IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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LA NUOVA CONOSCENZA

venerdì 5 agosto 2016

LE MISSIONI "APOLLO" E I RISCHI CARDIOVASCOLARI



SEGNALATO DAL DR. GIUSEPPE COTELLESSA (ENEA)


Scientific Reports 6, Article number: 29901 (2016) doi:10.1038/srep29901

Apollo Lunar Astronauts Show Higher Cardiovascular Disease Mortality: Possible Deep Space Radiation Effects on the Vascular Endothelium

Michael D. Delp, Jacqueline M. Charvat, Charles L. Limoli, Ruth K. Globus & Payal Ghosh

Le missioni Apollo oltre l'orbita terrestre hanno esposto gli equipaggi a un livello di radiazione cosmica in grado di danneggiare il sistema cardiovascolare. Lo rivela uno studio che ha scoperto una percentuale elevata di decessi per eventi cardiaci tra gli astronauti che hanno partecipato a quelle missioni e ha documentato l'effetto nocivo delle radiazioni su topi.

Gli astronauti che hanno partecipato al programma di missioni spaziali Apollo della NASA mostrano un tasso di problemi cardiovascolari più alto del normale, probabilmente a causa dell'esposizione alla radiazione cosmica. È quanto emerge da uno studio pubblicato su “Scientific Reports” da Michael Delp della Florida State University e colleghi. Il programma spaziale Apollo è noto soprattutto aver portato per la prima volta l'uomo sulla Luna il 20 luglio del 1969. Tuttavia fu inaugurato nel 1961 e concluso nel 1972 e, le missioni con equipaggio, a partire dal 1968, furono ben 11, nove delle quali oltre l'orbita terrestre. Ora, per la prima volta, sono stati studiati gli effetti sulla salute degli astronauti dell'esposizione alla radiazione cosmica, composta da elettroni e protoni o anche ioni di elementi pesanti, che provengono dalla galassia o direttamente dal Sole e per i quali nello spazio ben oltre l'orbita terrestre non c'è la protezione del campo magnetico della Terra. Si tratta di particelle molto energetiche in grado di danneggiare molecole essenziali per il funzionamento delle cellule, compreso il DNA.

“Sappiamo poco sugli effetti della radiazione sulla salute umana, e in particolare sul sistema cardiovascolare”, ha spiegato Delp. “Questo studio ci ha permesso di avere le prime informazioni”.

I rischi cardiovascolari delle missioni Apollo:
Una delle celebri immagini dello sbarco dell'uomo sulla Luna: l'astronauta è Buzz Aldrin (Cortesia NASA)

I risultati sono importanti perché le agenzie spaziali di diversi paesi hanno in programma missioni con equipaggio nei prossimi decenni. La NASA punta a missioni in orbita attorno alla Luna tra il 2020 e il 2030, in preparazione di un futuro sbarco su Marte. Anche l'Agenzia spaziale europea (ESA), quella russa e quella cinese, stanno considerando missioni per la Luna. E la società privata SpaceX del magnate Elon Musk, intende portare l'uomo su Marte nel 2026.
Gli astronauti rappresentano una categoria di persone abbastanza privilegiata dal punto di vista sanitario. Sono stati selezionati anche per le loro eccellenti condizioni di salute e hanno mantenuto pure dopo la fine della loro vita professionale uno status socio-economico elevato con un accesso a cure mediche di elevata qualità rispetto alla media dei cittadini statunitensi. Dall'analisi dei dati relativi ai 24 astronauti che parteciparono alle missioni Apollo oltre l'orbita terrestre è risultato che il 43 per cento di quelli già deceduti è morto per problemi cardiovascolari. Si tratta di una percentuale cinque volte maggiore rispetto a quella dei comuni cittadini e di quella degli astronauti che hanno partecipato a missioni in orbita terrestre.



Per verificare l'ipotesi del ruolo della radiazione cosmica su questo tasso di mortalità cardiovascolare, gli autori hanno esposto topi di laboratorio agli stessi livelli di radiazione degli astronauti. Dopo sei mesi, equivalenti a vent'anni per gli esseri umani, i topi hanno manifestato un danno alle arterie che negli esseri umani predispone allo sviluppo di placche aterosclerotiche e di conseguenza a eventi cardiovascolari. “Lo studio sui topi dimostra che la radiazione cosmica è pericolosa per la salute cardiovascolare”, ha concluso Delp.


PER APPROFONDIMENTI SU QUESTO SPECIFICO ARGOMENTO LEGGI:
CAP. 26 DE: IL PRINCIPIO DELL’IMMORTALITA’ DA PAG. 90 A PAG. 97 : “IL VINCOLO PLANETARIO”:







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DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs








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