IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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LA NUOVA CONOSCENZA

domenica 26 novembre 2017

CLONAZIONE E...RICLONAZIONE


Riclonato in laboratorio il primo cane clonato

La clonazione animale non ha più limiti. È stato, infatti, riclonato in laboratorio un cane da uno già clonato qualche tempo fa.

L’annuncio è stato dato dalla Seoul National University dove in gran segreto è stata effettuata tale operazione. Tutto iniziò nel 2005 quando venne clonato il primo cane al mondo da un levriero afgano il cui nome era Tai. Per clonarlo, gli scienziati inserirono delle cellule di Tai negli ovuli della femmina donatrice (impiantandole poi nell’utero della femmina) e da tale esperimento nacque Snuppy, il primo cane clone al mondo che riuscì a sopravvivere nel campus Seoul National University insieme ai ricercatori. In seguito anche Snuppy venne clonato in quanto i ricercatori impiantarono 94 embrioni grazie ai quali nacquero quattro cuccioli, uno dei quali morì. Al momento in vita esistono solo tre cloni di Tai in quanto anche Snuppy è morto 13 giorni dopo il suo decimo anno di vita di cancro così come successe a Tai.

La riclonazione di Tai

Nonostante il primo studio risalga al 2005, è solo ora che i ricercatori hanno pubblicato un articolo sullo Scientific Reports nel quale hanno spiegato di aver clonato un cane per scoprire se la clonazione accelera il processo di invecchiamento o causa degli effetti di nascita che sono ancora sconosciuti. In merito a Snuppy, ricercatori hanno comunicato che la longevità sia del donatore che del cane clonato era vicina alla durata media della razza di cani afgani che si aggira intorno agli 11,9 anni di età. Quando Snuppy aveva cinque anni, poi, costoro, prelevarono delle cellule staminali, stavolta dal clone, per impiantare 94 embrioni dai quali nacquero quattro cuccioli di cui uno morì. I cloni del cane hanno oggi circa sette anni e, nonostante lo scetticismo, sono cresciuti senza difetti e con una crescita normale. I ricercatori hanno anche spiegato che sia la formazione dei gameti che delle gonadi è stata anch’essa nei limiti. L’equipe ha infine comunicato di aver effettuato una clonazione del cane per vari scopi come quello della conservazione delle specie minacciate, per la clonazione di cani da compagnia ed infine per la produzione di cani con delle abilità eccezionali.

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DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs








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