IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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* MISTERI DELLA STORIA *

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LA NUOVA CONOSCENZA

mercoledì 18 novembre 2015

LA RUOTA O LABIRINTO (?) DEI GIGANTI, IL MISTERO PREISTORICO DI RUJM EL-HIRI


                          (traduzione ed adattamento di Marco La Rosa)

Collocato in bella vista, ma ignorato per secoli, questo sito megalitico vicino al Mare di Galilea ha sconcertato gli archeologi. L’ antico monumento è  composto da grandi  anelli di pietre impilate a secco (che visti dall’alto sembrano una grande ruota oppure un labirinto (?) – ndr MLR) risalenti all’età del Bronzo antico ma nessuno (fino ad ora) ha azzardato ipotesi sull’identità dei costruttori.

          Bestiame al pascolo nei pressi delle rovine, rivela l'imponenza della struttura


Queste imponenti rovine si trovano sulle alture del Golan (una regione ancora oggi contesa tra Israele e Siria) e sono il risultato dell’accatastamento di  enormi massi di basalto,  per un peso complessivo di circa 40.000 tonnellate, suddiviso in cinque anelli concentrici, con un tumulo centrale detto “cairn” (costruzione prevalentemente cilindrica formata da pietre impilate a secco).

                               I tre punti rossi indicano la posizione di Rujm el-Hiri

Il nome arabo di questa struttura è “Rujm el-Hiri”, che significa "mucchio di pietre del gatto selvaggio", mentre in ebraico il suo nome è “Ghilgal Refaim” ovvero la "ruota dei giganti", in riferimento alla famosa razza biblica di giganti “Refaim”, che ovviamente sarebbero gli ipotetici costruttori, proprio in considerazione dell’imponenza del sito in questione. Rujim el-Hiri è denominata anche "Stonehenge del Levante", in quanto le prime stime archeoastronomiche datano il sito a  circa 5.000 anni fa, in piena età del Bronzo Antico (3000-2700 aC), quindi contemporanea al sito preistorico di Stonehenge nel Regno Unito.

                                     Stonehenge nel Whiltshire, Regno Unito. 

L’area circostante le rovine della “ruota dei giganti” è cosparsa di centinaia di dolmen, che sono stati mappati in tutta la loro estensione, soltanto a partire dagli anni ’60 del secolo scorso grazie agli aerei che hanno iniziato a sorvolare intensivamente la zona.
                                    Una vista del sito a livello del suolo. 

Cinque enormi anelli circolari circondano una camera funeraria centrale, l’anello più grande è esteso per oltre 500 piedi (152 metri circa) di circonferenza e raggiunge (in alcuni punti) gli  otto piedi di altezza (circa  2,5 metri). Gli anelli non sono tutti completi, alcuni di loro sono collegati con pareti corte, e visti dall’alto danno l’impressione di essere "raggi" di una ruota gigante (oppure anche percorsi interrotti di un labirinto – ndr MLR). Le pareti hanno uno spessore che varia da 10,5 a 10,8 piedi (3,2 – 3,3 metri). Vi è incertezza sulla datazione del tumulo centrale (cairn), il quale potrebbe essere stato utilizzato successivamente come mausoleo, mascherando l’iniziale funzione del sito, che potrebbe, quindi, non essere stato edificato per scopi funerari. Il suddetto “cairn” centrale è alto circa 16 piedi (cinque metri), con un diametro  irregolare di circa 75 piedi (poco più di 20 metri). A causa dei ripetuti saccheggi del sito nel corso dei secoli, pochissimi manufatti (di epoche più recenti) sono stati rinvenuti ed anche le prospezioni nelle camere o intercapedini nascoste non hanno restituito resti databili al radiocarbonio.

                         L'ingresso della camera che si trova al centro del sito megalitico.

Uri Berger, archeologo della  Israel Antiquities Authority,  ed esperto di siti megalitici, ha dichiarato in proposito: "E 'un luogo decisamente enigmatico ed un unicum in questi territori. Abbiamo raccolto informazioni parziali, ma l'intero quadro ci sfugge ancora. I molti esperti che vengono a studiare il sito  rimangono stupiti e l’unica cosa che possono fare è ipotizzare”.

                                                        l'interno del "cairn"

Alcuni studiosi ritengono che il sito non sia stato utilizzato come abitazione oppure come struttura difensiva, ma a parte questo si ignora completamente la sua funzione. Una teoria che spiega il probabile scopo del sito è quella di un calendario astronomico.  Effettivamente nei solstizi  di giugno e dicembre il sorgere del sole si allinea con le aperture sulle rocce,  avvalorando quindi la tesi che il sito sia stato creato come luogo di osservazione del cielo. Secondo il Dr. Rami Arav, docente di Religione e Filosofia presso l'Università del Nebraska, il motivo per cui nessun resto umano è stato rinvenuto al centro del “cairn” si deve al fatto che le popolazioni primitive di queste regioni erano dedite al rito della "scarnificazione" o anche definita “defleshing” delle ossa da parte di  uccelli e animali selvatici. Comunque sia, questo complesso megalitico non ha ancora rivelato i suoi misteri: chi lo ha costruito? E perché? Non dobbiamo infatti dimenticare che queste regioni erano terra di popolazioni nomadi dedite per lo più alla pastorizia, mentre l'edificazione di un simile complesso è stata l’opera di qualcuno che aveva competenze ingegneristiche ed una notevole rete di supporto e logistica, poichè  ha richiesto molto tempo tra accurata progettazione e conseguente costruzione.

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