IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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* MISTERI DELLA STORIA *

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LA NUOVA CONOSCENZA

lunedì 23 settembre 2013

ENEA: NUOVE FRONTIERE PER INDAGINI RADIOGRAFICHE, RIFLETTOGRAFICHE E RIPRODUZIONI IN 3D DELLE OPERE D'ARTE


di: Dott. Giuseppe Cotellessa (ENEA)

L’applicazione del procedimento brevettato può essere utilissimo nell’applicazione delle indagini radiografiche, riflettografiche e riproduzioni in 3D  delle oper d’arte.


 Crocifissione, Santa Maria in Vallicella, Roma. Riflettografia
IR del volto di Cristo


Mostra di Scipione Pulzone: la collaborazione scientifica dell’ENEA per le indagini radiografiche, riflettografiche e riproduzioni in 3D

Per l’allestimento della mostra “Scipione Pulzone (1540 ca. - 1598). Da Gaeta a Roma alle corti europee” la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, ha stipulato un accordo di collaborazione scientifica con l’ENEA per indagini diagnostiche che consentono di approfondire la conoscenza delle opere esposte e permettono la fruizione di opere inamovibili presso la sede dell’esposizione.
Il supporto tecnologico ed operativo dell’ENEA ha consentito di approfondire alcuni aspetti della tecnica pittorica di Pulzone, che fino ad oggi non erano stati ancora studiati con le attuali metodologie integrate di diagnostica conoscitiva.
Dodici dipinti sono stati sottoposti a indagini riflettografiche e otto di questi sono stati radiografati. Le indagini riflettografiche e radiografiche sono state estese anche ad altri dipinti per una maggiore conoscenza delle opere di Pulzone.
Tramite lo speciale Laser Scanner 3D i ricercatori ENEA hanno realizzato una scansione ad altissima risoluzione di due pale d’altare situate a Roma: l’Assunzione nella Cappella Bandini in San Silvestro al Quirinale e l’Assunzione della Vergine nella Cappella Solano della Vetera in Santa Caterina dei Funari. Con questa tecnologia, una volta ottenuta la scansione, è possibile riprodurre in 3D immagini con altissima risoluzione: in questo modo il pubblico della mostra può osservare anche i dettagli delle opere riprodotte nell’ambito del contesto architettonico in cui sono fisicamente situate.
Le attività dell’ENEA nel settore dei beni culturali e del patrimonio artistico derivano dalle attività di ricerca condotte nel settore energetico, le cui ricadute hanno trovato applicazioni anche in altri campi. Attualmente l’ENEA è impegnata in attività volte alla conoscenza, conservazione, fruizione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Paese, con specifiche competenze professionali e un approccio interdisciplinare, con attività che si svolgono sia nei laboratori che direttamente sul campo, a fianco di istituzioni nazionali e internazionali.

Le indagini radiografiche e riflettografiche IR:

La radiografia e la riflettografia a raggi infrarossi sono tecniche non invasive che permettono di rendere visibile quanto è presente sotto lo strato pittorico. Si è così in grado di leggere tutto ciò può trovarsi al di sotto del dipinto come lo vediamo ora.
Attraverso queste indagini condotte da due team di ricercatori del Centro di ricerche ENEA della Casaccia è stato così possibile avere informazioni dettagliate su supporti, abbozzi, disegni preparatori e stesure pittoriche, nonché valutare lo stato di conservazione delle opere indagate.
Relativamente ai supporti, si segnala l’impiego di una tela a tramatura complessa, generalmente indicata come tela di Fiandra, nel Ritratto di Martino V Colonna inginocchiato in San Giovanni in Laterano e nella Crocifissione in Santa Maria in Vallicella.
Per quanto concerne gli strati preparatori, le immagini radiografiche dei dipinti su tela e di quelli su tavola mostrano una serie di sottilissime linee chiare dovute alla levigatura di una prima stesura, verosimilmente a base di gesso, poi colmate dall’imprimitura ricca in pigmenti fortemente radiopachi, quali ad esempio la biacca.
I pentimenti sono estremamente rari, visto anche il frequente ricorso a formule stereotipe che il pittore ha derivato dalla ritrattistica ufficiale della metà del cinquecento. Il pentimento più significativo è stato evidenziato nel braccio sinistro di san Giuseppe della Sacra Famiglia, dove si nota un allargamento nel palmo e nel polso della mano.
Nelle immagini radiografiche questa cristallizzazione di formule è rivelata dalla predilezione di stesure cromatiche molto sottili, con cui il pittore conferisce alle opere un nitore e una pulizia particolari.
L’insieme dei risultati non ha rivelato underdrawing fine e dettagliato, sia nei ritratti, che in opere come Sacra Famiglia o nella Crocifissione della Vallicella dove pure sono presenti più personaggi: tracce di disegno sono presenti solo nei tratti anatomici e in qualche abito o panneggio dei diversi personaggi.

La scansione e la fruibilità in 3D di opere d’arte:

Le immagini in 3D della Cappella Bandini in San Silvestro al Quirinale e della Cappella Solano della Vetera in Santa Caterina dei Funari sono state ottenute con una tecnica di ripresa innovativa, basata sull’impiego di uno speciale radar ottico a colori sviluppato presso il Centro di ricerche ENEA di Frascati. Questo dispositivo è in grado di fornire immagini tridimensionali a colori con risoluzioni assai superiori a quelle dei dispositivi convenzionali.
Questa tecnologia - già applicata con successo per le scansioni ad alta risoluzione di capolavori come la Loggia di Amore e Psiche della villa Farnesina a Roma, della volta della Cappella Sistina e del Giudizio Universale - permette di scansionare grandi superfici di opere d’arte inamovibili e situate su pareti e soffitti ad altezze elevate, che possono essere ricostruite in digitale e riprodotte in 3D.
La finezza del dettaglio registrato nelle tre dimensioni spaziali è così elevata da consentire misure di particolari dell’ordine di frazioni di millimetro su pareti o volte senza alcun ausilio di ponteggio, in quanto la macchina è pienamente efficiente alla distanza di parecchi metri. In questo modo è possibile procedere all’analisi di dipinti o decorazioni altrimenti ispezionabili tradizionalmente solo con l’impiego di impalcature o macchine ingombranti necessarie per un esame ravvicinato. Ripetendo le acquisizioni a distanza di tempo, infine, posso essere monitorate a distanza anomalie caratteristiche dei dipinti murali come rigonfiamenti sub-millimetrici o lente variazioni di colore.
Per l’immediato futuro i ricercatori ENEA stanno valutando la possibilità di nuove applicazioni come ad esempio la creazione di musei virtuali contenenti immagini ad alta definizione, tridimensionali ed esplorabili o l’esecuzione di riproduzioni su scala reale o ridotta, tramite prototipazione rapida dei reperti.





4 commenti:

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA

Noninvasive Technique Gauges Art Canvas Health

Researchers have come up with a nondestructive method to analyze the canvas of some works of art to see if they're sturdy enough to travel to be exhibited.


Iconic works of art get exhibited worldwide. But as those paintings age, they can become too fragile to withstand travel around the globe. The paint can be visually examined to gauge its integrity. But the only way to check the canvas had been to remove a piece destructively.

So a team of researchers in Europe devised a new method for diagnosing the health of old paintings similar to testing blood sugar without using a needle.
The scientists took samples from nearly 200 old canvases or canvas linings from the 19th and 20th centuries. They shined infrared light on the fabric to assess the type of fibers and their relative fragility. With those results as a reference, the scientists then scanned 12 paintings by Salvador Dalí.

Luckily, all 12 are still in stable traveling condition. But they found that the oldest Dalís are starting to weaken. The scientists stress that the technique has only been validated for 19th- and 20th-century canvases with no synthetic fibers. But Dalí would have appreciated this marriage of science and art. After all, one of his works is called Homage to Crick and Watson.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Le tecniche diagnostiche non distruttive, quali radiografia, riflettografia e fluorescenza x, sono strumenti ormai acquisiti nell’ambito dello studio di beni artistici, per

l’osservazione di caratteristiche non altrimenti rilevabili con un semplice esame visivo o senza interventi distruttivi sull’opera. Le recenti indagini condotte dai

ricercatori del Centro Ricerche ENEA Casaccia sull’“Adorazione del Bambino”, un tondo di Fra’ Bartolomeo conservato presso la Galleria Borghese di Roma, fanno parte del progetto per il restauro dell’opera, che mostrava forti ossidazioni ed un iniziale fenomeno di sollevamento della superficie pittorica. Le indagini sono

state condotte tramite riflettografia infrarossa, fluorescenza x e radiografia.

La riflettografia IR è particolarmente indicata per studiare l’underdrawing, cioè il disegno sottostante tracciato nella fase di preparazione, ed eventuali pentimenti

e variazioni in corso d’opera, da parte dell’autore. L’analisi del tondo ha mostrato che il disegno preparatorio era stato delineato molto dettagliatamente, in alcune aree fino al tratteggio delle ombre, e che la figura di San Giuseppe era stata delineata prima, priva del panneggio, realizzato successivamente. Alcune linee estranee ai contorni della figura di San Giuseppe sembrano infatti marcare punti di

riferimento per la sua costruzione anatomica.

La trasposizione del disegno mediante spolvero è leggibile solo sul manto e sulle mani della Vergine, mentre in altre zone è leggibile un disegno effettuato con un mezzo secco, probabilmente carboncino, con il tratto, in alcuni casi, insistito e ripassato.

Sono stati inoltre rilevati due pentimenti

sostanziali sulla gamba sinistra e sulla testa del

Bambino. La radiografia ha evidenziato l’uso da parte

del pittore di stesure molto sottili e poco radiopache, tipiche della tecnica per velature, caratteristica comune a molte opere a cavallo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, in particolare a quelle leonardesche.

La fluorescenza x è stata utilizzata per la determinazione dei materiali costitutivi e dei pigmenti utilizzati nella stesura pittorica. Sono stati indagati 40 punti al fine di caratterizzare la tavolozza impiegata da Fra’

Bartolomeo e identificare eventuali interventi spuri o posteriori. Tra i risultati salienti è stata individuata la presenza sistematica piccoli quantitativi di cromo, confermata da indagini chimiche come ossido di cromo, che conferiva all’immagine una tonalità verde e che è stata

ricondotta ad un intervento moderno di lieve patinatura della superficie, probabilmente per “raffreddare” i toni

del dipinto. Tale patinatura ha risparmiato alcune zone degli incarnati e il cielo. Sono stati, infine, identificati i componenti costitutivi di un ritocco eseguito con bianco di

zinco e un pigmento a base di arsenico (orpimento o realgar), dato anomalo perché le due categorie

di pigmenti non sono compatibili. Nella stessa zona di ritocco sono stati inoltre identificati piccoli quantitativi di bario, anch’essi riconducibili a un pigmento bianco di origine moderna probabilmente presente come eccipiente

in associazione a uno dei colori utilizzati nel restauro, e di cadmio, riconducibile a un pigmento giallo o rosso.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

La microbiologia sta assumendo un ruolo sempre più importante nel settore dei beni culturali, per lo studio del deterioramento delle opere d’arte causato da microrganismi, ma soprattutto per il biorestauro, ovvero l’impiego di microrganismi e dei loro prodotti come supporto o alternativa ai tradizionali metodi di restauro, quando essi si rivelino inefficaci o pericolosi per la salute degli operatori e per l’integrità dell’opera.

http://www.enea.it/it/enea_informa/img-1/news/PortaLoggia.jpg/image

Porta della loggia inferiore, interessata alla biopulitura

Il laboratorio di Microbiologia Ambientale e biotecnologie microbiche dell’ENEA ha sviluppato un processo biotecnologico che consente la rimozione da opere d’arte o pitture murali di depositi organici e inorganici, anche stratificati. Per queste applicazioni vengono utilizzati degli specifici ceppi batterici, selezionati tra i ceppi che fanno parte della collezione di laboratorio, denominata “ENEA-Lilith”, costituita da circa 500 ceppi spontanei con caratteristiche di interesse biotecnologico.

Le attività di ricerca si sono concentrate sulla rimozione di film anneriti di gommalacca da pitture murali, sulla rimozione di colle animali invecchiate da materiale cartaceo e, ultimamente, sulla biopulitura di depositi da dipinti murali delle logge di Casina Farnese, narranti la leggenda di Ercole e Caco, nel sito archeologico del Colle Palatino a Roma. In particolare l’esperienza sviluppata in questa occasione, su invito dei restauratori impegnati nel restauro, che avevano trovato difficoltà a rimuovere alcuni depositi con i metodi abituali, ha portato allo sviluppo di un brevetto ENEA.

http://www.enea.it/it/enea_informa/img-1/news/CasinaFarnese.jpg/image

Casina Farnese

La biopulitura è stata effettuata utilizzando batteri non patogeni e asporigeni (batteri che non producono forme latenti di sopravvivenza, come le spore) selezionati dalla collezione ENEA. Dopo la fase di laboratorio, la procedura è stata applicata, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e con restauratori del cantiere delle logge di Casina Farnese, in situ.

La ricercatrice Anna Rosa Sprocati, responsabile dell’attività, evidenzia: “I risultati conseguiti sui dipinti murali della Casina Farnese dimostrano che è possibile pulire selettivamente diversi livelli di depositi applicando in successione differenti microrganismi, secondo la specifica capacità metabolica richiesta. In questo modo sono stati disvelati strati pittorici sottostanti e interventi di restauro passati. La procedura non pone condizioni operative restrittive, è priva di prodotti tossici e quindi è sicura per gli operatori, le opere d'arte e l'ambiente”. - Continua Anna Rosa Sprocati -: “Questo brevetto e le attività che abbiamo realizzato sono tappe di un percorso scientifico che dimostra come le conoscenze prodotte dalla ricerca, interessando diversi settori di applicazione, possono portare allo sviluppo di tecniche a volte inattese. Ad esempio i ceppi batterici impiegati, parte integrante del nostro brevetto, provenienti da miniere di Italia e Polonia o da tombe etrusche, erano stati selezionati in origine per caratteristiche metaboliche che li rendevano adatti ad altre finalità, come l’impiego nel risanamento di ambienti di miniera.”

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA:

L’applicazione del procedimento del brevetto può risultare utile per l’innovazione delle indagini diagnostiche.



Convenzione ENEA – Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei per intervento sulle coperture della Villa dei Misteri


La Villa dei Misteri situata nell’area archeologica di Pompei Scavi è famosa nel mondo per gli affreschi


presenti al suo interno, che attraggono ogni giorno un elevato flusso di visitatori, anche se purtroppo attualmente l’edificio è parzialmente chiuso al pubblico, in seguito al crollo di una trave lignea avvenuto lo scorso anno. Attualmente la Villa ha delle coperture realizzate in cemento armato, legno o acciaio, che risalgono al secondo dopoguerra, che necessitano di verifiche di sicurezza.

La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei ha stipulato un accordo di collaborazione con l’ENEA per la realizzazione di una serie di attività tecnico-scientifiche propedeutiche alla progettazione
degli interventi da realizzare sulle coperture della Villa dei Misteri.

Le attività dell’ENEA prevedono la definizione di una campagna diagnostica finalizzata a definire le indagini da effettuare per valutare la sicurezza delle coperture. L’ENEA, inoltre, effettua indagini diagnostiche, quali quelle endoscopiche, termografiche e scelerometriche, e rilievi di vibrazioni ambientali mediante sismometri, al fine di identificare le caratteristiche dinamiche delle strutture. I risultati di tali indagini sono fondamentali per la messa a punto di un modello matematico per le verifiche statica e sismica. Inoltre, attraverso l’impiego di droni telecomandati l’ENEA ha potuto effettuare riprese aeree anche nelle zone meno accessibili della Villa.

La struttura della Villa dei Misteri risale ad un periodo compreso tra il II secolo a.C. e l’eruzione vulcanica del 79 d.C., e deve il suo nome al ciclo di affreschi conservato nella sala più importante, raffigurante le sequenze di un rituale misterico, che è stato portato alla luce intorno al 1910.