IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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LA NUOVA CONOSCENZA

sabato 1 ottobre 2016

NEUROGENESI, MEMORIA ED INVECCHIAMENTO: IL RUOLO FONDAMENTALE DELL'IPPOCAMPO



SEGNALATO DAL DR. GIUSEPPE COTELLESSA (ENEA)

Nuovi neuroni, memoria e invecchiamento: la connessione è nell'ippocampo

La nascita di nuovi neuroni nella regione cerebrale dell'ippocampo è cruciale per la qualità e la precisione della memoria, ma altrettanto importante è la loro integrazione nei circuiti cerebrali. Uno studio ha ora scoperto il meccanismo che li favorisce nella competizione con i neuroni più vecchi, aprendo la strada, in prospettiva, a nuovi interventi per i problemi di memoria legati all'età. L'ippocampo, la struttura cerebrale situata nel lobo temporale - così chiamata perché la sua forma ricorda un cavalluccio marino - si distingue dalle altre regioni del cervello per una particolarità: è lì che si generano nuovi neuroni per tutta la vita dell'individuo. Per sopravvivere e funzionare correttamente, i neuroni di nuova formazione devono però competere con quelli vecchi. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Neuron” da un gruppo di ricercatori dell'Harvard Stem Cell Institute (HSCI), del Broad Institute of Harvard e del Massachusetts General Hospital ha ora chiarito i meccanismi che consentono ai nuovi neuroni di avere un certo vantaggio sui concorrenti.
“Nell'ippocampo si formano nuovi ricordi sul 'che cosa, quando e dove', quelli che ci permettono di orientarci e muoverci nella realtà", ha spiegato Amar Sahay, coautore dello studio. "E la neurogenesi, cioè la formazione di nuovi neuroni a partire dalle cellule staminali, è decisiva per mantenere questi ricordi separati”.

Foto: nuovi neuroni (in rosa) e vecchi neuroni (in verde) nell'ipocampo (Cortesia Kathleen McAvoy).

Via via che il cervello matura, infatti, le connessioni tra i neuroni più vecchi diventano più forti, più numerose e più ramificate, rendendo difficoltosa l'integrazione di nuovi neuroni. Le staminali neurali, inoltre, con il passare del tempo diventano meno produttive, determinando un declino della neurogenesi. È per questo che il cervello che invecchia diventa sempre meno efficiente nel mantenere separati i ricordi e sempre meno affidabile nel recuperarli. La molecola chiave per la competizione tra vecchi e nuovi neuroni è un fattore di trascrizione, denominato Klf9, come hanno scoperto gli autori grazie a una sperimentazione sui topi. Quando hanno stimolato la sovraespressione  di Klf9 nei neuroni maturi, infatti, questi hanno eliminato più del 20 per cento delle proprie spine dendritiche, incrementando di due volte il numero di nuovi neuroni in grado di integrarsi nei circuiti dell'ippocampo e infine attivando le cellule staminali neurali. Facendo invece tornare l'espressione di Klf9 su valori normali, le vecchie spine dendritiche si sono riformate, ristabilendo la competizione. L'integrazione di nuovi neuroni ha una stretta connessione con la capacità di memoria. Per codificare ciascun ricordo, infatti, l'ippocampo attiva due diverse popolazioni di neuroni in un processo chiamato separazione di schema (pattern separation). I ricercatori ritengono che quando tra queste due popolazioni c'è una parziale sovrapposizione, per il soggetto è più difficile distinguere tra ricordi simili che si sono formati in contesti differenti. Coerentemente con questo modello, i topi dello studio con una neurogenesi incrementata avevano anche una minore sovrapposizione tra diverse popolazioni di neuroni e mostravano di avere una memoria più precisa, anche nell'età adulta e nella vecchiaia. Gli autori ritengono che questi risultati potrebbero essere particolarmente utili, in prospettiva, per i soggetti che soffrono di disturbo post traumatico da stress o di problemi di memoria legati all'invecchiamento.

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DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs








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