IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

domenica 26 maggio 2013

IL NEODARWINISMO E LE “TRADUZIONI BIBLICHE” DI MAURO BIGLINO


QUELLO CHE LEGGERETE PROSEGUENDO, E’ UN’IPOTESI  (DAL GRECO “Hipothesis : HIPO, “SOTTO” E THESIS, “POSIZIONE”).  E’ LA PREMESSA SOTTESA AD UN RAGIONAMENTO O AD UNA DIMOSTRAZIONE.

NELL’USO COMUNE, UN’IPOTESI E’ UN’IDEA “PROVVISORIA” IL CUI VALORE DEVE ESSERE ACCERTATO. PERCIO’ I RICERCATORI SONO COSTRETTI AD UNO “SFORZO”, AD UN IMPEGNO SPECIFICO, PER CONFERMARLA OPPURE PER NEGARLA.

A TAL PROPOSITO CITO: “Un’ipotesi è una frase la cui verità è momentaneamente presunta, il cui significato è oltre ogni dubbio”
(Albert Einstein)

TUTTO CIO’ PREMESSO, HO SOTTOPOSTO TALE IPOTESI AL DOTT. MAURO BIGLINO, http://www.maurobiglino.it/  VERO ISPIRATORE DI ESSA.  STUDIOSO DI STORIA DELLE RELIGIONI, TRADUTTORE DI EBRAICO ANTICO, SCRITTORE.
 HO IL PRIVILEGIO DI POTERLA PRESENTARE CON LA SUA SPECIFICA INTRODUZIONE:

“Ritengo che, col passare degli anni e con l'acquisizione di una sempre
maggiore libertà di pensiero e di apertura mentale, le varie discipline si
apriranno necessariamente a ipotesi che fino ad ora venivano scartate in
modo aprioristico. Purtroppo certa scienza aveva assunto le caratteristiche
tipiche di una religione: affermazione dogmatica dei concetti che paiono
acquisiti, rifiuto del nuovo che viene definito inaccettabile per principio.
Ora si affacciano sul palcoscenico menti aperte, eraclitee, disponibili a
valutare ciò che prima veniva cestinato ma che, ad un esame sereno, si
dimostra invece capace di aprire nuove linee di indagine.
Testi antichi e moderne conoscenze stanno svelando parallelismi inattesi e
utili per ipotizzare risposte e spiegazioni che la conoscenza tradizionale
non è stata fino ad ora in grado di fornire”.

Mauro Biglino   
                

 IL NEODARWINISMO E LE “TRADUZIONI BIBLICHE” DI MAURO BIGLINO

di: Marco La Rosa

…Cosi ,  ho pensato di intitolare il post che da tempo mi gira per la testa.

E’ come un tarlo, non riesco a levarmelo dalla mente. Nei  libri di Mauro Biglino: “ Il Dio Alieno della Bibbia [2011]; Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia [2012] ma soprattutto in “Non c’è creazione nella Bibbia [2012]”, ho condiviso in pieno con l’autore,  la “chiave” d’ interpretazione che ricollega indubbiamente  il genere umano,  ad un operazione di Ingegneria genetica (tecnologia del DNA ricombinante) ante litteram.
Questa nuova “interpretazione” mi fa supporre, come in un’indagine basata su indizi plausibili lasciati qua e là, che l’evoluzione scientifica del neodarwinismo abbia bisogno di un appiglio un po’ fantasioso per completare il mosaico.

Sono perfettamente cosciente che “fantasioso” non può rientrare nei canoni della scienza ufficiale, ma come dice Mauro,  “facciamo finta che” questo cordone ombelicale esista. Quindi proviamo a seguirlo, vediamo se può sostenere un filo logico.

Pietro Buffa, biologo molecolare specializzato in Bioinformatica, svolge attività di ricerca in genomica umana. Scrive a proposito del “neodarwinismo” : “Cosa rimane oggi della teoria dell’evoluzione elaborata da Darwin nel 1859? Quali sono le attuali prospettive di ricerca sull’evoluzione della specie?” (Scienza e Conoscenza n. 32 Maggio 2013): … “Continue verifiche ed indagini scientifiche sempre più rigorose, hanno negli anni aiutato il darwinismo classico ad evolversi ed a superare molteplici contrasti che affliggevano specifici punti della famosa teoria. Il supporto di aree di studio come: la genomica, la biologia molecolare, la bioinformatica, la paleoantropologia, hanno ancora oggi un ruolo determinante nell’arricchire l’evoluzionismo di nuove conoscenze, spingendo gli studiosi del settore verso nuove direzioni . La teoria di Darwin ha quindi lentamente lasciato il posto ad un programma di ricerca multidisciplinare, generalmente noto con il nome di neodarwinismo, con lo scopo di allargare la visione del problema, dargli l’ufficialità che merita e rivestirlo di una ormai necessaria base matematico-predittiva.
La più comune critica che, ancora oggi, viene fatta alla teoria bio-evoluzionistica è certamente paleontologica, dovuta alla non accuratezza della documentazione fossile a causa di uno scarso ritrovamento dei cosiddetti "anelli mancanti" che completerebbero le linee evolutive delle forme oggi viventi. Se tutti gli esseri viventi discendono da antenati comuni, come spiegava Darwin, attraverso l'instaurarsi di una successione di cambiamenti graduali volti ad un adattamento ambientale, si dovrebbero trovare milioni di "forme intermedie", intrappolate negli strati geologici. Ciò non è avvenuto come ci si aspettava e lo stesso Darwin era consapevole di questo punto debole quando, all'interno del suo trattato, scriveva le seguenti parole: "la geologia certamente non ci ha ancora rivelato questa catena graduale ed è questa la più facile ed insieme grave obbiezione che possa farsi alla mia teoria". Il darwinismo classico ci ha, infatti, sempre proposto un'evoluzione graduale delle specie viventi (gradualismo filetico), ma questa iniziale visione del processo evolutivo, insieme al vecchio concetto di "anello mancante" che si portava dietro, è stata da anni superata dalla ricerca accademica e sopravvive oggi esclusivamente nel dibattito parascientifico, nella cultura popolare e nelle critiche antievoluzionistiche da parte dei non addetti ai lavori. La documentazione fossile mostra che le specie viventi tendono a conservare le loro caratteristiche quasi inalterate per lunghissimi periodi di tempo (stasi), per poi cambiare improvvisamente, sotto la pressione di opportuni "motori di evoluzione" che operano insieme alla selezione naturale evidenziata da Darwin. I cambiamenti che portano alla formazione di nuove specie sono generalmente rapidi ed incisivi e le forme intermedie destinate ad una vita relativamente breve, per tal motivo, difficilmente ritrovabili nella documentazione fossile. Molte di queste evidenze fanno ormai parte del neodarwinismo e si contrappongono a quelle originariamente proposte da Darwin, a favore del fatto che l'evoluzione segua un andamento conforme agli equilibri punteggiati, modello sviluppato nel 1972 dai paleontologi Stephen J. Gould e Niles Eldredge.

E’ il passo relativo a questi non ben “definiti” balzi evolutivi, che non riesco a digerire del tutto.
Sarà sicuramente la mia limitata foma-mentis, ma non riesco proprio ad assimilarli.

Leggiamo un altro passo dello scritto di Buffa: “La straordinaria rapidità che certi cambiamenti possono aver avuto anche nella nostra storia evolutiva è oggi oggetto di numerose indagini incrociate che riguardano, non soltanto i dati paleontologici in nostro possesso, ma anche quelli bio-molecolari. Il cervello, ovvero l’organo che più di tutti ci contraddistingue da ogni altra specie vivente ne è certamente uno esempio. La dimensione del cervello, nonché la sua sofisticazione, sono andati progressivamente aumentando con gli australopitecini fino alla nostra specie: 440 cc in Australopithecus africanus, 640 cc in Homo habilis, 940 cc in Homo erectus, 1230 cc in Homo sapiens. I ricercatori dell’Howard Hughes Medical Institute di Chicago hanno, nel 2004, pubblicato i risultati di uno studio che afferma come la straordinaria evoluzione che il cervello umano ha subito, sia il risultato di un "evento speciale" . Non si tratta di un miglioramento di ciò che c'era prima, bensì di una svolta radicale nella biologia umana la cui causa va ricercata all’interno del nostro DNA. La formazione del cervello è guidata nell’uomo dall’espressione di diversi geni, ma c’è una piccola sequenza di appena 118 basi, all’interno del cromosoma 20, che oggi sappiamo giocare un ruolo determinante durante lo sviluppo embrionale, producendo una massiccia migrazione neuronale, indispensabile alla formazione di un cervello veramente umano. Comparando questa regione con la medesima regione ritrovata anche nei primati non umani, i biologi si accorsero, nel 2005, di avere di fronte uno dei siti genomici in cui avvenne forse il più elevato tasso di cambiamenti molecolari (mutazioni) mai riscontrati nell’uomo. Nelle scimmie, la stessa regione si mostra povera di cambiamenti se confrontata con quella dei più vecchi vertebrati, a dimostrazione del fatto che la massiccia quantità di modificazioni, avvenne esclusivamente negli ominidi, attivando in tempi rapidi un importantissimo meccanismo molecolare che oggi sappiamo essere alla base dello sviluppo cerebrale. A questa piccola sequenza venne dato il nome di Human Accelerated Region 1 (HAR1) e fu catalogata come la prima di una serie di regioni genomiche specificatamente umane, nonché determinanti nel processo evolutivo di ominazione . Molti pilastri della storica teoria darwiniana sono ormai caduti, Darwin non sapeva neppure cosa fosse un gene e ignorava completamente i meccanismi alla base dell’ereditarietà, ma innegabilmente, quegli studi stanno conducendo i ricercatori verso nuove scoperte, sempre più vicine alla realtà del fenomeno. La teoria di Darwin era semplicemente ciò che doveva essere, una teoria, una complessa elaborazione di idee che si formano nella mente dell’uomo, dopo che questi ha attentamente e scrupolosamente osservato i fenomeni naturali ed i dati in suo possesso. Essa non è un dogma, qualche cosa di fisso ed immutabile valido una volta e per sempre, bensì uno strumento concettuale da sottoporre continuamente a verifica e credo sia questo sottile concetto di dinamismo a fare evolvere la scienza e con essa, il sapere umano”.

Evento speciale, svolta radicale da ricercare all’interno del nostro DNA.
Per me,  esattamente quello che secondo la Genesi biblica ed i testi sumeri,  avrebbero fatto gli Elohim-Anunnaki : “Ingegneria genetica”, ovvero  miscelazione di DNA e quindi modificazione di una specie in un’altra più evoluta e più utile ai loro scopi.

Da: Non c’è creazione nella Bibbia – Mauro Biglino 2012: “…l’intelligente, l’accorto (ENKI  uno dei capi supremi Annunaki -ndr) che conosce tutto ciò che è…che forma ogni cosa…fece apparire il Sigen ed i Sisgar [=la matrice o meglio le ovaie], ENKI stese il suo braccio verso esse e là crebbe un feto.
ENKI si rivolge poi a sua madre e le dice: …”alla creatura che tu avrai formato imponi la corvée degli dei. Dopo che avrai mescolato l’interno della fertile creta dell’abisso…
L’operazione consistette in una miscelazione vera e propria, esattamente come quella che stiamo evidenziando nel racconto biblico, e vi sono coinvolte le ovaie, cioè gli organi riproduttivi femminili. La finalità è dichiarata apertamente: bisognava formare un essere su cui si potesse caricare la corvée degli ANUNNAKI”.

Andiamo ancora più in profondità e vediamo che cosa è la sequenza HAR1, di cui parlavamo precedentemente.  Da: CHE COSA CI RENDE UMANI? – di Katherine S. Pollard (Le Scienze Agosto 2009):  “Il gene HAR1 (da "Human Accelerated Region 1"), è una sequenza di 118 basi nel DNA umano, scoperta nel 2004-2005, che si trova nel cromosoma 20.
Il gene HAR1 non codifica per alcuna proteina nota, ma per un nuovo tipo di RNA (simile al RNA messaggero). HAR1 è il primo esempio noto di sequenza codificante l'RNA dove si è avuta una selezione positiva. Il gene HAR1 viene espresso durante lo sviluppo embrionale e produce una migrazione neuronale indispensabile allo sviluppo di un cervello veramente umano. Alcuni sostengono che la sua velocissima evoluzione nell'essere umano (il pollo e lo scimpanzé differiscono per due basi, l'uomo e lo scimpanzé per 18 basi) contrasti con la teoria dell'evoluzione”.

Sarò fissato, ma a mio parere ne abbiamo abbastanza per riuscire a fare 2+2, ed iniziare almeno ad avere qualche sospetto fondato: ma chi ci ha messo le mani, l’ingegno e le provette ?
In questa sede non voglio dilungarmi eccessivamente ma (sempre facendo finta che…),  la grande capacità bioingegneristica degli Elohim, non si evince solamente da suddetto gene HAR1, ma piuttosto dalle simultanee modifiche effettuate sul patrimonio genico che controlla lo sviluppo e le funzionalità del sistema nervoso e correlati.  Alcuni esempi sempre dallo scritto di K.Pollard (le Scienze Agosto 2009):

Sequenza MAD1L1: “La sequenza MAD1L1 (nel cromosoma 7), nota anche come "Mad1" (oppure come HAR3, per il suo accelerato tasso di cambiamento rispetto al DNA delle scimmie) agisce su proteine che permettono una più ordinata divisione del fuso mitotico, permettendo un minor tasso di errori nella divisione cellulare, dunque una migliore efficienza delle mitosi e delle meiosi, minore quantità di cellule da mandare in apoptosi ed infine una maggiore durata della vita, con meno tumori e in migliore salute”.

Questa, molto probabilmente rimodificata in un secondo momento, come dai passi biblici che dicono chiaramente: “l’Adam da ora in poi non potrà vivere più di 120 anni”, contrariamente agli antichi patriarchi: Gen. 6-1,3 “Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figli, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: “il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”.

A rafforzare ulteriormente questa “fantasiosa” ipotesi, entra in gioco magicamente anche la teoria dell’EVA MITOCONDRIALE.

Per semplicità ed autorevolezza lo lascio spiegare al Prof. Luca Cavalli Sforza, genetista:
da: “Umani per caso, di Piergiorgio Odifreddi -21 dicembre 2007: “E discendiamo da un'unica madre...
"Tutti noi abbiamo nelle cellule dei mitocondri (organi addetti alla respirazione cellulare, costituiti da sacchette contenenti enzimi respiratori, ndr), che si trasmettono soltanto per via materna. Andando avanti, i mitocondri delle donne senza figlie si estinguono. Risalendo invece all'indietro, si arriva sempre a trovare quello che si chiama l'ultimo antenato comune: una donna da cui discendono tutti i mitocondri odierni, che è l'Eva africana. All'epoca c'erano molte altre donne, ma i loro mitocondri si sono estinti nel corso del tempo.”

I passi biblici tradotti letteralmente da Biglino, fanno intuire esattamente tutto questo, ed anche le tavolette sumeriche scritte in cuneiforme, riportano una storia identica.

da: “NON C’E’ CREAZIONE NELLA BIBBIA – MAURO BIGLINO – UNO EDITORI 2012: …“L’Epopea di Atrahasis o l’Epopea di Gilgamesh, ci raccontano che gli Anunnaki decisero di formare un essere che lavorasse al posto loro e per farlo usarono il TEEMA, una sostanza che veniva estratta dal loro corpo, e lo mescolarono con il TIIT dell ABZU. Il TEEMA indica l’essenza vitale, ciò che fa si che uno sia ciò che è. Usando il linguaggio biblico, diciamo che presero lo (tselem) degli Elohim e lo innestarono  sul TIIT (afar) della parte bassa della terra: l’emisfero Sud (vedi sopra: “Eva africana”), che può essere identificato con ciò che veniva chiamato appunto ABZU. Le tavolette sumere tradotte da Giovanni Pettinato recitano così: NINMAH prese in mano la pura argilla dalla cima dell’abisso e con essa modellò l’uomo.
Dalle stesse traduzioni ricaviamo che NINMAH  (definita anche Madre dei viventi, nella bibbia chawwah=EVA) fu assistita nella sua attività da altre femmine; risulta quindi che furono queste le cosiddette “Dee Madri” (Eva Africana ? – ndr) su cui poi si innestarono tanti culti che hanno caratterizzato gran parte della storia dell’umanità. Non erano dunque divinità, o non meglio definite entità telluriche, ma femmine in carne ed ossa che hanno partecipato a quell’insieme di interventi con i quali sarebbe stata prodotta l’umanità”.
…Abbiamo visto che il termine [afar] (e ora l’equivalente sumero TIT) viene tradotto come “argilla o creta”; ma indica anche “ciò che è con la vita, ciò che contiene la forma”. Gli autori ebraici che da questi testi sono dipendenti, hanno quindi reso questa parte del racconto con la parola [afar] che indica l’argilla, quella particolare formazione minerale che può contenere e mantenere la forma. Per inciso ricordiamo che ne “Il Dio alieno della Bibbia” abbiamo dedicato un capitolo intero ad esaminare la possibile coincidenza tra gli ebrei, semiti cioè figli di Shem, e i sumeri o shumeri, come sarebbe forse più corretto dire: in questo caso la dipendenza di una buona parte dei testi biblici dai racconti sumero-accadici avrebbe una motivazione forte. Ora siamo in grado di riassumere i passaggi che uniscono i due racconti biblici contenuti in GEN.1,27 e 2,7:
il TEEMA- [tselem] (DNA ?) degli ANUNNAKI-Elohim viene unito con il TIIT- [afar] (il DNA ominide?) disponibile sulla Terra (adamah) e si ottine cosi il LULU (miscelato)-adam (terrestre).

Non possiamo naturalmente pensare che la scienza prenda in considerazione tutto questo.
Mi fa comunque sorridere, il visualizzare questa analogia che a mio parere calza a pennello:

“un uomo in riva al mare,  vuole recuperare un oggetto pesante, adagiato sul fondale non tanto più in là. Sa che per farlo dovrà bagnarsi, ma nonostante tutto non lo vuole fare ed aspetta. Aspetta che sia il mare a restituire prima o poi, spontaneamente ciò che l’uomo desidera”.

Cosi vedo io la scienza ufficiale, oggi.

MARCO LA ROSA – 24 MAGGIO 2013.

Bibliografia:
Mauro Biglino: IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA - Uno Editori - 2011
Mauro Biglino: IL LIBRO CHE CAMBIERA' PER SEMPRE LE NOSTRE IDEE SULLA BIBBIA - Uno Editori - 2012
Mauro Biglino: NON C'E' CREAZIONE NELLA BIBBIA - Uno Editori - 2012
Pietro Buffa: COSA RIMANE OGGI DELLA TEORIA DELL'EVOLUZIONE ELABORATA DA DARWIN NEL 1859? QUALI SONO LE ATTUALI PROSPETTIVE DI RICERCA SULL'EVOLUZIONE DELLA SPECIE? - Scienza e Conoscenza n. 32 Maggio 2012
Katherine S. Pollard: CHE COSA CI RENDE UMANI? - Le Scienze Agosto 2009
Piergiorgio Odifreddi: UMANI PER CASO - 2007 
La Bibbia di Gerusalemme: LA SACRA BIBBIA DELLA CEI- 1974 
Wikipedia enciclopedia libera

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