IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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LA NUOVA CONOSCENZA

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GdM

venerdì 19 dicembre 2014

La prova del matrimonio di Gesù è in un antico manoscritto?


Gesù e Maria Maddalena si sposarono ed ebbero dei figli? Gli autori di un nuovo libro, The Lost Gospel (Il Vangelo perduto), dichiarano di aver portato alla luce l’evidenza di un manoscritto che racconta la storia dei due figli di Gesù e del suo matrimonio con Maria, una dei suoi seguaci più vicini, che assistette alla crocifissione, sepoltura e scoperta della sua tomba vuota. Il manoscritto risale al 570 d.C. ed è scritto in siriaco, un linguaggio letterario del Medioriente usato tra il IV e l’VIII secolo e legato all’aramaico, la lingua parlata da Gesù. Scritto su pergamena è stato negli archivi della British Library per vent’anni, dove era stato posto dopo che il British Museum lo aveva originariamente comprato nel 1847 da un antiquario, che diceva di averlo ottenuto dall’antico monastero di San Macario in Egitto. Dopo sei anni di studio del manoscritto, Simcha Jacobovici, un regista israelo-canadese, e Barrie Wilson, un professore di studi religiosi di Toronto, si sono convinti di aver scoperto un quinto vangelo mancante. Il documento, costituito da 29 capitoli, è la copia del VI secolo di un altro vangelo del I secolo, con parti mancanti della Bibbia affrontate in una luce molto differente. Il documento è in codice e parlerebbe del matrimonio di Gesù attraverso la storia del personaggio dell’Antico Testamento Giuseppe e di sua moglie Aseneth. Secondo i due ricercatori Giuseppe era in realtà Gesù e Aseneth era Maria Maddalena. Il loro matrimonio fu officiato dal faraone egizio, che parlando di Giuseppe lo indica come figlio di Dio. Il manoscritto continua parlando dei figli della coppia, Manasseh ed Ephraim. Giuseppe è spesso visto nell’antico cristianesimo siriaco come simbolo di Gesù. Tuttavia, nonostante le prove portate dai due studiosi, la veridicità di questa teoria è tutta da verificare.




EDITORIALE

La Voce della Fenice

di Adriano Forgione

Vorrei soffermarmi sull’articolo portante di questo numero, la notizia relativa alla decifrazione di un Vangelo Perduto, nel quale si parlerebbe del matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena, che apre una serie di questioni interessanti in relazione a scoperte e decifrazioni avvenute in passato su altri documenti che ne parlano. Non mi soffermo qui sul come è avvenuta la scoperta, lo leggerete nell’articolo, ma piuttosto sulle reazioni generatesi oltreoceano alla pubblicazione del saggio che ne parla, in quanto rappresentano in modo chiaro ed evidente come si stia andando verso una censura sempre più forte di tutto ciò che il potere non accetta, oltre che essere significative del modo in cui i nostri argomenti, assolutamente degni di attenzione e rispetto, vengono invece considerati dai soloni del sapere. Fatemi anticipare solo che i due personaggi coinvolti, Simcha Jacobovici, giornalista e documentarista con interessi profondi per la storia del cristianesimo e che conosco personalmente (abbiamo pranzato insieme a Roma durante un suo soggiorno) e il professore di studi religiosi per l’Università di Toronto, Barrie Wilson, non sono degli “imbroglioni” come qualcuno sta cercando di dire. Giudicherete voi, in base a quanto riportato, la serietà dello studio, ma mi dissocio completamente da coloro i quali lo hanno dismesso senza neanche attendere di poter leggere una riga della pubblicazione in esame, nonostante si tratti di una ricerca durata sei anni e fondata su basi storico-documentali. Il peggiore tra i commenti è stato del professor Greg Carey, del Seminario Teologico di Lancaster, che ha tuonato: «La storia è nota e non ha bisogno di nessuna decodificazione». Questa dichiarazione cela una volontaria e diabolica manipolazione delle menti dei lettori, in quanto finalizzata alla riduzione e denigrazione di ogni serio studio che possa dimostrare l’esistenza di una storia diversa. Sappiamo invece che la storia è un insieme di eventi “aggiustati” dai vincitori, con una infinita serie di elementi occulti ed altri omessi, e lo è ancor di più quella del primo cristianesimo. Quanto accadde nei primi secoli ai proto-cristiani è un elenco di persecuzioni, eccidi, roghi e distruzioni ad opera imperiale, cui seguirono successivamente altrettanti eccidi, persecuzioni e roghi da parte di un cristianesimo divenuto religione dell’impero, e quindi dispotico ed estremista, che cancellò ogni forma di cristianesimo diverso. Il concilio di Nicea del 325 d.C., presieduto da Costantino, sancì la vittoria di un cristianesimo artefatto e dominante, creato per impedire le spinte centrifughe che stavano disgregando l’impero, su un cristianesimo gnostico-ariano che così divenne eresia. Sarebbe utile ricordare al professor Carey che ancora oggi la dissimulazione e le strategie propagandistiche fanno parte di sistemi di controllo delle informazioni sulle masse, proprio per evitare che queste possano prendere coscienza di come opera il potere a loro insaputa, e questi sistemi non li abbiamo inventati noi, ma sono frutto di millenni di evoluzione delle strategie di intelligence. Ma forse Carey lo sa benissimo e ne fa parte. È certamente più comodo mentire e ridurre il tutto a “fandonie”, perchè altrimenti bisognerebbe spiegare ai cristiani il perchè dell’esistenza di tradizioni millenarie sulla Maddalena quale sposa divina, così come l’esistenza di documenti che parlano di “mogli” di Gesù o ancora del perchè Giovanni, il discepolo amato, in tutti i “cenacoli” sia un individuo troppo femminile. Altro commento negativo quello di Bill O’Really, che in modo alquanto sgarbato ha detto: «Questo stupido nuovo libro è una frode creata per fare soldi, i media nazionali dovrebbero vergognarsi per avergli dato risalto». Come se l’obiettivo dei media non sia quello di informare, ma di adeguarsi a una comunicazione decisa da qualcun altro affinchè il pubblico sappia solo quello che “si deve” sapere. Al di là del fatto che le cose stiano davvero così anche da noi, dovremmo rallegrarci che in un Paese libero si possano presentare punti di vista differenti, è la base della democrazia, della libertà di espressione e della molteplicità di opinioni. I nostri Padri hanno lottato perchè questo avvenisse, mentre O’Really oggi lo dimentica invece esaltando, come complice di dittatura mediatica, l’opera di censura dell’informazione anche in ambito religioso. Ho apprezzato invece l’ironia dell’anchor-man statunitense Conan O’Brien, che ha dichiarato: «Un nuovo libro afferma che Gesù ebbe moglie e due figli. Ha sofferto di più di quanto immaginassimo». Questa sì che è genialità. Che sia un Buon Natale per tutti.

da: Fenix n. 74 DICEMBRE 2014



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