IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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LA NUOVA CONOSCENZA

lunedì 29 aprile 2013

IL “GENIO” ITALIANO… NONOSTANTE TUTTO…NON E’ MORTO !



All’interno intervista esclusiva al Dott. Giuseppe Cotellessa di ENEA.

di: Marco La Rosa 

Il “PALAZZO DELLA CIVILTA’ ITALIANA”, chiamato anche “della Civiltà del Lavoro” e “Colosseo quadrato” (per via dei 54 archi per facciata), è un edificio di carattere monumentale, sorge a Roma nel quartiere dell’EUR.  Progettato nel 1936-37 fu iniziato nel 1938 ed inaugurato, ancora incompleto nel 1940. Fu ultimato dopo il 1945. Oggi è un edificio di interesse culturale e quindi vincolato ad usi espositivi e museali.

                                               
Negli archi del piano terreno, sono collocate 28 statue rappresentanti  le virtù del popolo italiano: EROISMO, MUSICA, ARTIGIANATO, GENIO POLITICO, ORDINE SOCIALE, LAVORO, AGRICOLTURA, FILOSOFIA, COMMERCIO, INDUSTRIA, ARCHEOLOGIA, ASTRONOMIA, STORIA, GENIO INVENTIVO, ARCHITETTURA, DIRITTO, PRIMATO DELLA NAVIGAZIONE, SCULTURA, MATEMATICA, GENIO DEL TEATRO, CHIMICA, STAMPA, MEDICINA, GEOGRAFIA, FISICA, POESIA, PITTURA, GENIO MILITARE.

ABBIAMO DIMENTICATO TUTTO QUESTO. ABBIAMO PERDUTO LA NOSTRA IDENTITA’.

La “SCUOLA”, nel tempo è stata “cannibalizzata” di tutte le risorse possibili, non è praticamente più in grado di trasmettere questi valori, che nel tempo si sono prima diluiti e poi persi. Restano parole vuote scolpite in qualche monumento, caduto pure quello nell'oblio.
Ma il DNA non è fantasia, per cui senza averne coscienza, ognuno di noi ha dentro se il “seme” di questo immenso patrimonio. Quindi nonostante tutto, esso continua a germogliare, ed anche se non ce ne accorgiamo la pianta cresce, cresce e tende verso l’alto, verso il sole, pure senza acqua.

Ho trovato una di queste "piante", non per caso. Perché se cerchi trovi…eccome se trovi.
  
                                                      
L’ ENEA, Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. E’ un fiore all’occhiello tutto italiano, specchio di quel patrimonio “scolpito” nel travertino lassù. Fucina di idee e scoperte che fanno invidia al mondo intero: Efficienza energetica, fonti rinnovabili, nucleare, ambiente e clima, sicurezza e salute, nuove tecnologie… In questi tempi “cupi” è come un gigante semi addormentato. Innumerevoli brevetti di importanza epocale non solo per l’Italia, ma per tutti i paesi del mondo, giacciono polverosi nei cassetti: mancano le aziende, mancano le risorse per “studiare” e “sviluppare” i prototipi che poi faranno da volano al rilancio dell’economia… le eccezioni sono poche, ma danno il polso di una situazione incredibile, basterebbe veramente poco per cambiare le cose.

Leggete qua:

Un significativo passo avanti per il rilancio delleconomia italiana si sta compiendo grazie agli investimenti fatti nella ricerca e nel sistema industriale ad alta tecnologia, che nonostante la crisi, è uno dei pochi settori che ha accresciuto la propria competitività, e la creazione di nuovi posti di lavoro. ha dichiarato Giovanni Lelli, Commissario dellENEA, intervenendo alla cerimonia di avvio dei lavori per la costruzione di una macchina sperimentale per la produzione di energia da fusione nucleare in Giappone, con lassemblaggio dei primi componenti arrivati dallEuropa.
Si tratta di un programma internazionale  tra Europa e Giappone, alla cui realizzazione lENEA ha contribuito con il suo progetto e lavorando in sinergia con le aziende italiane che forniscono alcuni componenti essenziali. La collaborazione tra il sistema della ricerca pubblica e quello dellindustria nazionale dei sistemi energetici tecnologicamente avanzati ha portato alla qualificazione di prodotti tecnologici che ora possono competere e vincere in tutti i mercati mondiali. LENEA ha messo a disposizione le infrastrutture tecnologiche dei Centri di ricerca  di Frascati e del Brasimone, che sono tra i più avanzati in Europa, e le competenze tecnico-scientifiche dei suoi ricercatori per sviluppare e qualificare i componenti tecnologici delle nostre maggiori realtà industriali per il raggiungimento di quei livelli qualitativi di eccellenza che hanno determinato  il successo italiano in tutti i programmi internazionali per la fusione nucleare.

                              
In particolare, le industrie italiane ad alta tecnologia sono riuscite a cogliere lopportunità offerta dalla costruzione del reattore ITER, il più importante programma internazionale di fusione nucleare, aggiudicandosi commesse del valore totale di circa 750 milioni di euro per componenti rilevanti, tra i quali i magneti superconduttori.
Un successo ottenuto grazie al ruolo che lENEA svolge da più di 20 anni come coordinatore nazionale dei programmi europei sulla fusione nucleare finalizzati ad ottenere unenergia green, che non comporta i rischi legati al nucleare da fissione, che è la stessa energia che si verifica nelle stelle.


 Ecco un esempio pratico:

Un’intervista esclusiva al Dott.  Giuseppe Cotellessa appunto di ENEA, che ci onora della sua presenza sul nostro sito-blog  e che ringraziamo per la seguente spiegazione semplificata della sua scoperta:

Metodo per l’analisi di immagini acquisite da strumenti di indagine nucleare
 “Giuseppe Cotellessa dell’Istituto Nazionale di Metrologia delle Radiazioni Ionizzanti (INMRI) dell'ENEA è l’inventore di un procedimento fisico-matematico che permette un’analisi corretta della “natura” e la “misura” affidabile delle dimensioni degli oggetti osservati nelle immagini acquisite da strumenti di indagine nucleare ed estensibile ad immagini non nucleari, per esempio: immagini radar, sonar, TAC, RMN, radiografiche, ecografiche, da microscopi elettronici, ottici e telescopi.  Il procedimento può essere applicato anche per migliorare la precisione della lettura dei rilevatori di tracce nucleari, come quelli utilizzati per misurare l’esposizione al radon e ai neutroni in ambienti di lavoro per la radioprotezione dei lavoratori, come anche garantire la sicurezza meccanica nel funzionamento dei componenti utilizzati negli impianti nucleari, contribuire in modo significativo agli studi di ricerca sulla fusione nucleare ed agli studi di ricerca nucleare in generale in quanto è in grado di rilevare ed eliminare i segnali provenienti dalle pseudo tracce, cioè quei segnali prodotti dalla presenza di impronte digitali sul rilevatore o da imperfezioni del materiale”.
“I sistemi di indagine nucleare finora utilizzati si basano sulla osservazione da parte di sistemi automatici di analisi di oggetti su immagini bidimensionali a diverse tonalità di grigio, ricostruiti a partire dalla misura del numero di danni delle radiazioni nucleari, provocate sulla superficie del rivelatore, captate da una telecamera, dopo riflessione o trasmissione sul o attraverso il rivelatore di un fascio luminoso. L’interpretazione dell’immagine ottenuta è affidata esclusivamente a procedimenti matematici di software che analizzano nella maggior parte immagini trasformate in formato binario con notevole perdita di informazioni utili per l’interpretazione degli oggetti. Gli oggetti delle immagini analizzate in campo diagnostico e non (immagini radar, sonar, TAC, RMN, radiografiche, ecografiche, da microscopi elettronici, ottici e telescopi) spesso sono analizzate attraverso l’occhio umano dell’operatore, con notevoli errori nell’interpretazione della natura degli oggetti, nella misura nel numero e delle dimensioni degli oggetti interpretati.
Il procedimento brevettato consente di ricostruire grafici tridimensionali facilmente interpretabili dall’occhio umano, che sono ottenuti effettuando più letture dello stesso rilevatore, per diversi valori di intensità luminosa. Ciò permette di differenziare le tracce nucleari emesse o trasmesse dall’oggetto indagato, dalle pseudo tracce reali dovute alla presenza di impronte digitali sul rilevatore o a imperfezioni del materiale, e da quelle virtuali dovute a una non corretta impostazione dei parametri di lavoro. L’eliminazione dei segnali delle pseudo tracce consente di ottimizzare i parametri di lavoro e migliorare l’accuratezza e la riproducibilità della lettura”.
Il brevetto, di proprietà ENEA, è stato depositato il 13 dicembre 2012 con numero RM2012A000637. È consultabile nella banca dati Brevetti ENEA dal 19 dicembre 2012 ed è disponibile per licensing.

Chi è Giuseppe Cotellessa:
Laurea in fisica alla Sapienza 1982, ricercatore all’ENEA dal 1985.
Specializzato in metrologia dei gas, ha sviluppato prototipi di misura del gas radioattivo radon (celle elettrostatiche), ha contribuito alla risoluzione di problematiche relative alla taratura degli strumenti di misura del radon e di sviluppo dei campioni relativi.
Ha partecipato a contratti nazionali ed internazionali con funzione da parte di ENEA di laboratorio garanzia per la taratura degli strumenti di misura: Italia, Germania Orientale (Lipsia).
Ha partecipato alla realizzazione di due sistemi integrati per la misura del radon e dei figli del radon, denominati Radotron. Ha partecipato nel progetto di realizzazione dei prototipi di flussimetri “Seeback” dell’Istituto tedesco di Jena per le alte tecnologie, occupandosi della caratterizzazione ambientale tramite flussimetri miniaturizzati in ambiente controllato. Questo progetto è stato selezionato dalla Comunità Europea come esempio di “successo storico”.
Ha partecipato al primo interconfronto italiano degli strumenti di misura passivi in Italia.
Ha partecipato a diversi interconfronti con strumenti di misura passivi del radon in Inghilterra presso NRPB e a Berlino.
Nel laboratorio ha preso parte alla progettazione e ristrutturazione del sistema di gestione della camera radon con microclima controllato.
Ha effettuato studi di caratterizzazione della radioprotezione dei lavoratori dal gas radon nella camera radon praticabile del laboratorio.
Ha partecipato alla realizzazione di numerosi circuiti ed apparati per differenti finalità.
Il compito attuale è quello di realizzare il primo campione primario assoluto per il radon per l’INMRI (Istituto Nazionale di Metrologia delle radiazioni Ionizzanti) in Italia.

MLR: Dott. Cotellessa, può farci qualche esempio pratico per aiutare la gente comune, a capire che la sua scoperta può davvero migliorare in modo sensibile tanti aspetti della vita di società?

G.C.: Finora lo stato dell’arte da me raggiunto è di aver verificato sperimentalmente la validità del procedimento fisico-matematico, con un lavoro di ricerca applicata durato quasi cinque anni (da Agosto 2007) utilizzando i mezzi disponibili nel laboratorio di tracce nucleari dell’INMRI, in cui ho avuto la possibilità di sviluppare l’attività  di ricerca dal 1985. In questo periodo di tempo sempre nel campo dell’uso dei rivelatori di trace nucleari a stato solido, ho depositato altri due brevetti di invenzioni originali:

1)RM2008A000148
“Processo per lo Sviluppo di Tracce Nucleari Identificabili mediante la Loro Intensità Luminosa Rispetto ad Altre Tracce Agglomerate, e Dispositivo per la Sua Attuazione” del 17-3-2008

2)RM92A000540
“Procedimento per la Separazione Automatica delle Tracce con un Analizzatore di Immagini Utilizzando l'Immagine Originaria.” Del 15-7-1992.)

Queste ricerche e relativi brevetti hanno un comune obiettivo di migliorare gli aspetti metrologici dei processi basati  sulle applicazioni delle analisi delle immagini.                                                   

Hanno aperto delle prospettive per applicazioni in diversi campi, anche nel settore industriale e pertanto l’ENEA ha ritenuto opportuno di proteggere  i risultati con la deposizione di un brevetto.
I passi ulteriori da effettuare sono quelli di trovare i finanziamenti adeguati per continuare le ricerche;  di promuovere le applicazioni in collaborazione con le ditte interessate, preferibilmente italiane, concedendo loro la licenza d’uso del brevetto ed incorporare poi, lo stesso,   in prototipi multidisciplinari, con la  prospettiva di immettere sul mercato l’innovazione.
Tutto ciò,  potrà portare alla realizzazione di nuovi dispositivi  in campo medico, migliorando la qualità di diverse tecnologie diagnostiche basate sull’analisi delle immagini.
Ad esempio, per quanto riguarda i trapianti di organi,  riconoscere in modo automatico,  in un campione composto di cellule morte e vive, la percentuale di cellule vive, fondamentale nei  test  per la determinazione della compatibilità dei tessuti tra donatore e ricevente. 
Procedendo per ipotesi, senza aver ancora ottenuto le dovute verifiche sperimentali, penso a nuovi dispositivi nel campo della produzione industriale.
Il procedimento consente di migliorare le prestazioni dei microscopi ottici, elettronici, che hanno larga applicazione. ecc.
Si potrebbero affrontare i problemi più complessi da un punto di vista fisico, come la gestione dei sensori di centrali solari termodinamiche con un procedimento molto più snello e semplificato.

MLR: Dott. Cotellessa, quanto importante sarà la sensibilizzazione della società, della scuola a tutti i livelli (in questo momento di profonda crisi generale), affinché il “genio” e la “ricerca” italiana ritrovino “splendore” di fronte al mondo, ma sopratutto a quella parte del nostro paese ormai profondamente disillusa?

G.C:  L’innovazione costituisce un fattore significativo per dare impulso alla ripresa socio-economica del paese. Questo processo deve essere reso operativo a tutti i livelli, in particolare nella scuola.

MLR: Dott. Cotellessa, è d’accordo sul fatto che se le Istituzioni italiane arresteranno l’”emorragia di cervelli” dal nostro paese, con atti concreti, l’economia tutta ne beneficerebbe da subito?

G.C.: .: La ricerca italiana, sia pubblica che privata, consentirebbe se opportunamente valorizzata, un impulso positivo per superare le attuali condizioni di ristagno nel nostro paese, e quindi  anche “mantenere” in Italia i ricercatori che si sono formati nelle nostre università e nei centri di ricerca.
In conclusione vorrei evidenziare che il lavoro sperimentale è frutto di lavoro di equipe con il concorso di altri ricercatori, ma anche della struttura operativa dell’INMRI dell’ENEA che ha consentito e valorizzato questa linea di ricerca, portando anche alla brevettazione dei risultati e dell’innovazione.
In particolare ringrazio il Dott. Pierino De Felice, responsabile attuale dell'INMRI, il Dott. Marco Capogni responsabile della sezione dell'INMRI per lo sviluppo dei campioni primari (appartengo a questa sezione) e il Dott. Giuliano Sciocchetti mio ex-responsabile, attualmente in pensione, che ancora mi segue quasi quotidianamente nelle mie avventure scientifiche, Elvio Soldano (chimico) e Massimo Pagliari (tecnico). Queste personalità, eccezionali all'interno dell'ENEA, mi hanno creato le condizioni indispensabili per poter conseguire questi risultati importanti.

MLR: Dott. Cotellessa, la ringraziamo per la sua disponibilità e chiarezza, nella viva speranza che quel “seme” di cui parlavo all’inizio di questo articolo, custodito nelle nuove generazioni,  possa davvero trovare in ITALIA “terreno fertile” in cui germogliare e crescere… questa volta con abbondanza di acqua.

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2.342 commenti:

1 – 200 di 2342   Nuovi›   Più recenti»
Edoardo Rotti ha detto...

Mi sono accorto di questa scoperta importante e ho provato a diffonderla su facebook senza successo.Non mi hanno dato nessuna risposta.Perchè?
Perchè la stampa non riporta notizie importanti come questa?Perchè riporta sempre i fatti di cronaca e mai scoperte di questo genere?Alla gente farebbe piacere avere notizie di questo tipo su giornali e telegiornali;è d'interesse per tutti (pazienti,medici,industrie,giovani e generazioni future).Potrebbe dare lavoro a molti giovani.Perchè quando su un motore di ricerca digitiamo le parole chavenper l'identificazione dell'articolo appaiono siti di ricerca americani e non italiani?Perchè gli americani si stanno interessando a diffondere l'argomento e i Mas-media in italia non si sono preoccupati di informarci?Personalmente ho più interesse a conoscere i fatti positivi come questo che possono risolvere i problemi piuttosto che essere informato su gli episodi di cronaca nera.

Marco La Rosa ha detto...

...ritengo che la risposta sia assolutamente visibile e tangibile nella "spasmodica" ricerca delle ILLUSIONI di cui si nutre oggi la nostra società.
Chi amministra e governa, dispensa illusioni e paure perché ha capito che la "verità" non paga e non crea profitto.
Quindi le notizie "positive" che portano pace e progresso per TUTTI, sono dannose per il profitto che pochi vogliono solo per se stessi.
Ecco perché la grande maggioranza delle persone, ha perso il gusto del bello, del buono, del giusto a favore di tutti e lo ricerca nelle illusioni che promettono l'effimero solo per se.
È diventata una battaglia quotidiana in un "mondo rovesciato"... ma non bisogna arrendersi...

Valeria Zorri ha detto...

“The science must go on”.

La promozione di un dialogo costruttivo tra scienza e società è da tempo uno dei nodi centrali dell’agenda italiana nell’ambito delle politiche della ricerca e della formazione. Purtroppo, ad oggi, mancano le tre basi, a mio parere, fondamentali, al fine di rilanciare il talento scientifico italiano di ricercatori nel panorama nazionale ed internazionale. Prima tra queste è la mancanza da parte delle istituzioni politiche di finanziamenti congrui alla mole di idee scientificamente valide e comprovate; secondo, sarebbe utile guidare i cittadini nell’interessarsi a questioni che non siano sempre di cronaca nera, di affari privati dei politici italiani o di passerelle di alta moda. Ed, in questo, giocano in pole position i mass media, che ad oggi preferiscono lo share all’informazione seria e costruttiva che, a mio avviso, innalzerebbe anche gli animi afflitti di molti italiani psicologicamente buttati giù dal contesto di recessione economica e finanziaria (troppo sbandierata ad ogni ora del giorno). Per questo, conoscere e monitorare le tendenze e gli orientamenti dei cittadini verso le questioni scientifiche e tecnologiche rappresenterebbe un elemento imprescindibile su cui fondare un dibattito informato su questi temi. Ultima, last butnotleast, riguarda la così tanto dibattuta “fuga dei cervelli”, geni italiani con anni di esperienza in campo della ricerca, ostacolati quotidianamente da burocrazia, mancanza di sufficienti strutture e finanziamenti, o giovani brillanti che non vedono una volontà italiana forte di patriottismo che vuole rilanciarsi, ma chiusa in beghe politiche che non portano assolutamente a nulla. Inoltre la suddetta fuga di cervelli costa all’Italia (http://www.uninews24.it/news-universita-lombardia/8353-fuga-cervelli,-costa-all-italia-5-miliardi.html).
L'Italia è ferma da decenni, per questo ritengo con grande convinzione che prima di ogni altracosa sia fondamentale un cambiamento culturale, che riconosca alla ricerca scientifica il suo ruolo fondamentale e prioritario come motore delle politiche di sviluppo, rilancio e innovazione. Invece assistiamo da troppo tempo ad una generale mancanza di interesse culturale e politica nei confronti della ricerca, che ci allontana sempre più da paesi come la Germania, la Corea del Sud (paese di dimensioni paragonabili all’Italia, è al terzo posto dopo America e Cina per gli investimenti in ricerca), il Giappone e gli Stati Uniti, e che compromette in modo irreversibile il nostro futuro. Da DOVE si dovrebbe partire per cambiare l’impostazione italiana? Dalle alte cariche dello Stato, i mass media o dal fermento visibile di queste eccellenze italiane del campo scientifico?
In questo ambito si colloca l’importante e fondamentale scoperta del Dott. Cotellessa, che ho avuto il piacere di conoscere per mesi in INMRI. Una persona dal rigore scientifico impeccabile, perfezionista perché convinto che l’Italia abbia questa chance suddetta ed un uomo di elevata morale e disponibilità.
Il brevetto consentirebbe, a mio avviso, di abbattere “taboo” scientifici, di sbrogliare matasse da ormai troppo tempo aggrovigliate e di portare beneficio, non solo al contesto tecnologico e scientifico, ma anche sociale, riportando in auge il “genio italiano” di cui l’articolo tratta.

Valeria Zorri ha detto...

“The science must go on”.
The promotion of a constructive dialogue between science and society has been one of the central part of the Italian political agenda on research and training policies since a long time. Unfortunately, three bases are missing, in my opinion, which are essential in order to revitalize the scientific talent of Italian researchers in the national and international environment. Firstly, among those lacks, there's the failure from political institutions of providing adequate funding to the amount of scientifically and proven ideas, and secondly, it would be useful to guide people to take an interest in issues that are not always related to crime, Italian politician’s private business or the runways of high fashion. And, in this context, mass media play a great role in pole position, preferring nowadays the “audience” instead of serious and constructive information which, in my opinion, would also raise the minds of many Italians currently afflicted psychologically and thrown down by the economic and financial downturn (put in evidence too many times at every hour of the day). For this reason, understanding and monitoring trends and attitudes of citizens towards the scientific and technological issues would represent an essential element to create an informed debate about these issues. Last but not least, we could talk about the so much-debated "brain drain", Italian genes with many years of experience in the field of research, hampered everyday by bureaucracy or by lack of adequate facilities and funding, or bright young people who do not see an Italian willingness, full of patriotism, that wants to raise itself, closed in political squabbles that lead absolutely nowhere. Moreover, this brain drain costs to Italy a lot.
Italy stagnated for decades, and for this reason I believe with great conviction that, before anything else, a cultural change is fundamental, which should recognize a essential priority role to scientific research as an engine of development policies, renewment and innovation. Contrarily, we assist since a long time to a general lack of cultural and politic interest towards research, which takes us more and more away from countries like Germany, South Korea (country with comparable size to Italy, it’s in the third place after America and China as for investment in research), Japan and the United States, and that compromises our future in an irreversible way. From WHERE we should start to change the Italian situation? From the highest offices of State, media or from the visible excitement of these Italian excellence from the scientific field? In this area the very important and fundamental discovery of Dr. Cotellessa takes place, which I had the pleasure to meet and talk to for months at INMRI. A person of impeccable scientific rigor, a perfectionist because he is convinced that Italy has this chance and a man of high moral and availability.
The patent would, in my opinion, to overthrow many scientific "taboos", to unravel old tangled skeins and bring benefit not only to the technological and scientific area, but also to the social area, bringing back the "Italian genius" to old splendour about which the article deals.

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI PASCUCCI ANGELA MARIA CHE MI È PERVENUTO VIA MAIL:

MI chiedo perché in Italia sia sempre così difficile ottenere il giusto riconoscimento in breve tempo nel campo scientifico. Forse perché questo tipo di scoperte non danno alle grandi industrie dei guadagni immediati? Mi auguro che qualcuno si renda conto dell'importanza e dell'utilità di questa "scoperta", soprattutto nel campo medico, e agisca per attuare concretamente ciò che ancora è solamente a livello concettuale.

Pascucci Angela Maria

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI FIORAVANTI GIUSEPPINA CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

Ritengo sia un vero peccato che nel nostro paese queste scoperte non ricevano adeguata attenzione da parte delle istituzioni e della società intesa in senso allargato, in quanto porterebbero ad un miglioramento ed ad un'evoluzione positiva della nostra nazione e potrebbero costituire il punto di partenza per uscire dalla crisi che da anni ci colpisce.
Purtroppo ci sono stati negli anni passati solo proclami per incentivare il rientro dei "cervelli" in Italia, ma niente di concreto o un forte segnale di svolta! La ricerca e i nostri "cervelli" non costituiscono la priorità, come invece accade in altri paesi e il fatto che quest'importante scoperta resti un "segreto" per pochi ne è l'ennesima conferma.

Fioravanti Giuseppina

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI STEFANIA OSSO CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

Il dottor Giuseppe Cotellessa ha dedicato la sua vita alla ricerca non per desiderio di gloria, ma per passione. Lavoratore esemplare, mette a disposizione di chi è desideroso di conoscere, le sue esperienze. Il suo impegno l'ha sempre portato ad ottenere risultati eccezionali. ne è d'esempio l'ultima sua scoperta che trovo eccezionale e che meriterebbe di essere sostenuta e divulgata.

Stefania Osso

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI FILIPPO BUSSOLETTI CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

Ottimo lavoro del dottor Cotellessa . Ma è possibile che da circa il
2007 il brevetto è ancora fermo ? Speriamo che questa nuova tecnologia
prenda subito piede e soprattutto che venga come minimo accennata su
qualche testata giornalistica o telegiornale .

Filippo Bussoletti

Marco La Rosa ha detto...

Questo post/articolo è stato passato a molte testate giornalistiche, e reso visibile a tutte. Credo sia superfluo ormai, ribadire il perchè certe notizie non vengono considerate dai media.
Purtroppo dobbiamo ritornare sempre li, nelle stanze della politica e del governo. Senza una reale ripresa economica e lo sblocco completo e definitivo di TUTTI i crediti delle PMI nei confronti della PA, quale azienda potrà farsi carico di sviluppare nuovi ed importati brevetti come quello del Dott. Cotellessa? Purtroppo è anche un problema ormai radicato "di sfiducia e sconforto". Manca una visione "positiva" del futuro, che impedisce una logica di investimento, anche in quelle aziende che avrebbero la possibilità di farlo.

Edoardo Rotti ha detto...

Io SPERO come tutti che l'italia si svegli e che cominci ad apprezzare il duro lavoro e l'impegno dei "GENI" italiani.Non trovo giusto che l'italia sia l'unico paese d'europa o addirittura del mondo con la mente chiusa,se gli altri paesi avessero fatto una scoperta del genere sono sicuro che sarebbero già all'opera per metterla in funzione.Ci dobbiamo svegliare.

angelo vallotti ha detto...

Un vero genio...fieri di conoscerlo...condividiamo molto le sue idee!!!!!

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI CHIARA FIORAVANTI CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

This discovery might change radically the world nuclear research system: a very important study that should be mainly put over by Italian and international media.
Very good Giuseppe: I always trust in your own capacity!

Grazie,
Chiara Fioravanti

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI ELISABETTA FAMA' CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

Sono una volontaria ARVAS e opero in un day ospithal oncologico. Sono a contatto con persone che hanno problematiche serie di sopravvivenza e di sofferenza. Leggere questi articoli di una ricerca piu' avanzata di diagnosi che possa permettere di individuare tempestivamente e preventivamente o localizzare meglio la natura e la posizione della lesione ci dà la speranza di poter alleviare, grazie all'avanzamento della conoscenza scientifica, la sofferenza evitando cosi' la via crucis e la mortalità delle persone che ne sono affette.

Elisabetta Famà

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI ORLANDO CASALINI CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

Non tutti i GENI per fortuna vanno fuori dall'Italia qualche buona pianta resta e da dei buoni frutti,



Complimenti Prof.

Orlando Casalini

Fabio Salvatore ha detto...

Conoscendo il Dott. Cotellessa, so dell' impegno profuso e mi auguro che la sua scoperta possa avere le giuste gratificazioni e le dovute considerazioni, che vadano oltre il riconoscimento personale, ma che diano davvero nuova linfa alla ricerca italiana. Si parla tanto che in Italia bisogna far ricerca, ma è necessario anche diffondere le informazioni dei risultati ottenuti nel campo della ricerca applicata. E' importante riuscire a far realizzare in Italia le idee nuove e scoperte e non essere costretti sempre ad andare all'estero per realizzarle. Sviluppare questa capacità è importante per incrementare i posti di lavoro qualificato in Italia, soprattutto per i giovani. Altresì è un piccolo contributo, ma concreto, per risollevare l'economia italiana e risolvere la grave situazione di crisi attuale.

Graziella Mariani ha detto...

Questo metodo, secondo me, costituisce una originale innovazione a livello internazionale perchè consente l'interpretazione in modo oggettivo degli oggetti, delle immagini radiografiche, mentre attualmente l'interpretazione si basa sempre in modo soggettivo.
Graziella Mariani

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI MARTINA PROVENZANO CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

Sentendo parlare del radon è scattata in me una forte curiosità, mi sono messa in moto per saperne di più e grazie alle ricerche del dottor Cotellessa, ho partecipato ad un concorso scientifico della mia scuola (ho vinto il secondo premio). La ricerca scientifica va divulgata e sostenuta.

Martina Provenzano

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DEL DOTT. MASSIMO LUCANI (ODONTOIATRA) CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

"Le varie letture a diversa intensità che ci permettono di trasformare i grafici da bidimensionali in tridimensionali, arricchiscono ed oggettivano l'immagine. Ritengo che nel momento della sua applicazione, apporterà una trasformazione sia a livello microscopico che una rivalutazione delle immagini telescopiche. Definirei la cosa affascinante"

Dott. Massimo Lucani

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI LUIGI DI CARLO CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

Penso che l'unica soluzione che c'è per uscire da questo "coma" in cui verte il nostro paese sia dare maggiore importanza alla ricerca scientifica ed esaltare le doti dei nostri geni...come il dott. Cotellessa che solo con quei pochi fondi messi a disposizione ma con una grande passione e dedizione verso il suo lavoro è riuscito ad ottenere degli ottimi risultati, spero che chi dovere se ne renda conto e dia il giusto peso a queste scoperte per il bene e la salute di tutta la civiltà.
Grande professore!!!

Luigi Di Carlo

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DEL DOTT. RENZO ROMAGNOLI CHE MI È' PERVENUTO VIA MAIL:

Salve, ho letto l'articolo del collega Giuseppe, credo sia un lavoro
molto interessante ed utile per migliorare questo tipo di controlli
medici (TAC ecc) che spesso creano molta ansia in chi li fa. Fa piacere
che ci siano persone e colleghi come Giuseppe che si impegnano in questi
tipo di ricerca.

Renzo Romagnoli
Responsabile Qualità INMRI
Ispettore ACCREDIA

Tommaso Colic ha detto...

La scienza in italia sta morendo purtroppo e sono persone come il dott. Cotellessa che contribuiscono a tenerla viva.
Ormai al giorno d'oggi si pensa a cose più futili e invenzioni che potrebbero cambiare la vita a numerose persone vengono ignorate o tenute poco da conto

Tommaso Colic ha detto...

Bisogna fare di tutto per far conoscere la presenza di questo genio e delle sue invenzioni, è necessario condividere e mettere in mostra articoli come questi per sensibilizzare l'opinione pubblica e far capire che non tutti i geni italiani vanno all'estero

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI RICCARDO D'ELENA CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

" Sono molto piccolo. Il bello della invenzione del Dott. Giuseppe Cotellessa e che è insieme facile e difficile, semplice e complesso"

Riccardo d'Elena.

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI MATTEO E GIULIA ATTENE CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

"Anche se siamo piccolini, abbiamo letto a capito, io e mio fratello, la scoperta del Dott. Giuseppe Cotellessa riportato da Marco La Rosa sul sito
http://marcolarosa.blogspot.it/2013/04/il-genio-italiano-nonostante-tuttonon-e.html"

Matteo e Giulia Attene

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI ELISABETTA FAMA' CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

"Nel compito di italiano nell'esame di maturità nel saggio breve tecnologico-scientifico si doveva parlare su come OBAMA ha stanziato dei finanziamenti per il progetto BRAIN per garantire la leadership americana nella futura scoperta. Grazie all'articolo di Marco La Rosa sul sito http://marcolarosa.blogspot.it/2013/04/il-genio-italiano-nonostante-tuttonon-e.html ho potuto evidenziare che in Italia forse avremo noi la leadership grazie alla genialità del Dott. Giuseppe Cotellessa e che se le aziende italiane collaboreranno per mettere a frutto questa scoperta, negli anni a venire ciò porterà lustro all'Italia"

Elisabetta Famà

Marco La Rosa ha detto...

CON PIACERE RIPORTO LA NOTIZIA PUBBLICATA ANCHE SUL SITO DELL'ENEA:

Concorso “conferiAMO con LE SCIENZE”
Premiata la studentessa Martina Provenzano che ha rielaborato un lavoro del dott. Giuseppe Cotellessa.


Complimenti alla studentessa Martina Provenzano che rielaborando un lavoro del dott. Giuseppe Cotellessa dell’ENEA ha vinto il 2° premio nella VI edizione del concorso “conferiAMO con LE SCIENZE”, indetto dall.I.I.S “Leonardo da Vinci” di Fiumicino – Roma
Martina Provenzano, al terzo anno del liceo Scientifico, ha presentato e dimostrato praticamente il funzionamento di un brevetto ENEA “Sviluppo di tracce nucleari identificabili mediante la loro intensità luminosa rispetto ad altre tracce agglomerate, e dispositivo per la sua attuazione” utilizzabile per rilevare tracce di Radon nell’ambiente.

http://www.utt.enea.it/News/20130612

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI SILVIA GIRINI CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

Ritengo sia molto utile dare la possibilità a tutti di essere messi direttamente a conoscenza, dei risultati scientifici importanti per tutta la collettività. Silvia Girini

Marco La Rosa ha detto...

RIPORTO IL COMMENTO INERENTE IL POST DI MARIA ADELAIDE CRESCIMBENI CHE MI E' PERVENUTO VIA MAIL:

Ringrazio il Dott. Cotelessa per le sue straordinarie capacità di ricercatore. La sua scoperta ci apre orizzonti nuovi,ora speriamo che ci si accorga di tutte queste persone che come lui si dedicano alla ricerca di nuove tecnologie per un futuro migliore.

Maria Adelaide Crescimbeni da Verona

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Questa invenzione può semplificare la diagnosi nella ricerca del malfunzionamento delle automobili?

Massimo Urbani

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Giuseppe la potevi scoprire prima questa cosa........Ora stavamo un pezzo avanti!

Federica Muccichini

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Questa invenzione può essere utile per migliorare la sicurezza del volo degli aerei?

Agostina Salaris

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Ma questa invenzione può essere messa a disposizione della genetica?

Francesca Urbani

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Sono una bambina del Perù.
E' possibile con questa invenzione curare meglio le malattie degli animali?
Spero che ci siano altre scoperte come queste per curare il tumore; forse questa invenzione può aiutare nella lotta contro il cancro.
Ci sono altre cose da scoprire nel profondo dello spazio?
Speriamo che non si svilupperanno nuove malattie così non dovremo fare sforzi per fare nuove scoperte.
Speriamo che questa invenzione creerà nuovi sviluppi tecnologici.
Speriamo che il Signor Giuseppe si impegnerà per scoprire nuove invenzioni.

Ana Ester Flores Chahua

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Sono una ragazzina di Milano.
Con questa invenzione si possono costruire dei robot che si comportano come gli uomini, e possono aiutare gli ammalati e gli invalidi?

Mirella Davila Viera

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Sono un bambino di Milano.
Con questa invenzione si possono creare nuovi divertentissimi giochi?
Si potranno costruire macchine volanti e realizzare teletrasporti?
Si potrà viaggiare nelle epoche del passato e del futuro?
Sarà possibile realizzare nel futuro il gioco virtuale, indossando un casco e una uniforme si può combattere in una guerra virtuale?
Si potrà evitare la distruzione della natura?
Sarà possibile scoprire nuovi esseri viventi come gli alieni?
Sarà possibile costruire un tunnel sotto i mari e sotto terra per viaggiare tra i continenti?

Gian Paul Davila Viera

Marco La Rosa ha detto...

RISPONDE ALLE DOMANDE IL DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA:

"Il procedimento fisico-matematico è un procedimento oggettivo che rappresenta un'invenzione di un procedimento generale che ha dimostrato sperimentalmente di essere molto efficace nella risoluzione di una problematica molto complessa, come è quella della tecnica della lettura dei rivelatori a tracce nucleari a stato solido, in modo elegante e semplice.
Come procedimento generale molto promettente ed elegante, che nel modo più semplice possibile è in grado di affrontare e risolvere le problematiche più complesse può trovare vaste applicazioni in modo trasversale nei campi più svariati delle scienze applicate, dalla genetica alle svariate applicazioni industriali, di ricerca applicata nel campo medico, biologico, ecc.
Per modularsi con l'adattamento ai singoli problemi delle svariate discipline applicative scientifiche e tecniche è necessario conoscere in modo specifico le precise problematiche non diversamente risolvibili, o risolvibili in modo complicato e/o con costi molto elevati.
Risulta molto prezioso la presentazione di quesiti specifici delle relative problematiche da parte degli specialisti di ricerca nelle differenti branche del mondo scientifico. Gli specialisti della ricerca applicata sono caldamente invitati ad esporre le loro precise problematiche."

GIUSEPPE COTELLESSA

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Secondo me, il caso dell'invenzione originale da parte del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa mette in risalto i vari gradi di incapacità delle componenti del sistema Italia coinvolte nel mancato successo.
1) componente dei mass media, diffusori ufficiali delle informazioni presso la popolazione
2) componente del sistema industriale
3) componente del sistema politico

I mass media non sono stati in grado di comprendere e di diffondere l'informazione dell'importante innovazione presso la popolazione.
Essi ritengono il popolo italiano così immaturo perchè suppongono che esso gradisca di essere informato solo con notizie di cronaca nera!

Il sistema industriale non informato per niente dai mass media non è stato in grado di sviluppare gli innumerevoli potenziali prodotti innovativi.

I sitema potitico, non informato dai mass media e non sollecitato dal sistema produttivo italiano, non è stato in grado di reperire gli adeguati finanziamenti per permettere all'industria di avvantaggiarsi nel mercato internazionale con la produzione innovativa.

Il sistema Italia, parallizato dal tentativo di risolvere le problematiche spicciole di pura sopravvivenza vitale, non è stato capace di approfittare di questa opportunità, forse irrepetibile.

Sicuramente a breve qualche società internazionale estera dimosterà elevata capacità di comprensione, tempestività di realizzazione e valorizzazione dell'innovazione con la vendita dei prodotti innovativi sul mercato mondiale.

Essa, grazie a queste doti di elevata capacità ed efficacia, creerà molta ricchezza ed occupazione qualificata all'estero.

Per me, l'esempio di questa importante invenzione, che non sarà valorizzata in Italia ma all'estero, sarà comunque importante per far aprie gli occhi agli italiani sulla verità della realtà.

E' un bene per il popolo italiano che sappia che l'unica vera strada efficace per risolvere i problemi economici dell'Italia è quella di essere in grado di innovare continuamente in modo tale da primeggiare sul mercato internazionale.
Tutti gli altri tentativi basati sull'aumetno della tassazione e sull'incremetno dei sacrifici condurranno inesorabilmente il popolo italiano a vivere in una permanente frustante condizione di pura sopravvivenza.

Fabio Muccichini

Marco La Rosa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Sono una giovane studentessa. Ho letto con molta curiosità questo articolo. Mi è venuto da chiedere se l'applicazione pratica di questa invenzione possa consentire:
1) costruire dei nuovi microscopi che permettono di studiare le componenti delle cellule senza più bisogno di colorare le cellule
2) realizzare un occhio artificiale per poter consentire ai ciechi di vedere
3) scoprire nuovi giacimenti di petrolio nel sottosuolo terrestre e marino.

Giorgia Artino

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:


Ho letto con molto interesse e sorpresa il blog di Marco La Rosa sul genio del Dott. Giuseppe Cotellessa. Ho pensato spontaneamente di sviluppare la seguente riflessione. Se il procedimento fisico-matematico del Dott. Giuseppe Cotellessa è un procedimento oggettivo per interpretare la natura degli oggetti fisici tramite la loro trasformazione in immagine, forse questa analisi oltre alla natura degli oggetti potrebbe anche aiutare a interpretare il significato associato agli oggetti.
La relazione tra la natura degli oggetti e loro significato è molto complessa. Il significato a sua volta ha una natura molto differente e strutturata.
Ad es quando una persona è immobile potrebbe avere come significato che dorme o che è morta. Ma se è morta potrebbe anche significare che ha incominciato a vivere una vita eterna, positiva o negativa.
Questa riflessione è utile perchè nei reparti ospedalieri di terapia intensiva il paziente a motivo della intubazione meccanica o della sedazione non è in grado di esprimersi. L'infermiere per somministrare le dosi corrette di analgesici o sedativi ha tre possibiltà di interpretare la situazione del paziente
1) attraverso il suo giudizio clinico soggettivo maturato con l'esperienza, interpretando dei segni di natura fisiologica, comportamentale, psicologica per effettuare una diagnosi di sovrasedazione, sottosedazione, delirio o malattia mioneurologica o polineurologica.
2) utilizzare uno degli strumenti di valutazione che permettono di assegnare dei punteggi alle condizioni del paziente.
3) applicare dei protocolli standard imposti agli infermieri che curano i pazienti in terapia intensiva.

Questa situazione è un caso molto complesso e forse l'invenzione del procedimento del Dott. Giuseppe Cotellessa potrebbe risultare molto utile.
Si potrebbe tentare di interpretare in modo oggettivo la diagnosi corretta del paziente attraverso l'acquisizione dell'immagine del volto, dei gesti e dei movimenti del paziente.
In questo caso si potrebbe cercare di collegare la natura dell'oggetto al suo significato attraverso la determinazione di un legame oggettivo tra natura e suo significato.

Questa problematica potrebbe essere spinta nel cercare una relazione tra natura e significato nell'interpretare la natura psicologica dell'individuo.
Anche in questo caso acquisendo e analizzando con il procedimento dell'invenzione le immagini del volto, dei gesti e dei movimenti dell'ndividuo si potrebbe forse risalire all'interpretazione oggettiva della psicologia dell'individuo.

Federica Muccichini

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Sono uno studente che si sta laureando in Economia e Commercio. Ho trovato molto interessante il blog di Marco La Rosa per i seguenti motivi.
La Costituzione Italiana garantisce il sorgere di 1000 partiti politici, internet garantisce il sorgere di mille siti. L'affermazione di una proposta in un sito di Internet dipende sia dalla validità della proposta in sè stessa sia da quanti condividono la proposta resa visibile per tutti. Personalmente ringrazio l'iniziativa del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa per aver reso pubblico il risultato della sua invenzione perchè ritengo valido il risultato conseguito dal Dott. Cotellessa come anche le considerazioni ed i commenti inviati dai lettori del sito.
La democrazia in Italia viene garantita non solo dall'esistenza della Costituzione ma anche dalla realizzazione di una sana ed equilibrata economia.
La crisi attuale comunque è a livello internazionale, anche se in certi paesi è più pesante ed in altri è più leggera.
Secondo me i modelli di sviluppo studiati in Economia ed applicati alla realtà economica hanno dimostrato la loro inaffidabilità in base ai risultati molto negativi che sta producendo.
I modelli utilizzati si sono basati sui dati sperimentali elaborati con dei procedimenti matematici molto diffusi a livello mondiale.
Personalmente ritengo che il procedimento innovativo per la realizzazione dei grafici tridimensionali utili per l'interpretazione in modo oggettivo degli oggetti delle immagini, ideato dal Dott. Giuseppe Cotellessa, potrà portare dei grandi benefici anche in campo economico perchè la loro applicazione sicuramene permetterà di comprendere fenomeni e leggi economiche che fino ad ora con l'applicazione degli strumenti matematici esistenti sono sfuggiti alla loro percezione ed interpretazione.
La scoperta di nuove leggi economiche permetterà la formulazione di modelli economici più aderenti alla realtà che forse non permetteranno il rinnovarsi di periodi di crisi così gravi, soprattutto per la popolazione italiana.
Nel campo della ricerca scientifica vengono continuamente sempre effettuati progressi e così dovrà accadere in campo economico se saranno compresi molto meglio le leggi economiche formulate in base ad un miglior grado di analisi dei dati sperimentali acquisiti in campo economico.

Alessandro Traversini

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Sono una studentessa universitaria di Roma. Come ho letto i commenti riportati in questo blog mi sono resa conto che anche se sono stati espressi concetti in modo semplice da persone comuni, comunque racchiudono dei contenuti molto profondi ed avanzati. Ringrazio il genio del Dott. Giuseppe Cotellessa e la capacità di comprensione, disponibilità e relativo impegno dimostrati da Marco La Rosa che hanno permesso la creazione di questo blog, con contenuti interessanti e importanti.
Finalmente viene reso possibile, per chi è interessato, poter discutere di argomenti innovativi elevati ed importanti, con ricadute di benefici sanitari, economici e culturali per tutta l'umanità ed in particolare per il popolo italiano, ed è un valido aiuto per tutti coloro che si impegnano seriamente e vogliono offrire un contributo concreto per il miglioramento futuro della società

Alesandra Urbani

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

La lettura molto interessante dei molti commenti diversi indica l'elevata partecipazione di gente comune che in questo modo ha l'opportunità di partecipare alle discussioni dei problemi di ricerca applicata in Italia. Per me potrebbe risultare molto utile che i ministeri italiani dell'industria e della ricerca scientifica creino un numero verde che consenta agli interessati della popolazione di esporre un problema relativo a qualche difficoltà da loro incontrato e le possibili idee sviluppate da altri come possibili soluzioni per risolvere i problemi proposti. Queste proposte dovrebbero essere accessibili come consultazione per tutti su un apposito sito di internet. In questo modo si darebbe la possibilità a tutti di sviluppare la capacità ideativa e creativa che la natura ha donato a tutti, anche se in diverso grado e differente capacità. La popolazione italiana sarebbe più interessata a sviluppare questa dimensione delle facoltà intellettuali. L'effetto complessivo sarebbe di migliorare il grado di consapevolezza della popolazione italiana sulle proprie capacità inventive e un contributo all'innovazione del sistema produttivo italiano. Nessuno può affermare che tra tutte le proposte dei componenti della popolazione non ce ne sia qualcuna effettivamente valida per l'innovazione industriale. Chi lo può escludere a priori?
Prima bisognerebbe verificarla e soltanto casomai dopo esprimere un commento di validità o inutilità.

Fabio Muccichini

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Secondo me, le novità, anche se molto positive, non vengono inizialmente accettate perchè non vengono comprese e generano paura senza alcun motivo reale perchè sono estranee alla nostra mente, non ci sono familiari. E' come si ha un misto di paura, timore e allo stesso tempo curiosità per quello che è estraneo alla nostra familiarità. Gradualmente, col trascorrere del tempo, come vengono maggiormente comprese e ci diventano sempre più familiari, le sensazioni emotive di timore e paura in modo sottile e impercettibile si trasformano in sensazioni razionali di confidenza e piacere. Così dovrebbe avvenire per l'invenzione originale e imprevedibile del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa dell'INMRI dell'ENEA.

Federica Muccichini

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Sono rimasta molto colpita dal commento di Fabio Muccichini del 9-7-2013 ore 12,20. In effetti il commento che ha scritto lo condivido totalmente e completamente, e tanti altri penso lo condivideranno allo stesso modo. Non ero in grado di scriverlo nel modo come è stato espresso da Fabio Muccichini. Lo ringrazio per il prezioso contributo del commento di chiarimento che ha inserito in questo blog.

Alessandra Urbani

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

é una scoperta molto interessante e secondo me deve essere resa nota al mondo.


FILIPPO SOLFIZI.

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Avere in Italia scienziati che con ingegno e sacrificio riescono ad ottenere grandi risultati è ancora motivo di forte orgoglio, data la continua fuga di cervelli verso l'estero. Spero che questa scoperta innovativa ed all'avanguardia sia appetibile il più presto possibile per le industrie, in modo tale che rendano il Suo brevetto utile su più applicazioni pratiche (mediche, ingegneristiche, etc..).

Filippo Zorri

Edoardo Rotti ha detto...

Ma non si può mettere un numero verde?Perchè così chiunque può esporre i problemi o dare delle nuove idee!Sarebbe anche un occasione per cominciare a far pensare l'italia o almeno per incentivarla a pensare!

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Sono sorpresa in modo negativo che grandi e blasonate multinazionali come Zeiss, Nikon, Leika, Siemens e National Instruments Italy non riescano a comprendere l'importanza dell'invenzione del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa.

Federica Muccichini

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

L'invenzione del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa quando sarà pienamente compresa potrà costituire l'inizio di una rivoluzione industriale nel campo della diagnosi medica.
L'evidenza della elevata partecipazione trasversale ai commenti da parte di individui di differente età ed estrazione culturale dimostra in modo evidente che l'argomento positivo trattato in questo blog crea molta audience nella popolazione contro il luogo comune dei capi dei mass media convinti che solo la diffusione di notizie negative, come quelle di cronaca nera, sostiene una elevata quantità di copie vendute ed elevati indici di ascolto. Magari ci fossero tante notizie positive quante sono quelle negative.
Vista la scarsità di notizie positive, rarissime in Italia, almeno quando si verificano potrebbero esser diffuse ampiamente ed in modo accurato dai mass media !

Fabio Muccichini

Marco La Rosa ha detto...

RISPOSTA DEL DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA AL COMMENTO DI FEDERICA MUCCICHINI:

n risposta al commento di Federica Muccichini del 19-7-2013 ore 12,30 voglio precisare che gli strumenti utilizzati nel laboratorio di tracce dell'ENEA-INMRI per ottenere i dati sperimentali che hanno supportato il procedimento originale fisico-matematico oggetto del brevetto sono stati realizzati con componenti della Zeiss e della National Instrument.
Ho contattato correttamente per prime entrambe le società per spiegare loro il principio di funzionamento dell’invenzione e per proporre loro un contratto di licenza.
Il comportamento delle due società è stato molto differente.

Il manager per il centro Italia della Zeiss, Maurizio De Medio, è stato molto recettivo e tempestivo. In pochi giorni ha organizzato un incontro tra me ed un altro genio della Zeiss, un dirigente molto famoso, che è venuto direttamente da Milano per comprendere il nuovo principio di funzionamento.
Il genio della Zeiss dopo aver ricevuto il chiarimento del principio di funzionamento, di cui è impegnato a mantenere la riservatezza, ha ammesso che mai e poi mai i migliori ricercatori della Zeiss sarebbero riusciti a pensare il principio di funzionamento dell'invenzione.
Si è mostrato molto interessato ad ottenere il contratto di licenza da parte della Zeiss, ma doveva discuterne prima con la casa madre tedesca della Zeiss.

Invece la National Instrument Italy, nonostante i numerosi solleciti, non ha mai accettato un confronto per comprendere il principio di funzionamento dell’invenzione, per poi impegnarsi a mantenerlo segreto.

Profilo Zeiss.

La Fondazione Zeiss, nata nel 1889, è unica proprietaria delle Aziende Carl Zeiss AG (con sede a Oberkochen) e Schott AG (con sede a Magonza). Le due Aziende impiegano attualmente a livello globale ca. 34.000 addetti e generano un fatturato consolidato di ca. 4.200 milioni di euro.
La Fondazione Zeiss rappresenta un particolare modello d’impresa: è un ente autonomo, non ha proprietà, né private né statali, e non ha quote di capitali stranieri. Le imprese della Fondazione sono le uniche responsabili della propria autonoma crescita.
Lo statuto della Fondazione, tuttora in vigore, definisce i compiti, le responsabilità e la missione delle due società che la compongono:
la sussistenza economica delle imprese
la promozione della ricerca scientifica
la cura della tecnologia nell’ottica e nella tecnica del vetro
una particolare tutela dei diritti dei lavoratori
Profilo National Instrument Italy
National Instrument (NI) è leader mondiale per il test, la misura e i sistemi embedded per ingegneri e scienziati.

Sono stati riconosciuti come Best Workplaces Italia 2013
Il motto della National Instrument è “Non è quello che facciamo, è quello che rendiamo possibile”

Giuseppe Cotellessa

Marco La Rosa ha detto...

NEL RINGRAZIARE IL DOTT. COTELLESSA E TUTTI COLORO CHE FINO AD OGGI HANNO COMMENTATO IL POST SULL'INVENZIONE, VOGLIO COMUNICARE CHE LUNEDI 22 LUGLIO P.V., POSTERO' SUL BLOG UN BREVE ARTICOLO-COMMENTO, CHE E' NATO PROPRIO SULL'ONDA DEL VIVO DIBATTITO CHE HO AVUTO L'ONORE DI OSPITARE, E CHE SPERO DARA' BUONI FRUTTI.

GRAZIE ANCORA

MARCO LA ROSA

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Mi chiedo perchè per la scarsità dei finanziamenti dello Stato nei confronti della ricerca non si finanzia l'invenzione del Dott. Giuseppe Cotellessa con i fondi raccolti dal programma Telethon per realizzare gli interessanti prodotti innovativi?

Angelo Puntuali

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Vedendo il commento del Dott. Giuseppe Cotellessa del 19-7-2013 ore 17,47 nel sito di Marco la Rosa del 29-4-2013 ho potuto constatare che il genio della Zeiss come è venuto a conoscenza dell'esistenza di questa nuova importante invenzione in breve tempo è venuto a dialogare con il genio del Dott. Giuseppe Cotellessa dell'INMRI-ENEA. Immagino che il genio tedesco non si è posto nessun problema psicologico nei confronti del genio italiano. Anzi avrà lodato la capacità inventiva del genio italiano. La tempestività nel realizzare un confronto aperto e franco, senza porsi nessun problema di superiorità nè di inferiorità, spiega alla fine il motivo per cui la Germania continuerà ad incrementare i posti di lavoro qualificati e l'accumulo della ricchezza, mentre in Italia si seguiterà, per l'incapacità di comprendere le cose importanti e per i blocchi psicologici di inferiorità, a non aumentare i posti di lavoro, soprattutto quelli più qualificati, e la ricchezza della nazione.
Questo caso dimostra in modo evidente che la leadership del potere tedesco è veramente attentissima ai risultati applicativi della ricerca, mentre la leadership del potere italiano si limita a far proclami di interessamenti della ricerca nella compilazione dei programmi politici, ma dimostra di essere disattentissima nello sfruttare i risultati della ricerca applicata quando sono stati ottenuti in Italia.

Alessandra Urbani

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Sono molto piccolo. Immagino che dal passato, quando i miei genitori erano anche loro giovani, ad oggi c'è stata una grande trasformazione, non solo in Italia, ma anche in tutto il resto del mondo.
La gente adesso si presoccupa principalmente del proprio benessere e di quello dei propi familiari, disinteressandosi del benessere della collettività.
Di conseguenza, soprattutto in Italia, i giovani devono essere consapevoli che se si interessano non soltanto di loro stessi, ma anche del bene collettivo riusciranno a migliorare e modificare il destino dell'Italia e daranno un piccolo contributo a risolvere anche i problemi del resto del mondo.
Per dare un esempio pratico di interessamento al bene della collettività, invito tutti i miei coetanei e in generale i giovani a pensare e inviare dei commenti sulla scoperta del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa.

Riccardo d'Elena

Marco La Rosa ha detto...

RISPOSTA DEL DOTT. COTELLESSA AD ANGELO PUNTUALI:

Facendo riferimento al commento di Angelo Puntuali del 23-7-2013 ore 16,43 poso riferire che nel dicembre del 2013 dopo la data del deposito del brevetto ho contattato un direttore di una filiale BNL per proporgli di inserire l'invezione nei programmi di ricerca finanziati da telethon. Il direttore della filiale BNL ha inoltrato la richiesta a Telethon. La richiesta doveva essere esaminata ed approvata dalla Commissione Etica. Fino ad oggi non è pervenuta nessuna risposta dalla Commisione Etica di Telethon.

Giuseppe Cotellessa

Marco La Rosa ha detto...

RISPOSTA DEL DOTT. COTELLESSA AD ALESSANDRA URBANI:

Facendo riferimento al commento di Alessandra Urbani del 23 luglio 2013 delle ore 16,48 posso affermare che è risultata interessata all'invenzione anche una piccola ditta dell'Italia del Nord.
Tuttavia la ditta non si è voluta scomodare per venire al nostro laboratorio per comprendere il funzionamento dell'invenzione con la sottoscrizione dell'impegno a mantenere poi il segreto del procedimento.

Giuseppe Cotellessa

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Ho trovato molto interessanti i commenti al blog sul genio italiano del Dott. Giuseppe Cotellessa.
Mi meraviglio che sembri che il pubblico italiano dia molto importanza soltanto ai calciatori, cantanti, sportivi in generale ma non si interessa di valorizzare i risultati dei ricercatori scientifici.
Esistono dei quotidiani e settimanali dedicati esclusivamente per lo sport e per altri argomenti specifici, ma non esiste un quotidiano per la ricerca scientifica.
La nascita di un quotidiano dedicato appositamente per la ricerca scientifica rappresenterebbe una vera rivoluzione culturale in Italia e sarebbe un segnale molto forte per il cambiamento di mentalità della popolazione italiana.
Il sito di La Rosa e lo spazio dedicato al caso del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa sono molto importanti perchè rappresentano un segnale in controtendenza con la mentalità generale e mostra alla stampa estera che in Italia esistono anche realtà nascoste.
Questo segnale,anche se molto debole, è molto importante perchè dimostra per gli stranieri l'esistenza di un'Italia snobbata dai mass media pubblici ma che comunque esiste e raccoglie un certo interesse dimostrato dal numero di commenti inseriti nel blog.
E' importante dare il segnale che anche la maggior parte della popolazione si interessa di argomenti di ricerca scientifica e che autonomamente lo dimostri partecipando alle discussioni del sito.
Questo debole segnale di dimostrazione di interesse da parte della gente comune per gli argomenti di ricerca scientifica può costituire veramente il segnale di inizio di un vero cambiamento in Italia e di una grande rivoluzione culturale che parte spontaneamente dalla base.

Jessica Puntuali

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL DA ANGELA PASCUCCI, PUBBLICATO IN DUE PARTI PER RAGIONI TECNICHE.

FACENDO RIFERIMENTO AD UN ALTRO COMMENTO PRESENTE SU QUESTO POST VIENE INSERITO QUA MA POTRETE LEGGERLO ANCHE NELL'AREA COMMENTI DEL POST SUL GENIO DEL DOTT. COTELLESSA DEL 22-07-2013.

PRIMA PARTE:

Ho letto con molto interesse il commento di Alessandro Traversini dell'11-7-2013 ore 13,10 sul blog .http://marcolarosa.blogspot.it/2013/04/il-genio-italiano-nonostante-tuttonon-e.html.
Esiste un confine sottile e molto labile tra la possibilità di realizzare qualcosa di molto utile e l'averlo realizzata. Dal commento di Alessandro Traversini ho compreso che l'applicazione dell'invenzione del genio del Dott. Cotellessa all'analisi del Campo Economico, ed in particolare per comprenere bene quali sono state le cause dell'attuale crisi e recessione economica, potrebbe contribuire notevolmente a risolvere questa situazione economica molto negativa, permettendo di approfondire aspetti delle leggi economiche che purtroppo non sono state ben comprese come dimosrano senza ombra di dubbio i risultati economici molto negativi che stiamo subendo un po' tutti.
La differenza principale tra questo blog che tratta del genio del Dott. Giouseppe Cotellessa e tanti altri siti che esistono sulla rete di internet è che in questo blog c'è contemporaneamene partecipazione del pubblico e possibilità di approfondimento delle cause di tanti tipi di malfunzionamento che affliggono la società attuale. In altri siti si constata il continuo apparire di flash di notizie che durano pochissimo tempo. C'è un avvicendamento continuo e rapido di notizie che non permette nè di comprendere nè di approfondire le cause degli eventi negativi. Il bombordamento incessante di notizie colpisce ma non dà la possibilità di comprendere; si cerca da parte di chi gestisce i mass media di sorprendere, di colpire l'attenzione dell'utente con la notizia tragica per un tempo di durata infinitesima. L'utente dell'informazione si comporta come un essere passivo, può avere una reazione emotiva, ma poi tutto finisce lì nel dimenticatoio e nella rimozione perchè subito dopo si è colpiti da una nuova notizia ad effetto. La novità del blog del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa è che gli utenti svolgono un ruolo attivo di partecipazione e di approfondimento su un meccanismo molto importante per migliorare positivamente in modo significativo la nostra società.
Per superare il confine sottile tra possibilità di realizzazione ed effetiva realizzazione è importante non solo conoscere l'esistenza dell'invenzione del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa ma anche dare il nostro contributo attivo di partecipazione con lo sviluppare un pensiero maturo e nel renderlo disponibile alla conoscenza di tutti con la pubblicazione del commento nel sito.
Il destino per migliorare la società attuale è nelle mani dei più responsabili.
Inoltre abbiamo la possibilità di dare alle generazioni future un esempio concreto di un nuovo modo originale di affontrare le problematiche e di risolverele...

Angela Pascucci

SEGUE SECONDA PARTE...

Marco La Rosa ha detto...

SECONDA PARTE DEL COMMENTO DI ANGELA PASCUCCI:

...Questo esempio è importante perchè il ragazzo giovane ha concretamente adesso la possibilità di confrontare la qualità e l'approfondimento del blog del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa con gli innumerevoli siti propinati dai gestori dei mass media che si preoccupano unicamente di prevedere a modo loro quali sono gli interessi del lettore, colpirlo emotivamente ma non preoccuparsi di far crescere la sua coscienza con il relativo sviluppo della consapevolezza delle sue capacità ed avere ben chiaro come comportarsi per modificare in meglio l'esistente.
L'importante da parte del gestore dei mass media è colpire l'attenzione del lettore per un istante infinitesimo ma poi lasciare tutto invariato, aumentando gradualmente il disorientameno del lettore.
Una caratteristica peculiare del momento in cui viviamo è l'atteggiameno generale di disorientamento. Tutti quanti si propongono come capi non conservano a lungo la loro credibilità. Si assiste alla continua nascita e fine ingloriosa di nuovi movimenti politici.
Preso dal disoriemtameno e dalla sfiducia l'individuo dell'attuale società si lascia trasportare di qua e di là come facile preda. L'importante è far trascorrere il tempo nel modo meno indolore possible, si è perso la consapevolezza che il miglioramento e la risoluzione dei nostri problemi sta nelle nostre mani. Siamo noi che possiamo decidere di come sarà il nostro futuro destino, se siamo coscienti ed abbiamo una visione approfondita e chiara del funzionamento delle cose. In questo modo saremo in grado di valorizzare il tempo a nostra disposizione e sfruttare le capacità intelletive che ciascuno possiede, per realizzare pienamente le nostre aspirazioni ed essere protagonisti del nostro destino e non limitarsi a ridursi ad essere semplici ed inutili comparse di una esistenza vana ed inutile.

Angela Pascucci

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Ho riflettuto sul commento di Alessandro Traversini dell'11-7-2013 ore 13,10 sul blog .http://marcolarosa.blogspot.it/2013/04/il-genio-italiano-nonostante-tuttonon-e.html.
Alessandro, esperto in economia e commercio, ha trovato interessante l'applicazione dell'invenzione del genio del Dott. Giuseppe Cotellessa nel suo campo.
In effetti i risultati economici sono il risultato della combinazione sia di decisioni a livello macro da parte del governo che di decisioni a livello micro da parte del singolo individuo.
In entrambi i casi l'applicazione dell'invenzione del Dott. Giuseppe Cotellessa può risultare utile.
Quando si ottiene un risultato insoddisfacente in campo economico significa senza ombra di Dubbio che la teoria ed il modello adottato non sono stati adeguati.
Sicuramente significa che il procedimento matematico adottato per interpretare i dati sensibili relativi alla gestione del sistema economico non sono stati all'altezza della situazione.
Questa analisi critica fa sperare che l'applicazione dell'invenzione del Dott. Giuseppe Cotellessa permetterà di migliorare la gestione economica futura dell'Italia e soprattutto dimostrerà agli operatori stranieri in campo economico che anche in Italia è rimasta viva la capacità importante a livello di innovazione originale dei procedimenti anche rispetto al resto del panorama internazionale.

Si creerà in questo modo l'immagine di un'Italia capace di sviluppo innovativo di idee anche in campo economico, che ridurrà il peso della rappresentazione dell'Italia da parte di singoli individui, che poi, col passare del tempo, vengono a deludere sia gli italiani che gli operatori stranieri.




Angela Pascucci

Edoardo Rotti ha detto...

Rimango sempre meravigliato che i mas media anche se visualizzano continuamente questo sito e hanno occasione di consultare i recenti blog delle applicazioni del brevetto e nonostante l'inserimento di numerosi commenti non riportano questa realtà presso il pubblico più vasto.

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Scoperta grandiosa!

La ricerca va finanziata e sostenuta!

Credo proprio che il Dott. Giuseppe Cotellessa sia il genio italiano della ricerca scientifica!



Dott. Pio Provenzano

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Ho potuto notare che ci sono altri post successivi al blog del 29-4-2013, relativi alle applicazioni del procedimento brevettato dal Dott. Giuseppe Cotellessa.

Perché non fare a parte una sezione, ad es sotto gli articoli più letti, dove c’è ancora abbastanza spazio, dove vengono riportati insieme, indipendentemente dal punteggio relativo alla lettura, tutti i blog successivi relativi alle applicazioni del procedimento riportato nel blog del 29-4-2013?



Agostina Salaris

Marco La Rosa ha detto...

RINGRAZIO AGOSTINA SALARIS PER L'IDEA DI CREARE UNA SEZIONE DEDICATA AI POST RELATIVI AL BREVETTO ENEA DEL DOTT. COTELLESSA.
CERCHERO' DI APPORTARE LE MODIFICHE DEL CASO AL BLOG APPENA POSSIBILE.

MARCO LA ROSA

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL:

Leggendo il suggerimento di Marco La Rosa del 7-9-2013 ore 17,37 nell’area commenti del blog del 29-4-2013 non posso che rallegrarmi per i seguenti motivi:



1) I post del Dott Giuseppe Cotellessa spesso contengono molti commenti.

2) E’ interessante integrare tutte le informazioni che riguardano sia la migliore comprensione del procedimento brevettato attraverso la lettura delle applicazioni sia gli aggiornamenti continui delle informazioni che riguardano le applicazioni stesse.

3) E’ evidente che al giorno d’oggi le soluzioni che riguardano i problemi dell’umanità che possono essere risolti attraverso la ricerca scientifica devono essere necessariamente programmate e pensate da menti che si dedicano come attività principale a questo scopo.

4) I mass media ufficiali non sono obiettivi ed esaustivi nell’informazione del pubblico, la cui maggior parte viene escluso per incompetenza, inesperienza e mancanza di mezzi dalla fucina delle idee e dei progetti che ci riguardano tutti.

5) La collaborazione del Dott. Marco La Rosa, che puntualmente ci tiene aggiornati delle novità che riguardano le applicazioni del brevetto, risulta molto preziosa.

6) Infine vorrei sottolineare che la sezione commenti dà democraticamente a tutti la possibilità di porre quesiti su argomenti che interessano il futuro di noi tutti e soprattutto dei nostri figli.


Agostina Salaris

Polo Eozi ha detto...

Scoperta che ritengo geniale, da parte di una grandissima persona, la quale ha deciso di dedicare la sua vita alle scienze, dimostrandolo quotidianamente con impegno e dedizione.
Costantino Rivelli

Marco La Rosa ha detto...

A SEGUITO DEL COMMENTO DI AGOSTINA SALARIS DEL 7 SETTEMBRE SCORSO, HO PROVVEDUTO AD INSERIRE UN SISTEMA DI "ETICHETTE-ARGOMENTI" CHE PER IL MOMENTO RAGGRUPPANO GLI ULTIMI TRE MESI DI POST DEL BLOG.
CON QUESTO SISTEMA, SARA' PIU' SEMPLICE RITROVARE GLI ARTICOLI DIVISI APPUNTO PER ARGOMENTO. CON IL TEMPO VERRANNO INSERITI TUTTI I POST DAL 2008.

MARCO LA ROSA

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Questo gruppo di ricerca se avesse applicato il procedimento del brevetto nel loro lavoro avrebbe ottenuto risultati inimmaginabili.

Researchers in Vienna develop new imaging technique to study the function of entire nervous systems.

Scientists at the Campus Vienna Biocenter (Austria) have found a way to overcome some of the limitations of light microscopy. Applying the new technique, they can record the activity of a worm’s brain with high temporal and spatial resolution, ultimately linking brain anatomy to brain function. The journal Nature Methods publishes the details in its current issue.

A major aim of today’s neuroscience is to understand how an organism’s nervous system processes sensory input and generates behavior. To achieve this goal, scientists must obtain detailed maps of how the nerve cells are wired up in the brain, as well as information on how these networks interact in real time.

The organism many neuroscientists turn to in order to study brain function is a tiny, transparent worm found in rotting soil. The simple nematode C. elegans is equipped with just 302 neurons that are connected by roughly 8000 synapses. It is the only animal for which a complete nervous system has been anatomically mapped.

Researchers have so far focused on studying the activity of single neurons and small networks in the worm, but have not been able to establish a functional map of the entire nervous system. This is mainly due to limitations in the imaging-techniques they employ: the activity of single cells can be resolved with high precision, but simultaneously looking at the function of all neurons that comprise entire brains has been a major challenge. Thus, there was always a trade-off between spatial or temporal accuracy and the size of brain regions that could be studied.

IMP

Scientists at the Campus Vienna Biocenter (Austria) have found a way to overcome some of the limitations of light microscopy. Applying the new technique, they can record the activity of a worm’s brain with high temporal and spatial resolution, ultimately linking brain anatomy to brain function. Image courtesy of the Research Institute of Molecular Pathology

SEGUE SECONDA PARTE

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

SECONDA PARTE

Scientists at Vienna’s Research Institute of Molecular Pathology(IMP), the Max Perutz Laboratories (MFPL), and the Research Platform Quantum Phenomena & Nanoscale Biological Systems (QuNaBioS) of the University of Vienna have now closed this gap and developed a high speed imaging technique with single neuron resolution that bypasses these limitations. In a paper published online in Nature Methods, the teams of Alipasha Vaziri and Manuel Zimmer describe the technique which is based on their ability to “sculpt” the three-dimensional distribution of light in the sample. With this new kind of microscopy, they are able to record the activity of 70% of the nerve cells in a worm’s head with high spatial and temporal resolution.

“Previously, we would have to scan the focused light by the microscope in all three dimensions”, says quantum physicist Robert Prevedel. “That takes far too long to record the activity of all neurons at the same time. The trick we invented tinkers with the light waves in a way that allows us to generate “discs” of light in the sample. Therefore, we only have to scan in one dimension to get the information we need. We end up with three-dimensional videos that show the simultaneous activities of a large number of neurons and how they change over time.” Robert Prevedel is a Senior Postdoc in the lab of Alipasha Vaziri, who is an IMP-MFPL Group Leader and is heading the Research Platform Quantum Phenomena & Nanoscale Biological Systems (QuNaBioS) of the University of Vienna, where the new technique was developed.

However, the new microscopic method is only half the story. Visualising the neurons requires tagging them with a fluorescent protein that lights up when it binds to calcium, signaling the nerve cells’ activity. “The neurons in a worm’s head are so densely packed that we could not distinguish them on our first images”, explains neurobiologist Tina Schrödel, co-first author of the study. “Our solution was to insert the calcium sensor into the nuclei rather than the entire cells, thereby sharpening the image so we could identify single neurons.” Tina Schrödel is a Doctoral Student in the lab of the IMP Group Leader Manuel Zimmer.

The new technique that came about by a close collaboration of physicists and neurobiologists has great potentials beyond studies in worms, according to the researchers. It will open up the way for experiments that were not possible before. One of the questions that will be addressed is how the brain processes sensory information to “plan” specific movements and then executes them. This ambitious project will require further refinement of both the microscopy methods and computational methods in order to study freely moving animals. The team in Vienna is set to achieve this goal in the coming two years.

Publication in Nature Methods:

Tina Schrödel, Robert Prevedel, Karin Aumayr, Manuel Zimmer and Alipasha Vaziri: Brain-wide 3D imaging of neuronal activity in Caenorhabditis elegans with sculpted light. Nature Methods (September 2013). DOI: http://dx.doi.org/10.1038/nmeth.2637

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Without vision systems, robots must rely on "incoming parts arriving in fixed orientations and locations, thereby increasing the complexity of the manufacturing process." Image sensors, however, can produce overwhelming amounts of data. Detecting multi-pixel features, such as corners and edges, can reduce data processing requirements greatly. The combination of data and algorithm-specific processing creates intelligent, responsive vision systems.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può risultare utilissimo per semplificare in modo automatico la gestione di sistemi complessi con l’abbattimento dei relativi costi.

Cutting Down on Training?

Cutting Down on Training?As computers and technology keep advancing, the tools for measuring electric motor parameters and other related equipment keep gaining in scope and power. But that comes at a price, as these tools are also growing in complexity, and can't be used properly without lots of training and expertise, which can be an expensive proposition. Coal-fired power generation plants, hydroelectric plants, and other power generation facilities all require accurate motor testing. Are there cheaper ways to accomplish this? IMPO says there are, and shares some clever trends that can be used to properly test power plant facilities without the need for excessive amounts of training.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

L’uso del procedimento del brevetto è utile anche per questa applicazione.



In contrast to robotic exoskeletons soldiers "put on" to give them increased strength in lifting loads, the U.S. Army is now looking at robots that function like the Army mules of old — following the troops, packing their material. The 440x, based on Segway technology, uses its own sensors to avoid objects. And rather than GPS navigation, the robot and squad members have electronic "tags" to keep aware of the other's position.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può risultare molto utile per potenziare il sistema di visione di questo robot.



JPL introduced its microspine gripper system, which uses hundreds of tiny little claws to grip rough surfaces. We saw some video of a robot hanging from one of these, but it was just being used as a passive anchor. At IROS this week, JPL researchers presented a new video showing an upgraded version of their gripper integrated onto their LEMUR IIB robot, turning it into the "world's first rock climbing robot."

Each one of these grippers relies on over 750 tiny little claws (all made by hand thanks to JPL summer interns) to latch onto the sort of rough surfaces that you're likely to find on other planets and asteroids. The grippers are particularly relevant to asteroids, since they offer a dependable (and reversible) way to grab onto surfaces even in microgravity.

The climbs in this video weren't autonomous, and LEMUR IIB weighs too much and doesn't have enough degrees of freedom to deal with anything but relatively flat rock. Next, JPL is considering outfitting some of their other robots with microspine grippers, including the next generation of LEMUR and even their fancy new DRC robot, RoboSimian.

"Video Presentation of a Rock Climbing Robot," by Aaron Parness, Matt Frost, Jonathan A King, Nitish Thatte, Kevin Witkoe, Moises Nevarez, Michael Garrett, Hrand Aghazarian, and Brett Kennedy, from JPL/Caltech, was presented at IROS 2013 in Tokyo, Japan.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Le potenzialità economiche di ritorno dalle applicazioni del procedimento brevettato sono infinite



Commercial Drones Could Grow Into $10 Billion Industry, Experts Say



The marketplace for commercial drones could be worth $10 billion within three years, according to industry analysts. Drones are already widely used in the military, but experts anticipate unmanned aircraft systems could have broad commercial applications.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Caliamo sembre le braghe: Brevetti europei, l’italiano escluso dalle lingue ufficiali

«Mauro Masi non può più rappresentare l’Italia all’interno dell’Organizzazione europea dei brevetti (Epo).

brevetti europei

Il settore brevettuale italiano necessita di un impegno e di una attenzione particolare soprattutto alla luce delle modifiche che stanno per essere introdotte dall’Unione europea.
L’ex direttore generale della Rai, invece, riveste già una carica apicale in un’azienda dello Stato, quella di amministratore delegato della Concessionaria servizi assicurativi pubblici spa del Ministero dello sviluppo economico».
A chiedere l’avvicendamento di Masi ai vertici dell’Epo è il deputato Aris Prodani che oggi ha depositato un’interrogazione rivolta al governo Letta.

«Per capire quanto si sia speso l’ex direttore della Rai in favore delle aziende italiane che fanno innovazione, vogliamo sapere a quante riunioni dell’Ufficio europeo dei brevetti Masi abbia effettivamente partecipato dal 2006 ad oggi – precisa Prodani -. Il settore sta vivendo un momento delicato, una vera e propria fase di transizione visto che dal 1° gennaio 2014 dovrebbe entrare in vigore il brevetto europeo unitario».

«Lo scorso 16 aprile la Corte di Giustizia Ue ha inoltre respinto il ricorso di Italia e Spagna sulla procedura di cooperazione rafforzata per l’approvazione degli atti relativi al brevetto unitario. L’Italia si è opposta in quanto la normativa in via di definizione prevede una licenza in sole tre lingue (inglese, francese e tedesco) con la totale esclusione dell’italiano e dello spagnolo, fatto che discrimina le nostre aziende costrette a sobbarcarsi i costi aggiuntivi di traduzione».

«Proprio per questi motivi il governo Letta deve agire subito a livello europeo per fare in modo che la nuova figura brevettuale contempli, tra le lingue ufficiali, anche quella italiana».

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

L’applicazione del procedimento del brevetto può risultare utile in questa tecnica particolare



L’ENEA SPERIMENTA CON SUCCESSO SENSORI LASER PER LA RILEVAZIONE DI ESPLOSIVI NELLA METROPOLITANA DI PARIGI

Si è concluso con successo il primo esperimento al mondo che utilizza un sistema di sensori per la rivelazione a distanza di sostanze pericolose (esplosivi e loro precursori) effettuato presso la stazione Francois Mitterand di Parigi. Si tratta del progetto speciale STANDEX, finanziato dalla NATO-Russia Council (NRC) tramite il programma NATO-Science for Peace and Security, nell’ambito del quale è stato affidato all’ENEA uno dei quattro compiti tecnologici di ricerca.

L’attività di ricerca ha riguardato sia lo sviluppo del sensore critico e il suo inserimento in un ambiente ad alta affluenza di persone, sia la sua integrazione e gestione in un network di sensori, per consentire di operare con tutti i fattori ambientali che si possono presentare: polveri, umidità, interferenti, rumori elettromagnetici ecc. La parte progettuale prevedeva lo sviluppo di un sensore laser in grado di rilevare a distanza (senza contatto) sostanze esplosive e loro precursori presenti in tracce sugli indumenti dei passeggeri all’interno di una metropolitana. La sperimentazione ha permesso di verificare che lo strumento sviluppato dall’ENEA è in grado di fornire allarmi in tempo reale al sistema di controllo per la gestione della struttura critica da proteggere (metropolitana, aeroporto, stazione ferroviaria, ecc.), rispettando al contempo, i severi requisiti di sicurezza per l’esposizione delle persone alle radiazioni permesse.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Seguito del commento precedente

In recent years governments and institutions have dedicated their efforts to improve protection against urban terrorism. Some current economic theories provide a strong basis for arguing that cities can withstand terrorist attacks. Places with huge daily volume of passengers were the target of many terroristic attacks and the forecasted increase of world urban mass transportation demands an increased level of security that is socially and economically acceptable. STANDEX (Stand-off detection of explosives) is a NATO program defined to develop an explosive warning system designed to work in existing mass transit infrastructures.
The whole STANDEX system use technologies which do not require any physical contact with the passengers, as microwave imaging and dielectric measurements, video tracking and alarm triggering system and Raman spectroscopy performed with eye safe lasers for traces detection.

The RADEX system was designed to identify minutes amount of particulate explosive matter on bombers clothes by using the Raman spectroscopy, a particular technology for the molecular identification, based on the interaction of a laser beam with the vibrational modes of a molecule. By analysing the light scattered from the sample, it is possible to obtain the Raman spectrum, the can be considered as the molecule ’s fingerprint.

“In ENEA there is a long tradition and a high expertise
of remote sensing laser based system to be applied in different fields as environmental monitoring and cultural heritage".

Recently, terrorist used improvised explosive device assembled from precursors available on the supermarket’s shelf. Handling, transportation and packaging of these materials almost inevitably cause contamination of the clothing and other possessions, as luggage, of these persons.
But let's have a look at the operating principle. The passenger activates the fotocellula, which triggers the laser. A eye-safe laser beam is focused on the passenger the Raman scattered radiationis collected by the telescope and imaged onto the entrance of a Raman spectrometer. The radiation is then analysed giving a spectrum suitable for the explosive detection and identification. If the clothes are contaminated, the alarm will be turned on.

“Presently, the RADEX systems the state of art for stand-off detection of explosive traces in respect to the international safe regulations.”
All the components developed in the STANDEX program will show their functionality through a demonstration in real conditions, in a Paris metro station".

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

L’applicazione del procedimento del brevetto può risultare utile ache per il raggiunzimneto di questi progetti ambiziosi per le nuove generazioni

Entro il 2050 la Terra sarà popolata da 9 miliardi di persone.

A quella data l’uomo dovrà aver trovato la soluzione.

ITER, la speranza dell’energia inesauribile, sarà diventato realtà?

La fusione nucleare sarà stata dimostrata?

I ricercatori di tutto il mondo stanno lavorando a questo ambizioso progetto.

Tra loro anche un gruppo di scienziati ENEA, che ha guidato la maggior parte delle attività di Ricerca e Sviluppo sui magneti superconduttori di ITER.

Antonio Della Corte “L’ENEA è leader mondiale nella realizzazione di cavi superconduttori per la fusione nucleare. In futuro non ci potrà essere energia senza magneti s.c. perché una volta caricati non consumano energia, le prossime macchine a fusione utilizzeranno intensivamente i magneti superconduttori, in questo modo saranno in grado di produrre energia senza consumarne più di quella prodotta”.

Anche JT60SA, il progetto satellite di ITER in costruzione in Giappone, dovrà affidarsi alle proprietà dei superconduttori per andare incontro al destino che il suo stesso nome evoca, un reattore a fusione “Super” e “Avanzato”.

I magneti superconduttori di JT60SA garantiscono l’adeguato confinamento del plasma in uno spazio e per un tempo limitato: in 100 secondi l'energia sprigionata dalla reazione dovrà compensare quella utilizzata e dispersa.

Per funzionare i cavi superconduttori vengono portati al di sotto della loro temperatura critica cioè meno 270 gradi Celsius, 4,2 gradi Kelvin, grazie ad un criostato che contiene elio liquido, uno dei gas più rari e costosi sulla Terra.

Ora la resistenza elettrica è nulla e i supermateriali sviluppano potenti campi magnetici.

Se utilizzassimo materiali tradizionali come il rame tutta l’energia prodotta dal reattore verrebbe consumata per l’alimentazione elettrica dei magneti.

Al Centro Ricerche ENEA di Frascati gli scienziati del Laboratorio Bassa Temperatura Critica sono stati incaricati di gestire progettazione, produzione e collaudo delle 18 bobine superconduttive del reattore euro-nipponico.

Il laboratorio, unico in Italia, si occupa di misure e caratterizzazione di materiali, dispositivi e componenti. Un’attività cruciale che ENEA svolge a livello mondiale per industria ed enti di ricerca. Recente la commessa da 20 milioni di euro ottenuta in collaborazione con l’italiana ASG Superconductors, erede della tradizione industriale di Ansaldo.



SANDRO CHIARELLI (ENEA) “L’apparato sperimentale che abbiamo allestito presso il nostro laboratorio serve a testare il giunto superconduttore realizzato dalla ASG di Genova per la realizzazione di magneti superconduttori del reattore JT60. Come potete vedere questo giunto è alimentato da questi due discendenti di corrente che servono a trasportare la corrente elettrica di alimentazione a 20.000 Ampere ad una temperatura di 4.2 Kelvin che è poi la temperatura di funzionamento del magnete superconduttore”.

Per JT60SA è iniziato il conto alla rovescia.

Il precursore di ITER, previsto dal “Broader Approach” l’accordo Europa-Giappone da 680 milioni di euro, brucerà il primo plasma nel 2019.

Ora la sperimentazione può proseguire.

A ITER il testimone.

La strada della ricerca è stata tracciata.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento originale del brevetto è un sistema migliore rispetto a quello ideato e proposto da IBM.



IBM Building a Brain

IBM Building a BrainIn contrast to today's computing-and-sensing model, in which distributed sensors transmit data to a central computer for processing, IBM is taking a different approach. Rather than move the data to the computer, the company's researchers are moving the computing out to where the data is (i.e., where the sensors are). It's part of (U.S.) Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA)-funded research into neural networks. The work could produce sensors that incorporate their own built-in pattern-recognition capabilities.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto è superiore a quello descritto in basso.



Intelligent Imager Learns Quickly


Intelligent Imager Learns QuicklyYou teach this intelligent vision sensor to recognize an object simply by holding it in front of the sensor while pushing a button. Capturing 50 frames per second, the smart sensor filters the scene with an on-board 204 MHz dual-core processor and forwards only the most pertinent data — such as the X-Y coordinates of a recognized object — making it perfect for robotics and other vision applications

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto è di gran lunga superiore!

Studying the Living Cell

Studying the Living CellLeica's new 3D stochastical optical reconstruction microscope optimizes resolution in all dimensions, enabling researchers to perform a variety of experiments on living cells, from time-lapse, to high-speed imaging, to total internal reflection fluorescence. The microscope features online super-resolution image projection, so you can watch the image emerge as the data is acquired.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto è utile anche in quest’applicazione.

Laser Fluorescence Fuels the Future

Laser Fluorescence Fuels the FutureA laser fluorescence spectroscopic technique is helping experts measure nanocrystals for the adsorption and release of hydrogen or other gases. The information will help engineers design cheaper catalytic converters for vehicle exhaust systems. It will also advance hydrogen storage system and fuel cell technologies and improve gas sensors used in industrial applications.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto è utile anche in quest’altra applicazione

The new A-Zoom Micro Probing Microscope offers an economical solution for wafer probing without sacrificing feature, function, or performance. Unique single-objective, zoom design provides excellent viewing flexibility and ample working space for multiple probe tips. Also eliminates cumbersome nose turret manipulation, making it ideal for vacuum chamber applications

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Anche in quest’applicazione il procedimento del brevetto può risultare utile

Sensing Petroleum Hydrocarbons

Sensing Petroleum HydrocarbonsThe ASTM D6187 practice covers the method for delineating the subsurface presence of petroleum hydrocarbons and other hydrocarbons using a fiber optic based nitrogen laser-induced fluorescence sensor system. The sensor responds to any material that fluoresces when excited with ultraviolet wavelengths of light, largely the polycyclic aromatic, aromatic, and substituted hydrocarbons, along with a few heterocyclic hydrocarbons.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può risultare utile in quest’attività

Digitization: a Transforming Force in Manufacturing

Digitization: a Transforming Force in ManufacturingRolls-Royce no longer "sells" aircraft engines. Instead, the company sells the hours its engines operate, guaranteeing performance by taking responsibility for maintenance and management. This program exemplifies fundamental changes occurring throughout manufacturing. Globalization, digitization, and servitization, says the author of this report, are forcing companies to alter "the way they create and service products." Learn why more than 90% of respondents to a recent survey anticipate end-to-end digitization of their company's business processes in coming years.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Su linkedin Fabio Padovan il 18-11-2013 mi ha chiesto informazioni sulla fusione fredda.

Questa richiesta mi dà lo spunto per intervenire sull’argomento considerando il legame strettissimo con il procedimento del brevetto.

Qualsiasi fenomeno per poter essere studiato e compreso ha bisogno dell’utilizzo di dispositivi di misura.

Entro nel merito dell’argomento.

Se avviene la fusione fredda sicuramente ci devono essere emissioni di neutroni.

Normalmente la rivelazione dei neutroni viene effettuata con una tecnica dei rivelatori di tracce nucleari a stato solido. Il rivelatore più sensibile per la rivelazione delle particelle nucleari corpuscolari si chiama in sigla CR-39.

E’ una tecnica semplice non costosa che dà purtroppo molto filo da torcere. E’ difficile a volte capire, anche per i più esperti sia a occhio che con gli analizzatori di immagine se i danni provocati dai neutroni sui rivelatori di CR-39, dopo opportuno sviluppo chimico o elettrochimico, sono vere tracce nucleari o difetti del materiale.

In queste condizioni come si fa a stabilire se avviene la fusione nucleare fredda?

In questo campo mi sono cimentato in modo continuo (non ho svolto in ENEA solo questo tipo di attività s’intende) per venirne a capo una volta per tutte.

Si è trattato di una sfida in cui ho messo a prova tutta la mia capacità di cui umanamene disponevo.

Sono stato supportato per fortuna in questa mia sfida in epoche diverse dal Dott. Giuliano Sciocchetti, ed attualmente dal Dott. Marco Capogni, e dall’attuale responsabile dell’INMRI, Dott. Pierino De Felice. Mi hanno danno in passato un aiuto pratico due tecnici eccezionali, il perito meccanico Massimo Pagliari ed il perito chimico Elvio Soldano. Ultimamente ha lavorato in questo campo la studentessa di ingegneria Valeria Zorri che ha potuto constatare di persona le difficoltà sperimentali che si incontrano in questo campo.

Da ultimo devo ringraziare anche la professoressa Annalisa Frati per il supporto morale, suo marito Massimo Zancla ed il loro figlio Filippo, un ragazzo eccezionale come qualità morali ed amore verso gli animali.

Il procedimento del brevetto finalmente mi ha permesso in modo oggettivo di stabilire se la traccia nucleare è vera o una pseudo-traccia.

Attualmente sto cercando si estendere il brevetto a livello internazionale. Spero che l’ENEA ci riesca considerate le ristrettezze economiche dell’ente.

L’assurdo è che in Italia esistono individui con notevoli risorse economiche. Berlusconi possiede notevoli ricchezze.

Non so quanto deve versare ogni giorno alla ex consorte.

Invece non si hanno a volte a disposizione poche migliaia di euro per conservare i diritti su scoperte importanti a livello internazionale.

Che poi l’applicazione del procedimento del brevetto potrebbe tornare utile a Berlusconi stesso nel campo della salute.

Non si può contestare né la validità scientifica del procedimento del brevetto, né lo sforzo fatto personalmente per portare all’attenzione del pubblico e del mondo scientifico l’informazione.

Personalmente ritengo che la messa a punto di questo procedimento brevettato costituisca un fatto di rilievo come novità nel mondo scientifico. Purtroppo questa mia è l’opinione dell’inventore che a volte potrebbe essere ritenuta di parte interessata.

Sempre personalmente ritengo che la messa a punto di questo procedimento potrebbe incidere notevolmente nel miglioramento di tanti aspetti della vita quotidiana, non solo nel campo della ricerca scientifica, nel campo della salute, della sicurezza ecc.

Credo che queste siano informazioni utili per tutti.

Constato che tutti i mass media ufficiali, per i loro sacrosanti motivi, o si sono disinteressati completamente o sono in attesa di capire meglio l’argomento per decidere di intervenire.

Oramai di interventi ne ho fatto parecchi. Constato che non siano stati ancora sufficienti.

Non mi dilungo oltre, sempre disponibile a tutti i chiarimenti possibili da parte di tutti. Ogni confronto è sempre un motivo di arricchimento, almeno per me.



Giuseppe Cotellessa

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può risultare utile anche in quest’applicazione

Urban Power from Fuzzy Buildings

We've got megawatt turbines, kilowatt turbines, micro turbines, and now… fuzzy buildings. In an effort to take advantage of urban height, Strawscrapers use flexible polymer straws with a piezoelectric core to generate power as they are rustled by the wind. Unlike turbines, the straws are quiet, efficient at low wind speeds, and some say mimic the esthetics of prairie grass or ocean waves

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

L’applicazione del procedimento del brevetto potrebbe contribuire a risolvere questi tipo di problemi.



High Fidelity RCS
Simulation of Turbine
Blade
Radar scattering from a turbine's moving blades can interfere with Doppler radar systems, producing ghost images. Download our study comparing the radar cross section of a metal turbine blade, a hollow fiberglass turbine blade, and a hollow fiberglass turbine blade with a metal spar using Remcom's XFdtd EM Simulation Software

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può risultare utile per contribuire a risolvere questi tipi di problemi.



Voltage Transients and the Grid

Voltage Transients and the GridWind power faces a huge challenge — it's not consistent. Grid operators must constantly bring other power sources on and off line to offset wind's variability. The University of Michigan identified three issues that directly affect transient management and voltage control, and offers some suggestions for using pitch control and capacitor switching to mitigate rapid changes in voltage and frequency

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può risultare molto utile in questa particolare applicazione



The two-seater aircraft is kept aloft by a compact electric motor, a backup gas engine — and battery packs. The prototype recently demonstrated by Siemens and EADS heralds new developments in hybrid electric aviation as engineers exploit the energy and environmental economies offered by batteries and electric motors

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può risultare utile in quest’applicazione

Upright Materials Microscope with Universal LED Illumination -- Leica DM2700 M



Upright Materials Microscope with Universal LED Illumination -- Leica DM2700 M -- View Larger Image



This materials microscope combines high-quality Leica optics with state-of-the-art universal white light LED illumination. It is the ideal inspection tool for all kinds of routine inspection tasks in metallography, earth science, forensic investigation, and materials quality control and research. The Leica DM2700 M shows you how simple and reliable microscopy can be while helping to improve workflow.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può risultare utilissimo soprattutto in quest’applicazione

Homing in on Diseased Cells

Homing in on Diseased CellsHarvard University chemists have developed a new tool — SRS microscopy — that could make it much easier for cancer surgeons to distinguish between tumors and healthy brain tissue. In SRS microscopy, short for stimulated Raman scattering, non-invasive lasers shine light into tissue and detect emerging signals. Since brain tissue and tumors contain different chemical makeups, researchers can create images that precisely show where the tumor "margin" is located.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può risultare utile anche in quest’applicazione



New Insights into Nanoscale Structures

New Insights into Nanoscale StructuresThanks to a new dual-method imaging technique developed by Brookhaven National Lab and Columbia University, scientists will be able to view the internal nanoscale structure of materials within batteries, fuel cells, catalysts, and drug-delivery systems. The technique combines high-intensity X-rays with cross-sectional "slices" of the device to pinpoint the precise location of nanostructured components. Find out how the scientists demonstrated this technology, which could speed advances in materials science, bio-materials, environmental science, and health.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

New X-ray Technique Sees More and Faster

New X-ray Technique Sees More and FasterX-ray inspection commonly occupies an honored place in electronics manufacturing and other applications. These researchers have invented an approach that provides more information faster than ever before. Rather than rotating the sample to capture images from which to construct a 3D density-contrast image, this version can display internal structure in much more detail, even showing individual cells on a silicon wafer.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

New X-ray Technique Sees More and Faster

New X-ray Technique Sees More and FasterX-ray inspection commonly occupies an honored place in electronics manufacturing and other applications. These researchers have invented an approach that provides more information faster than ever before. Rather than rotating the sample to capture images from which to construct a 3D density-contrast image, this version can display internal structure in much more detail, even showing individual cells on a silicon wafer.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Energia dalle onde elettromagnetiche grazie ai metamateriali



Secondo uno studio realizzato da un team di ricerca della Duke University’s Pratt School of Engineering, sarà possibile catturare segnali a microonde e produrre energia grazie a un nuovo dispositivo economico ed efficiente.

Si tratta di un apparecchio in grado di convertire i segnali a microonde in corrente elettrica per ricaricare, ad esempio, la batteria di un cellulare o uno smartphone. Il principio è simile a quelli dei pannelli fotovoltaici, che convertono la luce solare in elettricità, ma questo nuovo apparecchio può essere sintonizzato in modo tale da raccogliere il segnale di altre fonti di energia, come ad esempio, il segnale dei satelliti, il Wi-Fi o una fonte sonora.

Il segreto di questa nuova applicazione sono i metamateriali (vedi Riferimenti), materiali creati artificialmente con particolari proprietà elettromagnetiche che possono catturare varie forme di energia dell'onda e sintonizzarla per diverse applicazioni. Il nuovo dispositivo è composto di un circuito elettrico che impiega una serie di cinque conduttori di rame e fibra di vetro, collegati insieme per convertire le microonde in 7,3 V di elettricità.

http://www.nextville.it/deposito/Immagini-2011/news/tecnologie%20innovative/metamateriali_energia.jpg

Non si tratta di uno studio completamente nuovo, ma finora molto del lavoro realizzato con i metamateriali era stato teorico e soprattutto nessuno era mai riuscito a ottenere gli stessi risultati dei ricercatori della Duke University. Il team, composto dagli studenti Allen Hawkes e Alexander Katko, guidati da Steven Cummer, professore d'ingegneria elettronica e informatica, è riuscito infatti a ottenere per il nuovo congegno un'efficienza del 36,8%, che è comparabile a quella ottenuta in laboratorio con le celle solari.

Le applicazioni nella vita reale di questo nuovo apparecchio sono diverse: un rivestimento di metamateriali, spiegano gli scienziati, potrebbe essere applicato, ad esempio, al soffitto di una stanza per recuperare il segnale Wi-Fi che altrimenti andrebbe perduto. Con ulteriori modifiche, i ricercatori sostengono inoltre che il congegno potrebbe essere costruito all'interno di un cellulare o uno smartphone, permettendo al telefono stesso di ricaricarsi wi-fi.

Un'ultima interessante applicazione potrebbe riguardare l'accesso all'energia in zone dove la rete non arriva. Basterebbe la presenza di una fonte elettromagnetica come un ripetitore telefonico o un satellite in orbita; secondo i ricercatori, infatti, potenziando l'apparecchio, attraverso l'impiego di più dispositivi in serie, sarà possibile catturare l'energia elettromagnetica sovrastante per alimentare sensori adibiti alla raccolta di dati in località remote, come deserti o vette montuose.

Marco La Rosa ha detto...

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Auto Makers Welcome Plastics and Rubbers to the Hood

Auto Makers Welcome Plastics and Rubbers to the HoodIt is no surprise that cars today feature a broader array of material types than ever. Less steel and metal, and more plastic and rubber. The surprise may come in the widening array of parts — under the hood — that feature performance polymers and elastomers. That's a hostile environment, getting more hostile as engines get smaller and run hotter while cutting fuel consumption and emissions. This Design News article presents several new materials from DuPont that debuted at the recent K2013 fair in Germany. Learn why these materials are finding their way into automotive hoses, seals, and electrical connectors.

Marco La Rosa ha detto...

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Super Muscle for Robots

Super Muscle for RobotsAmong the hurdles in creating human-like robots has been lack of muscle. Now, researchers in Singapore have created artificial muscles that go beyond the responsiveness, flexibility, and strength of human tissue. One synthetic muscle, based on a dielectric elastomer, lifts 80x its own weight while extending to 5x its length.

Marco La Rosa ha detto...

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Memory Polymer has Great Recall

Memory Polymer has Great RecallTemperature-controlled shape memory polymers have made significant promise in recent years. Yet most of these materials still only change form once or twice. New plastics developed in Germany are the first that can reverse the deformation, repeatedly. Its creators demonstrated the "polymer actuators" in blinds, opening and closing the slats hundreds of times.

Marco La Rosa ha detto...

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Small Drones Deserve Sensible Regulation



Sensible regulation of small drones would foster innovation and protect privacy.



It’s no secret that the United States may be losing its edge in civilian aviation. Nowhere is this more apparent than with small unmanned aircraft, those tiny flying robots that promise to transform agriculture, forestry, pipeline monitoring, filmmaking, and more. While many other countries are racing to develop and use such drones, U.S. innovators remain more or less stuck on the starting line, mired in federal indecision and red tape. At the recentDrones and Aerial Robotics Conference, at New York University, one speaker imagined what would happen if the Wright brothers were to face such restrictions today: Moments before takeoff, a black Chevy Suburban would pull up, federal agents would jump out, and they would halt the ill-conceived experiment for safety reasons.

While such intervention seems oddly reasonable today, government safety mandates are now being extended to astonishingly small scales. In 2007, the Federal Aviation Administration declared that small flying contraptions, even those the size of your hand, are considered “aircraft” and therefore require a Certificate of Authorization if they are flown outside for anything other than recreation—even if they hover just an inch above the grass. One high-level policymaker conceded that tossing a paper airplane for research or educational purposes would technically require FAA approval.

So it’s no surprise that many other countries, including Brazil, Canada, China, France, Israel, Japan, New Zealand, and Switzerland, are moving ahead of the United States in civilian drone use and development, the most rapidly growing sector of civil aviation. These nations are capitalizing on the emergence of new technologies, building patent portfolios, and creating high-tech jobs that a decade ago would have been located in the United States.

What is surprising, though, is that these regulatory restrictions are also exacerbating privacy concerns. This is because when federal aviation regulations limit what people can do in their backyards and neighborhoods, it implies that citizens are now living within, rather than below, public navigable airspace. This becomes a radical proposition when the aircraft at issue are the size of Frisbees.

If all this sounds far-fetched, consider that the FAA already allows hobbyists to fly camera-laden model airplanes low over other people’s property without their knowledge. The resulting video recordings are increasingly posted on the Internet, where they are public, permanent, and searchable. What happens when paparazzi, private investigators, and even companies like Google get in on the action? You don’t have to be a privacy activist to find the prospects unsettling.

Fortunately, there’s a straightforward solution: Keep public navigable airspace exactly where it’s been for nearly a century now—hundreds of feet above our heads. This would leave landowners and local communities firmly in control of their backyards, neighborhoods, farms, and towns. Such a policy is also consistent with the landmark Supreme Court case United States v. Causby, which found that landowners “must have exclusive control of the immediate reaches of the enveloping atmosphere.”

This framework would ensure a far more human world, one where small drones are just tiny flying contraptions, not FAA-certified aircraft with the public right of transit over our tulips. These fascinating new tools could then be used where landowners and local laws allow, safely below navigable airspace and out of the way of full-size aircraft. This solution would give innovators some air to breathe and put the United States back in the game as the world begins the second century of civilian aviation.



Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

North America just got its first "floating windmill." Sure, it's just a prototype, but could its designers be floating an idea that will stick? The turbine would have all of the advantages of regular offshore turbines, and at a considerably lower cost.

Marco La Rosa ha detto...

COMMENTO PERVENUTO VIA MAIL

Sono molto contento che sia stata fatta una scoperta cosi importante da un
ricercatore italiano.Mi auguro che questa notizia venga riportata rapidamente
sulla stampa
internazionale!
Pierluigi Sebastiani

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

With the increasing density of wind turbine installations, it is becoming even more critical to define how the air flow wakes from turbines behave, because downwind generators may under-perform in the turbulence. Better models are becoming available that match real-world conditions, allowing designers to optimize their wind energy assessments.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può essere utile anche in quest’applicazione


MDT announced the MMGB01/ MMGB06/MMGB18 TMR magnetic pattern recognition sensors. They are the world’s first TMR magnetic sensors for detecting magnetic properties on banknotes in financial anti-counterfeit appliances, including banknote validation, banknote counters and sorters, and magnetic card readers.

The new MMGB01/MMGB06/MMGB18 TMR magnetic pattern recognition sensors are designed and manufactured with MDT’s unique TMR technology and intellectual property. They achieve high sensitivity and high signal-to-noise ratio for weak magnetic signal detection on banknotes by using customized TMR magnetic sensors and a bias magnet. The robust mechanical design realizes a miniaturized, durable and light-weight sensor module that is compatible with existing products on the market. The MMGB01 series includes a few products with single-channel detection capability; while MMGB06 and MMGB18 are 6-channel and 18-channel sensors that can read multiple signals in parallel.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Fotovoltaico, celle autopulenti e più efficienti grazie alla nanotecnologia



Secondo una ricerca britannico-cinese sarà possibile aggiungere uno strato nanoscopico alla superficie dei pannelli solari, che consentirà di catturare una parte della luce che normalmente viene riflessa e di rendere le celle autopulenti.

Solitamente esistono due problemi con i pannelli solari: il primo è che una parte della luce solare viene riflessa dai pannelli stessi, e quindi non convertita in elettricità, il secondo è che si sporcano facilmente a causa della polvere e dei detriti catturati dal vento, e dei residui lasciati dalla pioggia e dagli uccelli. Grazie a una nuova ricerca pubblicata sull'International Journal of Nanomanufacturing, sarà possibile risolvere entrambi i problemi installando uno strato aggiuntivo di dimensioni nanoscopiche sulla superficie dei pannelli solari, che li renderà meno riflettenti, migliorandone l'efficienza e rendendoli molto meno appiccicosi, e quindi autopulenti.

Il team composto da Zuobin Wang, della Changchun University of Science and Technology, Jin Zhang, della Xi’an Technological University, e dai colleghi dell'università di Cardiff, ha ideato un nuovo approccio alla litografia, il processo usato per stampare circuiti microelettronici, che permette loro di aggiungere lo strato aggiuntivo sulla superficie dei pannelli. Quest'ultimo è di dimensioni talmente ridotte che le sue singole parti sono più corte della lunghezza d'onda della luce. Ciò significa che la luce solare viene intrappolata, invece che riflessa, consentendo di generare una maggiore quantità di elettricità.

Inoltre lo strato in questione consente alla cella solare di comportarsi come fosse una foglia di loto, che è nota per essere estremamente idrorepellente, in modo che le particelle e le sostanze liquide che vi si depositano non rimangono attaccate. Quando piove ogni sostanza che si deposita sul pannello viene allontanata e l'acqua piovana scorre via lasciando il pannello pulito e asciutto.

Grazie al lavoro degli scienziati sarà possibile evitare le perdite di energia dovute alla riflessione migliorando l'assorbimento della luce solare nello spettro visibile e nella parte vicina agli infrarossi. Tutto ciò equivale a dire una maggiore efficienza dei pannelli.


Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Good news, dieters! The kilo is losing weight, changing all of science, but unfortunately we don’t know why


A CGI version of the international prototype kilogram

Deep below Paris, in a vault that can only be opened by the simultaneous turning of three keys held by three different people, is the international prototype kilogram — the kilo against which all other kilos are based. The kilo is the last SI unit that is still defined by a physical artifact, rather than a constant of nature, but four of the seven SI units are fundamentally underpinned by the kilogram, making the international prototype extremely important… And yet worryingly, the international prototype is losing weight, changing science as we know it, and no one knows why.

The IPK was specifically fashioned from an alloy of 90% platinum and 10% iridium for its virtual immunity to oxidization, and because it’s extremely hard-wearing. The international prototype is a cylinder of 90% platinum and 10% iridium, and due to the massive density of platinum it’s just 39.17 millimeters (1.54 inches) wide and tall. Dozens of IPK copies were made and given to other nations, so that their scientists have easy access to the standard weight, and every 40 years these copies are brought to Paris and compared against the original IPK, to ensure that everyone’s still working from the same kilo. The IPK and 39 copies were made in 1889, and for some unknown reason the weight of the IPK has been drifting away from the copies ever since.

SEGUE SECONDA PARTE

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

SECONDA PARTE

The drifting weight of the international prototype kilo and its copies

Weirdly, it’s not even known if the IPK is getting lighter, or if the national prototypes are getting heavier — but either way, something is causing these kilos to change weight, by around 50 micrograms every 100 years. This is a problem, because the weight of the IPK isthe kilo. If the IPK changes, as does the value of four other SI units, affecting a whole bunch of science. For example, the newton is defined as the force to accelerate one kilogram at one meter per second squared — and the newton, in turn, is used to define the pascal, joule, and ampere. If the kilo changes in weight, so does the value of these units, and many others.

There are some proposed reasons for the weight discrepancy, but in short we still don’t really know why. It is likely due to microscopic surface effects, such as absorption of hydrogen, or perhaps mercury from the proximity of mercury-based instruments in scientific labs when the IPK and its copies are weighed. Some wackier theories might be changes in the gravitational constant or global warming. Because the weight of the IPK has such far-reaching consequences, the 24th General Conference on Weights and Measures agreed that the physical definition of the kilo should be retired in favor of a constant of nature, ornatural unit — in specific, Planck’s constant.

NIST's watt balance instrument, for redefining the kilo in terms of Planck's constant

NIST’s watt balance instrument, for redefining the kilo in terms of Planck’s constant

The Planck constant describes the relationship between the energy of a particle/wave (photon), and the frequency of EM radiation that it emits. By using the meter and second — two other SI units that are defined by constants of nature — the kilo can be defined by Planck’s constant. The only problem is that we don’t actually know Planck’s constant to a sufficient certainty to use it as the basis for an SI unit, and thus the General Conference of Weights and Measures decided to hold off on the redefinition of the kilo until we know Planck’s constant with enough certainty.

Now, Patrick Abbott at the National Institute of Standards and Technology thinks he’s come up with a way of ascertaining Planck’s constant. Using a very strong vacuum, so that there’s no contamination or outside influences on the laser interferometry, and an instrument called the watt balance, Abbott says he and fellow researchers should be able to define the kilo in terms of the Planck constant by 2018. Only then, with the final physical artifact retired from that Parisian vault, will we be able to rest assured that SI units, and thus science, isn’t creepily changing under our noses.


Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può risultare utilissimo in quest’applicazione.



New imaging technology can ‘see’ you thinking

A visual voyage inside the ‘clarified’ brain.

http://img.mit.edu/newsoffice/images/article_images/tn/20131211171442-1.jpg

New imaging technology can ‘see’ you thinking

Three-dimensional view of stained hippocampus showing fluorescent-expressing neurons (green), connecting interneurons (red) and supporting glia (blue).
PHOTO COURTESY OF THE RESEARCHER



Kwanghun Chung wants to make it easy for scientists to take a molecular snapshot of the brain. The very best imaging technology available today allows inspection of just 10 or so biomolecules in 3-D. “It’s not enough,” says Chung, who hopes to render a complete picture of all of the hundreds of thousands of biomolecules at work inside the thousands of distinct cell types across a whole human brain.

A new assistant professor in MIT’s Department of Chemical Engineering, Chung started on a project to preserve subsets of neurons in brain samples and to isolate them in place for visualization while a postdoc at Stanford University. His proposal to preserve all the cells and, at the same time, make them transparent and permeable led to the development of CLARITY. This method shores up postmortem brain tissue using a chemical mesh and then dissolves all of the fat, which is what previously made it so hard to see into the brain. What remains is a transparent — yet perfectly intact — brain.

With the aid of molecular and structural markers, it is possible to take a visual voyage deep inside the “clarified” brain and see the structures, connections, individual neurons, and molecules at work inside them. “The good thing about CLARITY is that it’s not destructive,” Chung says. “You can use it over and over again, adding and removing molecular probes until you extract out all the information you want.”

During development of CLARITY, Chung was influenced by two of his colleagues, who shared with him their personal stories about siblings with autism. “I realized the impact brain disorders have on people’s lives and decided to focus my research on mapping the human brain,” he says. “There is huge room for neurotechnology development that can significantly accelerate the pace of discovery and the development of new therapeutics.”

As a participating researcher with MIT’s Institute for Medical and Engineering Science, Chung believes he is especially well positioned to continue on this path. “Through IMES, I can collaborate with engineers, neuroscientists, and doctors who see patients with brain disorders,” says Chung, who is also a principal investigator at the Picower Institute for Learning and Memory. In his new lab, Chung is working to make CLARITY scalable to human brains. His other main focus, in collaboration with researchers at the Broad Institute, is on extracting a complete collection of molecular information from intact three-dimensional brain tissue, a project akin to his earlier microfluidic embryo and cell trackers, only at a billion or so times the scale.

“Engineers really need to jump in with scientists and clinicians,” Chung says. “We need to work together to develop new tools to crack the brain.”


Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Ogni cosa, dalla modellazione di superfici alla produzione di parti in lamiera stampata



Sia che si progettino prodotti in lamiera stampata o modelli complessi oppure macchinari per produrli, la versione più recente di Solid Edge include innovazioni tra cui la progettazione di assiemi, la tecnologia sincrona, la modellazione di superfici, lamiere e dettagli che consentono di accelerare la progettazione, velocizzare le revisioni e migliorare il riutilizzo dei dati importati.

Ottimizzazione del progetto per adattamento e funzionalità migliori

Design Optimization for Better Fit and Function

La simulazione integrata consente di migliorare l'integrità progettuale, nonché la nuova funzionalità di ottimizzazione consente di individuare automaticamente l'alternativa di progettazione ottimale. Basta inserire l'obiettivo di progettazione e lasciare che Solid Edge individui la soluzione migliore che consente di risparmiare sui costi dei materiali, senza sacrificare la qualità del prodotto.



Con Solid Edge SP, è possibile completare il progetto più rapidamente.

Solid Edge Mobile Viewer

Grazie alle nuove funzionalità della soluzione di gestione della progettazione Solid Edge SP, è possibile sfruttare strumenti visivi migliorati per semplificare la comprensione di dati complessi e migliorare la ricerca. Gestione migliore dei progetti e delle modifiche di progettazione per una più rapida introduzione sul mercato.



Come aiutare gli utenti del software SolidWorks a passare a Solid Edge

Helping SolidWorks Software Users Move to Solid Edge

Se si utilizza il software SolidWorks®, Autodesk® Inventor® o Pro/E®, sfruttare le capacità della tecnologia sincrona non è mai stato così semplice. Un nuovo strumento di migrazione per SolidWorks converte interi progetti, rispettando l'obiettivo di progettazione principale; in questo modo, è possibile modificare parametri quali definizione dei fori, relazioni degli assiemi e altro ancora.

Solid Edge. Migliore progettazione

Why Solid Edge?

Solid Edge ST6 soddisfa migliaia di richieste da parte dei clienti che desiderano accelerare la progettazione, velocizzare le revisioni e migliorare il riutilizzo dei dati importati. Ecco alcune caratteristiche fondamentali dell'ultima versione di Solid Edge:
•Riduzione del time-to-market attraverso la creazione 4 volte più rapida di modelli complessi e 5 volte più rapida delle parti stampate.
•Riduzione dei costi di produzione, senza sacrificare la qualità del prodotto, grazie a un nuovo strumento di ottimizzazione del progetto.
•Tempi di completamento dei progetti più rapidi grazie alle funzionalità di ricerca e visualizzazione nuove e migliorate di Solid Edge SP.
•Spostamento semplificato di progetti o cartelle delle progettazioni da SolidWorks a Solid Edge grazie a un'utilità di migrazione per grandi quantità di dati.




Marco La Rosa ha detto...

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Triboelectrics offer step-change in energy generation



Zhong Lin Wang, a professor at the Georgia Institute of Technology, is using the triboelectric effect to create electrical power by rubbing or touching two different materials together.

He believes the research can provide a new way to power mobile devices such as sensors and smartphones by capturing the otherwise wasted mechanical energy from such sources as walking, the wind blowing, vibration, ocean waves or even cars driving by.

In its simplest form, the triboelectric generator uses two sheets of dissimilar materials, one an electron donor, the other an electron acceptor.

When the materials are in contact, electrons flow from one material to the other. If the sheets are then separated, one sheet holds an electrical charge isolated by the gap between them.

If an electrical load is then connected to two electrodes placed at the outer edges of the two surfaces, a small current will flow to equalize the charges.

By continuously repeating the process, an alternating current can be produced.

In a variation of the technique, the materials – most commonly inexpensive flexible polymers – produce current if they are rubbed together before being separated. Generators producing DC current have also been built.

‘The fact that an electric charge can be produced through triboelectrification is well known,’ Wang said in a statement. ‘What we have introduced is a gap separation technique that produces a voltage drop, which leads to a current flow in the external load, allowing the charge to be used. This generator can convert random mechanical energy from our environment into electric energy.’

Since their first publication on the research, Wang and his research team have increased the power output density of their triboelectric generator by a factor of 100,000 – reporting that a square meter of single-layer material can now produce as much as 300 watts.

They have found that the volume power density reaches more than 400 kilowatts per cubic metre at an efficiency of more than 50 per cent. The researchers have expanded the range of energy-gathering techniques from ‘power shirts’ containing pockets of the generating material to shoe inserts, whistles, foot pedals, floor mats, and backpacks.

They have found that they can increase the power output by applying micron-scale patterns to the polymer sheets. The patterning effectively increases the contact area and thereby increases the effectiveness of the charge transfer.

Beyond its use as a power source, Wang is also using the triboelectric effect for sensing without an external power source. Because the generators produce current when they are perturbed, they could be used to measure changes in flow rates or sudden movement.






Marco La Rosa ha detto...

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Power Generation

Eurotecnica, Italy, is an international

engineering and contracting

company covering a range of sectors

from chemical products (notably

melamine) to solar power and energy

storage. With a core of more than 100

highly skilled employees, it has successfully

carried out more than 130 projects all over

the world.


Marco La Rosa ha detto...

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Fotovoltaico, celle autopulenti e più efficienti grazie alla nanotecnologia



Secondo una ricerca britannico-cinese sarà possibile aggiungere uno strato nanoscopico alla superficie dei pannelli solari, che consentirà di catturare una parte della luce che normalmente viene riflessa e di rendere le celle autopulenti.

Solitamente esistono due problemi con i pannelli solari: il primo è che una parte della luce solare viene riflessa dai pannelli stessi, e quindi non convertita in elettricità, il secondo è che si sporcano facilmente a causa della polvere e dei detriti catturati dal vento, e dei residui lasciati dalla pioggia e dagli uccelli. Grazie a una nuova ricerca pubblicata sull'International Journal of Nanomanufacturing, sarà possibile risolvere entrambi i problemi installando uno strato aggiuntivo di dimensioni nanoscopiche sulla superficie dei pannelli solari, che li renderà meno riflettenti, migliorandone l'efficienza e rendendoli molto meno appiccicosi, e quindi autopulenti.

Il team composto da Zuobin Wang, della Changchun University of Science and Technology, Jin Zhang, della Xi’an Technological University, e dai colleghi dell'università di Cardiff, ha ideato un nuovo approccio alla litografia, il processo usato per stampare circuiti microelettronici, che permette loro di aggiungere lo strato aggiuntivo sulla superficie dei pannelli. Quest'ultimo è di dimensioni talmente ridotte che le sue singole parti sono più corte della lunghezza d'onda della luce. Ciò significa che la luce solare viene intrappolata, invece che riflessa, consentendo di generare una maggiore quantità di elettricità.

Inoltre lo strato in questione consente alla cella solare di comportarsi come fosse una foglia di loto, che è nota per essere estremamente idrorepellente, in modo che le particelle e le sostanze liquide che vi si depositano non rimangono attaccate. Quando piove ogni sostanza che si deposita sul pannello viene allontanata e l'acqua piovana scorre via lasciando il pannello pulito e asciutto.

Grazie al lavoro degli scienziati sarà possibile evitare le perdite di energia dovute alla riflessione migliorando l'assorbimento della luce solare nello spettro visibile e nella parte vicina agli infrarossi. Tutto ciò equivale a dire una maggiore efficienza dei pannelli.


Marco La Rosa ha detto...

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Making Electricity While Solar Sleeps

Making Electricity While Solar SleepsStanford University researchers have developed a low-cost water splitter that could one day lead to large-scale production of clean hydrogen fuel from sunlight. Unlike solar cells, which only work when the sun is shining, this water-splitter can generate electricity at night. What's more, the technology is completely sustainable and emits no greenhouse gases.

Marco La Rosa ha detto...

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Winning Chemistry Formula: GUMBO

A group of nanoparticles called "GUMBOS" promises to be a useful tool for researchers in fields ranging from cancer therapy to sensors. Earlier this year, the American Chemical Society presented its Analytical Chemistry Award to Louisiana State University's Isiah Warner, who pioneered development of nanoGUMBOS technology which allows scientists to tailor new nanoparticles for specific uses.

Marco La Rosa ha detto...

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3D Platform Boosts Kidney Research

3D Platform Boosts Kidney ResearchScientists at San Diego's Salk Institute for Biological Studies have created 3D kidney structures from human stem cells, an achievement that could spur discovery of new drugs for kidney disease. The team successfully transformed pluripotent stem cells, which can differentiate into many tissue types, into cells similar to those found in the ureteric bud, an early structure of the kidneys.

Marco La Rosa ha detto...

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or the First Time in 40 Years, a Robot Is Wandering the Moon

http://spectrum.ieee.org/img/china_rover-1387273618513.jpg

The last rover to be operational on the Moon was the Soviet Union's Lunokhod 2, in January of 1973. Since then, we humans have focused most of our robotic exploration efforts on more, well, exotic locations, like Venus and Mars. This should by no means be taken to imply that we know everything there is to know about the Moon, or that it's all boring and no fun up there. Realistically, it could be the closest spot for long-term habitation, but we still have a lot more to learn, so it's about time that we went back there to do some exploring. And the "we," in this case, is China.

At 8:11 a.m. EST on Dec. 14, China's "Jade Rabbit" or ("Yutu") rover made a soft touchdown on the Moon, aboard the Chang'e 3 lander. The rover deployed about seven hours later, and the lander snapped this picture of it on the surface.

We don't know a whole heck of a lot about China's rover, because China hasn't made all that much public. It's slightly smaller than Opportunity (which is still driving around on Mars, incidentally), and has a mass of about 120 kilos, with 20 kilos of payload. That payload consists of stereo panoramic cameras, spectrometers, and ground-penetrating radar. It has some autonomous navigation capability, and may be able to send live video back to Earth, which would be pretty cool.

We're hoping to get a lot more information (and data) back from Jade Rabbit over the next few weeks, and the mission itself is scheduled to last a minimum of three months. In 2015, China plans to send a second rover to the Moon, and after that, they'll try and get a robotic drilling rig to dig up a sample and send it back to Earth.

Marco La Rosa ha detto...

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Cellulose nanocrystals 'have strength of steel'

Cellulose crystals that give trees and plants their high strength, light weight and resilience have been shown to have the stiffness of steel.

The nanocrystals might be used to create a new class of biomaterials with applications that include strengthening construction materials and automotive components.

Calculations using precise models based on the atomic structure of cellulose show the crystals have a stiffness of 206 gigapascals, which is comparable to steel, said Pablo D. Zavattieri, a Purdue University assistant professor of civil engineering.

‘This is a material that is showing really amazing properties,’ he said in a statement. ‘It is abundant, renewable and produced as waste in the paper industry.’

Findings are detailed in Cellulose. The paper was authored by Purdue doctoral student Fernando L. Dri; Louis G. Hector Jr, a researcher from the Chemical Sciences and Materials Systems Laboratory at General Motors Research and Development Center; Robert J. Moon, a researcher from the U.S. Forest Service’s Forest Products Laboratory; and Zavattieri.

Measurement

The nanocrystals are about 3nm wide by 500nm long, making them too small to study with light microscopes and difficult to measure with laboratory instruments.

‘For the first time, we predicted their properties using quantum mechanics,’ Zavattieri said.

Applications for biomaterials made from the cellulose nanocrystals might include biodegradable plastic bags, textiles and wound dressings; flexible batteries made from electrically conductive paper; new drug-delivery technologies; transparent flexible displays for electronic devices; special filters for water purification; new types of sensors; and computer memory.

Cellulose itself could come from a variety of biological sources including trees, plants, algae, ocean-dwelling organisms called tunicates, and bacteria that create a protective web of cellulose.

‘With this in mind, cellulose nanomaterials are inherently renewable, sustainable, biodegradable and carbon-neutral like the sources from which they were extracted,’ Moon said. ‘They have the potential to be processed at industrial-scale quantities and at low cost compared to other materials.’

Biomaterials manufacturing could be a natural extension of the paper and biofuels industries, using technology that is already well-established for cellulose-based materials.

‘Some of the by-products of the paper industry now go to making biofuels, so we could just add another process to use the leftover cellulose to make a composite material,’ Moon said. ‘The cellulose crystals are more difficult to break down into sugars to make liquid fuel. So let’s make a product out of it, building on the existing infrastructure of the pulp and paper industry.’


Dott. Filippo Zancla ha detto...

Complimenti al dott. Cotellessa per le sue notevoli ricerche e scoperte nel campo della fisica meritevoli di un riconoscimento internazionale.

Marco La Rosa ha detto...

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Sunlight Charges Batteries Embedded in Textiles

Sunlight Charges Batteries Embedded in Textiles Researchers from the Korea Advanced Institute of Science and Technology (KAIST) have developed textile-based flexible batteries that can be integrated with lightweight polymer solar cells to form a rechargeable battery system that can be embedded into clothes, glasses, and watches. According to the researchers, a polyester yarn coated with nickel and polyurethane forms the battery's current collector, binder and separators. Plus, the materials and fabrication processes have been combined to realize a wearable textile battery with exceptional mechanical stability.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

DARPA Robotics Challenge Trials: What You Should (and Shouldn't) Expect to See

http://spectrum.ieee.org/img/drc_graphic_sm-1387464732900.jpg

We're super excited for the DARPA Robotics Challenge Trials that run tomorrow and Saturday, and we hope you are too. Before we get all wrapped up in it, though, it's important to understand what's realistic to expect from the robots during the competition, to prevent yourself from (let's be honest here) experiencing some level of (potentially profound) disappointment.

The context in which you should think about the DRC Trials is similar to the first DARPA Grand Challenge for autonomous vehicles that took place back in 2004. DARPA announced the event in 2002, giving 15 teams less than two years to develop fully autonomous vehicles that could navigate a rugged Mojave desert course of 150 miles. On 13 March 2004, the day of the event, two teams withdrew immediately, and one vehicle managed to flip itself over at the starting line. Of the rest, only four teams made it past the 5 mile mark, before breaking or crashing. The team that did best that day was from Carnegie Mellon, as DARPA's final data describe:

"Vehicle 22 Red Team (Carnegie Mellon): At mile 7.4, on switchbacks in a mountainous section, vehicle went off course, got caught on a berm and rubber on the front wheels caught fire, which was quickly extinguished. Vehicle was command-disabled."

Yep. A little more than 7 miles, or less than 5 percent of the entire course, was the distance record for the race. Not surprisingly, the media reaction to the event was was quite unenthusiastic. DARPA, however, was undaunted:

"One of the best ways to motivate engineers is to tell them that there's something that can't be done. And what you saw today was people taking on that challenge and saying, Nah, it's not impossible, I'm gonna try," said Tom Strat, deputy program manager of the DARPA Grand Challenge. "Even though nobody got more than about 5 percent of the way through the course, this has made these engineers even more determined."

Just one year later, most of those determined engineers went back to the Mojave with better hardware, better software, and more experience. The second Grand Challenge in 2005 was as much of a success as the first Grand Challenge wasn't, with all but one team making it farther than the original 7.4 mile mark, and four teams completing the entire 132 mile course, completely autonomously. Later, the DARPA Urban Challenge, held in 2007, was also a success.

The whole point of these challenges that DARPA puts together is to (first) discover what the current state of the technology is, and then (second) help boost that technology into a usable form. So really, the way to think about these initial challenges (the 2004 Grand Challenge as well as the 2013 DRC Trials) are just that: initial challenges, as opposed to final competitions. This is why we've got the DRC Trials this week, and the DRC Finals won't take place for another year. These trials are more of a "calibration" event, as DARPA Program Manager Gill Pratt explained to IEEE Spectrum when we asked him about the science-fictiony public expectation that's built up around robots as of late:

"I think part of the good that can come out of the trials is that we'll actually help calibrate the public to what the reality is in this field. Part of the difficulty with science fiction is that if there's no counterexample of science fact, people can get the idea that these [robots] aren't very hard to build. So, besides calibrating ourselves to what the state of the art is, I think a lot of the good that we can do here is to calibrate the public."

SEGUE SECONDA PARTE

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SECONDA PARTE

So with that in mind, what can we expect for the DRC Trials? Generally, DARPA suggests that you expect "robots with roughly the mobility and dexterity of a one-year-old child who can barely walk, falls down frequently, and can’t execute complex manipulation tasks." Specifically, this is what we're assuming we'll be seeing:

Most of the time, nothing will be happening. The robots are going to spend a lot of time staring at things and not moving, as their operators interpret data and do path planning. For spectators, this is going to be super duper boring.
When things do happen, they will happen very, very slowly. Each robot is allocated up to 30 minutes to complete each task, and DARPA expects that many (if not most) teams will take advantage of most of that time.
Autonomy will be limited. In fact, none of the robots being developed for the DRC will act completely autonomously. We'll be seeing a lot of teleoperation, and possible some assistive autonomy, like a human instructing a robot to pick something up and the robot deciding how best to do that. But even the assistive autonomy may not really kick in until next year.
Robots will screw up. Expect robots to miss grasps and drop things. Frequently.
Robots will fall down. Also expect robots to miss foot placements or lose their balance. Frequently. Most of the robots will be tethered for power, and most tasks will include a safety cable to prevent a total face plant, but there will likely be a lot of stumbling that may require human intervention to rectify.
Robots may do nothing at all. These robots are all very, very mechanically complex, and very complex robots just break a lot of the time. Failures are hard to predict, but our guess is that more than one team may not be ready to compete for every required event, especially towards the end of the second day, when they may already have been repaired multiple times.
We're definitely not trying to be pessimistic here, and we're also not trying to minimize the importance of the DRC Trials and the amazing effort by all the teams, nor the robotic wonderment that we'll be seeing this weekend. Rather, we want you to go into this knowing what to expect so that you can be amazed when a robot does something that may not necessarily seem amazing. Like, if a robot is able to get in and out of a vehicle by itself, that's amazing. Or if a robot is able to locate and turn a valve without being aggressively micromanaged by its human controllers, that's amazing. Or, if a robot is able to walk over rough terrain without falling over, that's amazing, too. A robot that can do any of these things in (say) 15 minutes instead of 30 is even more amazing.

These examples that we're giving are, to some extent, being pulled out of pretty much nowhere. As we talked about before, we're not yet calibrated to what the current state of the art in robotics is, and I'm guessing that even the teams themselves aren't entirely sure how things are going to go during the competition either. And there's certainly a chance that we'll be wrong about all this, and that the robots will totally wreck (figuratively wreck) the entire course, forcing DARPA to make it harder for next year.

No matter what happens over the next two days, we'll be experiencing the future of robotics. It may not happen tomorrow, but we're already looking forward to a massive increase in ability by the DRC Finals, and within a few years for sure there will be humanoid robots (whether these robots or their descendants) ready to assist in disaster relief and in many other tasks. In the same way that DARPA's autonomous vehicle challenges inspired real-world pre-consumer technologies like Google's autonomous cars, our hope is that five or 10 years from now (or sooner), we'll be looking back at the DRC Trials and Finals as a major step towards making robots an integral part of our lives.

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Giuseppe Cotellessa vincitore del Premio Internazionale di Poesia e Letteratura "Nuove Lettere"

20 dicembre 2013

http://www.enea.it/it/immagini-e-loghi/news.jpg/@@images/be631d91-b9bd-490e-a3ad-6f7a108d2398.jpeg

Il ricercatore ENEA Giuseppe Cotellessa, dell’Istituto Nazionale di Metrologia delle Radiazioni Ionizzanti, ha vinto con la pubblicazione “Procedimenti di analisi di immagini acquisite da strumenti di indagine, per la differenziazione, classificazione e interpretazione degli oggetti all’interno del FOV” la sezione “Articolo Inedito” del Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere”.

Nell’articolo l’autore illustra la ricerca, nel settore dell’analisi di immagini, che lo ha portato a depositare un nuovo brevetto ENEA.

Si tratta di un innovativo procedimento fisico-matematico che permette un’analisi delle immagini acquisite nel settore delle misure con radiazioni ionizzanti. L’interpretazione dell’immagine ottenuta, che assume la forma di una pluralità di grafici, è affidata alla definizione di parametri di lavoro che consentono, mediante un software sviluppato ad hoc, di eliminare gli errori nell’interpretazione della natura degli oggetti dell’immagine, prevalentemente dovuti all’occhio umano dell’operatore.

La peculiarità del procedimento è la sua applicazione a vari settori della ricerca: sviluppato per migliorare la precisione della lettura dei rilevatori di tracce nucleari, come quelli utilizzati per misurare l’esposizione al radon, presenta potenziali applicazioni anche al settore neutronico per la radioprotezione dei lavoratori. Può anche contribuire in modo significativo agli studi sulla fissione e la fusione nucleare.

Contatti con industrie di produzione di strumenti ottici hanno permesso di individuare ulteriori applicazioni del procedimento brevettato al settore della biologia, per esempio nello studio di cellule umane, e a tutti quei sistemi che in modo automatico, attraverso l'uso di computer, cercano di estrarre informazioni significative dall'interpretazione delle immagini, siano esse immagini da radar, sonar, TAC, RMN, radiografie o da microscopi elettronici, ottici o telescopi.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Napoli, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli organizzatore del premio letterario insieme alla rivista “Nuove Lettere”.

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Il procedimento del brevetto può risultare molto utile se applicato al seguente brevetto ENEA



Metodo autofocus per un sistema ottico di scansione



Mario Ferri De Collibus e Giorgio Fornetti sono gli inventori di un metodo di autofocus per un sistema ottico di scansione di un laser radar, tipicamente a modulazione di ampiezza, in grado di scansionare una scena di interesse tramite un fascio luminoso e una lente di focalizzazione.

La scansione comprende l’esecuzione delle seguenti fasi:



realizzare scansioni di prova della scena di interesse variando il fuoco, in cui: si ottengono immagini in intensità della scena di interesse corrispondenti ai diversi fuochi; si misura un valore di waist (diametro) del fascio luminoso corrispondente a ciascuna delle immagini;
analizzare queste immagini in intensità per trovare quella con migliore fuoco;
effettuare una scansione della scena di interesse, in cui: il waist del fascio luminoso è costantemente misurato; la lente di focalizzazione è costantemente riposizionata in modo da ottenere il valore del waist corrispondente a detta immagine con migliore fuoco. L'invenzione concerne altresì un sistema ottico innovativo che implementa il metodo secondo l'invenzione.

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Il procedimento del brevetto può risultare utile anche in quest’applicazione.

Premio per l’Eccellenza nella Tecnologia all’ENEA per il progetto RADEX contro gli attacchi terroristici

20 dicembre 2013



Il conferimento della Medaglia è andato ad Antonio Palucci

La prestigiosa medaglia per l’Eccellenza nella Tecnologia è stata conferita al dr. Antonio Palucci dell’ENEA dal Direttorato Scienza e Tecnologia del Dipartimento Homeland Security USA per il contributo apportato http://www.enea.it/it/enea_informa/img-1/news/PremioPaulucci1.jpg/@@images/6c804d18-b378-4957-b2f9-dffc653cd95f.jpegcon il progetto RADEX (Raman Detection of Explosives), nato nell’ambito del programma speciale della NATO STANDEX (Standoff Detection of Explosives).

L’ENEA ha partecipato come partner al programma speciale STANDEX messo in campo dalla Nato per la protezione dei cittadini dagli attacchi terroristici attraverso una serie di misure tecnologicamente innovative che consentono di rilevare anche la più piccola quantità di esplosivo, in ambienti con un enorme volume di passeggeri quali aeroporti, metropolitane e stazioni ferroviarie.

Una delle tecnologie di cui si compone STANDEX è data dal progetto RADEX sviluppato dall’ENEA

avvalendosihttp://www.enea.it/it/enea_informa/img-1/news/PremioPaolucci.jpg/@@images/594ec186-f411-4ceb-bbc1-dda8e6be85e0.jpeg

delle sue competenze nell’ambito dei sistemi laser. RADEX è stato messo a punto nei laboratori ENEA di Frascati e consente di identificare tracce di sostanze esplosive sulla superficie dei vestiti tramite la spettroscopia Raman, un sistema per l’identificazione molecolare basato sull’interazione di un raggio laser con le vibrazioni delle singole molecole. Nel caso in cui ci siano tracce di contaminazione sugli abiti, l’impianto laser attiva immediatamente un allarme. Il sistema è stato testato per la prima volta presso la stazione della metropolitana di Parigi Bibliothèque Francois Mitterand, dopo una sperimentazione durata tre anni, e ciò ha consentito di verificare la validità dell’approccio utilizzato e delle tecnologie implementate in una situazione reale. Grazie a queste tecnologie, che non prevedono alcun contatto fisico con i passeggeri, si è riusciti ad alzare il livello di sicurezza all’interno di infrastrutture di trasporto di massa.



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L’applicazione del procedimento del brevetto risulterà utilissima in quest’applicazione.



All Clear for New 'Bullet Train'

All Clear for New 'Bullet Train'It's still a long way off, but a new Japanese "bullet train" is on its way. As described in this Nippon.com article, the new high-speed system will be powered by superconducting magnetic levitation (maglev) linear motor technology. Construction will begin in fiscal 2014, but a line linking the cities of Tokyo and Nagoya isn't slated to be operational until 2027.

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L’applicazione del procedimento risulterà utilissima in questa applicazione medica.



Potential Test for Alzheimer's

Potential Test for Alzheimer'sDiagnosing Alzheimer's disease in living patients has always eluded doctors. At present, only examining a patient's brain after death can definitively diagnose the disease. But in a new development, scientists using positron emission tomography have detected a protein in the brain that's closely linked to Alzheimer's. Although the new brain-scanning technique cannot yet be considered a definitive diagnostic, it may show the way.

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L’applicazione del procedimento dell’applicazione potrà risultare molto utile in quest’applicazione



Microscope and Camera Systems for Digital Inspection
Leica Microsystems, Inc.

Microscope and Camera Systems for Digital InspectionWith the new digital microscope systems Leica DMS1000, Leica Microsystems unites all advantages of digital technology with first-class camera performance and high-end optics. Inspection, measurement or documentation — all individual work steps are visualized in crystal clear images on an HD monitor, without the need of an eyepiece.

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L’applicazione del procedimento del brevetto può risultare utile anche in queste applicazioni

Inspecting Both Sides at Once



Inspecting Both Sides at OnceAutomated optical inspection (AOI) of boards on a conveyor has traditionally required two operations — inspecting one side, then flipping the board and inspecting the other. This company introduced another approach at Productronica. The modular system offers single-sided verification with up to 9 cameras or setting up as many as 18 cameras and performing both steps simultaneously.



A Marriage of Optical and X-ray Inspection



A Marriage of Optical and X-ray InspectionWhen deciding between AOI and X-ray inspection, remember that each technique can find defects that the other will miss. So why not put them both on the same system? This company claims to be the first to do exactly that. Dubbing their approach AXOI, it finds as many problems as possible with X-ray, then looks for defects that X-ray cannot find with an integrated AOI module.

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L’applicazione del procedimento del brevetto potrà risultare utile in queste svariate applicazioni.



Peaceful Slumber Saves Money

Peaceful Slumber Saves MoneyOptimizing energy consumption for an entire automation system can save up to 30% on energy costs. At one die casting facility, a master controller puts parts of the system — such as drives, fans, and robots — to sleep, similar to the way a laptop dozes off. "Pause" and "weekend" buttons throw even more components of the system into a slumber. In addition to idling inactive components, the system creates more savings by harnessing robot braking energy to drive other motion, and by accelerating drives only as much as necessary.




Swarm Robotics Technology Coming IPC APEX EXPO 2014Roboticist and inventor James McLurkin will share his research and insights into the future of multi-robot systems or "swarm robotics" during his keynote session at IPC APEX EXPO® 2014 on Wednesday, March 26. Inspired by the complex group behaviors found in ants, McLurkin's work focuses on software and programming techniques for teams of autonomous robots.

Relentless Perfectionists

Relentless Perfectionists"It's easier to teach somebody how to program a robot than it is to teach them how to paint," asserts an authority on paint robots. Paint robots are easily and quickly changed over to accommodate multiple product lines and a large palette of colors — up to 300 in some cases. Fluid flow control techniques and robots with hollow wrists produce additional benefits.



Bagging Beef

Bagging BeefA single robot packages as many as 600 beef patties per minute. The patties arrive on three conveyors, and after being identified by a vision system, the randomly oriented, wrapped patties are snatched up by a robot using a vacuum cup gripper. The robot places them gently in one of various styles of cartons. One control system governs the whole process, keeping things simple and coordinated



Cubism on the Move

Cubism on the MoveDespite having no external moving parts, small robotic cubes called M-Blocks climb around on each other like a litter of puppies. Using internal flywheels to move, the blocks attach to each other with magnets. M-Block creators believe that "swarms of mobile cubes could temporarily repair bridges or buildings," but first they'd like to see them be able to form something simple, like a chair



Good Memories, But No Brains

Good Memories, But No BrainsIndustrial robots have good memories. They can do the same task the same way, over and over. "Coactive learning" goes beyond memory. Humans give corrective feedback to a robot by a method as simple as pushing and pulling its arms. The robot learns incrementally, fine-tuning its operation until it arrives at the best method and then generalizes its knowledge to use in new situations.

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Motor Controller for Robotics

ESI Motion

MetraSCAN-R: Robot-mounted Optical CMM
3D Scanners
Creaform Inc.

Motor Controller for RoboticsESI Motion motor controllers are perfect for robotic applications! They are sealed to IP67 for outdoor applications with both an indoor/outdoor operating environment (-40 C to 71 C standard, -51 C to 225 C custom). Built with high accuracy encoder, resolver, and sensorless feedback, they have high performance and a high power factor.



Robots are Getting Soft

Robots are Getting SoftTraditional robots resist moving when they feel a force. That's great for many industrial applications, and not so great when interacting with people or for operating in changing environments. Compliant actuators, while not precise at micrometer-and-below tolerance levels, can handle delicate objects gently and "give" when they encounter an unexpected object.



Chimps Get a Grip

Chimps Get a GripThere's nothing like the human hand, except maybe the hands of great apes. Grippers with intelligence come close to mimicking the agility and flexibility of hominid hands. Two- and three-fingered grippers with intelligence can hold objects of nearly any shape, and monitor whether the object is still in the their grasp. A robotic, three-fingered chimp will compete in DARPA's next Robotics Challenge.

Risky Business

Risky BusinessNew industrial safety standards make risk assessments mandatory. You can find a structure to guide your risk assessments at ANSI/RIA R15.06; it includes methods for validating safety solutions. In addition to helping manage risk, advantages of the new standards include allowing the use of programmable safety controls, which help shrink the needed footprint and increase efficiency.





Shrink Wrap Safely

Shrink Wrap SafelyAutomated end-of-line stretch-wrapping operations should be addressed with the same safety methodologies as those applied to robotic cells. Make sure the palletizers, AGVs, conveyor systems, and robots can all communicate. Then be sure the control systems and safety systems are tied into the same communication network. Point-of-interaction safety devices protect workers when machines continue to move briefly after they have been shut down.

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L’applicazione del procedimento del brevetto può risultare utile anche in queste applicazioni



One Step Closer to Hypersonic Flight



One Step Closer to Hypersonic FlightMission success for the fourth and final flight of Boeing's X-51A Waverider. Last May, the hypersonic vehicle set a new world record, running for 200 seconds and reaching a speed of approximately 1 mile per second. Powered by Pratt & Whitney Rocketdyne's SJY61 scramjet engine, the Waverider has given greater understanding to the ramifications of hypersonic propulsion.



Wind Turbine in a Box



Wind Turbine in a BoxThis portable wind turbine system is being developed to tackle challenges that larger fixed turbines just can't address. It's capable of fitting in a shipping container and being towed to a remote site by standard sized trucks, and its rated output is 50 kW. Once extended on-site, the mast with 21 ft blades will reach a height of 80 ft. On-board computers monitor the weather, rotate the turbine, and adjust the blade pitch for optimum efficiency — even laying down the mast in high winds.



Amphibious Car Sets Record



Amphibious Car Sets RecordGood for 80 mph on land, the "Panther" amphibious car offers a 44 mph top speed on water — claimed as a world record. The vehicle features a transfer case with quick-change gears to efficiently switch from water jet to mechanical transmission and back. And yes, the Panther is for sale

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L’applicazione del procedimento del brevetto può risultare utile in quest’applicazione particolare



Robot is a Real Thespian

Robot is a Real ThespianA UK company, Engineered Arts, is one of that country's most successful robotics companies with its RoboThespian, the "robot actor." It is a life-sized humanoid robot designed for human interaction in public places. Today, the company has more than 40 robots installed around the world in 16 countries. It has more than 26 axes, powered with a mixture of pneumatic and servo actuators.

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Il procedimento del brevetto può contribuire a rendere più governabile la gestione dei droni in volo.



Drones: When the Future Sneaks Up on You



Last month, at a Congressional hearing, Sentator Patrick Leahy quoted an FAA prediction that there would be "as many as 30,000 small, lightweight unmanned vehicles [drones] operating in the national airspace by the end of this decade". That was considered a lot. And he was talking about seven years from now.


Guess what. There are more than 30,000 such small, lightweight drones in America already. My own company sells more than 10,000 a year, and we’re just one of many. We’ve been at it for nearly four years.

Drones are not just remote-controlled aircraft (there are hundreds of thousands of those, which have been flown by hobbyists for decades); instead, they're computer-controlled unmanned aircraft capable of autonomous flight, following GPS waypoints and otherwise executing pre-programmed missions and controlling on-board cameras. A decade ago, this was the sole domain of the military. Today, you can buy one for less than $550.

How is it possible that Senator Leahy and the Federal Aviation Administration don't have any idea how many such drones there are in America?

The simple answer is that they're stuck in the past. The FAA typically tracks aircraft from aerospace companies that go through a certification process. They've assumed that the only people who can make drones, which are after all highly complex flying robots, are such firms.

And until about five years ago, that was true. But now, thanks to consumer smartphones and the economies of scale of Apple and Samsung, the tiny sensors and powerful processors needed for drone autopilots are available to anyone. Indeed, they can be bought at Radio Shack. Anybody can make or buy a drone today, and we've even created a website called DIY Drones to show you how. It currently has more than 38,000 members flying drones today. So much for the government prediction that "up to 30,000" drones might be here by 2020.

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SECONDA PARTE

Before you despair for the FAA and Senator Leahy's ability to track technology's progress, remember that this sort of disconnect is always what happens with disruptive change. When technologies come from big, regulated companies like the aerospace industry and defense contractors, the government can count them. But when they come from the grass roots, like our own DIY Drones community of amateurs and hobbyists, they’re off the radar (so to speak).

We’ve seen this time and time again. In 1993, when I was at the Economist magazine, I wrote the publication’s first report on the Internet. In it, I described a scene at the FCC, the agency that regulates telecommunications networks.

[A researcher] recalls visiting America's Federal Communications Commission in 1990 and seeing an official excitedly waving two charts. One, from the FCC, showed the traditional telecoms investment, worth several billion dollars and growing at the same rate as for the past few decades. The other, from the Commerce Department, showed all network infrastructure investment--including office PC networks and private long-distance data networks.

It had started at about the same level as telecoms a few years earlier, but had grown exponentially to double that figure by the late 1980s. The gap was widening rapidly, representing something altogether new; something, the FCC official admitted, "we know nothing about."

It was the foundation for the Internet, even though the true importance of that development did not become clear for another decade.

Now, twenty years later, the FAA is about to realize that it's making the same mistake with drones. This technology is no longer something that goes through a regulatory approval process and comes from companies that file paperwork in Washington DC. You can buy drones in the shopping mall. Children fly them on weekends in the park. The Chinese make them in toy factories and sell them by the tens of thousands. The technology has democratized and it's now fast, cheap and out of control


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All Clear for New 'Bullet Train'

All Clear for New 'Bullet Train'It's still a long way off, but a new Japanese "bullet train" is on its way. As described in this Nippon.com article, the new high-speed system will be powered by superconducting magnetic levitation (maglev) linear motor technology. Construction will begin in fiscal 2014, but a line linking the cities of Tokyo and Nagoya isn't slated to be operational until 2027.

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Stone Cold Microscopy

Stone Cold MicroscopyScientists are unraveling the structure of injectisomes, the syringe-like structures that pathogenic bacteria use to infect their hosts with proteins. Thanks to the near atomic-level imaging of a high-definition, cryo-electron microscope, the researchers are able to study a 3D reconstruction of the injectisomes from thousands of individual images. The specimens are shock frozen and imaged from multiple angles, providing the researchers with an unprecedented view into the bacterial mechanism's inner workings

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Methods to Manage Noise in MRIs

Methods to Manage Noise in MRIsThe purpose of the NEMA MS 4 Standards Publication is to provide methods to determine the acoustic noise level of a magnetic resonance (MR) imaging system. Two measurement procedures are defined: Maximum Gradient Acoustic Noise (MGAN) and Maximum Clinical Acoustic Noise (MCAN).

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News from the Underground

News from the UndergroundA mile underground in an abandoned gold mine in the Black Hills of South Dakota, the Large Underground Xenon (LUX) detector is on the hunt for dark matter. Composed of arrays of photomultiplier tubes, or PMTs, the device is designed to detect weakly-interacting massive particles (WIMPs), which physicists believe are components of dark matter. LUX comprises a 6 ft titanium tank filled with liquid xenon and light detectors at the tank's top and bottom, capable of recording a single photon.

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Bushings Cushion Ride for Traffic Cops

Bushings Cushion Ride for Traffic CopsIt looks like a scooter, but this new type of electric four-wheeler zips along at 80 km/h. Keeping the ride comfortable, with less noise and vibration, are Continental's rubber bushings, employed as elastic joints between each wheel and axle. They cushion loads up to 15 kN, good enough to outfit Dubai's traffic cops.

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Tapping into Canadian Hydropower

Tapping into Canadian HydropowerNorway's unusual energy storage strategies have made it possible for the country to generate virtually all its power from hydro and wind. Could Minnesota use this as a model to meet its own power needs? Midwest Energy News says a Minnesota utility is proposing a 500 kV transmission line that would let the state use Canadian hydropower, Norwegian style.

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Link ufficiale del brevetto alla banca dati Enterprise Europe Network:



http://een.ec.europa.eu/tools/services/PRO/Profile/Detail/69ec9f01-debf-4a3a-9d04-cadbbfcc8aa4?shid=32db25cb-726f-43b0-8b5f-7742d0935799

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mart Grid Backbone . . .

Gas-insulated Line Lights Up China

Gas-insulated Line Lights Up ChinaWhen your hydropower facility has the highest dam wall in the world, it takes some specialized design to deliver that power. At the Jinping I plant in China, Siemens found that solution. Energy Business Review says Siemens has successfully installed and tested a 3.2 km gas-insulated high-voltage line that ensures a reliable connection from the cavern floor to the grid.

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Flying Jellyfish!? There Must Be a Reason...



Flying Jellyfish!? There Must Be a Reason...The prototype has four wings, weighs 2 g, and measures 8 cm across. The way it hovers in air resembles a jellyfish in water, which proves a point: simplified flight. The robot requires no control system or feedback to remain stable, yet it can "hover, ascend, and fly in a particular direction."

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Strapping secures buildings damaged by earthquakes



Buildings damaged by earthquakes could be made safe and habitable with a cheap and simple technology developed at Sheffield University.

Recent tests reportedly showed that a damaged building repaired using the technique could withstand a major earthquake similar in scale and proximity to the buildings that collapsed during the Haiti earthquake in January 2010. According to the UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs 145,000 people still remain homeless as a result of the disaster.

The technology involves wrapping metal straps around each floor of the building, which are then tensioned either by hand or using compressed air tools. It is designed for use on reinforced concrete frame buildings – a common construction technique around the world, including countries like Haiti. Unlike other repair methods, it does not require expensive materials or a high level of technical knowledge.

In a statement lead researcher, Prof Kypros Pilakoutas said: ‘The strapping works very much like a weight-lifter’s belt, by keeping everything tightly compressed to reduce tension on the concrete columns of the structure. Concrete works well under compression, but not when pulled under tension and this is why it has to be reinforced for use in construction. When the reinforcement is faulty or damaged, it can be very expensive to repair.

‘Our method not only makes the building stable again very quickly, but it increases the building’s ability to deform without breaking, making it more able to withstand further earthquake movement.’

The team tested the technique on a full scale, two-storey building, built according to an old European standard which has inadequate reinforcing to withstand earthquakes. This construction is typical of many buildings in the developing world, as well as many Mediterranean buildings built before the 1980s.

The building was constructed on a specially designed ‘shaking table’ which can simulate ground movement caused by earthquakes. During the first test, the building was very near collapse following a small earthquake similar in scale to a magnitude four on the Richter scale having about 10,000 times less energy than the Haiti earthquake.

The building was then repaired using the post-tensioned metal straps and retested. The researchers were unable to make the building fail during a major earthquake similar in scale to the magnitude seven Haiti earthquake at the epicentre and stopped the test at that point.

A full scale, damaged building, repaired using a technique developed at Sheffield University, is tested on the AZALEE shaking table at the CEA/EMSI laboratory in Saclay, France.

According to the university, Prof Pilakoutas hopes the new technology will not only speed up the response to major earthquakes, but could also prevent the damage happening in the first place.

The cost of the materials for a typical small building column is about £20 and it would take a crew of two people around two hours to complete the strengthening. For a typical small dwelling having six columns, the seismic rehabilitation would cost around £200 and could be completed in a few days, rather than cost several thousand pounds and take months with other traditional rehabilitation techniques such as jacketing with steel plates or concrete.

‘Ideally, governments shouldn’t wait until a disaster happens, but should be identifying buildings at risk and taking steps to make them strong enough to withstand any future earthquakes,’ he said. ‘Because this method causes minimal disruption and is cheap to apply, it’s ideal for bringing existing buildings up to standard – both in the developing world and in earthquake risk areas in Europe as well.’

The research, funded through the European Union, is a collaboration between researchers from the UK, France, Cyprus, Turkey, Romania, Spain and the USA. The results from the shaking table tests are

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Strapping secures buildings damaged by earthquakes



Buildings damaged by earthquakes could be made safe and habitable with a cheap and simple technology developed at Sheffield University.

Recent tests reportedly showed that a damaged building repaired using the technique could withstand a major earthquake similar in scale and proximity to the buildings that collapsed during the Haiti earthquake in January 2010. According to the UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs 145,000 people still remain homeless as a result of the disaster.

The technology involves wrapping metal straps around each floor of the building, which are then tensioned either by hand or using compressed air tools. It is designed for use on reinforced concrete frame buildings – a common construction technique around the world, including countries like Haiti. Unlike other repair methods, it does not require expensive materials or a high level of technical knowledge.

In a statement lead researcher, Prof Kypros Pilakoutas said: ‘The strapping works very much like a weight-lifter’s belt, by keeping everything tightly compressed to reduce tension on the concrete columns of the structure. Concrete works well under compression, but not when pulled under tension and this is why it has to be reinforced for use in construction. When the reinforcement is faulty or damaged, it can be very expensive to repair.

‘Our method not only makes the building stable again very quickly, but it increases the building’s ability to deform without breaking, making it more able to withstand further earthquake movement.’

The team tested the technique on a full scale, two-storey building, built according to an old European standard which has inadequate reinforcing to withstand earthquakes. This construction is typical of many buildings in the developing world, as well as many Mediterranean buildings built before the 1980s.

The building was constructed on a specially designed ‘shaking table’ which can simulate ground movement caused by earthquakes. During the first test, the building was very near collapse following a small earthquake similar in scale to a magnitude four on the Richter scale having about 10,000 times less energy than the Haiti earthquake.

The building was then repaired using the post-tensioned metal straps and retested. The researchers were unable to make the building fail during a major earthquake similar in scale to the magnitude seven Haiti earthquake at the epicentre and stopped the test at that point.

A full scale, damaged building, repaired using a technique developed at Sheffield University, is tested on the AZALEE shaking table at the CEA/EMSI laboratory in Saclay, France.

According to the university, Prof Pilakoutas hopes the new technology will not only speed up the response to major earthquakes, but could also prevent the damage happening in the first place.

The cost of the materials for a typical small building column is about £20 and it would take a crew of two people around two hours to complete the strengthening. For a typical small dwelling having six columns, the seismic rehabilitation would cost around £200 and could be completed in a few days, rather than cost several thousand pounds and take months with other traditional rehabilitation techniques such as jacketing with steel plates or concrete.

‘Ideally, governments shouldn’t wait until a disaster happens, but should be identifying buildings at risk and taking steps to make them strong enough to withstand any future earthquakes,’ he said. ‘Because this method causes minimal disruption and is cheap to apply, it’s ideal for bringing existing buildings up to standard – both in the developing world and in earthquake risk areas in Europe as well.’

The research, funded through the European Union, is a collaboration between researchers from the UK, France, Cyprus, Turkey, Romania, Spain and the USA. The results from the shaking table tests are

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DA DOTT. COTELLESSA

L’applicazione del procedimento del brevetto può risultare utilissimo in quest’applicazione promettente.



Reflections in the eye contain identifiable faces

feature

Reflections in the eye contain identifiable faces

(a) High-resolution face photograph, with the red frame indicating the region of interest. (b) Zoomed view of the region of interest showing the cornea and reflections of five faces. The green frame highlights the face shown in (c) as a.



Eyes are said to be a mirror to the soul, but they may also be a mirror to the surrounding world. Researchers have found that our eyes reflect the people we're looking at with high enough resolution so that the people can be identified. The results could be applied to analyzing photographs of crime victims whose eyes may be reflecting their perpetrators.

http://phys.org/openx/www/delivery/lg.php?bannerid=301&campaignid=160&zoneid=64&loc=1&referer=http%3A%2F%2Fphys.org%2Fnews%2F2014-01-eye.html&cb=083c70e9b6

The researchers, Rob Jenkins at the University of York, UK, and Christie Kerr at the University of Glasgow, UK, have published a paper in PLOS ONE on extracting identifiable images of bystanders from corneal reflections. The researchers explained that at first they weren't sure how well the images would turn out.

"Humans can recognize familiar faces from very poor images, so we knew that was on our side," Jenkins told Phys.org. "At the time, we were not sure how much we would be able to recover from the eye reflections. As soon as we saw the first image, we realized we were on to something."

In their study, the researchers used a high-resolution digital camera (Hasselblad H2D 39-megapixel camera) and illuminated the room with four carefully positioned Bowens DX1000 flash lamps. Then the photographer and four volunteer bystanders stood in a semi-circle around the subject to be photographed.

The resulting photographs have a high resolution of 5,400 x 7,200 pixels, with the subject's iris containing about 54,000 pixels overall. By zooming in on the iris, the researchers could extract several rectangular sections containing the head and shoulders of the reflected bystanders.

The whole face area for each bystander is only about 322 pixels on average. Although these images are fuzzy, previous research has shown that humans can identify faces with extremely poor image quality—as low as 7 x 10 pixels—when they are familiar with the faces.

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DA DOTT. COTELLESSA

Corneal reflection images of several individuals used in the face recognition task.

The researchers here found similar results. When showing volunteers who were not involved in the photo shoots the low-resolution eye reflection images, and asking them whether the person in the image was the same or different as a person in a good-quality photo, the volunteers did quite well. The volunteers were accurate 71% of the time when unfamiliar with the bystanders' faces, and 84% of the time when familiar with the faces. In both cases, the accuracy in the face-matching tasks was well above chance (50%).

A second experiment involved a group of specially selected volunteers who were familiar with only one out of six individuals in a mock line-up of eye reflection images. The volunteers, who were naïve to the purpose of the experiment, were asked if they could identify anyone in the images. Overall, nine out of the 10 volunteers correctly identified the familiar face with high confidence, while altogether they made five incorrect identifications with low confidence.

The researchers pointed out that there are limitations to this method, since it requires high-resolution images that are in focus, and also that the subject's face be viewed from a roughly frontal angle under good lighting. However, as camera technology is rapidly improving, it may not be long before mobile phones routinely carry cameras with more than 39 megapixels.

In the future, the researchers hope that the technique could be extended to combine pairs of images recovered from both of the subject's eyes. The information contained in the two images could be used to reconstruct a 3D representation of the environment from the subject's viewpoint. Interestingly, since the corneal reflections extend beyond the aperture of the pupil, these reconstructions could capture an even wider angle of the scene than was visible to the subject at the time.

"The future prospects are interesting," Jenkins said. "The world is awash with digital images. Over 40 million photos per day are shared via Instagram alone. Meanwhile, the pixel count for digital cameras is doubling roughly every 12 months. So the future holds a lot of detailed images, which is potentially interesting for image analysts."

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DA DOTT. COTELLESSA

Flying Jellyfish!? There Must Be a Reason...



Flying Jellyfish!? There Must Be a Reason...The prototype has four wings, weighs 2 g, and measures 8 cm across. The way it hovers in air resembles a jellyfish in water, which proves a point: simplified flight. The robot requires no control system or feedback to remain stable, yet it can "hover, ascend, and fly in a particular direction."

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DA DOTT. COTELLESSA

First Robot for Climbing Space Rocks

First Robot for Climbing Space Rocks NASA's Jet Propulsion Laboratory has developed a robot that can ascend vertical rock walls and overhangs on other planets or their moons. An amazing convergence of grippers, sensors, and other motion technologies, the design features two actuators that trigger the action of 750 claws, allowing them to find and grasp rough spots and lift up to 35 lbs.

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DA DOTT. COTELLESSA

Moth drone stays rock steady in gale-force winds

THEY might not seem at all stable as they batter into light bulbs but moths have inspired an autopilot for drones.

Small drones find it difficult to fly in strong winds and cluttered environments. So Physical Sciences Inc (PSI) based in Andover, Massachusetts, in association with the US military, filmed hawk moths to see how they manage to stay aloft.

The firm used a motion-tracking system familiar to film-makers, attaching reflective beads to moth wings and recording the moth's flight via high-speed cameras. The moth's ability to react very quickly to disturbances in the air seems to be key to its success. While moths do collide with things, they can recover quickly. "Typically they recover stability in about one wing beat," says PSI's Thomas Vaneck.

The resulting algorithms have been built into a new quadrotor drone, unveiled this month, called InstantEye. This weighs less than 500 grams but can fly in winds of more than 88 kilometres per hour. Simple toys like the Parrot AR struggle to fly in gusts much stronger than 15 km/h, while professional drones can cope with 50 km/h but are far bigger and more expensive. To fly InstantEye the operator simply moves the joystick in the desired direction and the autopilot works out the best flight path, taking weather conditions into account.

Unlike other quadrotors, InstantEye doesn't need expensive camera stabilisation to spy on targets. Its camera locks on to the surface below so the drone can hover in place, within centimetres of a target if needed. "Our autopilot is so fast and precise that it allows the whole camera to remain steady even when the weather is frightful," says Vaneck.

Like the moth, the drone recovers rapidly from a collision rather than crashing. The drone has been used to inspect electrical towers, providing close-up images so that human inspection is unnecessary.

"Nature is obviously better at robust flying than man-made machines," says Arthur Richards at the University of Bristol, UK. But he suspects rotor blades may prove more fragile than moth wings. PSI is supplying InstantEyes to the US military and plans to include sonar to aid autonomous navigation and help determine whether windows are open for stealth missions.

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DA DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA

Il procedimento del brevetto è utilissimo in quest’applicazione



CAM2 Laser Tracker Vantage

Sistema di misura ad alta precisione per misure dinamiche anche in ambienti difficili

CAM2 Vantage è la soluzione di laser tracking più completa disponibile sul mercato, per misure dinamiche ad alta precisione di oggetti di grandi dimensioni - anche con condizioni ambientali difficili.

Vantage è una macchina di misura a coordinate portatile estremamente precisa, che consente di costruire prodotti, ottimizzare processi e fornire soluzioni , misurando in modo veloce, semplice e preciso.

Massima efficienza:

Volume di misura fino a 160 m (diametro):
Per misurare oggetti di grandi dimensioni da un'unica posizione e completare le attività di misura più velocemente.

Funzione SmartFind:
Semplice misura di strutture e utensili complessi grazie a questa tecnologia che permette di agganciare il target corretto in modo rapido ed efficiente con un semplice gesto verso il tracker.

TruADM - sistema brevettato di misura della distanza assoluta (ADM):
Assicura la precisione richiesta dalle reali applicazioni e task quotidiane. TruADM utilizza algoritmi predittivi brevettati per compensare l’accelerazione e la velocità di un target in movimento. Ne risulta un sistema avanzato in cui l’ADM è talmente veloce che misure dinamiche possono essere effettuate eseguendo la scansione con l’SMR.


Massima flessibilità di misura:

Design compatto e leggero:
Il più piccolo e leggero CAM2 Laser Tracker mai costruito è incredibilmente maneggevole, per completare le attività di misura ancora più velocemente.

Innovative opzioni di trasporto:
Roller board per la testa del dispositivo e zaino per l'unità di controllo, così da spostare il dispositivo con facilità tra diverse location di lavoro.

W-LAN integrata:
La WLAN integrata del Vantage elimina la necessità di collegare il Laser Tracker via cavo al laptop. All’interno del raggio d’azione della rete wireless è possibile misurare ovunque, migliorando ulteriormente la portabilità e la comodità dell’unità.

Soluzione TrackArm:
CAM2 TrackArm è il sistema portatile di misura 3D più versatile oggi disponibile sul mercato: per unire le funzionalità di misurazione a lungo raggio e l’elevata precisione del CAM2 Laser Tracker alla flessibilità del CAM2 Arm.

Misurazione in ambienti difficili:

Classe IP52 - resistente all'acqua e alla polvere:
Per misurare anche in condizioni operative molto difficili così da completare i progetti più velocemente e proteggere l'investimento.

Stazione meteo integrata:
Monitora e compensa le variazioni di temperatura, pressione dell'aria e umidità a garanzia della massima precisione dei risultati di misurazione

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DA DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA

Il procedimento del brevetto è utile in queste applicazioni



CAM2 Vantage


la soluzione di laser tracking più completa disponibile sul mercato



Ispezione di pezzi di grandi dimensioni: Misurazione e ispezione mobile e flessibile di componenti di grandi dimensioni. Il software CAD-based di CAM2 rende la valutazione dei risultati e la creazione di reportistica semplice e veloce.



Allineamento di macchine utensili, presse, attrezzature o CMM fisse: Per ridurre i tempi di fermo, migliorare la qualità e assicurare un'analisi corretta dei trend delle distorsioni nel funzionamento delle macchine.



Calibrazione robot: Eseguita attraverso misurazione assoluta (absolute measurement) durante l'ispezione in-process. Ciò permette al robot di rilevare possibili errori di produzione, con risparmio a livello di costi e tempi di rilavorazione.



Applicazioni più comuni:

Allineamento: la misurazione in tempo reale conferma le tolleranze e valida il progetto

Installazione: riduzione dell’usura delle parti meccaniche

Ispezione pezzi: registrazione digitale di dati reali rispetto a quelli nominali

Costruzione utensili: test di precisione volumetrica

Reverse engineering: acquisizione di dati di scansione digitali estremamente precisi

Calibrazione robot e macchine: l’automazione semplifica le procedure e le applicazioni di calibrazione

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DA DOTT. COTELLESSA

Humans to be put out to pasture in favor of robot farm workers

The quiet life of a farmer is under assault, and has been for quite some time. First, mega-farms drove the majority of family farms out of business. Next, the price-gouging, genetically-modified seed corporation Monsanto played out its costly, destructive drama on the national stage. Now a new threat is looming, one that might just put every last farm worker in the world out of a job: robots.

From crop dusting mini helicopters to berry-plucking rovers reminiscent of tiny tanks, these robo-workers are poised to take over almost every aspect of farm management. The time is fast approaching when there will be a robot for every job on the farm. While they go about their primary jobs, robots can also serve as data collectors, creating detailed reports on the health of every plant, how it's been trimmed, and when it was last harvested. Crop dusting drones can also keep an eye on livestock and even take part in herding.

In the UK, the powers that be have seen the writing on the wall. Rather than run from this robotic farming future, the British Parliament has established its very first "agri-tech" strategy. With a budget of $263 million, the commission will help to commercialize agriculture robots and to bring farmers up to speed. What might be bad news for farm hands, states the commission, could ultimately be good for individual farms hard-pressed to make a profit. Ideally, the implementation of robots would shift farm work from low-wage, back-breaking work to a more specialized, higher-wage career for those able to make the adjustment to the robot-driven farming of the future.

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DA DOTT. COTELLESSA

Medical Supply by Air



While the folks at Amazon muse over prospects for product delivery by octocopter, electric autonomous flying vehicles have already delivered medical devices and medicines to inaccessible areas. The developers of California-based Matternet envision a "flying internet of things" using drones to bring essential goods to roadless, remote regions in developing nations.

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DA DOTT. COTELLESSA

Il procedimento del brevetto può essere utile in quest’applicazione



Debut of Next Generation AFM



If your work involves forward-looking applications in such fields as advanced materials, life sciences, and electrochemistry, the new Agilent 7500 atomic force microscope promises higher performance in nanoscale measurement and characterization. The instrument features an integrated environmental chamber that provides a sealed, easily-accessible sample compartment totally isolated from the rest of the system. An optional sample temperature controller operates from -30° C to 250° C

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DA DOTT. COTELLESSA

Can Biology Build a Better Battery?



Adding genetically modified viruses to the production of nanowires for battery electrodes could make lithium-air systems more viable for electric cars. MIT researchers have produced an array of nanowires, each about 80 nm across, using a virus that captures molecules of metals from water and binds them into structural shapes. The rough texture of these virus-built nanowires dramatically increases the surface area where electrochemical activity takes place during battery charging or discharging.

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Better batteries through biology?

Lithium-air batteries have become a hot research area in recent years: They hold the promise of drastically increasing power per battery weight, which could lead, for example, to electric cars with a much greater driving range. But bringing that promise to reality has faced a number of challenges, including the need to develop better, more durable materials for the batteries’ electrodes and improving the number of charging-discharging cycles the batteries can withstand.Now, MIT researchers have found that adding genetically modified viruses to the production of nanowires — wires that are about the width of a red blood cell, and which can serve as one of a battery’s electrodes — could help solve some of these problems.The new work is described in a paper published in the journal Nature Communications ("Biologically enhanced cathode design for improved capacity and cycle life for lithium-oxygen batteries"), co-authored by graduate student Dahyun Oh, professors Angela Belcher and Yang Shao-Horn, and three others. The key to their work was to increase the surface area of the wire, thus increasing the area where electrochemical activity takes place during charging or discharging of the battery.The researchers produced an array of nanowires, each about 80 nanometers across, using a genetically modified virus called M13, which can capture molecules of metals from water and bind them into structural shapes. In this case, wires of manganese oxide — a “favorite material” for a lithium-air battery’s cathode, Belcher says — were actually made by the viruses. But unlike wires “grown” through conventional chemical methods, these virus-built nanowires have a rough, spiky surface, which dramatically increases their surface area.Belcher, the W.M. Keck Professor of Energy and a member of MIT’s Koch Institute for Integrative Cancer Research, explains that this process of biosynthesis is “really similar to how an abalone grows its shell” — in that case, by collecting calcium from seawater and depositing it into a solid, linked structure.

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SECONDA PARTE

The increase in surface area produced by this method can provide “a big advantage,” Belcher says, in lithium-air batteries’ rate of charging and discharging. But the process also has other potential advantages, she says: Unlike conventional fabrication methods, which involve energy-intensive high temperatures and hazardous chemicals, this process can be carried out at room temperature using a water-based process.Also, rather than isolated wires, the viruses naturally produce a three-dimensional structure of cross-linked wires, which provides greater stability for an electrode.A final part of the process is the addition of a small amount of a metal, such as palladium, which greatly increases the electrical conductivity of the nanowires and allows them to catalyze reactions that take place during charging and discharging. Other groups have tried to produce such batteries using pure or highly concentrated metals as the electrodes, but this new process drastically lowers how much of the expensive material is needed.Altogether, these modifications have the potential to produce a battery that could provide two to three times greater energy density — the amount of energy that can be stored for a given weight — than today’s best lithium-ion batteries, a closely related technology that is today's top contender, the researchers say.Belcher emphasizes that this is early-stage research, and much more work is needed to produce a lithium-air battery that’s viable for commercial production. This work only looked at the production of one component, the cathode; other essential parts, including the electrolyte — the ion conductor that lithium ions traverse from one of the battery’s electrodes to the other — require further research to find reliable, durable materials. Also, while this material was successfully tested through 50 cycles of charging and discharging, for practical use a battery must be capable of withstanding thousands of these cycles.While these experiments used viruses for the molecular assembly, Belcher says that once the best materials for such batteries are found and tested, actual manufacturing might be done in a different way. This has happened with past materials developed in her lab, she says: The chemistry was initially developed using biological methods, but then alternative means that were more easily scalable for industrial-scale production were substituted in the actual manufacturing.Jie Xiao, a research scientist at the Pacific Northwest National Laboratory who was not involved in this work, calls it “a great contribution to guide the research on how to effectively manipulate” catalysis in lithium-air batteries. He says this “novel approach … not only provides new insights for lithium-air batteries,” but also “the template introduced in this work is also readily adaptable for other catalytic systems.”


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DA DOTT. COTELLESSA

Prima quotazione dell’anno in AIM Italia
Gruppo Green Power entra in Borsa Italiana

Il Gruppo Green Power è il primo ingresso dell’anno in AIM Italia, il mercato dedicato alle piccole e medie imprese di Borsa Italiana, che conta oggi 37 società quotate. Il Gruppo Green Power fornisce servizi legati alle energie da fonti rinnovabili. In fase di collocamento la società ha raccolto 3,3 milioni di euro e il flottante post quotazione è del 10,83% con una capitalizzazione pari a 30,6 milioni di euro.Nomad dell’operazione è stato selezionato EnVent. “Il settore green ha sicuramente contribuito a vivacizzare il mercato AIM Italia nel 2013 con un terzo delle IPO sul totale dei debutti dell’anno appena passato”, dice Barbara Lunghi, responsabile dei mercati dedicati alle Pmi di Borsa Italiana. “Si tratta di un settore trasversale che riflette una tendenza in atto in tutta l’economia italiana. Anche Gruppo Green Power ha scelto l’equity e in particolare ha scelto AIM Italia per ampliare il suo bacino di investitori e supportare i propri progetti di crescita”. La società sarà inserita anche nel paniere dell’indice FTSE AIM Italia che, dalla fine del 2012, ha realizzato una performance del +14,5%.

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Il procedimento del brevetto può risultare utile anche per comprendere e contrastare la slerosi multipla

Biogen e Bocconi insieme: nasce il “Multiple Sclerosis Management Lab”

Biogen e Bocconi insieme: nasce il “Multiple Sclerosis Management Lab”

Al via un "laboratorio" per la gestione globale della SM: sotto la lente del network multidisciplinare di specialsiti aspetti clinici, gestionali ed economici

Debutta il “Multiple Sclerosis Management Lab – MSMLab”, progetto di studio globale sulla sclerosi multipla nato dalla partnership tra la società di biotecnologie Biogen Idec e la Sda Bocconi School of Management, che vedrà coinvolti, su tutto il territorio nazionale, neurologi, farmacisti ospedalieri e manager sanitari nell’individuazione di modelli per la gestione della cronicità ad alta complessità, nell’analisi delle reti cliniche regionali e nel confronto fra i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (Pdta) relativi alla sclerosi multipla.



Attraverso l’individuazione e l’analisi dei “casi studio”, che saranno oggetto di discussione fra gli esperti in occasione dei diversi workshop, il “laboratorio” si propone di affrontare in maniera sistematica le problematiche connesse alla gestione della malattia, toccando tutti gli aspetti della cura: professionali, organizzativi, logistici ed economici. L’MSMLab darà quindi vita a un vero e proprio network di neurologi, farmacisti e manager che avrà come obiettivo la condivisione di conoscenze ed esperienze per una gestione all’avanguardia del paziente affetto da SM.



“Il modello sclerosi multipla – ha spiegato Leandro Provinciali, presidente eletto della SIN, Società italiana di Neurologia – viene spesso preso ad esempio per analizzare modelli organizzativi regionali legati alla cronicità ad alta complessità, anche in relazione al rapporto ospedale-territorio in quanto si tratta di una patologia che richiede interventi sanitari e/o socio-assistenziali pensati sui bisogni specifici della persona affetta da sclerosi multipla. Questo punto è molto importante anche in considerazione di quanto si possa fare per limitare i costi di questa patologia dal lungo decorso – in media 40 anni – che scaturiscono soprattutto dall’insorgere della disabilità”.



“Per lavorare come medici in modo efficace, servono nuovi orientamenti e nuovi strumenti che facilitino il dialogo e sostengano il professionista, presidiando le dinamiche evolutive degli assetti organizzativi delle aziende sanitarie e le questioni di sostenibilità e di equità nella cura”, hanno affermato Valeria Tozzi, Mario Del Vecchio e Federico Lega, docenti della Sda Bocconi School of Management che guideranno il laboratorio.



“L’impegno di Biogen Idec nella ricerca e innovazione sulla sclerosi multipla – ha aggiunto, infine, Giuseppe Banfi, AD di Biogen Idec Italia – si consolida anche con attività a vantaggio della sostenibilità del sistema, che contribuiscono alla crescita di una cultura manageriale nell’ambito di una patologia che si è rivelata essere molto difficile da capire e da gestire”.

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Pile ricaricabili con lo zucchero



Economiche, ricaricabili e biodegradabili. Dagli studi di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Politecnico dell'Università della Virginia emerge che “le batterie allo zucchero potranno presto sostituire quelle convenzionali “

Il dott. Zhang, responsabile del gruppo di ricerca, sostiene lo zucchero come perfetto composto naturale per l’accumulo di energia, data la sua particolare densità. Zhang progetta di produrre una pila “dolce” sfruttandone le proprietà naturali.

Le batterie si potranno ricaricare semplicemente aggiungendo zucchero, proprio come si fa oggi con le cartucce delle stampanti, senza minacciare in alcun modo l'equilibrio ambientale, come avviene, invece, attraverso gli acidi contenuti nelle batterie tradizionali.

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Pump Repair Takes a "Special Sleigh Ride"

Pump Repair Takes a 'Special Sleigh Ride' Two NASA astronauts embarked on a spacewalk to install a 780 lb pump module. Assisting in the operation to replace the ammonia pump: a 58 ft long robotic arm controlled from inside the station.

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Image or reality? Leaf research needs photos and lab analysis

Automated remote photography is a convenient, labor-saving research tool for tracking leaf function and doing forest research. But does photography mirror what's actually happening on the ground? A new study finds photography accurately tracks the timing of red pigments in the fall, but the timing of green in the spring and summer—not so much.

Every picture tells a story, but the story digital photos tell about how forests respond to climate change could be incomplete, according to new research.

Scientists from Brown University and the Marine Biological Laboratory have shown that the peak in forest greenness as captured by digital pictures does not necessarily correspond to direct measures of peak chlorophyll content in leaves, which is an indicator of photosynthesis. The study, which focused on a forest on Martha's Vineyard, has significant implications for how scientists use digital photos to study forest canopies.

The work was led by Xi Yang, a graduate student at Brown and MBL and is published online in the Journal of Geophysical Research: Biogeosciences.

The use of digital photography to study how forests change has increased in recent years. The technology provides an inexpensive way to monitor forest change closely over time, an approach that isn't labor-intensive. Cameras can be set up, programmed to take pictures at certain intervals, and then left to do their thing for long periods. This type of research has produced significant findings in recent years. Researchers are currently using networks of cameras around the country to monitor the timing of when leaves sprout in the spring and drop in the fall. Both events are expected to be sensitive to climate change.

Using cameras to see when leaves sprout and when they fall off is one thing, but Yang and his colleagues wanted to see how well photos could capture what happens in between. Could cameras be used to tell when leaves reach peak photosynthesis in the summer or when photosynthesis slows in the fall?

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SECONDA PARTE

Photography does a better job gathering data on the timing of red pigments in the fall than tracking the greening of spring and summer. Credit: Xi Yang/Brown University

"The key question we want to address is our study here is what can the camera tell us about the function of the plants," Yang said.

To find out, Yang placed a camera on a 50-foot tower above the canopy of the Manuel F. Correllus State Forest on Martha's Vineyard, Mass. The camera took photos every hour between 10 a.m. and 3 p.m. each day from April to November 2011. During that same period, Yang and his colleagues took weekly leaf samples from the forest and tested them in the lab. In spring, they measured levels of chlorophyll, the molecule that helps leaves photosynthesize—turn light into energy—and gives them their green color. In the fall, they looked for the pigments that cause leaves to turn red.

Using careful color analysis, Yang and his colleagues found that the photos reached their peak greenness around June 9. The lab tests, however, showed that chlorophyll measurements didn't peak until 20 days later.

"That means that if you want to use the greenness from the camera as an indicator of plant function in the spring, you might be wrong because they do not match very well," Yang said. "This is a warning for future study."

The implications are most significant for the studying how forests regulate the amount of carbon dioxide in the atmosphere, Yang says. Plants absorb carbon dioxide as they photosynthesize, and absorption peaks when photosynthesis does. Knowing the timing of the peak can be important for accurate measurements. "If you don't get it right," Yang says, "you might miss a lot of the carbon absorption."

The news wasn't all bad for the cameras, however. The study showed that peak leaf senescence—the increase in red pigments in the fall—was captured quite well by the cameras. The timing of peak redness in the camera data matched peak of red pigment found in the lab studies. That's important for researchers to know, but could also be useful for tourism officials in places like Vermont, where leaf peepers plan trips to take in the fall colors. The researchers also compared their ground-based photos with color data from a satellite looking at the same forest over the same period of time. Those data matched fairly well. That suggests that cameras are a good way to validate data from satellites.

"This is really exciting because we can now take a simple measure of color, tie it quantitatively to plant seasonal activity, and ultimately link this to satellite observations where we think changes in plant cycles due to climate change are being expressed on a global scale," said Jack Mustard, professor of geological sciences at Brown. Mustard and Jianwu Tang at MBL are Yang's Ph.D. advisers and authors on the paper.

Yang expects cameras will continue to play a significant role in climate and forest research. But in light of these findings, researchers need to use a bit of caution.

"If you want to use cameras for the study of plant function," Yang said, "you want to be careful, especially in the spring."

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Researchers develop energy-dense sugar battery



A Virginia Tech research team has developed a battery that runs on sugar and has an unmatched energy density, a development that could replace conventional batteries with ones that are cheaper, refillable, and biodegradable.

The findings from Y.H. Percival Zhang, an associate professor of biological systems engineering in the College of Agriculture and Life Sciences and the College of Engineering, were published today in the journal Nature Communications.

While other sugar batteries have been developed, this one has an energy density an order of magnitude higher than others, allowing it to run longer before needing to be refueled, Zhang said.

In as soon as three years, Zhang's new battery could be running some of the cell phones, tablets, video games, and the myriad other electronic gadgets that require power in our energy-hungry world, Zhang said.

"Sugar is a perfect energy storage compound in nature," Zhang said. "So it's only logical that we try to harness this natural power in an environmentally friendly way to produce a battery."

In America alone, billions of toxic batteries are thrown away every year, posing a threat to both the environment and human health, according to the Environmental Protection Agency. Zhang's development could help keep hundreds of thousands of tons of batteries from ending up in landfills.

This is one of Zhang's many successes in the last year that utilize a series of enzymes mixed together in combinations not found in nature. He has published articles on creating edible starch from non-food plants and developed a new way to extract hydrogen in an economical and environmentally friendly way that can be used to power vehicles.

In this newest development, Zhang and his colleagues constructed a non-natural synthetic enzymatic pathway that strip all charge potentials from the sugar to generate electricity in an enzymatic fuel cell. Then, low-cost biocatalyst enzymes are used as catalyst instead of costly platinum, which is typically used in conventional batteries.

Like all fuel cells, the sugar battery combines fuel - in this case, maltodextrin, a polysaccharide made from partial hydrolysis of starch - with air to generate electricity and water as the main byproducts.

"We are releasing all electron charges stored in the sugar solution slowly step-by-step by using an enzyme cascade," Zhang said.

Different from hydrogen fuel cells and direct methanol fuel cells, the fuel sugar solution is neither explosive nor flammable and has a higher energy storage density. The enzymes and fuels used to build the device are biodegradable.

The battery is also refillable and sugar can be added to it much like filling a printer cartridge with ink.

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Rock appears mysteriously in front of Mars Opportunity rover

The lead scientist for NASA's Mars rover exploration team (Steve Squyres) has announced that recent images beamed back by the Opportunity rover show a rock sitting in a place nearby where there wasn't one just twelve days prior. The image, he says, has caused quite a commotion with the rover team as possible explanations for the sudden appearance of the rock are bandied about. The announcement was part of a meeting at California Institute of Technology to celebrate a decade of service by the tiny rover.

Opportunity has of course, far outlived expectations. What was originally supposed to be a three month tour has now passed ten years. In all that time, nothing on the planet's surface has changed of its own accord. Until now. Opportunity sent back an image of the landscape just ahead of it, then twelve days later, sent back another image of virtually the same landscape (Opportunity is waiting in place for bad weather to subside). The images showed everything to be the same except for a small rock—a jelly doughnut sized rock. How it got there has NASA's best scratching their heads. Thus far, they have two main likely explanations: either the rock was tossed to that spot after a meteorite impact nearby, or far more likely, it came to rest there as a result of clumsy maneuvering by Opportunity itself. The rover is having trouble getting around these days as one of its actuators has failed. This means one wheel winds up scrapping the ground during turns, producing what Squyres described as "chatter" which he said could have caused some debris to be flung to where the rock is now sitting.

An initial inspection of the rock indicates that it's very high in sulphur and potassium—it has bright white edges with a deep ruby red center, and looks very much like a jelly doughnut. The rover team has named it "Pinnacle Island." Squyres reported that the rock appears to be in an upside-down position, which means it's showing a face that has not been impacted by the Martian atmosphere, for perhaps millions of years.

The rover team plans to conduct further tests on the rock, and will almost certainly have the rover spin around as soon as it's able to see if other rocks have appeared as well.

Marco La Rosa ha detto...

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RES collabora con l’Istituto Italiano di Tecnologia per Icub



L’Istituto Italiano di Tecnologia nell’ambito di un progetto europeo ha sviluppato iCub un “cucciolo” di robot.

ICub ha l’aspetto di un bambino di circa tre anni che, grazie a 53 motori, muove la testa, le braccia, le gambe e le mani; vede gli oggetti, li sposta e risponde a semplici comandi verbali. Ha tatto, udito, senso dell’equilibrio e un buon controllo della forza. L’iit ne ha già distribuito una ventina di esemplari in altrettanti laboratori di tutto il mondo. Molteplici le applicazioni, dalla riabilitazione alle neuroscienze.

RES, azienda specializzata nell’accoppiatura di tessuti tecnici con particolare attenzione alle applicazioni nel campo della calzatura sportiva, dell’arredamento, delle protezioni e degli interni per auto, ha realizzato per iCub la “pelle” del corpo, delle braccia e delle mani, in particolare dei polpastrelli delle dita.

RES ha infatti studiato appositamente per il robot-bambino due tessuti speciali, che rispondono alle diverse performance del corpo e delle mani richieste dai ricercatori di iit.

Il corpo è rivestito da un tessuto tridimensionale a doppia frontura, cui si sovrappone il tessuto conduttivo in argento e infine il tessuto esterno.

La “pelle” studiata per i polpastrelli di iCub è composta invece da uno strato più interno in neoprene estremamente sottile (inferiore a un millimetro), un secondo strato in tessuto conduttivo in argento e infine il tessuto di rivestimento esterno.

È proprio questo eccezionale prodotto tessile realizzato da RES che consente a iCub di afferrare e rilasciare gli oggetti, di avere insomma fingertips con un’ottima capacità di presa.

Marco La Rosa ha detto...

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Commercialization of fuel cells: myth or reality?


Abstract



Despite huge investment and efforts in the last decades, fuel cells are still known as a fledgling

industry after 170 years of the first fuel cell. It becomes clear that these investment and efforts

did not address the critical questions. Why upscaling of fuel cells failed often when many

researchers stated their successes in small scale? Why the fuel cells with simpler structure still

lag far from the internal combustion (IC) engines and gas turbines? Could the current investment

of the hydrogen infrastructure reduce substantially the fuel cell cost and make a breakthrough to

the key issues of durability, reliability and robustness? In this paper, we study these fundamental

questions and point out a must-way possible to reduce cost of fuel cells and to substantially

improve durability and reliability.



1. Introduction



Hydrogen can be renewable from water via electrolysis using electricity of solar, tidal or

wind energy. Therefore, fuel cell and hydrogen technology have the potential in the

comprehensive and balanced technology portfolio needed to address two most important energy

challenges: significantly reducing carbon dioxide emissions and ending our dependence on fossil

fuels. As a core technology of future hydrogen economy, fuel cells will play a pivotal role to

revolutionize the way we power our world, offering cleaner, more-efficient alternatives to the

internal-combustion (IC) engine in vehicles and the gas turbine at power station.

Although there are many successful special applications of fuel cells, such as unmanned aerial

vehicles (UAV) and Apollo satellite, these special applications are not upmost target of fuel cell

and hydrogen industries for the future hydrogen economy. Commercialization of a product is not

if the product has been shipped successfully but if the product is profitable on the free and open

market without any subsidies. Thus, if the cost and durability of fuel cells are not comparable to

those of the IC engines or gas turbines, the fuel cells will not be accepted by market and the

public. Clearly, over the last 50 years, a large number of institutes, private companies and

government research labs have conducted serious R&D of fuel cell products. Progress has been

incremental, leading to slightly better performance, reliability and durability. These may provide

some benefit, but bring no end to the fuel cell itself. People are so wedded to these incremental

improvements that may forget the upmost goals of R & D of fuel cells. In fact, the widespread

adoption of fuel cells has yet to take off due to low durability and reliability and, in many cases,

unacceptably high cost. So far, people have not seen any solution if fuel cells can replace IC

engines according to both cost and durability in the near future. Some unrealistic promises by the

research community who knew the goals of commercialization of fuel cells were unattainable

created false expectations in the public community and investors who, once again, will see a deadline come and go without the huge victory promised. Fuel cell industry faces a precipice1

in

spite of many claimed successes.

SEGUE SECONDA PARTE

Marco La Rosa ha detto...

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SECONDA PARTE

2. A fledgling industry of 170 years history

The process of commercializing any new technology is fraught with a multitude of challenges.

There are many highly successful products through improved technical developments and market

deployment, such as airplanes, automobiles, computers, and cell phones. Therefore, in a

fledgling industry, a large number of companies, investors and major governments have always

believed that the technology of fuel cells was just a few years away from commercial success

and a little more time and money would lead them to the ultimate breakthrough. However, the

fuel cell technology does not follow other successful stories.

The history of fuel cells is comparable to that of the IC and steam engines. We have seen that

the steam engines led industrial revolution and then the IC engines around the time of fuel cell

exploration. An amount of US$22 billion has invested on R & D of fuel cell technology in Japan,

USA and Europe over the past 18 years2

. Payoffs from these efforts are reflected in the rapid

growth in both the number of peer-reviewed publications and authorized patents. For instance, in

Japan, the number of patents granted2

to the companies in 2010 was 23 times as many as those in

2000. Today, fuel cells are still known as a fledgling industry after 170 years of the first invented

fuel cell and massive investment. EU will launch new Framework Program, Horizon 2020

(2014-2020), in which €2.8 billion will be allocated to the fuel cell and hydrogen technology

which leans heavily on the development of hydrogen infrastructure3

. The ambitious goals are

perfectly defensible, and indeed desirable, when we have the means to achieve them. However,

the program is long on ambition and short on scientific detail. Unless one really understands

those challenges in commercialization there is little chance of solving them. In fact, we have no

any clear idea of both theoretical solution and technical measures how to solve durability,

reliability and robustness in these programs. If public trust is not lost when advocates

‘blueprints’, it has been eroded when scientific infrastructure is unaccountable to the investors

intended to benefit from its output; when there is not enough emphasis on translating research

discoveries to the commercialization; and when target deadliine cannot be achieved and marginal

advances are over-hyped. Thus, we indeed need rethinking what are the real barriers of fuel cell

upscaling.

SEGUE TERZA PARTE

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

TERZA PARTE

3. The biggest barrier for commercialization of fuel cells

Generally speaking, the biggest barrier is still high cost (hydrogen and manufacturing) and

technical issues (low robustness, reliability and durability) in commercialization of fuel cells

since fuel cells are not comparable to the IC or turbine engines for both economic and technical

conditions. The hydrogen price and infrastructure are considered to be a chicken-egg issue to

solve high costs of fuel cells. Although commercialization of fuel cells will depend on R and D

of whole hydrogen system as part of the future hydrogen economy, the importance of hydrogen

price and infrastructure has been overestimated for market and public acceptance of fuel cell and

hydrogen technology. Firstly, hydrogen is not unique fuel for fuel cells. There are many different

types of fuel cells which do not use hydrogen as their fuels. If hydrogen is key problem, it is hard

to explain the current dilemma of all other types of fuel cells. Secondly, hydrogen has no any

relationship to manufacturing cost, robustness, durability and reliability. It is only related to run

cost. Therefore, could the investment of the hydrogen infrastructure reduce significantly the fuel

cell cost and make a breakthrough for the key issues of durability, reliability and robustness? Due to a clear advantage of no moving-parts, fuel cells should be easier-fabrication and

operation than the IC engines. Thus, the issue becomes another critical question why the fuel

cells with simpler structures are more cost and lower reliability and durability? Although

scientists and engineers did not answer the critical question, they still scaled them up for

commercial applications from subsidies of governments. It was not surprising that they found

that their fuel cells did not work well in the large scale due to technical issues of robustness,

reliability and durability. Of course, the technical issues were still outward appearance because

of degradation of materials or catalyst. No matter how many times they encountered problems of

cost, durability, robustness or reliability. They always believed things could be fixed with other

material, catalyst or sealing. Thus, R & D of fuel cell commercialization has been guided to

solve issues of materials, chemistry, water and hotspot4

. Overwhelming studies have been carried

out for the fundamental issues of chemistry and materials as well as water and heat, and many

measures have been suggested in industries, such as associated systems for water and heat

management.

, high temperature PEMFC7

, and cheaper catalyst8, 9

. The cycling attempts of

failure and improvement has been the most common approach which lead incremental progress,

slightly better performance, reliability and durability. These may provide some benefit, but bring

no end to the fuel cell itself. This is not to say that these researches are not important. They are

SEGUE QUARTA PARTE

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

QUARTA PARTE

important but overshadow the key barriers. Ironically, the efforts of the cycling attempts are not

a joking but main practices in fuel cell areas for the past fifty years. Fuel cells need not tactical

fixes but strategic solutions. Therefore, the real cause of upscaling failures has not been realized

well yet in R & D of fuel cells.

It becomes clear that these past efforts do not address the critical questions. Why the simpler

structure fuel cells still lag far from the steam and IC engines after massive investment in the

past years? Why upscaling of fuel cells failed often when many researchers stated their successes

in small scale? We have not seen any answer to the above basic questions from the past studies

so far.

Fuel cells use matured electrochemical reactions of H2 and O2 which are much simpler than

the combustion reaction of IC engine. Therefore, it is easy to make a single working fuel cell in

the lab, but building fuel cell stacks that generate useful power reliably, efficiently, and cheaply

is another matter entirely. The success of small scale cell means that the issues of chemistry,

materials, water, and heat have been solved in single cell scale and has met technical

requirements of durability, robustness and reliability. In order to obtain a higher voltage and

current or power, many individual fuel cells are connected in either series or parallel, known as

stacks. The upscaling technology using the repeat units are totally different from those of the

conventional IC engines. This type of upscaling is based on a basic assumption of repeat units

that performance of a successful cell can be repeated by all other cells since they use same

materials, seals, catalyst and structures, and undertake same electrochemical processes.

In an assembly of repeat units, all the cells are designed to work in same operating conditions

of fluid flow, electrochemical reaction and materials to maximize power output. However, there

are main challenges to keep all the cells of the stack at same flow rate and pressure drop. Whilst

some cells in the stack cannot reproduce performance of a designed successful cell, the outward

appearance of the failure may be one of materials, chemistry and water and hotspot which lead a

series of issues: durability, reliability and robustness. In practice, it is well-known that failure of

SEGUE QUINTA PARTE

Marco La Rosa ha detto...

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QUINTA PARTE

upscaling can be somehow attributed to the root cause of uneven flow

distribution. Chemistry, materials, water and thermal issues are not essences but the outward

appearance. As a result, the massive studies of materials, chemistry, water and thermal

management have not been able to overcome issues of durability, reliability and robustness. It is

poor flow-field designs that result in the failure of upscaling. The key to address the issue is to

ensure all the cells work at its designed temperature condition rather than to develop a material at

a higher temperature. It is questionable to address the upscaling failure using the cycling

attempts of catalyst, water, heat, and chemistry and material issues. Surprisingly, these facts and

figures are neither questioned nor discussed by expert groups and annual merit review4, 10-11

.

Also media representatives and other groups are quite disheartening in considering their

immense significance in fuel cell community and investors12

.



4. Any solution?

The uniformity of flow distribution is a key for fuel cell upscaling. However, fuel cell

companies and academics have ignored this key or very simply treated it. This may be because

few industries have capacity to study systematically relationships of configurations, structure and

function in flow field designs due to complexity of manifold systems or/and because academics

take it as matured and solved technology. In fact, this has been a well-known challenge in flow

distributions field for the fifty years13-14. It is like searching for a needle in a haystack to find the

design which provides uniform flow distribution and proper pressure drop under a wide range of

combinations in layouts, shapes, dimensions and operating conditions15-17

. The time-effective

design and optimization of flow fields have been one of the most challenges for cost reduction

and performance improvement in fuel cells, which is recognized as a key breakthrough in R & D

of fuel cells. Thus, the design of flow fields is the core technology in fuel cell upscaling.

Let's reach for what might in fact be possible. Ones might find an incredibly simple solution,

which might make trials of commercialization shorter and less expensive. Encouragingly,

Wang’s research addresses the key issue in upscaling fuel cells:

SEGUE SESTA PARTE

Marco La Rosa ha detto...

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SESTA PARTE

1) a completed theory of

flow field designs and an effective tool of designs. Wang unified the main existing models and

methods into one theoretical framework (e.g., main existing models in the theory as a special

case), including Bernoulli and momentum theories, and discrete and continuum methods,

2) established a completed and comprehensive theory of flow field designs,

3) a direct, quantitative, and systematic relationship among flow distribution, pressure drop, configurations, structures,

and flow conditions, and 4) developed an effective design tool with characteristic parameters,

practical procedure, measures, criteria and guideline how to ensure all the cells/channels work in

optimal operating windows.

Clearly, it is the must-way possible to substantially improve durability, reliability and

robustness by using uniform flow distribution design with combining materials, catalyst, sealing

and water and thermal management. Scientists and engineers need to work together to reorder priorities and change the conversation and culture of science and engineering. The process of

increasing scientific understanding involves iteration between models, experiments, chemistry,

materials, design and manufacturing. In this sense the theory of flow distribution stimulate our

thinking and inform our experiments, including materials and chemistry, and point out the way

toward a systematic assessment of flow distribution, materials, chemistry, configurations,

structures and performances and their interactions. Thus, an interaction between research and

development will result in greater success .

Dr Adamson says that ‘It really is do or die time in

the industry. It is up to the industry itself to decide which scenario becomes reality.’


Marco La Rosa ha detto...

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Il procedimento del brevetto è utile in queste applicazioni



Generation III is All the Rage

Generation III is All the RageThe nuclear power industry is growing bigger by getting smaller. Generation III power technology — along with advances in small modular reactors — are driving developments in the nuclear power generation market worldwide. From Rolls-Royce working with Rosatom and Fortum on introducing Russian Generation III nuclear reactor technology to the UK, to NuScale Power's plans to bring small modular reactor technology to the U.S. market by 2025, nuclear power is remaining a key tool in power planning for the future. Engineer Live looks at big projects on the horizon, and explains why nuclear power is on the way up worldwide.

Marco La Rosa ha detto...

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Electric Fields Clean Up Coal Combustion

Electric Fields Clean Up Coal CombustionCould a Seattle, WA-based company solve pollution issues for coal plants and refineries? ClearSign Combustion has devised a new technique that uses electric fields to manipulate the shape and brightness of flames, reducing pollutants in the process. As Technology Review explains, the technology could also reduce fuel consumption by 30% by removing the need for some conventional pollution controls.

Marco La Rosa ha detto...

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Siemens Lands Biggest Wind Order Ever

Siemens Lands Biggest Wind Order EverU.S.-based MidAmerican Energy Holdings just bought more than $1 billion worth of wind turbines from Siemens AG for five projects in Iowa, the single biggest order for land-based wind equipment in Siemens' history. BusinessWeek says the record order — which includes almost 450 turbines with a generating capacity of more than 1,000 MW — came about because of dropping turbine prices.

Marco La Rosa ha detto...

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procedimento del brevetto può risultare utilissimo in quest’applicazione specifica.



X-ray Steps Up Again

X-ray Steps Up AgainX-ray, too, has moved forward. This X-ray inspection system offers better-quality X-ray images for production and other real-time analysis tasks. The manufacturer claims that the system's sealed transmissive X-ray tube requires no maintenance and can detect features down to 0.1 µm. Its 2 megapixel imaging capability provides high quality images at an affordable price.

Marco La Rosa ha detto...

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Telemedicine robot

Modern telepresence robots do more than put a patient's diagnostic information in the hands of an offsite doctor. They create a virtual presence that delivers a lifelike experience. With sophisticated controls, advanced imaging, and small, quiet FAULHABER DC motors from MICROMO, InTouch brings top-flight medical care across the globe.

Marco La Rosa ha detto...

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Robots on a Mission to Explore



Intellent robot systems are being used in disaster control, rescue missions, and salvage operations too dangerous for humans. Robots that can look for survivors after an explosion, an earthquake or other natural disasters have become indispensable helpers. Powerful brushless DC maxon motors give this rescue robot "Quince" its drive.

Marco La Rosa ha detto...

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What's Your Type?

This missive on how to select the appropriate type of robot for your application describes and compares the benefits of Cartesian, six-axis, and SCARA robots. Determining parameters such as the load, orientation, speed, travel, precision, and working environment is the first step. Typically, heavy loads are best managed by Cartesian robots, while SCARA robots excel at handling four or more axes of motion, and six-axis robots are a good choice for complex motions.

Marco La Rosa ha detto...

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Army to replace 25 percent of soldiers with robots by 2030



In what might come as a shock to many enlisted individuals out there, The U.S. Army has recently declared that it is cutting troop levels. Over the next sixteen years, each and every brigade in the Army will see its soldier count drop from 4,000 to 3,000, with robots making up the loss in firepower. That's according to General Robert Cone, who said robot soldier levels would reach their new peak between 2030 and 2040 during an Army Aviation symposium last week.

The scope of Gen. Cone's announcement is even more sweeping than you might suppose. Soldiers currently work in nine-man squads — the smallest effective unit size generally deployed. Vehicles and infrastructure are constructed with these basic troop units in mind, so altering this group mechanic to either include robot members or entire squads of mechanical soldiers would be a massive undertaking from a infrastructure point of view.

That being said, there's already a robot for almost every job in the armed forces. Drones provide air support while robotic mini-tanks patrol streets. Tiny, insect-sized robot helicopters provide intel, and Robotic medics and first responders are on the horizon. Smart rifles can even take the place of snipers.

Even the human soldiers deploying along side the robots will be outfitted with robotic exoskeletons, so from a certain perspective a 25 percent reduction in manpower by 2030 could almost be viewed as a conservative estimate. The reason behind all this robotic warmongering might not be the Skynet reference you'd be right to expect at this point. Human soldiers cost a ton of money, reminds General Cone. Caring for those whose tour of service is over actually made up a quarter of the total defense budget last year. So, while a robot might cost you an arm and a leg, it won't bill you for treatment for decades after it loses one of its own. Given the circumstances, the human soldiers might have a lot to be thankful for, when their robotic squad-mates report for duty.

Marco La Rosa ha detto...

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Shale gas, una storia americana

La rivoluzione del gas di scisto che ha spinto la ripresa economica Usa è difficilmente replicabile altrove e comunque le grosse compagnie energetiche non potranno cavalcarla. Il prezzo del petrolio calerà.



- Gli Stati Uniti stanno vivendo una nuova spinta energetica con lo shale gas e lo shale oil, ma questo modello non è attualmente replicabile in altre parti del mondo, per diverse ragioni.

- Le esportazioni di gas non convenzionale resteranno bloccate per diversi anni. Continuerà a essere una risorsa prettamente americana.

La produzione dello shale gas negli Stati Uniti rappresenta una vera e propria rivoluzione energetica, il cui impatto sulla ripresa economica a stelle e strisce è stato anche troppo sottovalutato. A dirlo è Leonardo Maugeri, ex dirigente Eni, esperto di energia e oggi senior fellow di Harvard con cui ha pubblicato diverse ricerche sull’argomento, intervenuto all’ultima Conferenza sulle commodity organizzata da Etf Securities a Milano.



Cos’è lo shale gas?


Detto anche gas di scisto, si tratta di gas naturale non convenzionale estratto dai giacimenti rocciosi, che devono essere penetrati e poi essere fatti “esplodere” attraverso una tecnica chiamata fracking, già nel mirino degli ambientalisti.

“La produzione di shale gas, da quasi nulla nel 2000, è oggi pari a 220 miliardi di metri cubi, equivalenti alla produzione della Nigeria”, racconta Maugeri. “Questo nuovo settore è estremamente complesso: estrarre gas e petrolio (il cosiddetto shale oil, Ndr) in questa maniera è difficile e inoltre esisitono enormi differenze di produttività e di costi anche all’interno dello stesso giacimento”.



Un sogno (solo) americano


Secondo l’ex manager di Eni, le grandi aspettative legate a questo nuovo modo di produrre sono destinate a rimanere deluse. Prima fra tutte, l’idea di replicare l’esperienza americana in altre parti del mondo. “La produzione shale è destinata a diminuire se non si perforano continuamente nuovi pozzi”, spiega. “Nel 2013, negli Stati Uniti, sono nati quasi 2 mila nuovi giacimenti, proprio perché questo modo di produrre è di tipo intensivo, al contrario dell’estrazione tradizionale. A oggi, il 65% degli impianti di perforazione mondiali sono negli Usa”. Insomma, nessun altro paese al mondo ha attualmente la capacità di tenere il passo, sotto diversi profili: geologico, abitazionale, tecnologico, legislativo. Tutto ciò rende improbabile il verificarsi di una “rivoluzione” simile in altri paesi. Almeno per i prossimi anni.

La seconda riguarda le esportazioni americane verso il resto del mondo. “Washington non diventerà un grande esportatore di gas di scisto prima del prossimo decennio”. Il problema è politico. “Tutto il settore industriale americano è contrario a esportare, in quanto si teme un forte rincaro nei prezzi, il che sarebbe un problema”.



Un lavoro per piccoli


Altro spunto interessante riguarda le società che operano nell’estrazione del gas e del petrolio di scisto. Come racconta Maugeri, sono quasi tutte aziende di piccola-media dimensione, molto specializzate, flessibili e con un grande know-how. Perciò, secondo lui, i giganti energetici mondiali, da BP, a Exxon, a Shell ed Eni, non potranno avvantaggiarsi di questo trend. Innanzitutto hanno ormai già perso il treno. E poi non hanno le risorse per operare in produzioni che richiedono tempi così rapidi, tanto da richiedere migliaia di nuovi pozzi all’anno.



Marco La Rosa ha detto...

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SI AVVIA A PADOVA UNA NUOVA FASE PER LA REALIZZAZIONE DI COMPONENTI E IMPIANTI PER LE ATTIVITÀ DI SPERIMENTAZIONE DEL REATTORE A FUSIONE ITER



Con la consegna di PRIMA (Padova Research ITER Megavolt Accelerator), l’edificio che ospita un impianto sperimentale per la fusione nucleare, avvenuta presso l’Area della Ricerca del CNR di Padova, il sistema Italia registra un ulteriore progresso tecnologico per la realizzazione di ITER. PRIMA è un laboratorio che ospita un acceleratore di fasci neutri, che serve per il riscaldamento del plasma e per l’avvio del processo di fusione del reattore sperimentale ITER. Il progetto vede impegnato il Consorzio RFX di Padova, di cui fanno parte l’ENEA, il CNR, l’INFN e l’Università di Padova.

Questo risultato è stato ottenuto grazie ad una complessa attività di ricerca e sviluppo iniziata nei primi anni novanta, quando l’ENEA per prima cominciò ad orientare le proprie attività di ricerca verso lo sviluppo tecnologico del reattore dimostrativo, come coordinatore del programma italiano di fusione, e svolgendo successivamente anche un ruolo di supporto all’Industria, che si è rivelato determinante nella partecipazione alle gare internazionali per l’aggiudicazione dei componenti di ITER, ottenendo finora il 53% delle commesse europee, al netto delle gare per gli edifici.

Questo successo è dovuto anche al coinvolgimento delle industrie italiane del settore fin dall’inizio. Le nostre industrie hanno saputo cogliere l’opportunità di operare in un ambito strategico su attività di grande complessità che hanno permesso loro di ottenere risultati di eccellenza mondiale, nonché di acquisire un’alta qualificazione e di incrementare così la loro competitività anche in campi più convenzionali. Sono risultati di eccellenza che sono stati resi possibili mettendo a sistema un’industria altamente qualificata, dei laboratori di ricerca di eccellenza e una efficace attività di formazione.

Saranno le tecnologie hi-tech made in Italy: magneti superconduttori, camera da vuoto, sistemi di riscaldamento (l’impianto in costruzione a Padova), ecc., che dovranno garantire per decenni la sperimentazione in piena efficienza di ITER.



Marco La Rosa ha detto...

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ACCORDO DI COLLABORAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA FRA I MUSEI VATICANI E L’ENEA PER LA TUTELA DEI BENI CULTURALI



I Musei Vaticani e l’ENEA sono lieti di presentare uno speciale Accordo di collaborazione tecnico-scientifica fra i Musei Vaticani e l’ENEA per la tutela dei beni culturali.
Alla manifestazione, presso i Musei Vaticani, intervengono: Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, Giovanni Lelli, Commissario dell’ENEA, Ulderico Santamaria, Dirigente del Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il Restauro dei Musei Vaticani, Giorgio Fornetti, Coordinatore trasferimento innovazione nel settore dell’optolettronica dell’ENEA.

Tale accordo si configura come una rilevante collaborazione tecnico-scientifica per sviluppare congiuntamente tecnologie più avanzate per la tutela dei beni culturali, con specifica cura riguardo il patrimonio storico, artistico, architettonico e ambientale.

Le attività di ricerca dei Musei Vaticani e dell’ENEA si basano su una consolidata esperienza multidisciplinare, che integra con un approccio sistemico le competenze derivanti da diversi ambiti di indagine, con particolare attenzione per il settore della diagnostica per immagini, il biorestauro e le metodologie di intervento compatibili con l’ambiente, compreso il settore energetico-ambientale.

I Musei Vaticani, costantemente impegnati in attività di studio, ricerca, conservazione e restauro dei beni culturali, collaboreranno con l’ENEA per lo sviluppo ed applicazione di nuove tecnologie per lo studio dello stato tensionale delle opere, indagini non distruttive che microinvasive, nonché per lo sviluppo di nuove metodologie per il restauro e la ricerca di nuovi sistemi di trasporto.

La collaborazione utilizzerà una vasta gamma di tecnologie innovative per le indagini diagnostiche, per la protezione sismica nei trasporti di opere d’arte, per l’impiego avanzato delle tecnologie informatiche utili al pubblico al fine di una fruizione più accessibile delle opere d’arte, per il recupero del patrimonio architettonico e monumentale, incluse attività di studio ed analisi energetico-ambientali per garantirne la gestione ecocompatibile.

L’azione combinata coinvolgerà soprattutto il Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il Restauro dei Musei Vaticani e le diverse strutture tecnologiche dell’ENEA, che così insieme si occuperanno del trasferimento tecnologico, delle applicazioni e modellazioni delle tecnologie fisiche, chimiche, biologiche, ingegneristiche, con particolare impegno nello studio relativo ad attività di conservazione e valorizzazione che prevedono lo sviluppo, la progettazione e la messa a punto di tecnologie e metodologie connesse alle specifiche necessità di casistiche particolari, da cui eventualmente potranno derivare anche dei brevetti congiunti.

Marco La Rosa ha detto...

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Holding a Holographic Heart



Holding a Holographic HeartThe surgeon in this video appears to be holding a human heart in midair, but what is being manipulated is a 3D holographic projection of an actual heart. The technology involves use of Philips' interventional X-ray and cardiac ultrasound systems to acquire real-time 3D holographic images which are displayed with visualization systems developed in Israel. A patient's true 3D anatomy appears as precise volumetric holograms that can be rotated and sliced to guide surgical procedures

Marco La Rosa ha detto...

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Restored Vision with 'Bionic Eye'

Restored Vision with 'Bionic Eye'A vision system soon to hit the U.S. market may help restore some vision to people who have lost their sight to the degenerative eye disease retinitis pigmentosa. The system, using an electronic retinal implant, gives patients a coarse 60-pixel image — letting them see large objects and people (though not recognize faces), helping them navigate, and read large alphanumeric characters.

Marco La Rosa ha detto...

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Il procedimento del brevetto può risultare utile in quest’applicazione



Novel X-ray device developed



Using a compact but powerful laser, a research team at the University of Nebraska-Lincoln has developed a new way to generate synchrotron X-rays.

Although the high quality of synchrotron X-rays make them ideal for research ranging from the structure of matter to advanced medical images, access to the technology has been limited until now. Most traditional synchrotron X-ray devices are gigantic and costly, available only at a few sites around the world.

As reported in this week's issue of the top-ranked optics journal Nature Photonics, researchers at UNL's Extreme Light Laboratory developed a novel method to generate research-quality X-rays using a "tabletop" laser.

"Our hope is that this new technology will lead to applications that benefit both science and society," said Nathan Powers, a Ph.D. student and first author of the journal article.

Physics professor Donald Umstadter, director of the Extreme Light Laboratory, led the research project. He compared the synchrotron X-ray breakthrough to the development of personal computers, giving more people access to computing power once available only via large and costly mainframe computers. Shrinking components of advanced laser-based technology will increase the feasibility of producing high-quality X-rays in medical and university research laboratories, which in turn could lead to new applications for the X-rays.

Because the new X-ray device could be small enough to fit in a hospital or on a truck, it could lead to more widespread applications for advanced X-ray technology, UNL scientists said. New applications might include Homeland Security detecting nuclear materials concealed within a shielded container; doctors finding cancerous tumors at earlier stages; or scientists studying extremely fast reactions that occur too rapidly for observation with conventional X-rays.

SEGUE SECONDA PARTE

Marco La Rosa ha detto...

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SECONDA PARTE

Ever since synchrotron X-ray light sources were developed more than 60 years ago, they have grown in size. Some now equal the size of a college campus, with a cost in the hundreds of millions of dollars. These huge machines continue to be built, most recently in Australia and Brazil.

Like supercomputers, they provide scientists with the most advanced research capabilities, yet they are not feasible for most practical applications. Though synchrotron X-rays result in lower doses of radiation as well as high-quality images, the tens of thousands of compact X-ray devices currently in operation in hospitals or at ports worldwide produce lower quality X-rays.

In traditional synchrotron machines, electrons are accelerated to extremely high energy and then made to change direction periodically, leading them to emit energy at X-ray wavelength. At the European Synchrotron Radiation Facility in Grenoble, France, the electrons circle near the speed of light in a storage ring of 844 meters in circumference. Magnets are used to change the direction of the electrons and produce X-rays.

Pursuing an alternative approach in the recent experiments, the UNL team replaced both the electron accelerator and the magnets with laser light. They first focused their laser beam onto a gas jet, creating a beam of relativistic electrons. They then focused another laser beam onto the accelerated electron beam. This rapidly vibrated the electrons, which in turn caused them to emit a bright burst of synchrotron X-rays—a process referred to as Compton scattering. Remarkably, the light's photon energy was increased during this process by a million-fold. And yet, the combined length of the accelerator and synchrotron was less than the size of a dime.

"The X-rays that were previously generated with compact lasers lacked several of the distinguishing characteristics of synchrotron light, such as a relatively pure and tunable color spectrum, " Umstadter said. "Instead, those X-rays resembled the 'white light' emitted by the sun."

The new laser-driven device produces X-rays over a much larger range of photon energies, extending to the energy of nuclear gamma rays. Even fewer conventionalsynchrotron X-ray sources are capable of producing such high photon energy. Key to the breakthrough was finding a way to collide the two micro-thin beams—the scatteringlaser beam and the laser-accelerated electron beam.

"Our aim and timing needed to be as good as that of two sharpshooters attempting to collide their bullets in midair," Umstadter said. "Colliding our 'bullets' might have even been harder, since they travel at nearly the speed of light."



Marco La Rosa ha detto...

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Bio-batteries Get Under Your Skin



Finding the right materials with which to fabricate batteries for implantable medical electronics has reached a critical stage. Lithium-ion batteries may be the workhorse of consumer electronics, but lithium is potentially toxic if used inside the body. The New Scientist looks at recently developed uses of biological materials like melanin — the substance that creates pigments in humans — to build implantable power sources.

Marco La Rosa ha detto...

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Harvesting the Airwaves



Scientists have developed a device that captures microwave signals and converts them into enough energy to recharge small electronic devices like cell phones. The harvester uses metamaterials to capture the signals and fiberglass and copper conductors to convert the electromagnetic energy into usable electricity. The researchers hope to tune the harvester to tap other energy sources, such as satellite, sound, and Wi-Fi signals.

Marco La Rosa ha detto...

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Harnessing Wasted Power



Researchers are developing a family of power generators that use the triboelectric effect to produce as much as 300 W of power. What is so unique about these triboelectric generators is the technique and the materials used to convert random mechanical energy from the environment into electricity. The Energy Harvesting Journal explains how these generators work and describes the applications they may enable.

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China Moon Landing: 'Jade Rabbit' Rover Basks in Lunar Bay of Rainbows



China's first-ever moon rover is driving on the lunar surface after successfully separating from its carrier lander to begin exploring its landing locale: the Bay of Rainbows.

The Chang'e 3 lunar lander reached the moon Saturday (Dec. 14) at about 9:12 p.m., Beijing time, making China only the third country in the world to achieve such a moon feat after the former Soviet Union and the United States. The lander also delivered the robotic rover Yutu ("Jade Rabbit") to the lunar surface to begin its months-long driving mission.

A few hours after landing, Yutu's wheels were unlocked by the firing of explosive devices and the rover unfolded its solar wings and deployed its instrument-laden mast. A cable connecting the rover and lander was then cut. A "transferer" system — resembling a pair of ladders set up on the lander —then unlocked to inch down closer to the lunar surface, allowing the Yutu rover access to the moon's surface to begin its lunar trek.

"Chang'e 3 has been landed successfully on the surface of the moon today," said Zheng Yong-Chun of the National Astronomical Observatories and a member of the Chinese Academy of Sciences.

The landing site in the Sinus Iridum (Latin for "Bay of Rainbows"), a region along the northern part of the Mare Imbrium ("Sea of Showers") in the moon's northern hemisphere. "The nearest nominated crater is Laplace F," Zheng said. "May Yutu (Jade Rabbit) begin exciting new exploration."

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SECONDA PARTE
China flexes moon landing legs



The 1-ton Chang'e 3 lander relied on auto-control for its descent to the moon and became the first spacecraft to soft-land on the lunar surface since the former Soviet Union's Luna 24 in 1976.

The lander hovered some 300 feet (100 meters) altitude above the lunar landscape as it scanned for a safe and sound landing point. The vehicle then throttled down its engine, free-falling to a legged landing.

The lander itself carries scientific gear capable of observing the Earth as well as other celestial objects and is designed to serve for 12 months.

Both the Chang'e 3 rover and lander still face a battle with lunar night temperatures that plummet during 14 days of lunar night. Control of China's first robotic moon landing is being carried out at the Beijing Aerospace Control Center.



China's moon rover Yutu ("Jade Rabbit") rolls down a ramp on the Chang'e 3 lander after touching down on the moon's Bay of Rainbows on Dec. 14, 2013.


Yutu rover on the moon



The Yutu moon rover is named after a pet rabbit that travels with the goddess Chang'e to the moon in Chinese legends. China has called each of its three moon missions to date after the Chang'e legend. The Chang'e 1 and Chang'e 2 orbiter missions launched in 2007 and 2010, respectively.

China's Yutu moon rover is a six-wheel robot that weighs nearly 310 lbs. (140 kilograms) and is outfitted with navigation and panoramic cameras. The lower front portion of the rover is equipped with hazard-avoidance cameras.

The solar-powered rover is built to hibernate at night and could survive three ultra-cold lunar nights, the equivalent of three Earth months.

Moon Master: An Easy Quiz for Lunatics

For most of human history, the moon was largely a mystery. It spawned awe and fear and to this day is the source of myth and legend. But today we know a lot about our favorite natural satellite.

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TERZA PARTE

Yutu tools on the moon

The Yutu rover carries a robotic arm with an Alpha-Proton X-ray Spectrometer, or APXS.

David Kring, senior staff scientist at the Lunar and

Planetary Institute in Houston, told SPACE.com that the APXS tool could, among other duties, study recent impact crater material that's been tossed out and about, revealing the material below the moon's surface; look at ejected debris in crater rays and/or in secondary craters; and help researchers develop a better model for impact cratering processes.

According to an informal report drafted by Kring, drawing from various Chinese sources, the moon rover carries nearly 45 lbs. (20 kilograms) of gear and has a 6-mile (10 km) range once free of the Chang'e 3 lander.

Yutu also sports a belly-mounted ground penetrating radar.

The rover's radar is believed to have a piercing depth of 100 feet to nearly 330 feet (30 meters to 100 meters). It apparently can operate in two wavelengths, giving it very high resolution at shallow depths to penetrate through the moon's topside called regolith. The other radar wavelengths can probe through the regolith and into the mare basalts.



The Chang'e 3 lunar lander and moon rover is part of the second phase of China's three-step robotic lunar exploration program.


Titanium-rich site

"The landing site for Chang'e 3 is in an area of basalt flows that are rich in Titanium similar to those returned by the Apollo 11 and 17 missions," saidClive Neal, a leading lunar scientist at the University of Notre Dame's Department of Civil and Environmental Engineering and Earth Sciences.

"These are potentially younger than those returned by Apollo and investigating the compositions of the basalts in this region will add to our knowledge of the evolution of the lunar interior and history of volcanism on the lunar surface," Neal told SPACE.com.

Neal said that the data returned from the ground penetrating radar system on Yutu could allow scientists to estimate the thickness of the mare fill around the landing site, he said, and at least the depth of the lunar regolith.

"I am really looking forward to the data returned by this mission," Neal said.

Lawrence Taylor, director of the Planetary Geosciences Institute at the University of Tennessee's Department of Earth and Planetary Sciences, is a veteran Apollo lunar scientist. He, too, had high praise for China's Chang'e 3 mission.

"We Apollo lunatics salute you and your country in this marvelous event in becoming the third soft-landing nation. May your success, as initiated by your glorious 'Jade Rabbit,' be the catalyst to spur on all lunar exploration and be a bond to unite all people,"

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Bio-batteries Get Under Your Skin



Finding the right materials with which to fabricate batteries for implantable medical electronics has reached a critical stage. Lithium-ion batteries may be the workhorse of consumer electronics, but lithium is potentially toxic if used inside the body. The New Scientist looks at recently developed uses of biological materials like melanin — the substance that creates pigments in humans — to build implantable power sources.

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Harnessing Wasted Power



Researchers are developing a family of power generators that use the triboelectric effect to produce as much as 300 W of power. What is so unique about these triboelectric generators is the technique and the materials used to convert random mechanical energy from the environment into electricity. The Energy Harvesting Journal explains how these generators work and describes the applications they may enable.

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Harvesting the Airwaves



Scientists have developed a device that captures microwave signals and converts them into enough energy to recharge small electronic devices like cell phones. The harvester uses metamaterials to capture the signals and fiberglass and copper conductors to convert the electromagnetic energy into usable electricity. The researchers hope to tune the harvester to tap other energy sources, such as satellite, sound, and Wi-Fi signals.

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Building a 3-D Map of Brain’s Electrical System



The brain continues being an organ of mystery, keeping most of its secrets hidden from scientists and their research tools. Yet, new technologies are being developed that allow the building of neural pathway diagrams of the brain that may help explain how the organ actually works.

Marco La Rosa ha detto...

Piccoli impianti idroelettrici e nuove normative per le piccole medie imprese



Per rilanciare lo sviluppo i legislatori hanno recentemente introdotto iter più snelli per realizzare piccoli impianti idroelettrici. Il nuovo modello produttivo (più siti da fonti rinnovabili) rivaluta torrenti e mulini e le iniziative dei cittadini.



Leggi semplificate

Il D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 ha semplificato le procedure per i cosiddetti “micro e mini – idro” (piccoli impianti idroelettrici) con potenza nominale fino a 100 kW considerati ispo facto esenti da VIA (Valutazione di Impatto Ambientale secondo procedure del Ministero dell’Ambiente). Il D.P.R. 13 giugno 2013 attua la Autorizzazione Unica Ambientale – AUA: chi è esente da VIA può rivolgersi a un unico referente, la Provincia, anziché avere più interlocutori (Regioni, Province, Comuni, ARPA, Autorità di bacino ecc.). Il numero di atti per AUA può variare da Regione a Regione. Tutte le info sono sui siti degli enti provinciali.



Piccole derivazioni ad uso idroelettrico

Gli impianti sono classificati in base alla potenza nominale della centrale come stabilito dalla ESHA – European Small Hydro Association: micro impianti < 100 kW; mini impianti tra i 100 ed i 1000 kW; piccoli impianti tra 1 e 10 MW; grandi impianti > 10 MW (in Italia > 3 MW). La concessione per la derivazione delle acque a scopo idroelettrico per impianti di potenza inferiore ai 3 MW è di competenza della Provincia.



Tra i 100 ed i 1000 kW – impianti mini-idro



Non richiedono laghi artificiali o opere di sbarramento. Si integrano nell’ecosistema usando direttamente la portata del corso d’acqua. Possono essere integrati con bacini e acquedotti irrigui o potabili. Le centraline preposte possono contribuire anche ad altri scopi anti dissesto idrogeologico (pulizia degli alvei, controllo delle acque).



Potenza < 100 kW – micro-idro

Sfruttano piccoli salti a portata costante e l’energia idrica del tratto terminale di canali e condotte (altrimenti dissipata). Si possono inserire in progetti come acquedotti, sistemi di canali di bonifica, circuiti di raffreddamento di condensatori, opere di irrigazione e i tempi di cantiere sono brevi. Un campo che offre molti sviluppi, con la giusta tecnologia.

Qualche esempio

A Cerano (NO) è stata realizzata la prima centrale al mondo in grado di sfruttare un salto di acqua di soli 2 metri per una potenza costante di 160 kW e una produzione annuale di oltre 1 GWh. A Gioia del Colle (BA) la mini centrale sfrutta il salto dell’acquedotto pugliese e a Chiomonte (TO) un piccolo impianto da 40 kW sfrutta il salto delle condotte dell’acqua potabile.

Trasparenza e condivisione

Molte piccole centrali sparse in più di 1.000 Comuni coprono il fabbisogno energetico elettrico di oltre 1,7 milioni di famiglie già dal 2011. La crescita continua: sul Mincio sono già stati attivati numerosi mulini ed è al vaglio un nuovo progetto da approvare proprio a breve.

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