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LA NUOVA CONOSCENZA

mercoledì 9 aprile 2014

LA LUNA DI SATURNO ENCELADUS: PRECURSORE DI VITA ?


 Notizie di astrobiologia dal Dott. Miguel Lunetta

Per la prima volta scienziati europei impegnati nella missione NASA/ESA Cassini hanno trovato sale di sodio nei granelli di ghiaccio dell'anello più esterno di Saturno. E' la luna Enceladus che "riempie" tale anello, grazie ai pennacchi di  materiale gassoso che si sprigionano dalla sua superficie . La cosa importante è che la presenza di sale nelle concentrazioni individuate indica che Encedalus ha al suo interno una grande riserva d'acqua liquida, forse addirittura un oceano intero sotto la sua superficie.

La sonda NASA Cassini scoprì nel 2005 la presenza di ghiaccio ed acqua su Enceladus. Tale anomalia è collocata in fratture vicine al suo polo sud, dove sbuffi continui espellono vapore e piccoli pezzetti di ghiaccio, alcuni dei quali sfuggono la gravità della piccola luna e vanno a formare l'anello più esterno di Saturno (E-ring).

Lo strumento Cosmic Dust Analyzer a bordo di Cassini ha esaminato la composizione di questi pezzetti di ghiaccio trovando al loro interno sale di sodio. "Riteniamo che il materiale salato all'interno di Encedalus sia stato asportato dall'acqua" ha dichiarato Frank Postberg, scienziato del Cosmic Dust Analyzer di Cassini al Max Planck Institute for Nuclear Physics in Heidelberg, Germania. Postberg è l'autore principale di uno studio che è stato pubblicato il 25 giugno 2009 nella rivista Nature.
Gli scienziati che lavorano al Cosmic Dust Analyser sono arrivati alla conclusione che l'acqua deve essere presente perché questo è l'unico modo per avere disciolte quantità significative di minerali per arrivare ai livelli di sale riscontrati. Di contro il processo di sublimazione ed il rilascio di vapore direttamente da ghiaccio solido, si ritiene che non possa spiegare la presenza di sale.
Pertanto:
A questo punto se assumiamo che la sorgente liquida di Encedalus sia un oceano di acqua salata e teniamo conto (1) del calore misurato in superficie vicino al polo sud della luna, (2) dei composti organici trovati negli pennacchi allora possiamo arrivare alla conclusione che è possibile che esista un ambiente favorevole sulla luna di Saturno per la formazione dei precursori della vita.
Continua Postberg: "Le nostre misurazioni implicano che oltre al sale i granelli contengono anche carbonati come la soda; entrambi i componenti [sono presenti] nelle concentrazioni che vanno d'accordo con le composizioni previste per la presenza di un oceano su Encedalus".
Tuttavia c'è un altro studio pubblicato sempre su Nature, secondo il quale altri ricercatori impegnati in osservazioni - da Terra - del vapore presente nei pennacchi di Encedalus, non hanno trovato tracce di sodio.
Questo può voler dire che se gli sbuffi provengono da un oceano d’ acqua mentre l'evaporazione del sodio deve avvenire lentamente dalle profondità della luna per poi uscire come una violenta eruzione tipo geyser verso lo spazio esterno. Sascha Kempf, scienziato del Cosmic Dust Analyzer di Cassini al Max Planck Institute for Nuclear Physics ha dichiarato: "Il ritrovamento di sale nei pennacchi è prova dell'esistenza di acqua liquida al di sotto della superficie. La presenza o meno di sodio fornisce suggerimenti su come potrebbe essere la riserva d'acqua".
La sonda Cassini effettuerà due nuovi passaggi ravvicinati (flyby) a Encedalus il prossimo novembre, un'altra importante occasione per raccogliere nuovi dati.

Jean-Pierre Lebreton, scienziato ESA del progetto Huygens dice: "La scoperta dei pennacchi su Encedalus è fino ad ora uno dei risultati top della missione Cassini-Huygens. Questi nuovi risultati sono un invito per Cassini a compiere ulteriori analisi in situ sulla loro composizione; inoltre essi stimolano il nostro appetito per ulteriori investigazioni e per sapere se Encedalus è abitabile".

Fonte dati, ESA, NASA.






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