IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

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GdM

sabato 15 giugno 2013

COCA E...SIGARI FARAONICI "2"


A PROPOSITO DELLA STORIA “MAI RACCONTATA”, PROPONGO UN BEL PEZZO SCRITTO DA YURI LEVERATTO.
LE EVIDENZE DI UN ANTICO E “SEGRETO” (?) CONTATTO TRA I POPOLI DEL MEDIO ORIENTE E QUELLI DEL CENTRO SUD-AMERICA.
DIECI ANNI FA, NEL LONTANO 2003, SCRISSI UN ARTICOLO ISPIRATO PER COSI DIRE, DALLA MIA PASSIONE (E NON VIZIO) PER I SIGARI CUBANI E IN ONORE DEL PRIMO “HABANOS DAY” ITALIANO.
NE NACQUE UN PEZZO INTERESSANTE, CHE IL MIO CARO ED INDIMENTICATO AMICO MARCO BORASCHI, GIRO’ A MIA INSAPUTA A TUTTI I SOCI DEL CIGAR CLUB ASSOCIATION ITALIA, QUINDI POI, PUBBLICATO SULLE RIVISTE DEL SETTORE.  (PER CHI VOLESSE RILEGGERLO IN QUESTO BLOG: ANNO 2008 -  3 SETTEMBRE – “SIGARI FARAONICI” : http://marcolarosa.blogspot.it/2008/09/era-una-bella-mattina-luminosa-ma-del.html)
QUELLO CHE YURI SCRIVE OGGI, AGGIUNGENDO ULTERIORI EVIDENZE, E’ SOSTANZIALMENTE QUELLO CHE GIA’ SI SAPEVA 10-20-30 E PIU’ ANNI FA, MA CHE NATURALMENTE NON TROVEREMO, ANCORA PER MOLTO, SUI LIBRI DI STORIA.

BUONA LETTURA.

Marco La Rosa



“ANCORA SUL RITROVAMENTO DI COCA NELLE MUMMIE EGIZIE”

“Secondo la Storia accademica non esistettero contatti tra i popoli del Medio Oriente e quelli del Nuovo Mondo nell'antichità.
Le evidenze di un antico contatto tra questi due mondi, separati dall'Oceano Atlantico, sono però tali e tante che, a mio parere si può parlare di un pre-contatto, che però non fu ufficializzato e divulgato alle masse, come durante la spedizione di Cristoforo Colombo, ma rimase occulto, e solo le elite del tempo poterono avvantaggiarsi di alcuni segreti, come per esempio l'ubicazione di miniere (vedi il mio articolo sulla terra di Ofir), e l'utilizzo di alcune piante medicinali.

In alcuni miei articoli ho analizzato la possibilità che il pre-contatto sia stato reale, sia studiando alcuni petroglifi (come nel caso della Pedra de Ingà), sia analizzando alcuni manufatti (come nel caso della Fuente Magna o il Monolito di Pokotia), sia approfondendo alcuni casi controversi di Storia recente (come nel caso della biblioteca metallica del Padre Carlo Crespi), sia esaminando antichi sentieri che dalla costa del Brasile portano nell'interno del continente (come nel caso del cammino del Peabirù).
C'è, però un'altra prova, molto importante, che questa volta fu trovata non in America del Sud ma in alcune mummie egizie.
Come sappiamo la pianta della coca (erytroxylon coca), è originaria del Sud America e non cresce in nessun altro ambiente.

Nemmeno nel Messico tropicale questa pianta attecchisce, tanto che i narcotrafficanti devono per forza importarla dal Sud America. All'interno della foglia di coca, vi è un alcaloide, detto cocaina (da non confondersi con la droga chimica detta anch'essa cocaina).
Conosciamo l'uso tradizionale e ancestrale che i popoli indigeni del Sud America fanno della foglia di coca: la masticano e ne ottengono un effetto stimolante e anestetizzante.
Secondo la storia accademica questa pianta era sicuramente sconosciuta al di fuori del Sud America prima del 1492.
Com'è possibile pertanto che siano state trovate tracce dell'alcaloide cocaina in alcune mummie egizie risalenti ad epoche comprese tra il 1070 a.C. e il 395 d.C.?
La scoperta, che fu effettuata dalla scienziata tedesca Svetlana Balabanova nel 1990, ha inderogabilmente provato che nelle mummie egizie presenti nel museo di Monaco e anche in altre mummie egizie conservate in Sudan, sono presenti tracce di cocaina e anche di nicotina (tabacco, nome scientifico: nicotiana tabacum).
Sappiamo che anche il tabacco è una pianta endemica del Sud America, e pertanto sorge la domanda: come è possibile tutto ciò?
Per i resti di nicotina è stata avanzata l'ipotesi che alcune piante simili al tabacco si coltivassero in Asia e Africa in tempi antichi, mentre per il caso della coca, non c'è spiegazione.
L'alcaloide della cocaina è stato poi trovato in 71 scheletri umani rinvenuti in Nubia, risalenti ad un periodo compreso tra il 600 d.C. e il 1100 d.C.
Può essere questa una prova definitiva del contatto tra i popoli del Medio Oriente (in questo caso dell'antico Egitto), e quelli del Sud America?
Gli scettici hanno portato innumerevoli teorie per sostenere che il ritrovamento della studiosa Balabanova non debba essere considerato come una prova del pre-contatto: hanno sostenuto che le mummie furono contaminate, e che le prove non furono condotte con metodi scientifici, il che non corrisponde alla verità.
Alcuni hanno sostenuto che le mummie analizzate erano dei falsi, ma anche ciò è stato confutato. La maggioranza degli scienziati accademici ha però contestato la scoperta della Balabanova solo per il fatto che un contatto tra antichi Egizi e popoli del Sud America è per loro impossibile, e pertanto lo scartano a priori.
A mio parere i resti dell'alcaloide cocaina, ritrovati nelle mummie egiziane è una delle prove che il continente americano (in questo caso il Sud America) era conosciuto dai popoli del Medio Oriente, che vi viaggiavano per intercambiare prodotti con alcuni popoli indigeni.
Certo, questi viaggi non erano resi pubblici, ma tenuti in segreto.
Le rotte per raggiungere l'America del Sud erano gelosamente custodite e non venivano divulgate, ma al contrario queste conoscenze erano riservate a pochi, solo alle elite del tempo”.

YURI LEVERATTO
Copyright 2013

Bibliografia:
1.         Balabanova S, Schneider E, Bühler G (1990) Nachweis von Nicotin in Haaren. DAZ 40: 22002201
2.         Balabanova S, Krämer M7 Schneider E, Bühler G (1991) Nicotul-Nachweis im Kniegelenk bei Raucher. Medwelt 42: 585-588
3.         Balabanova S, Parsche F, Pirsig W (1992) First Identification ofDrugs in Egyptian Mummies. Naturwissenschaften 79: 358
4.         Balabanova S, Schultz M (1994) lnvestigation of nicotine concentrations in prehistoric human skeletons found in early neolothic population (Late PPNB) from the Near East (Turkey and Jordan ). Homo 45/Suppl. S.5 14
5.         Balabanova S, Teschler-Nicola M, Strouhal E (1994) Nachweis von Nikotin im Kopfhaar von natürlich mumifizierten Körper aus dem christlichen Sayala. Anthrop Anz 2: 167-173
6.         Balabanova S, Bouyan Wei, Krämer M (1995) First Detection of nicotine in ancient population of southern China. Homo 46/1: 68-75
7.         Balabanova S, Krupiensky M (1 995) Untersuchungen zum Nachweis von Nikotin im ekkrinen Schweiß nach Stimulation der Schweißdrüsen während einer Nikotinkarenz. Hautarzt 46: 255258
8.         Balabanova S, Schneider H, Teschler-Nicola M, Scherer G (1995) Detection of Nicotine in Ancient European Population. J 0 Paleopathology 7: 43-50
9 . Balabanova S, Rösing FW, Teschler-Nicola M, Strouhal E, Bühler G, Michel C, Rosenthal J (1996) Was Nicotine used as stimulant already in the VI century AD from Christi an Sayala Population. J 0 Paleopathology 1 :43-50
10       Balabanova S, Wey B, Rösing F, Bühler G, Scherer G, Mayerhöfer C, Chen Z, Zhang W, Rosenthal J (1996) Nachweis von Nicotin in prähistorischen Skelettresten aus Süd-China. Antrop Anz 54: 34 1-353 .
11       Balabanova S, Rösing FW, Bühler G, Schoetz W, Scherer G, Rosenthai J (1997) Nicotine and cotinine in prehistoric and recent bones from Africa and Europe and the origin öf these alkaloids. Homo 48/1: 72-77
12       Balabanova S, Rösing FW, Bühler G, Teschler-Nicola M, Strouhal E, Rosenthal J (1 997) Evidence of Cocaine in Ancient Pre-Columbian Populations from Christian Sayala (Egyptian Nubia) J 0 Paleopathology 9: 15-21

ANTIKITERA.NET


sabato 8 giugno 2013

"CIO' CHE E' IN BASSO E' COME CIO' CHE E' IN ALTO E CIO' CHE E' IN ALTO E' COME CIO' CHE E' IN BASSO PER FARE I MIRACOLI DELLA COSA UNA".

PILLOLE DI... ERMETISMO


LA TAVOLA DI SMERALDO:
« Verum, sine mendacio certum et verissimum,
quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius. Et sicut omnes res fuerunt ab uno, mediatione unius; sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione. Pater eius est sol, mater eius luna; portauit illud ventus in ventre suo: nutrix eius terra est. Pater omnis telesmi totius mundi est hic. Vis eius integra est, si versa fuerit in terram. Separabis terram ab igne, subtile a spisso, suaviter cum magno ingenio. Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum. Sic habebis gloriam totius mundi. Ideo fugiat a te omnis obscuritas. Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis; quia vincet omnem rem subtilem, omnemque solidam penetrabit. Sic mundus creatus est. Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus hic est. Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus, habens tres partes philosophiæ totius mundi. Completum est quod dixi de operatione solis. »
Traduzione:
« Il vero senza menzogna, è certo e verissimo.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l'ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo. Completo è quello che ho detto dell'operazione del Sole. »
 “La tavola di smeraldo o tavola smeraldina è un testo sapienziale che secondo la “leggenda” (?) sarebbe stato ritrovato in Egitto, prima dell'era cristiana. Il testo originale era inciso su una lastra di smeraldo ed è stato tradotto dall'arabo al latino nel 1250. Esso rappresenta il documento più celebre degli scritti ermetici ed è attribuito allo stesso Ermete Trismegisto. (“il tre volte grande”) Esso apparve per la prima volta in versione stampata nel De Alchemia di Johannes Patricius (1541).
La tradizione vuole che Ermete avesse inciso le parole della Tavola su una lastra verde di smeraldo con la punta di un diamante e che Sara, moglie di Abramo, la rinvenisse nella sua tomba (altre versioni indicano come scopritore Apollonio di Tiana o Alessandro il Grande).
Ermete Trismegisto (dal greco antico Ἑρμῆς ὁ Τρισμέγιστος, in latino Mercurius ter Maximus) è un personaggio leggendario dell'età ellenistica, venerato come maestro di sapienza e ritenuto l'autore del Corpus Hermeticum. A lui è attribuita la fondazione di quella corrente filosofica nota come ermetismo.
Ermete Trismegisto significa letteralmente «Ermes il tre volte grandissimo». Con questo nome si voleva assimilare Ermete, Dio greco del logos e della comunicazione, a Thot, Dio egizio delle Scienze.
Secondo l'erudito Athanasius Kircher:
« Gli Arabi lo chiamano Idris, dall'ebraico Hadores(...), i fenici (...) Tauto, gli Egizi (...) Thot ma lo chiamano anche Ptha e i Greci Ermete Trismegisto. »
(Obeliscus Pamphilius, 91)

Come già accennato, Ermete è stato accostato a Thot, presente nella tradizione egizia. Entrambi sono al servizio di una divinità superiore (Ermete è messaggero di Zeus, Thot è lo scriba di Osiride); Ermete è Dio della parola e Thot è Dio della parola e della letteratura; entrambi sono psicopompi ( psiche = anima + pompos = colui che manda) accompagnatori delle anime dei defunti nell'oltretomba. Sia Ermete che Thot sono inoltre, nelle loro rispettive culture, gli Dei della scrittura e della magia. A seguito di un tale processo di assimilazione tra divinità greche ed egizie, avvenuto nell'atmosfera sincretistica dell'Impero romano, Ermete Trismegisto divenne il Dio rivelatore della verità e mediatore tra gli uomini e gli dei”.



Biblio: Wikipedia

giovedì 6 giugno 2013

"CLOUD ATLAS", L'ATLANTE DELLE NUVOLE: TUTTO E' CONNESSO !

...SUGGERIMENTI E PENSIERI...


« Un'epica storia del genere umano nella quale le azioni e le conseguenze delle nostre vite si intrecciano attraverso il passato, il presente e il futuro come una sola anima è trasformata da un assassino in un salvatore e un unico atto di gentilezza si insinua nei secoli sino ad ispirare una rivoluzione »

Staff, Wachowskis to start filming 'Cloud Atlas', UPI, September 15, 2011.


“ reincarnazione e destino, elementi che legano indissolubilmente i personaggi e le vicende che accadono”.



Biblio: Wikipedia

giovedì 30 maggio 2013

LA FUSIONE FREDDA & L'ENERGIA BUONA, PULITA ED ECONOMICA PER TUTTI (?)


“La fusione nucleare fredda (o fusione a freddo), è un nome generico attribuito a presunte (?) reazioni di natura nucleare, che si produrrebbero a pressioni e a temperature molto minori di quelle necessarie per ottenere la fusione nucleare “calda”, per la quale sono invece necessarie temperature dell'ordine del milione di gradi Kelvin e densità del plasma molto elevate. Alcuni studiosi ritengono che il termine "fusione fredda" sia da sostituire con il termine “trasmutazione LENR (Low Energy Nuclear Reactions)”, in quanto tutti i fenomeni che si producono, appartengono alla famiglia delle reazioni nucleari a bassa energia e provocano  trasmutazioni di alcune specie atomiche in altre.
Dopo il clamore provocato nel 1989 dagli esperimenti di Martin Fleishmann eStanley Pons dell'Università diSalt Lake City nello Utah, poi ripetuti in diversi laboratori, sono seguiti degli studi teorici, tra i quali quelli di Giuliano Preparata, docente di Fisica Nucleare all'Università di Milano, che elaborò la sua "teoria coerente sulla fusione fredda". Nel maggio 2008 Yoshiaki Arata, uno dei padri della fusione nucleare calda  nipponica, insieme alla collega Yue-Chang Zhang, ha mostrato pubblicamente ad Osaka un reattore funzionante con pochi grammi di palladio. Se il successo di questo esperimento sia dovuto alla fusione fredda o piuttosto ad una forma ancora non conosciuta di sviluppo di energia, è oggetto di controversie”.

...Come è stato ed è ovviamente, anche l’E-Cat dell’Italiano Andrea Rossi.

Indipendentemente dal reale funzionamento e dai principi fisici di applicazione, il concetto di poter produrre energia pulita, a basso costo e di durata illimitata, è sempre stato un sogno ecologista e ALTRUISTICO.

Osteggiato (più o meno apertamente) dalle corporazioni oligarchico-finanziarie, che con le loro multinazionali controllano l’economia mondiale,  Il concetto di poter fornire al mondo energia illimitata, a bassissimo costo ed a zero impatto ambientale, è contro i principi del “profitto” che comanda o meglio guida, per ora, il nostro pianeta.
Quindi la politica del boicottaggio, che fino ad oggi è stata perpetrata ai danni della "ricerca" in questo campo   e delle sue applicazioni, si può senza dubbio imputare al “sistema malato” che guida le economie mondiali. Ovviamente il loro scopo è quello di impadronirsi pure di questa, nei tempi e nei modi che decideranno.
Non dimentichiamo che lo sfruttamento a fini economici delle risorse energetiche della Terra, è in atto da molto molto tempo. Chi detiene il controllo dell'energia (sotto qualsiasi forma), detiene il controllo dello sviluppo nei suoi molteplici aspetti... ma controlla sopratutto gli uomini che per vivere acquistano energia, poichè non c'è la libertà di poterla avere come l'aria che si respira.

MLR



FUSIONE FREDDA, TEST INDIPENDENTI:
L’HOT- CAT FUNZIONA E PRODUCE PIU’ ENERGIA DELLE FONTI TRADIZIONALI.

di Giovanni Tortoriello - 23 maggio 2013

Non sembrano ormai esserci più dubbi: nel mondo dell’energia è in atto una vera e propria rivoluzione incarnata da Andrea Rossi e dalla sua creatura, l’E-Cat.



L’ingegnere italiano è stato spesso al centro delle polemiche e bersaglio di dure critiche, accusato di poca trasparenza nel mostrare i risultati del suo lavoro. Agli scettici l’ingegner Rossi ha sempre risposto che il tempo e i fatti gli avrebbero dato ragione. E quel momento pare essere arrivato, l’attesa è infatti finita: gli ormai celebri test di terze parti indipendenti sull’HOT- Cat sono stati pubblicati. Come aveva preannunciato l’ingegner Rossi, i test sono positivi e confermano la bontà del suo lavoro.

In un unico documento di 29 pagine pubblicato il 16 maggio su arxiv.org e intitolato “Indication of anomalous heat Energy production in a reactor device containing hydrogen loaded nickel powder":


 sono stati condensati i risultati di due test effettuati il primo a dicembre 2012 e il secondo a marzo 2013. I ricercatori che hanno firmato lo studio sono: Hanno Essen (fisico teorico, Royal Institute of Technology, Stoccolma), Evelyn Foschi (fisica esperta di radioprotezione, già Università di Bologna), Torbjörn Hartman (ingegnere senior presso lo Svedberg Laboratory, Uppsala), Bo Höistad (fisico delle particelle, professore all’Università di Uppsala), Giuseppe Levi (fisico nucleare, Università di Bologna e associato dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Roland Pettersson (già professore di Chimica presso l’Università di Uppsala), Lars Tegnér (professore al Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Università di Uppsala). .

Il test di dicembre è durato 96 ore, mentre quello dello scorso marzo 116 e in entrambi i casi è stata rilevata una produzione anomala di calore. Il primo test è stato effettuato su un prototipo denominato E-Cat HT (HT sta per “High Temperature”) che è riuscito a produrre circa 160 KWh con un consumo di circa 35 kWh. Il COP (coeffiient of Performance) è stato di 5,6, una densità di potenza di circa 7 · 103 W/kg e una densità di energia termica di circa 6.8 · 105 Wh/kg.

Nel test di marzo, effettuato su un prototipo migliorato denominato E-Cat HT2, sono stati invece prodotti 62 Kwh con un consumo di circa 33 Kwh. Il COP registrato è stato di 2,9, la densità di potenza di circa 5.3 · 105 e la densità di energia termica di circa 6.1 · 107 Wh/kg

La differenza nei risultati tra i due test può essere dovuta alla volontà da parte dell’ing. Rossi di tenere sotto controllo la temperatura per migliorare la stabilità della reazione. In ogni caso entrambi gli esperimenti hanno dimostrato che i reattori messi a disposizione dall’ingegner Rossi sono in grado di produrre un quantitativo di energia superiore rispetto a quello delle fonti tradizionali. Inoltre nelle conclusioni del documento si sottolinea che entrambi gli esperimenti, durati come abbiamo già ricordato ambedue circa 4-5 giorni, sono terminati per l’arresto volontario del reattore e non per l’esaurimento del combustibile.

Gli studiosi specificano inoltre che il risultato del test di marzo deve considerarsi migliore rispetto a quello di dicembre perché i problemi riscontrati nel primo test sono stati risolti e non si sono più ripresentati nel secondo. Nel corso della prossima estate dovrebbero iniziare nuovi test della durata di circa 6 mesi per verificare le performances dell’E-Cat HT2 nel lungo periodo e cercare di svelare l’origine del fenomeno termico finora osservato.

Per avere maggiori dettagli sui test la redazione di IBTimes Italia ha contattato Giuseppe Levi, fisico nucleare presso l’Università di Bologna e uno dei firmatari dello studio. “Da quanto si evince nell’articolo, siamo di fronte a una sorgente di energia non convenzionale“- ha dichiarato il ricercatore.

Il Professor Levi ha lodato la trasparenza con la quale l’ing. Rossi ha permesso a lui e agli altri studiosi di effettuare i test: “Abbiamo potuto operare nella più totale autonomia e libertà. Fin dall’inizio era chiaro che avremmo potuto pubblicare i risultati qualunque fossero stati.”

Sulla natura della reazione che permette all’E-Cat di funzionare il Professor Levi ci ha ribadito che non si tratta di una reazione né propriamente chimica né propriamente nucleare: “Esatto. Sicuramente non è di natura chimica. – ha dichiarato Levi- L’assenza di radiazione ci fa dire che se è una fonte nucleare è comunque di natura nuova rispetto a quelle conosciute.”

Per quanto concerne invece la produzione di energia i risultati emersi dal test sono impressionanti e il Professor Levi ha sottolineato: “Questi dati sono contenuti nella pubblicazione. Ponendosi nel caso più conservativo si hanno densità di energia dieci volte maggiori a quelle convenzionali. Ma questa è sicuramente una estrema sottovalutazione. Nel testo sono pubblicati valori che sono probabilmente più realistici.”

Infine, a nostra precisa domanda, se ritiene che l’E-Cat possa rivoluzionare il monda dell’energia, il professor Levi ha risposto con un lapidario “Si, senza dubbio“.

Fonte: International Business Times

Da: NEXUS NEW TIME


wikipedia

  

domenica 26 maggio 2013

IL NEODARWINISMO E LE “TRADUZIONI BIBLICHE” DI MAURO BIGLINO


QUELLO CHE LEGGERETE PROSEGUENDO, E’ UN’IPOTESI  (DAL GRECO “Hipothesis : HIPO, “SOTTO” E THESIS, “POSIZIONE”).  E’ LA PREMESSA SOTTESA AD UN RAGIONAMENTO O AD UNA DIMOSTRAZIONE.

NELL’USO COMUNE, UN’IPOTESI E’ UN’IDEA “PROVVISORIA” IL CUI VALORE DEVE ESSERE ACCERTATO. PERCIO’ I RICERCATORI SONO COSTRETTI AD UNO “SFORZO”, AD UN IMPEGNO SPECIFICO, PER CONFERMARLA OPPURE PER NEGARLA.

A TAL PROPOSITO CITO: “Un’ipotesi è una frase la cui verità è momentaneamente presunta, il cui significato è oltre ogni dubbio”
(Albert Einstein)

TUTTO CIO’ PREMESSO, HO SOTTOPOSTO TALE IPOTESI AL DOTT. MAURO BIGLINO, http://www.maurobiglino.it/  VERO ISPIRATORE DI ESSA.  STUDIOSO DI STORIA DELLE RELIGIONI, TRADUTTORE DI EBRAICO ANTICO, SCRITTORE.
 HO IL PRIVILEGIO DI POTERLA PRESENTARE CON LA SUA SPECIFICA INTRODUZIONE:

“Ritengo che, col passare degli anni e con l'acquisizione di una sempre
maggiore libertà di pensiero e di apertura mentale, le varie discipline si
apriranno necessariamente a ipotesi che fino ad ora venivano scartate in
modo aprioristico. Purtroppo certa scienza aveva assunto le caratteristiche
tipiche di una religione: affermazione dogmatica dei concetti che paiono
acquisiti, rifiuto del nuovo che viene definito inaccettabile per principio.
Ora si affacciano sul palcoscenico menti aperte, eraclitee, disponibili a
valutare ciò che prima veniva cestinato ma che, ad un esame sereno, si
dimostra invece capace di aprire nuove linee di indagine.
Testi antichi e moderne conoscenze stanno svelando parallelismi inattesi e
utili per ipotizzare risposte e spiegazioni che la conoscenza tradizionale
non è stata fino ad ora in grado di fornire”.

Mauro Biglino   
                

 IL NEODARWINISMO E LE “TRADUZIONI BIBLICHE” DI MAURO BIGLINO

di: Marco La Rosa

…Cosi ,  ho pensato di intitolare il post che da tempo mi gira per la testa.

E’ come un tarlo, non riesco a levarmelo dalla mente. Nei  libri di Mauro Biglino: “ Il Dio Alieno della Bibbia [2011]; Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia [2012] ma soprattutto in “Non c’è creazione nella Bibbia [2012]”, ho condiviso in pieno con l’autore,  la “chiave” d’ interpretazione che ricollega indubbiamente  il genere umano,  ad un operazione di Ingegneria genetica (tecnologia del DNA ricombinante) ante litteram.
Questa nuova “interpretazione” mi fa supporre, come in un’indagine basata su indizi plausibili lasciati qua e là, che l’evoluzione scientifica del neodarwinismo abbia bisogno di un appiglio un po’ fantasioso per completare il mosaico.

Sono perfettamente cosciente che “fantasioso” non può rientrare nei canoni della scienza ufficiale, ma come dice Mauro,  “facciamo finta che” questo cordone ombelicale esista. Quindi proviamo a seguirlo, vediamo se può sostenere un filo logico.

Pietro Buffa, biologo molecolare specializzato in Bioinformatica, svolge attività di ricerca in genomica umana. Scrive a proposito del “neodarwinismo” : “Cosa rimane oggi della teoria dell’evoluzione elaborata da Darwin nel 1859? Quali sono le attuali prospettive di ricerca sull’evoluzione della specie?” (Scienza e Conoscenza n. 32 Maggio 2013): … “Continue verifiche ed indagini scientifiche sempre più rigorose, hanno negli anni aiutato il darwinismo classico ad evolversi ed a superare molteplici contrasti che affliggevano specifici punti della famosa teoria. Il supporto di aree di studio come: la genomica, la biologia molecolare, la bioinformatica, la paleoantropologia, hanno ancora oggi un ruolo determinante nell’arricchire l’evoluzionismo di nuove conoscenze, spingendo gli studiosi del settore verso nuove direzioni . La teoria di Darwin ha quindi lentamente lasciato il posto ad un programma di ricerca multidisciplinare, generalmente noto con il nome di neodarwinismo, con lo scopo di allargare la visione del problema, dargli l’ufficialità che merita e rivestirlo di una ormai necessaria base matematico-predittiva.
… La più comune critica che, ancora oggi, viene fatta alla teoria bio-evoluzionistica è certamente paleontologica, dovuta alla non accuratezza della documentazione fossile a causa di uno scarso ritrovamento dei cosiddetti "anelli mancanti" che completerebbero le linee evolutive delle forme oggi viventi. Se tutti gli esseri viventi discendono da antenati comuni, come spiegava Darwin, attraverso l'instaurarsi di una successione di cambiamenti graduali volti ad un adattamento ambientale, si dovrebbero trovare milioni di "forme intermedie", intrappolate negli strati geologici. Ciò non è avvenuto come ci si aspettava e lo stesso Darwin era consapevole di questo punto debole quando, all'interno del suo trattato, scriveva le seguenti parole: "la geologia certamente non ci ha ancora rivelato questa catena graduale ed è questa la più facile ed insieme grave obbiezione che possa farsi alla mia teoria". Il darwinismo classico ci ha, infatti, sempre proposto un'evoluzione graduale delle specie viventi (gradualismo filetico), ma questa iniziale visione del processo evolutivo, insieme al vecchio concetto di "anello mancante" che si portava dietro, è stata da anni superata dalla ricerca accademica e sopravvive oggi esclusivamente nel dibattito parascientifico, nella cultura popolare e nelle critiche antievoluzionistiche da parte dei non addetti ai lavori. La documentazione fossile mostra che le specie viventi tendono a conservare le loro caratteristiche quasi inalterate per lunghissimi periodi di tempo (stasi), per poi cambiare improvvisamente, sotto la pressione di opportuni "motori di evoluzione" che operano insieme alla selezione naturale evidenziata da Darwin. I cambiamenti che portano alla formazione di nuove specie sono generalmente rapidi ed incisivi e le forme intermedie destinate ad una vita relativamente breve, per tal motivo, difficilmente ritrovabili nella documentazione fossile. Molte di queste evidenze fanno ormai parte del neodarwinismo e si contrappongono a quelle originariamente proposte da Darwin, a favore del fatto che l'evoluzione segua un andamento conforme agli equilibri punteggiati, modello sviluppato nel 1972 dai paleontologi Stephen J. Gould e Niles Eldredge.

E’ il passo relativo a questi non ben “definiti” balzi evolutivi, che non riesco a digerire del tutto.
Sarà sicuramente la mia limitata foma-mentis, ma non riesco proprio ad assimilarli.

Leggiamo un altro passo dello scritto di Buffa: “La straordinaria rapidità che certi cambiamenti possono aver avuto anche nella nostra storia evolutiva è oggi oggetto di numerose indagini incrociate che riguardano, non soltanto i dati paleontologici in nostro possesso, ma anche quelli bio-molecolari. Il cervello, ovvero l’organo che più di tutti ci contraddistingue da ogni altra specie vivente ne è certamente uno esempio. La dimensione del cervello, nonché la sua sofisticazione, sono andati progressivamente aumentando con gli australopitecini fino alla nostra specie: 440 cc in Australopithecus africanus, 640 cc in Homo habilis, 940 cc in Homo erectus, 1230 cc in Homo sapiens. I ricercatori dell’Howard Hughes Medical Institute di Chicago hanno, nel 2004, pubblicato i risultati di uno studio che afferma come la straordinaria evoluzione che il cervello umano ha subito, sia il risultato di un "evento speciale" . Non si tratta di un miglioramento di ciò che c'era prima, bensì di una svolta radicale nella biologia umana la cui causa va ricercata all’interno del nostro DNA. La formazione del cervello è guidata nell’uomo dall’espressione di diversi geni, ma c’è una piccola sequenza di appena 118 basi, all’interno del cromosoma 20, che oggi sappiamo giocare un ruolo determinante durante lo sviluppo embrionale, producendo una massiccia migrazione neuronale, indispensabile alla formazione di un cervello veramente umano. Comparando questa regione con la medesima regione ritrovata anche nei primati non umani, i biologi si accorsero, nel 2005, di avere di fronte uno dei siti genomici in cui avvenne forse il più elevato tasso di cambiamenti molecolari (mutazioni) mai riscontrati nell’uomo. Nelle scimmie, la stessa regione si mostra povera di cambiamenti se confrontata con quella dei più vecchi vertebrati, a dimostrazione del fatto che la massiccia quantità di modificazioni, avvenne esclusivamente negli ominidi, attivando in tempi rapidi un importantissimo meccanismo molecolare che oggi sappiamo essere alla base dello sviluppo cerebrale. A questa piccola sequenza venne dato il nome di Human Accelerated Region 1 (HAR1) e fu catalogata come la prima di una serie di regioni genomiche specificatamente umane, nonché determinanti nel processo evolutivo di ominazione . Molti pilastri della storica teoria darwiniana sono ormai caduti, Darwin non sapeva neppure cosa fosse un gene e ignorava completamente i meccanismi alla base dell’ereditarietà, ma innegabilmente, quegli studi stanno conducendo i ricercatori verso nuove scoperte, sempre più vicine alla realtà del fenomeno. La teoria di Darwin era semplicemente ciò che doveva essere, una teoria, una complessa elaborazione di idee che si formano nella mente dell’uomo, dopo che questi ha attentamente e scrupolosamente osservato i fenomeni naturali ed i dati in suo possesso. Essa non è un dogma, qualche cosa di fisso ed immutabile valido una volta e per sempre, bensì uno strumento concettuale da sottoporre continuamente a verifica e credo sia questo sottile concetto di dinamismo a fare evolvere la scienza e con essa, il sapere umano”.

Evento speciale, svolta radicale da ricercare all’interno del nostro DNA.
Per me,  esattamente quello che secondo la Genesi biblica ed i testi sumeri,  avrebbero fatto gli Elohim-Anunnaki : “Ingegneria genetica”, ovvero  miscelazione di DNA e quindi modificazione di una specie in un’altra più evoluta e più utile ai loro scopi.

Da: Non c’è creazione nella Bibbia – Mauro Biglino 2012: “…l’intelligente, l’accorto (ENKI  uno dei capi supremi Annunaki -ndr) che conosce tutto ciò che è…che forma ogni cosa…fece apparire il Sigen ed i Sisgar [=la matrice o meglio le ovaie], ENKI stese il suo braccio verso esse e là crebbe un feto.
ENKI si rivolge poi a sua madre e le dice: …”alla creatura che tu avrai formato imponi la corvée degli dei. Dopo che avrai mescolato l’interno della fertile creta dell’abisso…
L’operazione consistette in una miscelazione vera e propria, esattamente come quella che stiamo evidenziando nel racconto biblico, e vi sono coinvolte le ovaie, cioè gli organi riproduttivi femminili. La finalità è dichiarata apertamente: bisognava formare un essere su cui si potesse caricare la corvée degli ANUNNAKI”.

Andiamo ancora più in profondità e vediamo che cosa è la sequenza HAR1, di cui parlavamo precedentemente.  Da: CHE COSA CI RENDE UMANI? – di Katherine S. Pollard (Le Scienze Agosto 2009):  “Il gene HAR1 (da "Human Accelerated Region 1"), è una sequenza di 118 basi nel DNA umano, scoperta nel 2004-2005, che si trova nel cromosoma 20.
Il gene HAR1 non codifica per alcuna proteina nota, ma per un nuovo tipo di RNA (simile al RNA messaggero). HAR1 è il primo esempio noto di sequenza codificante l'RNA dove si è avuta una selezione positiva. Il gene HAR1 viene espresso durante lo sviluppo embrionale e produce una migrazione neuronale indispensabile allo sviluppo di un cervello veramente umano. Alcuni sostengono che la sua velocissima evoluzione nell'essere umano (il pollo e lo scimpanzé differiscono per due basi, l'uomo e lo scimpanzé per 18 basi) contrasti con la teoria dell'evoluzione”.

Sarò fissato, ma a mio parere ne abbiamo abbastanza per riuscire a fare 2+2, ed iniziare almeno ad avere qualche sospetto fondato: ma chi ci ha messo le mani, l’ingegno e le provette ?
In questa sede non voglio dilungarmi eccessivamente ma (sempre facendo finta che…),  la grande capacità bioingegneristica degli Elohim, non si evince solamente da suddetto gene HAR1, ma piuttosto dalle simultanee modifiche effettuate sul patrimonio genico che controlla lo sviluppo e le funzionalità del sistema nervoso e correlati.  Alcuni esempi sempre dallo scritto di K.Pollard (le Scienze Agosto 2009):

Sequenza MAD1L1: “La sequenza MAD1L1 (nel cromosoma 7), nota anche come "Mad1" (oppure come HAR3, per il suo accelerato tasso di cambiamento rispetto al DNA delle scimmie) agisce su proteine che permettono una più ordinata divisione del fuso mitotico, permettendo un minor tasso di errori nella divisione cellulare, dunque una migliore efficienza delle mitosi e delle meiosi, minore quantità di cellule da mandare in apoptosi ed infine una maggiore durata della vita, con meno tumori e in migliore salute”.

Questa, molto probabilmente rimodificata in un secondo momento, come dai passi biblici che dicono chiaramente: “l’Adam da ora in poi non potrà vivere più di 120 anni”, contrariamente agli antichi patriarchi: Gen. 6-1,3 “Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figli, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: “il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”.

A rafforzare ulteriormente questa “fantasiosa” ipotesi, entra in gioco magicamente anche la teoria dell’EVA MITOCONDRIALE.

Per semplicità ed autorevolezza lo lascio spiegare al Prof. Luca Cavalli Sforza, genetista:
da: “Umani per caso, di Piergiorgio Odifreddi -21 dicembre 2007: “E discendiamo da un'unica madre...
"Tutti noi abbiamo nelle cellule dei mitocondri (organi addetti alla respirazione cellulare, costituiti da sacchette contenenti enzimi respiratori, ndr), che si trasmettono soltanto per via materna. Andando avanti, i mitocondri delle donne senza figlie si estinguono. Risalendo invece all'indietro, si arriva sempre a trovare quello che si chiama l'ultimo antenato comune: una donna da cui discendono tutti i mitocondri odierni, che è l'Eva africana. All'epoca c'erano molte altre donne, ma i loro mitocondri si sono estinti nel corso del tempo.”

I passi biblici tradotti letteralmente da Biglino, fanno intuire esattamente tutto questo, ed anche le tavolette sumeriche scritte in cuneiforme, riportano una storia identica.

da: “NON C’E’ CREAZIONE NELLA BIBBIA – MAURO BIGLINO – UNO EDITORI 2012: …“L’Epopea di Atrahasis o l’Epopea di Gilgamesh, ci raccontano che gli Anunnaki decisero di formare un essere che lavorasse al posto loro e per farlo usarono il TEEMA, una sostanza che veniva estratta dal loro corpo, e lo mescolarono con il TIIT dell ABZU. Il TEEMA indica l’essenza vitale, ciò che fa si che uno sia ciò che è. Usando il linguaggio biblico, diciamo che presero lo (tselem) degli Elohim e lo innestarono  sul TIIT (afar) della parte bassa della terra: l’emisfero Sud (vedi sopra: “Eva africana”), che può essere identificato con ciò che veniva chiamato appunto ABZU. Le tavolette sumere tradotte da Giovanni Pettinato recitano così: NINMAH prese in mano la pura argilla dalla cima dell’abisso e con essa modellò l’uomo.
Dalle stesse traduzioni ricaviamo che NINMAH  (definita anche Madre dei viventi, nella bibbia chawwah=EVA) fu assistita nella sua attività da altre femmine; risulta quindi che furono queste le cosiddette “Dee Madri” (Eva Africana ? – ndr) su cui poi si innestarono tanti culti che hanno caratterizzato gran parte della storia dell’umanità. Non erano dunque divinità, o non meglio definite entità telluriche, ma femmine in carne ed ossa che hanno partecipato a quell’insieme di interventi con i quali sarebbe stata prodotta l’umanità”.
…Abbiamo visto che il termine [afar] (e ora l’equivalente sumero TIT) viene tradotto come “argilla o creta”; ma indica anche “ciò che è con la vita, ciò che contiene la forma”. Gli autori ebraici che da questi testi sono dipendenti, hanno quindi reso questa parte del racconto con la parola [afar] che indica l’argilla, quella particolare formazione minerale che può contenere e mantenere la forma. Per inciso ricordiamo che ne “Il Dio alieno della Bibbia” abbiamo dedicato un capitolo intero ad esaminare la possibile coincidenza tra gli ebrei, semiti cioè figli di Shem, e i sumeri o shumeri, come sarebbe forse più corretto dire: in questo caso la dipendenza di una buona parte dei testi biblici dai racconti sumero-accadici avrebbe una motivazione forte. Ora siamo in grado di riassumere i passaggi che uniscono i due racconti biblici contenuti in GEN.1,27 e 2,7:
il TEEMA- [tselem] (DNA ?) degli ANUNNAKI-Elohim viene unito con il TIIT- [afar] (il DNA ominide?) disponibile sulla Terra (adamah) e si ottine cosi il LULU (miscelato)-adam (terrestre).

Non possiamo naturalmente pensare che la scienza prenda in considerazione tutto questo.
Mi fa comunque sorridere, il visualizzare questa analogia che a mio parere calza a pennello:

“un uomo in riva al mare,  vuole recuperare un oggetto pesante, adagiato sul fondale non tanto più in là. Sa che per farlo dovrà bagnarsi, ma nonostante tutto non lo vuole fare ed aspetta. Aspetta che sia il mare a restituire prima o poi, spontaneamente ciò che l’uomo desidera”.

Cosi vedo io la scienza ufficiale, oggi.

MARCO LA ROSA – 24 MAGGIO 2013.

Bibliografia:
Mauro Biglino: IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA - Uno Editori - 2011
Mauro Biglino: IL LIBRO CHE CAMBIERA' PER SEMPRE LE NOSTRE IDEE SULLA BIBBIA - Uno Editori - 2012
Mauro Biglino: NON C'E' CREAZIONE NELLA BIBBIA - Uno Editori - 2012
Pietro Buffa: COSA RIMANE OGGI DELLA TEORIA DELL'EVOLUZIONE ELABORATA DA DARWIN NEL 1859? QUALI SONO LE ATTUALI PROSPETTIVE DI RICERCA SULL'EVOLUZIONE DELLA SPECIE? - Scienza e Conoscenza n. 32 Maggio 2012
Katherine S. Pollard: CHE COSA CI RENDE UMANI? - Le Scienze Agosto 2009
Piergiorgio Odifreddi: UMANI PER CASO - 2007 
La Bibbia di Gerusalemme: LA SACRA BIBBIA DELLA CEI- 1974 
Wikipedia enciclopedia libera

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