IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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VIDEO SINOSSI DELL' UOMO KOSMICO
Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

LA NUOVA CONOSCENZA

GdM

domenica 9 dicembre 2012

sabato 8 dicembre 2012

FARAONI E ARTE RUPESTRE


EGITTO, TERRA AFFASCINANTE E MISTERIOSA.
MISTERIOSA FIN DALLE ORIGINI, ANCORA POCO CHIARE E COSTELLATE DI PUNTI INTERROGATIVI.
GLI EGIZI,  CIVILTA' CHE PARE NATA GIA' PROGREDITA ED AVANZATA IN OGNI ASPETTO.

LA RISCOPERTA DI GRAFFITI VICINO AD ASSUAN, RAFFORZA QUESTA TESI, E QUINDI DOVREBBE AIUTARCI AD AUMENTARE GLI SFORZI PER COMPRENDERNE MEGLIO E PIU OBIETTIVAMENTE, LE VERE ORIGINI.

MLR

Buona lettura



di Traci Watson


"riscoperto" il più antico ritratto di  faraone

Nell'arte rupestre di Nag el-Hamdulab, dimenticata per un secolo, gli archeologi riconoscono oggi la più antica immagine di un sovrano egizio: ma di chi si tratta?Questa antica incisione rupestre fu scoperta lungo le rive del Nilo, in Egitto, quasi un secolo fa, e poi venne quasi del tutto dimenticata. Oggi, gli archeologi che l'hanno riscoperta ritengono che rappresenti il più antico ritratto conosciuto di un faraone.
La figura regale al centro indossa la "corona bianca", il copricapo a forma di birillo che simbolizza la sovranità nell'Egitto meridionale, e regge un lungo scettro. Davanti a lui marciano due attendenti che reggono degli stendardi; dietro, un'altra figura regge un ventaglio. Ai piedi del sovrano c'è un cane dalle orecchie a punta. Attorno al re sono raffigurate una serie di imbarcazioni, simbolo del potere, trainate da uomini barbuti.

L'immagine, scolpita su una parete rocciosa a Nag el-Hamdulab, nel deserto a nordovest della città di Assuan, venne probabilmente realizzata attorno al 3.200 e il 3.100 a.C., secondo quando affermano i ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista Antiquity.
Attorno all'epoca in cui venne realizzata l'opera, l'Ato e Basso Egitto si unirono sotto la sovranità di un monarca supremo, o faraone. Il faraone raffigurato potrebbe essere Narmer, che riuscì a sconfiggere le ultime vestigia di resistenza del nord verso la supremazia del sud e che molti studiosi considerano il faraone fondatore dell'Egitto.
L'immagine, nota come tavola 7a, misura quasi tre metri di larghezza, ed è la più ampia fra le opere rupestri del sito di Nag el-Hamdulab.
Nell'arte egizia più antica non si raffigurava direttamente il re, ma lo si rappresentava simbolicamente, ad esempio attraverso l'immagine di un toro o di un falco, spiega John Darnell della Yale University, uno degli autori della ricerca. Le figure umane erano piccole e marginali, come se non contassero molto.
Qui invece, per la prima volta, la figura del sovrano è dominante. "È una rappresentazione sorprendente, sia artisticamente che testualmente, delle origini dell'Egitto dinastico", dice Darnell.
Il modo diverso di raffigurare il sovrano riflette il mutamento nella natura stessa della regalità del tempo, afferma l'archeologa Maria Carmela Gatto, coautore della ricerca.
"Non è un uomo come tutti gli altri", spiega la studiosa. "È una divinità, un essere speciale che contribuisce a entrare in contatto con il sovrannaturale".

I tre uomini a piedi nell'immagine sembrano agitare i pugni alzati al passaggio dell'imbarcazione. I ricercatori, basandosi su immagini più o meno coeve, ritengono che non si tratti di aggressori, quanto di prigionieri: quelle che appaiono come braccia sollevate sono probabilmente corde a cui erano legati con le mani dietro la schiena. Una seconda scena vicino a questa mostra un prigioniero forse legato a un'imbarcazione.
Ci è voluto molto tempo prima che la straordinarietà di queste scene rupestri venisse riconosciuta. Il sito fu scoperto da uno studioso britannico attorno al 1890, il quale fece alcuni schizzi delle incisioni. Un altro studioso lo fotografò negli anni Sessanta, ma solo nel 2009 un team norvegese riscoprì due scene; poco dopo Gatto ha scoperto le altre.
In questo dettaglio della scena della mandria si vede che uno dei bovini ha un cane sulla schiena, ed è seguito da uomo che forse brandisce un bastone.
Per creare le immagini, l'artista posizionò uno scalpello in pietra o rame sulla superficie rocciosa, battendolo poi con un oggetto pesante.
Le immagini che ne risultano sono composte da una serie di piccoli buchi sulla superficie rocciosa, una sorta di puntinismo su pietra. Secondo i ricercatori, già all'alba dell'unificazione dell'Egitto gli artisti erano probabilmente dei professionisti con legami nella corte reale.
Una delle scene più grandi rappresentate a Nag el-Hamdulab mostra due imbarcazioni provviste di remi e rematori sulla poppa.
Sulla barca in alto è rappresentato il sovrano con la corona bianca all'interno della cabina. Accanto a lui, uno stendardo che reca l'immagine di Wepwaout, il dio-cane della caccia e della guerra.


http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2012/11/30/foto/il_ritratto_faraone_pi_antico-1395285/2/#media

venerdì 7 dicembre 2012

TOP CAR 2012


 ARTICOLO  RELAX

  nella pratica qual'è l'auto di serie che và di più?

  a qualche estroso è venuto in mente di fare questa prova


M.Z


mercoledì 5 dicembre 2012

SCIENZA & SPIRITUALITA'



La lingua batte sempre dove il dente duole.
 Gli scienziati dovrebbero avere senso critico ed essere attenti  ai meccanismi e alle "novità" che appaiono.  Nel caso essere preparati a un "cambio di passo" per uscire dal ristagno dei vecchi paradigmi.

La locuzione latina "repetita iuvant", tradotta letteralmente, significa "le cose ripetute aiutano".
Il senso della frase è che una cosa, a forza di essere ripetuta, viene appresa da chi ascolta.
Nell'intervista che segue,  due scienziati di casa nostra, che ben conosciamo, ci mostrano che un cambiamento è già in atto.

MLR

Buona lettura

"I punti d'incontro tra fisica quantistica e filosofie orientali
Con la fisica quantistica è giunto il momento di un nuovo confronto tra scienza e spiritualità, le quali possono per la prima volta incontrarsi percorrendo una via occidentale..."

di: Daniel Tarozzi


Nel 1975 Fritjof Capra – fisico e teorico dei sistemi – pubblica Il Tao della Fisica, un libro destinato a fare la storia e continuamente ristampato in tutto il mondo, con grandissimo successo, ancora a distanza di 35 anni. Capra, nel suo libro, dimostra le straordinarie analogie tra quanto veniva predicato nelle antiche filosofie orientali e quanto veniva scoperto dalla moderna fisica quantistica. Mistica e scienza, in epoche diverse e in culture diverse, sembra arrivassero a conclusioni straordinariamente simili.
Da quel momento, una serie di pensatori ha avuto uno strumento in più per cercare quell’incontro tra scienza e spiritualità che in passato costitutiva la norma, ma che nell’epoca moderna sembra inconcepibile. I grandi matematici, nell’antichità, erano infatti sempre grandi filosofi e i grandi filosofi erano grandi matematici. Non a caso, persino l’inventore del celebre teorema di Pitagora, che intimorisce da sempre i bambini sui banchi di tutto il mondo, viene poi riscoperto nei libri di filosofia. Nonostante questo, nel moderno occidente era probabilmente inevitabile e “sano” che la scienza si emancipasse dalla spiritualità.
La “nostra spiritualità”, infatti, si era canalizzata, nei secoli, negli austeri dogmi delle religioni monoteistiche: ebraismo, cristianesimo, islamismo. Tre grandi religioni che, però, si sono spesso opposte alla scienza e che la scienza ha poi considerato come un nemico. Mentre l'incontro tra la spiritualità orientale, o quella dei greci, e la scienza tout court è stata in qualche modo naturale e forse inevitabile. Con la fisica quantistica, però, è forse finalmente giunto il momento di un nuovo confronto tra le due facce della medaglia. Scienza e spiritualità possono per la prima volta incontrarsi percorrendo una via occidentale.
La fisica quantistica sta veramente rivoluzionando l’intera concezione della realtà. Le implicazioni delle scoperte degli ultimi decenni, tuttavia, non hanno ancora nemmeno cominciato a scalfire le nostre convinzioni. Ma, quando cominceremo ad intuire le implicazioni di quanto scoperto dagli scienziati, il mondo non potrà più essere lo stesso...
Chiediamo il parere dell'astrofisico Massimo Teodorani e del Fisico Vittorio Marchi.


Daniel Tarozzi - Qual è il rapporto tra scienza e ricerca di “Dio”?

Massimo Teodorani - Non vedo nessun rapporto. Sono due strade diametralmente opposte, completamente inconciliabili, a mio parere. Ricercare Dio addormenta la ragione, spinge alla contemplazione, porta alla stasi, e si basa su una “fede”: per carità, io ammiro chi riesce a essere così forte da sostenersi con una fede. Ricercare il segreto della materia nasce esclusivamente dall’uso della ragione e, per chi lo sa o vuole fare, sotto la guida dell’intuizione. Chi usa solo la ragione ovviamente non può intravedere una coscienza nell’Universo; chi usa anche l’intuito – ovvero: quella specie di “radar” che guida la nave e il motore che la muove, per ricordare una delle tante metafore di David Bohm – non solo può percepire la coscienza, ma può anche asservire la ragione a scopi molto focalizzati specialmente con il sostegno della volontà. Ciò, però, non significa arrivare a Dio, significa forse solo diventare parte della sua mente. La mente di un ente non localizzato né nello spazio né nel tempo, e che probabilmente risiede nel vuoto e nelle particelle virtuali che ne nascono e muoiono. L’obiettivo è mentale. Trovare realmente Dio significa saper usare anche il cuore, ma questo, proprio per costituzione interna, non riguarda gli scienziati, che si accontentano di dire alla mente di fare cose che siano giuste (forse questo è guidato dal cuore? Non lo so e forse non lo saprò mai).

Vittorio Marchi - Il rapporto è una relazione complessa e, a tratti, addirittura conflittuale, tra due polarità competitive. Non dimentichiamo che la frattura tra scienza e religione si è consumata appena tre decenni fa, quando, – nel 1981 – la National Academy of Sciences degli USA ha emesso una sentenza di formale divorzio: “Religione e Scienza sono due dimensioni del pensiero umano distinte e reciprocamente esclusive”. In realtà, questa “incompatibilità” ha a che fare più con la competizione tra diversi dogmi che con un intrinseco conflitto tra Scienza e Dio. Dopo il divorzio, comunque, il risentimento tra le parti anziché attenuarsi si è acuito. Come ha osservato il premio nobel Joshua Lederberg, biologo molecolare presso la Rockefeller University, “lo spazio di cui Dio può disporre continua a ridursi progressivamente”.


Daniel Tarozzi - Dopo la pubblicazione del Tao della Fisica, si parla ormai da oltre tre decenni di incontro tra oriente e occidente, tra scienza e mistica. Cosa pensate di questo incontro?

Massimo Teodorani - Penso che sia un’occasione positiva di crescita sia per noi occidentali che per gli orientali stessi. Del resto il cervello umano è strutturato sia in maniera razionale che in maniera intuitiva. Non vedo perché le due funzioni non debbano interagire tra di loro. Un “uomo spezzato” è portato a spezzare il mondo impedendo, così, ogni forma di scambio o interazione, che invece potrebbe far evolvere entrambi i lati della medaglia. Io, però, continuo ad osservare il mondo dal versante razionalista. Credo profondamente nei metodi “classici” della Scienza, della Fisica in particolare, ma penso anche che una radio senza antenna possa funzionare male o per nulla. Una scienza razionalista senza l’antenna dell’intuizione, quindi, non solo non può portare da nessuna parte, ma può addirittura pervertire i suoi veri scopi. Una scienza senza coscienza è come una pistola carica nelle mani di un bambino immaturo che non pondera le sue decisioni e le sue azioni. L’unione tra creatività/intuizione e razionalità deve perciò avvenire (l’umanità ne ha un profondo bisogno), ma non attraverso una mera fusione tra le due qualità dello spirito umano. Un’antenna fusa assieme, e senza criterio logico, ad un amplificatore radio produrrebbe solamente un’accozzaglia inutile. Un’antenna mirabilmente asservita all’amplificatore può invece potenziare, anche grandemente, l’apparato radio stesso. Non dimentichiamo che la Ragione non serve solo a fare missili o computer, ma anche a vegliare sul nostro agire: e, per questo motivo, la Ragione stessa è un’altra attitudine fondamentale del nostro esistere. Se devolvessimo la nostra conoscenza al puro “sciamanesimo” usciremmo completamente fuori controllo: ciò lascerebbe spazio solo alla pazzia e a società totalmente derelitte. Ciò non toglie che il singolo debba raccogliersi ogni tanto in meditazione, come se ricorresse ad una specie di benefica doccia per scacciare le impurità. Ma deve poi passare subito all’azione, ovvero a gesti che richiedono l’effetto operativo della razionalità. Perché, pur avendo uno spirito, siamo fatti di materia e viviamo in un mondo di materia che non è per nulla un’illusione: è così che funziona la vita, e non possiamo sottrarci alle sue leggi. La razionalità ci deve aiutare a cavalcare l’onda senza cadere, mentre l’intuizione ci deve guidare in una direzione che sia giusta e corretta.

Vittorio Marchi - Penso che non ci possa essere nulla di più fecondo ed inevitabile. Oriente ed occidente sono per la Terra e per il suo mentale, quello che sono il lobo destro e quello sinistro per il cervello umano. Mistico, devozionale, contemplativo, spirituale, assoluto il primo. Logico, razionale, analitico, scientifico e relativo, il secondo. Come per i due lobi frontali della testa, (metà e metà a costituire l’unità) le due polarità oriente ed occidente (anch’esse una benedizione a metà del pianeta) hanno una funzione congiunta, equilibratrice ed indissolubile. Una qualsiasi “struttura” vivente, per funzionare, non può prescindere da questa inscindibile unità. Si spiega allora come oggi la fisica moderna (la fisica quantistica) ci porti ad una concezione del mondo che è sostanzialmente “mistica”. Ciò perché, a differenza della fisica meccanicistica occidentale, tutta concentrata sull’inerte, la concezione orientale del mondo è di tipo “organicistico”. Si tratta allora di incominciare a cambiare il significato degli opposti e a ridefinire il rapporto inevitabilmente integrativo esistente tra di essi e considerare la loro necessità di (co)esistere fino al punto di fondersi, poiché dal dinamismo delle due polarità dipende l’eterna tensione della vita, metà e metà di un’unica indissolubile Realtà. Proprio in quella diversità, infatti, i due mondi, l’occidentale e l’orientale, si fondono (e si fonderanno) fino a colmare l’”apparente” dualità; a quel punto la “diade” diventerà un tutt’unico: una, unica, assoluta ed indissolubile in tutti i suoi aspetti, nessuno escluso. È un’impresa, un incontro che i più ritengono impossibile in quanto sfida apertamente tutto ciò che agli esseri umani sia mai stato insegnato tramite quelle credenze assimilate che li mantengono in questa illusione, fissi al loro posto. Ciò perché gli uomini non hanno ancora capito quello che vorrebbe esprimere il simbolo del “Tao”, adottato anche dalla fisica di Niels Bohr e di Fritjof Capra: il mondo è ciò che è, una coesistenza di oriente e di occidente, proprio come il giorno (“dies”,”djos”, in sanscrito dio), che è una coesistenza del dì (dove nasce la luce d’oriente) e della notte (dove tramonta la luce d’occidente). La luce (pensiero Vivente), è sempre luce. Non ha una patria. Con un acronimo, si può definire come quella cosa che è La Unica Cosa Esistente.

da: Scienza e Conoscenza


martedì 4 dicembre 2012

DISGELO & RISCALDAMENTO GLOBALE



Questo post, conferma quello pubblicato il 30 luglio scorso, riguardo il disgelo della Groenlandia.
Proprio come abbiamo scritto in : "la verità è figlia del tempo" (5 Nov. 2012), il tempo ha fatto il suo corso, e la prestigiosa rivista  "Science" ha pubblicato uno studio sul clima che ha confermato in pieno il fenomeno del "disgelo", addirittura rafforzandolo.
La questione è decisamente più grave del previsto.
National Geographic ci aiuta a comprenderlo meglio.

MLR

Buona lettura



di Christine Dell'Amore


E' CONFERMATO: SI STANNO SCIOGLIENDO LE CALOTTE POLARI E SI ALZERA' IL LIVELLO DEI MARI.

Lo scioglimento dei ghiacci contribuisce all'innalzamento del livello dei mari, che sta avvenendo molto più velocemente di quanto previsto nel 2007 dall'IPCC.
Per quelli che ancora nutrissero dei dubbi in proposito, le calotte glaciali della Groenlandia e dell'Antartide si stanno davvero ritirando - e anche molto velocemente: lo conferma un nuovo studio sul cambiamento climatico.
E tra gli effetti più evidenti, secondo i ricercatori, c'è l'innalzamento del livello dei mari, che sta avvenendo più velocemente del previsto e che potrebbe avere serie conseguenze sulle persone e sugli animali.

Il crescente del livello degli oceani potrebbe infatti aumentare il rischio di catastrofiche inondazioni come quelle provocate poche settimane fa dall'uragano Sandy a New York e nel New Jersey. I danni ambientali potrebbero anche includere l'erosione massiccia e la contaminazione degli acquiferi e dei terreni. E sul lungo periodo, milioni di persone potrebbero essere costrette ad abbandonare le coste per spostarsi in zone più interne.
Riassumendo almeno vent'anni di studi e dati ottenuti dalle rilevazioni satellitari, il nuovo articolo, pubblicato su Science, finalmente offre una stima affidabile del cosiddetto bilancio di massa glaciale. Il bilancio rappresenta il rapporto tra il ghiaccio che si deposita nelle calotte e quello che si scioglie o si stacca. Tra il 1992 - anno di inizio dei rilevamenti satellitari - e il 2011, i risultati mostrano che entrambe le calotte glaciali, a parte l'Antartide orientale, stanno perdendo massa. In questi 20 anni, la Groenlandia ha perso 152 miliardi di tonnellate di ghiaccio, l'Antartide occidentale almeno 65 miliardi, la penisola antartica 20 miliardi, mentre solo la massa glaciale dell'Antartide orientale è aumentata di 14 miliardi di tonnellate.
"Quando abbiamo condotto i nostri esperimenti confrontando le varie mappe, l'enigma si è risolto", ha detto uno degli autori dello studio, Andrew Sheperd, docente all'Università di Leeds.
Dice Alexander Robinson, ricercatore dell'Università di Madrid, che non ha partecipato allo studio, "avevamo già una buona idea di quello che sta accadendo alle masse glaciali, ma questo nuovo studio finalmente raccoglie insieme molti dati dando un quadro molto più chiaro di quello che sta succedendo. È un'altra prova dei drammatici cambiamenti in atto, provocati dal clima e dagli oceani sempre più caldi. Ancora però non sappiamo bene come queste zone stiano cambiando"

La diminuzione dei ghiacci è legata al riscaldamento globale:

Per questo studio, Shepherd e i colleghi hanno correlato tre diversi tipi di dati ottenuti dalle osservazioni satellitari: l'altimetria, che restituisce la morfologia dei ghiacci e la loro evoluzione nel tempo; l'interferometria che misura la velocità delle calotte e la gravimetria che calcola il peso delle masse glaciali sulla base del campo gravitazionale terrestre. "Fino ad ora c'erano più di 30 pubblicazioni sui cambiamenti delle calotte. Noi abbiamo cercato di combinare i vari risultati col fine di ottenere una stima migliore dei cambiamenti in corso", ha spiegato Shepherd.
E i risultati ottenuti si accordano bene anche con le osservazioni sulle variazioni climatiche delle regioni polari. Per esempio, il fatto che la Groenlandia stia perdendo ghiaccio almeno 5 volte di più rispetto a vent'anni fa, è legato all'aumento della temperatura dell'aria nelle regioni artiche. E nell'Antartide occidentale la perdita di ghiaccio è molto più veloce proprio in corrispondenza dell'area in cui l'oceano si sta riscaldando. Solo l'Antartide orientale vede invece un aumento della sua massa glaciale, il che coincide con i più alti tassi di nevosità previsti dai cambiamenti climatici.
"Il fatto che l'Antartide stia definitivamente perdendo parte delle sue masse glaciali è una conclusione piuttosto inaspettata se confrontata con l'ultimo report dell'IPPC - la commissione internazionale che studia i cambiamenti climatici - del 2007, quando gli scienziati non erano ancori sicuri se il polo sud stesse crescendo o diminuendo. I nostri dati sono da due a tre volte più accurati di quelli resi disponibili dall'ultimo report dell'IPCC".

Nuovi dati sull'aumento del livello dei mari:

Kevin Trenberth, ricercatore del Centro nazionale sulle ricerche atmosferiche di Boulder in Colorado, che non ha partecipato allo studio, ha detto che lo studia " Ora prova con chiarezza che la perdita di ghiaccio ai poli è legata al riscaldamento globale".
Secondo la nuova ricerca, dal 1992 ad oggi lo scioglimento dei ghiacci ha causato un innalzamento del livello dei mari di almeno 11 millimetri - circa il 20% dell'aumento totale. Inoltre un altro studio pubblicato su Environmental Research Letters, mostra che il livello dei mari cresce di circa 3, 2 mm all'anno, almeno il 60% di più di quanto stimato da un'altra ricerca dell'IPCC. "Questi risultati dovrebbero essere tra le preoccupazioni principali dei politici che si riuniscono a Doha, visto che dimostrano che il riscaldamento globale è reale e potrebbe avere conseguenze importanti destinate ad aggravarsi sempre di più", ha commentato Trenberth.
Intanto la World Meteorological Organization, durante la conferenza sul clima organizzata dall'ONU a Doha, in Qatar, ha rilasciato una comunicazione in cui dichiara che "il cambiamento climatico sta avvenendo sotto i nostri occhi".
L'innalzamento del livello degli oceani tra l'altro potrebbe influenzare lo sviluppo dei super uragani, Per esempio, in occasione di uragani come Sandy - che ha provocato la morte di 157 persone e danni per decine di miliardi dollari - il livello dei mari più elevato causerà mareggiate e inondazioni sempre più distruttive.

Prevedere i cambiamenti del clima:

Shepherd spera ora che i climatologi siano in grado di riutilizzare questi nuovi dati per prevedere con maggiore accuratezza le conseguenze del cambiamento climatico. Fino ad ora infatti "hanno sempre dovuto scegliere tra circa 40 stime diverse".
E infatti, come spiega Walt Meier, meteorologo, "una raccolta di dati così affidabile era veramente necessaria visto che fino ad ora avevamo a disposizione una tale mole di dati diversi che ad un certo punto non sapevamo più a quali affidarci. I risultati sono finalmente più maneggevoli e offrono un punto di riferimento per le proiezioni future".
Ma forse il risultato più importante ottenuto in questo studio è stata la "cooperazione scientifica", ha detto Meier. "Invece della solita miriade di gruppi scientifici che lavorano separatamente, gli autori di questo lavoro si sono riuniti e sono giunti ad una conclusione condivisa. È un ottimo esempio di come oggi solo la cooperazione nella scienza possa portare ai migliori risultati".



lunedì 3 dicembre 2012

TOTALITARISMO



PERSONE ADDESTRATE A PENSARE COME IL REGIME

GUARDATE COME LE PERSONE OBBEDISCONO E SI DISPONGONO IN QUADRATI 

ORDINATI  COME MARIONETTE UBBIDENDO COME AUTOMI AD UN MANIPOLO DI 

POCHI "CAPI" .





LE PERSONE SONO INDOTTE A PENSARE LE FRASI DETTATE DAL REGIME,

QUESTE PAROLE SONO DI VANTAGGIO SOLO PER POCHI CAPI  MENTRE PER I CITTADINI

CI SONO SOLO I SACRIFICI , E DOVERI VERSO QUALCOSA CHE LI DANNEGGIA COME LA

GUERRA . qualunque tipo di totalitarismo, di qualunque estrazione, ha un unico scopo : il controllo delle masse-pecore , controllo mentale ed emotivo ( utilizzando strategie subdole o con terrorismo psicologico- paura di ritorsioni ). VERSO LA FINE DEL VIDEO SI PARLA DEI GIORNI NOSTRI,



M & M

venerdì 30 novembre 2012

L' ITALIA UCCIDE, LA FRANCIA RISORGE


Ci stavamo chiedendo come mai il governo continuava a fare leggi contro i cittadini, prendendo tasse da chi ha pochi soldi, senza guardare alle reali entrate del contribuente, piuttosto che prenderli dalle grandi industrie, multinazionali , parlamentari stessi , o persone che hanno redditi veramente alti.
 Invece qui  ci rimettono ancora una volta precari, pensionati , giovani, o lavoratori con stipendi da meno 1.000 euro, per non parlare della tassa pressochè illegale imu prima casa, presa senza una gradualità scalare sulla base dei redditi.

mentre ci chiedevamo questo, ecco che ci arriva questa lettera , su come la Francia sta affrontando la crisi e ci viene chiesto di divulgarla : guardate cosa fanno i nostri vicini di casa

lettera
PREGASI INOLTRARE AL MAGGIOR NUMERO DI PERSONE POSSIBILI....



Ecco cosa ha fatto il premier francese Hollande (non parole, fatti !!) in 56 giorni di governo:
ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate.

Ha fatto inviare un documento (dodici righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava l’abolizione delle “vetture aziendali” sfidando e insultando provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo “un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è
troppo avaro, o è stupido, oppure è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure”. Touchè. Via con le Peugeot e le Citroen. 345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati “per aumentare la competitività e la produttività della nazione”.

Ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito “socialmente immorale”) e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% di aumento nella
tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno. Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal compact) senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto 59.870 laureati disoccupati, di cui 6.900 dal 1 luglio del 2012, e poi altri 12.500 dal 1 settembre come insegnanti nella pubblica istruzione.

Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che finanziavano

 licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali.
Ha istituito il “bonus cultura” presidenziale, un dispositivo che consente di pagare tasse zero a chiunque si costituisca come cooperativa e apra una libreria indipendente assumendo almeno due laureati disoccupati iscritti alla lista dei disoccupati oppure cassintegrati, in modo tale da far risparmiare soldi della spesa pubblica, dare un minimo contributo all’occupazione e rilanciare dei nuovi status sociale.

Ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste, rivistucole, fondazioni, e case editrici, sostituite da comitati di “imprenditori statali” che finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di piani business legati a strategie di mercato avanzate.


Ha varato un provvedimento molto complesso nel quale si offre alle banche una scelta (non imposizione): “chi offre crediti agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve agevolazioni fiscali, chi offre strumenti finanziari paga una tassa supplementare: prendere o lasciare”.

Ha decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro all’anno. Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo garanzia welfare che attribuisce a “donne mamme singole” in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durata di cinque anni, finchè il bambino non va alle scuole elementari, e per tre anni se il bambino è più grande. Il tutto senza toccare il pareggio di bilancio.

Risultato ?

Lo spread con i bund tedeschi è sceso, per magia. E’ arrivato a 101 (da noi viaggia intorno a 470). L’inflazione non è salita. La competitività e la produttività nazionale è aumentata nel mese di giugno per la prima volta da tre anni a questa parte.


Hollande è un genio dell’economia ??

O i nostri politici sono dei mafiosi e degli incapaci ??
                                                                                              "
fate circolare