IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

LA NUOVA CONOSCENZA

GdM

martedì 19 marzo 2013

LA TUA VITA VALE QUANTO IL TUO PORTAFOGLIO



di: Marco La Rosa

Ogni tanto, più come riempitivo che altro, giornali e telegiornali, “buttano” qualche notizia che difficilmente viene recepita in tutta la sua reale importanza,oppure se ne colgono le implicazioni.
Proprio nei giorni scorsi, distrattamente, ho colto due notizie di questo tenore: la prima riguardava una madre ed un padre che attendevano con angoscia il via libera del tribunale per far terminare un’essenziale terapia genica al figlioletto gravemente malato. Nella seconda, si dava sfogo alla disperazione di una donna a cui era stata negata da un altro tribunale una fondamentale cura, concessa invece al fratello.
Tribunali, giudici ed interessi economici del sistema sanitario nazionale... questo è il trinomio con cui oggi “la vita umana” deve fare i conti nel caso di cancro e malattie genetiche. Nonostante i progressi tecnologici nel campo della medicina, a farla da padrone è sempre e soltanto il profitto. La vita umana “ha un prezzo”, è moneta di scambio. Se sei ricco ti puoi permettere di avere più “chances” di vita, se non lo sei…pazienza sei sacrificabile.
Nel caos quotidiano di vita e lavoro, non abbiamo più tempo di fermarci a riflettere, passiamo tranquillamente sui “cadaveri” dei nostri simili, sia fisicamente che intellettualmente. Ci disinteressiamo del destino altrui, perché non è il nostro, ci fidiamo ciecamente di chi sta ai vertici “culturali”, ignorando completamente che non sono la giustizia e la verità che guidano la società, ma il profitto esasperato, che nel tempo ha capovolto i valori umani.
Dubbio, consapevolezza e volontà di conoscere,  oggi sono armi fondamentali per combattere contro la “credenza comune” che ha appiattito e banalizzato tutto ciò che non rientra nei confini del sapere “istituzionalizzato”.
Vediamo come la medicina, nonostante riguardi direttamente “la vita umana”, non faccia distinzione tra etica e profitto, anzi, alla lunga ha “soppiantato” l’etica ad esclusivo favore del secondo.
La “TERAPIA GENICA”, ultima frontiera della medicina, rischia seriamente di venire “istituzionalizzata” a favore del “capitale” e “nascosta” a danno della collettività.
Di cosa parliamo?
Leggete:
 “Per terapia genica (in inglese Gene Therapy) si intende l'inserzione di materiale genetico (DNA) all'interno delle cellule al fine di poter curare delle patologie. Questa procedura di inserzione è nota come “trasfezione”. (introduzione di materiale biologico esogeno in cellule eucariotiche)”.
Per essere più esatti la terapia genica consiste nel trasferimento di uno o più geni sani in una cellula malata, al fine di curare una patologia causata dall'assenza o dal difetto di uno o più geni (mutati). Dunque, è necessario in primo luogo identificare il singolo gene o i diversi geni responsabili della malattia genetica. Sebbene le terapie siano generalmente sperimentali, si può tentare in secondo luogo - almeno per alcune malattie - la sostituzione dei geni malati sfruttando, ad esempio, come vettore un virus reso inattivo, svuotato preventivamente del suo corredo genetico. Con un meccanismo piuttosto complesso, che richiede l'uso di 'forbici' molecolari enzimatiche, si può poi 'correggere' il DNA, rimpiazzando le sequenze difettose, in modo tale che la cellula sintetizzi correttamente le proteine necessarie al corretto funzionamento metabolico”.

“Immaginate di subire una diagnosi di cancro o di una patologia genetica al mattino, di ricevere una singola iniezione la sera e di cominciare il vostro recupero la mattina successiva. Nessuna ricetta, nessun trattamento prolungato, nessuna scelta difficile tra situazione economica e miglioramento fisico. Questa è la promessa della terapia genica, una promessa già in parte in atto”.

“Glybera” (sviluppata da UniQure con sede ad Amsterdam nel Novembre 2012), è stata  la prima terapia genica approvata nel mondo occidentale,  potrebbe curare un raro quadro genetico che interessa il pancreas con un singolo trattamento. Non serve grande immaginazione per capire quale impatto avrebbe sui profitti delle case farmaceutiche, o quali misure queste prenderanno per proteggere i loro interessi.  Possiamo azzardarci a dire che questi trattamenti appartengono alle persone e non agli interessi privati e ai governi che li proteggono?”

“Glybera potrebbe essere efficace per l'intera durata della vita, cioè potrebbe essere un trattamento risolutivo. Jorn Aldag, CEO di UniQure, propose al tempo una domanda: “come si fa a dare un prezzo a un trattamento simile?”

“Nella realtà, la malattia è come una guerra. Una nazione non darebbe un prezzo alla sua sopravvivenza a fronte di un nemico minaccioso, e non dovrebbe neanche farlo per la sopravvivenza della sua popolazione a fronte di una malattia. Tra tutte le tematiche alle quali una nazione dovrebbe destinare i soldi pubblici, un'istituzione che producesse cure permanenti per malattie e deterioramenti dovuti all'età dovrebbe essere la prima. Un sistema sanitario insostenibile che brucia miliardi di capitali l'anno e che fa i conti con budget e qualità in discesa, sarebbe profondamente trasformato da una simile iniziativa. Gli interessi privati sarebbero gli unici a perdere qualcosa, ma dato che questi interessi sono la spinta attuale per il destino umano,  abbiamo un indizio sul perché questa trasformazione non è nelle agende di nessuno”.

“Le grandi case farmaceutiche e perfino colossi informatici della “rete” (controllati dalle corporazioni oligarchiche –ndr MLR) che attualmente cercano vie per “pilotare” la salute pubblica,  non potrebbero più nascondersi nell'ombra dell'ignoranza collettiva e perpetrare un approccio monetario, insostenibile e inumano sulla salute. Tutti quanti meritano le migliori cure possibili  e questo può essere vero solo tramite un'innovazione tecnologica, costruita su solide basi gettate da una società informata, produttiva ed interessata.  Purtroppo, le politiche attuali sembrano “disegnate” per ottenere esattamente l'opposto, lasciando la società cieca ed ignorante guidata da un'elite totalitaria (che fa leva solamente sul falso “senso comune - ndr  MLR).”


Parti in grassetto liberamente tratte dall’articolo di:
Tony Cartalucci
Fonte: http://landdestroyer.blogspot.it
Link: http://landdestroyer.blogspot.it/2012/12/on-cusp-of-ending-big-pharma.html
28.12.2012 – con commenti e precisazioni aggiunte da Marco La Rosa.

Traduzione per Comedonchisciotte.org a cura di SEBASTIANO SENO

Definizioni: Wikipedia
Bibliografia:
Introduction to Biology (MIT 2005)
Introduction to Bioengineering (MIT 2006)
Bioengineering 200 Lecture 1 (Berkeley 2011)

sabato 16 marzo 2013

LA MEDICINA ALTERNATIVA...STREGONERIA ? OPPURE...




E’ UNA SEMPLICE RIFLESSIONE CHE MI E’ PIU’ VOLTE CAPITATO DI FARE.
LE CONOSCENZE SULLA MEDICINA ALTERNATIVA, SPESSO SONO VISTE CON DIFFIDENZA E SOSPETTO.
OGNUNO E’ LIBERO DI ACQUISIRLE COME CREDE, STUDIANDOLE SUI LIBRI, IN RETE, PARTECIPANDO A CORSI E SEMINARI.
MA QUANDO SI TRATTA DI DIVULGARLE… QUI E’ TUTTO UN ALTRO DISCORSO.
SE NON SEI UN MEDICO (E’ A VOLTE NON BASTA NEMMENO – ndr) OPPURE UN LUMINARE DELLA SCIENZA, E’ MEGLIO CHE LASCI PERDERE, E’ MEGLIO STARE ZITTI E NON PARLARNE PROPRIO, ALLE VOLTE NEMMENO IN FAMIGLIA O CON GLI AMICI.
LA MEDICINA ALTERNATIVA E’ COME LA MAGIA O L’ILLUSIONE, CHI LA PRATICA E LA DIVULGA E’ SEMPRE OSTEGGIATO ED EMARGINATO. NON CONTA SE FUNZIONA DAVVERO OPPURE NO. NON E’ RICONOSCIUTA DAL SENSO “COMUNE” E DALLA SCIENZA UFFICIALE. NON IMPORTA SE FUNZIONA E IL PIU’ DELLE VOLTE E’ A COSTO ZERO PER LA SOCIETA’, POICHE’ QUASI SEMPRE NON PORTA PROFITTO, ANZI LO FA PERDERE ALLE MULTINAZIONALI DEL FARMACO.
MA QUESTI ORMAI SONO LUOGHI COMUNI, SCUSE BANALI DIRETE VOI.
NON NE SONO AFFATTO CONVINTO, RISPONDO IO. TUTTO QUELLO CHE NEGLI ULTIMI ANNI E’ RIUSCITO AD EMERGERE, DALLA MEDICINA ALTERNATIVA, HA CREATO UN QUADRO COMPLETAMENTE DIVERSO DA QUELLO CHE CI RACCONTANO PER ESEMPIO SUL CANCRO. IN QUESTO BLOG, TROVATE MOLTI ESEMPI. LE MALATTIE SONO INDUBBIAMENTE UN BUSINESS PER I COLOSSI FARMACEUTICI, QUINDI E’ BENE CHE PROLIFICHINO IL PIU POSSIBILE.
UNA SOCIETA’ “FARMACO-DIPENDENTE” E’ GARANZIA DI PROFITTO.
NON SI DEVE SAPERE CHE L’”AUTOCURA” E’ UNA PREROGATIVA DEL NOSTRO ORGANISMO, DOBBIAMO CONTINUARE A DELEGARE ALL’ESTERNO DI NOI STESSI, IL COMPITO DELLA CONOSCENZA, NON DOBBIAMO SCOPRIRE CHE NEL NOSTRO CERVELLO C’E’ UNA RISPOSTA A TUTTO ED UNA CURA PER TUTTO.

VI INVITO A LEGGERE IL PEZZO CHE SEGUE… A ME E’ PIACIUTA MOLTO LA METAFORA.

BUONA LETTURA

Marco La Rosa




"Hamer, il tumore, le curve a sci uniti"

 di:  Alberto Medici

“Chi ha imparato a sciare da adulto ha presente la difficoltà di doversi ricordare tutta una serie di accorgimenti (spalle - peso in avanti – posizione – ginocchia – braccia – bacino – a valle – a monte – ecc.) e soprattutto di come sia difficile ricordarsi di mettere in pratica i consigli del maestro quando la velocità aumenta, o la pista si fa più difficile e ripida e magari piena di cunette, o tutte queste cose insieme. Se invece ci si trova sul classico “panettone“, pista larga, neve bella, pochissima gente, pendenza limitata e velocità sotto controllo, allora è molto più facile, pensandoci, mettere in pratica gli insegnamenti e, dopo un po’ di queste discese, si comincia ad automatizzare i movimenti e ad interiorizzare gli insegnamenti ricevuti. Se poi si ha anche il sole alle spalle, e si può guardare anche la propria ombra proiettata davanti, allora è proprio il massimo: ad ogni curva si può correggere qualcosina, e dopo un paio d’ore i progressi sono veramente notevoli. A quel punto anche l’aumento di velocità, la pista più ripida, o altre condizioni avverse si potranno affrontare meglio, grazie a quanto imparato precedentemente.

Pensavo a questo oggi, e mi veniva spontaneo il paragone con le conoscenze di medicina alternativa che noi frequentatori di siti di controinformazione abbiamo acquisito. L’esperienza ci insegna che quando ad una persona “normale“, educata secondo i canoni classici, viene diagnosticato un tumore, per lo più questa notizia viene vissuta come una terribile condanna, magari non definitiva, ma comunque invalidante, e la sensazione di impotenza e di pericolo non lascia spazio a ricerche, a studi, ad approfondimenti: ci si sente come il naufrago che si aggrappa a qualunque cosa, pur di rimanere a galla. Difficile insegnare a chi pensa che sta per annegare come si fa a nuotare: a nuotare si deve imparare in piscina, nell’acqua bassa, meglio se tiepida. Alla stessa maniera, difficile insegnare a chi sta precipitando lunga una pista nera come fare le curve a sci uniti, se non le ha già imparate in pendii più amichevoli.

Anni fa ho seguito un corso di Nuova Medicina Germanica tenuto da Claudio Trupiano, e da allora ho cominciato a vedere il tumore, e tutte le altre malattie, in un’ottica diversa, completamente opposta alla visione tradizionale corrente. Ma tutte le volte che sono venuto a sapere di conoscenti ai quali veniva diagnosticato un tumore (e ne sono già morti diversi, in questi anni) mi sono reso conto della totale inutilità delle mie conoscenze nei confronti di queste persone che -ovviamente – manifestavano una totale e cieca accettazione delle terapie “ufficiali“, che non mi sono mai permesso di contestare (con quale autorevolezza, poi?) e la totale chiusura (tranne che alla fine delle terapie, quando ormai anche la medicina ufficiale ti dà per spacciato) ad ipotesi alternative.

Per questo, come ho detto altre volte, sono certo che  la conoscenza delle teorie del dr.Hamer (la “Nuova Medicina Germanica“) debba essere acquisita quando si sta bene, quando si è giovani e in forze, e la malattia è l’ultima cosa che si possa avere nella nostra mente. Questo ci impedirà di ammalarci? Non lo so, ma so per certo (è la mia esperienza personale) che la paura della malattia è completamente sparita dalla mia vita. Anche se fosse solo questo (ma sono certo che c’è molto di più) sarebbe già qualcosa di importante.

Non si aspetta di avere un incidente per assicurarci: l’assicurazione si fa prima…”

Da:

giovedì 14 marzo 2013

MARTE E LA VITA




UN PASSETTO ALLA VOLTA, PIAN PIANO... CI AVVICINIAMO A SCOPRIRE, SE LE "BLASFEME" TEORIE DELLA VITA SU MARTE, SONO COSÌ LONTANE DALLA "SCIENZA UFFICIALE".
FINO A IERI, PARLARE AD "ALTA VOCE" DI MARTE, COME PIANETA ANTICAMENTE RIGOGLIOSO ED ABITABILE, ERA PRATICAMENTE PROIBITO, PENA LA "SCOMUNICA" E LA DERISIONE PIÙ BIECA.
OGGI INVECE, DOPO CHE LA NASA/GOVERNO AMERICANO, HANNO SPESO TEMPO E DENARO PER PROGETTARE, COSTRUIRE E LANCIARE L'ENNESIMA SONDA DENOMINATA "CURIOSITY", GUARDA CASO PROPRIO PER VERIFICARE TUTTE LE "STRAMPALATE" TEORIE "MARZIANE" SOPRA CITATE, PIU’ O MENO TUTTI DICONO: "LO SAPEVAMO, SI SAPEVA DA SEMPRE" (SCHOPENHAUER DOCET).
PROPRIO IERI, LA NOTIZIA CHE LE PRIME ANALISI DEL TERRENO MARZIANO CONFERMANO LA PRESENZA DI IDROGENO, CARBONIO ED OSSIGENO: ESSENZE DI VITA.


CORSI E RICORSI DI QUESTA CONTRADDITTORIA UMANITÀ !

VI LASCIO ALLA NOTIZIA UFFICIALE COMUNICATA DAI MEDIA.

BUONA LETTURA

Marco La Rosa



"Nasa, su Marte in passato
condizioni per la vita

Campioni analizzati dalla sonda “Curisoity”

WASHINGTON:
L’analisi dei campioni di rocce raccolti su Marte dalla sonda della Nasa “Curisoity” ha accertato la presenza di idrogeno, carbonio e ossigeno: lo ha annunciato l’Agenzia spaziale statunitense, sottolineando come in tal mondo sia possibile rispondere affermativamente al quesito se il Pianeta Rosso possa aver ospitato in passato delle forme di vita. 

“Curiosity” ha utilizzato il 9 febbraio scorso per la prima volta la trivella di cui è dotata per prelevare un campione di roccia marziana: secondo la Nasa si tratta dell’esperimento più importante dall’arrivo della sonda su Marte, nello scorso agosto. L’analisi dei campioni è stata effettuata da alcuni strumenti a bordo della stessa sonda e ha fornito dei dati sull’umidità esistente in passato sulla superficie del Pianeta Rosso. 

I campioni - prelevati dall’interno di una roccia in quello che anticamente era un letto fluviale - contengono infatti dell’argilla, formatasi nell’acqua, solfati ed altre sostanze; a differenza di quanto scoperto in altre zone di Marte l’ambiente umido non sarebbe poi stato toppo ossidato, acido o salato: secondo la Nasa l’acqua sarebbe stata persino potabile. 

“Curiosity” - la cui missione principale, della durata prevista di due anni, è quella di trovare tracce fossili di vita microscopica - si trova attualmente ai piedi del monte Sharp, a nord del cratere di Gale dove è avvenuto l’atterraggio della sonda; dotata di sei ruote e dal peso di 900 chili, Curiosity la sonda più grande e complessa mai inviata nello spazio.

Da: Lastampa.it - scienza
  http://www.lastampa.it/2013/03/13/scienza/nasa-su-marte-in-passato-condizioni-per-la-vita-0JHWgeJpx6EeH3Dno2mKtL/pagina.html".



martedì 12 marzo 2013

N.W.O. : RIFLESSIONE MA CON DUBBIO !


ATTIVISMO, COMPLOTTISMO, COSPIRAZIONISMO, NWO (NUOVO ORDINE MONDIALE)...
SONO SOLO ALCUNI DEI NEOLOGISMI CHE IMPAZZANO SULLA RETE, MA SOPRATUTTO TRA I SITI ED I BLOGGER DELL'INFORMAZIONE ALTERNATIVA.
VI SARETE ACCORTI TUTTI, CHE E' DIVENTATA UNA VERA E PROPRIA "BATTAGLIA" CONTINUA, TRA CHI VUOLE VEICOLARE INFORMAZIONI DICIAMO "ALTERNATIVE" AL SENSO COMUNE DI "CONOSCERE E PENSARE", E CHI INVECE, "PALADINO" (INVESTITO O NON), DELL'UFFICIALITA' COSTITUITA,  CONTRASTA IL PIU' DELLE VOLTE CON ARROGANZA E VEEMENZA, TUTTO QUELLO CHE "SCOMODAMENTE" TRAVALICA I CONFINI "DOGMATICI" DEL "SAPERE" UFFICIALE.

A TAL PROPOSITO, VI VOGLIO PROPORRE UN INTERESSANTE VIDEO DI MASON MASSY JAMES, A MIO PARERE E' UTILE PER FARSI UN'IDEA, MA COME SEMPRE ... DUBITATE DI TUTTO ...ANCHE DI QUESTO.

BUONA VISIONE

Marco La Rosa


da: Mason Massy James - YouTube

sabato 9 marzo 2013

IL MISTERO MEGALITICO DELL’ISOLA "NECKER"


di:  Marco La Rosa


Cercare informazioni in rete su questo grande “scoglio”, più che vera e propria isola dell’arcipelago hawaiano, è praticamente un’impresa.
Per lo più, vi compaiono informazioni su un’omonima isola caraibica paradiso di miliardari e coincidenza curiosa (o forse no ?) , diverse informazioni sui siti megalo-preistorici della valle del fiume Neckar, affluente della riva destra del Reno.
Ciò detto, vado a spiegare perché parlo di mistero. Mistero, ma forse non troppo, perché quest’isoletta è stata oggetto di studio ed è anche menzionata da Hertha von Dechend nel “Mulino di Amleto”, saggio sul mito e sulla struttura del tempo, scritto insieme al “grande” Giorgio de Santillana.
Il contesto ovviamente è quello dei “miti” polinesiani, su cui Hertha von Dechend preparò una parte della sua tesi di abilitazione:

“il secondo capitolo era dedicato a Tane/Kane polinesiano: ma avevo appena terminato di batterlo a macchina che il mio disagio si mutò in disperazione , perché in realtà non avevo compreso neppure una sillaba delle oltre diecimila pagine di miti polinesiani che avevo letto. Ci si doveva forse sentire seriamente autorizzati a supporre che i più grandi navigatori della terra tramandassero ai loro primogeniti come sapere “sacro”, spesso da imparare a memoria e da non rivelare ai non iniziati, un cumulo di piacevoli storielle? O non era piuttosto doveroso porre il problema del significato di queste tradizioni?”.

Qui entra in gioco l’archeologo Kenneth Pike Emory, grande studioso delle civiltà dell’emisfero australe, fu artefice insieme a Thor Heyerdahl , con il progetto Kon-Tiki, della dimostrazione che gli antichi marinai polinesiani erano in grado di solcare l’oceano pacifico senza problemi, spostandosi non solo tra le isole, ma anche tra i continenti.

“Nella vaga speranza di trovare una qualche indicazione, mi misi a leggere tutte le pubblicazioni di cui potevo disporre sull’archeologia dell’arcipelago, e fu cosi che mi imbattei nell’isola Necker, appartenente al gruppo delle Hawaii, ma distante 500 km dall’isola più vicina. Su quest’isoletta a forma di amo, lunga circa un chilometro, non crescono alberi, ma solo rade erbe e qualche cespuglio.


 Dato che l’acqua dolce è estremamente scarsa, l’isola è abitata non da uomini ma da migliaia di uccelli. Ciò nonostante sull’isola Necker sono stati rinvenuti 33 luoghi di culto megalitici. Oltre ad alcuni terrazzamenti e a figure umane di pietra.

 Questi stupefacenti ritrovamenti posero a Kenneth Emory, l’archeologo che se ne occupò, i seguenti  problemi: chi poteva aver edificato questo complesso? E a quali altri complessi cultuali lo si poteva maggiormente assimilare? (non tanto agli heiau delle grandi isole hawaiane, quanto piuttosto ai marae rinvenuti all’interno di Tahiti e nelle isole nord-occidentali dell’arcipelago Tuamotu). Non venne posto invece il problema di trovare un motivo sufficiente a dar ragione di quel fenomenale slancio edificatorio, per di più su un’isoletta praticamente inabitabile ed evidentemente visitata ogni tanto: ma questa fu la naturale conseguenza di un principio dominante, da me battezzato “complesso di Parsifal”: a costui infatti la madre Herzeleide aveva insegnato fin da piccolo a non chiedere assolutamente mai  “ perche?”.


Indubbiamente ci troviamo di fronte a grandi navigatori che si spostavano disinvoltamente per tratte lunghissime,  ed esportavano oltre al carico propriamente commerciale, anche quello “culturale” e quindi “cultuale”. Ma per essere grandi navigatori bisognava anche essere provetti “astronomi”.

“L’isola Necker si trova quasi esattamente sul tropico del cancro. Questa circostanza mi spinse a considerare quale fosse la situazione lungo il Tropico del Capricorno. Vicinissime a questo si trovano le isole Tubuai e Raivavae. Ed entrambe le isole sono parimenti costellate di resti di marae, oltre a ciò, l’isola Tubuai svolge nella cosmogonia tahitiana un ruolo importante ed enigmatico: le braccia tentacolari del Polpo – corrispondente polinesiano del rgvedico Vrta – che tenevano saldamente uniti il cielo e la terra, dopo che questi fu ucciso da Tane, vennero tagliate via da Maui, caddero e andarono a formare l’isola Tubuai. Esattamente sulla linea dell’equatore non ci sono isole, ma le più vicine (Fanning, Malden, Christmas) sono ricche di resti di marae. Era  (ed è ) come se i polinesiani avessero segnato l’orbita percorsa dal sole con il massimo di precisione consentita dalle condizioni geografiche”.

Ma non solo, osservando meglio la mitologia polinesiana troviamo anche un eroe in viaggio da poco più di due anni, che ogni tanto veniva costretto ad invertire il cammino, cadeva nello spazio e deviava dal suo giusto corso.  Cosa rappresenta?

“Non c’erano molte possibilità di soluzione: i racconti contenevano parecchi indizi del fatto che in molti dei e in molti eroi si dovevano in realtà riconoscere dei pianeti; nel caso particolare dello hawaiano Aukele-nui-a-iku il paneta era Marte”.

Da dove proveniva tutto questo bagaglio di conoscenza?

“Poiché, nonostante l’immensa stima per questi maestri della navigazione, non potevo credere che i Polinesiani avessero escogitato da soli la tecnica che consentiva  loro di calcolare i movimenti dei corpi celesti, come non potevano aver inventato  da soli la suddivisione del cielo in “tre vie”, ritornai alla “fonte” alla quale avevano attinto tutte le culture appartenenti  alla cerchia delle “civiltà superiori”: L’Oriente antico; mi misi cioè a consultare un testo di F.X.Kugler, dove l’autore afferma tra l’altro che a partire dal VII secolo a.C. Babilonia conobbe “un’astronomia scientifica”, cioè un’astronomia posizionale, mentre contemporaneamente i testi non mostravano la benché minima “coloritura” astrologica o mitologica”…completamente diverse prima del VII secolo a.C. invece, dove tutta l’astronomia era impregnata di rappresentazioni mitologiche. In altre parole prima, gli astronomi comunicavano in “mitico”. Il percorso ulteriore si delineò poi quasi da sé, tanto che in Platone avevo trovato la seconda istanza di controllo, la prima restando quella dell’astronomia mesopotamica”.

Si apre sempre di più la porta della comprensione su quell’umanità mitizzata che, invece, era davvero depositaria di incredibili capacità e conoscenze.
E’ proprio vero, la storia è ancora in gran parte da riscrivere.


Bibliografia:

IL MULINO DI AMLETO – G. De Santillana & H.von Dechend – Adelphi 2000

STERKUNDE UND STERNDIENST IN BABEL – Franz Xaver Kugler – Aschendorff  1907


giovedì 7 marzo 2013

BOSONE DI HIGGS: PENULTIMO ATTO...FORSE




di: Marco La Rosa

Questa notizia sarebbe davvero sensazionale, e sicuramente pretenderebbe le mie incondizionate scuse (per la somma gioia di alcuni), dato il mio strenuo scetticismo a "ricercare nella materia l'origine della materia".
Sono subbissato dai dubbi, su tutto. Quindi sicuramente sono lontanissimo dalla verità su tutto.
Però le dichiarazioni di ieri sul Bosone di Higgs, mi lasciano perplesso.
Senza entrare ancora una volta nel merito delle ricerche, non posso e non devo farlo per palese incompetenza, voglio invece entrare nel merito delle dichiarazioni rilasciate dagli scienziati, che in tutti questi anni hanno effettuato gli studi sul Bosone di Higgs.

Il titolo dell'articolo tratto da repubblica.it - scienze – recita:

"CERN, la conferma è arrivata:
quella particella è il bosone di Higgs
Resi pubblici i dati preliminari dei fisici protagonisti della scoperta del 2012: adesso sono sicuri al 100%. E oltre a determinare la massa delle particelle, il bosone potrebbe aver dato il primo impulso all'espansione dell'universo. E potrebbe anche non avere un solo volto"

Interessante il fatto che "potrebbe avere più volti".

Andiamo avanti:

"La chiave per poter affermare che  la particella osservata è un bosone di Higgs è la misura del suo spin", dice Sergio Bertolucci, direttore della ricerca del Cern, "ossia il suo momento angolare intrinseco. Le nuove misure presentate in questi giorni indicano sempre più fortemente che la particella ha spin zero, come aspettato per una particella di Higgs. Ma a questo punto non possiamo ancora escludere completamente l'ipotesi che lo spin sia uguale a due. Se gli esperimenti ATLAS e CMS confermeranno questo trend, presto potremo sciogliere la prognosi e potremo dichiarare che la particella è UNO Higgs. E dico UNO Higgs, perché non avremo comumque abbastanza prove per dichiarare che è lo Higgs previsto dal Modello Standard. Per questo, ci vorranno ancora anni di presa dati e di studio".

Perché prima si dice che é certo al 100% che la particella è proprio il Bosone di Higgs, ma poi si rettifica dicendo che: "non avremo comunque abbastanza prove per dichiarare che è lo Higgs previsto dal MODELLO STANDARD ( e qui sta il giochino a mio avviso- ndr), per questo ci vorranno ancora anni di presa dati e di studio".
A questo punto o sono io che sono eccessivamente "pignolo", oppure si ravvisa palesemente una contraddizione da "politicanti della scienza".

Capisco perfettamente, la smania di rivelare al mondo la "scoperta", arrivare primi degli avversari, seppellire i detrattori ed assicurarsi finanziamenti illimitati, ma ho paura che dietro a queste dichiarazioni ci sia l'ennesima, "troppo frettolosa" dichiarazione, che invece di giovare alla credibilità della Scienza, alimenta lo scetticismo come il mio ( che non conta nulla) ma da fastidio, oggi pure a me.

Chiedo scusa, ma attendo ancora un pò per scusarmi ufficialmente.

  
Nota dell'autore: a questo indirizzo trovate l'articolo integrale della dichiarazione sul Bosone di Higgs.
http://www.repubblica.it/scienze/2013/03/06/news/conferma_bosone-53970141/


lunedì 4 marzo 2013

"STATUS QUO"



di: Marco La Rosa

Oggi, modo di dire derivato dalle espressioni latine moderne: "in statu quo ante ( o prius), "in statu quo nunc" = "nelle condizioni di prima, o d'ora". "Status quo", quando l'espressione non è preceduta dalla preposizione in o nello.
Quindi:  riscostruire o mantenere una "situazione" che gli eventi hanno modificato, o "minacciano" di modificare.

Questa brevissima riflessione, è nata dalla lettura di un'intervista rilasciata dal giornalista, scrittore e drammaturgo Massimo Fini, e postata sul blog di Beppe Grillo la settimana scorsa.
La sua analisi del voto degli italiani alle ultime politiche è stata, in estrema sintesi: " gli italiani non votano a caso".

Perché?


"Gli italiani non votano a caso, queste elezioni lo hanno ribadito, scelgono chi li rappresenta. In Italia ci sono due blocchi sociali. Il primo, che chiameremo blocco A, è fatto da milioni di giovani senza un futuro, con un lavoro precario o disoccupati, spesso laureati, che sentono di vivere sotto una cappa, sotto un cielo plumbeo come quello di Venere. Questi ragazzi cercano una via di uscita, vogliono diventare loro stessi istituzioni, rovesciare il tavolo, costruire una Nuova Italia sulle macerie. A questo blocco appartengono anche gli esclusi, gli esodati, coloro che percepiscono una pensione da fame e i piccoli e medi imprenditori che vivono sotto un regime di polizia fiscale e chiudono e, se presi dalla disperazione, si suicidano. Il secondo blocco sociale, il blocco B, è costituito da chi vuole mantenere lo status quo, da tutti coloro che hanno attraversato la crisi iniziata dal 2008 più o meno indenni, mantenendo lo stesso potere d'acquisto, da una gran parte di dipendenti statali, da chi ha una pensione superiore ai 5000 euro lordi mensili, dagli evasori, dalla immane cerchia di chi vive di politica attraverso municipalizzate, concessionarie e partecipate dallo Stato. L'esistenza di questi due blocchi ha creato un'asimmetria sociale, ci sono due società che convivono senza comunicare tra loro. Il gruppo A vuole un rinnovamento, il gruppo B la continuità. Il gruppo A non ha nulla da perdere, i giovani non pagano l'IMU perché non hanno una casa, e non avranno mai una pensione. Il gruppo B non vuole mollare nulla, ha spesso due case, un discreto conto corrente, e una buona pensione o la sicurezza di un posto di lavoro pubblico. Si profila a grandi linee uno scontro generazionale, nel quale al posto delle classi c'è l'età”.

A voi che leggete, lascio il facile compito di capire per chi ha votato A e per chi ha votato B (ndr. MLR).

 "...Non c'è nessuno scandalo in questo voto. E' però un voto di transizione. Le giovani generazioni stanno sopportando il peso del presente senza avere alcun futuro e non si può pensare che lo faranno ancora per molto. Ogni mese lo Stato deve pagare 19 milioni di pensioni e 4 milioni di stipendi pubblici. Questo peso è insostenibile, è un dato di fatto, lo status quo è insostenibile, è possibile alimentarlo solo con nuove tasse e con nuovo debito pubblico, i cui interessi sono pagati anch'essi dalle tasse. E' una macchina infernale che sta prosciugando le risorse del Paese..."

(Massimo Fini - La Cosa)

 Il punto centrale della riflessione quindi, è che il "Cambiamento" a favore delle nuove generazioni è assolutamente fisiologico ed inevitabile: " non si può fermare troppo a lungo l'acqua che scorre, perché prima o poi rompe gli argini".



Bibliografia citazioni dal latino: