Paleoastronautica - Archeologia misteriosa - Miti e Civiltà scomparse - Nuove frontiere della fisica della medicina e della ricerca scientifica - ATTUALITA' SCOMODE - NOETICA
Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *
con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *
con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it
LA NUOVA CONOSCENZA
domenica 7 settembre 2014
giovedì 4 settembre 2014
HANNO UCCISO LA SCUOLA ! LA SCUOLA E' MORTA !
QUELLO CHE STATE PER LEGGERE E' UNA LUCIDA, CRUDA E VERA DISAMINA DEL PIU' TRAGICO FALLIMENTO DELLA NOSTRA SOCIETA' CIVILE.
L'UCCISIONE DELLA SCUOLA ...OVVERO DELLA CULTURA E DELLA CONSAPEVOLEZZA.
E PROPRIO IN QUESTI GIORNI, IL TRAGICOMICO GOVERNO RENZI, STA CHIUDENDO CON UNA LAPIDE MUTA IL SEPOLCRO DELLA CULTURA ITALIANA.
MLR
L'UCCISIONE DELLA SCUOLA ...OVVERO DELLA CULTURA E DELLA CONSAPEVOLEZZA.
E PROPRIO IN QUESTI GIORNI, IL TRAGICOMICO GOVERNO RENZI, STA CHIUDENDO CON UNA LAPIDE MUTA IL SEPOLCRO DELLA CULTURA ITALIANA.
MLR
Chi ha
ucciso il liceo classico?
di
Adolfo Scotto - Roberto I. Zanini
Fonte:
Avvenire
Tutto
è cominciato
quando hanno ucciso il liceo classico; quando si è
cominciato a pensare che il principale compito della scuola fosse di
fornire uno sbocco lavorativo ai giovani e, di seguito, quando si è pensato che la
scuola dovesse essere pensata in funzione delle esigenze dei giovani, dei loro
gusti, delle loro aspettative. È
l’immagine del fallimento del sistema scolastico
italiano che emerge leggendo "La scuola che vorrei"(Bruno Mondadori, pp. 122, ), l’ultimo libro di Adolfo Scotto di Luzio, docente
di Storia della Pedagogia all’Università di Bergamo,
nonché esperto
dei problemi della scuola e dell’insegnamento. E non si tratta di un semplice
grido d’allarme. È
come se si dicesse che l’intero sistema culturale e formativo italiano è all’ultima spiaggia e se non si cambia registro c’è il più che probabile
rischio del fallimento totale della nostra società civile.
Eppure
sono decenni che si parla di riforma...
«Ed è giunto
il momento di sfatare questo mito così
per come si è costituito.
A partire dagli anni ’60 si è
cominciata a diffondere l’idea che la scuola fosse in crisi. Un’idea di crisi permanente che è
stato l’espediente per smantellare le buone basi sulle
quali si era retta la scuola e che si erano andate formando fra l’unità d’Italia e la Riforma Gentile».
Smantellare?
«Sì.
Un vero e proprio sovvertimento progressivo, tanto che la scuola oggi è caduta in una
crisi di senso, che mette in gioco la sua essenziale funzione politica e civile».
Ma qual è il ruolo della scuola nella società?
«Ciò che
conta non è il
ruolo nella società, ma la sua funzione politica e civile. La scuola
è chiamata ad
assolvere un ruolo nel progetto di costruzione della comunità politica».
Può essere più esplicito?
«La scuola deve saper porre le basi della convivenza civile, del
nostro essere comunità. Invece si pensa che la scuola serva ad
assecondare gli interessi dei singoli, le loro ambizioni di carriera e di
guadagno economico creando sbocchi di lavoro. Ma se non c’è la scuola non c’è la nazione e
viceversa».
Vuol
dire che se il suo obiettivo diventa creare sbocchi di lavoro la scuola
fallisce?
«Bisogna distinguere due aspetti. Ogni singolo studente va a scuola
perché persegue
interessi personali. Ma la scuola non può
essere pensata per quegli interessi perché
altrimenti perde il suo ruolo di istituzione essenziale che ha a che
fare con le ragioni della Polis. Compito della scuola è di educare la
persona attraverso la cultura».
In
una società come la nostra se ne è perso il
significato: cosa significa educare?
«Significa formare la persona, nutrirne la personalità, dare la capacità al giovane di stare autonomamente nel mondo,
educandolo al giudizio, cioè
a quella capacità che ci permette di distinguere fra ciò che è bello e meritevole
della nostra ammirazione e ciò
che deve essere senz’altro rifiutato».
Il
relativismo dominante impedisce un simile approccio.
«Se nessuno ha più
il coraggio di dire quali sono i valori che contano tutto diventa
relativo. Ma possiamo senz’altro affermare che la scuola italiana è stata capace di
assolvere alla sua funzione fino a quando si è
fondata sulla cultura umanistica».
Perso
quel punto di riferimento si è
persa anche la scuola?
«Una crisi che è
cominciata negli anni ’60 e si è
acuita con la crisi della Repubblica degli anni ’90,
quando sono state messe in discussione le basi culturali della Repubblica
tirandosi dietro le eredità che ci venivano dal passato».
Lei
scrive che bisogna liberare la scuola dalla tirannia dei giovani.
«In questo Paese i giovani sono diventati un pretesto, un artificio
retorico. Ma l’idea che la scuola si debba costruire sulle
preferenze dei giovani, su ciò
che piace a loro è
un vero assurdo che si è
trasformato nel pregiudizio ideologico della scuola aperta al nuovo,
alla tecnologia. Ma in questo modo non fa che aggravare la sua crisi, perché abdica dalla sua
funzione educativa. I giovani vanno educati e sono gli adulti gli unici
abilitati a educare».
Ma la
crisi educativa parte proprio dall’incapacità di almeno un paio di generazioni di adulti di assolvere a questo
ruolo.
«Ed è
giunto il momento che gli adulti si assumano la responsabilità della loro crisi culturale, che è
spaventosa. Quando si parla di scuola non è
in gioco un ingranaggio burocratico, una tecnica pedagogica da mettere a
punto, ma occorre partire da una seria riflessione su cosa significhi essere
italiani e su cosa significhi educare giovani italiani».
Insomma,
manca un progetto culturale.
«Abbiamo mortificato il liceo classico che era il fiore all’occhiello del nostro sistema scolastico e sono nati tanti licei con
percorsi di studio sempre più
generici. Abbiamo abolito la scuola di eccellenza sostituendola con un’idea vaga e patetica di licealità. Il liceo
classico era il frutto di un’idea di scuola alla quale avevano contribuito sia
l’identità laica e liberale che l’identità cattolica; un’idea di scuola che garantiva che le élite del Paese si
potessero formare sul piano della scuola pubblica e allo stesso tempo
consentiva a chiunque non avesse altra ricchezza che il proprio talento di
frequentare una scuola di qualità. La falsa ideologia democratica che ha guidato
le riforme degli ultimi trent’anni ha tolto ai poveri una scuola di grande
valore autorizzando i ricchi a comprarsi la scuola migliore. E il discorso
sulla meritocrazia non ha alcun senso perché
non ci sono i luoghi dove applicarla, non ci sono i contenuti. Gli
stessi docenti venendo da un simile percorso depotenziato finiscono per
aggravare la situazione. È
il risultato paradossale di un Paese che ha demolito il proprio sistema
di istruzione. La riprova sono i flussi scolastici con sempre più giovani del Sud
che vanno a scuola e all’università al Nord e i giovani del Nord che se possono
vanno all’estero».
LA VERA STORIA EVOLUTIVA DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?
"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA
SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:
LA VERA STORIA EVOLUTIVA DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?
"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA
DI MARCO LA ROSA
E' UN'EDIZIONE OMPHILABS
ACQUISTABILE DIRETTAMENTE DAL SITO OMPHILABS ED IN LIBRERIA
martedì 2 settembre 2014
PIRAMIDI IN GIAPPONE
GIAPPONE: UN TUMULO FUNERARIO A FORMA DI
PIRAMIDE ALIMENTA IL MISTERO DI ASUKA
da: http://www.ilnavigatorecurioso.it/2014/08/18/lincredibile-scoperta-di-una-tomba-a-forma-di-piramide-in-giappone-alimenta-il-mistero-di-asuka/
Un team di archeologi giapponesi
ha scoperto nel villaggio di Asuka, nella prefettura di Nara, un grande tumulo
che contiene una rarissima tomba a forma di piramide. La datazione preliminare
colloca la tomba intorno al 6° secolo. La scoperta va ad aggiungersi al mistero
di Asuka, luogo nel quale sono state scoperte megaliti di granito dalle forme
insolite, come la Nave di Roccia si Masuda.
L’Asahi Shimbun riporta
l’incredibile scoperta di un gruppo di archeologi giapponesi nei pressi di
Asuka, prefettura di Nara: un tumulo con all’interno una tomba a forma di
piramide.
Secondo i ricercatori, la tomba
risalirebbe al 6° secolo d.C. e un tempo conservava i resti del potente capo
clan Soga no Iname, un leader della dinastia Yamato che morì nel 570 d.C. A lui
si devono i grandi progressi culturali e tecnologici del Giappone.
Scavi precedenti presso il sito
avevano chiarito ben poco la struttura della tomba, ma i ricercatori del Kansai
Archaeological Research Institute sono riusciti a portare alla luce i gradoni
esterni di quella che sembra una vera e propria piramide.
“I ricercatori hanno
controllato per capire se ci sono tombe con una struttura analoga in Giappone,
ma non c’è nulla di simile”, ha detto un funzionario comunale di Asuka al Wall
Street Journal. “La tomba è unica”.
La tomba a forma di piramide è
stata sepolta sotto un tumulo di terra alto 7 metri e largo 40 metri. Strutture
simili sono state ritrovate nell’antico regno di Koguryo (1° secolo a.C. – 7°
secolo d.C.), un regno della Manciuria che si espandeva dal nordest della Cina
fino alla parte settentrionale della penisola coreana. In base all’altezza del
tumulo, i ricercatori stimano che la tomba sia composta di sette o otto strati
di pietra.
Il territorio di Asuka è una terra
ricca di interesse storico e affonda le sue origini nel periodo della storia
giapponese definito Jidai Kofun (250-552 d.C.), caratterizzato dalla
realizzazione di numerosi tumuli funerari, ma la piramide a gradoni scoperta di
recente è decisamente diversa da quelli già trovati.
La zona è conosciuta anche per i
suoi numerosi templi buddisti, santuari e statue, ma ci sono anche dei
monumenti di pietra sulle colline circostanti che non si adattano allo stile della scultura
buddista e che nessuno sembra sapere che li abbia realizzati, o quando. Il più
grande ed enigmatico dei monoliti di Asuka è certamente quello denominato
Masuda no Iwafune (La Nave di Roccis di Masuda), lungo 11 m, largo 7 m, ed alto
circa 5 m, pesa quasi 800 tonnellate ed è completamente scolpito nel granito.
La parte superiore della scultura
risulta completamente appiattita, su cui insistono due cavità quadrate ampie un
metro con una lastra di pietra ad esse parallela. Alla base del megalite vi
sono delle rientranze a forma di reticoli che alcuni ritengono essere correlate
al processo utilizzato dai costruttori per appiattirne i lati. Lo scopo, il
metodo e il periodo di costruzione sono un completo mistero. Tuttavia, sono
state avanzate numerose ipotesi sullo scopo di questa struttura unica e
insolita.
Una di esse viene proprio dal
nome della roccia stessa, Nave di Roccia di Masuda. Si ritiene che la pietra
sia stata scolpita in commemorazione della costruzione del lago di Masuda, uno
specchio d’acqua che una volta si trovava nelle vicinanze e che poi è stato
prosciugato diventando parte della città di Kashiwara.
Altri storici, invece,
suggeriscono che la roccia sia parte di una tomba progettata per i membri della
famiglia reale. Tuttavia, questo non spiega le caratteristiche insolite della
costruzione, né mai sono stati trovati corpi o oggetti nelle vicinanze del
megalite. Forse, dicono gli studiosi, si tratta di una tomba incompiuta. Sebbene
sia attualmente integrato nel santuario dedicato al dio shintoista Oshiko
Jinja, nessuno sa quando sia stato costruito e soprattutto perché. Una delle poche
conclusioni condivise è che l’intera regione su cui insistono gli enigmatici
megaliti deve essere molto più antica dell’epoca Jidai Kofun, data la grande
quantità di pietre scolpite presenti nell’area, e comunque, anche in questo
caso, non c’è nessuna prova definitiva che possa confermare questa prospettiva.
Alla fine, la vera origine e lo
scopo di queste enigmatiche sculture del Giappone antico rimangono avvolte dal
mistero e, forse, perduti per sempre nelle pagine della storia antica del
nostro pianeta.
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LA VERA STORIA EVOLUTIVA DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?
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DI MARCO LA ROSA
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venerdì 29 agosto 2014
IL MONDO CAPOVOLTO
Quando penso e poi dico che
viviamo in un “MONDO CAPOVOLTO” mi accorgo di essere pesantemente ripetitivo ed
ormai monotono. Me ne dispiace ma ormai le conferme sono assolutamente evidenti
per chiunque. Nonostante questo non percepisco nella società nemmeno il più
piccolo segno di controtendenza. Anzi, perfino nelle situazioni che paiono più
banali, come l’andare al cinema per guardare un film, si riconoscono le azioni
dei burattinai che adattano lo scenario per fare apparire il falso come vero e
viceversa. Voi obietterete che il cinema è così, finzione mascherata da
realtà…quindi tutto normale.
Io rispondo no, perché la cosa è
più complicata di così. Per esempio i film in lingua originale che vengono
doppiati quasi sempre subiscono
“stravolgimenti” radicali fatti apposta perché il pubblico segua fluidamente e
distrattamente una trama senza porsi troppe domande.
Perché?
Vi è un disegno occulto di
“addomesticazione” e “plagio” della popolazione?
Vi è forse la convinzione che la
stragrande maggioranza della popolazione sia culturalmente di bassissimo
livello per cui è inutile fornire dettagli culturali che in pochi
comprenderebbero?
Ecco perché alla fine ricado
sempre li: conoscenza = consapevolezza.
Investiamo in cultura su noi
stessi perché questo mondo possa davvero
cambiare ! La consapevolezza è l’arma migliore contro qualsiasi tipo di
tirannia.
Vi lascio alla lettura di un post
dell’amico Mike Plato, potrete comprendere come sia facile
manipolare, plagiare e nascondere anche attraverso la banale traduzione di
sceneggiature cinematografiche.
MLR
da:
http://mikeplato.myblog.it/2014/08/15/baudrillard-matrix/
di Mike Plato
“QUESTO L’HO SCOPERTO SBIRCIANDO DALLA SCENEGGIATURA DI
MATRIX IN LINGUA ORIGINALE.
COME SEMPRE, TRADUZIONI (volutamente?) IGNOBILI, ANZI,
STRAVOLGIMENTO QUASI RADICALE.
VERSIONE ITALIANA:
MORPHEUS: "SEI VISSUTO IN UN MONDO FITTIZIO, NEO. QUESTO è IL
MONDO CHE ESISTE OGGI".
VERSIONE
INGLESE:
MORPHEUS
"You have
been living inside
Baudrillard’s
vision, inside the
map, not
the territory. This is
Chicago as
it exists today".
VISIONE DI BAUDRILLARD?
SI VEDE CHE L’ITALIA è UN PAESE DI STUPIDI E NON AVREBBE
CAPITO LA VISIONE DI BAUDRILLARD…
VEDIAMOLA:
Dagli anni ottanta il sociologo tentò di integrare la
visione marxista con la teoria del segno-valore. In base alla sua visione, i
prodotti commerciali non sono caratterizzati dal valore d’uso, ovvero dalla
funzionalità intrinseca all’oggetto, e dal valore di scambio, ovvero gli
ulteriori significati astratti associati al bene, come sostenuto da Marx nella
propria teoria dei beni, ma dal segno-valore, concetto interpretabile come
espressione di significati e marchio di prestigio, acquisiti dal soggetto
tramite il prodotto commerciale. Il fenomeno del segno-valore, nella visione di
Baudrillard, è elemento essenziale e peculiare del prodotto, nell’attuale
società consumistica, che orienta ed influenza il comportamento d’acquisto del
consumatore. Nella società moderna il soggetto sociale si appropria di beni per
ampliare la propria personalità e creare un’immagine di sé fittizia, da
ostentare, che comprometterebbe, secondo Baudrillard, le relazioni sociali,
causando un’implosione della società stessa, caratterizzata, nell’epoca
contemporanea, dall’alienazione, dalla diffusione del conformismo e
dell’omologazione sociale e valoriale e dalla fine della trascendenza, come impossibilità
del soggetto di percepire bisogni autentici.
IMMAGINE FITTIZIA DI SE’..QUESTO IL CORE DELLA FILOSOFIA DI
BAUDRILLARD, CHE MATRIX MUTUA.
MA SIAMO SICURI CHE UNA CERTA QUAL IMMAGINE FITTIZIA DI SE’
NON ESISTEREBBE ANCHE AL DI FUORI DI UN CONTESTO CAPITALISTICO?
AD ES. SIAMO CERTI CHE IN UN REGIME COMUNISTA, CHE PUNTA
ALL’OPPOSTO, OVVERO NON ALL’ESALTAZIONE DELLA PERSONALITA’ E RELATIVA
COMPETIZIONE TRA I MILIONII DI IO, MA ALL’OMOLOGAZIONE E SCHIACCIAMENTO
PERVERSO DELLA PERSONALITA’ PER GIUNGERE AD UNA IDENTIFICAZIONE COLLETTIVA, NON
VI SIA LO STESSO PROBLEMA SE NON ANCORA PIU GRAVE?
e ancora su BAUDRILLARD:
Negli anni Ottanta, Baudrillard postulò un “capovolgimento
immanente”, un rovesciamento di fronte dei significati e degli effetti, in cui
le cose si trasformassero nei loro opposti. Per cui, secondo lui, la società
della produzione stava andando verso la simulazione e la seduzione; il potere
onnicomprensivo e repressivo teorizzato da Michel Foucault stava diventando il
potere cinico e seduttivo dei media e della società dell’informazione; la
liberazione sostenuta negli anni Sessanta era diventata una forma di schiavitù
volontaria; la sovranità era passata dalla parte del soggetto a quella
dell’oggetto; e la rivoluzione e l’emancipazione erano diventate i loro
opposti, intrappolando gli individui in un ordine di simulazione e virtualità.
Il concetto di Baudrillard di “capovolgimento immanente” era quindi una
variante della “dialettica dell’illuminismo” di Horkheimer e Adorno, dove tutto
diventa l’opposto. Per Adorno e Horkheimer, all’interno delle trasformazioni
del capitalismo organizzato e all’avanguardia, i modi dell’illuminismo
diventano una dominante, la cultura diventa l’industria culturale, la
democrazia una forma di manipolazione di massa, e la scienza e la tecnologia
una parte cruciale di un apparato di dominio sociale.
Ne Il crimine perfetto, egli afferma che la negazione di una
realtà trascendente nella presente società mediatica e tecnologica è un
“crimine perfetto” che implica la “distruzione del reale”. In un mondo di
apparenza, immagine e illusione, la realtà scompare anche se le sue tracce
continuano a nutrire un’illusione del reale. Guidate verso la virtualizzazione
in una società altamente tecnologica, tutte le imperfezioni della vita umana e
del mondo sono eliminate nella realtà virtuale, ma questa è l’eliminazione
della realtà stessa, il Crimine Perfetto. Questo stato ‘post-critico’ e
‘catastrofico’ rende il mondo concettuale precedente irrilevante, costringendo
il criticismo a diventare ironico e a trasformare la scomparsa del reale in una
forma d’arte.
Baudrillard si era introdotto in un mondo di pensiero
lontano dalla filosofia accademica, un mondo che metteva in discussione i
tradizionali modi di pensiero e di discorso. La sua ricerca di nuove
prospettive filosofiche gli aveva procurato un pubblico globale leale, ma anche
critiche per la sua eccessiva ironia, i suoi giochi di parole e i suoi svaghi
intellettuali. Ad ogni modo, il suo lavoro è una provocazione alla filosofia
tradizionale e contemporanea e sfida i pensatori ad affrontare antichi problemi
filosofici quali la verità e la realtà in modi nuovi, all’interno del mondo
contemporaneo.
QUESTO è SPARITO DAL DOPPIAGGIO ITALIANO..
QUANDO MORPHEUS DICE…"BENEVENUTO NELLA TUA NUOVA DESERTICA
REALTA’"…in realtà in inglese dice velocemente:
THE DESERT
OF THE REAL seguito da
MORPHEUS: "We are, right now, miles below the earth’s surface. The only place
humans can
survive outside the Matrix is underground".
IL DOPPIATORE ITALIANO ALLUNGO’ DI MOLTO LA RECITA DI:
“BENVENUTO NELLA TUA NUOVA DESERTICA REALTA’”
e NON CI FECE CAPIRE ALL’EPOCA CHE LA RESISTENZA ERA
UNDERGROUND, NEL SOTTOSUOLO.
POI QUEL CHE SEGUE è DA DELIRIO..
VERSIONE DOPPIATA IN ITALIANO e subito sotto QUELLA ORIGINALE
NEO CHIEDE: "CHE COSA SUCCESSE? (What happened?)"
MORPHEUS: "SAPPIAMO SOLO CHE ALL’INIZIO DEL XXI SECOLO
L’UMANITA’ INTERA SI RITROVO ‘ UNITA DAI FESTEGGIAMENTI. GRANDE FU LA NOSTRA
MERAVIGLIA UNITA ALLA NOSTRA MAGNIFICENZA MENTRE DAVAMO ALLA LUCE I.A. (It
started early in the twenty first century, with the birth of artificial
intelligence)"
NEO: "I.A. INTELLIGENZA ARTIFICIALE? (Artificial Intelligence)"
MORPHEUS: "LA CUI SINISTRA COSCIENZA PRODUSSE UNA NUOVA GENERAZIONE DI MACCHINE (a
singular consciousness that spawned an entire race of machines.At first all
they wanted was to be treated as equals, entitled to the
same human
inalienable rights. Whatever they were given, it was not enough). ANCORA
NON SAPPIAMO CHI COLPI’ PER PRIMO. SE NOI O LORO (We don’t know who struck
first.Us or them ). SAPPIAMO
PERO’ CHE FUMMO NOI AD OSCURARE IL CIELO ( But sometime at the end of the
twenty-first century the battle was joined.). A QUELL’EPOCA LORO
DIPENDEVANO DALL’ENERGIA SOLARE, E SI PENSO’ CHE FORSE NON SAREBBERO RIUSCITI A
SOPRAVVIVERE, SENZA UNA FONTE ENERGETICA ABBONDANTE COME IL SOLE. NEL CORSO
DELLA STORIA IL GENERE UMANO è DIPESO DALLE MACCHINE PER SOPRAVVIVERE. AH AH…AL
DESTINO COME SAPPIAMO, NON MANCA IL SENSO DELL’IRONIA (The war raged for
generations and
turned the
face of our planet from green and blue to black and red.It scorched and burned
the sky.Without the sun, the machines sought out a new energy source to
survive. They discovered a new form of fusion. All that was required to
initiate the reaction was a small electric charge. Throughout human history we
have been dependent on machines to survive. Fate, it seems, is not
without a sense of irony….SFRUTTANDO CONTEMPORANEAMENTE QUESTE DUE FONTI, LE
MACCHINE SI ASSICURARONO INDEFINITAMENTE DI TUTTA L’ENERGIA DI CUI AVEVANO
BISOGNO. CI SONO CAMPI, CAMPI STERMINATI, IN CUI GLI ESSERI UMANI NON NASCONO,
VENGONO COLTIVATI. A LUNGO NON CI HO VOLUTO CREDERE, POI HO VISTO QUEI CAMPI
CON I MIEI OCCHI. HO VISTO
MACCHINE LIQUEFARE I MORTI PERCHE NUTRISSERO I VIVI PER VIA ENDOVENOSA (We are,
as an energy source, easily renewable and completely recyclable, the dead
liquified and fed intravenously to the living. Huge farm-like reapers are
harvesting the crop. All they needed to control this new battery was something
to occupy our mind. And so they built a prison out of our past, wired it to our
brains and turned us into slaves)."
… A PROPOSITO DEL MONDO CAPOVOLTO…
VI INVITO AL MEETING DEL 20 SETTEMBRE 2014 … PARLEREMO PROPRIO
DI QUESTO
martedì 26 agosto 2014
SLA (SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA): ECCO LA DIAGNOSI PRECOCE !
SEGNALATO DAL DR. GIUSEPPE COTELLESSA (ENEA)
La disponibilità della tecnica utilizzata dal gruppo del CNR, associato
con l’applicazione del procedimento
innovativo depositato nel brevetto ENEA RM2012A000637 , consentiranno di conseguire significativi
risultati positivi per la cura della SLA.” G.C.
SLA, la speranza
arriva dall'Italia: ecco la diagnosi precoce
http://www.today.it/scienze/sla-ricerca-diagnosi.html
Arriva la possibilità di una diagnosi precoce della Sla. Il
risultato, pubblicato su Neurology, è di un gruppo di ricerca italiano che
coinvolge l'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio
nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) di Roma e apre la strada allo sviluppo di
nuove terapie.
"E' stata dimostrata - ha reso noto il Cnr - per la
prima volta la possibilità di diagnosticare precocemente la Sla con un esame di
tomografia ad emissione di positroni (Pet) mediante un tracciante analogo al
glucosio, utilizzato nella pratica clinica dai centri di medicina
nucleare".
"Questa tecnica permette di raggiungere un'accuratezza
diagnostica del 95% e rappresenta un passo importante per lo sviluppo nella
diagnosi precoce della malattia", ha spiegato Marco Pagani, primo autore
dello studio e ricercatore dell'Istc-Cnr che è giunto a questo risultato in
collaborazione con Angelina Cistaro, ricercatrice del Centro Pet Irmet di
Torino e con Adriano Chiò, direttore del Centro Sla, Azienda ospedaliero
universitaria Città della salute e della scienza e Dipartimento di neuroscienze
dell'Università degli Studi di Torino.
"Finora - ha sottolineato il ricercatore - la Sla
poteva essere diagnosticata esclusivamente attraverso l'indagine clinica e con
il supporto di metodiche neurofisiologiche e pertanto richiedeva un lungo
periodo di osservazione. L'accelerazione e la maggiore accuratezza della
diagnosi di Sla sono fondamentali oltre che per la certezza di reclutare nei
trial clinici pazienti con diagnosi confermata anche per lo sviluppo di nuove
terapie e per l'identificazione di possibili familiarità sulle quali intervenire
precocemente".
da: http://www.today.it/scienze/sla-ricerca-diagnosi.html
LA VERA STORIA EVOLUTIVA DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?
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"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA
DI MARCO LA ROSA
E' UN'EDIZIONE OMPHILABS
ACQUISTABILE DIRETTAMENTE DAL SITO OMPHILABS ED IN LIBRERIA
PARTO NATURALE: NUOVA TECNICA PER EVITARE FORCIPE E CESAREO
SEGNALATO DAL DR.
GIUSEPPE COTELLESSA (ENEA)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/24/parto-ecco-lodon-device-per-evitare-luso-di-forcipe-e-il-cesareo-demergenza/1073243/
Parto, ecco “l’Odon device” per evitare l’uso di forcipe e
il cesareo d’emergenza
Jorge Odón è un meccanico argentino, ma questa storia non ha
niente a che vedere con macchine e motori. Quest’uomo, infatti, ha inventato un
dispositivo che potrebbe semplificare i parti vaginali operativi. In un caso su
dieci, infatti, la fase espulsiva del feto si prolunga eccessivamente,
favorendo l’insorgere di complicazioni. I ginecologi possono allora adottare
due soluzioni: il parto operativo, attraverso l’utilizzo del forcipe o della
ventosa, oppure il cesareo d’emergenza.
L’Odón device, questo il nome dell’apparecchio, potrebbe
essere una novità assoluta qualora si decida di procedere con il parto
operativo, trattandosi di uno strumento che agisce in maniera meno invasiva
sulla madre e sul bambino. Il dispositivo è realizzato da un sacchetto di
polietilene e da un manico in teflon, al termine del quale è situata una
piccola ventosa che viene appoggiata sulla testa del feto. A quel punto sia il
ginecologo che l’ostetrica possono provvedere a pompare una quantità minima di
aria attraverso l’apposito condotto, garantendo una presa sicura e delicata
intorno alla testa del bambino e una trazione più facile attraverso il canale
del parto.
Quest’idea è venuta a Jorge Odón osservando il modo in cui
due colleghi estraevano un tappo di sughero caduto dentro una bottiglia di vino
attraverso l’utilizzo di un sacchetto di plastica. I due, infatti, avevano
infilato la busta nel collo di vetro, lasciandone fuori soltanto i manici.
Inclinando la bottiglia, il tappo entrava in contatto con il sacchetto, che
veniva poi gonfiato d’aria. A quel punto bastava tirare i manici e il gioco era
fatto.
Odón, che aveva già assistito ai parti dei suoi cinque
figli, pensò che quel metodo poteva essere una soluzione efficace anche nella
fase espulsiva del parto, qualora le spinte della madre non bastassero a far
venire fuori il bambino. Con caparbietà il meccanico si mise a fare delle prove
con un utero di vetro e una bambola e gli esperimenti sembravano dargli
ragione. Ma farsi ascoltare da un medico non era facile; Odón, tuttavia, ebbe
la fortuna di incontrare Javier Schvartzman, un ostetrico del Cernic che, dopo
un momento di smarrimento, comprese il potenziale di quell’idea. Da quel giorno
la strada è diventata tutta in discesa. Al momento, infatti, il dispositivo è
sottoposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a un test su 100 donne con
gravidanze senza complicazioni in Argentina e in Sudafrica.
Ma il condizionale è ancora d’obbligo; come spiega Serena
Donati, ricercatrice dell’Istituto Superiore della Sanità, al
fattoquotidiano.it: “Bisogna chiarire che il dispositivo non si trova negli
ospedali e che è ancora in fase di sperimentazione. Gli studi di validazione
sono necessari a dimostrarne l’efficacia e la sicurezza, sia per la madre che
per il bambino”.
Qualora fornissero delle risposte positive, l’apparecchio
potrebbe essere la risposta ad alcuni problemi: “È uno strumento che sembra
comportare minori rischi per il bambino e per la mamma – spiega -; talvolta il
forcipe può causare danni al tratto genitale della donna e, come anche la
ventosa, può essere responsabile di danni neonatali”.
Sicuramente il dispositivo avrebbe maggiore successo nei
paesi più poveri, dove spesso mancano le attrezzature e il personale è carente:
“Una volta verificata la sicurezza e l’efficacia dell’apparecchio, questo
potrebbe trasformarsi in uno strumento molto prezioso per i paesi più
svantaggiati, dove il rapporto di mortalità materna è ancora altissimo”,
conferma la Donati. Secondo gli ultimi dati dell’OMS, infatti, in Africa1 donna
su 40 rischia la vita per complicanze durante la gravidanza o il parto, mentre
in Europa i numeri parlano di 1 donna ogni 3300.
Inoltre, l’Odón device dovrebbe ridurre il rischio di
trasmissione del virus dell’Hiv – altissimo in alcune zone dell’Africa – dalla
madre al bambino, limitando il contatto con le mucose del canale del parto. A
questo si aggiunge il basso costo di produzione dell’apparecchio, stimato
intorno ai 50 dollari, che favorirebbe la diffusione dello strumento nei paesi
del Terzo Mondo.
La questione cambia quando veniamo in contatto con le realtà
più vicine a noi: “Per quanto riguarda il nostro Paese, lo strumento potrebbe
essere un ausilio durante i parti operativi, che tuttavia riguardano soltanto
il 3-5% dei nati totali. Per questo è difficile che lo strumento rappresenti
una soluzione per l’eccesso dei cesarei in Italia. I professionisti sanitari
hanno difatti perso competenze nell’arte ostetrica e preferiscono ricorrere al
taglio cesareo che nella maggior parte dei casi viene programmato prima
dell’inizio del travaglio”, conclude la Donati.
Anche se nei paesi sviluppati l’apparecchio non dovesse
segnare un grande cambiamento, in quelli meno avanzati potrebbe essere di aiuto
sia alle donne che ai bambini. Motivo per cui Jorge Odón ha concesso il
brevetto a una condizione: nel Sud del mondo il dispositivo dovrà essere
venduto al suo prezzo di costo, non un dollaro di più.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/24/parto-ecco-lodon-device-per-evitare-luso-di-forcipe-e-il-cesareo-demergenza/1073243/
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sabato 23 agosto 2014
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