IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens
VIDEO TRAILER

VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO
VIDEO SINOSSI DELL' UOMO KOSMICO
Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

LA NUOVA CONOSCENZA

GdM

mercoledì 11 luglio 2018

I BARIONI E L'ULTIMA "FETTA" DELL'UNIVERSO...


Rappresentazione artistica del mezzo intergalattico caldo e caldissimo, una miscela di gas con temperature che vanno da centinaia di migliaia di gradi (caldo) a milioni di gradi (caldissimo) che permea l’universo in una struttura simile a una ragnatela filamentosa. Crediti per l’illustrazione e la composizione: ESA / ATG medialab; dati: ESA / XMM-Newton / F. Nicastro et al. 2018; simulazione cosmologica: R. Cen


Ricercatore italiano dice di aver risolto (dopo 20 anni) uno dei più grandi misteri dell'astrofisica moderna.

Scoperta l'ultima fetta di Universo composto di materia ordinaria ma sfuggito fino ad oggi all'osservazione degli scienziati: i barioni erano il pezzo mancante della materia che forma stelle, pianeti, gas, polveri e anche noi stessi. Con questa scoperta si completa quel 5% di Universo ora conosciuto, mentre resta 'nascosto' il rimanente 95% di cosmo fatto di materia oscura ed energia oscura ancora tutto da rivelare. La scoperta è stata realizzata grazie all'osservazione più lunga mai realizzata di un singolo quasar da parte del telescopio XMM-Newton dell'Esa. "Le nostre osservazioni, giunte dopo diciotto anni di incessanti tentativi da parte di diversi gruppi di ricerca nel mondo, hanno finalmente individuato la materia ordinaria mancante dell'Universo" afferma Fabrizio Nicastro, ricercatore dell'Inaf e primo autore dell'articolo. "La materia che abbiamo trovato è esattamente nella posizione e nella quantità predette dalla teoria, quindi possiamo dire di aver risolto uno dei più grandi misteri dell'astrofisica moderna: quella dei barioni mancanti".


                                               La composizione cosmica della materia ordinaria. Crediti: ESA

Risolto uno dei più grandi misteri dell'astrofisica moderna?

Gli scienziati dell'Inaf evidenziano che ci sono voluti circa vent'anni di ricerca, ma alla fine sono stati trovati proprio dove e come la teoria aveva previsto: "Stiamo parlando dei barioni mancanti, vale a dire la materia ordinaria, una cui considerevole porzione sembra essere scomparsa sotto i nostri occhi negli ultimi dieci miliardi di vita dell'Universo". "Sappiamo ormai da decenni che il 30-40 percento dei barioni che ci aspettiamo di trovare nell'Universo locale sfuggono alle osservazioni. I barioni sono ciò che consideriamo materia ordinaria, vale a dire stelle, pianeti, gas, polveri e anche noi stessi". Teoria e osservazioni indirette di questa materia durante le prime fasi di vita dell'Universo, chiariscono gli scienziati dell'Inaf, "sono in grado di fornire sia stime di quantità, facendo emergere la considerevole porzione di materia mancante, sia una possibile soluzione a questo rompicapo. Stando ai modelli, infatti, i barioni "sfuggenti" si troverebbero lungo filamenti di gas che collegano tra loro le galassie. Questi filamenti sono formati principalmente da idrogeno ionizzato, e quindi sono molto deboli e difficili da osservare". Ma, grazie all'avvento, circa 20 anni fa, degli osservatori spaziali ai raggi X in grado di effettuare misure spettroscopiche ad alta risoluzione, gli astronomi hanno potuto iniziare ad indagare questo mistero. Nonostante i numerosi sforzi, fino ad ora però erano state realizzate rilevazioni non conclusive, "con bassa significatività". Per ottenere qualche indizio in più su questa grossa porzione di materia mancante, i ricercatori hanno puntato il telescopio XMM-Newton dell'Esa sul quasar chiamato 1ES 1553+113. Grazie alle osservazioni pianificate dal team tra il 2015 e il 2017, e a una serie di puntamenti precedenti, disponibili in archivio, il set di dati è arrivato a coprire in tutto tre settimane di osservazione continua: l'esposizione più lunga in assoluto su una singola sorgente di quel tipo. L'incredibile mole di informazioni spettroscopiche raccolta si è trasformata in una "radiografia" dettagliata del materiale che si trova tra noi e il quasar. Questo ha permesso ai ricercatori di scoprire una serie di "deboli righe di assorbimento dovute alla presenza di enormi quantità di barioni nascosti nel materiale caldo e gassoso che si estende anche per milioni di anni luce tra una galassia e l'altra".

Da:

…MA COSA SONO I BARIONI?

I barioni sono un gruppo di particelle subatomiche composte costituite da tre quark. Fanno parte della famiglia degli adroni, che comprende tutte le particelle formate da quark e soggette perciò alla forza nucleare forte. Il termine barione deriva dal greco βαρύς (barys), che significa "pesante", e fu dato alle particelle caratterizzate da una massa maggiore rispetto alle altre fino ad allora conosciute. I barioni più noti sono i protoni e i neutroni, che costituiscono la maggior parte della massa della materia visibile nell'universo (l'altro componente maggiore degli atomi, l'elettrone, ha massa circa 1800 volte inferiore). Essendo composti da un numero dispari di fermioni elementari, ed avendo di conseguenza spin semintero, i barioni sono fermioni.

Perche sono fermioni?

In fisica i fermioni, così chiamati in onore di Enrico Fermi, sono le particelle che seguono la statistica di Fermi-Dirac. Costituiscono, insieme ai bosoni, una delle due classi fondamentali in cui si dividono le particelle. Elementi distintivi principali dei fermioni sono l'obbedire al principio di esclusione di Pauli e il possedere sempre massa, mentre i bosoni elementari ne sono in diversi casi privi. Tutta la materia conosciuta è costituita da fermioni, che sono responsabili, direttamente o attraverso la loro forza attrattiva, della massa rilevabile in natura.

PER APPROFONDIMENTI:






SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs





sabato 7 luglio 2018

LA BIOLOGIA DI MARTE


Su Marte rilevata la materia organica più complessa mai trovata prima.

La NASA ha rilevato la presenza della più complessa materia organica mai trovata sulla superficie di Marte. Una svolta nello studio della vita sul pianeta rosso, hanno riferito gli scienziati. Il rover Curiosity ha anche scoperto le prove di variazioni stagionali delle emissioni di metano, indicando che la fonte di questo gas – spesso un segno di attività biologica – proviene dal pianeta stesso. Il metano può essere immagazzinato in strati di ghiaccio sotto la superficie. Campioni di materiale organico da rocce di 3,5 miliardi di anni sono stati rimossi a cinque centimetri di profondità alla base del Monte Sharp, all’interno del Gale Crater, considerato un lago antico. “È una svolta significativa perché ci mostra che il materiale organico è conservato negli ambienti più difficili su Marte“, ha detto l’autrice principale di uno dei due studi pubblicati sulla rivista Science, l’astrobiologa Jennifer Eigenbrode della NASA. Per la studiosa, la scoperta di questa materia complessa può consentire “di trovare qualcosa di meglio conservato che contenga una firma della vita“.


Ancora prodigi per il l rover Curiosity:

Curiosity, arrivato sul pianeta rosso nel 2012 (ed attualmente in standby forzato), aveva già scoperto materia organica nel 2014, ma in piccole quantità. “Questo studio mostra in dettaglio la scoperta di composti organici complessi e distinti nel sedimento. “Questo non vuol dire che attualmente ci sia vita, ma i composti organici sopra menzionati sono i mattoni primordiali della vita” , ha dichiarato Sanjeev Gupta, professore di Scienze della Terra presso l’Imperial College di Londra.

http://va.newsrepublic.net/a/6565473844281213449?user_id=6499149907327206410&language=it&region=it&app_id=1239&impr_id=6565724007658703114&gid=6565473844281213449&c=sys

PER APPROFONDIMENTI:






SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs





mercoledì 4 luglio 2018

LA PROTO-NEUROCHIRURGIA


Gli Inca (ma non solo loro) erano abilissimi neurochirurghi.


                                 Cranio che mostra trapanazione multipla a scopo medico

I tassi di sopravvivenza degli interventi di trapanazione del cranio durante il periodo dell'impero Inca erano molto più alti di quelli dei chirurghi che operavano durante la Guerra Civile americana, oltre 400 anni dopo.

Un'incisione del 1525 sulla trapanazione. Immagine: Peter Treveris/Heironymus von Braunschweig. 

La trapanazione del cranio è un tipo di intervento chirurgico che consiste nel praticare un foro nel cranio mediante un trapano. Questa operazione veniva eseguita frequentemente già nell’antichità (secondo alcuni si tratta infatti del più antico esempio di chirurgia, se ne ritrovano indizi a partire dal Neolitico), senza anestesia né sterilizzazione, come trattamento per diversi disturbi, tra cui crisi epilettiche ed emicranie, oltre che nel caso di ferite alla testa. Diffusa in tutte le parti del mondo, questa tecnica sembra tuttavia essere stata particolarmente praticata dalle popolazioni pre-colombiane, come quella degli Inca, dell’America latina. Infatti, il Perù detiene il record del maggior numero di reperti di crani trapanati riportati alla luce, con alcuni singoli crani che sembrano essere sopravvissuti al trattamento diverse volte (un cranio presentava segni di 7 diversi interventi). E, secondo i ricercatori, i tassi di sopravvivenza di questi interventi, considerate le condizioni in cui venivano eseguiti, sono davvero straordinari. In uno studio, pubblicato su World Neurosurgery, un gruppo di scienziati della Tulane University di New Orleans ha esaminato l’evoluzione di questa pratica in Perù per oltre 2000 anni, a partire dal 400 a. C. fino alla metà del 1500, per osservarne i cambiamenti nel tempo e per evidenziare le differenze su come lo stesso tipo di intervento veniva praticato da altre popolazioni, come ad esempio nell’Europa medievale o durante la Guerra Civile Americana. Durante la ricerca, il team ha analizzato oltre 800 crani trapanati, e ha raccolto importanti dati riguardo la demografia, la tecnica e i tassi di sopravvivenza di questo tipo di intervento (se, per esempio, l’osso attorno al buco è frastagliato e non liscio, si può infatti ipotizzare che il paziente sia morto durante l’intervento o poco dopo). Questi risultati sono stati poi confrontati con i dati a disposizione su questa procedura durante il medioevo e durante il 19esimo secolo, fino alla Guerra Civile. Dai risultati, è emerso che il tasso di sopravvivenza per la procedura in Perù era di circa il 40% dal 400 al 200 a.C., del 91% nei campioni datati tra il 1000 e il 1400 d.C. e variabile tra il 75 e l’83% durante il periodo dell’impero Inca, tra il 1400 e il 1500. In confronto, il tasso di sopravvivenza per lo stesso intervento durante la Guerra Civile Americana era compreso tra il 44 e il 54%, e quindi nettamente inferiore. Inoltre, la tecnica dei chirurgi Inca sembrava anche migliorare nel tempo, con buchi più piccoli e incisioni più precise, che riducevano quindi il rischio di sviluppare un’infezione.


PER APPROFONDIMENTI:






SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs





sabato 30 giugno 2018

VACCINI E ADIUVANTI



Alluminio nei vaccini: nuovo studio scientifico proverebbe che non è dannoso.

Prima era il mercurio, oggi è l’alluminio. Più di tutte le altre sostanze, infatti, l’idrossido di alluminio – un adiuvante utilizzato per amplificare la risposta immunitaria stimolata da un vaccino – è diventato oggetto principale delle critiche NoVax in merito alla sicurezza sanitaria delle pratiche vaccinali. Che dal punto di vista scientifico non ci siano evidenze sulla pericolosità dell’alluminio presente nelle soluzioni iniettate non è certo una novità. Un recente studio clinico confermerebbe l’inconsistenza delle tesi allarmistiche sull’alluminio ed è stato appositamente concepito proprio con l’intento di analizzare le obiezioni specifiche che la comunità antivaccinista solleva più spesso. Il paper, uscito a inizio primavera, è stato pubblicato sulla rivista Academic Pediatrics, un giornale di impact factor intermedio e i cui articoli sono sottoposti a procedura di peer review. Va detto: non si tratta di uno studio particolarmente esteso (ha coinvolto poco meno di 100 bambini di un unico centro di ricerca) né di straordinaria autorevolezza, ma è interessante poiché ha indagato specificamente le tesi più presenti nella discussione sui social e sui giornali.

Un po’ di numeri sull’alluminio:

La prima domanda a cui si è tentato di dare risposta è: quanto alluminio viene iniettato con le vaccinazioni e, soprattutto, che fine fa? Ciascuna dose di vaccino contiene da 0,125 a 1,5 milligrammi di alluminio (a seconda della formulazione specifica), dunque in un anno un bambino ne riceve al più una decina di milligrammi. Il numero di per sé è poco significativo, ma ha senso confrontarlo con le altre possibili fonti di assunzione di alluminio, il cosiddetto alluminio ambientale. Prendendo un arco temporale di riferimento di un anno, come ricorda Skeptical Raptor, un bambino allattato al seno ingerisce 14 milligrammi di alluminio, che diventano 76 con il latte artificiale e 234 con quello di soia. Poi c’è la respirazione: dato che ogni metro cubo d’aria contiene circa mezzo microgrammo di alluminio, grossomodo un bambino ne inspira ogni anno da 1 a 10 milligrammi, a seconda della qualità dell’aria. Da adulti, poi, sia tramite l’alimentazione sia per via della maggiore capacità polmonare, le quantità di alluminio assunte sono significativamente maggiori. Anche nella migliore delle ipotesi, dunque, la quantità di alluminio che comunque entra nel corpo del bambino è leggermente maggiore di quella iniettata tramite i vaccini. Più spesso, la differenza arriva anche a uno o due ordini di grandezza. A questo va aggiunto che normalmente l’alluminio non si accumula nel nostro organismo, ma viene prontamente espulso grazie all’attività renale. Ciò che rimane può essere comunque misurato grazie a raffinate tecniche di spettroscopia di massa, capaci di determinarne la concentrazione ad esempio nel sangue e nei capelli. Il gruppo di ricerca dell’ospedale pediatrico di Boston, in particolare, ha confrontato le concentrazioni di alluminio presenti a livello ematico e nei capelli tra bambini vaccinati e non. Che cosa si è trovato? Non c’è alcuna correlazione tra il numero di vaccinazioni a cui si è stati sottoposti e la concentrazione di alluminio residuo presente nel nostro corpo. La quantità di alluminio presenta una forte variabilità da soggetto a soggetto in base a una moltitudine di fattori, fra cui anche l’età, ma non c’è alcun legame statisticamente rilevante con la storia vaccinale. Vaccinarsi, dunque, non fa aumentare la quantità di alluminio presente nel nostro corpo, al netto dell’attività renale.

Alluminio e disturbi cognitivi:

La tipica tesi sulla pericolosità dell’alluminio presente nei vaccini si compone di due parti: più vaccini significano più alluminio nel corpo (ipotesi già smentita) e poi l’alluminio in eccesso determina lo sviluppo di disturbi cognitivi. Anche per quest’ultimo punto i ricercatori hanno misurato le quantità di alluminio presenti nel sangue e nei capelli dei bambini sani, confrontandole con quelle di bambini affetti da patologie di vario genere che riguardano l’apprendimento e il linguaggio. Analizzando i dati, si è visto che non solo in generale manca un legame tra livelli di alluminio e lo sviluppo dei disturbi, ma che anzi per alcune patologie specifiche è possibile esista una correlazione inversa, ossia che più alluminio determini una minor probabilità di sviluppare il disturbo.Si tratta di un’ipotesi ancora da approfondire, ma potremmo arrivare alla situazione paradossale in cui assumere alluminio diventa un buon modo per limitare l’incidenza proprio di quei disturbi cognitivi che oggi qualcuno (senza fondamento scientifico) ancora imputa all’alluminio. Con più probabilità, come ricordano gli stessi autori dello studio, ricerche più approfondite dimostreranno che la concentrazione di alluminio è scollegata allo sviluppo di disfunzioni motorie, dello sviluppo o cerebrali.


PER APPROFONDIMENTI:






SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs






martedì 26 giugno 2018

LE LOCUSTE...UMANE



Specie umana: è lo 0,01% del pianeta ma s’è mangiata l’83% dei mammiferi e il 50% delle piante

Esiste un modo efficace per valutare la presenza della specie homo sapiens sul pianeta Terra: in termini di biomasse (il peso degli organismi) la sua incidenza vale solo lo 0,01% rispetto a tutte le altre forme viventi. Una conferma, se vogliamo, della nostra finitezza e insignificanza.Tuttavia, sia pur così marginale e irrilevante dal punto di vista quantitativo, l’uomo è un mostro divoratore di tutto ciò che lo circonda: nella sua breve esistenza, ma soprattutto nell’ultimo miglio (gli ultimi 50 anni) ha distrutto l’83% della classe di vertebrati cui appartiene, i mammiferi. E il 50% delle specie vegetali. 7,6 miliardi di persone, l’attuale popolazione mondiale, rappresentano una goccia nel mare della vita biologica, ma l’impatto delle attività umane è incommensurabilmente schiacciante rispetto a quanto di vivo lo circonda. Queste le conclusioni della ricerca portata avanti da Ron Milo al Weizmann Institute of Science di Israel, un lavoro pubblicato su Pnas. I risultati, anche se le cifre non possono essere precise, ma utili soltanto a farsi un’idea, ci dicono questo: tutta la vita sulla Terra è costituita dall’82% da piante, dal 13% di batteri, dal 5% di animali (insetti, funghi, pesci e altre specie) e soltanto dal 0,01% dall’uomo. L’86% della vita si trova sulla terraferma, l’1% negli oceani e il 13% sottoterra (soprattutto batteri).


PER APPROFONDIMENTI:






SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs





domenica 24 giugno 2018

NUOVI PARADIGMI, ETICI E RAZIONALI, PER LA RICERCA SCIENTIFICA



DEL DR. GIUSEPPE DI BELLA

L’inarrestabile, rapida, epidemica progressione dell’incidenza dei tumori, mi ha portato a  documentare, spiegare, e divulgare la concezione terapeutica, il meccanismo d’azione, il sinergismo fattoriale dei principi attivi  alla base di una reale,  scientifica ed efficace  prevenzione farmacologica e terapia dei tumori. Ad oggi sono pubblicati  sulla massima banca dati biomedica www.pubmed.gov  oltre un migliaio di casi di ammalati oncologici, che hanno ottenuto col Metodo Di Bella( MDB) qualità di vita, mediane di sopravvivenza, risposte obiettive superiori ai risultati dei protocolli oncologici nelle stesse patologie e stadi. Sono dati di fatto, realtà evidenti, documenti incontestabili, ma intollerabili per i circoli di potere globali che temono di esserne delegittimati, e di perdere potere e credibilità. Essi pretendono, esigono, l’assoluto, esclusivo monopolio della gestione della salute e della vita della gente, e i relativi fatturati.   Le evidenze scientifiche del  MDB  nella prevenzione e terapia del cancro sono pubblicate e facilmente reperibili sulle maggiori banche dati biomediche ma  la  loro valorizzazione ne è vietata.  L’esponenziale incremento della diffusione del cancro rappresenta la  più evidente documentazione del totale fallimento delle attuali misure di prevenzione. Così come i gravi limiti della terapia medica del cancro sono certificati dai milioni di morti ogni anno e dal dato reale e documentato che malgrado i continui annunci di grandi progressi e spettacolari scoperte (solo mediatiche, però) ancora oggi la prima causa assoluta di morte nelle donne, in tutto il mondo, è il cancro del seno. Se la terapia medica del cancro fosse realmente in grado di guarire i tumori solidi (le leucemie sono una minoranza delle neoplasie) ovviamente non avrebbe ragione di esistere la chirurgia oncologica, che oggi rappresenta l’unica efficace misura terapeutica in grado di salvare una  certa percentuale di ammalati con tumori solidi. Significative, a tale proposito, le pubbliche dichiarazioni del premio Nobel , Prof. Randy Schekman:

“”…la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano ad una cerchia ristretta ( la cosiddetta “Comunità scientifica”). ALMENO IL 50% DEI DATI MEDICI E’ CORROTTO…””

Il riferimento delle istituzionali sanitarie alla tanto celebrata “Comunità scientifica” è continuo. Essa pontifica con giudizio infallibile, ma è ormai talmente inquinata, da aver falsificato almeno il 50%  del dato scientifico. Questa realtà, è stata documentata da Richard Horton, caporedattore del Lancet, una delle più prestigiose riviste mondiali di medicina, che ha dichiarato: “…Gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere dichiarata semplicemente falsa. La scienza ha preso una direzione verso il buio...”.

Anche Marcia Angell, per 20 anni caporedattore  di un’altra delle massime testate scientifiche internazionali, il New England Medical Journal (NEMJ), ha dichiarato: “”…Semplicemente, non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata…”

Una dichiarazione da valutare con la massima attenzione, per la competenza, l’esperienza e la cultura, il livello scientifico della Prof Angel, che come Il Prof. Horton, per anni ha revisionato la letteratura scientifica internazionale. Premi Nobel e caporedattori delle massime testate medico scientifiche mondiali non sono pericolosi complottisti, né biechi populisti, ma le rare, forse ultime voci che all’onestà intellettuale associano una grande cultura e rilevanti meriti scientifici.

 LE EVIDENZE SCIENTIFICHE CHE NON ARRICCHISCONO NON SONO PUBBLICATE.

Infatti, una rilevante quantità di evidenze scientifiche, cioè di dati scientifici definitivamente acquisiti, certificati e incontestabili, sono rifiutati dalle grandi riviste biomediche per la pubblicazione, e non sono trasferiti nella clinica, non sono inseriti nei “prontuari”, nelle “linee guida”, nei “protocolli”. Per questo, malgrado una vastissima e autorevole letteratura dimostri quanto la proliferazione cellulare tumorale sia strettamente dipendente dall’interazione tra PRL (Prolattina) e GH (ormone della crescita), e da fattori di crescita GH dipendenti, né il suo antidoto naturale, la Somatostatina, né gli inibitori  prolattinici, sono inseriti come antitumorali nei prontuari, in quanto produrrebbero se non un crollo, un grave ridimensionamento  dei fatturati oncologici. E’ evidente che per  superare l’attuale grave stallo nella terapia del cancro e affrancare la ricerca scientifica e la pratica medica  dall’esasperata logica del profitto, è necessaria una rivoluzione copernicana dei parametri di valutazione dei risultati clinici, dei paradigmi della ricerca. Questi sono stati attentamente programmati e pianificati per perpetuare  l’attuale asservimento  ai circoli di potere che gestiscono il farmaco, la vita e la salute della gente, i governi, le istituzioni, la cosiddetta comunità scientifica , l’informazione e la stampa scientifica. Diversi medici, diocenti in Istituti di ricerca negli USA (alcuni dopo esperienze personali) stanno incominciando a condividere il razionale del MDB, la necessità assoluta di una multi-terapia oncologica e la demolizione ragionata degli attuali paradigmi e programmi di ricerca. Questi stessi circoli accademici statunitensi, ricercatori e docenti universitari hanno preso piena coscienza del grave e intollerabile inquinamento della scienza e della clinica. Hanno diffuso un film-documentario fallimento degli attuali protocolli oncologici,  la paralisi della ricerca e del progresso terapeutico per pratiche  standardizzate, illogiche, ingessate, che non tengono presente la base del ragionamento scientifico, l’esame, l’attenta valutazione del dato di fatto, della realtà. https://www.survivingterminalcancer.com/ che, a distanza di quarant’ anni, conferma pienamente, condivide e spiega le reali ragioni del fallimento della ricerca e della terapia oncologica denunciate a suo tempo dal Prof Di Bella.

Tra gli autori e gli scienziati intervistati:

Prof. Raymond Chang, che crede fortemente nelle terapie combinate (“Non c’è solo una chiave per bloccare il tumore)
Prof.Henry S. Friedman (Prof. Universitario di neuro-oncologia)
Dr. Andrew Von Eschenbach
Dr. Andrew Parsa, del dipartimento di chirurgia neurologica a Chicago
Pr. Marc –Eric Halatsch (fondatore del “International Initiative for the acceleration if glioblastoma care”
Dr.Bharat B. Aggarwal. Del MD ANDERSON a Huston (la più grande clinica oncologica in USA)

Questi  clinici e ricercatori  ritengono fondamentale lo stesso approccio multi-terapico  innovativo  del Prof Di Bella, e spiegano perché l’oncologia e le case farmaceutiche ne sono decisamente contrarie. Questi sono i veri motivi per cui non sono razionalizzati  i paradigmi della ricerca scientifica  e  non valorizzate  in terapia oncologica le evidenze scientifiche del Metodo Di Bella : Multi-terapia vuole dire che diversi farmaci sono da somministrare insieme e questo comporta tempi per trials clinici incredibilmente lunghi (fino ad un secolo) per studiare le interazioni che tutte queste componenti hanno fra di loro. Diversi farmaci vengono prodotti da diverse case farmaceutiche: non c’è abbastanza guadagno per tutti. Quando si parla di prodotti biologici (es Melatonina retinoidi , Vit D ecc… non c’è fonte di guadagno (non sono brevettabili). Nel filmato viene affermato che ““.. I medici non lasciano al paziente nessun margine nelle decisioni, ma vogliono anticiparle… “

La Storia è piena di scoperte scientifiche che sono state censurate per le ripercussioni sullo status- quo predominante:
Semmelweis, disinfezione ,sterilità per non diffondere infezioni( ebbe ogni sorta di contrasto , delegittimazione ,  emarginazione , morì in manicomio
Pettenkofer, M. J. bevve il contenuto di provette di vibrioni del colera per dimostrare che non erano responsabili del colera (1892) . Ne rimase immune perché aveva da poco ingerito rilevanti quantità di alcolici durante un pasto.
Barry James Marshall, Premio Nobel per la Medicina 2005,  (proprietà cancerogene dell’elicobacter ) fu deriso e la sua ricerca si affermò solo dopo molti anni .

Hanno strumentalizzato, con finalità coercitive, e modalità intimidatorie, la RESPONSABILITA’ GIURIDICA del medico, per evitare la prescrizione di farmaci utili, indicati e pertinenti, ma non conformi ai protocolli istituzionali. I medici rischierebbero di essere processati per pratica illecita anche in assenza di denuncie per eventi avversi causati dalle loro prescrizioni.
Blocchi, da parte dei comitati etici, della ricerca se questa compromette i fatturati delle multinazionali.

Per quanto riguarda i trials clinici sui nuovi farmaci, gli intervistati sono unanimi nel dichiarare che sia necessaria una riforma delle regole su trials, sia per i lunghi tempi, che sul primo utilizzo in pazienti terminali (esattamente come fu fatto nella Sperimentazione sul MDB del 1998)

Questa concezione terapeutica  biologica fisiologica e razionale, oggi rivalutata e riscoperta, fu creata oltre quarant’anni fa dal prof Di Bella e così da lui  enunciata:

“…Essere essenziale più che l’inattuabile ed immaginaria uccisione di tutti gli elementi neoplastici, la realizzazione di tutte le condizioni, note, possibili e non dannose entro determinati limiti, atte a ostacolarne lo sviluppo, fino alla morte per apoptosi, soprattutto attraverso l’intergioco fra i numerosi fattori di crescita. L’essenziale sta nell’attivare tutti gli inibitori dei noti fattori di crescita alle dosi e con tempestività e tempi opportuni. Il protocollo MDB è nato in quest’atmosfera, quella della vita e non dell’intossicazione e morte delle cellule, metodo che asseconda ed esalta le reazioni vitali, senza ricercare con precisione statistica le dosi più opportune per uccidere.  Il tumore (dagli stadi iniziali, pretumorali, alle fasi avanzate, metastatiche) è deviazione dalla vita normale, per cui occorre riportare le reazioni deviate alla norma, attraverso l’esaltazione di tutti quei mezzi che la Fisiologia considera essenziali per la vita. La premessa della sua concezione è considerare il cancro come forma di vita, da lui definita “potente, prepotente, parassitaria, anarchica…”””…non esiste né esisterà alcun trattamento chemioterapico citotossico (né monoterapia) in grado di guarire un tumore solido, ma unicamente un Metodo, una multiterapia razionale e biologica, un complesso di sostanze sinergiche e fattorialmente interattive, singolarmente dotate di attività antitumorale atossica, che sequenzialmente o contemporaneamente agiscano centripetamente sulla miriade di reazioni biologiche della vita tumorale, riconducendo gradualmente alla normalità le reazioni vitali deviate dal cancro..””
Da qui è venuta non una sostanza, ma un metodo,  per la prevenzione e cura del cancro .


PER APPROFONDIMENTI:






SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs