IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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LA NUOVA CONOSCENZA

lunedì 13 aprile 2015

GRANDE PIRAMIDE: AGGIORNAMENTO SULLA VICENDA GOERLIZT & ERDMANN


Aggiornamenti sui prelievi di materiale nella Grande Piramide

Da:



Il testo che segue è il Comunicato Ufficiale da parte degli archeologi tedeschi Dominique Goerlitz & Stefan Erdmann, pubblicato l’8 marzo 2015, relativo a ciò che è stato chiamato lo "Scandalo della Grande Piramide". I due prelevarono alcuni campioni dalla Camera di Scarico in cui sono presenti il cartiglio di Cheope e altre iscrizioni poste sui blocchi interni, al fine di datare il monumento. I risultati hanno apportato delle interessanti novità in relazione alla tecnologia con cui fu eretta la Piramide. Nel dicembre 2013 il dottor Zahi Hawass, già Ministro dell'Antichità sotto l’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, accusò i tedeschi Dominique Goerlitz e Stefan Erdmann di aver danneggiato il famoso cartiglio del faraone Cheope all'interno della piramide. Il "Cartiglio di Cheope " è considerato il Santo Graal dell'egittologia, dal momento che rappresenta la "pistola fumante" del fatto che questo monumento apparterrebbe a tale faraone della IV Dinastia. Goerlitz ed Erdmann hanno però strenuamente negato di aver danneggiato il cartiglio di Cheope e hanno sostenuto di aver ricevuto un permesso ufficiale scritto per entrare nella Grande Piramide per alcune ore, così come il permesso implicito a raccogliere solo pochi milligrammi da un'altra iscrizione vicina al cartiglio e alcune piccole quantità di graffiti scuri posti nella stessa stanza, al fine di svolgere test scientifici in un laboratorio accreditato in Germania. 




Il prelievo dei campioni si è svolto sotto la supervisione di ispettori del Ministero delle Antichità egizie, nonché funzionari della sicurezza. Goerlitz ed Erdmann hanno poi debitamente restituito i campioni di vernice alle autorità egiziane, dopo i test in Germania. Nel frattempo, per difendersi dalle malevoli accuse mosse nei loro confronti da Zahi Hawass, i due ricercatori hanno ottenuto l’aiuto degli studiosi e nostri collaboratori Robert Bauval e Robert Schoch. Quest’ultimo ha fornito prove fotografiche e video, che mostrano che il Cartiglio di Khufu era già stato danneggiato tra il 2004 e il 2006. Ciò nonostante, le accuse di Hawass come direttore generale delle Piramidi di Giza ha portato a un’azione legale contro Goerlitz ed Erdmann. Tuttavia, il 15 Febbraio scorso la Corte Tedesca ha deciso di chiudere il caso, decidendo di infliggere ai due archeologi una pena minore per compensazione verso le autorità egizie. Se, come dimostrato da Robert Schoch e Robert Bauval, i campioni mancanti del cartiglio sparirono tra il 2004 e il 2006, quando Zahi Hawass, ex ministro per le antichità egizie, era in carica nella Piana di Giza, scagionando almeno in parte i due archeologi, chi è stato a portarli via? Nonostante la politica accusatoria condotta da Hawass e le conseguenti distrazioni, i campioni raccolti sono stati scientificamente testati in Germania e potrebbero aver risolto il mistero secolare di questo monumento, per quanto riguarda l'impiego di ferro e possibili altre tecnologie avanzate utilizzate dai costruttori dalle Piramidi di Giza. Goerlitz ed Erdmann possono infatti confermare la scoperta di 18 tracce nere di magnetite sul soffitto della camera del cartiglio e la piastra del ferro trovata da JR Hill nel 1883 (metallurgicamente indagato da El Gayar & Jones nel 1989). Possono anche fornire la prova fisica per l’impiego del ferro nella IV Dinastia. La presenza di magnetite e di «[...] le altre inclusioni di ferro non-ridotto hanno mostrato che le operazioni di fusione erano state maldestramente condotte a bassa temperatura, probabilmente tra i 1.000 ei 1.100 ° C [...]» (Gayar & Jones). Tutte queste prove archeo-metriche contraddicono fortemente le dichiarazioni ufficiali degli egittologi che nell'Antico Regno non si sapesse come produrre ferro, tantomeno come usarlo. Le prove scaturite dai test scientifici spiegherebbero anche il mistero di come gli enormi blocchi multi-tonnellate furono trasportati, sollevati e posizionati dai costruttori di Giza, suggerendo una tecnologia altamente avanzata e l'uso di strumenti in ferro nell’Egitto del III millennio a.C. Al Congresso di Lennestadt (22-23 Agosto, 2015), Goerlitz presenterà un esperimento, in cui cercherà di dimostrare come gli antichi Egizi impiegarono la loro attrezzatura in ferro.

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