IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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LA NUOVA CONOSCENZA

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GdM

sabato 9 febbraio 2019

LA "NUOVA FISICA": LEZ. - N. 4



NUOVA DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI MASSA PER LA CORRETTA INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE GRAVITAZIONALE DI NEWTON SECONDO LA VISIONE ORIGINALE DEL DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA

del Dott. Giuseppe Cotellessa

Il procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637 del Dott. Giuseppe Cotellessa, che è un procedimento fisico-matematico che unifica energia-spazio-tempo in un unico grafico tridimensionale per l'interpretazione oggettiva della realtà, ha consentito come una delle prime applicazioni a livello di teoria di comprendere l'esatta definizione del concetto di massa per la corretta interpretazione della legge gravitazionale di Newton.

Newton ha definito la massa come costante di proporzionalità tra forza ed accelerazione:

1) f =ma

dove

f è la forza

m è la nassa

a è l'accelerazione

Il Dott. Giuseppe Cotellessa definisce invece la massa come costante di proporzionalità tra l'energia potenziale ed il potenziale gravitazionale (h l'altezza).

2) Ep = ch

dove

Ep è l'energia potenziale

c è il simbolo della massa secondo la visione originale del Dott. Giuseppe Cotellessa (c iniziale di Cotellessa)

h è il potenziale (altezza di un oggetto di massa c dal centro di gravità della massa più grande)

La differenza concettuale tra queste due definizioni di massa è enorme.

Secondo Newton la massa è la causa della generazione della forza gravitazionale

Secondo il Dott. Giuseppe Cotellessa la massa è la causa della generazione dell'energia potenziale..
Vediamo le enormi conseguenze di questa originale definizione.

La quantità di moto q si può ricavare come la derivata prima dell'energia potenziale rispetto al tempo
q = dEp/dt =cv

la forza gravitazionale si può ricavare secondo la definizione di Newton come la derivata della quantità di moto rispetto al tempo

cg =dq/dt = d2(Ep)/d2t (cg dalle iniziali di Giuseppe Cotellessa)

Inoltre integrando la quantità di moto rispetto alla velocità si può ricavare l'energia cinetica.

A sua volta quindi la quantità di moto si può ricavare come derivata prima dell'energia cinetica rispetto alla velocità.

Quindi secondo la visione originale del Dott. Giuseppe Cotellessa la quantità di moto è una derivata di prima potenza rispetto all'energia potenziale mentre la forza ma è la derivata di seconda potenza rispetto all'energia potenziale.

Questo significa che esistono in natura forze legate alla velocità (quantitò di moto q=mv) oltre che quelle legate all'accelerazione. (f=ma)

Il grave errore storico di Newton (passatemi il termine) è stato quello di associare la definizione di massa alla definizione di forza proporzionale all'accelerazione e non come grandezza proporzionale all'energia potenziale.

Come conseguenza di questo errore concettuale di partenza, tutti i fisici delle generazioni successive si sono concentrati ad approfondire la grandezza “forza” tentando ad esempio  l'unificazione dei differenti tipi di forze e non capendo che la grandezza più importante in fisica non è la forza ma l'energia col suo sacro principio che l'energia non si crea nè si distrugge ma si conserva sempre.

Non è stato mai compreso da nessuno che i vari tipi di forze possono essere considerati derivate della variazione dei vari tipi d'energia rispetto al tempo, allo spazio o ad una loro combinazione.

Secondo Newton la formula dell'energia potenziale è:

3) Ep = mgh

Questa formula sbagliata (che cosa c'entra l'accelerazione di gravità in una formula dell'energia potenziale?) è stata l'origine dell'incapacità di Newton di comprendere il vero significato del fenomeno della gravitazione universale, cioè che la massa è la sorgente dell'energia potenziale non della forza.

Per rimediare, ora è necessario ridefinire tutte le leggi ed i principi di base della fisica in modo corretto.

Per il momento, è stato importante comprendere quale sia stato il cosiddetto peccato originale di tutta fisica, ma ai posteri l’ardua sentenza!

BIBLIOGRAFIA







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mercoledì 6 febbraio 2019

LA "NUOVA FISICA" - LEZ. - N.3


INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE GRAVITAZIONALE DI NEWTON SECONDO LA VISIONE ORIGINALE DEL  DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA

del Dr. Giuseppe Cotellessa

Sir Isaac Newton ha definito che la legge di gravitazione universale ha effetto a distanza infinita. Il Dott. Cotellessa, invece,  propone una differente interpretazione per la spiegazione del fenomeno. E' noto che durante il processo di spostamento di un corpo piccolo verso la direzione del centro di massa di un corpo molto più grande l'energia potenziale (mgh) viene convertita in energia cinetica (1/2mv2).
Supponiamo per semplicità di ragionamento che il corpo parta da fermo.

Appena il corpo acquista velocità si crea la forza di quantità di moto mv.

A sua volta la velocità continua ad aumentare creando ovviamente la forza nota mg per l’incremento della quantità di moto al variare del tempo.

Se consideriamo l'energia potenziale avremo direttamente l'espressione

1) mg = d(mgh) / dh

Si ottiene anche lo stesso risultato ma con differente numero di passaggi considerando l'energia cinetica.

Con l'energia potenziale  abbiamo un solo passaggio con la sua derivata rispetto allo spazio.
Con l'energia cinetica, invece, due passaggi.

1) mv = d(1/2mv2)/dv

2) mg = d(mv)/dt

E' evidente che a Newton è sfuggita l'importanza del primo passaggio perché, secondo la definizione del Dott. Giuseppe Cotellessa, bisogna assegnare alla quantità di moto il significato di forza.

E’ necessario quindi considerare l’esistenza di  forze legate alla velocità (mv) e forze legate all'accelerazione (mg).

In questo caso si tratta di un meccanismo di retroazione positiva come se la natura avesse tutto l'interesse a favorire la conversione da energia potenziale ad energia cinetica, entrambe energie meccaniche nobili.

Ma non  tutto, perche:

Secondo la teoria della relatività ristretta di Einstein per avere maggiore accelerazione, dobbiamo aumentare anche il valore della massa. In altri casi quando si tratta di convertire l'energia meccanica (energia nobile) in energia termica (energia povera) si fanno intervenire le forze di attrito che tendono ad ostacolare il movimento del corpo e quindi la conversione delle due forme di energia, da energia meccanica in energia termica. In questo caso interviene un meccanismo di retroazione negativo che tende ad ostacolare il processo.

Con questi esempi il Dott, Giuseppe Cotellessa vuole sottolineare che sara’ importante approfondire in futuro  il meccanismo di generazione delle forze originate dalla trasformazione delle energie.

Alla fine è importante sottolineare che Sir. Isaac Newton ha potuto utilizzare solo il calcolo infinitesimale mentre il Dott. Giuseppe Cotellessa sia quello infinitesimale che il procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637, un metodo matematico fisico che unifica energia-spazio-tempo in un unico grafico tridimensionale per l'interpretazione oggettiva della realtà.

Bibliografia

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sabato 2 febbraio 2019

LA "NUOVA FISICA" - LEZ. N. 2



SUPERAMENTO DEI LIMITI DELLA VISIONE FISICA DEL MONDO GRAZIE ALL'APPLICAZIONE DEL  PROCEDIMENTO DEL BREVETTO ENEA RM2012A000637

LEZIONE - 2 -

del Dr. Giuseppe Cotellessa

Lo sviluppo delle conoscenze matematiche è stato molto utile per la semplificazione nell'interpretazione della realtà complessa del mondo fisico. Nonostante questo incredibile miglioramento dei progressi della matematica nel passato, lo stato dell'arte raggiunta da essa presenta dei limiti notevoli che non consentono di raggiungere la piena interpretazione oggettiva della realtà. Uno di questi grandi limiti è la classificazione delle grandezze fisiche in grandezze scalari e vettoriali, distinzione indispensabile per l'applicazione dell'analisi matematica (studio di limiti, derivate ed integrali) per l'interpretazione del mondo fisico. Questa suddivisione delle grandezze fisiche in grandezze vettoriali e scalari, comoda per lo sviluppo del pensiero umano, ha rappresentato un grande limite per tutti gli scienziati del passato nell'interpretazione del mondo fisico, anche a partire da Sir Isaac Newton. Newton vincolato all'uso di grandezze vettoriali per interpretare il mondo fisico  ha approfondito lo studio delle stesse, come velocità, accelerazione, quantità di moto, impulso limitando l'approfondimento allo studio delle grandezze scalari.
Sono stati fatti altri approfondimenti da parte di Einstein per migliorare l'interpretazione della realtà del mondo fisico. I limiti mentali in Einstein della distinzione delle grandezze fisiche in vettoriali e scalari gli ha comunque impedito di raggiungere la piena comprensione dell’ oggettiva interpretazione della realtà. L'ideazione del procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637  - vedi post:


ha consentito finalmente al Dott. Giuseppe Cotellessa di superare questi limiti e grazie all'uso potente di questo strumento, che va oltre i limiti del modello matematico in uso per l'interpretazione del mondo fisico, ha consentito di sviluppare una visione più aderente alla realtà, non avendo più bisogno di differenziare le grandezze fisiche in scalari e vettoriali. Il procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637 può essere definito sinteticamente come un procedimetno fisico-matematico che consente l'unificazione dell'energia-spazio-tempo in un unico grafico tridimensionale per l'interpretazione oggettiva della realtà. La sua applicazione nella risoluzione dei problemi sperimentali ha consentito al Dr. Giuseppe Cotellessa di comprendere che le grandezze veramente esistenti nella realtà fisica sono l'energia, lo spazio e la carica elettrica. In questo modello il tempo rappresenta la grandezza indispensabile per descrivere la variazione dell'energia non rispetto allo spazio, in quanto l'energia può variare solo rispetto al tempo sempre nello stesso punto spaziale.
Facciamo un piccolo approfondimento.

Secondo il Dott. Giuseppe Cotellessa la forza ha origine rispetto alla variazione dell'energia in rapporto al tempo o allo spazio e alla loro combinazione (velocità). Secondo questa definizione anche la potenza definita come:

1) P =E/t

rappresenta una forza. Il problema è che secondo la fisica newtoniana la forza è rappresentata da una grandezza vettoriale e non scalare. Coerentemente la potenza è classificata come grandezza scalare.
Perchè è potuto accadere questo? Ovviamente ogni forza è caratterizzata dalla propria direzione, verso e modulo. Quando l'energia varia rispetto al tempo possono essere generate infinite forze ed il modello vettoriale di Newton entra in crisi.

Come ha potuto dunque (fino ad ora) cavarsela Newton ? Naturalmente All'italiana! Ha definito in questo caso l'impulso al posto dell'energia per spiegare l'effetto della variazione rapida della quantità di moto nel generare grandi forze mentre la quantità di moto che è anch'essa una forza, secondo la definizione coerente del Dott. Giuseppe Cotellessa, è ottenuta come la derivata dell'energia cinetica rispetto alla velocità. Nei calcoli di progettazione strutturale non bisogna considerare la quantità di moto come semplice grandezza che si conserva sia negli urti elastici o anelastici ma come forza che può assumere valori elevati se ci sono grandi variazioni di energia cinetica rispetto alla velocità, come nel caso di venti forti basta pensare agli effetti devastanti degli uragani o a quella dei maremoti. Non bisogna limitarsi a considerare la conservazione di energia ma anche che a grandi variazioni di energia cinetica possono crearsi grandi quantità di moto. Ha definito potenza come una grandezza scalare e pare che tutti l'abbiano bevuta. In fatti in questo caso il modello matematico non è in grado di prevedere l'insorgenza delle infinite forze che possono originarsi dalla variazione dell'energia rispetto al tempo. Consideriamo il caso tragico del crollo tristemente noto alla cronaca del ponte Morandi a Genova. Improvvisamente si ha una grande variazione di energia rispetto al tempo che ha generato enormi forze che hanno improvvisamente determinato il crollo istantaneo del ponte. Non esiste un modello matematico predittivo della generazione di tutte le forze possibili generate dalla variazione dell'energia rispetto al tempo.

Altro problema:

Le forze vettoriali si possono applicare ai corpi rigidi, ed in questo caso si possono usare i vettori che sono grandezze vettoriali. Ma quando si tratta dei fluidi al posto delle forze si utilizzano le pressioni che sono considerate grandezze scalari. Soluzioni brillanti ma scorciatoie che coprono l'esistenza di grandi limiti concettuali per l'interpretazione oggettiva della realtà. Questi limiti possono essere finalmente superati grazie all'uso del procedimento del brevetto ENEA RM2012A000637 che è un metodo robusto che può essere applicato a tutte le grandezze fisiche, a prescindere che siano grandezze vettoriali o scalari per l'interpretazione oggettiva della realtà.

Bigliografia


PER LEGGERE LA LEZIONE N. 1 :

http://marcolarosa.blogspot.com/2019/01/la-nuova-fisica-lez-n1.html

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mercoledì 30 gennaio 2019

FORME DI VITA ...ESTREME



Scoperta una zona sconosciuta in Antartide che nasconde incredibili forme di vita.

Sono passati poco più di 10 anni da quando un gruppo di scienziati ha scoperto il Lago Mercer, situato in Antartide, sotto un enorme strato di ghiaccio. Ma ora, dopo varie indagini, gli specialisti sono riusciti a trovare qualcosa che li ha lasciati totalmente sorpresi. Per analizzare quest’area, che è quasi inaccessibile, gli esperti hanno dovuto perforare la lastra di ghiaccio per raggiungere la parte più profonda, rimanendo stupiti dai risultati. Hanno infatti scoperto i resti di crostacei e frammenti di piante, sebbene queste acque siano isolate dall’aria e dal sole.

La ricerca sotto i ghiacci

Ora, il gruppo di ricercatori prevede di studiare il DNA di questi fossili per sapere se si tratta di organismi marini o d’acqua dolce, che consentiranno una migliore percezione della storia e della vita dell’Antartide. Secondo gli esperti, la scoperta di organismi microscopici aumenta anche le possibilità di trovare altre forme di vita più avanzate nella regione. “Il sistema ha abbastanza materia organica, quindi crediamo che ci possano essere forme di vita superiori“, ha detto John Priscu, autore principale dello studio pubblicato su Nature. Si stima che questi resti abbiano tra i 10.000 e i 120.000 anni e possano aver abitato questi luoghi durante i periodi più caldi, che in seguito il ghiaccio ricoprì di nuovo. Gli esperti hanno sottolineato che non è ancora chiaro come queste specie abbiano raggiunto quelle zone, ma un’ipotesi è che i batteri si siano alimentati con acqua. Questa è la terza volta che gli scienziati esplorano il Lago Mercer subglaciale, ma è la prima volta che riescono ad accedervi, visto che in precedenza è stato analizzato solo con l’aiuto di un radar. E si sono detti anche abbastanza contenti di avere trovato la vita in queste condizioni, poichè è qualcosa che potrebbe accadere su altri pianeti.

da:

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sabato 26 gennaio 2019

LA "NUOVA" FISICA - LEZ. N.1

INIZIAMO OGGI CON QUESTO POST, L’INTRODUZIONE E L’APPROFONDIMENTO DI NUOVI E RIVOLUZIONARI CONCETTI DI FISICA. MI RENDO PERFETTAMENTE CONTO CHE LE TEORIE ESPRESSE RISULTERANNO OSTICHE, ASSOLUTAMENTE SPECIALISTICHE E OVVIAMENTE COMPLICATE, E QUINDI PER ESPLICITA AMMISSIONE DEL DR. GIUSEPPE COTELLESSA, ANCHE BISOGNOSE DI UN CONTRADDITTORIO CHE FINO AD ORA NON SI E’ POTUTO FARE PER UNA SOSTANZIALE MANCANZA DI INTERESSE…
DIAMO QUINDI VOCE E VISIONE ANCHE SU QUESTO BLOG, NELLA SPERANZA CHE IN FUTURO SI POSSA PROGREDIRE ATTRAVERSO UN COSTRUTTIVO DIBATTITO.

MARCO LA ROSA


 APPROFONDIMENTO E REVISIONE DEI CONCETTI FONDAMENTALI DI FISICA

LEZIONE  -1-

del Dott. Giuseppe Cotellessa 

Sir Isaac Newton ai suoi tempi non conosceva l'esistenza delle cariche elettriche positiva e negativa. Ha impostato la fisica inventando il concetto di massa. Successivamente è stata scoperta la carica elettrica. Questi due mondi, meccanico ed elettrico, hanno coesistito insieme come due mondi separati. Anche oggi non è ancora possibile unificare la forza gravitazionale con quella elettrica. E' necessario fare degli approfondimenti per cercare di comprenderli meglio.
E' noto che in campo meccanico esistono grandezze fondamentali come l'energia cinetica

1) Ec = 1/2mv2
e la quantità di moto
2) p=mv
Non esistono grandezze equivalenti nel mondo elettrico dell'energia cinetica meccanica
3) Ec = 1/2qv2
e della quantità di moto elettrico
4) p=qv

Altre considerazioni importanti:

Einstein ha compreso che il valore della massa non è costante ma funzione della velocità nella relatività ristretta e che inoltre la massa è solo una forma di energia

5) E =mc2

Inoltre non esistono masse negative e positive. Se consideriamo la carica elettrica q dobbiamo constatare:

1) che il suo valore è indipendente dalla velocità della particella
2) la carica elettrica non è una forma di energia
3) esistono cariche elettriche positive e negative.

Queste semplici considerazioni fanno supporre che bisogna considerare l'esistenza della massa meccanica m in modo simile alla esistenza del campo magnetico H. Gli effetti magnetici non sono dovuti all'esistenza di poli magnetici isolati ma è un effetto dovuto al movimento della carica elettrica. Così la massa dovrebbe essere un effetto di qualche proprietà della carica elettrica. Comprendere i legami tra proprietà delle cariche elettriche e l'esistenza ed il valore della massa (a riposo ed in movimento) dovrebbe costituire il più grandioso sforzo della fisica negli anni a venire per comprendere veramente la realtà fisica del mondo. Altrimenti l'umanità  rischia di fare giganteschi sforzi sperimentali con consumo inutile di gigantesche risorse economiche destinati al fallimento.

Per ultimo ma non meno importante è la seguente considerazione:

(1) Per circa 130 anni, dal 1889, la misura del chilo è stata ottenuta attraverso una bilancia tradizionale, costituita da un cilindro di platino e iridio mantenuto in una campana di tre strati di vetro. Questo prototipo, conservato presso l’International Bureau of Weights and Measures a Sèvres, in Francia, serve a identificare materialmente la massa di un chilogrammo, un parametro di riferimento – un’unità di misura, appunto – per misurare qualsiasi altra massa esistente. Tuttavia, a un secolo di distanza dalla prima misura, questo chilogrammo originale conservato in Francia ha perso circa 50 milionesimi di grammo. Una frazione infinitesimale, che tuttavia può fare una minima differenza, se si considera che copie dell’originale, effettuate successivamente, non hanno perso massa. Anche per questa ragione e per ottenere una misura ancora più precisa, gli scienziati hanno pensato di optare per un metodo tanto impeccabile quanto complesso. L’idea è quella di utilizzare una bilancia di Planck, che possa essere impiegata in tutto il mondo: potrebbe essere utile, per esempio, alle aziende farmaceutiche per misure di grande precisione come quelle per dosare il contenuto di farmaci e prodotti medici, nonché in ambito forense, per misure tossicologiche e in vari altri settori. La costante di Planck è fissata ed è esattamente pari a 6.62607015×10-34 chilogrammi per metro quadro al secondo, una misura che contiene al suo interno il chilogrammo e da cui questa misura stessa può essere estrapolato. Ma l’impresa non è affatto semplice. In pratica, un peso posto da un lato deve essere bilanciato da una forza elettrica dall’altro lato. Tale forza è strettamente legata con la costante di Planck ed è direttamente associata anche alla misura del chilogrammo. Una misura è stata svolta dall’Università a Ilmenau, in Germania, ma diversi gruppi in tutto il mondo hanno messo a punto la bilancia, ad esempio anche un gruppo coordinato dal Nist statunitense che ha pubblicato uno studio sulla rivista Aip. Quest'ultimo approfondimento del sistema metrologico internazionale è un piccolo contributo alla soluzione del problema, ma non costituisce ancora la vera soluzione del problema ancora tutta da impostare.


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giovedì 24 gennaio 2019

A PROPOSITO DI: SUPER ACCELERATORI DI PARTICELLE...


SEGNALATO DAL DR. GIORGIO PATTERA (BIOLOGO)


Dopo l'Lhc, dal Cern il progetto del Future Circular Collider


Il cerchio più grande indica il successore dell'acceleratore Lhc, il Future Circular Collider (Fcc)(fonte: CERN) © Ansa


Arrivano i primi dettagli dell'erede dell'acceleratore di particelle più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra che nel 2012 ha (avrebbe ? –ndr MLR) scoperto il bosone di Higgs: si chiamerà Future Circular Collider (Fcc), avrà una circonferenza di circa 100 chilometri contro quella di 27 chilometri del suo predecessore, un costo previsto di 9 miliardi di euro e, grazie a una nuova generazione di magneti superconduttori, potrà raggiungere l'energia di 100.000 miliardi di elettronvolt (100 TeV), contro i 14 TeV di Lhc. Il progetto, in quattro volumi e nato dal contributo di oltre 1.300 ricercatori di 150 istituti e università, fra i quali l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) per l'Italia, è stato presentato oggi al Cern di Ginevra e presenta diverse opzioni che i fisici delle particelle dovranno esaminare nei prossimi due anni.


          Il confronto tra l'Fcc e i più grande acceleratori di particelle attuali (fonte: CERN)

La preparazione del progetto è iniziata nel 2014 e prevede che nel futuro acceleratore Fcc avvengano collisioni fra elettroni e protoni e fra elettroni e ioni a energie e intensità impossibili per gli attuali acceleratori di particelle. "Il progetto dell'Fcc è un traguardo notevole", ha osservato il direttore generale del Cern, Fabiola Gianotti. "Indica - ha aggiunto - lo straordinario potenziale dell'Fcc nel migliorare le nostre conoscenze di fisica fondamentale e di mettere a disposizione della società nuove tecnologie che potrebbero avere un impatto importante". L'Fcc sarà in tutti i sensi l'erede dell'acceleratore Lhc: proseguirà, ad esempio, la ricerca sul bosone di Higgs e sulla natura di questa particella, che potrebbe aprire le porte su una fisica completamente nuova rispetto a quella proposta dall'attuale modello di riferimento della fisica contemporanea, il Modello Standard. Si prevede che la nuova macchina potrà funzionare per un periodo di 15-20 anni e potrebbe cominciare a prendere dati a partire dal 2040. Alla fine della sua attività, entro il 2060, potrebbe essere sostituita da un acceleratore di protoni.

Il ruolo dell'Italia:

"L'Infn ha dato un contributo rilevante alla definizione del progetto del  Future Circular Collider", osserva Nadia Pastrone, presidente della Commissione dell'Infn per la fisica delle particelle. "L'attività dell'Infn - prosegue - ha visto coinvolti circa 100 fisici e tecnologi esperti in fisica delle particelle alle alte energie, sia per quanto riguarda gli studi di fisica a livello teorico e sperimentale sia gli sviluppi di nuove tecnologie per la realizzazione della macchina acceleratrice e degli apparati sperimentali e di calcolo scientifico dei futuri esperimenti". In particolare, rileva l'esperta, l'Infn "ha proposto uno dei possibili disegni per l'apparato sperimentale dell'Fcc, che è stato studiato in fase prototipale su un fascio di test e, nel 2019, nella fase di discussione per l'aggiornamento della Strategia Europea della Fisica delle Particelle, continuerà a ottimizzare e finalizzare il proprio contributo al disegno e alla realizzazione del futuro dopo Lhc."

Da:

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