IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

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GdM

mercoledì 10 febbraio 2016

IL "PERICOLOSO" SEGRETO DELLA MELATONINA


Perché le Industrie Farmaceutiche temono la MELATONINA?


Il Potere Farmaceutico si è ormai impossessato del mondo e fa di tutti noi i servitori del Sistema. Esiste certo in molti l’angosciosa consapevolezza di questo dramma, che ha ora dimensioni storiche. Si tratta infatti di un evento storico che lascerà tracce profonde e una scia di morte a caro prezzo. La medicina allopatica, che si basa su farmaci creati dall’uomo con la chimica e la biochimica, è nata dopo la fine della seconda guerra mondiale, imponendosi con le protezioni di brevetti e un crescente potere di promozione e vendita che non ha uguali nella storia. Le industrie farmaceutiche, capeggiate e appoggiate in Svizzera e in Germania dagli stessi Governi, orgogliosi dei crescenti fatturati (sic!), sono ormai le padrone del mondo e non lo nascondono neppure. Il fatto, a me ben noto, che i farmaci non portano a guarigione nessuna delle patologie più comuni (degenerative, auto-immunitarie e tumorali), è la prova che infatti lo scopo dei potenti farmaceutici non è assolutamente quello di “guarire” le malattie, bensì quello di “mantenerle”! Infatti si parla di “cure” e non di “guarigioni”. Il fenomeno è talmente radicato e le menti sono talmente obnubilate dal Sistema, che risulta ormai impossibile fare qualcosa. Si deve solo attendere, anni o decenni, fino a che accada qualcosa che deve necessariamente derivare dalla maturazione della consapevolezza di chi soffre e si sottrae ai carnefici. È certamente molto pericoloso cercare di far capire cosa è successo, in quanto nessun mostro farmaceutico accetterebbe di vedere scendere il fatturato solo perché qualcuno si è accorto della mostruosa truffa. So che la storia della melatonina è ora illustrata da centinaia se non migliaia di pubblicazioni, in gran parte seguite all’uscita a New York nell’agosto 1995, del New York Times bestseller “The Melatonin Miracle” cha lasciò di stucco le menti impreparate e oltraggiate di ricercatori, medici e industrie farmaceutiche. Lo spavento fu grande e ancora oggi pochi hanno capito cosa sia la melatonina e per quale ragione abbia provocato ansia e terrore. Poi è stata abilmente denigrata e tenuta nascosta e ancora oggi, in Europa e nel mondo intero, con le notevoli eccezioni del Paese Liberale che si chiama Stati Uniti, e del Paese Anomalo chiamato Italia, non se ne parla e non si trova. La melatonina apre infatti un Nuovo Continente della Salute e della Medicina. All’uscita del libro, seguita ad una straordinaria Terza Conferenza di Stromboli nel 1993 e alla descrizione nel 1994 di melatonina e trapianti di ghiandola pineale, riportati dalla più prestigiosa rivista scientifica mondiale, i “Proceedings of the National Academy of Sciences, USA”, ben 15 Paesi chiesero i diritti di pubblicazione e i relativi volumi furono pubblicati in 15 lingue. Ma qui inizia la torbida vicenda che vado ad illustrare. L’editore Goldman Verlag di Monaco di Baviera ottenne i diritti a pubblicare il volume tedesco al prezzo di 70.000 Marchi. Ma cosa successe? Alla pubblicazione, che avrebbe dovuto vedere l’autore chiamato a firmare i libri e a prestarsi, come succede sempre, a interviste varie, nulla avvenne. Credo che invece di alcune centinaia di migliaia di copie, ne abbiano vendute poche migliaia. Alle mie proteste con l’agente letterario tedesco e con l’editore, rispose un totale silenzio. Il Governo Tedesco aveva messo il veto! Non si doveva parlare di melatonina ai tedeschi. Infatti la Germania, con la Svizzera, contiene le più grandi multinazionali farmaceutiche e il messaggio della melatonina era troppo dirompente e pericoloso. Svizzeri e Tedeschi dovevano rimanere all’oscuro della scoperta, e lo sono tuttora! Il lavoro e le scoperte erano stati effettuati in Svizzera, la diffusione scientifica era avvenuta in Italia e negli Stati Uniti, ma esistono interessi che non si possono scalfire. Non solo ma furono pubblicati articoli diffamanti e denigratori che relegavano la melatonina a un fumoso “sonnifero” e a rimedio del jet-lag. Tuttavia io ero in Svizzera, la scoperta era stata fatta in Svizzera! Iniziai, nel 1997, a preoccuparmi in quanto in Italia spericolati commercianti avevano messo in commercio la melatonina “fatta in casa”, facendo enormi affari. Allora, essendo in Svizzera, mi misi in contatto con una nota società svizzera che si occupa della produzione di integratori e galenici, la ditta Streuli SA di Uznach, e con loro misi a punto la Formula della MelatoninaZn-Se. Lo scopo era di far avere a chi ne avesse bisogno un prodotto serio e certificato. Ma la vendita era proibita in Svizzera! Iniziammo quindi a far produrre la simpatica MelatoninaZn-Se in Svizzera, per poi esportarla in Italia dove era ormai stata classificata come integratore alimentare, esattamente come negli Stati Uniti. Quindi per ben nove anni, producemmo la melatoninaZn-Se in Svizzera presso l’eccellente Società Streuli SA di Zurigo, per esportarla in Italia, dove veniva venduta nelle farmacie. Il silenzio dominava in Svizzera fino a che, improvvisamente dopo nove anni, evidentemente allarmati dal fatto che gli svizzeri ed i tedeschi la acquistavano in Italia, il Governo Svizzero e l’organizzazione Swissmedic, che regola i farmaci in Svizzera, decisero che la melatonina era diventata…..un farmaco! Quindi per la sua produzione si dovevano adottare misure talmente costose e complicate che non erano certo nel programma della Ditta Streuli, che è solo autorizzata a produrre integratori. I poveretti e anche noi eravamo chiaramente vittime della decisione che aveva trasformato l’innocente melatonina in un Farmaco, imponendo quindi una registrazione al costo di milioni di franchi, per una molecola naturale la cui protezione brevettuale è impossibile! A sentire tali vicende, si rimane allibiti ma, la gente non le conosce. Gli svizzeri ed i tedeschi della melatonina non hanno mai sentito parlare! Quindi non esiste e non interessa ai medici. I medici sono esecutori ciechi dei loro Governi e della WHO di Ginevra, pena la scomunica. Questo è il mondo finanziario che domina il Pianeta e che gestisce vita o morte della gente. Con grande disagio, spese e fatiche dovemmo trasferire la produzione in Italia, il benedetto Paese dove abbiamo vinto la Guerra alla melatonina, capeggiata dalla Forze Armate degli Stati Uniti che hanno salvato il mondo dalla sparizione della melatonina stessa. Molte di queste vicende sono narrate nel mio libro scritto a quattro mani con Pippo Zappulla che si intitola: “L’Orologio della Vita. La storia della Melatonina”. Posso mettere a disposizione la corrispondenza con il Ministro della Sanità svizzero e con la Swissmedic, gli spietati controllori dei farmaci. Basta leggere per capire ed avere conferma di quanto esposto sopra. Sono fatti che fanno rabbrividire e che ci fanno capire che la caccia alle streghe ed i roghi sono ancora vigenti ma che i metodi sono molti più raffinati e crudeli: ci vanno di mezzo tutti o quasi. È ormai una narcosi mortale che coinvolge tutti.





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LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
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sabato 6 febbraio 2016

RIVOLUZIONARIA SCOPERTA FISICO-SCIENTIFICA E UFOLOGICA (?)


SEGNALATO DA MARCO VECCHI (RICERCATORE ED EDITORE OmPhi Labs)

Il Telescopio dell’astrofisico Ruggero Santilli osserva entità terrestri/extra-terrestri invisibili ad occhio nudo e con i tradizionali strumenti ottici.

...a seguire i primi commenti di studiosi e ricercatori che confermano l'importanza della scoperta ! 



Un recente rapporto pubblicato nell’ultimo numero del Journal of Modern Physics ha rivelato una scoperta sorprendente – un telescopio di nuova concezione con lenti concave ha osservato, per la prima volta, entità nel nostro ambiente terrestre (ma anche nello spazio profondo) che sono invisibili ai nostri occhi e ai tradizionali telescopi Galileo con lenti convesse. Ancora più sorprendente è il fatto che queste entità sembrano muoversi nel cielo notturno in modo ‘intelligente’, quasi a suggerire una strana forma di sorveglianza (?). La scoperta è stata fatta dal dottor Ruggero Santilli, accreditato esperto in matematica, cosmologia e fisica, già nominato al premio Nobel per la fisica e la chimica. Il Dr. Santilli ha realizzato un nuovo tipo di telescopio progettato per osservare l’antimateria-luce. Questa forma di luce ha un indice di rifrazione negativo, richiedendo così lenti concave piuttosto che le tradizionali lenti convesse utilizzate nei telescopi convenzionali di tipo Galileiano. Utilizzando in parallelo un paio di telescopi a lenti convesse e concave, il Dr. Santilli ha trovato la prima prova effettiva dell’ esistenza nel nostro universo di galassie di antimateria, asteroidi di antimateria e raggi cosmici di antimateria. Questi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Clifford Algebre e su altre riviste scientifiche ufficiali.
Ma non è tutto: “Il 5 settembre 2015, alle 09:30 l’autore rivolge una coppia di telescopi Galileo e Santilli al cielo notturno sopra Tampa Bay, in Florida, come si vede dall’ orientamento NE della terrazza della stanza 775 dell’Hotel Vinoy Rinascimento-San Pietroburgo … Le prove erano semplicemente destinate alla ricerca di galassie di antimateria e, di conseguenza, i telescopi appaiati erano rivolti verso il cielo, ma improvvise nuvole hanno fermato i test e l’autore ha orientato la coppia di telescopi orizzontalmente sopra Tampa Bay. Con sua grande sorpresa, nella schermata della fotocamera collegata al telescopio Santilli sono apparse strane luci in movimento erratico ben visibili e non identificate, senza alcun allargamento, senza che le stesse fossero visibili ad occhio nudo e senza alcuna immagine corrispondente nella schermata della telecamera collegata al telescopio Galileo. Questa scoperta inattesa ha innescato un uso sistematico della coppia di telescopi Galileo e Santilli per la ricerca di oggetti, che si potrebbero definire terrestri invisibili o extra- terrestri invisibili ad occhio nudo ed invisibili pure ad apparecchi ottici tradizionali a lenti convesse, mentre appaiono perfettamente in quelli a lenti concave (telescopio Santilli) “. Dopo la sua prima osservazione, il dottor Santilli ha effettuato test ed ulteriori osservazioni sistematiche, ed ha individuato due diversi tipi di “entità” invisibili. Entrambe sono state rilevate anche da altri colleghi di Santilli i quali hanno testimoniato le osservazioni in una conferenza al St. Pietroburgo Astronomy Club il 25 settembre, 2015 e confermate ufficialmente in questo documento:

Confirmation of Santilli’s Detection of Antimatter Galaxies Via a Telescope with Concave Lenses


Santilli definisce il tipo di “entità” rilevata (ITE-1) come: invisibili all’occhio umano od agli strumenti ottici convenzionali a lenti convesse, ma completamente visibili attraverso telescopi Santilli a lenti concave, esistono nel nostro ambiente terrestre e nello spazi astro-fisico profondo; lasciano “immagini scure” sullo sfondo delle fotocamere digitali collegate ai telescopi. Il Dr. Santilli fa notare che le entità si muovono e ruotano lentamente. Questo particolare tipo di movimento esclude impurità nella lente del telescopio o nella telecamera come possibile interpretazione. Egli osserva inoltre che “l’emissione di luce dell’antimateria non significa che l’oggetto si compone di antimateria, poichè l’esistenza delle entità nella nostra atmosfera implicherebbe una catastrofica esplosione a causa del contatto tra materia ed antimateria.”

Da:
rif. Biblio:

http://www.santilli-foundation.org/docs/telescopio-santilliano.pdf

07-02-2016 COMMENTO DEL DR. GIORGIO PATTERA (BIOLOGO, GIORNALISTA E SCRITTORE):

Noi, del CUN GENOVA e PARMA, l'abbiamo sostenuto, verificato, dimostrato e divulgato fin dal 1980; ma invano, siamo stati ignorati, ridicolizzati e contestati da tutti, compresi i "colleghi"...

Per chi ha orecchie per intendere, intenda... gli altri possono farne a meno...

G.P.

PER CHI FOSSE INTERESSATO AD APPROFONDIRE, GIA' DAGLI ANNI '80 DEL SECOLO SCORSO IL DR. PATTERA ED IL RICERCATORE GENOVESE ROBERTO BALBI, INSIEME AL PIONIERE LUCIANO BOCCONE, FECERO NUMEROSI STUDI CORRELABILI A QUELLI DI RUGGERO SANTILLI, UTILIZZANDO PELLICOLE ALL'INFRAROSSO. ECCO LO STUDIO SPECIFICO DEL DR. PATTERA:


07- 02 -2016 COMMENTO DI ELVIO FIORENTINI (RICERCATORE E SCRITTORE):

Caro Marco, ho ricevuto da Giorgio, ciò che tu gli hai segnalato, riguardo la scoperta sulle lenti concave di Ruggero Santilli. Se è vero anche solo il 10% di quello che viene dichiarato, credo che siano sulla buona strada. Con questa "potenziale" scoperta si verrebbero a consolidare le ipotesi "parafisiche" sul fenomeno ufo, sostenute dal fisico Jacques Vallèe. Riguardo a ciò, ammesso che tu non lo sappia già si verrebbe a ricollegare la sporadica segnalazione dei "rods" i quali compaiono fugacemente in alcuni filmati. Speriamo in uno studio meticoloso e serio, e non le solite indagini da cane randagio che, trova l'osso e scava una buca per nasconderglielo dentro!

A presto Marco e buon lavoro!



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venerdì 5 febbraio 2016

"HITLER NON MORI' NEL BUNKER MA FUGGI' CON EVA BRAUN IN ARGENTINA"


L’FBI ribalta la storia del nazismo: “Hitler non morì nel bunker ma fuggì con Eva Braun in Argentina”

Una squadra diretta dall’ex CIA Bob Baer ha ripercorso per History Channel il tragitto che avrebbe compiuto il dittatore tedesco da Berlino a Bariloche, via Spagna

di Rino Di Stefano

Uno dei documenti declassificati dell'FBI su Hitler

La storia dovrebbe essere riscritta: nuove prove lasciano ben pochi dubbi sul fatto che Hitler non sia affatto morto nel bunker sotto la Cancelleria di Berlino. Colui che venne definito “il più grande criminale del Novecento”, sarebbe invece riuscito a fuggire insieme alla moglie Eva Braun e ad un gruppo di ufficiali del Terzo Reich (tra i quali il fedele segretario Martin Bormann), prima in Spagna e poi in Argentina. Questo, almeno, è quanto rivela il Federal Bureau of Investigation (FBI), che nel 2014 ha declassificato oltre 700 documenti relativi alle indagini che vennero svolte dal 1945 al 1950 sulla presunta fuga di Adolf Hitler in America Latina. La desecretazione è avvenuta grazie alla legge Freedom of Information Act (Atto per la libertà di informazione), emanata negli Stati Uniti il 4 luglio del 1966, durante il mandato del presidente Lyndon B. Johnson.
La ricostruzione di quella fuga è stata resa pubblica nell’autunno 2015 grazie al programma televisivo “Hunting Hitler” (A caccia di Hitler) su History Channel. In otto puntate, una squadra di professionisti ha ripercorso l’itinerario che sarebbe stato seguito dal dittatore tedesco, trovando prove e testimonianze che, apparentemente, non lasciano dubbi su quanto accadde tra l’Europa e l’America Latina nei mesi successivi alla capitolazione della Germania.
Secondo quanto si può leggere nei documenti FBI, gli Americani non hanno mai creduto al presunto suicidio del dittatore tedesco. Come disse Edgard Hoover, mitico direttore dell’FBI, “gli ufficiali dell’esercito americano di stanza in Germania non hanno localizzato il corpo di Hitler e non c’è alcuna fonte attendibile che possa sostenere definitivamente che Hitler sia morto”. La convinzione di Hoover nasce anche dal fatto che il dittatore russo Stalin il 31 luglio del 1945, durante l’incontro di Postdam con il presidente americano Harry S. Truman e con il ministro statunitense James F. Byrnes, presenti il primo ministro britannico Clement Attlee e il ministro degli Esteri sovietico Vjaceslav Molotov, aveva dichiarato con molta fermezza “Hitler non è nelle nostre mani”. E ha detto apertamente che, secondo lui, il dittatore era fuggito.

…continua a leggere l’articolo qui:



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martedì 2 febbraio 2016

GIOVE E I SUMERI

SEGNALATO DA:  CRISTIAN VITALI (http://ufoealtrimisteri.blogspot.it/)


La posizione di Giove calcolata in 4 tavolette babilonesi, scoperta che riscrive la storia dell'astronomia.

Una delle tavolette babilonesi nelle quali è calcolata la posizione di Giove (fonte: Trustees of the British Museum/Mathieu Ossendrijver), sulla destra un'immagine di Giove (fonte: NASA/Damian Peach)


Sono state ri-scoperte quattro tavolette babilonesi nelle quali viene calcolata la posizione di Giove, solo sulla base della geometria. La scoperta, che si è guadagnata la copertina di Science, rivoluziona la storia dell'astronomia perché finora si era convinti che calcoli del genere fossero comparsi nella storia della scienza solo 1.400 anni più tardi. A decifrare le tavolette, che risalgono al periodo compreso fra il 350 e il 50 a.C, è stato l'astronomo Mathieu Ossendrijver, dell'università Humboldt a Berlino. Le quattro tavolette, che nel frattempo sono state anche riprodotte con una stampante in 3D, sono il più antico esempio finora noto dell'uso della geometria per calcolare la posizione di un pianeta. Gli antichi astronomi che le hanno scritte hanno usato un trapezio per calcolare la posizione di Giove in due intervalli di tempo: 60 e 120 giorni dopo dalla sua comparsa sull'orizzonte. ''Queste tavolette babilonesi utilizzano la geometria in senso astratto per definire il tempo e la velocità, a differenza degli antichi Greci che usavano le figure geometriche per descrivere la posizione nello spazio fisico'', osserva Ossendrijver. ''Le tavolette ? aggiunge - riscrivono i libri di storia dell'astronomia e rivelano che gli studiosi europei del '400 di Oxford e Parigi sono stati preceduti dai Babilonesi nell'uso della geometria per calcolare la posizione dei pianeti''.



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sabato 30 gennaio 2016

GLI UFO SONO TORNATI A TORRIGLIA ! SI AVVERANO LE "PRE-VISIONI" DI ZANFRETTA ?


SEGNALATO DAL DR. GIORGIO PATTERA

da:


ENORME UFO SORVOLA LA ZONA DI MARZANO-TORRIGLIA, LUOGO DEGLI INCONTRI RAVVICINATI DEL CASO ZANFRETTA

di Rino Di Stefano

A ‪ Torriglia si torna a parlare di ‪ avvistamenti ‪ UFO. A 37 anni dalla prima avventura di ‪ Pier Fortunato Zanfretta, nella serata di Venerdì primo gennaio 2016,  un grosso disco volante che volava a bassa quota sulla direttrice Marzano-Rossi (entrambi luogo dei presunti incontri con ‪alieni da parte dell’ex metronotte genovese), sarebbe stato visto chiaramente da due giovani donne. Il condizionale è d’obbligo, in quanto della vicenda si hanno soltanto le testimonianze. Dunque, nessuna foto o qualunque altra traccia obiettiva. Alcuni elementi, però, fanno pensare che anche questo ‪‎avvistamento rientri nella casistica tradizionale di Torriglia. Anche nel passato, infatti, e parliamo tra la fine degli anni ’70 e ’80, i testimoni dell’epoca parlavano di grossi ‪‎dischi volanti che volavano a bassa quota, intorno ai 20 metri d’altezza.  E’ dalla mia inchiesta sul caso Zanfretta che non mi occupavo più di avvistamenti ufologici. 


 La mia attività professionale mi aveva portato verso altri argomenti. Tuttavia, non appena ho sentito di questo ultimo evento, ho deciso di incontrare le testimoni per verificare quanto vero ci fosse nelle loro dichiarazioni. L’incontro si è svolto in casa di una delle due, alle ore 15,45 di domenica 24 gennaio 2016. Per ragioni anagrafiche, non si possono citare i nomi delle due testimoni. Chiamiamole dunque Paola e Marta, con nomi di fantasia, dicendo che l’incontro si è svolto in una casa dell’area di ‪Marzano. Deve essere comunque chiaro che abbiamo le complete generalità delle testimoni. Insieme a me, all’incontro hanno partecipato anche il dottor Giorgio ‎Pattera, responsabile scientifico nazionale del Centro ‪‎Ufologico Nazionale (‪‎CUN) e la signora Emilia Ventura ‪‎Balbi, coordinatrice regionale del CUN per la ‪ ‎Liguria. Oltre, ovviamente, alle madri delle due testimoni. Ed ecco, dunque, il loro racconto. “Eravamo entrambe nella mia camera, sedute sul letto – spiega Paola – Marta stava inviando un messaggio col cellulare, che è partito alle 21,19. E’ per questo che ricordo bene l’ora. Improvvisamente, abbiamo sentito un rumore fortissimo, un rombo, come se un aereo stesse atterrando sul tetto. Non comprendendo di che cosa si trattasse, abbiamo aperto subito la porta finestra del balcone, per guardare fuori. E lo abbiamo visto. Era un grosso disco rotondo, a più piani, dalla forma che ricordava un boomerang, e girava su se stesso in senso antiorario. Si notava bene che c’era una cupola nella parte superiore e diverse luci rosse, verdi e azzurre lungo la larghezza del disco. Abbiamo visto chiaramente che c’era una struttura inferiore, anche se non ne abbiamo notato i dettagli”. “Infatti c’era molto buio e il tutto è durato pochi secondi – dice Marta – Non mi pare che ci fosse la luna. L’unica cosa che posso dire è che l’oggetto veniva dalle nostre spalle e si dirigeva verso il monte, dall’altra parte della valle. Ricordo che siamo rimaste pietrificate. Paola ha detto: ‘Quello non è un aereo’. E io ho risposto: ‘No, non lo è’. Nessuna di noi due ha pensato di scattare una foto col telefonino, eravamo troppo spaventate in quel momento. Se dovessi dire ciò che ho provato, è appunto una grande paura”.

Disegno realizzato dalle giovani donne testimoni dell’avvistamento ufologico nell’area di Marzano

Alle spalle della casa, a qualche centinaio di metri in linea d’aria, si trova la villa “Casa Nostra”, nei pressi della quale sarebbe avvenuto il primo incontro ravvicinato di Zanfretta con gli alieni. Di fronte alla casa, invece, leggermente a sinistra dall’altra parte della valle, si trova il Passo della Colla che porta all’abitato di Rossi, cioè la zona che ha visto diversi presunti incontri di Zanfretta. Ed è anche il posto dove, secondo il suo racconto, si troverebbe la famosa sfera che gli sarebbe stata affidata dai suoi interlocutori ‪‎extraterrestri. E’ anche vero che la sera del primo gennaio era particolarmente buia. La luna, al suo ultimo quarto, era tramontata alle 11,25 ed era sorta soltanto alle 23,55.
In seguito all’avvistamento, le due ragazze si sono lasciate prendere dal panico e sono tornate nel piano inferiore, di corsa lungo le scale interne, dove la madre di Paola stava rigovernando la cucina. “Io non ho visto né sentito nulla – racconta la signora – ero davanti al lavello col rubinetto aperto e ascoltavo musica ad alto volume. L’unica cosa che ho notato è stato l’abbaiare continuo del cane, che era fuori in giardino. E il nostro cane abbaia soltanto quando vede o sente qualcuno. Altrimenti è tranquillissimo. Dunque qualcosa lo aveva spaventato”. Anche le ragazze confermano che, dal momento in cui hanno sentito il rombo sopra le loro teste, il cane ha cominciato ad abbaiare e non ha smesso fino a quando l’oggetto non è scomparso alla vista. E’ curioso il fatto che il forte rumore sentito (lo descrivono come quello di un motore jet) è stato avvertito soltanto quando l’oggetto si trovava sopra la casa. Muovendosi verso la valle, invece, il rumore era scomparso. “E’ sparito il rumore e si sono spente le luci – aggiunge Paola – Noi lo vedevamo dal balcone e, guardando gli alberi che abbiamo di fronte, abbiamo potuto notare che volava poco sopra le loro cime. Poi, entrando nello spazio aereo della valle, si è come abbassato, continuando a volare in direzione del monte”.


Bisogna tener presente che la casa è alta 10 metri abbondanti dal suolo e gli alberi del giardino sono leggermente più alti. Ciò significa che, se le osservazioni delle ragazze sono corrette, in quel punto il presunto oggetto volava a non più di 17-18 metri d’altezza. Per quanto riguarda la grandezza del disco, le ragazze sostengono che, ponendo le braccia dritte davanti a loro, la visuale era contenuta in circa 65 centimetri. Di questa esperienza alle due ragazze è rimasto soltanto il momentaneo terrore di trovarsi di fronte a qualcosa di assolutamente sconosciuto. La madre di Paola dice che la figlia nei giorni successivi aveva paura di guardare fuori dalle finestre. E solo con il passare dei giorni il vissuto di quel momento è stato messo più a fuoco. “Un dettaglio al quale non avevamo dato molto peso – racconta Paola – è il fatto che dietro all’oggetto avevamo notato una specie di nuvola opaca, leggermente luminosa. Che cosa fosse, non lo so proprio”. In pratica, dice la giovane, era come se dietro al velivolo in movimento vi fosse un qualche tipo di rifrazione ottica. Questi sono i fatti, senza interpretazioni o commenti. Come ognuno può notare, si tratta di due testimonianze piuttosto accurate e, devo dire, molto spontanee. L’evento, comunque, ha avuto anche un piccolo risvolto misterioso. Anche se nessuno dei protagonisti di questa storia ne parla, qualcuno dice che le due ragazze e i loro genitori siano stati convocati in una riunione informale in quel di Torriglia. Pare che volessero sentirle ed appurare la genuinità delle loro testimonianze. Del resto, credere o non credere a queste due ragazze è un fatto puramente soggettivo. Coloro che credono agli ‪‎UFO, saranno più aperti e comprensivi verso il loro racconto. Chi non crede agli UFO per partito preso, parlerà invece di falsità e mistificazione. Nell’insieme, nulla di nuovo sotto il sole.

DA:



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venerdì 29 gennaio 2016

L'ENIGMA DI KIC 8462852



CON INSERIMENTI E PRECISAZIONI DI MARCO LA ROSA

KIC 8462852 è una stella di sequenza principale di classe F situata nella costellazione del Cigno distante circa 454 parsec (1 480 anni luce) dalla Terra.

I RICERCATORI DELL’UNIVERSITÀ DELLA LOUSIANA: «L’OCCULTAMENTO DELLA LUCE IN ARRIVO DA QUELLA STELLA E’ ANCORA SENZA SPIEGAZIONE»


I nuovi dati su una stella lontanissima da noi continuano a rendere inspiegabile il suo comportamento: salvo non abbia una gigantesca struttura cattura luce intorno.
Da qualche mese diversi astronomi sono alle prese con lo strano comportamento di KIC 8462852, una stella che si trova a 1.500 anni luce di distanza da noi e la cui brillantezza oscilla di continuo e in modi mai visti, tali da avere fatto ipotizzare ad alcuni ricercatori (con grandissima cautela) che la causa sia un’attività aliena di qualche tipo. Una nuova serie di dati sulla storia di questa stella ha aggiunto qualche altra stranezza. KIC 8462852 è stata osservata nell’ambito delle attività di Kepler, la missione della NASA per la ricerca di pianeti all’esterno del nostro Sistema solare. Uno dei modi per identificarli, indirettamente, consiste nell’osservare le stelle e valutare la loro temporanea riduzione di luminosità, che di solito si verifica periodicamente quando un pianeta orbita intorno oscurandole in parte (dal nostro punto di vista). KIC 8462852 non fa eccezione, ma a differenza degli altri casi la riduzione della sua luminosità non è periodica e lo stesso calo temporaneo è ogni volta differente. La riduzione è inoltre molto marcata e non può essere spiegata con il semplice passaggio di un pianeta dalle grandi dimensioni tipo Giove, o come si è ipotizzato a un certo punto da uno sciame piuttosto denso di comete che orbitano intorno alla stella. In estrema sintesi: sappiamo che la stella ha oscillazioni anomale e marcate nella sua luminosità, ma non riusciamo a capirne la causa. Negli ultimi mesi gli astronomi hanno escluso diverse ipotesi circa il comportamento della stella, formulandone anche di affascinanti e difficili da verificare, come la possibilità che le oscillazioni nella luminosità siano dovute ad attività aliene di qualche tipo. Decenni fa il fisico Freeman Dyson formulò un’ipotesi molto curiosa: che cosa accadrebbe se costruissimo migliaia di pannelli solari giganti, larghi chilometri, e li mettessimo in orbita intorno a una stella? Potrebbero catturare l’energia solare in modo molto più efficiente degli attuali sistemi, fornendo molta più energia:




“Nel suo articolo Search for Artificial Stellar Sources of Infrared Radiation ("Ricerca di sorgenti stellari artificiali di radiazione infrarossa"), pubblicato nel 1959 sulla rivista Science, Dyson teorizzò che delle società tecnologicamente avanzate avrebbero potuto circondare completamente la propria stella natia per poter massimizzare la cattura di energia proveniente dall'astro. Rinchiusa così la stella, sarebbe possibile intercettare tutte le lunghezze d'onda del visibile per inviarle verso l'interno, mentre tutta la radiazione non utilizzata verrebbe mandata all'esterno sotto forma di radiazione infrarossa. Da ciò consegue che un possibile metodo per cercare civiltà extraterrestri potrebbe essere proprio la ricerca di grandi fonti di emissione infrarossa nello spettro elettromagnetico”.

La “scala Kardasev”:

“La scala di Kardašëv è un metodo di classificazione delle civiltà in funzione del loro livello tecnologico, proposta nel 1964 dall'astronomo russo Nikolaj Kardašëv. Si compone di tre tipi, basati sulla quantità di energia di cui le civiltà dispongono, secondo una progressione esponenziale. L'esistenza delle civilizzazioni descritte è del tutto ipotetica, ma questa scala è stata utilizzata come base di partenza nella ricerca del progetto SETI ed è inoltre richiamata in varie opere di fantascienza.

Tipo I: civiltà in grado di utilizzare tutta l'energia disponibile sul suo pianeta d'origine (secondo i calcoli che Kardašëv aveva proposto inizialmente 4x1012 watt).

Tipo II: civiltà in grado di raccogliere tutta l'energia della stella del proprio sistema solare (4x1026 watt).

Tipo III: civiltà in grado di utilizzare tutta l'energia della propria galassia (4x1037 watt)

La civiltà umana sarebbe pertanto una civiltà ancora di "Tipo 0", in quanto utilizzerebbe solo una frazione dell'energia totale disponibile sulla Terra. Carl Sagan ha definito un metodo per calcolare, a partire dai tipi iniziali, anche i decimali, per mezzo della seguente formula: K = \frac{\log_{10}{W}-6} {10} nella quale K rappresenta il livello di civiltà della scala e W i watt utilizzati. Secondo questo metodo la civiltà umana sarebbe ad un livello di 0,7. Secondo Kardašëv la Terra nel 1964 avrebbe potuto percepire la presenza di una civiltà di tipo III sotto forma di emanazioni di onde radio o di fasci laser. Nel 1965 ritenne di aver intercettato uno di questi segnali nella radiogalassia CTA 102 e la notizia venne pubblicata con grande risalto dall'agenzia Tass, ma in seguito apprese che pochi giorni prima un astronomo olandese, Maarten Schmidt aveva identificato il segnale come l'emissione di un quasar. In seguito Iosif Šklovskij, principale collaboratore di Kardašëv, giunse alla conclusione che una civiltà di tipo III non potrebbe che autoestinguersi, secondo il concetto della singolarità tecnologica.” (Rif. Wikipedia e Cap. I Par. Coefficiente di civiltà pag. 22-24 de L’Uomo Kosmico di Marco La Rosa – Ed. OmPhi Labs. 2014).

Una civiltà avanzata potrebbe costruire milioni, forse miliardi, di pannelli intorno alla stella, che quindi si ritroverebbe in parte oscurata dalla megastruttura (Sfera di Dyson) per la raccolta dell’energia solare. L’ipotesi è che a 1.500 anni luce da noi stia accadendo, o sia accaduto, qualcosa di simile (la distanza implica che, osservando la stella oggi, vediamo ciò che le accadde 1.500 anni fa, il tempo che la luce ha impiegato per arrivare qui.) Come scrive l’astronomo e divulgatore Phil Plait su Slate, negli ultimi giorni una nuova serie di dati raccolti da Bradley Schaefer della Louisiana State University fornisce qualche elemento in più a riprova dello strano comportamento di KIC 8462852. Schaefer ha messo insieme tutte le osservazioni disponibili della stella dal 1890 al 1989, ricostruendo i suoi livelli di luminosità nel corso del tempo. La serie di dati rivela qualcosa di sorprendente: tra le prime e le ultime misurazioni, lungo quasi un secolo, la luminosità complessiva della stella è diminuita del 20 per cento.


Luminosità:

Si tratta di qualcosa di anomalo, considerato che KIC 8462852 è una stella di classe F V: più calda, massiva e grande del nostro Sole, ma tutto sommato placida e con un’evoluzione che richiede milioni di anni per compiersi, non certo secoli. Due stelle simili, valutate da Schaefer, nello stesso periodo sono rimaste sostanzialmente invariate, cosa che conferma che KIC 8462852 ha un comportamento diverso. I dati raccolti da Schaefer mostrano inoltre che la riduzione della luminosità non è costante: ci sono stati periodi nella storia in cui è diminuita pochissimo, altri in cui è tornata più intensa. KIC 8462852 cambia di continuo su scale temporali molto diverse, quindi: ore, giorni, settimane, decenni e secoli. Plait spiega che una cosa simile non era mai stata osservata e che pone grandi interrogativi cui è difficile dare risposta. È comunque improbabile che la causa delle oscillazioni nella luminosità siano attività aliene, ma per quanto ne sappiamo ora non possiamo escluderlo categoricamente e in maniera definitiva. I nuovi dati forniti da Schaefer rafforzano l’ipotesi, per quanto fantasiosa, di una Sfera di Dyson costruita intorno a KIC 8462852: man mano che vengono aggiunti pannelli solari in un’orbita intorno alla stella, la struttura ne oscura porzioni sempre più grandi così che a un osservatore molto lontano (noi) diventino evidenti le oscillazioni di luminosità. Assumendo per un momento che davvero ci sia l’attività degli alieni di mezzo, ci sono comunque alcune cose che non tornano. Negli anni Dieci del Novecento, per esempio, la stella perse molta della sua luminosità apparente per poi riguadagnarla qualche anno dopo: in quel periodo che cosa accadde all’ eventuale Sfera di Dyson in costruzione? Il cambiamento così netto nella luminosità della stella, inoltre, potrebbe essere solo causato da una struttura gigantesca, considerato che KIC 8462852 di suo ha un diametro che è 1,6 volte quello del Sole. Per bloccare il 20 per cento della sua luce emessa, gli alieni avrebbero dovuto costruire una porzione della Sfera con una superficie pari a 750 miliardi di chilometri quadrati, 1.500 volte l’area della Terra, calcola Plait. E questo se la sfera fosse molto vicina alla stella; nel caso in cui si trovasse in un’orbita più distante la sua area dovrebbe essere ancora più grande.



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DI MARCO LA ROSA
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