IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

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LA NUOVA CONOSCENZA

sabato 16 giugno 2012

PROFEZIE MAYA 2012: L' ASTRONAUTA DI PALENQUE


di: Marco La Rosa

"980 soli dalla quinta era una grande nube nera sulle terre di occidente"

Nel 1952 una spedizione al centro della  penisola dello Yucatan,   condotta dall’archeologo Alberto Ruz Lhuillier scoprì, quasi per caso un gruppo di rovine abbandonate da secoli e che la vegetazione,  avevano coperto quasi completamente.

All’interno della struttura piramidale principale,  venne rinvenuto un sarcofago di pietra rossa ricoperto da un’imponente lastra,  che fu possibile alzare solo dopo il ricorso a tecniche modernissime.

 Dentro il sarcofago fu rinvenuto Io scheletro di un uomo alto 1 metro e 73 centimetri con il volto coperto da una maschera di giada.

K'inich Janaab' Pakal (23 marzo 603 - 28 agosto 683 d.C.), detto Pacal il Grande (Votan), fu un sovrano che salì al trono di Palenque nel 615 d.C. in giovanissima età, segnando l'avvento di un'epoca di prosperità e sviluppo sotto tutti punti di vista: artistico, culturale, sociologico, scientifico.
La cosa più sorprendente fu senz’altro la grossa lastra di pietra che copriva il sarcofago. Per interpretarla furono usate le più svariate e fantasiose ipotesi.  Tra le tante la più “intrigante” è senz’altro quella che sembra anche la più incredibile: “l’ipotesi della capsula spaziale”.

 Infatti il personaggio raffigurato, sembra  portare un casco; è seduto in modo inconsueto e guarda in direzione della prora. Le sue mani sembrano manovrare delle leve, la testa pare appoggiata su un supporto e nel naso sembra penetrare una specie di inalatore. Inoltre,  dalla parte posteriore di quella che pare una “navicella” fuoriescono delle fiamme.
"Nel tempio delle iscrizioni, sopra la sua tomba sono contenuti alcuni elementi che sono stati utilizzati per comporre la "profezia" del 2012. Non si tratta di una profezia come ad esempio intendiamo le profezie bibliche o di Nostradamus, ma di un incredibile grande calendario del Lungo Computo che calcola il tempo, anziché in mesi e anni, attraverso la definizione di grandi ère di circa 5125 anni. L'attuale  terminerebbe proprio intorno alla fine del 2012."
 Ovviamente l’interpretazione dell’astronauta ante-litteram,  appare incredibile poiché si tratta di un reperto archeologico risalente a più di 1000 anni fa, ma l’osservazione pura e semplice della pietra tombale suggerirebbe proprio questo.
"La causa,  risiede nella nostra forma mentis che ci invoglia a decifrare tutto ciò che è ignoto attraverso figure a noi familiari. Esiste in psicologia un fenomeno, la “categorizzazione”, che ci permette, in sogno o durante la nostra vita quotidiana, di vedere e ricordare degli eventi in modo personale, basato su esperienze passate, ma spesso lontano dalla realtà.
La categorizzazione è un topico centrale nella psicologia cognitiva, nella linguistica, e nella filosofia, ma è cruciale anche  nell’apprendimento. La categorizzazione dei concetti permette al discente di classificare (o riconoscere la classificazione) di oggetti o concetti che appartengono ad un gruppo.
La mente, stimolata da una percezione del tutto nuova, ricorre a figure familiari che le servono per poter apprendere e quindi memorizzare la nuova esperienza vissuta.
Il fenomeno invece che spinge a descrivere la forma delle nuvole o di formazioni naturali e rocciose, nonché strani oggetti nell'arte o in fotografia, con immagini familiari ma che non rispondono sempre alla realtà delle cose, prende il nome di "pareidolia". La pareidolia (dal greco είδωλον, immagine, col prefisso παρά, simile) è l'illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale (wikipedia). Viene spesso usata da critici, scettici e detrattori per negare ad esempio la presenza di ufo nell'arte dalla preistoria al rinascimento, ma anche per contrastare l'ipotesi del "volto su Marte". In realtà non è una prova sufficiente e i misteri citati permangono..
Comunque,  in realtà la raffigurazione sulla lastra tombale di Pacal risulta da una composizione di geroglifici Maya distinguibili e ben catalogati. Vediamoli:







glifo n.3 simboleggia anche la Galassia, i punti cardinali e non è da escludere il collegamento con la Croce simbolo del moto del sole nel cielo durante il suo ciclo annuale di morte e rinascita, conosciuta anche come croce astrologica.
Ciò che viene raffigurato quindi non sarebbe un viaggio stellare.
Risolto e smontato quindi il mistero? Tutt'altro!
I Maya "Galattici" conoscevano perfettamente il nostro universo, erano in grado di prevedere con precisione le eclissi di sole, avevano una matematica avanzata basata sul sistema binario. Sapevano esattamente la data di nascita del pianeta Venere, sapevano che la Terra era sferica, e conoscevano addirittura la nostra Galassia e i moti delle stelle e dei pianeti nel corso del ciclo conosciuto come anno Galattico. Avevano ben distinta la conoscenza del mondo materiale e il mondo delle energie. Soltanto negli ultimi anni la meccanica quantistica sta dimostrando che l'universo è composto da energia e non da materia (che in realtà non esiste!), con infiniti livelli di realtà, di frequenza e di coscienza.
I Maya Galattici (quelli dell'epoca di Pacal Votan) sarebbero quindi arrivati sulla Terra in questa dimensione da altri stati di coscienza, e fino alla loro improvvisa scomparsa (!) hanno marcato le impronte ben visibili del loro passaggio. Alla luce di ciò e secondo le interpretazioni di José Arguelles, è da ritenere che Pacal non fosse quindi un astronauta come lo sono i nostri di oggi. Ha voluto però lasciare per iscritto (e ancora si stanno studiando le iscrizioni) che esistono diversi livelli di realtà, veri e proprio mondi e universi paralleli, su diversi livelli di frequenza e fra i quali è possibile viaggiare, una volta abbandonato il corpo materiale che appartiene "solo" a questo determinato stato del mondo. Come si nota quindi la loro visione dell'aldilà era molto scientifica e rimanda all'ovvio concetto di immortalità dell'anima che solo una mente stupida può oggi negare, con buona pace di illustri scienziati bravi solo con i numeri..."
… sono passati più di mille anni e Pacal attende ancora…qualcuno gli aveva promesso che sarebbe ritornato!

BIBLIOGRAFIA:



Grazie a : Enrico Galimberti

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