall’inizio la situazione è stata poco chiara: non si capiva se provenissero dal cosmo o addirittura se fossero segnali terrestri» - ha osservato l’astrofisica Marta Burgay, dell’osservatorio di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Ma nel 2013, una collaborazione internazionale fra Europa, Stati Uniti e Australia, della quale faceva parte la stessa Burgay, ha scoperto altri lampi radio veloci la cui origine cosmica non lasciava più spazio a nessun dubbio. Da allora è stato confermato che alcuni di questi lampi arrivavano da galassie molto lontane. Da allora sono stati descritti 17 di questi fenomeni e altri 10 sono in via di pubblicazione, «ma le teorie per spiegarne l’origine sono più numerose» e chiamano in causa fenomeni ricchi di energia, come i buchi neri o stelle molto massicce, come quelle di neutroni. L’ultima arrivata e sicuramente la più originale (e resta ovviamente nel campo delle ipotesi): i due astrofisici teorici dell’Harvard, pensano che non ci sono elementi per escludere a priori che i lampi radio veloci potrebbero essere prodotti da una civiltà extraterrestre, utilizzando generatori grandi come pianeti allo scopo di spingere le vele di veicoli spaziali alla volta di nuove galassie. “È una possibilità” - spiega Loeb - “che vale la pena considerare e verificare». Naturalmente la reazione del mondo della ricerca, per questa ipotesi fantascientifica è circondata da forte perplessità a un pizzico di ironia sui social: «Dal punto di vista formale l’ipotesi è ineccepibile - ha osservato Burgay - e tutti i calcoli sono precisi, ma bisogna avere in mente un esperimento che permetta di verificare l’ipotesi». 

Stella, dimmi come ruoti e ti dirò come sei nata

Nel frattempo, gli astrofisici italiani dell’INAF hanno presentato un nuovo studio sul moto di rotazione delle stelle, che aiuterà a capire meglio l’ambiente in cui si sono formate. Enrico Corsaro, che dirige il programma AstroFIt2 presso l’INAF di Catania, ha guidato un team internazionale di ricercatori per studiare il moto di rotazione di un gruppo di giganti rosse, stelle con massa simile al nostro Sole ma in una fase evolutiva più avanzata, appartenenti a due ammassi stellari aperti. L’analisi delle loro oscillazioni ha permesso di ricavare che gli assi di rotazione delle stelle di ciascun ammasso sono orientati prevalentemente in una specifica direzione nel cielo. Questa condizione porta con sé informazioni su come gli stessi ammassi stellari si sono formati, miliardi di anni fa. Il nuovo studio, realizzato con la tecnica dell’asterosismologia, ovvero della scienza che ricava le proprietà delle stelle dall’analisi delle loro pulsazioni, ha interessato due ammassi stellari appartenenti alla nostra Galassia, NGC 6791 e NGC 6819, rispettivamente a più di 13 mila e di 7 mila anni luce da noi. Entrambi sono molto evoluti, e contengono una ricca popolazione di giganti rosse. Il team ha analizzato 48 giganti rosse che mostrano oscillazioni,cioè periodiche espansioni e contrazioni della loro struttura, osservate dal satellite Kepler della NASA: “Grazie alle loro oscillazioni abbiamo misurato l’angolo di inclinazione dell’asse di rotazione di ciascuna stella” - dice Corsaro, primo autore dell’articolo sullo studio, pubblicato su Nature Astronomy. Quanto osservato è che quasi tutte le stelle del campione hanno assi di rotazione fortemente allineati fra loro, poiché puntano in una stessa direzione nel cielo. L’evidenza di questo risultato non lascia spazio ad alcun dubbio e ci fa dedurre che questo fenomeno deve essersi originato nella fase di formazione degli stessi ammassi stellari, avvenuta miliardi di anni fa”. 

fonte originale:

https://arxiv.org/abs/1701.01109



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sabato 18 marzo 2017

IL CLOUDBUSTER E L'ORGONOMIA. RELATORE: ING. ROBERTO MAGLIONE



“Roberto Maglione ha intrapreso il difficile compito di scrivere una overview scientifica dell'argomento, partendo dai primi lavori di Reich, che risalgono agli anni '50, fino a quelli più recenti, attraverso i successivi 50 anni, di ricercatori e scienziati che hanno seguito il lavoro di Reich. Ha trattato l'argomento con attenzione, evitando le trappole dell'entusiasmo esagerato o dello scetticismo, attenendosi ai fatti ed a ciò che è stato dimostrato scientificamente. È un lavoro che dovrebbe, in un mondo razionale, attirare l'attenzione di scienziati responsabili e competenti, di privati cittadini e di funzionari governativi che si preoccupino del benessere dell'umanità e dei grossi disastri che ripetutamente si abbattono sul territorio. Il mio sincero augurio è che l’impegno di Roberto Maglione possa aiutare a dissipare la nebbia e a dissolvere le nubi all'interno dell'ordinamento sociale, cercando di diffondere questa nuova conoscenza in modo razionale, benefico e positivo per la vita”.

                                                           James DeMeo, PhD
                                               Orgone Biophysical Research Lab
                                             Greensprings, Ashland, Oregon, USA.

Roberto Maglione, ingegnere, ha lavorato per numerosi anni nel settore esplorativo di una multinazionale petrolifera. Attualmente è responsabile della Comunicazione Scientifica in una società leader mondiale nel settore della bioingegneria cardiovascolare. È autore di un testo di carattere scientifico (Reologia * ed Idraulica dei Fluidi di Perforazione, Cusl, 1999, 2a edizione), della ricerca “W.Reich e la MODIFICAZIONE del CLIMA” (2004, mille esemplari numerati) e di oltre 70 articoli tecnici. È membro di numerose associazioni scientifiche.

(*) Reologia = Scienza che studia gli equilibri raggiunti nella materia che fluisce o si deforma per effetto di uno stato

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giovedì 16 marzo 2017

LA VITA "SEGRETA" DELLE PIANTE


Potrà sembrare assurdo, ma piante ed esseri umani si somigliano più di quanto potessimo immaginare. Diversi studi eseguiti nel corso degli ultimi anni hanno dimostrato che le piante possiedono una serie di caratteristiche sorprendenti e che, per certi aspetti alcuni loro “comportamenti! sono simili ai nostri.

Le piante sono capaci di percepire il pericolo e di sapere esattamente cosa “fare” per evitare i predatori.

Non molto tempo fa, un gruppo di scienziati ha scoperto che le piante sono in grado di ascoltare, di vedere, annusare e di possedere la capacità di apprendere, ricordare, e comunicare. Inoltre, non solo a loro non piace il frastuono prodotto dalle attività umane, ma fatto ancor più sorprendente, le piante sono anche in grado di fare musica e di cantare! Insomma, i ricercatori hanno scoperto che la biologia umana e quella vegetale sono molto più vicine di quanto non si sia mai compreso e l’analisi di queste somiglianze potrebbe avere ricadute benefiche nello studio delle basi biologiche di malattie come il cancro.

L’altruismo delle piante:

In un esperimento condotto da alcuni ricercatori dell’Università del Colorado, si è dimostrato che le piante, tra le numerose caratteristiche, sono anche anche altruiste. Gli studiosi hanno esaminato dei semi di mais fecondato, ognuno dei quali conteneva due “fratelli” (un embrione e un pò di tessuto cellulare noto come “endosperma”, che alimenta l’embrione durante la sua crescita). Nello studio sono state messe a confronto la crescita e il comportamento di embrioni e di endosperma di semi che condividono gli stessi genitori, e il comportamento di embrioni e di endosperma che avevano la stessa madre, ma padri geneticamente differenti. “I risultati hanno indicato che il gruppo di embrioni con gli stessi genitori presentavano una maggiore quantità di endosperma, rispetto agli embrioni con la stessa madre, ma con un padre diverso”, spiega la professoressa Pamela Diggle del dipartimento di biologia evolutiva. “Abbiamo scoperto che l’endosperma del gruppo di embrioni che non condivide lo stesso sembra essere meno cooperativo, presentandosi in quantità minore rispetto all’altro gruppo”. A quanto pare, l’endosperma è più propenso a sacrificarsi per gli individui di una stessa famiglia. “Una delle leggi fondamentali della natura è che se per essere altruisti, bisogna rinunciare ai vostri parenti più stretti. L’altruismo si evolve solo se il benefattore è un parente stretto del beneficiario. Quando l’endosperma dà tutto il suo cibo per l’embrione e poi muore, esprime la più alta forma di altruismo”, conclude la Diggle. Un esperimento simile fu pubblicato già due anni fa sull’American Journal of Botany, riportato in un resoconto del blog Biosproject: Earth. Guillermo Murphy e Susan Dudley hanno scoperto che la pianta Impatiens pallida, conosciuta con il nome comune di gamba di vetro, vegetale erbaceo delle foreste orientali del Nord America, riconosce i suoi simili e modifica il suo comportamento in relazione al grado di parentela delle piante che gli crescono accanto. Dudley e Murphy hanno selezionato semi di Impatiens pallida e li hanno piantati in vasi diversi, ognuno dei quali poteva accogliere semi delle piante della stessa famiglia o di piante geneticamente lontane, in seguito hanno manipolato la radiazione luminosa e la sua intensità per vedere se la strategia per catturare più luce dipendesse dal grado di parentela degli individui vicini. I ricercatori hanno constatato differenti risposte da parte dell’Impatiens a seconda che la pianta era cresciuta con i parenti o con piante estranee. Per la precisione i due biologi hanno scoperto che le piante “consanguinee” che si venivano a trovare insieme nei vasi, modificavano la loro morfologia modellando la crescita dei rami in modo da non fare ombra alle piante vicine.
  
Un fenomeno straordinario: il Canto Delle Piante:

Uno dei fenomeni più affascinanti delle piante, e forse il più sorprendente, è la loro capacità di cantare e comporre musica! E l’ascolto delle loro composizioni e davvero rilassante. Alcuni ricercatori della Federazione di Damanhur, una comunità etico-spirituale situata a Vidracco in Piemonte, sin dal 1975 stanno compiendo una serie di osservazioni sulle piante, al fine di comprendere le loro capacità uniche. Grazie all’ausilio di alcuni dispositivi che hanno creato per registrare la reattività delle piante nel loro ambiente naturale, i ricercatori hanno scoperto che le piante sono in grado di apprendere e di comunicare tra loro. Applicando un semplice principio della fisica, i ricercatori hanno utilizzato una variante del ponte di Wheatstone, un circuito elettrico utilizzato per misurare la resistenza elettrica tra i due poli di un circuito a ponte. Il dispositivo è stato utilizzato per misurare le differenze elettriche tra le foglie e le radici della pianta. Tali misure, poi, vengono tradotte in una serie di effetti, tra cui musica, accensione di luci, movimento e molti altri. Come tengono a precisare i ricercatori, le piante non corrono alcun pericolo, in quanto si utilizzano correnti di intensità molto bassa. Secondo i ricercatori di Damanhur, ogni creatura vivente, animale o vegetale, produce una variazione di potenziale elettrico, a seconda delle emozioni che sperimenta. Pare che le piante registrino le variazioni più significative quando avvertono l’avvicinarsi della persona che si prende cura di loro, quando vengono bagnate, quando gli si parla e durante la diffusione di musica. La reazione fisiologica della pianta viene poi espressa attraverso le apparecchiature elettroniche ideati dai ricercatori. L’applicazione più suggestiva è stata quella di tradurre tali variazioni in note musicali. Gli esperimenti hanno dimostrato che le piante sembrano apprezzare molto di imparare ad utilizzare scale musicali e anche di produrre musica per conto proprio, grazie all’utilizzo di un sintetizzatore. Anche se non esistono altre ricerche scientifiche condotte su questo argomento, non si può negare che l’ascolto di questa musica “vegetale” sia una gioia per l’anima.


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lunedì 13 marzo 2017

TUMORI: EPIDEMIA E FALSE PROMESSE


“Tumori, epidemia globale ma sappiamo come batterla”

DA:

Ogni anno 14 milioni di nuovi malati. Colpa del mondo che invecchia Di grassi e veleni. La soluzione però c’è: diagnosi precoce. Parola dell’Oms

«La soluzione esiste». Detta così, nero su bianco, da un’istituzione come l’Oms che tutto è tranne che ottimista, suona davvero come una buona notizia. Che acquista ancor più peso perché associata a una sfilza di numeri grami: 14 milioni di persone che scoprono ogni anno nel mondo di avere il cancro, 8,8 milioni di morti e i tumori che surclassano i killer dei paesi poveri, l’Aids, la Tbc e la malaria messi insieme. Di fronte a questa marea montante, che in Italia conta mille nuove diagnosi al giorno l’Oms dice: si può fare, soprattutto grazie alla diagnosi precoce. L’allarme, e la soluzione insieme, arrivano nel World Cancer Day, promosso il 4 febbraio dalle organizzazioni internazionali. Con la fotografia della marcia del cancro nel mondo e le linee guida per fermarlo: scoprire i tumori in tempo utile. Come già è accaduto alle nostre latitudini: se le persone che sopravvivono ai tumori della mammella, del colon, dell’utero e della prostata sono sempre di più è perché la diagnosi precoce permette di scovare neoplasie piccolissime poi di estirparle prima che invadano il corpo. E se assistiamo per lo più imbelli alle malattie del pancreas o dell’ovaio è proprio perché non c’è modo di agire d’anticipo. Ma il “si può fare” dell’Oms non nasconde che il prezzo è alto: sofferenza umana, perché le terapie anticancro sono drammatiche, e denari sonanti: 1160 miliardi di dollari nel 2010. L’unico modo per uscirne è evitare la malattia. Visto che «i tumori si possono prevenire — promette Francesco Cognetti, responsabile dell’Oncologia medica del Regina Elena di Roma e presidente della Fondazione Insieme — con una politica seria. Che sia capace di vaccinare contro l’Hpv e il virus dell’epatite B. Di imporre accise pesanti su sigarette e alcol. E di fare educazione in età scolare ». Perché alcune delle cause del cancro sono note: la cattiva alimentazione, il fumo, l’alcol. I veleni nell’aria e nel piatto. A partire dalle polveri sottili che penetrano negli alveoli e causano fino al 10% dei cancri del polmone nel mondo tanto che senza inquinamento molti fumatori non si ammalerebbero. Gli epidemiologi mettono in fila i numeri, collegano le statistiche. E non accettano le generalizzazioni. «Le neoplasie sono oltre 270, e ognuna ha le sue cause», precisa Diego Serraino, epidemiologo del Cro di Aviano. Ma i denominatori comuni per i big killer ci sono. Primo tra tutti, chiosa Milena Sant, responsabile dell’epidemiologia dell’Istituto dei tumori di Milano: «l’invecchiamento della popolazione». Anno dopo anno si accumulano mutazioni nel Dna e questo conduce, quasi inevitabilmente, alla proliferazione neoplastica.

La scommessa oggi è di frenare la corsa con uno stile di vita anticancro, forti delle prove che accusano il fumo e mostrano che se si buttano le sigarette, la mortalità per questo tumore cala. E l’alcol, «pericoloso anche per il pancreas, patologia in crescita come l’abuso di alcolici tra i giovani», aggiunge Sant. Le carni rosse pericolose per il colon e i grassi, cancerogeni per mammella, colon, prostata, pancreas. «La cattiva alimentazione colpisce nel nostro paese — aggiunge Serraino — perché abbiamo rinnegato le nostre origini mediterranee. Siamo passati a regimi non coerenti con la nostra storia evolutiva. E questo ci ha fatto male».

«Ogni anno in Italia 146mila casi di tumore, il 40% del totale, potrebbero essere evitati seguendo uno stile di vita sano», specifica Carmine Pinto, presidente dell’Associazione degli oncologi (Aiom), che per questo ha avviato diverse campagne di prevenzione nelle scuole e sul territorio. Ma se molti danni si possono evitare, con un miglior stile di vita, in fondo alla strada c’è un trigger che sembra ineludibile. «L’industrializzazione. L’esposizione a metalli pesanti, polveri sottili, azoto, ozono. Sul posto di lavoro, nelle città». Un puzzle di chimica pericolosa che fa impazzire le cellule. Basti pensare al caso ftalati, le sostanze chimiche usate per plastificare molti oggetti di uso comune che, spiega, «sono sospettati di un ruolo nei tumori della mammella come potrebbero averlo in tutte le neoplasie ormonodipendenti ». E i pesticidi: chi vive nelle aree in cui c’è un uso esteso rischia più degli altri i linfomi di Hodgkin, i sarcomi, le neoplasie del sistema nervoso centrale. Insomma, cercando il perché dei numeri snocciolati dall’Oms ci si imbatte in ostacoli insormontabili, ma si trovano anche le strade per provare a fermare l’ondata. «È questa la vera urgenza », conclude Cognetti.

DA:

COMMENTO:
Davvero questi sono dati che denotano una “considerevole” presa di coscienza da parte degli operatori del settore. Ora, apparentemente (secondo l’OMS e non solo), la popolazione dovrebbe fare lo stesso ed adottare stili di vita adeguati in tutti i sensi. Ma se in effetti sarà molto difficile poter avere un “ecosistema” adeguato nel breve e medio termine, una pronta “attivazione” trasversale nella nostra società potrebbe fare la differenza e permettere alla cosiddetta “massa critica” di invertire la tendenza e forse proiettarci in un futuro immortale. Peccato che, invece, i numeri nel fatturato delle “lobby farmaceutiche”  sia costantemente in aumento per quanto riguarda le cure chemioterapiche e radioterapiche, ma per quanto riguarda la ricerca scientifica nel campo della “genetica antitumorale “ (nonostante gli eclatanti successi) si faccia ancora molta resistenza. Perché la ricerca sulla “cura definitiva” (che sappiamo benissimo da molto tempo essere endogena e quindi nel nostro DNA) è pervicacemente ostacolata? Perché in fondo senza tanti giri di parole di questo si tratta: di un “mostruoso” interesse economico !

La salute e l’immortalità (per ora) sono economicamente penalizzanti, come del resto un mondo bello, pulito, equo e vivibile.

MLR

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mercoledì 8 marzo 2017

LEUCEMIE E TERAPIA GENICA


Bimba di 1 anno salvata dalla leucemia grazie a terapia genica, primo caso al mondo

Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa (ENEA)

Successo dei medici del Great Ormond Street Hospital di Londra. Intervento possibile grazie a «forbici molecolari» per modificare il Dna della paziente.

Un mese fa, il giorno dopo il primo compleanno della loro bambina, ai genitori di Layla Richards, una bimba inglese malata di leucemia, era stato detto che per la piccola non c’era più alcuna speranza di cura. Oggi, grazie a una terapia genica di frontiera prima sperimentata solo sui topi, Layla è viva, sorride in braccio a mamma e papà e non presenta più tracce del tumore del sangue che le era stato diagnosticato all’età di 3 mesi. Il caso, primo al mondo, è stato annunciato dai medici del Great Ormond Street Hospital di Londra e sarà descritto al prossimo meeting della Società americana di ematologia (Ash), in programma dal 5 all’8 dicembre a Orlando, in Florida. La terapia è stata utilizzata grazie alla collaborazione della compagnia biotecnologica Cellectis. La metodica dell’editing genetico, che utilizza «forbici molecolari» per modificare il Dna, è stata usata sulle cellule di un donatore sano per produrre linfociti T «ogm», geneticamente modificati per uccidere solo ed esclusivamente le cellule leucemiche e per essere invisibili alle pesanti terapie somministrate al paziente, nonché alle sue difese immunitarie. Le cellule disegnate su misura sono state iniettate a Layla, poi sottoposta a un secondo trapianto di midollo (ne aveva già subito uno dopo che la chemioterapia iniziale era fallita) per permettere al suo organismo di riformare un sistema immunitario. Benché sia troppo presto per definire la piccola «guarita dal cancro», la sua ripresa viene considerata «quasi miracolosa». «Un grande, grande passo avanti», dichiara Paul Veys dell’ospedale londinese. Il trattamento messo a punto nell'ospedale londinese si basa sugli ultimi sviluppi della ricerca per la lotta ai tumori, che prevedono il prelievo dei cosiddetti linfociti T dal paziente: si tratta di cellule del sistema immunitario che, dopo essere state "riprogrammate" tramite ingegneria genetica, possono diventare in grado di distinguere ed uccidere le cellule tumorali. Il problema è che le persone malate di leucemia o che sono già state sottoposte a vari cicli di chemioterapia spesso non hanno un numero di linfociti T sufficienti a mettere in atto questo trattamento.

Il nuovo trattamento messo in atto al GOSH prevede l'utilizzo di linfociti T forniti dai donatori, note come UCART19: il lavoro di ingegneria genetica fornisce a queste cellule le armi necessarie a combattere la leucemia. In primo luogo, le rende "invisibili" ad un potente farmaco che altrimenti le ucciderebbe; inoltre, le "riprogramma" per permettergli di individuare e combattere solamente le cellule tumorali. Gli studi su questo nuovo trattamento sono attualmente condotti dal Great Ormond Street Hospital, dall'Institute of Child Health dello University College di Londra (UCL ICH) e da Cellectis, una società francese di biotecnologie. In teoria, la ricerca sarebbe stata ancora nell'ultima fase di sperimentazione, quindi prima ancora dei trial clinici. Ma quando i ricercatori sono venuti a conoscenza della storia di Layla hanno capito che sarebbe valsa la pena provare.

                             Scansione tramite microscopio elettronico di un linfocita 

 "Questa tecnica era già testata ed  efficace in laboratorio, quindi abbiamo pensato di usarla per il trattamento della malattia di questa bambina a cui non avevano dato altre speranze: 'Perché non usare le nuove cellule UCART19?' ", spiega Waseem Qasim, professore di terapia genica dell'UCL ICH e consulente immunologo del GOSH. "Il trattamento era altamente sperimentale ed abbiamo dovuto ottenere permessi speciali, ma lei sembrava perfetta per questo tipo di approccio".
Dal punto di vista clinico, il trattamento è consistito in 1 millilitro di cellule UCART19, che sono state somministrate per via intravenosa. In seguito alla terapia, la piccola paziente è rimasta per alcuni mesi in isolamento per proteggerla dalle infezioni, dal momento che il suo sistema immunitario era stato gravemente indebolito. È stato necessario un po' di tempo perché il corpo di Layla desse i segnali sperati, che ora pare proprio siano arrivati. "Questa è stata la prima volta su un essere umano, non sapevamo se e quando avrebbe funzionato, per cui eravamo al settimo cielo quando i segnali positivi sono arrivati", commenta Paul Veys, direttore del GOSH per i trapianti di midollo osseo. "La leucemia di Layla era così aggressiva che una simile risposta è quasi un miracolo".Ovviamente, i medici coinvolti nello studio e nel trattamento della piccola Layla sono i primi a predicare prudenza. In primo luogo, stiamo parlando di un unico caso. Inoltre, purtroppo sono passati soltanto pochi mesi dalla terapia ed è quindi troppo presto per poter essere sicuri che la bambina sia effettivamente guarita e non corra il rischio di una recidiva. Ad ogni modo, è inutile specificare come circoli un certo ottimismo tra gli scienziati coinvolti. "Abbiamo utilizzato questo trattamento soltanto su una bambina molto forte e dobbiamo essere cauti nel sostenere che questo sarà una valida opzione di trattamento per tutti i bambini", commenta Qasim. "Ma questo è un punto di riferimento nell'utilizzo di una nuova tecnologia di terapia genica e gli effetti per questa bambina sono stati sbalorditivi. Se dovessero essere replicati, questo potrebbe rappresentare un enorme passo in avanti nel trattamento della leucemia e di altri tipi di tumore".

Riscrivere il Dna:

La tecnica è stata a lungo al centro di vivaci polemiche perché permette di riscrivere il Dna rendendo ereditari i cambiamenti. Chiamata Crispr (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats), la tecnica era salita alla ribalta della cronaca nell'aprile scorso, quando un gruppo dell'università cinese Sun Yat-sen l'ha utilizzata per riscrivere il Dna di embrione. Ma la comunità scientifica nutriva già delle riserve, tanto che in marzo un gruppo di ricercatori aveva chiesto una moratoria sulla rivista Nature. Tuttavia i possibili vantaggi continuano ad attrarre numerosi gruppi di ricerca e la Crispr potrebbe essere la chiave per numerose applicazioni, dalla biologia vegetale ai trapianti da animali a uomo.

Come funziona:

Messa a punto nel 2013 fra le università californiane di Berkely e San Francisco, la Crispr è una sorta di forbice naturale che permette di tagliare il Dna in punti specifici e si ispira al funzionamento di un sistema di difesa immunitaria comune fra i batteri. La tecnica permette di cancellare, sostituire e letteralmente riscrivere intere sequenze del codice genetico utilizzando la proteina naturalmente presente in un batterio (chiamata Cas9 endonucleasi), che viene guidato nel punto esatto del Dna da ' tagliare' da una molecola di Rna. È una tecnica facile da utilizzare e precisa, che finora ha permesso di ottenere molto rapidamente in laboratorio modelli di malattie umane e di studiare la funzione di molti geni. Probabilmente è proprio questa "facilità" a preoccupare molti ricercatori, in quanto anche piccole aziende private potrebbero utilizzare la tecnica a fini poco ortodossi.

Da:

http://www.panorama.it/scienza/salute/leucemia-terapia-genica-bambina-salvata/


PER APPROFONDIMENTI:






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