IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens
VIDEO TRAILER

VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO
VIDEO SINOSSI DELL' UOMO KOSMICO
Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

LA NUOVA CONOSCENZA

GdM

sabato 8 giugno 2019

I CATACLISMI COSMICI E...IL NOSTRO BIPEDISMO



"L'uomo si alzò su due gambe a causa delle esplosioni delle stelle in cielo"

 La teoria è quanto di più suggestivo gli scienziati possano immaginare. Sì, perché - azzarda nuovo studio, condotto da ricercatori americani e pubblicato sul Journal of Geology - l'esplosione di una serie di stelle nella Via Lattea potrebbe aver indotto l'antenato dell'uomo, che milioni di anni fa ancora camminava su tutti e quattro gli arti, a mettersi eretto. Una nuova, possibile spiegazione all'evoluzione del bipedismo, un passaggio che fu un salto decisivo nell'evoluzione della specie. Nella ricerca, gli scienziati fanno riferimento alla serie di esplosioni che, a partire da circa 7 milioni di anni fa, si verificò proprio nel nostro angolo della Via Lattea, esplosioni che continuarono per qualche milione di anni successivo. L'esplosione delle supernove irradiò raggi cosmici in tutte le direzioni e sulla Terra quella radiazione raggiunse l'apice circa 2,6 milioni di anni fa. L'aumento della radiazione innescò una catena di eventi a catena: sul pianeta cominciarono a piovere i raggi cosmici, che ionizzarono l'atmosfera e le diedero maggiore conduttività. Proprio questa situazione avrebbe aumentato la frequenza dei fulmini, che a loro volta scatenarono violenti incendi boschivi i quali cambiarono letteralmente il paesaggio. Le foreste lasciarono il posto alle praterie; e con meno alberi a portata di mano, gli antenati dell'uomo dovettero adattarsi, alcuni si alzarono su due gambe e quelli che lo fecero, ne trassero un evidente vantaggio. "Quando le foreste vengono sostituite dalle praterie, diventa un vantaggio stare in piedi, in modo da poter camminare da un albero all'altro e poter scorgere, oltre l'erba alta, i predatori", osserva uno degli autori dello studio, Adrian Melott dell'University of Kansas, dalle pagine del Guardian. Nella storia dell'evoluzione, il camminare eretti si fa risalire ad almeno 6 milioni di anni fa, al Sahelanthropus, una specie con caratteristiche tanto di scimmia che di essere umano rinvenuto in resti fossili ritrovati in Ciad. La teoria attuale è che sia stato il cambiamento climatico a trasformare il paesaggio, lasciando la savana dove un tempo c'erano gli alberi.

Da:

SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs








mercoledì 5 giugno 2019

LA FUSIONE FREDDA (LENR) E' ANCORA UNA "REALTA'" SCOMODA



Fusione fredda, il mistero continua. Ha fallito anche Google (?)

LENR (Low Energy Nuclear Reactions, reazioni nucleari a bassa energia).

La nuova ricerca costata 10 milioni di dollari aveva preso il via il 2015.

Un nuovo niente di fatto per la fusione fredda (O FORSE VOGLIONO FARCELO CREDERE? - NDR MLR), la teoria secondo cui il processo che alimenta il Sole si può replicare a temperatura ambiente per produrre energia: dopo l’annuncio di 30 anni fa di due chimici americani che affermavano di averla ottenuta, nel 2015 Google aveva finanziato esperimenti per tornare a studiarla, ma senza risultati. Tuttavia, secondo Nature che dedica un articolo ai tentativi di Google, il programma è comunque un successo perché le tecniche esplorate potrebbero essere utilizzare per migliorare alcune tecnologie per produrre energia, come quelle delle celle a combustibile. Da quando nel 1989 due ricercatori dell’Università americana dello Utah avevano affermato di essere riusciti a ottenere il processo passando una corrente elettrica attraverso una semplice cella elettrochimica, la fusione fredda è stata esplorata da diversi gruppi di ricerca ma senza successo (?). Google, ad esempio, 4 anni fa aveva finanziato 30 ricercatori di diversi laboratori, con un progetto da 10 milioni di dollari, al fine di sviluppare esperimenti e protocolli riproducibili. Il programma ha esplorato tre filoni sperimentali che in passato erano stati proposti per generare la fusione fredda, due dei quali si basano su palladio e idrogeno e un altro su polveri metalliche e idrogeno. Il programma non ha trovato prove che la fusione fredda sia possibile, ma secondo Nature, ha apportato alcuni progressi che migliorare la ricerca energetica. Le tecniche sviluppate, a esempio, potrebbero migliorare i materiali studiati per le celle a combustibile e quelli per stoccare l’idrogeno, ha detto George Chen, un elettrochimico dell’Università di Nottingham a Ningbo, in Cina. Fra i 30 ricercatori finanziati da Google c’era anche il chimico Curtis Berlinguette, dell’Università della British Columbia a Vancouver, che si è detto «entusiasta per le ricerche svolte» anche se «è scettico nei confronti degli esperimenti classici di fusione a freddo». Secondo l’esperto, per tentare di ottenerla bisogna essere più «creativi», esplorando nuovi metodi.




MA E' DAVVERO COSI ?

OPPURE QUALCUNO CHE NON VUOLE SI SVILUPPI QUESTO PROGETTO SI NASCONDE NELL'OMBRA?

"L'INDIPENDENZA ENERGETICA DELL'INDIVIDUO,  E' LA PIU' GRANDE PAURA DEI GRUPPI DI CONTROLLO E POTERE"

QUESTO NON E VEDERE A TUTTI I COSTI IL  COMPLOTTISMO!

MA, PER FARTI UN’IDEA "TUA" PIU’ ACCURATA, GUARDA I SEGUENTI VIDEO:

LA FUSIONE FREDDA DELL'ENEA DI FRASCATI:

CHE FINE HA FATTO LA FUSIONE NUCLEARE FREDDA?
IL MISTERO DEL RAPPORTO “41”

FUSIONE FREDDA: GIULIANO PREPARATA ED EMILIO DEL GIUDICE 


SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs







sabato 1 giugno 2019

TRACCE DI "PANSPERMIA"

SEGNALATO DA CRISTIAN VITALI

Tracce di materia organica 'aliena’'nei monti del Sudafrica.


I mattoni della vita potrebbero essere piovuti sulla Terra attraverso il bombardamento di meteoriti. 

Materia organica di origine extraterrestre è stata scoperta nelle rocce sedimentarie dei monti Makhonjwa, in Sudafrica, tra i più antichi della Terra. È stata trovata nei frammenti di meteoriti ricchi di carbonio piovuti sul nostro pianeta più di 3 miliardi di anni fa e rimasti incastonati nelle rocce di queste montagne. La scoperta è pubblicata sulla rivista Geochimica et Cosmochimica Acta dal gruppo del Centro Nazionale della Ricerca Scientifica francese (Cnrs), coordinato da Frances Westall.

 I monti Makhonjwa, in Sudafrica, nelle cui rocce sono state trovate tracce di materia organica di origine extraterrestre (fonte: Fyre Mael/Flickr/CC BY 2.0)

I frammenti di meteoriti, del diametro di appena un paio di millimetri, sono stati scovati grazie a sofisticate tecniche di spettroscopia all’interno di un deposito vulcanico delle antiche montagne sudafricane. “Si tratta di una delle prime prove della presenza di carbonio extraterrestre nelle rocce del nostro Pianeta”, ha sottolineato Westall. Probabilmente i frammenti di meteoriti sono rimasti intrappolati in ceneri vulcaniche presenti in atmosfera. Secondo la ricercatrice, però, “è difficile che queste impronte di materia organica siano il risultato di un singolo bombardamento cosmico. Questo rinvenimento - ha concluso Westall - rafforza, quindi, l’ipotesi in base alla quale i mattoni di base della vita siano piovuti sulla Terra letteralmente dallo spazio, portati da meteoriti”.

Da:

SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs







mercoledì 29 maggio 2019

IL MANOSCRITTO VOYNICH: E' STATO TRADOTTO...ANZI NO!

No, il manoscritto Voynich non è stato decifrato !


                                                                  (foto Yale University)
da:

Un altro studioso sostiene di esserci riuscito e sta ricevendo molte attenzioni dai giornali, ma storici e linguisti dicono che è aria fritta e che il mistero rimane.

Molti giornali hanno pubblicato la notizia dell’avvenuta decifrazione del manoscritto Voynich, un misterioso codice illustrato che si ritiene risalga al Quindicesimo secolo, compilato con un sistema di scrittura che da decenni tiene impegnati storici, linguisti e semplici appassionati. Anche i media italiani hanno ripreso la notizia, dandole ampio spazio con titoli categorici come: “Decifrato il manoscritto Voynich” (Repubblica), “Decifrato ‘Voynich’, il manoscritto più misterioso” (HuffPost), “Manoscritto Voynich: svelato il codice più misterioso della storia scritto da 400 monache” (Fanpage) e “Craccato il codice più misterioso dei manoscritti” (ANSA). Il problema è che Gerard Cheshire – l’autore della ricerche che sostiene di avere decifrato il manoscritto – è già stato ampiamente criticato, con grandi dubbi circa le sue dichiarazioni e il metodo stesso con cui ha svolto i suoi studi. Il codice, insomma, non è stato “craccato” come si è letto in giro.
Il manoscritto, datato tra il 1404 e il 1438, fu acquistato nel 1912 da Wilfrid Voynich – un mercante di libri rari inglese di origini polacche – dal Nobile collegio gesuita di Villa Mondragone, un paese vicino a Frascati (Roma). Oltre a usare un sistema di scrittura ignoto, il codice presenta numerose illustrazioni, con piante, strani oggetti, donne nude e simboli dello zodiaco. Attualmente fa parte della Beinecke Library dell’Università di Yale (Stati Uniti) e Giacomo Papi ne aveva raccontato più estesamente la storia qui sul Post:


Un codice illustrato così misterioso ha comprensibilmente attirato la curiosità e l’interesse di numerosi studiosi nel corso degli anni. Le teorie su cosa sia e cosa racconti il manoscritto Voynich sono ormai innumerevoli, e si va da chi sostiene che sia un compendio sull’utilizzo di particolari erbe officinali a chi ritiene sia un sistema per interpretare lo zodiaco. Non essendo stati ritrovati altri codici scritti con lo stesso sistema, c’è anche chi ha messo in dubbio l’originalità dell’opera, ipotizzando che possa essere un falso forse realizzato dallo stesso Voynich. Una datazione al radiocarbonio sembra però avere escluso questa eventualità, collocando l’origine del manoscritto ai primi decenni del Quattrocento. 


Cheshire, che lavora presso l’Università di Bristol (Regno Unito), non è il primo a dichiarare di avere risolto il mistero del manoscritto Voynich. Negli anni decine di ricercatori avevano annunciato risultati simili, finendo poi per essere smentiti dai loro colleghi, con dimostrazioni circa la fragilità delle loro affermazioni. Nel 2017, per esempio, lo storico e autore televisivo Nicholas Gibbs pubblicò un articolo sulla rivista Times Literary Supplement:


spiegando il modo in cui aveva decifrato il codice. Sostenne che il manoscritto fosse una sorta di manuale per la salute delle donne, un elenco di abbreviazioni di parole latine che identificavano piante officinali e ricette per preparare medicamenti. Accompagnò le sue affermazioni con due righe di testo per dimostrare di essere riuscito a tradurlo. Altri studiosi si interessarono alle sue affermazioni, concludendo che non stessero in piedi: Gibbs aveva semplicemente messo insieme informazioni già note sul manoscritto Voynich, aggiungendo elementi nuovi non sostenuti da prove. 
 Lo scorso anno era stato invece un ingegnere turco, Ahmet Ardiç, a sostenere di avere capito il sistema di scrittura del manoscritto. Secondo lui, il testo sarebbe una versione fonetica del turco antico. La spiegazione era plausibile e in parte dimostrabile, ma non aveva comunque consentito di fare grandi progressi ed era quindi rimasta un’ipotesi come altre.


 Ora Gerard Cheshire sostiene di avere capito tutto, tra lo scetticismo degli altri esperti. Secondo lui il manoscritto Voynich fu scritto in una “lingua protoromanza” e messo insieme da una suora domenicana, per conto di Maria di Castiglia, regina consorte di Aragona. Cheshire sostiene di essere riuscito a decifrare il tutto in appena un paio di settimane, trovando la giusta chiave di interpretazione cercata senza successo per almeno un secolo da alcuni dei più capaci e dotti linguisti. Nel suo studio, pubblicato sulla rivista Romance Studies:


Cheshire sostiene che non vi siano altre tracce di questa oscura “lingua protoromanza” perché raramente veniva utilizzata nei documenti ufficiali, per i quali veniva preferito il latino. Questo vorrebbe quindi dire che il manoscritto Voynich è l’unica testimonianza rimasta di quella lingua. Sono pochissimi gli studiosi che ritengono sia esistito il “protoromanzo”, inteso come una sorta di lingua unitaria tra latino e le successive lingue romanze, tanto da non avere mai avuto un particolare seguito nella comunità scientifica. Cheshire spiega che l’alfabeto in cui è scritto il codice illustrato è un insieme di simboli noti e ignoti, senza punteggiatura autonoma, sostituita da alcuni simboli sulle lettere per indicare accenti e organizzazione delle frasi. Secondo le sue osservazioni, tutte le lettere sono minuscole e non ci sono casi di consonanti doppie nelle parole. Talvolta, si trovano abbreviazioni in latino. 


Il lavoro di Cheshire ha lasciato molto scettici gli studiosi che si sono dedicati al manoscritto Voynich o, più in generale, che studiano i documenti del Medioevo. Tra i critici più severi c’è Lisa Fagin Davis, direttrice della Medieval Academy of America:


la più grande organizzazione statunitense che si occupa di promuovere gli studi sul Medioevo. Fagin Davis era già stata molto critica un paio di anni fa con il lavoro di Gibbs, ma su quello di Cheshire è stata ancora più severa, come dimostra questa spiegazione che ha fornito ad Ars Technica:


"Come buona parte delle interpretazioni sul manoscritto Voynich, anche questa è circolare e ambiziosa: [Cheshire] inizia teorizzando che cosa potrebbe significare una particolare serie di segni, di solito per via della prossimità di una parola con un’immagine che crede di potere interpretare. Poi consulta il maggior numero possibile di dizionari medievali di lingue romanze fino a quando trova una parola che sembra adattarsi alla sua teoria. In seguito sostiene che la sua teoria è corretta, visto che ha trovato una parola in una lingua romanza che ben si adatta alle sue ipotesi. Le sue “traduzioni” ". Le critiche di Fagin Davis hanno portato altri studiosi a esprimere le loro perplessità e i loro forti dubbi circa le dichiarazioni di Cheshire. È emerso che alcune valutazioni contenute nel suo studio risalgono ad analisi precedenti, che avevano già evidenziato stranezze e cose che non tornano nel manoscritto Voynich. I nomi che accompagnano le illustrazioni dello zodiaco, per esempio, furono probabilmente aggiunti in un secondo momento e non durante la prima stesura del codice illustrato. Insomma, nonostante le dichiarazioni di Cheshire, quelle precedenti di Gibbs e i titoli su molti giornali degli ultimi giorni, il manoscritto Voynich continua a rimanere un mistero. In futuro ci saranno sicuramente altri studi sul documento e probabilmente sarà nuovamente annunciata la sua decifrazione. Anche per questo Fagin Davis ha consigliato in un tweet:


 cinque criteri che le ricerche sui documenti devono soddisfare, per non farsi ingannare:

1     1)      nozioni primitive solide,
2     2)      riproducibilità da parte di altri,
3     3)      aderenza alla realtà linguistica e codicologica,
4     4)      testo che abbia senso,
5     5)      corrispondenza logica tra testo e illustrazione.

“Nessuno ha ancora spuntato tutte e cinque le caselle”.

Da:

SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs







sabato 25 maggio 2019

LA "CASA DELLE BISSE" DI TRIESTE: ALLA SCOPERTA DI ANTICHE CONOSCENZE PERDUTE

ANALISI ESOTERICA DELLA “CASA DELLE BISSE” DI TRIESTE

 di Giancarlo Pavat

fotografie di  Francesco Pavat

da:



“La Storia di un Paese o di una città è spesso ricordata e sintetizzata dai monumenti che i propri cittadini hanno eretto nel corso del Tempo. Ma a volte questi testimoni di episodi e vicende storiche vanno letti e interpretati su più livelli. Un po’ come certi antichi testi sacri ricchi di significati ermetici ed esoterici e quindi atti ad essere compresi nella loro pienezza soltanto da coloro che sarebbero in possesso delle corrette chiavi di lettura. Il problema è sempre trovare le chiavi giuste”…

…” Nel descrivere l’opera che decora il portone della “Casa delle Bisse” ho scritto che le aquile sono intente a dilaniare il rettile. Effettivamente è stretto tra gli artigli di tutti e tre i rapaci, sia di quelli posti alle due estremità che di quello centrale. Quest’ultimo, nel becco stringe anche la testa del Serpente. Impedendogli in questo mondo di addentare il pomo-mondo. Apparentemente. Già apparentemente. Proviamo a osservare tutto con occhi diversi. Cominciando dalle aquile”…

…” Ma se invece di ghermire il Serpente, lo stessero portando? In questo caso il Serpente non sarebbe una personificazione del Male ma il simbolo della Conoscenza e della Sapienzialità. A questo punto qualcuno strabuzzerà gli occhi. Il Serpente inteso in senso non negativo? Possibile? Decisamente sì. Proprio nel Nuovo Testamento possiamo trovare dei passi a conferma di tutto ciò…”

… Un Serpente inchiodato su una “Croce del Tau” (con evidente riferimento alla frase pronunciata da Gesù), viene utilizzato in ambito alchemico come allegoria della costante ricerca della “Grande Opera”, del percorso di accrescimento sia materiale che, soprattutto, spirituale dell’alchimista….dell’eterna ricerca della “Pietra Filosofale”…della “Lapis Exillis”…della “Coppa della Conoscenza”…




LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU:


SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs








giovedì 23 maggio 2019

NEMO E...IL PRINCIPIO DELLIMMORTALITA'


Pesce pagliaccio: ecco perché Nemo vive fino a vent’anni

Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa (ENEA)

I coloratissimi Amphiprion ocellaris possono vivere in acquario per oltre venti anni. Come ci riescono? A svelarlo il sequenziamento del genoma del pesce pagliaccio. Non solo leggendario protagonista di Nemo per la Disney, il pesce pagliaccio appassiona anche gli scienziati. Dopo aver svelato perché i questi animali hanno le strisce (questione di relazioni sociali) oggi un nuovo studio risponde a un’altra delle domande che da tempo stuzzicava i ricercatori: perché questi pesci sono così longevi? I pesci pagliaccio, infatti, possono vivere in acquario fino a vent’anni. Come ci riescono? Il segreto, si è scoperto, è nascosto nei piccoli organelli delle loro cellule, come mitocondri e lisosomi. A raccontarlo oggi è uno studio condotto da Alessandro Cellerino della Scuola Normale di Pisa, in collaborazione con il Leibniz Institut on Aging di Jena, al quale hanno preso parte vari istituti di ricerca tra cui la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli(con Mirko Mutalipassi). Il lavoro è stato pubblicato dalla rivista BMC Evolutionary Biology.

L’età dei Nemo d’Europa

Distribuendo un questionario a tutti gli acquari pubblici europei, i ricercatori avevano scoperto che gli esemplari più anziani di pesce pagliaccio (Amphiprion ocellaris) presenti nelle vasche avevano oltre vent’anni. A questa età erano ancora in grado di riprodursi regolarmente, suggerendo che fossero ancora lontani dal termine naturale della loro vita. Proprio come avviene in natura, dove questi animali vivono in simbiosi con diverse specie di anemone che possiedono tentacoli urticanti ai quali i pesci pagliaccio sono immuni e che li proteggono dai predatori.

Nel DNA del pesce pagliaccio

A questo punto i ricercatori hanno voluto identificare le basi genetiche della loro maggiore durata di vita. Per farlo, hanno sequenziato parte del genoma dei pesci pagliaccio e lo hanno confrontato con una specie ad essi molto affine, ma che non ha sviluppato simbiosi con gli anemoni di mare: il pesce Chromis viridis (comunemente detto “castagnola” o “damigella”). Comparando le sequenze delle due specie è emerso che le proteine contenute nel mitocondrio (l’organello all’interno della cellula che produce energia) e nel lisosoma (l’organello che si occupa di distruggere le componenti danneggiate della cellula) si sono modificate in maniera significativa durante l’evoluzione dei pesce pagliaccio. Questa scoperta ha importanti implicazioni pratiche. I Matusalemme del mondo animale noti sinora sono i pipistrelli, l’eterocefalo glabro (un roditore che vive sottoterra), gli elefanti e le balene, lo studio dei quali è impossibile o comunque molto complesso. Per contro, i pesci pagliaccio sono di piccole dimensioni (8 cm circa), sono tra i pesci marini più semplici da mantenere in acquario e vengono riprodotti regolarmente in cattività per rifornire il mercato degli appassionati. Essi rappresentano dunque il primo modello animale di longevità che può essere facilmente mantenuto ed osservato in laboratorio. Lo studio apre la strada ad un approccio completamente nuovo per identificare i meccanismi attraverso i quali il genoma determina la longevità.

Da:

SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs