IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

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GdM

lunedì 9 marzo 2015

LE "SLIDES" DI ROSWELL


SEGNALATO DA CRISTIAN VITALI  http://ufoealtrimisteri.blogspot.it/

da: http://danilo1966.iobloggo.com/1267/roswell--presto-saranno-svelate-diapositive-inedite

“E’ notizia di questi giorni che il prossimo 5 maggio 2015, all’interno di un evento che andrà in onda dal New Mexico in diretta streaming mondiale, verranno divulgate alcune inedite  immagini che ritrarrebbero una o più creature umanoidi simili a quelle rinvenute nelle immediate vicinanze dell’UFO, che nel 1947, si schiantò a Roswell. Descritte dal alcuni ricercatori come le “slides di Roswell” le immagini sviluppate con tecnologia Kodachrome sono state autenticate da un gruppo di scienziati esperti che ha confermato l’origine e l’autenticità delle diapositive.





 Durante il processo di analisi del materiale, diverse sono state le speculazioni riguardanti questo caso e su ciò che realmente le immagini mostrerebbero. Ora però, tutto il mondo avrà la possibilità di  vedere con i propri occhi quanto in esse contenuto. L'evento, che si svolgerà dalla sede dell’Auditorium nazionale di Città del Messico ed è organizzato dal noto ricercatore Jaime Maussan, prevede tra i relatori il Dr. Edgar Mitchell (sesto uomo sulla Luna) ed autori noti nonché investigatori del caso Roswell come Tom Carey e Don Schmitt. 




Il programma verrà trasmesso in diretta e racconterà in quale contesto storico si colloca il rinvenimento di tale materiale. Tom Carey, che per primo ha divulgato la notizia della scoperta a livello internazionale, fornirà ulteriori informazioni e dettagli logistici sull'evento in questione.

Ma raccontiamo brevemente la storia:
  
Alcuni anni fa, mentre la soffitta di una casa veniva ripulita, venne trovata una cassa contenente diverse diapositive marchiate Kodachrome che erano state nascoste nel rivestimento del coperchio. La casa apparteneva ad un geologo del petrolio, Bernerd A. Ray, che aveva condotto negli anni 40 alcune missioni esplorative nel New Mexico per conto di una società che sarebbe poi diventa l’attuale Texaco. L’uomo condivideva l’appartamento con sua moglie dalla quale non ebbe mai figli. Alla loro morte, chi venne incaricato di ripulire la casa, fece inaspettatamente la scoperta e contattò immediatamente Tom Carey che si era occupato lungamente ed approfonditamente del caso Roswell.  La moglie di Bernerd, Hilda Blair Ray, era invece un avvocato molto rispettato che annoverava una clientela di alto rango e quindi possibili connessioni con alcuni ambienti dell’intelligence. Entrambe i coniugi intrattennero, in quegli anni, importanti relazioni sociali con individui e personalità di spicco, sia del settore pubblico che privato. Tra le diapositive ritrovate (oltre un centinaio) vi sono infatti (oltre alle immagini dell’umanoide) foto con personalità del calibro di Dwight Eisenhower, il che fa pensare che la coppia fosse conosciuta negli ambienti d’élite. Entrambe avevano in effetti contatti e svolgevano attività che potrebbero aver casualmente permesso loro di ottenere tali diapositive. Nessuno dei due era, secondo le indagini, tipo da nascondere scherzi e false immagini con l’idea che esse sarebbero state ritrovate, decenni più tardi, quasi per caso. Questa filantropica coppia di professionisti non aveva quindi alcuna propensione alla falsità. I professionisti, appartenenti a diverse discipline, che hanno avuto l’incarico di esaminare  le diapositive in questione, concordano sul fatto che esse mostrino una piccola creatura umanoide, assolutamente non riconducibile ad un essere umano affetto da mutazione genetica. L'essere che viene mostrato non è inoltre correlabile ad alcuna raffigurazione di alieni esistenti nella cultura popolare dell’epoca, né fa parte dell’immaginazione popolare de periodo. La morfologia dell’essere mostrato, sembra verosimilmente coincidere con i resoconti dei vari testimoni dell’evento Roswell. E’ stato richiesto espressamente da Tom Carey di trovare i migliori talenti disponibili al mondo per testare e analizzare queste diapositive Kodak. Gli esperti, nominati per le indagini (i cui nomi saranno resi noti durante l’evento divulgativo), hanno condotto numerosi test sulle slide riconoscendo ed autenticando la loro collocazione storica con il presunto schianto di Roswell nonché avallando le ipotesi che la figura umanoide sia un essere proveniente da un altro pianeta.

E’ stato inoltre dichiarato che le diapositive non sono state né manomesse né manipolate in alcun modo e che quindi ciò che viene rappresentato è davvero reale. Ora la genuinità delle foto potrebbe anche essere riconosciuta a livello legale.  La legge, infatti,  potrebbe concordare con la scienza in quanto le diapositive potrebbero essere ammesse come prove legali dinanzi ad un tribunale, a supporto delle ipotesi formulate in passato su quanto effettivamente accadde a Roswell. Per quanto sopra, l'unica conclusione possibile, alla luce di quanto sancito dagli esperti è quindi che l’umanoide raffigurato non sia una persona deforme, una mummia, un manichino o una scimmia morta ma una creatura non originaria della Terra. E dato che le diapositive di questa creatura sono state fatte lo stesso anno del crash di Roswell verosimilmente i connotati fisici della stessa corrisponderebbero a ciò che i vari testimoni hanno sempre raccontato sino ad oggi”.

Aggiornamento della vicenda:

ROSWELL: PARLA IL PROPRIETARIO DELLE DIAPOSITIVE.



Da diverso tempo, ormai, vengono manifestate congetture di vario tipo su ciò che realmente verrà mostrato il prossimo 5 maggio 2015 all’interno di un evento organizzato dal noto ufologo messicano Jaime Maussan e che andrà in onda, in diretta streaming, dall’Auditorium di Mexico City: stiamo parlando ovviamente delle famose diapositive che ritrarrebbero il corpo di uno degli esseri recuperati nel 1947 durante il famoso “incidente di Roswell”. Su moltissimi siti a tema, blog e portali ufficiali dedicati alla ricerca ufologica (compreso il presente) non si è molto parlato di questo casuale quanto incredibile ritrovamento e di come esso potrebbe divenire la famosa “pistola fumante” tanto cercata dagli ufologi in tutto il mondo. E’ proprio a causa delle diverse speculazioni che negli ultimi mesi stanno accompagnando il caso, che nei giorni scorsi si è fatto avanti anche il proprietario delle diapositive in questione, Adam Dew. Egli ha voluto raccontare pubblicamente la sua “verità”, rilasciando alcune informazioni. Non tutti sanno che il Sig. Dew (foto sopra) è anche proprietario di una società di produzioni televisive che sta attualmente ultimando un documentario che illustrerà, in maniera dettagliata, la storia del ritrovamento delle immagini. Dew, laureatosi in giornalismo nel 1998, ha affinato le sue specializzazioni lavorando per numerose produzioni legate allo sport che gli hanno permesso poi, nel 2003/2004, di aprire la sua personale società di produzioni, la Varsity Tape. Egli ha dichiarato, durante una breve intervista, di essere stato coinvolto in questo caso nel 2008. Quell’anno venne contattato da un amico che gli raccontò come sua sorella avesse ritrovato nel 1998 le diapositive, custodite all’interno di un scatola posta nella soffitta di una casa che lei stessa stava ripulendo e che avrebbe dovuto essere venduta successivamente in un’asta immobiliare a Sedona, Arizona. Inizialmente Dew non diede molta importanza alle diapositive ma poi inizio ad esaminarle. Erano in tutto 400 immagini che ritraevano, tra l’altro, numerosi personaggi famosi. Molte di esse non erano completamente a fuoco cosa normale all’epoca per la Kodakchrome, in foto scattate nei luoghi scarsamente illuminati. La prima cosa che Dew ha cercato di capire è stata quella di individuare la reale datazione delle immagini per evitare che le persone, vedendole, potessero asserire che fossero falsificate o inscenate su un set. Le ricerche effettuate, anche sull’involucro delle diapositive, hanno fatto risalire le stesse agli anni ’40. Ciò ha dimostrato quindi che le immagini in esse contenute erano assolutamente reali e prive di ogni foto ritocco. In particolare si è poi scoperto che le diapositive ritraenti il corpo del presunto alieno non erano correlabili con alcun stereotipo dell’epoca o dell’immaginazione popolare di quella successiva e che i proprietari delle foto erano persone molto in vista negli ambienti governativi di quel periodo. Il passo successivo è stato poi quello di contattare i due maggiori esperti sul “caso Roswell”, i ricercatori Don Schmitt e Tom Carey.



Questi ultimi sono stati in grado di contattare un uomo che sostiene di aver visto i reali corpi alieni recuperati nel presunto UFO crash di Roswell, nel 1947. Dew afferma che l'uomo ha richiesto l’anonimato, ma il suo nome e la sua immagine sono comunque presenti nell'annuario del Roswell Army Air Field del 1947. Quando le due immagini sono state mostrate al testimone egli ha dichiarato di riconoscere in esse uno dei corpi che aveva già visto nel 1947 e che erano stati recuperati e poi conservati in qualche modo. Dew afferma anche di non avere l’assoluta certezza che le immagini ritraggano il corpo di un vero alieno, poiché egli stesso non ne ha mai visto uno, ma è certo di poter affermare, sulla base di ricerche effettuate, che in rete non esistono immagini che ritraggano lo stesso essere. Gli è stato chiesto anche come mai avesse acconsentito di divulgare tali immagini all’interno di un evento organizzato proprio nel New Mexico. La sua risposta è stata: "L'evento è giustificato dal fatto che c’è abbastanza interesse per mostrare le diapositive in questo modo. C'è materiale interessante, sufficiente materiale a sostegno e ci sono diverse persone disposte a testimoniare. Nella mia mente, Città del Messico, gli Stati Uniti od un altro luogo sono uguali perché non importa dove esse vengano presentate. Ma Jaime Maussan ha avuto la visione dii questo grande evento e tutto ciò è eccitante anche per me. Sembra divertente, interessante ed è un grande palcoscenico. Nessuno negli Stati Uniti sarebbe stato in grado di presentare un evento come questo." Egli afferma inoltre di aver ricevuto l’attenzione di numerosi produttori di Hollywood che avrebbero voluto presentare il caso all’interno di programmi ufologici già affermati, richieste che sono state puntualmente eluse per non perdere il controllo della situazione. Confessa tranquillamente che alcune proposte sono state rifiutate soprattutto per motivi di ordine economico: tra queste la richiesta di affidare l’esclusiva ad una nota e rispettabile rivista che però non offriva i fondi necessari a coprire le ingenti spese sostenute da Dew per le ricerche sul caso. Egli comunque non comprende perché diverse persone siano critiche nei suoi confronti ed esprimano dissenso sul modo in cui l’intera faccenda è stata gestita: “Molti non sono soddisfatti delle indagini effettuate ed alcuni sono addirittura convinti, pur non avendo ancora visto nulla, che le “diapositive di Roswell” non raffigurino un alieno ma bensì la mummia di un bambino già nota al mondo. Benché debba ammettere che esiste una certa somiglianza, vi sono tuttavia differenze enormi tra l’essere fotografato e la mummia del bambino (recentemente esposta in Olanda nel Museo Nazionale delle Antichità di Leiden e visibile in questa foto, ndr)



che tra l’altro presenta un grosso foro sul corpo, non riscontrabile sul corpo presente nelle diapositive. Sto solo cercando di convincere la gente a guardare le immagini con una mentalità aperta. Se qualcuno con un background scientifico afferma il contrario, voglio sapere perché.” A chi lo paragona a Santilli ed al suo celebre filmato sull’autopsia aliena



 egli risponde con fermezza che il confronto non è assolutamente corretto, soprattutto perché il caso Santilli è falso mentre le immagini presentate nelle diapositive Kodakchrome sono assolutamente reali ed impossibili da manipolare. Una certezza sulla quale la gente comune dovrà porre la giusta attenzione, per cercare di comprendere realmente ciò che tali immagini raccontano.

FONTI:




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giovedì 5 marzo 2015

VITA EXTRATERRESTRE NEL METANO?


SEGNALATO DA  CLAUDIO DALL’AGLIO (CENTRO DI RICERCHE ESOBIOLOGICHE GALILEO – PARMA)

BIOLOGIA IPOTETICA


Una suggestiva ipotesi di un'équipe della Cornell University: ripensare al funzionamento delle cellule per cercare la vita nello spazio

di Stefano Lamorgese

Escludendo qualche lodevole eccezione, molto spesso quando si pensa alla vita extraterrestre - agli "alieni" - li si immagina antropomorfi, cioè con forme e proporzioni corporee non tanto dissimili da quelle umane. E se anche non li si dipinge simili a noi terrestri nelle fattezze, certo si pone grande enfasi sull'acqua come ingrediente indispensabile per la vita. Senz'acqua, niente vita: in base a questo "teorema", gli astronomi che scrutano e setacciano lo spazio la vanno a cercare solo là dove c'è o potrebbe esserci acqua. Vita senz'acqua? Ma c'è anche chi riflette sulla possibilità dell'esistenza di forme di vita capaci di fare a meno dell'acqua, di formarsi e proliferare in ambienti che sarebbero estremamente "ostili" per le forme di vita terrestri, quelle che conosciamo da vicino. È il caso di un'équipe di studiosi che ha dato vita a un progetto di ricerca della Cornell University, il cui frutto è un documento molto interessante: "Membrane alternatives in worlds without oxygen: Creation of an azotosome" (Membrane alternative per mondi senza ossigeno: la Creazione di un azotosoma), realizzato da James Stevenson, Jonathan Lunine e Paulette Clancy. Briciole di vita "aliena" Partendo dal fatto che il 95% della membrana cellulare di qualsiasi cellula vivente sulla Terra - e che quindi a che fare con l'acqua - è costituito dalla doppia membrana fosfolipidica, gli scienziati si sono concentrati sulla possibilità di "disegnare" in laboratorio una cellula con una "pelle" diversa. Vivere nel metano a -162°C Si tratta di una membrana costituita da piccoli composti azotati organici, che è in grado di formarsi e di funzionare non nell'acqua ma nel metano liquido. Una pelle capace di resistere, quindi, a temperature criogeniche: a pressione atmosferica, infatti, il metano si presenta allo stato liquido alla temperatura di -162°C. Utilizzando simulazioni molecolari, i tre studiosi della Cornell University hanno dimostrato che queste membrane, immerse in un solvente criogenico, hanno caratteristiche dinamiche paragonabili al doppio foglietto fosfolipidico che avvolge le cellule della vita terrestre. Ma dove si trova un ambiente adatto? Il bello è che una cellula rivestita da una membrana siffatta potrebbe prosperare - ma è solo un esempio - su Titano, la luna di Saturno nota agli studiosi per l'esistenza di mari di metano liquido sulla sua superficie. Titano o no, l'ipotesi proposta da Stevenson, Lunine e Clancy apre alla ricerca della vita nello spazio una prospettiva nuova: ripensare la forma della vita, fin nei suoi più minuti dettagli funzionali, potrebbe veder aumentare esponenzialmente i luoghi nei quali andarla a cercare.


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martedì 3 marzo 2015

GESU', MARIA MADDALENA ED IL CRISTIANESIMO ORIGINARIO... UNA DOVEROSA PRECISAZIONE


Mi sento in dovere di precisare ai lettori e ai tanti amici che mi hanno scritto e telefonato in merito alla conferenza che terrò il 13 Marzo p.v.

Il titolo della conferenza è: “GESU’, MARIA MADDALENA ED IL CRISTIANESIMO ORIGINARIO: UNA STORIA CANCELLATA"

Nella locandina (sotto), volutamente con intento provocatorio (ma non assolutamente cattivo oppure irrispettoso), abbiamo scritto: Gesu’ era un E.T. ? e la ormai famosa frase del Papa su Gesù “alieno” che è stata tradotta malamente perché in realtà il pontefice dice: "alguien" = QUALCUNO e non  "alien" = ALIENO.

Chiarito questo punto voglio anticiparvi e stuzzicarvi perché, in relazione al Papa ma soprattutto alla figura di Gesù, vi svelerò un' interessante questione che prende spunto proprio da questo “errore” di traduzione ed attraverso i testi gnostici di Nag Hammadi ci porta alla scoperta di un Gesù davvero…"alieno".
Non vi resta che venire a sentire di persona…l’ingresso è gratuito !

Marco La Rosa


lunedì 2 marzo 2015

GESU', MARIA MADDALENA E IL CRISTIANESIMO ORIGINARIO: UNA STORIA CANCELLATA

     
                                        di  Marco La Rosa

Teologia (dal greco antico θεός, theos, Dio e λόγος, logos, "parola", "discorso" o "indagine") è una disciplina della filosofia che studia Dio, ovvero le divinità nei caratteri che le varie religioni riconoscono come propri del divino in quanto tale; accessoriamente, e in alcune religioni, si occupa di sviluppare elaborazioni teoretiche circa materie dogmatiche, oggetto della fede dei credenti. Il teologo presbiteriano di Princeton Warfield (1851-1921), biblista e studioso del pensiero cristiano, ha proposto una definizione poi diventata classica ed universalmente accettata da tutti i teologi: "La teologia è la scienza di Dio e del suo rapporto con l'uomo e con il mondo".
Partendo da questa premessa fondamentale voglio precisare che quello che sentirete nella conferenza che terrò il prossimo 13 Marzo, è una visione di fatti e persone diametralmente opposta a quella teologica, quindi se preferite una visione alternativa basata sulla comparazione di diversi scritti di carattere storico e religioso. 

Perchè parlerò di una storia che definisco "cancellata" ?

Tutto ciò che comunemente conosciamo del personaggio Gesù e dei numerosi altri individui del suo universo, viene spiegato ancora oggi come cento, cinquecento e mille anni fa. Delle numerose scoperte storico - archeologiche degli ultimi settanta anni, che di fatto cambiano notevolmente le prospettive di "visione globale",  pochi, anzi pochissimi se ne interessano veramente (al di fuori dell'entourage di esperti che hanno curato e curano le suddette scoperte). Questo atteggiamento di fatto nuoce alla vera conoscenza dei fatti e personaggi storici coinvolti, lasciando campo libero a quella dottrina teologica che ha costruito storie di pura fantasia che vengono tutt'ora veicolate come verità o peggio ancora, come dogmi. " Gli studiosi sono ormai abituati all'idea, vera o falsa che sia, che il grande pubblico non sia davvero interessato al loro lavoro. Per esempio, il divario tra la fede popolare e le concezioni degli storici ed archeologi (laici), nell'ultimo secolo si è allargato al punto che le due categorie parlano ormai due lingue diverse quando discutono della Bibbia..." "...Fintanto che gli studiosi (ad esempio i traduttori dei testi di Qumran o Nag Hammadi) non interferiscono volutamente con le credenze fondamentali dei fedeli (Dio, miracoli, vita dopo la morte, giusto e sbagliato, creazione umana ecc...) nessuno s'inquieta. Tuttavia nel caso di spettacolari ritrovamenti di documenti con messaggi attribuiti a Gesu, le turbolenze fra gli studiosi ed i credenti sono inevitabili, sebbene qualche studioso (teologo) preferirebbe difendere i "credenti comuni" e tenerli al riparo dalle ansietà che le implicazioni di questi testi potrebbero provocare..." (cit: Tobias Churton - L'Ultimo Vangelo - Cairo Editore 2006).
Oggi non assistiamo più ad una metodologia di soppressione delle nuove idee o dei nuovi fatti storici che emergono come mille anni fa, ma una buona parte di teologia clericale dogmatica continua una "guerra" più o meno aperta verso tutti gli studiosi "laici" che intendono portare queste prove "storico-archeologiche" alla conoscenza del grande pubblico e non solo degli addetti ai lavori.
Làico [dal lat. tardo laicus, gr. λαϊκός «del popolo, profano», der. di λαός «popolo»] .
"Il termine laico nell'accezione moderna del termine ha significato di "aconfessionale", ossia di slegato da qualsiasi autorità confessionale, ecclesiastica (o non ecclesiastica) e quindi da qualsiasi confessione religiosa (o non religiosa). Negli ultimi anni il termine "laico" viene invece utilizzato in maniera impropria per indicare un generico agnostico o ateo. Tale uso è semanticamente scorretto, in quanto laico ha significato di svincolato dall'autorità confessionale, ma non inficia la pratica di una particolare credenza religiosa: per cui si possono distinguere "laici credenti" da "laici non credenti" (def: Treccani).
Laicismo (enc. Treccani):

"Il laicismo è l’atteggiamento di coloro che sostengono la necessità di escludere le dottrine religiose e le istituzioni che se ne fanno interpreti, dal funzionamento della cosa pubblica in ogni sua articolazione. Il laicismo si contrappone nel linguaggio politico contemporaneo al confessionalismo e al fondamentalismo, secondo i quali le istituzioni sociali della "polis" (ndr) devono essere collegate al rispetto obbligatorio per tutti, credenti e non credenti, dei principi religiosi della Chiesa dominante. La separazione tra la sfera pubblica e la sfera privata della fede religiosa è quindi un elemento essenziale del laicismo, che riconosce in questa separazione una condizione necessaria per il benessere dell’uomo, per il rispetto della sua dignità e per il libero sviluppo delle sue capacità”.

 Questa conferenza, è dunque dedicata a tutte le menti libere ed  aperte, che siano laiche oppure no, ma che vogliono innanzitutto il bene comune che deriva anche dalle scoperte che possono cambiare radicalmente la visione storica del nostro mondo.

Marco La Rosa



                                           VENERDI 13 MARZO 2015



lunedì 23 febbraio 2015

E... SE NON FOSSE STATO OSSERVATO IL BOSONE DI HIGGS ?




di:  CORRADO RUSCICA (Astronomer and Science Writer. Author of "Idee sull'Universo", "Enigmi Astrofisici" and "L'Universo Infante".)


Ciò che hanno osservato i fisici del CERN in merito alla scoperta di una nuova particella potrebbe non riguardare il bosone di Higgs, nonostante ci assomigli tanto, e forse potrebbe non essere l’unica. È quanto emerge da un recente studio che ha analizzato tutti i dati scientifici che sono stati pubblicati in merito al nuovo bosone scalare e i cui risultati sono descritti in un articolo pubblicato su Physical Review D.
Molti dati suggeriscono che la particella scoperta dai fisici di LHC sia davvero il famoso bosone di Higgs. La comunità dei fisici è assolutamente d’accordo, e convinta, che si tratti certamente di una nuova particella che non è stata mai osservata prima. Tuttavia, secondo un gruppo internazionale di ricercatori non sembra esistere alcuna evidenza definitiva, e conclusiva, sul fatto che si tratti proprio del bosone di Higgs. “I dati del CERN vengono presi in generale come una chiara evidenza che la particella osservata sia, di fatto, il bosone di Higgs”, spiega Mads Toudal Frandsen, del Center for Cosmology and Particle Physics Phenomenology presso l’University of Southern Denmark.”E’ vero che il bosone di Higgs può spiegare i dati osservati ma ci possono essere altre spiegazioni. In altre parole, potremmo ricavare questi stessi dati osservando altre particelle”. Ad ogni modo, l’analisi dei dati effettuata dai ricercatori non implica il fatto che i fisici del CERN non abbiano effettivamente scoperto la particella di Higgs. È ancora possibile ma è egualmente possibile che si tratti di una particella diversa. “I dati attualmente a disposizione non sono così precisi da determinare cosa sia esattamente questa particella. Potrebbe darsi che stiamo avendo a che fare, ad esempio, con altre particelle note”, dice Frandsen.


I contorni al 68% del livello di confidenza (e 95% nel caso di ATLAS) che mostrano il confronto del miglior modello (linee a tratti) applicato dai ricercatori ai dati ufficiali di ATLAS e CMS. Credit: Belyaev et al.

Ma allora cos’è, se non è la particella di Higgs? “Crediamo che possa trattarsi della cosiddetta particella techni-Higgs. In qualche modo essa è simile al bosone di Higgs, da cui prende metà del nome”, dichiara Frandsen. Nonostante le due particelle possono essere facilmente confuse negli esperimenti, in realtà sono due entità diverse che appartengono a due teorie differenti. La particella di Higgs è il tassello mancante del modello standard. Questa teoria descrive tre delle quattro forze della natura ma non ci dice nulla su cosa sia la materia scura, cioè quell’enigmatica componente che costituisce l’85% della materia presente nell’Universo. La particella techni-Higgs, se esiste, è qualcosa di completamente diverso. “Non è una particella elementare. Essa è composta da techni-quark che invece pensiamo siano particelle fondamentali. I techni-quark possono essere legati insieme in vari modi per formare le particelle techni-Higgs, mentre per altre combinazioni si potrebbero formare le particelle di materia scura. Per questo, ci aspettiamo di trovare particelle diverse negli esperimenti di LHC che siano tutte composte da techni-quark”, continua Frandsen. Dunque, se i techni-quark esistono, ci deve essere una interazione che li tiene insieme per formare le particelle, che non è possibile spiegare con le quattro interazioni fondamentali, e che non abbiamo ancora osservato: i fisici la chiamano technicolor. Insomma, ciò che è stato osservato al CERN potrebbe essere o la particella di Higgs del modello standard oppure una particella ‘leggera’ composta da due techni-quark. Il passo successivo sarà ora quello di raccogliere ulteriori dati dai prossimi esperimenti di LHC, che inizieranno già a partire dall’anno prossimo con un incremento di potenza. Forse, i teorici potrebbero ottenere quegli indizi necessari per capire se la particella osservata sia in definitiva il bosone di Higgs o invece un techni-Higgs.

Fonti:


arXiv: The Technicolor Higgs in the Light of LHC Data:


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venerdì 20 febbraio 2015

PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO NAZIONALE: "IL LIBRO DEL MISTERO 2015"


                       TORRIGLIA UFO CONVENTION
                                                   
                                                                     

Il Comitato
TORRIGLIA UFO CONVENTION
Presenta
I Edizione Premio Letterario Nazionale
ADE CAPONE
"Il LIBRO DEL MISTERO 2015"
tutti i dettagli per partecipare nel link sotto:
                    http://www.torrigliaufoconvention.com/il_libro_del_mistero_2015_15.html