IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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LA NUOVA CONOSCENZA

lunedì 17 agosto 2015

ALZHEIMER: NUOVI STUDI MA LENTI PROGRESSI



SEGNALATO DAL DR. GIUSEPPE COTELLESSA (ENEA)

Alzheimer: nuovo farmaco rallenta la malattia

E’ il primo concreto passo in avanti contro una delle malattie più diffuse di questo secolo. Dall’Inghilterra arriva un farmaco che ritarda il progredire dell’Alzheimer. Il farmaco è in grado di rallentare fino al34% l’avanzare del morbo nei pazienti che sono ancora nello stadio iniziale della malattia. A cambiare l’approccio verso la malattia è la molecola “Solanezumab” i cui effetti sono stati resi noti in occasione della conferenza internazionale dell’Alzeheimer Association a Whashington. La rivoluzione della molecola sta nel fatto che essa non agisce sui sintomi, ma sulla causa. I ricercatori spiegano che la morte delle cellule cerebrali è inarrestabile mentre la nuova molecola potrebbe mantenerle vive. Le terapie attuali agiscono sui sintomi della demenza aiutando le cellule cerebrali a funzionare al meglio possibile. Con la nuova scoperta invece dovrebbe essere possibile attaccare le proteine deviate che si formano nel cervello colpito dall’Alzheimer. La molecola fu sperimentata già nel 2012  ma era sembrata un fallimento. In seguito però i ricercatori hanno rilevato l’efficacia della sperimentazione nei pazienti che sono ancora allo stadio iniziale della malattia. Da qui la decisione di andare avanti con le ricerche, i cui risultati sono stati presentati negli scorsi giorni e dimostrano che i pazienti che hanno assunto questo farmaco hanno avuto maggiori benefici rispetto ad altri. Gli esperti procedono con un “cauto ottimismo” ma non nascondono che, se i risultati della prima sperimentazione positiva dovessero replicarsi, sarebbe un incredibile avanzamento. Per la prima volta la comunità medica potrebbe dire di poter rallentare il progredire dell’Alzheimer. La malattia ha un esordio prevalentemente in età senile e il sintomo più comune è la difficoltà nel ricordare eventi recenti. Con l’avanzare del tempo possono riscontrarsi anche afasia, disorientamento e cambi repentini dell’umore. L’aspettativa di vita dopo la diagnosi va dai 3 ai 9 anni.  Secondo l’Alzheimer’s Disease International, il numero dei malati nel mondo era di 36 milioni nel 2010, 44,35 milioni nel 2013 e si parla di75 milioni nel 2030. Sono dati estremamente allarmanti, per questo  la molecola “Solanezumab”  potrebbe rappresentare davvero una rivoluzione assoluta sul campo.

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