IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

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LA NUOVA CONOSCENZA

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GdM

sabato 14 luglio 2012

TUMORI : L'ONCOLOGIA VIVE SULLE BUGIE !



Di:  Dott. Giuseppe Di Bella

L'INFORMAZIONE DIFFONDE I CONTINUI SUCCESSI DELLE CURE ONCOLOGICHE CHE GUARISCONO, ORMAI, TUTTI I TUMORI 
Perché allora solo in Italia oltre 400.000 decessi l'anno per malattie neoplastiche, decine di milioni in tutto il mondo? Perché un fallimento di questa portata delle terapie mediche oncologiche?
Perché l'oncologia non è ancora in grado di guarire un solo tumore solido (solo la chirurgia in certi casi  può ottenere la guarigione) malgrado continui, altisonanti annunci di clamorosi progressi e spettacolari scoperte, purtroppo solo mediatiche di un'informazione asservita?
Perché un disastro di queste dimensioni e gravità che  non ha precedenti nella storia della medicina, non porta ancora ad una riflessione seria, onesta  e critica sulle reali cause? A una revisione dei protocolli oncologici  e dei criteri di valutazione delle terapie antitumorali, della valutazione  di scelta dei farmaci e loro associazioni ?
Per motivi semplici e intuibili documentati e verificabili:
- l'evidente frattura tra evidenze scientifiche e pratica clinica, per cui molecole antitumorali di elevata efficacia e tollerabilità come quelle del MDB sono aprioristicamente e irrazionalmente rifiutate.
- la palese contraddizione e completa irrazionalità dei criteri di valutazione oncologici arroccati su paradigmi ripetitivi e superati.
Un chiaro esempio di contraddizione
(la sperimentazione ministeriale sul MDB)
La validità di uno studio clinico ( parametri considerati ufficialmente dal National Cancer Institute ) è determinata in base, e secondo una scala gerarchica di parametri:
•1)      la Progettazione  (che ha 3 gradi decrescenti di valore )
A)  studio clinico in doppio cieco con gruppo di controllo
B)  gruppo di controllo
C)  raccolta di casi clinici
•2)      gli Obiettivi (anche questo parametro presenta 3 sotto-parametri decrescenti nel valore)
A) sopravvivenza
B) qualità di vita
C) dimensioni della neoplasia
La sperimentazione del metodo Di Bella (a parte 10 cause di invalidazione che avrebbero destituito non solo di  validità, ma di decenza qualsiasi sperimentazione (come la somministrazione di farmaci scaduti a 1048 pazienti, errata somministrazione di acetone notoriamente tossico e cancerogeno, di solo di 4 dei 7 farmaci  della terapia, di criteri di arruolamento assolutamente antitetici  a quelli codificati da Prof. Di Bella e verbalizzati in commissione oncologica ecc...) è stata  fatta con il grado più basso di progettazione: raccolta di casi clinici senza doppio cieco e senza gruppo di controllo  e con il più basso grado fra gli obiettivi: la dimensione del tumore. In queste condizioni secondo gli stessi criteri oncologici,  il livello scientifico è scadente e pertanto non può dare alcuna indicazione clinica. Pertanto l'oncologia applicando i  suoi stessi criteri non può riconoscere alcuna validità alla SUA sperimentazione sull'MDB e tuttavia , col pretesto della SUA stessa sperimentazione (ignorando inoltre le numerose e gravi anomalie) pretende di ritenere inefficace il MDB e vietarne l'erogazione ai pazienti .
L'aspetto eticamente e scientificamente più grave è comunque il rifiuto di un esame attento e accurato della realtà, dell'evidenza, della considerazione onesta del dato di fatto, dell'evento  chiaramente documentato, verificabile. In una società ormai impermeabile alla verità,  giunta all'infimo grado di degradazione morale e di perversione della sua storia, la realtà,  l'osservazione diretta e attenta della realtà, da sempre alla base della ricerca scientifica, dell'evento evidente a tutti e documentato, da chiunque verificabile, è rifiutato e sostituito da una realtà artificiale e virtuale,  costruita  dalle multinazionali: la statistica degli studi clinici . Come se ancora esistesse qualcuno talmente ingenuo da non sapere perfettamente come e da chi e con quali finalità e con quali modalità detti studi sono progettati  programmati condotti e conclusi.  Di decine di casi di tumori solidi curati con MDB esiste la completa e inattaccabile documentazione (pubblicata su riviste internazionali) della completa e stabile guarigione senza intervento chirurgico, radio o chemio, con la piena disponibilità dei pazienti di dare ampia e completa collaborazione. Per i signori della chemio che non sono ancora in grado di guarire un solo tumore solido, non desta il minimo interesse, attenzione, curiosità umana o scientifica esaminare accuratamente e dettagliatamente queste realtà , l'ampia documentazione, verificare e studiare a fondo i singoli casi, i meccanismi d'azione attraverso cui si è gradualmente realizzata la guarigione. Per queste sacre, immacolate e disinteressate vestali della medicina e della ricerca, la realtà non conta, il dato di fatto non conta, la verità non conta,  l'evidenza non conta, la logica non conta, la razionalità non conta,  contano i loro funambolismi statistici, i  loro riti e  le  loro procedure, i loro paradigmi grazie ai quali celebriamo in Italia quattrocentomila funerali all'anno di pazienti oncologici che hanno perso la vita per " terapie oncologiche di provata efficacia". 




giovedì 12 luglio 2012

LA "PARTICELLA DI DIO" E I FINANZIAMENTI




di:  Antonio Zecca (Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento). 

"Alcune notizie provenienti dal mondo della scienza hanno la capacità di stimolare l’interesse o la curiosità del vasto pubblico. Cosi mi sono arrivate domande su questa storia della “particella di Dio”. Prima di raccontarvi qualcosa, premetto che questa dicitura dispiace alla maggioranza dei fisici: non è descrittiva e ha l’arroganza di avvicinare la scienza alla religione. Parliamo dunque di “particella di Higgs” perché uno scienziato, Peter certo Higgs, nel 1964 ha previsto l’esistenza di una particella – mai osservata- che dovrebbe essere ultrapesante, molto più di quelle conosciute (elettroni, protoni, neutroni…). Dal 1964 la particella di Higgs non ha mai cessato di essere all’attenzione dei fisici, essenzialmente per due ragioni. Prima ragione perché se realmente esistesse, si potrebbero mettere a posto diverse cose nelle nostre conoscenze attuali sul mondo e sull’Universo. Uno dei problemi aperti  riguarda la “massa mancante” dell’Universo. L’astronomia che tutti conosciamo si affida a osservazioni ottiche: vediamo con opportuni telescopi pianeti, satelliti, stelle, galassie. E’ possibile calcolare la massa di ciò che vediamo. Il guaio avviene quando, basandosi su altre osservazioni, calcoliamo quanto dovrebbe essere la massa totale dell’Universo. Si trova che la massa totale è plausibilmente cinque volte più grande di quella che “vediamo”. E’ stato allora ipotizzato che ciò che manca all’appello sia costituito da  “materia oscura”: cioè non visibile con telescopi ottici (qui ho fatto una semplificazione: gli esperti – i cosmologi- parlano anche di “energia oscura”; ma per oggi ci limitiamo alla “materia oscura”). Ecco, un enorme numero di particelle di Higgs potrebbe essere il costituente della materia oscura. Le particelle di Higgs sono così elusive da essere sfuggite alle nostre osservazioni dal 1964; quindi non stupisce l’idea che quattro quinti della massa dell’Universo, se costituita da particelle di Higgs, non sia visibile con metodi ottici. Ma c’è una seconda ragione per cui la prova dell’esistenza della particella di Higgs è stata inseguita per cinquanta anni. La ragione è che se c’è una speranza di rivelarla, questo si può fare producendo particelle “normali” (protoni, per esempio) ma con energie straordinariamente alte. E per fare questo bisogna costruire “acceleratori di protoni” di dimensioni, complessità e costo straordinariamente alti. Come il Tevatron in America oppure LHC nei laboratori del CERN di Ginevra. Gli americani hanno spento il Tevatron a fine 2011, poco dopo l’entrata a regime di LHC. Con la crisi economica che morde l’America più che l’Europa, non era possibile per la grande scienza americana fabbricare un acceleratore più potente di LHC. Però gli scienziati del Tevatron hanno continuato ad elaborare i dati misurati negli anni precedenti e nei giorni scorsi hanno rilasciato un comunicato alquanto strano: rivendicano di essere stati i primi a rivelare la particella di Higgs, ma non sanno dire se esiste o non esiste. Pochi giorni dopo due gruppi di ricerca che con LHC stanno cercando da anni la particella di Higgs, hanno annunciato di avere la prova della sua esistenza. I due annunci sono probabilmente mosse mediatiche fatte per attirare l’attenzione dei governi finanziatori su questo tipo di ricerche. E’ simultaneamente un modo per giustificare i soldi già spesi e per preparare il terreno ad altre richieste di finanziamento. Infatti fin ora la ricerca sperimentale della particella di Higgs è stato un potente propulsore per ottenere finanziamenti per la “fisica delle alte energie” di cui Tevatron e LHC sono gli ultimi strumenti. Personalmente non ho mai lavorato in fisica delle alte energie, pur avendone avuta l’occasione. Mi sono entusiasmato per la grande tecnologia che è stata dispiegata nella costruzione di queste macchine: l’impresa è paragonabile (e forse maggiore) di quella che ha portato l’uomo sulla luna. Mentre tutta la storia della “particella di Dio” e delle sue implicazioni per la cosmologia che ho cercato di raccontarvi, mi lascia un po’ freddo. Forse questo indica solo la mia ignoranza in materia. Ma forse invece si può applicare alla frase del Premio Nobel Rubbia. La frase è rude come il carattere di Rubbia, ma rende bene l’idea; “una ricerca in fisica è come una donna: o ti attira o non ti attira.”  

Da: “L’Adige” del  7 Luglio 2012

martedì 10 luglio 2012

ANGELI INVISIBILI A MILANO





UN BUON ESEMPIO

 da vanityfair.it
 "
Una storia, quella di un «angelo del bene» senza nome, ci ricorda che al di là dei famosi luoghi comuni, nelle grandi metropoli esistono anche persone di grande umanità, che fanno della comunità una famiglia.
L'angelo invisibile di Milano salda i debiti, paga gli affitti, paga il bollo della macchina a perfetti sconosciuti che ne hanno bisogno. Ha aiutato Noemi, una pensionata finita nel girone di poveri che vive nelle case popolari di Via Molise e aveva bisogno di un frigorifero nuovo. Salvatore, invece, si era indebitato per far studiare i suoi figli, e il benefattore senza nome è arrivato in suo aiuto. E ancora: il piccolo Mohamed, con una rara malattia genetica, ora può tornare in Tunisia, Anna e Virginia, senza pensione, né posto di lavoro hanno saldato i loro debiti grazie a lui.
«Ho lavorato nelle grandi banche, e so che ci sono centinaia di manager milionari che potrebbero fare quello che faccio io», dice l'uomo al Corriere della Sera. Il suo nome, ha ragione, non conta. Il suo esempio sì, però. «Perché l'anomalia non sono io. E' chi volta le spalle a chi è stato sconfitto dalla vita», conclude l'uomo che ai suoi figli insegna: «Chi ha deve aiutare chi non ha». "



domenica 8 luglio 2012

LHC, osserva una nuova particella: è il bosone di Higgs o altro?


 I media hanno fatto un po' di confusione nel presentare "la scoperta" i titoli dati alla maggior parte degli articoli pubblicati non sono infatti del tutto esatti, Corrado Ruscica ci spiega perché.
prima diciamo chi è Corrado Ruscica
Corrado Ruscica: 
Education:
1993/97 - Doctoral Fellowship in Astronomy, University of Milan
1986/92 - Doctor Degree in Astronomy, University of Bologna
Fields of interest:Extragalactic astronomy (AGNs, exotic objects);
Cosmology;Particle physics;Bioastronomy
SETI
Activity:
Freelance science writer and communicator
Lecturer, Planetarium of Milan
Author (astronomy magazines, webzines)
Member of:
TeamSETI - Search for Extra Terrestrial Intelligence
EAAE - European Association for Astronomy Education;uAI - Italian Amateur Astronomers
"Per la comunità scientifica internazionale, la data del 4 luglio 2012 potrebbe rappresentare una pietra miliare. Ma facciamo un passo indietro anche per mettere chiarezza su ciò che è stato detto e presentato dai portavoce degli esperimenti CMS e ATLAS del Large Hadron Collider (LHC) durante il seminario tenutosi al Cern di Ginevra.
Ho letto tutta una serie di titoli sul web in cui i media hanno riportato la "scoperta della particella di dio" ma bisogna dire che le cose non stanno proprio così.
Il bosone di Higgs, una particella ipotizzata già nel 1964 da Peter Higgs, rappresenta una sorta di ultimo tassello mancante nell'ambito del modello standard, la teoria che descrive le proprietà ed il comportamento delle particelle elementari e delle interazioni fondamentali.
La caccia a questa particella, definita fantasiosamente la "particella di dio" e che a me piace definire anche come la "particella della creazione", dura ormai da oltre 40 anni.
Capire se questa particella esista, o meno, è di fondamentale importanza dato che spiegherebbe, in maniera semplice ed elegante, il meccanismo mediante il quale le particelle acquisiscono la massa, uno degli obiettivi della ricerca per cui è stato costruito LHC.
Ora, dopo aver analizzato una lunga serie di dati raccolti tra il 2011 e il 2012, i risultati degli esperimenti CMS e ATLAS  suggeriscono chiaramente la presenza di un segnale a livello di 50 rispetto al rumore: ciò si traduce in termini di un nuovo bosone scalare, rivelato per la prima volta, la cui massa stimata ha un valore di 125,3 GeV, secondo i dati di CMS, e 126,5 GeV secondo i dati di ATLAS.
Questi risultati sono consistenti nell’ambito del modello standard con la massa dell’atteso bosone di Higgs, tuttavia occorreranno ulteriori dati per capire di quale bosone si tratti in definitiva o se si tratti di una particella più esotica che emerge da una nuova fisica che ancora ignoriamo e che potrebbe essere significativa per comprendere la natura del 96% dell'Universo. 
Per fare un parallelo, mi piace riportare un esempio che mi è stato suggerito da Paola Catapano, Science Communicator del Cern. In altre parole, ad oggi la situazione è simile a quella con cui si dà la caccia ad un ricercato di cui abbiamo l'identikit. 
Qualche mese fa pensavamo che fosse nascosto in qualsiasi parte del mondo, poi si scopre che si trova in una città ben precisa ed in un particolare quartiere di cui abbiamo l'indicazione dell'edificio. Però, non sappiamo se è vivo o morto. Per svelare il mistero, immaginiamo di inviare una spy-cam che ci svela sorprendentemente l'immagine di un uomo completamente diverso. Dunque lo vediamo ma solo attraverso le immagini della spy-cam nel senso che non l'ho abbiamo ancora catturato e per cui è solo una questione di tempo. 
 Il passo successivo sarà quello di pianificare un accerchiamento più ravvicinato anche per capire se si tratta di un sosia del nostro ricercato, di cui ci possono essere tante versioni diverse, oppure se si tratta proprio del nostro ricercato. 
La caccia, quindi, continua. "
Corrado Ruscica
[per maggiori approfondimenti: AstronomicaMens]

da: Scienza e Conoscenza

venerdì 6 luglio 2012

Bosone Higgs


Siamo felici di sapere che sia stato dato l'annuncio che il bosone di higgs è stato trovato.
Tuttavia  sembra di capire, se non interpreto male,  che bisognerà aspettare ancora del tempo per avere definizioni più precise e risultati migliori su quanto avvenuto, sulla base delle dichiarazioni fatte dagli addetti ai lavori.

"non c’è una certezza al 100% della sua esistenza " (soverato news ) ma al 99,9..

«l’evidenza statistica adesso è molto più pregnante, il significato statistico è molto migliorato."

ci dice Marco Napolitano, ordinario di Fisica Nucleare e Subnucleare presso l’Università “Federico II” di Napoli
                 ora  «si è raggiunta un’accuratezza di 4-5 deviazioni standard"

        " La particella in questione non si è vista, ma durante lo scontro gli scienziati ne hanno intercettato gli effetti ...
Provando a spiegarlo con parole semplici, il professor Heuer ha preso come esempio la sala della conferenza stampa, in cui i giornalisti, disposti a una regolare distanza l’uno dall’altro, rappresentano le particelle nello spazio.
All’arrivo di un personaggio esterno nella stanza, le particelle-giornalisti si avvicinano improvvisamente l’una all’altra chiedendosi chi sia e formando un agglomerato che può essere paragonato alla massa. Lo sconosciuto entrato nella stanza rappresenterebbe il bosone di Higgs. "( da www.newreportnews)

 poi si aggiunge che verranno fatti altri esperimenti e approfondimenti .

martedì 3 luglio 2012

SI AVVICINA IL GIORNO DEL "BOSONE DI HIGGS" TRA INDISCREZIONI E PRUDENZA.




NEL DICEMBRE 2011, ABBIAMO COMMENTATO  ASPRAMENTE I PRIMI RISULTATI DI QUESTA RICERCA, CON UN INFUOCATO DIBATTITO. ORA, FORSE, SIAMO ARRIVATI AL DUNQUE.
PROSSIMAMENTE NE RIPARLEREMO ED OSPITEREMO I PARERI DI MOLTI ESPERTI, VEDREMO SE LA RICERCA “MULTIMILIARDARIA” DEL CERN STA ANDANDO NELLA GIUSTA DIREZIONE….OPPURE NO. 

"La settimana scorsa il CERN ha annunciato che i più recenti risultati della ricerca sul bosone di Higgs verranno presentati a Ginevra il 4 luglio alle 9.00 in un seminario ed una conferenza stampa che si potranno seguire in diretta sul web (con il commento in italiano anche su Focus.it).
Questo appuntamento coincide in maniera non casuale con l’inizio di ICHEP, l’International Conference on High Energy Physics, una delle più importati conferenze di fisica delle particelle al mondo dove i ricercatori delle collaborazioni del Large Hadron Collider impegnati in queste analisi, ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS) e CMS (Compact Muon Solenoid), saranno presenti in forze per fornire ulteriori dettagli sulla questione.
Indiscrezioni e prudenza
 Quello che suggeriscono i soliti pettegolezzi che precedono incontrollabili (e non verificabili) questi eventi è che i nuovi dati continueranno a mostrare un segnale simile a quello già individuato e presentato a dicembre 2011 durante una conferenza curata dai leader dei due team, Fabiola Gianotti e Guido Tonelli, ma con una maggiore significatività statistica, sottolineando che quello su cui ci si dovrà concentrare sarà la compatibilità di questo segnale con le previsioni del Modello Standard, la teoria che descrive le particelle elementari e le loro interazioni.
Come procede la ricerca
 Da allora i ricercatori del CERN hanno potuto contare su un numero sempre maggiore di collisioni tra i fasci di protoni che circolano nel tunnel, centinaia di trilioni al secondo, ad energie più alte (i fasci ora girano nel tunnel con un’energia di 4 TeV ciascuno). In queste condizioni si dovrebbe ottenere un maggiore tasso di produzione del presunto bosone di Higgs - il team CMS aveva dichiarato di aspettarsi di produrre in media, se esiste, un Higgs ogni ora - e, soprattutto, una restrizione dell’intervallo di massa in cui lo si sta cercando (che si trova attorno ai 125 GeV, una massa circa 125 volte quella del protone).

Dov'è il bosone di Higgs?
 Se è vero che ATLAS e CMS hanno visto qualcosa nella stessa regione e con le stesse caratteristiche di quello che era già stato trovato l’anno scorso vuol dire che gli indizi si stanno trasformando in prove. Per questo sarà estremamente importante seguire con attenzione tutto quello che verrà detto a Ginevra, cosa che di sicuro farà il presidente dell’INFN che ha invitato giornalisti e operatori dei media a partecipare ad un evento parallelo a quello di Ginevra e che si terrà nella sede dell’Istituto a Roma".

da:

sabato 30 giugno 2012

" AMMAZZATE LA FAME, NON L'UOMO, PAGATE IL DEBITO ECOLOGICO, NON IL DEBITO ESTERO ! "




21 giugno 2012 – Discorso di Evo Morales durante la Seduta Plenaria al Summit ONU RIO+20
“ I popoli del Sud oggi festeggiano il nuovo anno Andino Amazzonico, festeggiano l’Inti Raimy, in quechua Festa del Sole, l’Inca Cuti, in Aymara il ritorno del padre sole, l’orologio cosmico che ci indica i secoli della Madre Terra. Oggi anche in Bolivia è festa, festeggiamo l’anno nuovo andino amazzonico. Voglio fare gli auguri a tutti i popoli del sud, specialmente al movimento indigeno, ai popoli originari.

Vent’anni fa, al Vertice della Terra realizzato qui in Brasile, si poneva una riflessione profonda sulla vita e sull’umanità prendendo in considerazione il nostro pianeta terra. Ricordo il grande messaggio di un uomo saggio, Fidel Castro, presidente e Comandante della Cuba Rivoluzionaria che ci diceva «ammazzate la fame, non l’uomo, pagate il debito ecologico, non il debito estero». Adesso ci rendiamo conto che quest’uomo aveva ragione, quando affermiamo che bisogna condannare il debito del sistema capitalista, giacchè noi Paesi cosiddetti poveri, o in via di sviluppo, sentiamo che il debito dei paesi capitalisti è impagabile.
In questa conferenza è importante fare profonde riflessioni tenendo presenti le generazioni future. Si discute sulla cosiddetta Economia Verde che, secondo il sentimento dei movimenti sociali del mondo, e specialmente del movimento indigeno, è il nuovo colonialismo per sottomettere i nostri popoli e i governi anticapitalisti.
L’ambientalismo dell’economia verde è un nuovo colonialismo con doppia faccia, da una parte è un colonialismo della natura, dato che commercializza le risorse della vita e dall’altro è un colonialismo dei paesi del Sud, che portano sulle loro spalle la responsabilità di proteggere l’ambiente distrutto dall’economia capitalista industriale del Nord.
Questo cosiddetto ambientalismo commercializza la natura convertendo ogni albero, ogni pianta, ogni goccia d’acqua e ogni essere della natura, in una merce sottomessa alla dittatura del mercato che privatizza la ricchezza e socializza la povertà.
L’economia verde usurpa la creatività della natura, che è patrimonio comune di tutti gli esseri vivi esistenti, con il fine di espropriarla per il tornaconto privato giustificato con la stessa scusa della tutela della natura. È una strategia imperialista che quantifica le nostre risorse naturali: ogni fiume, ogni lago, ogni pianta ogni prodotto naturale viene tradotto in denaro, per il profitto aziendale e la loro privata appropriazione. Nel conferire una redditività economica alla natura, la fonte di vita di tutte le generazioni si converte in un bene privato per il beneficio di alcune persone. Tale redditività è solamente una delle realizzazioni del capitalismo distruttore.
Ma l’ambientalismo del capitalismo, l’economia verde, è anche un colonialismo depredatore perché permette che gli obblighi che hanno i paesi sviluppati di preservare la natura per le generazioni future, siano imposti ai paesi chiamati in via di sviluppo, mentre i primi si dedicano in modo implacabile a distruggere l’ambiente. I paesi del Nord si arricchiscono grazie a un’orgia depredatoria delle fonti naturali della vita e ci obbligano, noi paesi del Sud, ad essere i loro guardaboschi poveri.
Hanno la pretesa di eliminare la nostra sovranità sulle nostre risorse naturali, limitando e controllando l’uso e lo sfruttamento delle nostre stesse risorse. Vogliono creare meccanismi d’intromissione, per erigere, monitorare, giudicare e controllare le nostre politiche nazionali. Hanno la pretesa di giudicare e castigare l’uso delle nostre risorse con argomenti ambientalisti.
Vogliono uno Stato debole, con istituzioni deboli, sottomesse, senza organizzazione, che gli regali le risorse naturali, come è sempre successo nella storia. Per questo è così importante una profonda riflessione in questa conferenza internazionale, su come il capitalismo dell’economia verde promuove la privatizzazione e la commercializzazione della biodiversità e il traffico delle risorse genetiche. La biodiversità per l’Economia Verde non è Vita è un affare, per questo arrivo alla seguente conclusione: in questa conferenza, per il capitalismo la vita non è un diritto ma soltanto un affare e utilizza l’ambiente con fini colonizzatori.
Cari presidenti, non è possibile che la cosiddetta civilizzazione di 200 o 300 anni possa distruggere la vita armoniosa nella quale hanno vissuto i popoli indigeni per più di 5000 anni, questa è la profonda differenza tra l’occidente e i paesi del sud, specialmente con i movimenti sociali che vivono in armonia con la Madre Terra.
Un piccolo contributo dalla Bolivia per questa lotta è l’approvazione della Legge della Madre Terra e sviluppo integrale per vivere, approvata due giorni fa dal Senato, il suo obiettivo è vivere bene in sviluppo integrale attraverso l’armonia e l’equilibrio con la Madre Terra, per costruire una società giusta, equa e solidaria e senza povertà.
Per ottenere lo sviluppo integrale abbiamo bisogno di realizzare in modo complementare, compatibile e interdipendente i seguenti diritti:
1. I diritti della Madre Terra
2. I diritti dei popoli indigeni
3. I diritti dei poveri a superare la povertà
 4. Il diritto del popolo boliviano a Vivere Bene
5. Il diritto e l’obbligo dello Stato allo sviluppo sostenibile
Non possiamo svilupparci senza toccare la Natura, ne’ svilupparci distruggendo la Natura, per questo la nostra legge propone la complementarietà di questi diritti. Oltre a ciò la nostra Legge crea anche l’Ente Plurinazionale di Giustizia Climatica, per gestire l’adattamento e la mitigazione climatica e crea un Fondo Nazionale di Giustizia Climatica. Una piccola esperienza vissuta fino ad ora in Bolivia, con lo scopo del vivere bene del nostro popolo, è il recupero delle nostre risorse naturali. Attraverso questo la nostra economia nazionale è migliorata sensibilmente. Vi posso riportare tre esempi: l’impresa più grande della Bolivia, Yacimientos Petrolíferos Fiscales Bolivianos, nel 2005 rendeva appena 300.000.000 dollari, dopo la sua nazionalizzazione quest’anno riceverà 3.500.000.000 dollari grazie alla lotta del popolo boliviano e alla realizzazione del suo mandato di nazionalizzare le nostre risorse naturali.
Sappiamo di essere un piccolo paese, chiamato paese povero e in sviluppo, le nostre riserve internazionali dell’anno 2005 erano 1700.000.000 dollari, quest’anno stiamo arrivando a 13000.000.000 di riserve internazionali. L’investimento pubblico in Bolivia nel 2005, prima che io arrivassi alla presidenza, era di 600.000.000 dollari, di cui il 70% erano crediti e donazioni, quest’anno l’investimento è programmato per più di 5.000.000.000 dollari. Potete immaginare com’è cambiata la nostra economia dopo aver recuperato e nazionalizzato gli idrocarburi? E’ un’esperienza molto importante il recupero delle nostre risorse naturali; con molto rispetto invito i paesi del mondo a recuperare e nazionalizzare le proprie risorse naturali. Le risorse naturali sono dei popoli e devono stare sotto il controllo dello Stato e non possono essere un beneficio economico delle transnazionali.
Un’altra esperienza riguarda i servizi di base, che non potranno essere mai un affare privato. In Bolivia ad esempio i servizi di telecomunicazione e l’acqua erano privati, dopo essere arrivato alla presidenza, è iniziata questa forma di recupero dei servizi di base. Lo Stato ha il dovere di dire no alle privatizzazioni, giacchè nessuna attività delle transnazionali ci aiuta a risolvere i problemi sociali così importanti in Bolivia.
Care compagne e compagni presenti, sarebbe veramente importante pensare alle generazioni future, e possiamo farlo solamente ponendo fine ai modelli di saccheggio che depredano e distruggono le nostre risorse naturali.
Il capitalismo non è una soluzione, mi dispiace molto che si stia creando un seguito alla cosiddetta economia verde, dato che questa è il nuovo colonialismo per sottomettere i popoli e i governi anti-imperialisti e anticapitalisti, per questo vi esorto a riflettere per il bene delle future generazioni, se vogliamo passare alla storia e se vogliamo che questo evento sia importante, non abbiamo altra alternativa: dobbiamo approvare un documento che permetta di porre fine alle politiche economiche, ecologiche e sociali che stanno portando il mondo alla distruzione dell’umanità.
Presidenti vi ringrazio per la vostra attenzione, giacchè è molto importante che tutti i popoli del mondo continuino a lavorare insieme. 

 Evo Morales Ayma – Presidente della Bolivia
Plenaria, Conferenza Onu Rio +20, Rio de Janeiro, 21 giugno 2012
Traduzione a cura di A Sud [www.asud.net]
Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it
Tratto da: La “green economy” è il nuovo colonialismo | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/06/29/la-green-economy-e-il-nuovo-colonialismo/#ixzz1zGiTiFi2

 - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!