IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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LA NUOVA CONOSCENZA

lunedì 1 luglio 2013

"IL DODICESIMO PIANETA" E L'IPOTESI "ISLANDESE"


                  ASSONANZE TOPONOMASTICHE
                                                     E

                         CONGETTURE BIO-CLIMATICHE

                          Di: Marco La Rosa & Giovanni Magri

Questa "ipotesi", l'ho rispolverata da un vecchio cassetto "virtuale", chiuso da ben 18 anni. Ne ho brevemente parlato con Mauro Biglino, come al solito per chiedere lumi e consigli. In fin dei conti è sempre "colpa sua". Mi ha stuzzicato e punzecchiato, adesso mi deve sopportare. 
A parte gli scherzi e le battute, della serie: "proviamo a fare finta che...", l'ipotesi "Islandese", potrebbe effettivamente starci, ha una sua logica che come mi ha confermato Mauro, vale la pena approfondire.

“Nel lontano 1995, dopo aver letto il “Dodicesimo Pianeta” 

di Zacharia Sitchin, insieme all’amico Giovanni Magri, ipotizzammo la “colonizzazione” della Terra da parte degli Anunna (Anunnaki),

 in un’epoca geologica molto antica, nella quale la terra era sostanzialmente popolata da ominidi non evoluti.
immaginammo che i colonizzatori provenienti da un pianeta freddo e buio, dovessero necessariamente dotarsi di una “base principale” che replicasse il più fedelmente possibile l’habitat più congeniale alle loro esigenze corporee.
Le calotte polari erano sicuramente adatte, ma le sorgenti geo-termiche dovevano essere presenti per un ottimale sfruttamento ed immagazzinamento di energia.


La terra più consona doveva per forza di cosa essere l’Islanda. In questa isola il ghiaccio non è mai stato particolarmente spesso, grazie all’intensa attività vulcanica ed alle sorgenti calde. Il Pianeta Nibiru era forse anch’esso ricco di sorgenti geo-termiche?
L’iconografia del mitico Dio-pesce OANNES, riprende forse il concetto di una “tuta termica”?


Andiamo avanti:
Sul libro “Miti mesopotamici” di H. Mc.Call (Mondadori 1995- da pubb. British Museum 1990)

 a pagina 82, compare il termine ANDURUNA, tradotto come "sede degli Dei".
Proviamo a scrivere questo termine cosi: AN.DUR.UN.A :
AN= nome del Dio AN o ANU oppure anche il significato di cielo;
DUR= è tradotto a pagina 310 del “Dodicesimo Pianeta” come collegamento o legame;
DUR.AN.KI =legame cielo-terra
UN= non abbiamo traduzioni per questo termine, anche se in ebraico NUN = "pesce"(?)  “piegato-piegarsi”, ed in sumerico NU significa profondo; in ambedue i casi proposti, il riferimento al termine successivo  A=acqua potrebbe adattarsi.
Quindi AN.DUR.UN.A. si potrebbe tradurre come : “ciò che collega le acque con il cielo” oppure: “dove è il collegamento tra le acque ed il cielo” (ISLANDA), da dove forse, partivano le rotte per tutte le colonie terrestri degli “Dei”. Come vedremo, il collegamento tra l’Islanda e l’acqua potrebbe quindi essere plausibile.
Sempre nel testo di Sitchin “Il Dodicesimo Pianeta”, si menziona di KI.UR, il luogo dove stava il legame tra il cielo e la Terra (base principale), dal quale gli Anunna comunicavano con i loro compagni IGI.GI “ coloro che girano e vedono”, che a nostro parere non erano solamente su una "nave orbitante" attorno alla Terra, come afferma Sitchin, ma erano anche su “velivoli-spola” di base ad ANDURUNA (ISLANDA).

A questo punto e’ doveroso cercare di inserire nel contesto uno dei tanti enigmi storico- archeologici, cioè le famose carte geografiche dell’ammiraglio Piri Reis 

nonché il mappamondo di Oronzo Fineo, ricavati sicuramente da una antica mappa che in qualche modo è sopravvissuta per molte migliaia di anni;  Fineo la riscoprì e pubblicò nel 1531 includendola nel suo mappamondo.

E’ stato  possibile stabilire l’autenticità di questa mappa. Ci sono voluti anni di ricerche per ricostruire la proiezione di questa antica carta geografica. Come si scoprì, era stata disegnata secondo una sofisticata proiezione cartografica che utilizzava la trigonometria sferica,

 ed aveva un carattere talmente scientifico da riportare oltre 50 località del continente antartico con una precisione che fu raggiunta dalla moderna scienza cartografica solo nel XIX secolo.  Questo si inserisce perfettamente nella nostra teoria, secondo la quale, i "velivoli cargo" degli Anunna spostandosi da una colonia all’altra potevano osservare dall’alto la conformazione della crosta terrestre, e conseguentemente ricostruire  mappe dettagliate fondamentali per la pianificazione e costruzione degli avamposti,  nonché per l’elementare orientamento.

 Le richieste di approvvigionamento degli Annunaki venivano fatte ad ANDURUNA, dove si provvedeva a fare arrivare in Mesopotamia, (colonia ove si raffinavano i metalli), le merci richieste facendole, a loro volta provenire dalle altre colonie terrestri. (Almeno nei primi tempi, prima della divisione delle acque e di tutte le opere di ingegneria idro-geologica di bonifica ecc… ( leggi: Mauro Biglino: “Non c’è creazione nella Bibbia – La Genesi ci racconta un’altra storia –UNO EDITORI- cap. 9 “Ingegneria idraulica”).

Tornando al collegamento con le acque, sempre a pag. 311 del 12° Pianeta si parla di un centro di controllo che conteneva una misteriosa camera chiamata DIR.GA, ed il testo mesopotamico dice: “misteriosa come le acque lontane, come lo zenith celeste…..”
Le “acque  lontane” potrebbe adattarsi con l’ISLANDA e forse  anche lo zenith celeste, infatti  ANDURUNA doveva essere considerato un luogo lontano e misterioso.

Scandagliando la toponomastica islandese le sorprese non mancano. Esiste infatti al centro dell’isola un campo lavico molto grande chiamata Kyolur, che fosse KI.UR di ANDURUNA?

KY.(OL) UR= KI.UR , anche se esistono effettivamente altri KI.UR: ad esempio in Finlandia vi e’ una citta’ che si chiama Kiuruvesi ed un’altra in Siberia che si chiama Kyusyus…………
Facciamo finta che…
Potremmo avere delle interessanti sorprese.

Biblio:
Z.Sitchin - Il Dodicesimo Pianeta - ed. Mediterranee - 1994
H. Mc.Call (Mondadori 1995- da pubb. British Museum 1990)
Mauro Biglino-“Non c’è creazione nella Bibbia – La Genesi ci racconta un’altra storia –Uno Editori 2012

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