IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

LA NUOVA CONOSCENZA

GdM

lunedì 18 febbraio 2013

IL GRANDE "FLIPPER" DEL COSMO




METEORITI, COMETE.
ARGOMENTO AFFASCINANTE, MA ALLO STESSO TEMPO VAGAMENTE INQUIETANTE, SE CI SOFFERMIAMO A RIFLETTERE SULLE CONSEGUENZE DI UN IMPATTO CON IL NOSTRO PIANETA.
STATISTICAMENTE "POCO PROBABILE", SECONDO LE STIME UFFICIALI DEGLI ENTI SPAZIALI PREPOSTI ALLO STUDIO ED AL CONTROLLO DI TALI FENOMENI.
MA QUANTO "STATISTICAMENTE" POSSIAMO STARE TRANQUILLI NELL'ARCO DI TEMPO COSMICO CHE SIAMO STATI IN GRADO DI STUDIARE FINO AD ORA?
FORSE LA MIA E' UNA DOMANDA IRRILEVANTE, MA QUANTO CONOSCIAMO DELLE LEGGI COSMICHE IN TERMINI DI TEMPO LINEARE, CHE PER NOI E'  L'UNICO METRO DI MISURA COMPRENSIBILE ?
SIAMO VERAMENTE IN GRADO DI CONTROLLARE TUTTO LO SPAZIO CHE CI CIRCONDA IN MODO COSÌ "PROFONDO" DA POTER VEDERE TUTTO, MA SOPRATUTTO DA POTER "PREVEDERE" TUTTE LE TRAIETTORIE POSSIBILI ?
ED INFINE, SAREMMO DAVVERO IN GRADO CON LA NOSTRA TECNOLOGIA DI SCONGIURARE E SALVARCI DA UN IMPATTO DEVASTANTE?

NESSUN ALLARMISMO, MA QUELLO CHE È SUCCESSO NEI GIORNI SCORSI, MI FA RIFLETTERE SUL FATTO CHE NOI CI SENTIAMO DAVVERO TROPPO SLEGATI DAL COSMO CHE CI CIRCONDA, PENSANDO DI ESSERE SU UN PIANETA AVULSO DA QUALSIASI ALTRA LEGGE, CHE NON SIA CONTROLLABILE DALLA NOSTRA VOLONTA'

Marco La Rosa


17 Febbraio 2013

da:
http://www.meteoweb.eu
IN POCHE ORE DIVERSI METEORITI HANNO SORVOLATO IL NOSTRO PIANETA

"Mentre stavamo col naso in su ad aspettare che il meteorite di "san Valentino" decidesse se impattare al suolo o sfiorare la terra e disperdersi negli spazi siderali, siamo rimasti stupiti dalla potenza del bolide che è esploso sopra una località russa con la violenza di 30 bombe atomiche. Ma questi due non son casi isolati. A distanza di una manciata di ore gli uni dagli altri, bolidi di notevoli dimensioni hanno sorvolato i cieli della California e di Cuba.
C'è forse una qualche relazione che ancora non abbiamo scoperto o ben compreso?

Il Lick Observatory ha riferito che le telecamere di sicurezza hanno ripreso una palla di fuoco che ha sorvolato i cieli della California sopra Arena Bay, il 17 Ottobre 2012 alle 07:42 (ora locale). La meteora sembrava essere una lenta palla di fuoco sporadica, non associata allo sciame delle meteore Orionidi, resti della cometa di Halley, con i quali il nostro pianeta sta interagendo. In effetti sono proprio le meteore sporadiche a generare i meteoroidi più grandi, capaci di esplosioni (flare) che affascinano tantissimi osservatori. Alcuni testimoni hanno riferito che alla visione si è aggiunto un boato, tipico delle esplosioni dei bolidi. L'osservatorio ha pubblicato dei video che ritraggono l'evento osservato su San Jose e sull'osservatorio stesso".


da:
http://tg24.sky.it
Russia, esplosione meteorite 30 volte quella di Hiroshima
  
"Un evento con una portata simile si verifica una volta ogni cento anni" ha precisato la Nasa. Si stimano danni pari a 22 milioni di euro. Circa 10 mila le case danneggiate e 1200 i feriti.
L'energia rilasciata dall'impatto con l'atmosfera del meteorite è stata di 500 chilotoni, circa 30 volte la forza della bomba esplosa ad Hiroshima nel 1945. E' quanto hanno stabilito scienziati della Nasa sul meteorite di 10mila tonnellate che il 15 febbraio è entrato nell'atmosfera, si è spaccato ( alcune voci parlano addirittura di un missile anti missile russo, lanciato per intercettare l' intruso - ndr), ad un'altitudine di circa 32 miglia, provocando una "shockwave" che, due minuti e mezzo dopo, ha danneggiato migliaia di abitazioni e ferito 1200 persone nella regione russa degli Urali.

Intanto, le autorità della regione russa di Cheliabinsk, negli Urali, hanno stimato in più di 22 milioni di euro i danni causati dalla caduta del meteorite. "Circa 100.000 case hanno subito danni e stimiamo danni per più di un miliardo di rubli", pari a 22 milioni di euro, ha spiegato in una conferenza stampa il governatore della regione, Mikhail Yurevich. Il governatore ha riferito che il 30% dei vetri delle finestre mandati in frantumi in sei città dall'ondata di esplosioni sono già stati riparati nella regione, dove le temperature raggiungono i 20 gradi sotto zero. Il resto dovrebbe essere riparato entro la fine della prossima settimana, ad eccezione delle grandi vetrate di epoca sovietica che richiederanno tempi più lunghi. Il ministro per le Emergenze, Vladimir Puchkov, ha reso noto che le squadre dei suoi tecnici sono al lavoro per verificare la stabilità degli edifici più colpiti.

I sommozzatori russi stanno anche esplorando i fondali del lago di Chebarkul, a 60 chilometri dalla città di Cheliabinsk, dove un frammento del meteorite potrebbe essere la causa di un foro di otto metri di diametro che si è prodotto sulla superficie ghiacciata.  ( E' notizia di oggi 18 Febbraio 2013, che diversi frammenti del meteorite sono stati effettivamente rinvenuti nel lago Chebarkul - ndr).
"Noi ci aspettiamo che un evento di questa portata avvenga in media una volta ogni 100 anni - ha detto Paul Chodas del Nasa Near-Earth Object Program Office - Quando si vede una palla di fuoco di quelle dimensioni ci si aspetta un grande numero di meteoriti che raggiungano la superficie terrestre e in questo caso alcuni dovrebbero essere grandi", si legge in una sua dichiarazione pubblicata sul sito della Nasa.

Da: Antikitera .net

sabato 16 febbraio 2013

"NEI NOSTRI SOGNI ESISTE UN ALTRO MONDO"


Vento nuovo di ribellione...
...anche da noi forse, sta già nascendo sotto gli alberi. Per ora leggera brezza....ma domani ?

Marco La Rosa



“Se le ribellioni nel sud est falliscono, come falliscono nel nord, nel centro e nell’ovest, non è per cattivo tempismo: è perché il vento è il frutto della terra , ha bisogno del suo tempo per maturare, non in cahiers de doléance (quaderni delle lamentele ndr) ma nei cuori organizzati di chi non ha altro che dignità e ribellione. E questo vento che viene dal basso , il vento della ribellione e della dignità, non è solo la risposta alle imposizioni del vento che viene dall’alto, non è solo la spavalda contestazione, ma porta con se una proposta nuova. Non è solo la distruzione di un sistema ingiusto e arbitrario, è sopratutto una speranza, quella di trasformare dignità e ribellione in libertà e dignità. Come potrà farsi sentire questa voce nuova in queste terre e nel resto del paese? Come potrà crescere questo vento nascosto, che si accontenta ora di soffiare solo sulle montagne e nei canyon e non è ancora sceso nelle valli dove comanda il denaro e governa la menzogna? Questo vento verrà dalla montagna. Già sta nascendo sotto gli alberi e trama per un nuovo mondo, cosi nuovo che è appena un’intuizione nel cuore collettivo che lo anima…”
        SUBCOMANDANTE  INSURGENTE  MARCOS              
             Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale)
           EZLN – dalle montagne del Sudest Messicano

Brano tratto dal libro del Subcomandante Insurgente Marcos: NEI NOSTRI SOGNI ESISTE UN ALTRO MONDO – appunti dal movimento zapatista – Mondadori 2003



giovedì 14 febbraio 2013

GRECIA AL COLLASSO: NOI COSA POSSIAMO FARE?




NON SI PUÒ RESTARE IN SILENZIO, NON SI PUÒ FAR FINTA DI NIENTE.
QUESTO MONDO FALSO E ROVESCIATO È SOPRATUTTO FIGLIO DEL MENEFREGHISMO E DELL'IGNAVIA.
A QUESTO PUNTO ABBIAMO L'OBBLIGO DI RIBELLIONE VERSO IL  SISTEMA CORROTTO.
VI INVITO CALDAMENTE A LEGGERE QUESTO ESTRATTO DEL POST DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI :

 http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/02/amnesty-international-denuncia-il.html

SONO CERTO CHE NON VI LASCERÀ INDIFFERENTI, PER CUI DOPO, PRENDETEVI IL TEMPO CHE SERVE E LEGGETEVELO TUTTO.
PASSATE PAROLA IL PIÙ POSSIBILE, ANCHE NOI COSÌ POTREMO CONTRIBUIRE AL SORGERE DI UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA, IN QUESTO "DISGRAZIATO" PAESE, CHE SE NON CAMBIA ROTTA, ADESSO, IN QUESTO CRUCIALE MESE DI ELEZIONI, CHISSÀ COME FINIRÀ.
FACCIAMOLO PER DARE ANCORA UN FILO DI SPERANZA AI NOSTRI FRATELLI GRECI, PORTOGHESI E SPAGNOLI.

Marco La Rosa


Di: SERGIO DI CORI MODIGLIANI

"AMNESTY International denuncia il Governo e la Polizia Greca per torture.
La Grecia é collassata. Ma a noi non lo dicono perché siamo in campagna elettorale".

"Lho saputo davvero per caso. Il che la dice tutta.

Me ne stavo amenamente trastullando con un amico di lunga data, un giornalista neo-zelandese, con il quale ci incontriamo in un sito, chesscube.com, dove ci sfidiamo in un nostro personale duello a scacchi mentre chattiamo scambiandoci informazioni sullEuropa e su quello che accade nel continente australe e nel sud-est asiatico, di cui lui è un attendibile esperto.

A un certo punto, mi fa:

E che ha detto Bruxelles della bomba di Amnesty International?

Quale?

Quella di tre giorni fa che gli ha ammollato il filosofo francese in piena riunione sul budget dellUnione Europea.

(sconcertato dalla mia ignoranza dei fatti, nonché  fortemente incuriosito, chiedo ragguagli in merito)

Ma sì, quella dei rapinatori delle banche

Quali banche? Dove?

Nel nord della Grecia

Chi?

Gli anarchici, i ragazzi arrestati e poi torturati dalla polizia.

A questo punto mi arrendo e confesso di non sapere di che cosa stia parlando.

E così, vengo a sapere da un neo-zelandese che abita in quel di Auckland, a 22.500 chilometri di distanza, 12 ore di fuso orario prima di noi, dallaltra parte del mondo, nel continente più lontano (in tutti i sensi) dalla nostra vecchia e cara Europa, che cosa sta accadendo a 1.000 chilometri da Roma, nel territorio che è stata la culla originaria della nostra civiltà.

E tutto grazie ad Amnesty International.

Faccio delle telefonate e mi butto in rete a caccia di notizie. In Italia, nulla. In giro per lEuropa, anche.

Notizie strabilianti in Sudamerica, in Canada, in California e sembra dovunque tra i bloggers scandinavi e nord settentrionali che scrivono nelle loro lingue.

Descrivono e raccontano qualcosa che sta accadendo in questi giorni di cui a nessuno è stata detta neppure una parola, né a Roma, né a Berlino, né a Parigi né a Londra. Tantomeno a Madrid.

Parlano della Grecia.

Ma in termini nuovi.

Nel senso che riferiscono di una società ormai collassata, al limite della guerra civile, ormai precipitata nel baratro, sulla cui attuale realtà è stato steso un osceno velo di totale censura per impedire che le notizie vengano usate in campagna elettorale in Italia e diffuse in Spagna dove sta esplodendo la tangentopoli iberica delle banche corrotte e Rajoy ha già fatto sapere a Bruxelles che là a Madrid si corre il rischio di veder la situazione sfuggire al controllo.

La Grecia è crollata, definitivamente, sotto il peso dei debiti contratti con la BCE.

Stanno assaltando i supermercati. Ma non si tratta di banditi armati. Si tratta di gente inviperita e affamata, che non impugna neanche una pistola, con la complicità dei commessi che dicono loro prendete quello che volete, noi facciamo finta di niente. Si tratta della rivolta di 150 imprenditori agricoli, produttori di agrumi, che si sono rfiutati categoricamente di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dallUnione Europea. Hanno preso la frutta, lhanno caricata sui camion e sono andati nelle piazze della città con il megafono, regalandola alla gente, raccontando come stanno le cose.

Si tratta di 200 produttori agricoli, ex proprietari di caseifici, che da padroni della propria azienda sono diventati impiegati della multinazionale bavarese Muller che si è appropriata delle loro aziende indebitate, acquistandole per pochi euro sorretta dal credito agevolato bancario,quelli  hanno preso i loro prodotti della settimana, circa 40.000 vasetti di yogurt (leccellenza del made in Greece, il più buon yogurt del mondo da sempre) li hanno caricati sui camion e invece di portarli al Pireo per imbarcarli verso il mercato continentale della grande distribuzione, li hanno regalati alla popolazione andandoli a distribuire davanti alle scuole e agli ospedali
Si tratta anche di due movimenti anarchici locali, che si sono organizzati e sono passati alle vie di fatto: basta cortei e proteste, si va a rapinare le banche: nelle ultime cinque settimane le rapine sono aumentate del 600% rispetto a un anno fa. Rubano ciò che possono e poi lo dividono con la gente che va a fare la spesa. La polizia è riuscita ad arrestarne quattro, rei confessi, ma una volta in cella li hanno massacrati di botte senza consentire loro di farsi rappresentare dai legali. Lo si è saputo perché c’è stata la confessione del poliziotto scrivano addetto alla mansione di ritoccare con il Photoshop le fotografie dei quattro arrestati, due dei quali ricoverati in ospedale con gravi lesioni.
E così, è piombata la sezione europea di Amnesty International, con i loro bravi ispettori svedesi, olandesi e tedeschi, che hanno realizzato una inchiesta, raccolto documentazione e hanno denunciato ufficialmente la polizia locale, il ministero degli interni greco e lintero governo alla commissione diritti e giustizia dellUnione Europea a Bruxelles, chiedendo limmediato intervento dellintera comunità continentale per intervenire subito ed evitare che la situazione peggiori.

Siamo venuti così a sapere che il più importante economista tedesco, il prof. Hans Werner Sinn, (consigliere personale di Frau Angela Merkel) sorretto da altri 50 economisti, avvalendosi addirittura dellappoggio di un rappresentante doc del sistema bancario europeo, Sir Moorald Choudry (il vice-presidente della Royal Bank of Sctoland, , la quarta banca al mondo) hanno presentato un rapporto urgente sia al Consiglio dEuropa che alla presidenza della BCE che allufficio centrale della commissione bilancio e tesoro dellUnione Europea, sostenendo che la Grecia deve uscire, subito, temporaneamente dalleuro, svalutando la loro moneta del 20/ 30%, pena la definitiva distruzione delleconomia, arrivata a un tale punto di degrado da poter essere considerata come tragedia umanitaria e quindi cominciare anche a ventilare lipotesi di chiedere lintervento dellOnu.

Silenzio assoluto.

Nessuna risposta.

Censura totale.

Nessun candidato alle elezioni in Italia ha fatto menzione della situazione greca attuale...

 Io non voglio avere sulla coscienza le vite di milioni di greci e portoghesi per consentire ai miei concittadini di guardare il festival di Sanremo così ricco e pieno di allegri e costosissimi cotillons..

Trovo, tra laltro, ignobile lattività di censura imposta dallUnione Europea su ciò che sta accadendo in Grecia, perché a Burxelles sono terrorizzati allidea che possa scattare un fenomeno di emulazione.

Così come trovo davvero surreale che si parli di budget dellEuropa senza far menzione del fatto che un paese membro delleuro è collassato e sono alla vigilia di una esplosione di violenza sociale che non sono più in grado di poter contenere.

Neppure il minimo accenno.

Che cosa c’è da fare, dunque?

Sapere e avere il coraggio di informarsi.

Capire che i partiti attualmente candidati (PD PDL Udc Lega Nord  Monti lista civica) sono intercambiabili e complici di questo meccanismo. Lo hanno fatto in Grecia, lo stanno facendo in Portogallo, lo faranno anche da noi e in Spagna.

Votare per loro, vuol dire contribuire ad aumentare le possibilità che si realizzi il loro piano.

Limmagine che vedete in bacheca è relativa a una pietra miliare della nostra civiltà: è un antico teatro greco dove è nata e si è sviluppata la tragedia greca.

Ci dormono oggi i senzatetto il cui numero è in gigantesco aumento.

I turisti non ci vanno più perché il ministero lo ha chiuso al pubblico trasformandolo in un dormitorio pubblico del disagio collettivo.

La trovo una immagine agghiacciante.

Questa è limmagine che lEuropa esporta nel mondo.

Non si può rimanere indifferenti dinanzi a tutto ciò.

E a chi chiede: ma io che cosa posso fare? non posso che rispondere: puoi molto, puoi moltissimo: puoi non votarli più”.

Perché se i loro suffragi crollano e il sostegno elettorale del popolo italiano verrà loro meno, allora, saranno inevitabilmente costretti a rifare i conti, rivedere le loro posizioni, cambiare rotta.

E così, nel nostro piccolo, avremmo dato un contributo anche ai greci e ai portoghesi.

Si tratta di coniugare intelligenza a solidarietà attiva.

Questo vuol dire essere davvero europei.

A questo serve la Cultura: a ricordarci come si fa  sentirsi semplicemente Umani".

http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/



mercoledì 13 febbraio 2013

MENTE - SPIRITO & MATERIA

                                                         JOHN ECCLES


IL DUALISMO CARTESIANO E JHON ECCLES

John Eccles  (1903-1997), premio nobel  per la medicina nel 1963 per la scoperta dei processi chimici responsabili della propagazione degli influssi nervosi, sostenne che : “Gli scienziati si sono per gran parte formati alla scuola del materialismo. E’ una matrice estremamente rigida composta da un insieme di dogmi che non sono necessariamente spiegati scientificamente! Ad esempio, affermare che la nostra esistenza non è altro che un intreccio biologico senza cercare di comprendere tutto ciò che non rientra in questo insieme, col pretesto che non è scientifico, è non solo un dogma: peggio, è una superstizione!! La scienza è piena di superstizioni, di credenze di ogni genere…ma ciò che più sconcerta è che la gente è persuasa che la scienza abbia una risposta a tutto”.

                                               Cartesio (1596 - 1650)

John Eccles è considerato il più significativo rappresentante contemporaneo della concezione dualista dell'essere umano, che ha come lontano predecessore Cartesio.  Com'è noto, Cartesio, sosteneva che il corpo umano, allo stesso modo dei corpi degli animali, può venire assimilato a una macchina che funziona in base a principi puramente meccanici. L'uomo, tuttavia, secondo la prospettiva cartesiana, si distingue dagli animali in quanto è provvisto di un'anima immateriale che ha la capacità di influenzare il corpo.

Come ho già più volte scritto, l’attuale limite “strutturale” della scienza è proprio quello di non considerare la “mente-spirito” come componente fondamentale che “agisce” inequivocabilmente sulla materia.
Pertanto, l’errore concettuale di “cercare nella materia l’origine della materia”, farà in modo che la scienza resti prigioniera delle superstizioni e delle credenze, rimandando continuamente quel “balzo evolutivo” che si  auspica ma mai si raggiunge.

Marco La Rosa


Bibliografia:
Mambretti G. Séraphin J.- La Medicina Sottosopra – Ed. Amrita 1999  
J. Eccles – The Human mystery- Springer 1979
Dott. Massimo Corbucci – Alla scoperta della particella di Dio – Macro Edizioni 2012


domenica 10 febbraio 2013

2012 DIARIO SEMPLICE - eBOOK GRATUITO PER I LETTORI DEL BLOG



UN E-BOOK ...PER RIFLETTERE ... E MAGARI CAPIRE  CHE IL 2012 É STATO UN ANNO DA NON DIMENTICARE...PER SPERARE IN UN FUTURO MIGLIORE.

È proprio quello che mi sono augurato, quando ho pensato di raccogliere qualche pensiero e riflessione, che ho "seminato" nel blog, durante il travagliato (credo per tutti), 2012.
Non ho voluto buttarlo dietro le spalle e dimenticarlo come un fardello odioso e scomodo, perchè tutto sommato è attraverso le difficoltà che si comprendono i limiti ed i pregi del carattere. Le difficoltà impongono una riflessione più attenta su tutto, quindi è anche più facile accorgersi quando il mondo funziona oppure no. Le tribolazioni sono un pungolo che ci risveglia dal torpore della consuetudine e ci spinge a guardare oltre l'orticello di casa, per contribuire al miglioramento non solo nostro, ma di tutti. Ci stimola nella cooperazione che deve sovvertire labominio della competizione esasperata, vera piaga di questa società, al pari del "profitto" cancerogeno, che ha trasformato l'uomo in un robot insensibile e malvagio.

Molto semplicemente e liberamente, vi invito se volete, a richiedere la vostra copia "gratuita" di:" 2012 DIARIO SEMPLICE, pensieri e riflessioni da condividere, per un anno da non dimenticare".

Mandate mail con vostro indirizzo di posta elettronica a: lrmarco@libero.it
Vi invierò il "piccolo libro-diario" gratuitamente nei formati PDF - E PUB a vostra scelta.

Marco La Rosa

sabato 9 febbraio 2013

DOGGERLAND, L'ATLANTIDE NEL MARE DEL NORD



IL MITO DI ATLANTIDE NON MUORE MAI.

L’INCESSANTE RICERCA DI POPOLI E TERRE PERDUTE  E’ FEBBRILE,  PORTA AD ENTUSIASMANTI SCOPERTE CHE SONO IL FRUTTO DELLA PASSIONE DI UOMINI;  MOLTO SPESSO NON SONO NEPPURE ACCADEMICI , MA SEMPLICI APPASSIONATI CHE FANNO DEL “SAPERE SENZA PROFITTO”,  UNA RAGIONE DI VITA.

VI INVITO A LEGGERE QUESTO ESTRATTO DEL NATIONAL GEOGRAPHIC, PER POI APPROFONDIRLO SUL SITO IN LINGUA ITALIANA.

Marco La Rosa



Alla ricerca di Doggerland, l'Atlantide del Mare del Nord



Durante l'ultima glaciazione, una parte del continente europeo collegava Inghilterra a Germania e Danimarca. Poi, quando il livello del mare si alzò, scomparve sott'acqua per sempre.
Le prove cominciarono ad apparire circa un secolo e mezzo fa, quando lungo la costa olandese si cominciò a praticare su vasta scala la tecnica della pesca a strascico. I pescatori trascinavano sul fondo marino reti cui venivano applicati dei pesi, ritirandole piene di sogliole, platesse e altro pesce di fondale. Ma a volte capitava che dalle reti, insieme al pesce, si rovesciasse sul ponte delle imbarcazioni una grossa zanna, oppure i resti di un uro, di un rinoceronte lanoso o di qualche altro animale estinto. I pescatori erano sconvolti da questi ritrovamenti incomprensibili, e tutto quello che non sapevano come spiegarsi lo ributtavano in mare.

A distanza di qualche generazione, un intraprendente paleontologo dilettante, Dick Mol, riuscì a convincere i pescatori a portargli quello che trovavano e a prendere nota delle coordinate dei punti in cui avvenivano i ritrovamenti. Nel 1985 un capitano portò a Mol una mandibola umana perfettamente conservata e completa di molari consumati dall'uso. Con l'aiuto dell'amico Jan Glimmerveen, anche lui appassionato di paleontologia, Mol fece sottoporre l'osso alla datazione radiocarbonica. Venne fuori che era di 9.500 anni fa, e quindi che l'individuo cui apparteneva era vissuto durante il Mesolitico, che in Nord Europa ebbe inizio al termine dell'ultima glaciazione, all'incirca 12.000 anni fa, e durò fino all'avvento dell'agricoltura, 6.000 anni dopo. "Pensiamo che provenga da una sepoltura che era rimasta indisturbata dal momento in cui quel mondo era scomparso sotto le onde, più o meno 8.000 anni fa, " dice Glimmerveen.


La storia di questa terra scomparsa comincia con il ritiro dei ghiacci. Diciottomila anni fa il livello dei mari intorno all'Europa del Nord era di circa 122 metri più basso di oggi. Allora la Gran Bretagna non era un'isola, ma la propaggine nord-occidentale disabitata del continente europeo, e tra lei e il resto del continente si stendeva una tundra ghiacciata. Man mano che la Terra si riscaldava e i ghiacci si ritiravano, cervidi, uri e cinghiali si dirigevano a nord o a ovest, seguiti dagli uomini che li cacciavano. Provenendo dalle regioni montuose di quella che oggi è l'Europa continentale, si ritrovavano in una vasta depressione pianeggiante.

Gli archeologi chiamano questa depressione Doggerland, dal nome di una estesa secca del Mare del Nord chiamata Dogger Bank, e che occasionalmente crea problemi alla navigazione. Un tempo considerata una semplice striscia di terra in gran parte disabitata che collegava l'Europa continentale e la Gran Bretagna odierne - un luogo di passaggio verso altri luoghi - oggi si ritiene che il Doggerland sia stato colonizzato, forse anche in misura consistente, dai popoli del Mesolitico, fin quando, migliaia di anni dopo, l'inesorabile avanzare del mare non li costrinse a spostarsi. Ne seguì un periodo di sconvolgimenti climatici e sociali che sarebbe durato fino alla fine del Mesolitico, quando ormai l'Europa aveva perduto una parte sostanziosa della sua massa territoriale e appariva più o meno come è oggi.

Molti studiosi sono giunti alla conclusione che Doggerland sia la chiave per comprendere il Mesolitico nel Nord Europa, e che il Mesolitico a sua volta sia un periodo da cui noi - che viviamo un'altra epoca di cambiamenti climatici - abbiamo qualcosa da imparare. Se oggi sappiamo con una certa esattezza come era fatto quel mondo, il merito va a un gruppo di esperti di archeologia del paesaggio dell'Università di Birmingham, guidato da Vince Gaffney. Basandosi sui dati delle prospezioni sismiche raccolti soprattutto dalle società petrolifere che operano nel Mare del Nord, Gaffney e colleghi hanno ricostruito in formato digitale quasi 46.620 chilometri quadrati del territorio sommerso - una superficie più vasta di quella dei Paesi Bassi. (...)

continua su...National Geographic Italia
http://www.nationalgeographic.it/