IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

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LA NUOVA CONOSCENZA

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GdM

lunedì 22 giugno 2009

CONFERME ALLA TEORIA DI J.P. HOUDIN SULLA GRANDE PIRAMIDE












22 Giugno 2009
da: Archaeology.org

Ulteriori conferme alla teoria dell’Arch. J.P. Houdin, sulla costruzione della Grande Piramide di Khufu, sono venute dal sopraluogo effettuato nei giorni scorsi, dal suo collaboratore Bob Brier, proprio scalando il monumento. Ottenuto il permesso dalle autorità egiziane, Brier è riuscito a riprendere e a fotografare, le fenditure e le camere a forma di “L” che si aprono sugli angoli dei quattro lati inclinati, in prossimità del vertice stesso del monumento. Tali camere secondo Houdin, avrebbero permesso di ruotare i massi, portati in alto attraverso le rampe interne a spirale e successivamente posizionati in situ. Vi invito a visionare le foto di tale sopraluogo e a rileggere l’articolo pubblicato su questo blog nel Novembre 2008: “ECCO COME SONO STATE REALMENTE COSTRUITE LE PIRAMIDI”. Buona lettura.





domenica 21 giugno 2009

L ' ARCA "SVELATA"




Fonte ADN Kronos - 17 giugno
e da: il Blog di Adriano Forgione.

ll Patriarca d'Etiopia: "Il mondo conoscerà l'Arca dell'Alleanza"

Il Patriarca ortodosso, Abuna Pauolos vuole svelare il millenario segreto e in un'intervista esclusiva all'ADNKRONOS spiega: ''Sono maturi i tempi per dire la verità". Ad Axum sorgerà un museo per il simbolo sacro.

Lo ha detto in un'intervista video esclusiva all'ADNKRONOS, visibile sul sito Ign, testata on line del sito Adnkronos (www.adnkronos.com), il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Abuna Pauolos, in questi giorni in Italia per il 'G8 delle Religioni', e che domani incontrerà il Papa Benedetto XVI per la prima volta e al quale, "se lo chiederà - ha proseguito il Patriarca - racconterò tutta la situazione attuale dell'Arca dell'Alleanza".

"L'Arca dell'Alleanza - ribadisce Pauolos - si trova in Etiopia da molti secoli. Come patriarca l'ho vista con i miei occhi e soltanto poche persone molto qualificate hanno potuto fare altrettanto, finora". Secondo il patriarca è custodita in una chiesa, ma per difendere quella autentica, una copia del simbolo religioso e' stata collocata in ogni chiesa del Paese.

L'annuncio ufficiale che l'Etopia consegnerà al mondo le chiavi del segreto millenario dell'Arca, verrà dato venerdì prossimo nel corso di una conferenza stampa alle 14 all'Hotel Aldrovandi a Roma dallo stesso Patriarca ortodosso d'Etiopia, insieme al principe Aklile Berhan Makonnen Haile Selassie, e al duca Amedeo D'Aosta, che sarà a Roma già domani mattina.

martedì 9 giugno 2009

I PRIMI CROP CIRCLES DEL 2009








1) I tre pesci di Bishop Cunnings
È caratterizzata dai numeri 3 e 7. Inoltre è palese il simbolismo del pesce, associato alla saggezza.

2) La Medusa di Waylands Smithy, 29 Maggio - Lettura: SIMBOLISMO DL CORPO ANIMICO E DELLE ACQUE DI FUOCO e DELL’IMMORTALITA’

3) La Libellula di Little London, Yatesbury, Wiltshire. 3 giugno - Lettura: SIMBOLO DEL MESSAGGERO DEGLI DEI

4) La rotazione dei 14 Falchi di Milk Hill, Alton Barnes, Wiltshire. 2 Giugno. Lettura: La rotazione dei Vortici che generano HORUS, il Corpo di Luce

PER APPROFONDIMENTI E SPECIFICHE VI RIMANDO AL BLOG DI ADRIANO FORGIONE: http://ilblogdiadrianoforgione.myblog.it/

venerdì 5 giugno 2009

SVELATO L'ENIGMA DELLE PIETRE DI " ICA"




Una spedizione nel deserto di Ocucaje in Perù, guidata dagli spagnoli Mari Carmen Olazar e Felix Arenas Mariscal svela la reale età delle famose Pietre di Ica, caratterizzate da incisioni che raffigurano uomini e dinosauri e una civiltà scomparsa dotata di ampie conoscenze tecnologiche. L’enigma delle Pietre di Ica non sarebbe più tale grazie ad una ricerca realizzata dai suddetti ricercatori, che hanno viaggiato sino al Perù per dissotterrare alcune pietre, per la prima volta da quando queste erano apparse negli anni '60 dello scorso secolo grazie al dottor Javier D. Cabrera (scomparso alcuni anni fa), pietre offerte ad università e laboratori spagnoli per la loro datazione. I risultati, ottenuti dalle prestigiose istituzioni scientifiche in Spagna, confermano che le pietre sono davvero antiche e dunque danno ragione al dottor Cabrera e al mistero che questi reperti rappresentano. Tutti i retroscena di questa incredibile spedizione e scoperta e i risultati delle analisi sono pubblicati su FENIX n°8, in distribuzione questo mese nelle migliori edicole.
Fonte: Adriano Forgione
Fenix n° 8 - Giugno 2009

mercoledì 3 giugno 2009

DEMOCRAZIA = FINTA LIBERTA'


“Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.
Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l'esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d'un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all'assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l'avvenire.”

Sono passati ben 233 anni da quando uomini illuminati hanno scritto, meglio scolpito indelebilmente nelle menti e nei cuori queste parole. Oggi 3 Giugno 2009 nel mondo che conosciamo, sono più che mai tristemente attuali INFATTI ANCHE IN ITALIA ORMAI :

SIAMO IN PIENO REGIME

L’attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico (http://punto-informatico.it/ . Fate girare questa notizia il più possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E’ in gioco davvero la democrazia!







mercoledì 27 maggio 2009

ODONTOIATRIA ANTE LITTERAM


I "sorrisi brillanti" di certe stars hip-hop non sono privi di precedenti. L'odontoiatria specializzata consentiva ai nativi americani di aggiungere gemme preziose ai loro denti già oltre 2.500 anni or sono, come rivela un nuovo studio. La popolazione antica dell'America del sud andava dai " dentisti" - fra i più antichi, per quanto ne sappiamo - per abbellire le loro dentature con tacche, scanalature e gemme semipreziose. Secondo un'analisi recente di migliaia di denti esaminati dalle collezioni dell'Istituto Nazionale d'Antropologia e di Storia del Messico (quale il cranio qui sopra, trovato nel Chiapas). Gli scienziati non conoscono l'origine della maggior parte dei denti nelle collezioni, che appartenevano a gente che viveva nella regione Mesoamerica, prima delle conquiste spagnole del 1500. Ma è chiaro che le persone di quasi tutti gli strati sociali - principalmente gli uomini - curavano il proprio aspetto, ha notato José Concepción Jiménez, un antropologo dell'istituto, che recentemente ha annunciato i risultati: " Non erano contrassegni di classe sociale; ma piuttosto scelte di decorazione pura, ha commentato in un'intervista. In realtà, i regnanti del tempo - come la Regina Rossa, una mummia Maya trovata in un tempio a Palenque, nel Messico - non si facevano decorare i denti . Inoltre sono state trovate altre prove precoci di odontoiatria compresa una persona che aveva ricevuto una protesi cerimoniale. Gli antichi dentisti usavano una specie di trapano - con la punta ricavata con una pietra dura quale l’ ossidiana, che è capace di perforare l'osso. " E' possibile che un certo tipo di anestetico, a base di erbe, fosse applicato prima della perforazione per attenuare il dolore, " Jiménez ha detto: “ Pietre ornamentali - giada compresa - erano attaccate con un adesivo fatto di resine naturali, come linfa di piante, mista con altri prodotti chimici ed ossa schiacciate, I dentisti ante litteram probabilmente avevano una conoscenza specializzata dell'anatomia del dente, ha aggiunto. Per esempio, sapevano perforare i denti senza intaccare la radice all'interno. " dovevano evitare di generare un'infezione o provocare la perdita di un dente o romperlo".


di John Roach
(18 Maggio 2009)
National Geographic News

lunedì 27 aprile 2009

YEMEN: ultimo custode dell'ARCA Biblica ?













Un archeologo israeliano sostiene che cinque righe, scritte su un coccio di terracotta, potrebbero essere il più antico esempio di scrittura ebraica mai scoperto. Il frammento è stato trovato da un adolescente, che scavava come volontario, circa 20 km a sud–ovest di Gerusalemme. Esso contiene segni ritenuti di un antico alfabeto, chiamato proto–cananeo o Prima Lingua.

Esperti della Hebrew University hanno detto che è stato scritto 3000 anni fa – circa 1000 anni prima dei rotoli di Qumran. L'epoca corrisponde grosso modo al momento del primo tempio, dominato dalle figure bibliche di Davide e Salomone, e pre–daterebbe lo stesso alfabeto, usato anche dalla Regina di Saba (presumibilmente sposata a Salomone), in quello che ora si chiama Yemen. Gli scritti trovati nello Yemen in questo stesso alfabeto e le loro traduzioni in ebraico antico indicavano il nascondiglio dell'Arca di Mosé in un sito vicino a Mareb (Ma'rib, nell'antico regno di Saba). Gli scienziati sono cauti e dicono che occorrono ulteriori studi per capire.

L'uso di questa lingua, all'inizio della storia dell'ebraico, spiegherebbe il motivo per cui la stessa era utilizzata anche nell'antico regno di Saba. Nella Bibbia e nel Kebra Nagast Etiope, è scritto che la regina di Saba si fosse recata a visitare Re Salomone, che si fossero sposati e avessero avuto un figlio, Menelik. Ulteriori ricerche condotte da Gary Vey e John McGovern hanno portato alla recente scoperta del palazzo della regina, nel Mareb, Yemen, con iscrizioni nello stesso alfabeto, che descrivono il trasferimento della famosa Arca dell'Alleanza a quel sito da parte del figlio di Salomone, in seguito alla distruzione di Gerusalemme. Entrambi Vey e McGovern credono che sino ad oggi l'Arca sia rimasta nello Yemen.

Il sito archeologico si trova in Mareb, Yemen, in quella che è conosciuta come la "zona vuota". Si tratta di un territorio asciutto e desolato, con dune di sabbia e chilometri di deserto. Quando il vento sposta le dune, talvolta appaiono ai beduini momentanei scorci di mura e fondazioni sepolte, subito nuovamente coperti dal tempo e da altra sabbia. Le voci che parlavano dell'esistenza di un gran muro hanno portato gli archeologi a scoprire un enorme complesso, che si è rivelato il più segreto e misterioso sito del Medio Oriente. Un gran muro in pietra alto circa 20 metri, con 5 metri di spessore, forma un ovale che protegge un ampio cortile che deve ancora essere scavato. Sul muro c'è una miriade di simboli che non si sa (ancora) come tradurre.

Nel 2001 un gruppo dell'Università di Calgary ha preso per breve tempo il controllo del sito e ha ripulito il muro dalla sabbia, rivelando l'intera iscrizione. Fotografie del muro sono arrivate in America, dove Gary Vey, editore di viewzone.com, aveva lavorato con lo stesso alfabeto per pochi anni e ne aveva con successo tradotto altri esempi, che si trovano curiosamente in Colorado e nel deserto del Negev israeliano, utilizzando un vecchio dialetto ebraico.

Il sito si è trasformato in un pericoloso avamposto d'estremisti dal settembre 2001 e nessun ulteriore intervento è stato possibile.

Gli studiosi hanno criticato il lavoro di Vey, perché un alfabeto simile era stato utilizzato in Etiopia intorno al 500 d.C. e trascritto utilizzando una forma di scrittura araba. Si dubitava che l'ebraico potesse essere utilizzato. Tuttavia, nel 2001 Vey ha tradotto correttamente porzioni delle scritte presenti sul muro, sulla base di fotografie.

I risultati hanno rivelato una prosa che descriveva la "cassa di El" e parlava di un "figlio" e di un "padre". Vey successivamente apprese che questo era un riferimento all'Arca, a Salomone e al figlio di Saba, Menelik, e per il "padre" – a Salomone stesso.

Egli traduce l'iscrizione come segue:

"... perché il figlio era consapevole della natura che era in lui ... ma la felicità del figlio fu avvelenata dalla notizia che suo padre stava morendo, la rabbia crebbe, ma al figlio fu rivelata da suo padre la collocazione della grande cassa di EL. E l'azione di grazia del bel Signore rese felice il figlio, che giurò di proteggere la cassa di EL, e di essere associato con lo spirito del Signore.

E la sua tristezza è terminata.

Il figlio costruì una camera per il bello spirito del Signore, e la coprì. Accompagnò la camera del Signore sotto terra per pregare e per ottenerne la comprensione e la tutela ... "

Anche altre foto hanno contribuito a creare il caso dell'Arca conservata nello Yemen.

Mentre gli archeologi tradizionali tentano ancora d'interpretare l'alfabeto yemenita come una forma di arabo, questa nuova scoperta di un antico artefatto del medesimo periodo nel sito di Mareb, dimostra che l'alfabeto nacque come un primo sistema di scrittura per il proto–cananeo, precursore dell'ebraico.

Indagini preliminari, dopo che il coccio è stato trovato nel mese di luglio, hanno decifrato alcune parole, compresi: giudice, schiavo e re, ma Vey e McGovern non hanno fornito chiare fotografie o copie del testo tradotto utilizzando la loro metodologia. Secondo le notizie, il testo è stato classificato come "segreto" dagli archeologi israeliani. Ma essi non ammettono i caratteri siano scritti in proto–cananeo, un precursore dell'alfabeto ebraico.

Ironia della sorte, Vey ha creato un programma di traduzione, che è disponibile al pubblico. Dice Vey: "La storia appartiene all'umanità. Niente del passato deve rimanere segreto."

Questa pietra scolpita nel museo dello Yemen è mostrata capovolta. E' stata ruotata in questa immagine usando Photoshop e tradotta utilizzando l'antica forma di ebraico. La traduzione sembra essere parte di un più ampio testo che descrive la sepoltura di Menelik con l'Arca e le condizioni che devono essere soddisfatte in futuro, prima che la camera contenente sia l'Arca sia Menelik possa essere aperta. Altre parti di questo profetico muro sono state trovate, ma rimosse e utilizzate come fondazioni di altri edifici.

Molti testi si riferiscono alla "madre" – la Regina di Saba stessa (il cui nome non viene mai usato) – e descrivono il suo dilemma quando fu incaricata da suo figlio, di seppellirlo sotto la sabbia per un periodo di tempo indeterminato, al fine di nasconderli ai i nemici, che avevano saccheggiato il tempio d'Israele (ed erano diretti a Mareb) e alle future nazioni del male, fino al momento in cui il mondo non fosse pronto per la pace e l'amore. I testi descrivono come ella avesse inizialmente costruito la camera sotterranea in modo che potesse essere smontata rapidamente per salvare suo figlio (a secco, senza malta). Curiosamente, il testo descrive l'installazione di uno "spioncino" segreto da cui avrebbe potuto spiare il figlio per controllare la sua sicurezza. Descrive anche come la camera è rimasta sotto silenzio per un lungo periodo di tempo, come un verme venne fuori e di come dovette decidere se aprirla prematuramente o no per salvare il figlio – o avere fede nella sua profezia che l'Arca l'avrebbe preservato, non importa quanto tempo fosse rimasto sepolto.

Alla fine la regina optò per la fede e costruì un ambiente migliore, una camera ancora più fortificata intorno alla vecchia, ed eresse il grande muro come una barriera contro l'eventuale rottura della grande diga di Mareb e poi coprì e nascose l'intera struttura sotto la sabbia. Quindi spostò il proprio regno in Etiopia e cambiò il valore fonetico della lingua (adottando l'himyaridico) in modo che il figlio e l'Arca rimanessero nascosti – anche se fossero state scoperte le antiche costruzioni. Una copia dell'Arca (la "cassa di El"), fu anche costruita, come un "falso" fuorviante, e ancora oggi si trova in Etiopia.

L'archeologo di fama Yosef Garfinkel ha identificato la scrittura come ebraica, a causa di un verbo di tre lettere che significa "fare", che era usato solo in ebraico. "Questo ci porta a credere che questo sia ebraico, e che questa sia la più antica iscrizione in ebraico mai trovata", ha detto.

Il coccio e altri reperti sono stati trovati nel sito di Khirbet Qeiyafa, che domina la valle di Elah, dove la Bibbia dice che l'ebreo David combatté contro il gigante filisteo Golia. Il signor Garfinkel ha detto che i risultati potrebbero gettare una luce significativa sul periodo di regno di re David.

"La cronologia e la geografia di Khirbet Qeiyafa creano un unico punto d'incontro tra la mitologia, la storiografia e l'archeologia del re Davide ... La differenziazione tra gli scritti, e tra le lingue in questo periodo, rimane poco chiara". Ma i suoi colleghi della Hebrew University hanno detto che gli Israeliti non erano gli unici ad utilizzare i caratteri proto–cananei, il che pertanto rende difficile provare che si trattasse di ebraico e non di una lingua simile, parlata nella zona al momento.

L'archeologo della Hebrew University Amihai Mazar ha definito l'iscrizione come il più lungo testo proto–cananeo mai trovato.

Entrambi Gary Vey e John McGovern, che hanno speso anni per la localizzazione e la traduzione dei testi proto–cananei (che loro chiamano "Prima lingua"), sono in disaccordo, e citano lunghi scritti sul cosiddetto "Palazzo di Saba" nello Yemen e testi molto antichi in altre parti del mondo. I loro risultati su questa antica scrittura possono essere trovati alla pagina: http://www.viewzone.com/expo2002.html

da: La Porta del Tempo

Viewzone Magazine

link: http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=233