IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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* MISTERI DELLA STORIA *

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LA NUOVA CONOSCENZA

giovedì 2 ottobre 2014

LE MISTERIOSE ORIGINI DEGLI INDIANI HOPI...ED EGIZI IN NORD AMERICA


LE LEGGENDE HOPI SUGLI SCUDI VOLANTI E GLI UOMINI-FORMICA CHE RISIEDONO AL CENTRO DELLA TERRA



'Hopituh Shi-nu-mu' è il nome con il quale una delle tribù native americane chiama se stessa e che significa il 'popolo pacifico'. La storia degli Hopi risale a migliaia di anni fa, il che li rende una delle culture più antiche del pianeta. Al contrario di altre mitologie che parlano di dèi discesi dal cielo, nelle loro antiche leggende gli Hopi tramandano la storia di divinità che risiedono al centro della Terra. Chi erano costoro? In maniera simile a quasi tutte le culture precolombiane, gli Hopi credono fermamente che un giorno, non troppo lontano, gli dei che hanno dato il via alla cultura umana torneranno sulla Terra. Essi hanno da sempre vissuto secondo gli insegnamenti consegnati loro da Masauwu, Maestro del Quarto Mondo, i cui concetti etici sono profondamente radicati nella loro cultura. Tuttavia, al contrario di molte mitologie, gli Hopi sono convinti che i loro dèi non abitano gli infiniti spazi cosmici, ma vivano nel cuore della Terra, tramandando lidea di una Terra Cava ante litteram. Essi parlano delle loro divinità come uomini formica. Infatti, alcuni petroglifi rinvenuti nei pressi di Mishongnovi, Arizona, che rappresentano le più antiche incisioni rupestri degli Hopi, raffigurano degli enigmatici esseri con le antenneche danno lidea di uomini-formica.


Secondo la mitologia Hopi, allinizio del tempo, Taoiwa, il Creatore, creò Sotuknang, suo nipote, dandogli il compito di creare nove universi o mondi: uno per Taiowa, uno per se stesso e altri sette per sovrabbondanza di vita. In una concezione ciclica del tempo, in maniera simile alla mitologia azteca, questi mondi si sarebbero succeduti ciclicamente. I primi tre di questi mondi, Tokpela, Tokpa e Kuskurza, già sono stati abitati e successivamente distrutti a causa della corruzione e della malvagità degli uomini. Gli Hopi tramandano che la fine di ogni ciclo è segnato dal ritorno degli dèi, e lapprossimarsi del nuovo mondo è annunciato dalla comparsa della Stella Blu Kachina, il segno del Giorno della Purificazione, in cui il vecchio mondo è distrutto e ne comincia uno nuovo. Esiste davvero il centro della Terra?

Gli uomini formica
Ogni volta che uno dei mondi viene distrutto, gli Hopi fedeli sono presi e condotti dalle divinità in città sotterranee per sfuggire alla distruzione. In ogni distruzione ciclica, per la mitologia Hopi gli uomini-formicaassumono un ruolo cruciale per la loro sopravvivenza. Il cosiddetto Primo Mondo(Tokpela) è stato apparentemente distrutto da un incendio di proporzioni globali, forse una specie di vulcanismo massivo, oppure limpatto con un asteroide o, ancora, unespulsione di massa coronale dal Sole di dimensioni catastrofiche. Il Secondo Mondo(Tokpa), invece, fu distrutto dal freddo. Probabilmente, uno spostamento dei poli ha innescato una Era Glaciale che ha distrutto la vita sul pianeta Terra.
Nel corso di questi due cataclismi globali, i membri virtuosi della tribù Hopi sono stati guidati durante il giorno da una nube dalla forma strana e da una stella in movimento durante la notte, conducendoli alla presenza di un uomo formicachiamato Anu Sinom. La creatura ha poi scortato gli Hopi in grotte sotterranee dove hanno trovato rifugio e sostentamento.

Nella leggenda, gli uomini formica vengono descritti come creature generose e laboriose, disposte a fornite cibo agli Hopi e ad insegnare loro i metodi di conservazione degli alimenti. Secondo i teorici degli Antichi Astronauti, è interessante notare che la descrizione fisica di questi esseri corrisponde a quella che noi attribuiamo ai moderni alieni grigi.

Ogni febbraio, gli Hopi celebrano il Powanu, un rituale per commemorare il momento in cui Anu Sinom ha insegnato loro come germogliare i fagioli allinterno delle caverne per sopravvivere. Gli Hopi per indicare la formica usano anche la parola anu, che unita alla parola naki, che vuol dire amici’ e curiosamente forma la parola Anu-Naki, ovvero amici delle formiche. (ma sappiamo anche bene che la parola Anunnaki in sumero accadico indica linsieme degli dei ndr)

An, in lingua sumerica, (Anum o Anu in accadico) era il dio celeste della mitologia mesopotamica e vuol dire colui che appartiene ai cieli. Artefice del creato, gli era sacro il numero 60, massima cifra del sistema sessagesimale mesopotamico. Il dio An/Anum presiede lassemblea degli Anunnaki, ed inoltre compone la triade cosmica insieme agli dei Enlil ed Enki. Fa anche parte dei quattro Dei creatori, che comprende la triade precedente insieme alla dea Ninhursag. Il luogo principale del suo culto si trovava ad Uruk, rappresentato dallantichissimo Tempio di An.

Gli uomini formicadegli Hopi potrebbero essere gli stessi Annunaki dei Sumeri? Se così fosse, due mitologie così distanti nel tempo e nello spazio potrebbero essere il ricordo ancestrale dei nostri antenati di un evento unico avvenuto sul nostro pianeta?

Gli scudi volanti
Secondo Frank Waters, autore del libro Mexico Mystique: The Coming Sixth World of Consciousness (1975), quando nella mitologia si parla del Terzo Mondo, gli Hopi introducono il concetto di patuwvotas, ovvero scudi volanti. Nel terzo ciclo si dice che lumanità ha costruito una civiltà altamente avanzata, tanto da sviluppare gli scudi volanti, mezzi in grado di viaggiare rapidamente diversi luoghi del mondo e di radere al suolo intere città. Il Terzo Mondo è stato distrutto da Sotuknang, il nipote del Creatore, con una grande alluvione. Anche in questo caso c’è unevidente parallelo con la tradizione sumera, nella quale si parla del grande diluvio che ha cancellato tutta la civiltà precedente. Questo racconto è riportato nellEpopea di Gilgamesh, testo che poi è stato ripreso dalla tradizione biblica nel racconto del Diluvio Universale e dellArca di Noè. Secondo le tradizioni Hopi, i superstiti del diluvio si sono sparsi in diversi luoghi del pianeta sotto la guida di Masauwu, lo Spirito della Morte e Maestro del Quarto Mondo. Un petroglifo Hopi rappresenta Masauwu come un essere a cavallo di una nave senza alia forma di cupola. La somiglianza tra gli scudi volantie quelli che oggi noi consideriamo aeroplani o dischi volanti è sconcertante. Siano essi scudi volantio navi senza ali, il messaggio è chiaro: gli antenati degli Hopi usavano queste descrizione per riferirsi a qualcosa che era capace di volare e di trasportare delle persone. Gli Hopi moderni credono che lumanità si trovi attualmente a vivere nel Quarto Mondo, detto Túwaqachi. Come i mondi precedenti, anche Túwaqachi verrà distrutto a causa della malvagità degli uomini e vedrà il ritorno delle divinità sulla Terra. I teorici degli Antichi Astronauti interpretano la profezia della Stella Blu Kachina come un riferimento al ritorno degli extraterrestri sul nostro pianeta.
Oltre agli apparenti paralleli tra la cultura Hopi e quella Sumera, Waters intravede una connessione anche tra le leggende hopi e la mitologia dei Maya. In entrambe le culture i riferimenti alla creazione e alla distruzione del mondo sono molto simili. Entrambe, inoltre, affermano la futura distruzione del mondo attuale. Questa uniformità nella mitologia culturale delle due culture, ha portato Waters ad affermare che gli Hopi e i Maya erano ancestralmente legati.


EGIZI NEL GRAND CANYON ?

Unaltra interessante misteriosa scoperta (?) sarebbe stata occultata per oscure ragioni accademiche.

Vediamola:

QUANDO LO SMITHSONIAN INSTITUTION SCOPRÌ  UNANTICA COLONIA EGIZIANA NEL GRAND CANYON



Secondo un articolo pubblicato su un quotidiano dell'inizio del ventesimo secolo, all'interno del Gran Canyon, Arizona, esisterebbe un enigmatico sistema di gallerie, prova di un'antica presenza egizia in Nord America. Tuttavia, le indagini e i riferimenti a questa incredibile scoperta sono caduti nel dimenticatoio. Cosa hanno trovarono realmente gli archeologi? È tutto falso, o c'è qualcosa di vero che è stato nascosto all'opinione pubblica?
Un tempo è esistita una fiorente civiltà di matrice egizia in Arizona, Nord America?

Per quanto bizzarra possa sembrare questa domanda, essa si inserisce in una serie di questioni poco chiare che sono causa di acceso dibattito tra i ricercatori, come il motivo per il quale gli antichi popoli mesoamericani rappresentassero le loro divinità con la pelle chiara o il perché gli olmechi avessero raffigurato teste gigantesche con sembianze africane.
La domanda suggestiva nasce da una notizia riportata il 5 aprile 1909 sulla prima pagina dellArizona Gazette, nella quale si legge di una spedizione archeologica nel cuore del Gran Canyon finanziata dalla Smithsonian Institution che avrebbe portato alla scoperta di numerosi reperti egiziani. Larticolo originale riporta il ritrovamento di una rete sotterranea di tunnel, con accesso in una parete rocciosa che costeggia il fiume Colorado, allinterno della quale ci sarebbero manufatti, statue e persino mummie.
I responsabili della scoperta furono due archeologi finanziati dalla Smithsonian, il prof. S.A. Jordan e il prof. G.E. Kinkhaid. Come scritto nellarticolo:
La scoperta mostra quasi definitivamente che una civiltà abitava questa misteriosa grotta scavata nella roccia, e che era di origine orientale, forse egiziana, risalente al governo di Ramses.

Secondo le teorie dei due ricercatori saranno confermate dalla traduzione delle tavolette incise con geroglifici, il mistero dei popoli preistorici del Nord America chi erano e da dove sono venuti sarà risolto.

Una scoperta importante, non c’è che dire. Eppure, questa storia sembra essere caduta maliziosamente nel dimenticatoio. Lo stesso Smithsonian Institution riferirà di non aver nessuna notizia del genere in archivio. Allora, che cosa è successo?
Alcuni autori sostengono che lintera vicenda è il centro di un grande insabbiamento, apparentemente nel tentativo di mantenere la teoria tradizionale secondo la quale gli antichi Egizi non si sono mai avventurati fuori dalle tranquille acque del Nilo.
La storia diventa ancora più strana quando la Smithsonian addirittura nega lesistenza di documentazione riguardante Kinkaid e Jordan. In una richiesta fatta nel 2000, così risponde listituzione:

La Smithsonian Institution ha ricevuto molte domande su un articolo del 5 aprile 1909, nel quale si parla di G.E. Kincais e della sua scoperta di una grande cittadella sotterranea nel Gran Canyon, scavata da una civiltà di origine orientale, forse egiziana.

Il dipartimento di Antropologia della Smithsonian ha cercato i file senza trovare alcuna menzione del professor Jordan, Kincaid o di una civiltà perduta in Arizona. Tuttavia, la storia continua ad essere ripetuta in libri e articoli.

Dunque, esiste un articolo di giornale, ma non esistono i riferimenti ufficiali che ne confermino lautenticità. È possibile che lArizona Gazette si sia inventata tutto? Se è così, quale sarebbe la ragione?
Secondo i teorici della cospirazione, ne abbiamo abbastanza per ipotizzare che la Smithsonian abbia distrutto le prove documentali e occultato le scoperte per mantenere intatta la visione storica tradizionale. Gli esponenti di questa teoria citano diversi tumuli artificiali sparsi in tutto il Midwest, il cui accesso sarebbe impedito da mura realizzate di recente.
Si potrebbe obiettare che ogni anno più di cinque milioni di turisti visitano il Gran Canyon. È possibile che nessuno abbia mai notato queste cavità sotterranee. Come spiega Philip Coppens, la maggior parte dei turisti si intrattiene nel sito al massimo per 3 ore, solitamente visitando il leggendario South Rim, dove si trovano la maggior parte delle strutture geologiche migliori.

È un fatto che il Gran Canyon presenti molte grotte e cavità, la maggior parte delle quali sono state scoperte da escursionisti. Un elemento a favore di una connessione con lAntico Egitto sono i nomi di alcuni siti nei pressi delle aree di Mile Creek e Trinity Creek, come Tempio di Isiede, Torre di Set, Torre di Ra, Tempio di Horis, Tempio di Osiride, ecc
Lorigine delle denominazioni esoteriche è misteriosa quasi quanto il Gran Canyon, il quale ha dato luogo a diverse speculazioni su ciò che i primi esploratori trovarono nella regione. Tuttavia, potrebbe essere una memoria perfetta del suo tempo, rivelando una remotissima connessione tra nativi americani e antichi egizi.
Allora, dove ci porta tutto ciò? Coppens ritiene che la verità potrebbe trovarsi nel mezzo. Con così tante grotte, non è improbabile che alcune di esse contengano qualcosa. Kinkaid non ha mai detto che i reperti fossero egiziani, ma solo fatto paragoni. Potrebbe trattarsi di reperti di una cultura nativa.
La prima cultura ad occupare la valle fu quella degli Anasazi. Secondo larcheologo italiano Giulio Magli, gli Anasazi sono gli antenati degli odierni nativi americani Hopi/Zuni, tribù che vivono oggi lungo il Rio Grande, nel Nuovo Messico e lArizona.
Tracce archeologiche di questa cultura si ritrovano già nel 1500 a.C., ma la civiltà fiorì nel X secolo d.C., in tutta la zona che corrisponde oggi al confine incrociato di Utah, Colorado, Arizona e Nuovo Messico. Riuscirono a costruire uneconomia florida basata sulla caccia e su unefficiente pianificazione agricola.
Vivevano in villaggi caratterizzati spesso dallarchitettura monumentale. Nel 1250 d.C. molti villaggi vengono abbandonati e altri vengono costruiti in posizioni più difficilmente raggiungibili. Erano privi della scrittura. Le cronache ci consegnano grandi edifici, come il sito archeologico di Sand Canyon, con una struttura di 420 stanze, e che fu realizzato, abitato e abbandonato nellarco di soli cinquantanni intorno al 1200.

Dunque, è possibile che Kinkaid abbia scambiato le vestigia di una cultura locale con quelle di una cultura che si trova dallaltra parte delloceano? Tuttavia, se così fosse, rimane lenigma di come sia possibile che culture tanto distanti siano anche così simili

RIFERIMENTI E FONTI:




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