IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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LA NUOVA CONOSCENZA

martedì 25 marzo 2014

UN ANTICO TESTO EBRAICO POTREBBE RIVELARE I LUOGHI IN CUI E’ NASCOSTO IL TESORO DI RE SALOMONE



Un testo ebraico contenuto in un antico rotolo recentemente tradotto, contiene informazioni criptiche sul luogo dove sarebbero nascosti i tesori del tempio di re Salomone e quindi anche la famosa Arca dell'Alleanza.  A mio parere è probabile che la cronaca narrata in questo scritto, possa parlare soltanto di una parte del famoso tesoro di Re Salomone, il quale quasi certamente ha subito una “diaspora” come il suo popolo di appartenenza. L’Arca dell’Alleanza, o ciò che ne resta è probabilmente ubicata in un luogo segreto del Corno d’Africa e sicuramente lontano dal resto del tesoro.  Tuttavia, la posizione esatta del restante magnifico tesoro,  non viene rivelata e, secondo il testo, “non verrà rivelata fino al giorno della venuta del Messia figlio di Davide”.


Secondo l’Antico Testamento bibblico, Salomone fu il terzo re di Israele. Figlio di re Davide, e divenne famoso per la sua saggezza, la dimensione del suo harem e lo splendore del suo regno. A Salomone si deve la costruzione del grande tempio di Gerusalemme, chiamato anche Primo Tempio, il quale fu saccheggiato e incendiato da re babilonese Nabucodonosor II nel 6° secolo a.C. In esso vi era contenuta l’Arca dell’Alleanza, un favoloso scrigno dalle misteriose proprietà dove erano contenute le tavole della Legge ricevute da Mosè direttamente dalle mani del Dio di Israele. In più parti del libro dell’Esodo, si legge che Mosè comunicava con Dio attraverso l’Arca dell’Alleanza, come se la stessa fosse una sorta di dispositivo radio (?) di comunicazione. Inoltre, chi toccava l’Arca senza le dovute precauzioni,  poteva restare forgorato istantaneamente. Molte delle vittorie militari di Israele, durante la campagna per la conquista della Terra Promessa, sono state ottenuto grazie all’utilizzo dell’Arca dell’Alleanza.

Durante il suo governo, Re Salomone, accumulò grandi fortune derivanti dalle attività estrattive minerarie e dal commercio. Gli archeologi e i cacciatori di tesori hanno cercato il tesoro di re Salomone ma, forse, i primi a trovare veramente qualcosa furono i Cavalieri Templari, i quali successivamente alle loro campagne in Terra Santa, divennero potentissimi e ricchissimi.

Ora, un nuovo indizio sull’esistenza del favoloso tesoro arriva da un vecchio testo, noto come il Massekhet Kelim (Trattato delle navi), contenuto in un libro ebraico scritto nel 1648, pubblicato ad Amsterdam e conosciuto come Emek Halchah. Il testo è stato da poco tradotto da James Davila, biblista e professore di ebraico antico presso l’Università di St. Andrews (UK). Secondo lo scritto, i tesori furono prima custoditi da un gruppo di leviti e profeti e poi nascosti in vari punti del territorio di Israele e Babilonia, mentre un’altra parte fu consegnata direttamente nelle mani degli “angeli Shamshiel, Michele, Gabriele e forse Sariel”. Come riporta il sito livescience.com, Davila ritiene che l’autore del testo originale abbia attinto da diverse fonti  tradizionali  della scrittura ebraica, dalle quali però si possono incrociare i dati ricavati dalla traduzione dell’antico “Trattato delle navi”.



Il traduttore ha infatti notato la somiglianza tra ciò che è scritto nel Massekhet Kelim con quanto riportato sul “Rotolo di Rame” (Frammento 3Q15),  un rotolo metallico risalente al 50-100 d.c. trovato nel 1952 a Qumran, nei pressi del Mar Morto, Cisgiordania, e oggi conservato presso il Museo archeologico di Amman. Anche nel Rotolo di Rame troviamo un elenco di tesori in oro e argento. Il Trattato delle Navi riporta che i tesori del Tempio di Salomone, prima di essere nascosti, furono catalogati e registrati su una tavoletta metallica, proprio come nel “Rotolo di Rame”. Il Trattato in questione, tra le altre cose narra come il favoloso tesoro nascosto comprendesse anche “settantasette tavole d’oro, prodotte con l’oro delle mura del Giardino dell’Eden, il quale si irradia come lo splendore del sole e della luna”.
E’ possibile quindi che il Rotolo di Rame e il Trattato sulle Navi facciano riferimento allo stesso tesoro? Si tratta di registrazioni accurate di qualcosa di realmente esistente, oppure è solo un  racconto di fantasia?

Grazie a:

http://www.ilnavigatorecurioso.it/2014/03/25/la-traduzione-di-un-vecchio-testo-ebraico-potrebbe-rivelare-la-posizione-dellarca-dellalleanza/

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