IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

LA NUOVA CONOSCENZA

GdM

mercoledì 22 maggio 2013

REALTA' E RICERCA: ANDIAMO NELLA DIREZIONE GIUSTA?



NON E’ UN MISTERO, CHI MI / CI SEGUE DA TEMPO, CONOSCE BENISSIMO IL NOSTRO PENSIERO. HO SCRITTO DIVERSE VOLTE CONTESTANDO, NON IL PURO “OGGETTO” DELLA RICERCA, MA IL METODO UTILIZZATO PER OTTENERNE IL RISCONTRO, E ANCOR DI PIU’ I SISTEMI DI DIVULGAZIONE DI “PRESUNTE-PROBABILI -. ANZI NO” SCOPERTE.
HO DENUNCIATO PIU’ VOLTE, PROPAGANDE ALTISONANTI, ATTE A GIUSTIFICARE CONTINUI SPERPERI DI DENARO PUBBLICO, IN PALESE ASSENZA DI RISULTATI OGGETTIVI, ANCHE IN OTTICA FUTURA PROSSIMA E REMOTA.
MOLTI SI SONO INDIGNATI, ALTRI HANNO FATTO SPALLUCCE, ALTRI ANCORA MI HANNO INSULTATO E DERISO.
OGGI, PERSONE PIU’ QUALIFICATE ED AUTOREVOLI  DI ME DICONO LA STESSA COSA.

… IO NEL FRATTEMPO AVREI VOLUTO RICREDERMI E CHIEDERE SCUSA, MA PURTROPPO DEVO ASPETTARE ANCORA.

Marco La Rosa


VI INVITO A LEGGERE UN ESTRATTO DELL’INTERVISTA AL DOTT. AMIT GOSWAMI,
FISICO QUANTISTICO, HA INSEGNATO FISICA TEORETICA E NUCLEARE IN INDIA E IN USA, E’ AUTORE DI NUMEROSE PUBBLICAZIONI  DI CARATTERE SCIENTIFICO.





Dott. Goswami secondo lei, cosa stanno cercando di scoprire le più avanzate ricerche della fisica delle particelle, attualmente in corso al Cern di Ginevra e al Fermi Lab di Chigaco? Stanno forse cercando di risolvere le domande fondamentali sulla natura della realtà?

Amit Goswami: “Beh, dipende dal punto di vista. Per i materialisti, i fisici e gli scienziati, la natura delle particelle elementari è importante. Ma, naturalmente, il verdetto finale non è ancora stato emesso, perché ci sono delle particelle che il modello tradizionale ha predetto, ma nessuno ha mai trovato. Quindi, posso capire perché si sta investendo tanto denaro pubblico su questi progetti. Quello che non mi piace è l’esclusività di questi progetti. È evidente che potremmo anche non trovare mai queste particelle, perché non possiamo generare una quantità sufficiente di energia in nessun acceleratore costruito sulla Terra. Non dovremmo cominciare questi progetti senza prima disporre di una base teorica molto maggiore, di alcuni punti fermi condivisi dagli scienziati. Stiamo sperperando i nostri soldi senza potere avere risultati all’altezza degli investimenti. Questo è ciò che
avviene ormai da molti decenni. La fisica delle particelle elementari e quella delle energie elevate non stanno facendo passi in avanti, ma la società avrebbe bisogno di quei miliardi di dollari per altre ricerche o per soddisfare dei bisogni sociali. Questi progetti hanno costi esorbitanti. Ecco perché la gente li contesta. Le contestazioni non nascono però da oggi. Sono trenta o quaranta anni che l’utilità di questi esperimenti viene messa in discussione. E non è mai stato difficile capire che molto probabilmente non troveremo le risposte finali che stiamo cercando in questo campo. Allora io mi chiedo: è davvero necessario tutto ciò, in questa fase della nostra evoluzione? Ci troviamo di fronte a una crisi economica di portata planetaria. Ora come ora, avremmo urgentemente bisogno di concentrarci su cose più vicine ai problemi dell’uomo, che sono numerosissimi: surriscaldamento globale, terrorismo, collasso economico, fallimento delle democrazie nel risolvere i problemi, assistenza sanitaria. Questi problemi vanno affrontati e richiedono ingenti spese. Per cui, lei vede bene come alla fin fine si tratta semplicemente di valutare le nostre priorità. Devo dire, in tutta franchezza, che io non sono favorevole a continuare questi sperperi di denaro pubblico”.


(leggi l’intervista completa su: Scienza e Conoscenza n. 32)




sabato 18 maggio 2013

CANCRO PROPAGANDA & BUSINESS

                                            ATTUALITA'  SCOMODE

LA RICCHEZZA, LA FAMA, IL POTERE, NON FANNO "CONSAPEVOLEZZA".
NON FANNO CONOSCENZA CHE PORTA A CAPIRE IL SENSO DELLA VITA.
IN QUESTO MONDO CIO' CHE CONTA NON E' LA QUALITA' MA LA QUANTITA'... E IN UN CIRCOLO VIZIOSO RITORNA TUTTO DENTRO IL PROFITTO.

LA NOTIZIA CHE LA BELLA ATTRICE AMERICANA ANGELINA JOLIE, SI SIA SOTTOPOSTA AD INTERVENTO CHIRURGICO "PREVENTIVO" DI MASTECTOMIA BILATERALE (ASPORTAZIONE CHIRURGICA DELLE MAMMELLE) E PIANIFICHI QUELLO DI ANNESSIECTOMIA BILATERALE (ASPORTAZIONE DI OVAIE E TUBE), POICHE' DOPO UNO SCREENING MEDICO, LE ERA STATO "IPOTIZZATO" UN ALTO RISCHIO DI CONTRAZIONE DI TUMORE, IN QUANTO GENETICAMENTE PREDISPOSTA, MI HA LASCIATO ESTERREFATTO E PERPLESSO.
SCAVANDO "NELLA NOTIZIA" OGGETTIVA, HO TROVATO STRANE ED INQUIETANTI IMPLICAZIONI MORALI E SOCIALI.
HO DECISO QUINDI DI RIVOLGERMI AD UNO DEI NOSTRI SCIENZIATI PIU' PREPARATI NEL CAMPO DELLO STUDIO SUL CANCRO E L'ONCOGENESI.
IL DOTT. ARMANDO VECCHIETTI http://www.cellulacancerosa.it/index.php/it/

MLR: DOTT. VECCHIETTI, in merito alla vicenda Jolie, a mio parere, ci troviamo di fronte ad una bieca propaganda mirata a fare business.

Ti chiedo il tuo parere di scienziato in campo oncologico per avvalorare 
oppure confutare i sospetti di "propaganda" atta a confondere, sviare, 
depistare, imbrogliare la gente per convincerla che le mutazioni dei geni BRCA1 
BRCA2 devono essere sistematicamente ricercate e se trovate, la cosa migliore è 
procedere alla terapia chirurgica preventiva.

Quindi sono convinto che, veicolare sotto l'ala della scienza ufficiale informazioni di 
questo tipo, facendo uso di testimonial-influecer, porta la società a NON 
VIVERE ma piuttosto ad istillare continue paure e fobie che portano 
all'autodistruzione.

Cosa ne pensi ?

A.V.: Purtroppo sono in pieno accordo con le tue osservazioni. Siamo alla follia pura.
Stento a credere persino alla veridicità della notizia a meno che, pensando malignamente, il tutto non venga inquadrato in una squallida strategia di marketing. Non posso pensare che una donna stupenda come Angelina Jolie faccia “smontare” il proprio corpo alla stregua di una bambola rotta solo per paura e come  atto preventivo all’insorgenza di una futura patologia oncologica.
Ci manca solo che i dentisti facciano passare l’idea che togliersi preventivamente tutti i denti sostituendoli con una dentiera sia la cosa migliore per prevenire una carie. Sono quindi molto d’accordo sulla tua affermazione per cui l’utilizzo di questo modo di informare porta la società  a vivere continuamente nella paura.
Durante una vita normale e in salute non consumiamo farmaci e non abbiamo bisogno dei loro interventi, vogliono così intimorirci facendoci pensare che questa normalità e questa salute un giorno possono venire meno.
Forse, a livello chirurgico, si sta ripetendo la stessa strategia che le case farmaceutiche hanno già iniziato con i farmaci, ovvero farci sentire malati quando non lo siamo ancora.
Dobbiamo lottare contro questa aberrazione.
Un cordiale saluto

Dr. Vecchietti


MLR: Grazie Dott. Vecchietti, ti ringrazio per la tua chiarezza che non lascia dubbi di interpretazione.

VOGLIO CONCLUDERE INSERENDO L'ARTICOLO DI MARCELLO PAMIO, CHE A MIO AVVISO COMPLETA IN MODO "CIRCOLARE" IL SENSO DEL MIO/NOSTRO PENSIERO.
CHI SI SENTE DI CONDIVIDERLO PUO' CONTRIBUIRE QUINDI, COME MEGLIO CREDE, ALLA "LOTTA" SULLE ABERRAZIONI  MORALI, CIVILI E MATERIALI DELLA NOSTRA SOCIETA'.

Marco La Rosa


"Angelina Jolie e la follia propagandistica del mondialismo"

di: Marcello Pamio

La trentasettenne Angelina Jolie, attrice e infaticabile paladina dei diritti umani dei profughi sta facendo parlare di sé in tutto il mondo.
Non si tratta dell’uscita dell’ultimo film, ma quello che sta facendo scalpore sono state le sue dichiarazioni. Al quotidiano principe dell’establishment mondialista, il New York Times, ha dichiarato di essersi fatta togliere entrambi i seni, nella clinica privata Pink Lotus Breast Center (con la sede principale guarda caso a soli 5 miglia da Hollywood), per “prevenire” il cancro!

 In questi giorni, nella home page ufficiale del sito della clinica (immagine sopra) è casualmente apparsa l’attrice in splendida forma. Il ritorno economico per la clinica sarà inimmaginabile...
La Jolie, avrebbe effettuato la mastectomia per i suoi sei figli e soprattutto perché la mamma è morta di cancro alle ovaie nel 2007. Non voleva - giustamente - morire di cancro, soprattutto perché: “i medici mi hanno detto che ho il gene BRCA1 che mi dà l’87% di probabilità di avere il cancro al seno e il 50% quello alle ovaie”.
Il BRCA1 (Breast Cancer Type 1 susceptibility protein) è un gene per così dire oncosoppressore, in grado di codificare una proteina che impedisce alle cellule di crescere e dividersi troppo rapidamente o in modo incontrollato (1).  Una eventuale mutazione di questo specifico gene - impone dogmaticamente la visione ortodossa della scienza - farebbe perdere il controllo del ciclo cellulare, e questo originerebbe mutazioni e quindi tumori.  Stimano che circa il 14% dei tumori alla mammella, e il 10% dei tumori ovarici, siano causati da mutazioni a livello del gene BRCA1 e BRCA2 (2).
Studi effettuati su famiglie a rischio, dicono che le donne che possiedono mutazioni ereditarie a livello dei geni BRCA1 o BRCA2 (come la Jolie) rischiano di sviluppare un tumore alla mammella nell’87% dei casi, contro una probabilità del 10% dei non portatori di mutazioni.
Secondo il National Cancer Institute, le stime di rischio di vita sono le seguenti: circa il 12% delle donne nella popolazione generale svilupperà un cancro al seno durante la loro vita, contro il 60% delle donne che hanno ereditato una mutazione dannosa in BRCA1 o BRCA2 .
In altre parole, una donna che ha ereditato una mutazione in uno dei geni BRCA1 o BRCA2 ha 5 volte più probabilità di sviluppare il cancro al seno di una donna che non ha una tale mutazione. Questo studio non lascia spazio a molti dubbi...
Nel sito governativo PubMed, la libreria nazionale di medicina (U.S. National Library of Medicine) però ci sono altre pubblicazioni molto interessanti, come per esempio lo studio intitolato: “Familiarità del tumore al seno: rianalisi associate di dati individuali provenienti da 52 studi epidemiologici su 58.209 donne colpite da tumore al seno e 101.986 senza la patologia” (3).
I risultati in questo caso dicono che solamente il 12% delle donne con cancro al seno avevano un parente affetto, mentre l'1% ne aveva due o più.
La conclusione è che: 8 donne su 9 che sviluppano il cancro al seno NON hanno una madre colpita, la sorella e neppure una figlia. Nonostante le donne con parenti di primo grado con una storia di cancro al seno abbiano un maggior rischio di malattia, la maggior parte non svilupperà MAI il cancro al seno. Chiaro?
Nello studio non accennano ai geni BRCA1 e 2 (e forse proprio grazie al fatto che nessuno ha detto loro dei geni…), ma è certamente interessante sapere che la maggior parte delle donne NON svilupperà mai un cancro, anche se ce l’ha avuto la madre o un altro parente di primo grado!
Il mantra ufficiale però, portato avanti mediaticamente dalla propaganda più becera, dai testimonial come la Jolie, dagli opinion leader, dal vergognoso neuromarketing, è che noi dobbiamo temere, aver paura della nostra genetica, dei geni che ereditiamo dai genitori.
Sono o non sono loro che comandano tutto? No, non è così. La realtà, come sempre, è un’altra cosa! Questo viene spiegato dettagliatamente dall’epigenetica (epi = sopra, i geni), che sta dimostrando in maniera scientifica e inoppugnabile da molto tempo che l’uomo non è schiavo dei propri geni, ma semmai dei propri schemi mentali e/o comportamentali.
I geni, per semplicità, possono essere paragonati a degli invisibili interruttori che possono attivarsi o disattivarsi a seconda dei comandi, a seconda delle informazioni (epigenomiche) che arrivano loro. E’ l’ambiente interno ed esterno, il nostro stile di vita, la nostra alimentazione, i nostri pensieri e sentimenti che possono dare questi comandi.
Noi non nasciamo difettati(4), ma lo possiamo diventare.
In quest’ottica: quanto può influenzare la psiche di una persona, sapere che nel proprio patrimonio genetico ci sono geni difettosi? Geni che, secondo il terrorismo e la visione disumanizzante della medicina, potranno innescare patologie anche tumorali? Come potrà vivere una persona con la spada di Damocle appesa sopra la testa per anni, decenni? Spada che in qualsiasi momento della vita può cadere e uccidere?
La psico-somatica insegna che dalla psiche (anima-emozioni) si può passare al soma (corpo-fisico) e anche viceversa (somato-psichica), quindi pensare costantemente (collegandoci anche una emozione come paura di morire, ecc.) che si ha dentro qualcosa che non va, che si è difettosi, che si rischia il cancro, avrà come risultato la cristallizzazione e il potenziamento di questo pensiero. Il pensiero si sa è in grado di creare la materia, nel bene (effetto placebo) e anche nel male (effetto nocebo).
La strategia mondialista lavora proprio in questa direzione: instillare costantemente la PAURA tramite i media per farci vivere costantemente con una spada sopra la testa, e con un gene pronto a trasformarsi in un tumore maligno. Grazie alle teorie ortodosse, fasulle e fallimentari della genetica classica, ci stanno facendo credere che tutto dipende dal nostro patrimonio genetico: dall’impercettibile, ma non inviolabile per loro, DNA.
Stanno purtroppo per diventare realtà le visioni fantascientifiche veicolate dai film di Hollywood. Un esempio per tutti è “Gattaca: la porta dell’universo”.
Alla nascita del protagonista, grazie alla lettura del DNA, il medico può tranquillamente profetizzare: “Affezione neurologia, probabilità 60%; mania depressiva, probabilità 42%; sindrome ipercinetica, probabilità 89%; cardiopatia probabilità 99%. Soggetto a morte prematura: aspettativa di vita 30,2 anni”. Questo bambino, generato con un atto d’Amore, è destinato a morire presto e pieno di magagne, chissà come mai?!
Per il secondo figlio invece, i genitori optano che l’Amore non va bene, e si affidano alle cliniche specializzate nella nascita… Qui un genetista di colore descrive dettagliatamente ai genitori quello che la Scienza può fare prima del concepimento, con gli ovuli e spermatozoi. “Mi sono permesso - incalza il medico, con le bave alla bocca - di eliminare ogni affezione virtualmente pregiudizievole: calvizie precoce, miopia, predisposizione all’alcolismo e alle droghe, tendenza alla violenza, all’obesità”.
Il bambino deve partire “in posizione di vantaggio. Abbiamo già purtroppo molti difetti innati. Ricordate che questo bambino è la somma di voi due….del MEGLIO di voi due”.
Il meglio delle persone, si può anche chiamare “eugenetica” (il gene buono).
L’uomo in camice bianco si è sostituito a Dio, ed elimina con il bisturi genetico, tutti i difetti innati, tutti i geni malati, per creare una persona sana e perfetta, magari bionda con gli occhi azzurri…
Fantascienza? Purtroppo no. Follia? Certamente sì, ma molto lucida e diabolica.
Tornando al nostro Premio Oscar, la cosa ridicola è che oggi alla Jolie senza mammelle, la probabilità che le  venga un tumore, secondo i medici, è diventata del 5%. Quindi non ZERO, per tanto, paradossalmente avrà sempre il rischio di un tumore!
Spingendo questa perversa logica agli estremi limiti, ecco il triste risultato: le hanno detto di avere l’87% di probabilità di sviluppare un tumore al seno, e quindi ha tolto le mammelle; però le hanno anche detto di avere il 50% di probabilità di sviluppare un tumore alle ovaie, quindi tra non molto dovrà farsi pure una isterectomia totale. Rimane da sapere quante probabilità ha di sviluppare un tumore ai polmoni? O al cervello? Cosa farà in questi casi?
 Non si sta giudicando la scelta individuale e personale fatta da una persona consapevole (?) e soprattutto informata (?), qui si giudicano le pericolosissime dichiarazioni a mezzo stampa, di una delle più ricche, famose e ammirate attrici di Hollywood.
Ricordiamo sempre che la struttura massonica Hollywood, è la più potente casa di produzione filmica del mondo, il più grande creatore di sogni e desideri del pianeta.
Non si tratta di Michelina Rossi ma di Angelina Jolie; non lo ha confessato al prete, ma al quotidiano più letto del mondo.

La foto qui sopra ritrae la Jolie con addosso una maglietta dal disegno e scritta inequivocabili: il triangolo con dentro l’occhio onniveggente che sovrasta il pianeta Terra e sotto la scritta Illuminati, la potentissima congrega massonica che controlla di tutto, Hollywood incluso.
Angelina Jolie fa parte del Sistema, è finanziata e controllata dal Sistema, per cui qualche dubbio sorge spontaneo nella sua decisione di dire al mondo intero la sua coraggiosa e responsabile scelta.
Quante donne, per non dire quante adolescenti, emuleranno il percorso di coraggio e determinazione intrapreso dalla Jolie? Quante donne si faranno estirpare i seni, ovaie, utero e perché no, anche la tiroide, nella vana speranza di evitare un tumore? Tumore che poi magari verrà lo stesso…
In tale logica demenziale, dobbiamo riconoscere all’ex presidente statunitense George Bush junior (junior in tutti i sensi), l’intelligenza della sua proposta per risolvere il problema degli incendi dei boschi: “abbattere gli alberi, per abbattere gli incendi”.
Il discorso, anche in ambito medico, purtroppo, non fa una piega.

Note
[1] Genetics Home Reference, http://ghr.nlm.nih.gov/gene/BRCA1
[2] National Cancer Institute at the National Institutes of Health, http://www.cancer.gov/cancertopics/factsheet/Risk/BRCA
[3] “Familial breast cancer: collaborative reanalysis of individual data from 52 epidemiological studies including 58,209 women with breast cancer and 101,986 women without the disease”. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11705483
[4] La medicina parla di una piccolissima percentuale di malattie per così dire genetiche, cioè ereditate dai genitori. Ma anche in questo caso bisognerebbe analizzare dettagliatamente e attentamente se è successo qualcosa prima del concepimento e soprattutto durante la gravidanza. Se sono stati assunti farmaci, droghe, vaccini, metalli pesanti, ecc. prima, durante e dopo la gravidanza...

giovedì 16 maggio 2013

IL DECADIMENTO MORALE DI UNA SOCIETA’ CHE PER IL “DIO PROFITTO” SACRIFICA I MINORI E LE LORO FAMIGLIE.

ATTUALITA' SCOMODE





TROPPI  ALLONTANAMENTI DI MINORI DALLE FAMIGLIE.

Perizie psichiatriche compiacenti dietro alle numerose sentenze di allontanamento di minori dalle loro famiglie.

Il 9 maggio, presso la sede storica della Società Umanitaria a Milano, si è svolto il convegno “Mai più un bambino”, organizzato dal CCDU onlus (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani) in collaborazione con LIDU (Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo).


Il Prof. Morris Ghezzi, presidente della LIDU, che ospitava la manifestazione, ha dato l’inizio ai lavori rivolgendo un breve saluto ai partecipanti.

Nodo centrale del convegno: informare e sensibilizzare genitori e addetti ai lavori sui temi legate alla famiglia, con particolare enfasi sulla necessità di preferire il supporto alla famiglia in difficoltà, e considerare l’allontanamento del minore dal nucleo familiare come soluzione estrema, da adottare solo in caso di ragioni gravissime e comprovate, come peraltro previsto dalla legge.

Tra gli oratori, la Prof.ssa Vincenza Palmieri, presidente dell’INPEF (Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare), l’Avvocato Francesco Miraglia del Foro di Modena (rappresentato da suo fratello Lino), autori del libro “Mai Più Un Bambino” (Armando Editore, 2013), la Dott.ssa Gabriella Maffioletti, Consigliere Comunale di Trento e Delegata Nazionale di Adiantum, e il giudice del Tribunale per i Minori di Bologna, Dr. Francesco Morcavallo.  Moderatore Silvio De Fanti, Vicepresidente del CCDU.

“Mai Più Un Bambino.” – sottolineano – non è soltanto il titolo del libro, ma una vera e propria petizione che stiamo portando a conoscere in tutta Italia e ci auguriamo venga sottoscritta da molti. Petizione, va ricordato, che si propone di realizzare una serie di azioni pratiche per aiutare i bambini che sono stati allontanati dalle loro famiglie.

“Nel 2010 – spiega l’Avv. Miraglia – in Italia, sono stati circa 40.000 (di età compresa tra 0 e 17 anni). Un dato molto preoccupante. Diversi i motivi che hanno spinto gli Enti preposti a compiere tale atto. Per il 37% dei casi l’inadeguatezza genitoriale, per il 9% la dipendenza dei genitori, per l’8% i problemi relazionali tra i genitori, per il 7% i maltrattamenti e l’incuria e infine il 6% è dipeso dai problemi sanitari dei genitori”.

“Allontanamenti che in molti casi si sono configurati essi stessi come abusi – denuncia la prof.ssa Palmieri. – Oggi assistiamo a un vero e proprio business delle Case famiglia, prive di un sistema di controllo e monitoraggio. E’ di vitale importanza agire in tale direzione, soprattutto con specifica attenzione all’aspetto del trattamento sanitario cui vengono sottoposti i minori in Casa famiglia, vittime spesso di veri e propri abusi farmacologici.

Il Giudice Morcavallo ha messo in rilievo un fatto poco noto: "la progressiva deriva del processo causa nella fase di accertamento dei fatti, l'attuazione di  decisioni basate su opinioni soggettive. Le sentenze di allontanamento del minore, infatti, sempre più spesso sono basate su perizie psichiatriche che in qualche modo sostengono l’inadeguatezza dei genitori a rivestire il proprio ruolo, pur in assenza assoluta di fatti oggettivi che possano comprovare tale inadeguatezza. Così il disegno di un fantasma può trasformarsi in un simbolo fallico, che a sua volta dimostrerebbe violenze sul minore, senza la minima ombra di un riscontro oggettivo".

La Dott.ssa Maffioletti ha denunciato diversi casi in palese conflitto di interesse tra politica, servizi sociali e giudici (sia togati sia onorari)  a discapito dei bambini stessi e delle famiglie.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, una onlus dedicata alla tutela dei diritti umani nel campo della salute mentale, denuncia il perdurare di conflitti d’interesse nei casi di allontanamento di minori dalle famiglie: gli istituti che ospitano questi ragazzi incassano fino a 400 Euro al giorno per ogni ragazzino – abbastanza per ospitarli in un hotel di lusso con uno psicologo per ogni bambino – mentre una perizia psichiatrica compiacente arriva a costare più di diecimila euro.

Fonte: http://www.ccdu.org/comunicati/troppi-allontanamenti-minori-dalle-famiglie

domenica 12 maggio 2013

IL POTERE E L'ISTRUZIONE



Non voglio e non devo fare una presentazione di Italo Calvino. Sarebbe una grave mancanza di rispetto ad un gigante della letteratura, ma soprattutto ad un grande uomo, patriota, intellettuale davvero “democratico” e precursore dei tempi. Un letterato che aveva previsto questo momento ed oltre…
Quindi confido che tutti coloro i quali leggeranno questo post, lo conoscano non solo per nome.
Diversamente, sono sicuro che dopo aver letto le righe successive, andranno a “conoscerlo” e lo ameranno.

MLR


 “un paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano o i costi sono eccessivi. Un paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere”.

Italo Calvino

Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti.

di: Italo Calvino

da Repubblica, 15 marzo 1980 e in “Romanzi e racconti, volume terzo, Racconti e apologhi sparsi”, Meridiani, Mondadori.

“C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo d’una sua armonia.

Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perché per la propria morale interna ciò che era fatto nell’interesse del gruppo era lecito; anzi, benemerito: in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; l’illegalità formale quindi non escludeva una superiore legalità sostanziale. Vero è che in ogni transizione illecita a favore di entità collettive è usanza che una quota parte resti in mano di singoli individui, come equa ricompensa delle indispensabili prestazioni di procacciamento e mediazione: quindi l’illecito che per la morale interna del gruppo era lecito, portava con se una frangia di illecito anche per quella morale. Ma a guardar bene il privato che si trovava a intascare la sua tangente individuale sulla tangente collettiva, era sicuro d’aver fatto agire il proprio tornaconto individuale in favore del tornaconto collettivo, cioè poteva senza ipocrisia convincersi che la sua condotta era non solo lecita ma benemerita.

Il paese aveva nello stesso tempo anche un dispendioso bilancio ufficiale alimentato dalle imposte su ogni attività lecita, e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare. Perché in quel paese nessuno era disposto non diciamo a fare bancarotta ma neppure a rimetterci di suo ( e non si vede in nome di che cosa si sarebbe potuto pretendere che qualcuno ci rimettesse) la finanza pubblica serviva a integrare lecitamente in nome del bene comune i disavanzi delle attività che sempre in nome del bene comune s’erano distinte per via illecita. La riscossione delle tasse che in altre epoche e civiltà poteva ambire di far leva sul dovere civico, qui ritornava alla sua schietta sostanza d’atto di forza (così come in certe località all’esazione da parte dello stato s’aggiungeva quella d’organizzazioni gangsteristiche o mafiose), atto di forza cui il contribuente sottostava per evitare guai maggiori pur provando anziché il sollievo della coscienza a posto la sensazione sgradevole d’una complicità passiva con la cattiva amministrazione della cosa pubblica e con il privilegio delle attività illecite, normalmente esentate da ogni imposta.

Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva d’applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino a allora le loro ragioni per considerarsi impunibili. In quei casi il sentimento dominante, anziché la soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse d’un regolamento di conti d’un centro di potere contro un altro centro di potere. Cosicché era difficile stabilire se le leggi fossero usabili ormai soltanto come armi tattiche e strategiche nelle battaglie intestine tra interessi illeciti, oppure se i tribunali per legittimare i loro compiti istituzionali dovessero accreditare l’idea che anche loro erano dei centri di potere e d’interessi illeciti come tutti gli altri. Naturalmente una tale situazione era propizia anche per le associazioni a delinquere di tipo tradizionale che coi sequestri di persona e gli svaligiamenti di banche (e tante altre attività più modeste fino allo scippo in motoretta) s’inserivano come un elemento d’imprevedibilità nella giostra dei miliardi, facendone deviare il flusso verso percorsi sotterranei, da cui prima o poi certo riemergevano in mille forme inaspettate di finanza lecita o illecita.

In opposizione al sistema guadagnavano terreno le organizzazioni del terrore che, usando quegli stessi metodi di finanziamento della tradizione fuorilegge, e con un ben dosato stillicidio d’ammazzamenti distribuiti tra tutte le categorie di cittadini, illustri e oscuri, si proponevano come l’unica alternativa globale al sistema. Ma il loro vero effetto sul sistema era quello di rafforzarlo fino a diventarne il puntello indispensabile, confermandone la convinzione d’essere il migliore sistema possibile e di non dover cambiare in nulla. Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi  unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.

Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno col lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione d’altre persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto loro erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtù sono cose che trovano troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in malafede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per sé (almeno quel potere che interessava agli altri); non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute più nascoste; in una società migliore non speravano perché sapevano che il peggio è sempre più probabile.

Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No, la loro consolazione era pensare che così come in margine a tutte le società durante millenni s’era perpetuata una controsocietà di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo, una controsocietà che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare la società, ma solo di sopravvivere nelle pieghe della società dominante e affermare il proprio modo d’esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di sé ( almeno se vista non troppo da vicino) un’immagine libera e vitale, così la controsocietà degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversità , di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa d’essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno più dire, di qualcosa che non è stato ancora detto e ancora non sappiamo cos’è”.


mercoledì 8 maggio 2013

L’UOVO DI STRUZZO E LE PIRAMIDI.

di: Marco La Rosa


Questo curioso reperto archeo-biologico è visibile al “Nubian Museum”, nella citta di Assuan (antica Syene), famosa principalmente per la mastodontica diga sul Nilo.
E’ stato oggetto di molte disquisizioni ed interpretazioni, in quanto dato l’eccezionale stato di conservazione sono ben visibili sul guscio dei disegni (vedi ingrandimento)


Sull’ uovo si vedono distintamente tre forme triangolari affiancate ed attraversate da sottili linee parallele, una sorta di base rettangolare che le unisce e,  sulla destra,  una sagoma allungata che potrebbe assomigliare ad uno struzzo piuttosto stilizzato.
Il reperto è stato rinvenuto a Saqqara, a poche miglia dalla piana di Giza, fra il 1909 ed il 1910. La datazione al radiocarbonio lo colloca (inequivocabilmente),  in un periodo che oscilla grossomodo tra il 4000 4500 a.C.

Molti studiosi,  ritengono che le tre figure triangolari simboleggino delle montagne, e noi che non vogliamo mettere in dubbio Champollion e compagni, per ora la prendiamo per buona. Alcuni altri dicono che potrebbero essere vele di imbarcazioni. Sulla figura stilizzata dello struzzo, diciamo che sono quasi tutti d’accordo.
Comunque, ancora oggi, possiamo constatare che da parte della scienza ufficiale non vi sia affatto univocità.
Nel marasma di informazioni ufficiali e pseudo-ufficiali, ho trovato interessanti  le considerazioni di un amico, ricercatore indipendente, esperto di antiche civiltà e con il quale ho condiviso studi e ricerche per parecchio tempo.

Stefano Panizza (http://falsimisteri.myblog.it/), che l’anno scorso ha potuto visionare di persona il reperto in questione, e ne ha tratto un’interessante post : http://falsimisteri.myblog.it/archive/2012/07/05/l-uovo-delle-piramidi.html

Gli ho chiesto di ritornare in Nubia con la memoria, e di rispondere alle mie domande:

MLR: Ciao Stefano, ben trovato.  A proposito dell’uovo “nubiano”, mi puoi illustrare in parallelo le ipotesi ufficiali di “montagne” e “vele”,  con la terza ipotesi definibile “ufficialmente  scomoda” ?

S.P.: Ciao Marco, dato che amo essere sintetico, ti elenco i motivi per i quali ho sposato l’ipotesi “montagne”:

-     la “montagna” ha il suo simbolo più antico proprio nella forma piramidale
-     ripetuto tre volte sta a significare il “plurale”, quindi si tratterebbe di “tante” montagne
-      tale termine è espresso anche da linee verticali parallele

In Egitto le montagne sono presenti; a volte sorgono improvvise nella distesa pianeggiante, in altre formano un'irregolare sequenza rocciosa (è vero che la forma delle montagne è essenzialmente tondeggiante, mentre i “triangoli” sono appuntiti, ma migliaia di anni fa potevano avere quella forma, considerando l'erosione da sabbia e vento)
Quindi, credo che un ignoto artista abbia rappresentato in modo realistico quanto stava osservando.  
Esiste anche l’ipotesi “vele”, motivata soprattutto dal fatto che una vela può assumere una forma triangolare. Trovare, allora, una similitudine in altri reperti, qualunque essi siano, potrebbe essere un valido sostegno a questa teoria.
Ma qui iniziano i problemi.
Le antiche imbarcazioni egiziane avevano una sola vela, quadrata o rettangolare (non tre e triangolari), stesa fra una o due travi di legno.
Lo sappiamo con certezza dalle pitture tombali e dai modellini ritrovati
Appare, quindi, poco convincente l’ipotesa “vele” se nelle numerose ed antiche testimonianze nautiche non esiste nulla del genere.

MLR: Secondo te, il fatto che l’uovo sia stato rinvenuto nell’area archeologica di Saqqara, non molto lontano dalla piana di Giza,  tra l’altro prospetticamente visibile all’orizzonte, può giocare a favore della terza “scomoda” ipotesi, che di fatto retrodaterebbe la data ufficiale della costruzione delle tre Piramidi?

S.P .: Ritengo essere la meno probabile, l’ipotesi che i tre triangoli rappresentino le tre piramidi di Giza. E questo per i seguenti motivi:
-      le piramidi sono state (per l’egittologia accademica - ndr) costruite attorno al 2.500 a.C., cioè ben 2.000 anni dopo che l’ignoto artista tracciasse quei disegni sull’uovo.
-      il triangolo centrale e quello posto a destra di chi guarda sono, si, nelle giuste proporzioni “piramidali”, ma il terzo no (cioè la piramide di Micerino, nella realtà, è molto più piccola delle altre due).
-      mancano le piramidi satelliti.
-      le righe parallele non hanno senso perchè l’intera struttura nell'antichità era ricoperta di calcare bianco.
-      non si comprende cosa rappresenti il rettangolo sottostante alle tre figure. 
 In conclusione, ritengo che, pur in mancanza di certezze assolute, l’ipotesi “montagne” sia quella che meglio risponda ai riscontri ottenuti.
Ricordo che la certezza assoluta non esiste in campo scientifico. Chi lo pensa non sa come funzioni la Scienza. Esistono, invece, “probabilità” più o meno alte di trovare risposte corrette. Non per nulla Essa procede correggendo sistematicamente il tiro.       
L’idea di una grande civiltà predinastica, seppur suggestiva, ha bisogno di supporti ben più saldi su cui reggersi. Non basta, cioè, un singolo reperto per scardinare un‘intera sistema di credenze basato su innumerevoli dati che ben si incastrano fra loro. Può essere un interessante punto di partenza ma, a mio avviso, non ci sono gli estremi per considerare feconda questa strada.
   
MLR: Grazie Stefano per la tua chiarezza e precisione.

Per concludere, mi permetto di instillare, se già qualcuno non lo avesse, il DUBBIO. Il dubbio che già molti e molti anni fa, i primi studiosi di confine, poco scientificamente e molto fantasiosamente (Erik Von Daniken e Peter Kolosimo per esempio), esternavano sulla reale capacità (ancora oggi? – ndr) della scienza ufficiale, di poter datare inequivocabilmente alla IV Dinastia, il complesso piramidale di Giza. Venendo ai nostri giorni, molti altri studiosi di confine come G. Hancock, R. Bauval, J.A. West ecc.., prima da soli poi via via coadiuvati da scienziati e geologi come Robert Schoch, hanno messo in discussione le datazioni ufficiali di piramidi e Sfinge. Il dibattito è ancora in corso, almeno per costoro, gli egittologi di fatto vanno per la loro strada confermando le datazioni ufficiali. Per dovere di cronaca, dobbiamo dire che non vi sono neppure certezze riguardo la metodologia di costruzione utilizzata, lo dimostrano gli ultimi brillanti studi dell’architetto francese Jean Pierre Houdin, per citarne uno.

Ergo, il nostro bellissimo uovo della discordia, potrebbe essere stata la “tavolozza” ante litteram, di un brillante quanto ignaro artista delle dune, che presumibilmente in un limpido mattino di 6500 anni fa, ritraeva il panorama di Giza che gli si stagliava all’orizzonte, tenendo di spalle l’Oasi di Saqqara…forse.


lunedì 6 maggio 2013

"SOTTO CASA" : DIALOGO E CONVIVENZA


STA DIVENTANDO SEMPRE PIU' COMPLICATO DIALOGARE E CONVIVERE.
QUESTO NON SOLO TRA POPOLI DIVERSI, RELIGIONI DIVERSE ECC... MA SEMPRE PIU' INCREDIBILMENTE ANCHE TRA CONOSCENTI, AMICI E FAMILIARI.
LA VITA CONSUMISTICA MODERNA E FRENETICA, CI IMPONE TALI RITMI CHE LO STRESS PSICO-FISICO E' ORMAI INTOLLERABILE. CIO' SI TRADUCE IN UNA PROGRESSIVA "ALIENAZIONE" DEI RAPPORTI INTERPERSONALI.

A TAL PROPOSITO, MI E' PIACIUTA LA RIFLESSIONE CHE HA PORTATO MAX GAZZE' A SCRIVERE LA CANZONE: "SOTTO CASA".

CONDIVIDIAMOLA:

MLR



"A proposito di questa canzone, lo stesso Max Gazzè durante una intervista spiegò da dove nacque l’idea di scriverla: “La canzone è un invito al dialogo, a prima lettura, tra religioni e fedi diverse, ma a ben pensare un più generale invito alla convivenza, al rispetto, alle diversità. E’ nata, quando due ragazzi, educatissimi, hanno beccato un giorno me e mio fratello al lavoro per l’album e ci hanno catechizzato con gentilezza e sorrisi. Quando sono andati via abbiamo pensato a quante persone siano rimaste barricate dietro l’uscio, spaventate da chissà quale pregiudizio. E abbiamo immaginato come sarebbe andata se nessuno avesse mai aperto la porta a questi ragazzi e che a un certo punto, avessero cominciato a parlare davanti ad una porta chiusa. Questo rappresenta la chiusura che c’è fra il mondo laico e quello religioso e anche fra le varie religioni. Non credere in nulla è altrettanto difficile ed impegnativo quanto credere”.





“SOTTO CASA”
di: Max Gazzè

Apra la sua porta,Faccia presto…
Non importa  cosa crede lei di questo Movimento
Ma l'avverto che al suo posto non ci penserei  due volte,
Dato l'imminente  arrivo di Gesù,
Perché poi non torna più!
Mi son reso conto che serpeggia tra i credenti  Il malcontento
per la pioggia di mancati appuntamenti nei millenni,
Ma si metta nei suoi panni…
Quell'incetta di pianeti da salvare…
Di pianeti da salvare!
Possa la bontà del vostro cuore riscoprire
Che la verità si cela spesso dentro una persona sola
E non è tanto Il sesso a consolare l'uomo dal suo pianto,
Ma l'amore buono ed il perdono Santo del Signore.
Lasci che le spieghi in due parole com'è facile sentire
Gli echi Bassi ed immorali di comportamenti frivoli e meschini
Quali certi omini In abito da donna,
La vergogna che neanche gli animali!
Apri un istante e ti farò vedere io che nasce sempre il sole dove cerco Dio,
In tutti i poveretti che hanno perso il senso immenso della vita!
Non chiedo mica un regno Intero, dico io…
Sono un indegno messaggero e cerco Dio
In chi vendette onore per denaro
E ora nel cuore mette un muro!
Lei non si dimostra illuminato dalla grazia della vostra Santa Vergine Maria,
Lo chiami pure, se ritiene, Il capo della polizia,
Ma a chi conviene tutta quella baraonda
Se l'ozono s'è ridotto a un colabrodo
 e basta un solo farabutto a fare in modo che dell'uomo
Non rimanga neanche l'ombra…
E poi ficcatevelo in testa:
Non si viene al mondo tanto per godere, ma soltanto perché un bene
Superiore Ci ha creati!
Apri un istante E ti farò vedere io che nasce sempre Il sole dove cerco Dio,
In tutti I poveretti che hanno perso il senso immenso della vita!
Non chiedo mica un regno Intero, Dico io…
Sono un indegno messaggero e cerco Dio
In chi vendette onore per denaro
E ora nel cuore mette un muro!
So che sei lì dentro… Non ti muovi, ma ti sento!
Oggi te la cavi, sì… Ma non finisce qui!
In tutti I poveretti che hanno perso il senso immenso della vita!
Non chiedo mica un regno intero, dico io…
Sono un indegno messaggero e cerco Dio
In chi vendette onore per denaro
E ora nel cuore mette un muro!

Per vedere ed ascoltare il video ufficiale clicca qua:

venerdì 3 maggio 2013

PILBARA: GENESI DELL’ARTE RUPESTRE.

I PETROGLIFI, SONO PROBABILMENTE L'ESPRESSIONE DELLA NOSTRA PIU' ANTICA MEMORIA.
LA MEMORIA, QUEL "LUOGO" INDEFINITO A CUI OGNI UOMO ACCEDE MIGLIAIA DI VOLTE AL GIORNO, PER VIVERE. SENZA MEMORIA NON SI PUO' VIVERE.
PER QUESTO, ISTINTIVAMENTE LA PERPETUIAMO IN OGNI GESTO.
LO STUDIO DELLA MEMORIA PIU' ANTICA, CI FA CAPIRE CHE NULLA SI SCOPRE, MA TUTTO SI RISCOPRE.

"SON FIGLIO DELLA TERRA E DEL CIELO STELLATO, DI SETE SON ARSO E VENGO MENO.
FATEMI DISSETARE ALLA FONTE DELLA MEMORIA"

DALLE "MISTERIOSE" LAMINE ORFICHE MNEMOSYNIE...

MLR


PILBARA:
"Territorio aspro e roccioso, situato nella parte occidentale dell'Australia, a circa 1.300 chilometri a nord di Perth, copre un'area di circa 500.000 chilometri quadrati.Dal punto di vista geologico, la regione è molto antica. Nel Pilbara, infatti, si trovano alcune delle rocce di superficie più antiche del pianeta, compresi antichi resti fossilizzati conosciuti come stromatoliti (strutture sedimentarie finemente laminate dovute all'attività di microrganismi fotosintetici come i cianobatteri e microscopiche alghe eucariotiche) e rocce granitiche risalenti a più di 3 miliardi di anni.Si tratta di uno dei luoghi più affascinanti dell'Australia, con la presenza delle prime tracce di vita comparsa sulla Terra. Oggetto di grande interesse da parte dei ricercatori, la regione del Pilbara custodisce notevoli segreti preistorici.


  
IN UN ARTICOLO PUBBLICATO SU GEOLOGY
Birger Rasmussen, ricercatore presso il Dipartimento di Geologia della Curtin University, ha riportato la scoperta, nel 2011, di quella che è conosciuta come "tranquillityite", un minerale che prende il suo nome dalla "Base della Tranquillità", il sito scelto per l'allunaggio della missione Apollo 11 della NASA.Per lungo tempo si è ritenuto che la tranquillityite fosse presente solo sulla Luna. La difficoltà ad identificarla sul nostro pianeta si deve al fatto che si presenta per la sua struttura filiforme, una forma molto delicata che tende a disfarsi a contatto con gli agenti atmosferici. Si tratta di campioni molto antichi, risalenti a più di un miliardo di anni. Ma ciò che ha reso famoso il sito di Pilbara sono i numerosissimi enigmatici petroglifi aborigeni, 


decisamente più antichi del sito di Stonehenge e delle piramidi d'Egitto.Queste incredibili incisioni rupestri rappresentano figure stilizzate di esseri umani, animali (alcuni dei quali estinti circa 3 mila anni fa) e moltissimi volti umani. Da una stima approssimativa, gli archeologi ipotizzano che si possano contare fino ad i milione di incisioni!Quando furono eseguite le prime analisi sui petroglifi, i ricercatori pensarono che le stesse potessero risalire a  circa 30 mila anni fa, ma lo studio condotto dal team del professor Brad Pillans, geologo presso l'Australian National University, ha riservato un'incredibile sorpresa.
LE ANALISI SONO STATE ESEGUITE SUI CAMPIONI RACCOLTI NELLA PENISOLA DI BURRUP

 caratterizzata da un clima tropicale semi-desertico con basse precipitazioni, misurando il tasso di erosione naturale delle rocce.I risultati mostrano che la zona è interessata da tassi di erosione più bassi di qualsiasi altra parte del mondo, fornendo l'ambiente ideale per la conservazione dell'arte rupestre. Questo fattore potrebbe essere attribuito sia alla resistenza della roccia stessa, che alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli."La combinazione di una roccia particolarmente resistente e del clima secco ci fanno pensare che le incisioni potrebbero risalire a ben 60 mila anni fa", spiega Pillans nella ricerca che verrà pubblicata a giugno del 2013 su Quaternary Science Reviews. "Si tratta di incisioni che attraversano la storia, suggerendo che ci troviamo di fronte ad alcuni dei più antichi petroglifi del mondo".In un'intervista rilasciata poco dopo la sua scoperta, il professor Pillans ha confessato il suo stupore quando ha visitato la penisola di Burrup: "Ero assolutamente stupito dal numero e dalla varietà delle incisioni rupestri aborigene. Si stima che ci siano fino ad un milione di immagini, molte delle quali sono opere d'arte stupefacenti.Data la straordinaria quantità e diversità di questi magnifici petroglifi e della loro antichità, Pillans si augura che l'area possa essere presto nominata patrimonio mondiale dell'umanità da parte dell'Unesco".



Da. Antikitera.net