IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

lunedì 11 novembre 2013

MAMMOGRAFIE + PROFITTO = FALSI POSITIVI E CANCRO INVENTATO



INFORMARE PER CONSAPEVOLIZZARE. INFORMARSI PER IMPARARE AD OSSERVARE LA REALTA’ NELLE SUE PIU’ SVARIATE SFACCETTATURE. LA CONSAPEVOLEZZA E’ IN ANTITESI ALLA “PIGRIZIA MENTALE” ED AL SENSO COMUNE.
QUESTO STUDIO AMERICANO E’ SOLO LA PUNTA DI UN IMMENSO ICEBERG.

ONESTAMENTE NON SO' QUANTO L’ITALIA SIA SPECCHIO DI QUESTA "SANITA' ASSERVITA AL PROFITTO" = MALSANITA'. MA HO TREMENDAMENTE PAURA CHE ANCHE DA NOI SIA PROPRIO COSI’.
QUELLO CHE VEDO E SENTO QUOTIDIANAMENTE DI QUESTA EUROPA “DECADENTE” E “PERDUTA” E’ IL RIFLESSO DI UN MONDO ALLO STADIO TERMINALE.

PER FAVORE LEGGETE CON ATTENZIONE, MA SOPRATTUTTO TENETE A MENTE…NON DIMENTICATE.

MLR

BUONA LETTURA



Studio shock: Le mammografie sono una bufala medica, oltre un milione di donne americane danneggiate da “trattamenti” non necessari per tumori che non hanno mai avuto.

La mammografia è una crudele bufala medica. Come ho descritto qui su Natural News più di una volta, lo scopo principale della mammografia non è “salvare” donne dal cancro, ma reclutarle come falsi positivi per spaventarle e portarle a sottoporsi a trattamenti costosi e tossici come la chemioterapia, le radiazioni e la chirurgia.
Il “piccolo sporco segreto” dell’industria del cancro è che proprio gli stessi oncologi che terrorizzano le donne con la falsa credenza di avere un cancro sono quelli che realizzano enormi profitti vendendo loro i chemioterapici. Il conflitto di interessi e l’abbandono dell’etica nell’industria del cancro lascia senza fiato.

Ora, un nuovo studio scientifico ha confermato esattamente quello da cui ho messo in guardia i lettori per anni: la maggior parte delle donne con “diagnosi” di cancro tramite mammografia non hanno mai avuto il cancro, ed è solo l’inizio.
Il 93% delle “diagnosi precoci” non ha alcun beneficio per il paziente

Questa è la conclusione del pionieristico studio pubblicato sul New England Journal of Medicine. (1)
“Abbiamo riscontrato che l’introduzione dello screening ha portato 1,5 milioni di donne alla diagnosi di cancro alla mammella in fase iniziale” scrive il co-autore dello studio Dr. Gilbert Welch.

Ora, a prima vista questa potrebbe sembrare una buona notizia. Potreste pensare “Beh, la diagnosi precoce salva delle vite, proprio come ci hanno detto Komen e le associazioni no-profit riguardo il cancro”. Ma sbagliereste. Come scoperto dal team del Dr. Welch, virtualmente non vi è stata riduzione degli stadi terminali del cancro alla mammella a partire da tutte queste diagnosi precoci, e questo significa che alla maggior parte delle donne a cui è stato detto di avere il cancro alla mammella dopo una mammografia è stato mentito.
Così continua il dottore:

“Abbiamo scoperto che ci sono state solo 0,1 milioni di donne in meno con una diagnosi di cancro alla mammella in fase terminale. La discrepanza significa che c’è stata molta diagnosi inutile ed esagerata: a più di un milione di donne è stato detto di avere un cancro in fase iniziale –molte delle quali hanno subito chirurgia, chemioterapia o radiazioni per un cancro che non le avrebbe mai fatte stare male. Anche se è impossibile sapere chi siano queste donne, il danno è evidente e serio”.
Si, lo è. Infatti, se fate il calcolo, 0,1 milioni di donne in meno con un cancro in fase terminale rispetto ad 1,5 milioni di diagnosi precoci significa che si ha avuto un falso positivo nel 93% dei casi; questo significa che non si sarebbe in ogni caso arrivati alla fase di cancro terminale.

Chemioterapia, radiazioni e chirurgia oncologica sono in gran parte bufale:
Secondo quanto detto dagli scienziati, “il cancro alla mammella è stato over-diagnosticato (cioè sono stati trovati tumori in fase di screening ma questi non avrebbero mai portato a sintomi clinici) in almeno 1,3 milioni di donne americane negli ultimi 30 anni.”

Gli oncologi di queste donne hanno mentito: “se non acconsentite al trattamento, morirete entro sei mesi” (o due anni, o qualsiasi tipo di scansione fraudolenta essi usino).
Sotto la minaccia di questa paura, la maggior parte delle donne si piegava e acconsentiva a iniziare il trattamento – spesso nello stesso giorno della falsa diagnosi. Questo cosiddetto trattamento consiste in una iniezione di sostanze chimiche mortali che fanno la fortuna degli oncologi che le vendono ai loro stessi pazienti. Si, è così: le cliniche oncologiche e i centri di trattamento del cancro fanno profitti enormi sui chemioterapici che vendono ai loro pazienti – gli stessi pazienti che spaventano e dirigono verso il trattamento con mammografie falsamente positive.

Ignorando il quasi totale fallimento della mammografia da un punto di vista scientifico, la propaganda continua a spingere verso questa tecnica in maniera assordante. Come il Dr. Welch spiega in questo articolo del New York Times (2):
“Nessun altro test clinico è stato tanto pubblicizzato come la mammografia – gli sforzi sono andati oltre la persuasione e sono arrivati alla coercizione. E chi la proponeva ha usato le più fuorvianti statistiche di screening a disposizione: i tassi di sopravvivenza. Una recente campagna Komen esemplifica questo aspetto: in breve, dite a chiunque che ha il cancro, e i tassi di sopravvivenza aumenteranno a dismisura.”

Komen for the cure, ovviamente, è stata scoperta a mentire sui presunti “benefici” della mammografia (3). Il loro trucco statistico frega la maggior parte delle donne, tristemente, e le convince a subire chemioterapie tossiche per un cancro alla mammella che non hanno mai avuto.
Lo starnazzare dell’oncologia moderna:

Quando le donne iniziano una chemioterapia per un cancro che non hanno iniziano anche a sperimentare quello che gli oncologi chiamano “sintomi del cancro”. I capelli cadono. L’appetito scompare. I muscoli si atrofizzano. Diventano deboli, confuse e cronicamente stanche. Il dottore del cancro dice poi loro “devi essere forte per sopportare tutto questo mentre le medicine fanno effetto”
Pure chiacchiere! Potreste fare meglio invocando il voodoo o semplicemente sperando di guarire. Perché tutto quel che gira attorno all’esperienza del cancro nella medicina moderna –la diagnosi, il trattamento, le autorità sanitarie– è maliziosamente fabbricato per generare un profitto all’industria del cancro.

“Migliori” tecnologie portano a più falsi positivi:
Non c’è miglior esempio delle chiacchiere della medicina moderna che quello dell’industria del cancro. Armato con le ancora-più-precise macchine per la mammografia, il tasso di falsi positivi ha sfondato il soffitto.

Come il Dr. Welch scrive sul New York Times:
Sei anni fa, un follow up a lungo termine di un trial randomizzato mostrò come un quarto dei tumori riscontrati con lo screening fosse un caso di over-diagnosi. Questo studio rifletteva le potenzialità dei macchinari degli anni 80. I nuovi macchinari digitali riscontrano molte più anormalità e le stime dell’over-diagnosi sono salite compatibilmente: ora siamo probabilmentee tra un terzo e metà dei tumori diagnosticati con questa metodica.

Capito la storia? Molte delle diagnosi di cancro da mammografia sono false. Ma sono un’ottima tecnica di terrorismo per trovare donne-adepte a quello che può solo che esser chiamato “culto del cancro” dove vengono manipolate fino ad auto avvelenarsi con le medicine. Verranno più tardi chiamate “sopravvissute al cancro”, se il veleno non riuscirà ad ucciderle.
Queste sopravvissute al cancro, ovviamente, sono vittime di un malizioso culto medico che io chiamo “culto di Komen”. In quasi tutti i casi non è stato il cancro ad ucciderle, ma il trattamento!

Il culto di Komen:
Le persone di oggi storcono il naso al suicidio di massa del 1978 del culto di Jim Jones pensando “come è possibile che i membri siano stati tanto stupidi da avvelenarsi a morte da soli?”

Guardatevi attorno gente, perché l’industria del cancro ha preso la stessa formula di quel culto e l’ha moltiplicata per un milione. Il “culto di Komen” è una versione moderna del culto suicida di Jim Jones. Si tratta di un culto dove le persone “credono” nella promessa di salvezza di un indottrinamento chimico ma che in realtà si vedono dare morte, dolore, sofferenza e umiliazione. (Molti chirurghi oncologici hanno letteralmente amputato mammelle a seguito di diagnosi falsamente positive, sfigurando quelle donne per il resto della vita)
Una delle caratteristiche chiave di questo culto è l’adorazione dell’auto-mutilazione. Non si tratta solo di donne che vengono manipolate fino a farsi amputare le mammelle dai chirurghi; si tratta anche di donne manipolate fino a farsi iniettare veleni mortali che distruggono i loro reni, i loro fegati e i loro cervelli. L’effetto collaterale numero 1 della chemioterapia, peraltro, è il cancro.

Come ogni culto, quello dell’industria del cancro spinge su una propaganda carica di contenuto emotivo e su simboli potenti (i fiocchi rosa). Milioni di donne vengono innocentemente intrappolate in manifestazioni e raccolte fondi, apparentemente senza indizio del fatto che la maggior parte dei soldi per le “cure” finisce col pagare altre mammografie e quindi altre false diagnosi che costringeranno ancora più donne a cadere nel racket.
Così, le stesse donne che partecipano alle raccolte fondi in questi eventi promossi dal culto dei fiocchi rosa, stanno partecipando a pagare le macchine per le mammografie che recluteranno altre donne nello stesso culto tramite diagnosi inutili seguite da “campagne di paura e terrore” portate avanti dagli oncologi. Quel che oggi l’industria del cancro sta facendo è, senza mezze misure, un crimine contro le donne. Si tratta anche di una forma di mutilazione culturale nei confronti delle donne, più o meno come abbiamo visto con gli Aztechi, i Maya e varie culture africane durante il corso della storia.

Il culto di Komen è un’operazione criminale? Quasi certamente. Su base scientifica? Neanche per sogno. Non esiste nulla di scientifico nella moderna industria del cancro se non la scientifica manipolazione delle paure e delle emozioni femminili. Quel che manca a Komen e all’industria in campo etico, scientifico o dei fatti viene ampiamente bilanciato dalle tattiche di influenzamento linguistico, di coercizione e di delibera menzogna sui benefici della mammografia.
L’industria del cancro non è un business della cura del cancro, in fin dei conti; di fatto è il business della propaganda del culto del cancro. Come spiega il Dr.Welch:

“I sostenitori dello screening incoraggiano il pubblico a credere in due cose false e conosciute come tali. Primo, che ogni donna che ha avuto il cancro diagnosticato con una mammografia ha avuto la sua vita salvata (pensate a quelle T-shirt con scritto “La mammografia salva le vite. Io ne sono la prova”). La verità è che queste “sopravvissute” sono molto più probabilmente vittime di over-diagnosi.
Così, tutte quelle donne che marciano indossando le T-Shirt rosa che dicono “la mammografia salva la vita” stanno in realtà dichiarandosi come vittime incoscienti di una campagna scientifica mirata alle donne e tesa a spaventarle e portarle verso trattamenti che non necessitano e che le mutileranno con farmaci tossici o bisturi chirurgici.

Se quelle magliette dicessero la verità, dovrebbero dire “Sono sopravvissuta all’industria del cancro”
La grande domanda in tutto questo, ovviamente, è: per quanto tempo la cultura occidentale continuerà a vivere sotto l’influenza del culto di Komen? Quanti altri milioni di donne dovranno sacrificarsi sotto le chiacchiere della mammografia e la truffa dell’oncologia moderna?

Ma soprattutto, perché le famiglie consentono alle loro madri, figlie, zie e nonne di essere avvelenate e mutilate proprio davanti ai loro occhi standosene sedute ascoltando le finte autorità mediche che di fatto praticano nulla più che chiacchiere?
L’oncologia moderna è il medioevo della medicina occidentale:

Verrà il giorno, come ho predetto più volte, in cui la moderna pratica della chemioterapia verrà relegata nei libri di storia come malasanità insieme al respirare vapori di mercurio o al rimuovere chirurgicamente organi del corpo per curare malattie psichiatriche. Fino a quel giorno, un numero incalcolabile di donne innocenti verrà ingannato e portato alla mutilazione, all’intossicazione chimica e alle radiazioni da dottori malvagi che francamente non si interessano minimamente di quante donne mutilano o uccidono fintanto che questo viene loro rimborsato.
Questa è la verità sull’industria del cancro che non sentirete da Komen (ne da qualsiasi altro adepto del culto del fiocco rosa)

La conclusione dagli autori dello studio:
Nonostante il sostanziale incremento delle diagnosi di cancro alla mammella in fase iniziale, lo screening mammografico ha solo marginalmente ridotto il numero di donne che si presentano con un cancro avanzato. Anche se non è chiaro quali fossero le donne realmente affette, questo squilibrio suggerisce una sostanziale over-diagnosi in circa un terzo delle nuove diagnosi e che lo screening ha, nella migliore delle ipotesi, solo un minimo effetto sui tassi di morte da carcinoma alla mammella.

Mike Adams

da: http://www.nexusedizioni.it/ambiente-e-salute/studio-shock-le-mammografie-sono-una-bufala-medica/

Fonte: www.naturalnews.com

Link: http://www.naturalnews.com/038099_mammograms_false_positives_overdiagnosis.html

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SEBASTIANO SENO

5 commenti:

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA (ENEA)

L’applicazione del procedimento del brevetto accennato nel post:

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/04/il-genio-italiano-nonostante-tuttonon-e.html

consentirebbe la realizzazione di un nuovo sistema radiografico che permetterebbe di ottenere diagnosi senza più falsi positivi,

evitando il ricorso alle biopsie e dando più sicurezza alle donne.

Quindi un innovativo sistema basato appunto sulla sicurezza dei risultati della diagnosi.

Dott. Giuseppe Cotellessa (INMRI-ENEA)

Alessandra Gatti ha detto...

Che si può fare per far applicare il procedimento del suo brevetto, Dott. Cotellessa?
Le info del post sono a di poco angoscianti... Voglio credere che il singolo medico sia in buona fede... o mi sto illudendo? :-(

Marco La Rosa ha detto...

RISPOSTA DEL DOTT. COTELLESSA AL COMMENTO DI ALESSANDRA GATTI:

Data l’importanza dell’argomento ti posso rispondere in questi termini.

Iniziativa mia:

La Zeiss Italia ha effettuato verifiche in campo biologico ed esse sono risultate positive.

Ha inviato questi risultati alla casa madre della Zeiss in Germania.

Sono in attesa di conoscere la risposta della casa madre della Zeiss in Germania

Ho parlato con un rappresentante della National Instrument.

Anche lui mi ha confermato che quando ha lavorato su immagini in campo medico ha constatato reazioni non positive da parte del settore medico.

Ho partecipato ad un premio internazionale di poesia e di letteratura dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli.

Sono ad oggi rientrato tra i primi tre finalisti.

Sono in attesa di conoscere il risultato finale.

L’argomento del testo inviato (articolo inedito) ha riguardato la diffusione del sapere scientifico come vincolo-unione internazionale tra gli uomini ed ho ripotato il caso della diffusione del mio brevetto. La giuria che ha esaminato i lavori è composta da esperti in campo letterario a livello internazionale.

Sto cercando di estendere presso l’ENEA la validità del brevetto a livello internazionale.

Il prossimo anno dovrò rispondere alle osservazioni di un funzionario della comunità europea sul testo e sulle rivendicazioni del brevetto prima della deposizione definitiva presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Tutti i miei tentativi di sensibilizzare i mass media nazionali hanno ricevuto come risposta il silenzio.

Gli attori che possono intervenire per far diventare realtà le potenzialità del procedimento del brevetto sono:

1) l’industria italiana ed internazionale.

2) Il sistema dei mass media nazionale ed internazionale

3) La classe politica nazionale ed internazionale

4) La classe media nazionale ed internazionale

5) Il tuo piccolo contributo. Vedi tu come meglio ti riesce. Penso che sei grande ed intelligente. Vedi cosa puoi fare del tuo meglio.



Giuseppe Cotellessa



Alessandra Gatti ha detto...

Risposta più che esaustiva, doc! Grazie. Interessante che abbia partecipato ad un premio di poesia e letteratura... Ti auguro di cuore di vincerlo. In ogni caso, quando sarà possibile, mi piacerebbe molto leggere il tuo lavoro, magari qui sul blog. Quindi, dobbiamo sperare che l'utilità del tuo brevetto faccia breccia nel... vorrei dire cuore, ma la gente che guadagna sulle miserie degli altri non ce l'ha il cuore, e allora dico cervello, nel senso di buon senso di chi di dovere. La vedo dura... a meno che non rinunziate al brevetto, in favore di qualche multinazionale del settore che decida di aver convenienza a divulgarne l'applicazione. Bah! :-(
Personalmente, nel mio moooolto piccolo, sto parlando della faccenda a tutti quelli che conosco.

Marco La Rosa ha detto...

DA DOTT. COTELLESSA

Facendo seguito al commento del 14-11-2013 ore 10:56 di Alessandra Gatti, se si vuol conoscere qualcosa sul principio di funzionamento del brevetto si può leggere il post:

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/04/il-genio-italiano-nonostante-tuttonon-e.html

Si possono leggere in questo post numerosi commenti e inserire un proprio personale commento.

E’ possibile leggere le applicazioni del procedimento del brevetto in altri post:

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/07/il-genio-italiano-nonostante-tutto-non.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/08/il-genio-italianoe-le-sue-applicazioni.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/08/eolico-turbine-piu-silenziose-ed.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/08/invenzioni-e-potenziali-applicazioni.html



http://marcolarosa.blogspot.it/2013/08/enea-allavanguardia-sul-solare.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/08/invenzioni-e-loro-applicazioni-2.html



http://marcolarosa.blogspot.it/2013/09/invenzioni-e-loro-applicazioni-3.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/09/coma-profondo-e-coscienza.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/09/invenzioni-e-loro-applicazioni4.html



http://marcolarosa.blogspot.it/2013/09/invenzioni-e-applicazioni-5-auto.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/09/invenzioni-e-applicazioni-6-robotica-e.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/09/cogenerazione.html



http://marcolarosa.blogspot.it/2013/09/impianti-eolici-di-alta-quotafuturo.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/09/enea-nuove-frontiere-per-indagini.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/09/l-enea-e-la-fusione-nucleare.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/10/biobulb-illuminare-la-casa-senza.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/10/il-futuro-immaginatoe-ormai-portata-di.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/10/jet-pilotati-distanzanuova-frontiera.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/10/visione-artificiale.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/10/invenzioni-e-applicazioni-7-scena-del.html

http://marcolarosa.blogspot.it/2013/11/invenzioni-e-applicazioni-8-il-georadar.html

In molti di questi post ci sono già commenti e si possono lasciare altri commenti.

Non dò per scontato che si sappia dell’esistenza di questi altri post.


Giuseppe Cotellessa