IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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VIDEO SINOSSI DELL' UOMO KOSMICO
Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

martedì 28 febbraio 2017

EVOLUZIONE E ...INTERFERENZE UMANE


Efferato delitto tra scimpanzé

DA:

Uno scimpanzé ucciso, e i suoi assassini - altri scimpanzé del suo stesso gruppo sociale - che si accaniscono sul suo corpo insanguinato, fino a cannibalizzarlo: è la macabra scena filmata da un gruppo di ricercatori in Senegal nel 2013, e oggi resa pubblica insieme a una ricerca su questo raro episodio comparsa sull'International Journal of Primatology. Atti di violenza, anche letali, tra scimpanzé non sono affatto insoliti: in qualsiasi sito studiato per più di dieci anni, i ricercatori hanno visto almeno un assassinio. È però raro che l'aggressione mortale si verifichi tra membri della stesso comunità: quello documentato in Senegal è solo il nono episodio conosciuto. "Stare a guardare è stato davvero duro", dice Jill Pruetz, antropologa alla Iowa State University, beneficiaria di un fondo di ricerca della National Geographic Society e coautrice della ricerca. "Sono rimasta sotto shock per almeno tre giorni: era come se avessi perso un amico", racconta. Nel 2007 Foudouko, la vittima dell'assassinio, era il leader di un gruppo di oltre 30 scimpanzé occidentali (Pan troglodytes verus) che abitano a Fongoli, una zona di savana di circa 25 chilometri quadrati nel Sud-ovest del Senegal. Ma una rivolta lo aveva spodestato, e Foudouko aveva dovuto ritirarsi ai margini dell'area. L'esilio si è concluso solo con la sua morte per mano dei suoi ex-sudditi, forse dovuta a un conflitto sulle femmine. "È facile spiegare perché si uccide un nemico, ma l'uccisione di chi ti è stato amico è un rompicapo... C'è una tensione davvero interessante tra cooperazione e conflitto", spiega Michael Wilson, che studia proprio l'aggressione tra gli scimpanzé (ma non ha partecipato a questa ricerca). "Mi fa pensare alla mafia, alle vicende dei Sopranos".

Politica “scimmiesca”:

Dal 2005 Pruetz e colleghi studiano meticolosamente gli scimpanzé di Fongoli, tra i pochi in Africa occidentale a essersi pienamente abituati alla presenza dei ricercatori. Le osservazioni rivelano che la loro vita quotidiana è molto condizionata dai rapporti "politici", interazioni e giochi di potere. Le comunità di scimpanzé sono governate da "maschi alfa", coadiuvati da coalizioni di altri maschi e fiancheggiati dalle femmine e dai giovani. Raggiunta la maturità sessuale, le femmine si uniscono ad altri gruppi, mentre i maschi restano nella loro comunità natale e competono per il potere ostentando la propria forza e intanto facendo e disfacendo alleanze. "È un po' come una soap opera", commenta Pruetz. All'inizio del 2005, la studiosa e il suo team avevano stabilito che Foudouko doveva essere il maschio alfa: era l'unico a cui tutti gli altri si rivolgevano con un verso di sottomissione, il cosiddetto pant-grunt (grugnito ansimante). Per la sua fronte corrugata e la sua aria imperiosa, uno dei ricercatori l'aveva soprannominato Saddam. Ma a settembre del 2007 a Foudoku venne a mancare l'aiuto del suo vice, Mamadou, indebolito da una grave ferita a una gamba. Privato del suo principale alleato, a marzo del 2008 fu scacciato da Fongoli da un gruppo di maschi più giovani. Dopo la sua scomparsa, Pruetz e colleghi pensarono che fosse morto. Ma con loro grande sorpresa, Foudouko ricomparve nove mesi dopo, sebbene ridotto all'ombra di se stesso. Intimidito anche dagli esseri umani, era ridotto a nascondersi dietro gli alberi o tra i cespugli ai margini dell'area. Per cinque lunghi anni, Foudouko ha vissuto una vita da esiliato, cercando di tanto in tanto di entrare nelle grazie del nuovo maschio alfa, David, fratello di Mamadou. Ma mentre questi due lo trattavano con amicizia, i giovani maschi che avevano subito il suo dominio erano molto meno comprensivi, e lo scacciavano regolarmente, indirizzandogli strani versi che i ricercatori non avevano mai sentito.

La scena del crimine:

Il 15 giugno 2013, prima dell'alba, Pruetz e il suo assistente Michel Sadiakho sentirono rumori provenienti da un punto a meno di un chilometro di distanza dall'accampamento: un gruppo di scimpanzé che si spostavano velocemente verso sud, urlando. Afflitta da un attacco di malaria, Pruetz non poteva muoversi, e solo Sadiako corse in direzione del tumulto. Quello che vide lo lasciò sconvolto. Foudouko, che aveva circa 17 anni, giaceva morto, con le mani coperte dai segni di morsi e graffi, segno che due altri scimpanzé l'avevano tenuto fermo al suolo mentre un altro lo colpiva alla testa e al torso. Su un piede aveva una ferita aperta, forse causata da un morso, che gli aveva fatto perdere molto sangue. Ma non bastava: con il passare del tempo, Pruetz e colleghi videro molti degli scimpanzé di Fongoli (maschi ma anche femmine) che accorrevano a fare scempio del corpo di Foudouko, strappandogli la gola, mordendogli i genitali e in parte divorandolo. Non tutti gli scimpanzé mostrarono un tale rancore. Mamadou, per esempio, apparentemente tentò di "svegliare" il suo antico alleato trascinandolo in giro e urlandogli in faccia. David toccò a stento il cadavere. Ma per Pruetz, la cosa più sorprendente fu vedere che tra le femmine, quella che cannibalizzava il corpo con più aggressività era Farafa, madre di Mamadou e David. "Chiaramente non era innamorata di Foudouko", dice la studiosa. "Ma non so proprio come spiegarlo". Pruetz e colleghi sospettano che il delitto abbia avuto un movente sessuale. Sadhiako, ad esempio, ipotizza che Foudouko abbia avvicinato una femmina in calore. A Fongoli, dove i maschi sono più numerosi delle femmine, la competizione per l'accoppiamento è feroce. Già nel 2014 Pruetz, Wilson e altri 28 primatologi avevano concluso in uno studio che il motivo più probabile delle aggressioni mortali tra scimpanzé è la competizione per l'accoppiamento e per la disponibilità delle risorse. "Le uccisioni intra-gruppo sembrano proprio motivate dalla competizione per l'accoppiamento: sono soprattutto maschi che uccidono altri maschi", spiega Wilson. "C'è abbondanza di segnali di competizione, le uccisioni sono solo eventi estremi". Quanto al cannibalismo, tra gli scimpanzé è documentato fin dai primi anni Settanta. In un caso rimasto celebre, una femmina fu osservata mentre staccava e divorava completamente i genitali di un maschio.

Quasi umani?:

Il comportamento dei nostri "cugini" getta luce anche sulla violenza a cui ci abbandoniamo spesso noi umani? Gli scienziati non hanno un punto di vista unanime. "Esito a esprimermi sugli esseri umani, perché sono troppo complessi", dice. "In realtà, mi hanno molto colpito le differenze tra noi e gli scimpanzé". Quando alla fine gli scimpanzé si sono dispersi, Pruetz e gli altri ricercatori hanno sepolto il corpo di Foudouko sotto la supervisione delle autorità senegalesi. Gli altri scimpanzé davano l'impressione di confortarsi a vicenda, ma anche di fare parecchia fatica a capire cosa fosse successo. Nel corso della notte in tutta Fongoli si sentivano urla dirette verso la tomba. "Avevano ancora paura del corpo", spiega Pruetz. "Non possiedono il concetto della morte... e della sua definitività".

A TAL PROPOSITO VORREI RIPROPORRE A CHI FOSSE INTERESSATO AD UN APPROFONDIMENTO L’ALTRO STUDIO SUI PRIMATI CHE HO PUBBLICATO NEL POST : http://marcolarosa.blogspot.it/2016/06/i-primati-e-il-senso-del-sacro-e-del.htmlI PRIMATI E IL SENSO DEL SACRO E DEL DIVINO : UNA RIFLESSIONE SCOMODA”(PUBBLICATO ANCHE SU ARCHEOMISTERI MAGAZINE N. 21 DI LUGLIO 2016)

RITENGO POSSA ESSERE IMPORTANTE CORRELARE QUESTI STUDI ANCHE SU POPOLAZIONI DI PRIMATI IN ZONE DIVERSE E DISTANTI COME GUINEA E TANZANIA, POICHE’ IL CONCETTO DI RISONANZA MORFICA DEL BIOLOGO RUPERT SHALDRAKE E GLI STUDI DI LYALL WATSON CON IL COSIDDETTO “FENOMENO DELLA CENTESIMA SCIMMIA”, SONO ORMAI EVIDENZE SCIENTIFICHE NON PIU’ MINIMIZZABILI. E’ INDUBBIO CHE L’EVOLUZIONE DEI PRIMATI SU QUESTO PIANETA STIA SEGUENDO UNA “STRADA” MOLTO PARTICOLARE, IN CUI L’ASPETTO DELL’OSSERVAZIONE,  ANCHE ATTRAVERSO UNA “BASSA INTERAZIONE” CON OMINIDI MOLTO PIU’ EVOLUTI, POSSA PORTARE VARIAZIONI ED ACCELERAZIONI (INASPETTATE ED IMPREVEDIBILI) IN UN PROCESSO EVOLUTIVO NATURALE. FORSE TUTTO QUESTO E’ GIA’ CAPITATO A NOI?

MLR  

"Pruetz ha passato anni ad analizzare l'episodio, e ora si sente sollevata nel vedere finalmente pubblicato lo studio. Ma l'insurrezione dei giovani maschi continua; forse lei e i suoi colleghi avranno presto altri esiliati - e altre vittime - da studiare: gli ex alleati di Foudouko. “Come lui, anche Mamadou è stato scacciato dal gruppo", racconta la studiosa.  "David è ancora il maschio alfa, ma è già stato attaccato più volte. Ogni tanto succede qualcosa che mi fa pensare che mamadou sia ancora lì nelle vicinanze. Se è vero, vuol dire che è molto più furbo di Foudouko".

DA:


PER APPROFONDIMENTI:






SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
" IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: LA VERA GENESI DELL'HOMO SAPIENS"
DI MARCO LA ROSA
SONO EDIZIONI OmPhi Labs








                             http://marcolarosa.blogspot.it/p/come-fare-per.html 






venerdì 24 febbraio 2017

PRIMO CONVEGNO UFOLOGICO PARMENSE

LSDZ, in collaborazione con "Galileo Parma", è orgogliosa di presentare:



Domenica 5 marzo 2017, presso l'Hotel San Marco di Ponte Taro - Parma

PRIMO CONVEGNO UFOLOGICO PARMENSE
Evidenze scientifiche d'una realtà misconosciuta

L'Ufologia costituisce un argomento che suscita sempre maggior interesse nell'opinione pubblica attuale. LSDZ, in collaborazione con "Galileo Parma", ha organizzato un'intera giornata dedicata alle ricerche condotte in questo campo da alcuni importanti studiosi del settore. Il Convegno ospiterà Pier Fortunato Zanfretta, protagonista di un celebre caso di rapimento avvenuto alla fine degli anni '70, documentato dai più importanti ufologi italiani, da indagini e testimonianze dell'Arma dei Carabinieri, oltre che da Medici esperti in Ipnosi Regressiva.

L'OSPITE:

Pier Fortunato Zanfretta, all'epoca dei fatti, svolgeva le mansioni di Guardia Giurata. Nel 1978 affermò di essere stato rapito da esseri alieni, dopo un terrificante incontro ravvicinato del terzo tipo avvenuto nel giardino di una villa, che andava a controllare durante il proprio turno di lavoro, nella località di Marzano di Torriglia, nell'entroterra genovese. Dopo quell’episodio,  secondo il suo racconto, ne sarebbero seguiti altri dieci. La dovizia di particolari con la quale Zanfretta racconta la sua vicenda, ha acceso già in passato l’interesse dei media. L'Arma dei Carabinieri aprì un'indagine sul caso, documentando nel dettaglio ciò che avvenne, incontro per incontro. Zanfretta fu anche sottoposto a numerose sedute di Ipnosi Regressiva, filmate e reperibili ancor oggi in rete. Rino Di Stefano, giornalista e scrittore genovese, pubblicò nel 1984 tutto il resoconto della straordinaria cronaca nel volume "Il Caso Zanfretta", includendo al suo interno tutti i reperti delle indagini condotte durante gli avvenimenti. Potrete trovare l'ultima edizione (la 6^) di questo libro direttamente al Convegno.

RELATORI:

Giorgio Pattera
(Biologo, Giornalista, Vice Presidente Centro Culturale Galileo)


Titolo della relazione: "Presunti apporti tecnologici alieni nella civiltà dell'Antico Egitto"

È nato nel 1950 a Parma. Laureato in Scienze Biologiche e in Tecniche di Laboratorio bio-medico, è rimasto in servizio per oltre 35 anni presso l’Ospedale Maggiore di Parma, dopo aver iniziato la carriera all’Ospedale “GEMELLI” di Roma; è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti di Bologna. Coordinatore per l’Emilia del C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale), ne fa parte inoltre come esperto della Commissione Scientifica, nel settore delle analisi chimico-fisiche. Socio fondatore (1998) dell’Associazione parmense “GALILEO” (Centro Culturale di Ricerche Esobiologiche), ne riveste attualmente la carica di vice-Presidente. Instancabile conferenziere sulle tematiche legate alla ricerca di forme di vita extraterrestre, il 9 Aprile 2013 ha presenziato presso l’Europarlamento di Bruxelles alla formulazione della petizione mondiale dal titolo "Oltre le Teorie di Modificazione Climatica". A tal proposito, è ritenuto uno dei maggiori esperti nazionali circa il discusso e controverso fenomeno delle “chemtrails”. Annovera al suo attivo la pubblicazione del libro “UFO: vent’anni di indagini e ricerche… (…e qualcosa abbiamo scoperto!)”, le cui due edizioni sono andate esaurite. Contatti: giorgio.pattera@alice.it

Elvio Fiorentini
(Resp. CUN Piacenza - Socio Galileo)


Titolo della relazione: "UFONAUTICA: Tecnologia fantascientifica o scienza del futuro?"

Nato ad Alessandria nel 1959, si occupa di temi legati al mistero, al soprannaturale ed alla ufologia da oltre 40 anni ed è il responsabile C.U.N. per Piacenza. In passato ha condotto trasmissioni sia radiofoniche che televisive, a carattere regionale, per emittenti quali Radio Mania; Radio Fiore; Telelibertà; Teleducato Piacenza, e più recentemente ha collaborato alle prime due serie radiofoniche di Radio Como: “Strange Experiences” curandone la rubrica di casistica ufologica. Nel 2013 Pubblica, per la casa Editrice Armenia, l’agenda “Arcana, agenda soprannaturale 2013”. Partecipa con un capitolo dedicato al fenomeno UFO per il volume: “Potere e mistero, testimonianze aliene nel nord Italia” di Armando Belelli, William Facchinetti Kerdudo – Eremon Editore. Ha poi partecipato al capitolo: “La pistola fumante” del libro: “Mistero nei cieli, indagine sugli UFO” del compianto Ade Capone, libro postumo edito da Priuli e Verlucca nel 2016. Elvio Fiorentini ha partecipato a diverse convention ed incontri a tema, tenutisi sul territorio del Nord Italia, tra i quali la seconda, terza e quarta Convention UFO di Torriglia. Ospite, riguardanti tematiche legate al mistero e fenomenologia ufologica, presso il prestigioso Centro Culturale C.T.A. 102 di Bellinzago Novarese (Novara) Sporadicamente ha scritto alcuni articoli per la rivista: X-Times. E’ curatore del sito www.soprannaturale.it e sul social network facebook, tiene la rubrica “Ante Litteram” la quale ogni Sabato posta per gli aderenti all’iniziativa notizie di segno fortiano, insolito, bizzarro e soprannaturale “riesumate” a partire dal 1800 sino al 1980.

Marco La Rosa
(Ricercatore e Scrittore - Socio Galileo)


Titolo della relazione: "CONTATTO KOSMICO: il SETI 3.0 (ovvero ciò che la scienza ufficiale ci tiene nascosto sulla ricerca della Vita Extraterrestre)"

Libero ricercatore e studioso di antiche civiltà. In oltre venticinque anni di ricerche, perseguendo tenacemente il principio dell'interdisciplinarità, ha raccolto, studiato e divulgato scoperte scientifiche, archeologiche e della conoscenza in generale. Ha scritto per: Ufo Notiziario del CUN, Archeomisteri Magazine, Hera del Gruppo Editoriale XPublishing, ed attualmente per il Giornale dei Misteri. Dal 2008 cura il blog: marcolarosa.blogspot.it che, con il supporto di numerosi studiosi in varie discipline ed ispirandosi al metodo socratico e alla maieutica, divulga la scienza e la storia attraverso un nuovo paradigma. Nel 2014 dopo diversi anni di studi multidisciplinari di carattere “noetico” pubblica per la Casa Editrice OmPhi Labs di Roma il saggio: “L’UOMO KOSMICO, Teoria di un’evoluzione non riconosciuta”, che ha vinto il PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014 - * MISTERI DELLA STORIA *. Nel Febbraio 2015, continuando la proficua collaborazione con il ricercatore ed editore Marco Vecchi (OmPhi Labs – Private Research & Publishing), con il supporto del Medico e Fisico Massimo Corbucci ed il Biologo Giorgio Pattera, pubblica il saggio storico-scientifico: “IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE, La vera genesi dell’Homo sapiens”, libro che ripercorre il cammino evolutivo dell’uomo attraverso la ri-scoperta della vera “genesi” che può essere compresa attraverso una nuova rilettura della pre-istoria e storia umana con la “scienza noetica. Nel 2016 insieme con il Biologo Giorgio Pattera pubblica per CreateSpace Edition il saggio: “IL PRINCIPIO DELL’IMMORTALITA’, NEO-ESO-BIOLOGIA”, studio multidisciplinare sulla panspermia guidata o diretta. Diverse ricerche di Marco La Rosa sono anche pubblicate sul sito internazionale: Academia.edu

HOTEL SAN MARCO Via Emilia Ovest n.42, 43010 Ponte Taro - Parma
Uscita Autostrada A1-Parma Ovest

Info e prenotazioni: lasocietadellozolfo@gmail.com

giovedì 23 febbraio 2017

ALTRE...SETTE NUOVE SORELLE...


Nasa, la Terra ha sette "sorelle": scoperto un nuovo sistema planetario


E' a 40 anni luce da noi. Il cuore è la stella nana rossa Trappist-1, i pianeti hanno temperatura tra 0 e 100 gradi e quindi c'è la possibilità di acqua allo stato liquido, che li rende di grandissimo interesse per la ricerca di vita nell'Universo

Immaginate un lontano "cugino" del nostro Sistema Solare, popolato da pianeti grandi più o meno come la nostra Terra. Alcuni di questi mondi alieni potrebbero persino ospitare forme di vita, magari così evolute da viaggiare da un pianeta all'altro a bordo di sofisticate navette spaziali. Un'ambientazione che sembra essere uscita dalla penna di Isaac Asimov o di un altro autore di fantascienza. Ma ancora una volta la realtà supera la fantasia, e rende reali anche gli scenari più futuristici. Perché, alieni e navicelle a parte, questo sistema planetario esiste davvero, e si trova a meno di 40 anni luce da noi. Trappist-1, una stella nana rossa nella costellazione dell'Acquario, ha infatti un corteo di ben sette pianeti simili alla Terra. Un risultato attesissimo da giorni  dopo l'annuncio della Nasa di una imminente conferenza stampa sui pianeti extrasolari. Il punto forse più importante della scoperta è che tre di queste "sette sorelle" della Terra si trovano nella cosiddetta fascia di abitabilità, e potrebbero quindi ospitare acqua allo stato liquido, ingrediente fondamentale per lo sviluppo della vita. Un sistema planetario da record, perché allo stesso tempo ospita il maggior numero di pianeti come la Terra e il maggior numero di pianeti nella zona abitabile. Il risultato, ottenuto da un team internazionale e pubblicato online su Nature, apre così scenari completamente nuovi nella ricerca degli esopianeti e della vita nell'Universo.


Una stella molto cool. Quando si parla di stelle e pianeti, i media anglosassoni giocano spesso sull'aggettivo cool, che vuol dire "freddo" e allo stesso tempo "fantastico", o persino "figo". Ed è proprio così per la stella Trappist-1, una stella davvero cool perché ospita un sistema planetario così spettacolare ed è allo stesso tempo freddissima. Stiamo sempre parlando in termini astronomici, e per "fredda" intendiamo una temperatura superficiale di circa 2400 °C, meno della metà di quella del Sole. Il curioso nome di questa stella deriva dal TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope south (Trappist-south), un telescopio da 60 centimetri di apertura installato all'Osservatorio di La Silla sulle Ande e gestito dall'Università di Liegi. Il telescopio, insieme a un suo gemello installato nell'emisfero nord, sono appositamente progettati per monitorare un campione di stelle nane, allo scopo di scoprire nuovi pianeti extrasolari. L'idea è infatti catturare le deboli variazioni di luminosità causate dal transito di un esopianeta di fronte alla stella, un metodo utilizzato da vari strumenti come il telescopio spaziale "Kepler" della Nasa. Nel maggio dello scorso anno il team di astronomi, guidati da Michaël Gillon dell'Università di Liegi, aveva pubblicato la scoperta di tre pianeti intorno a Trappist-1. Il risultato delle analisi aveva però spinto Gillon e colleghi a sospettare la presenza di altri pianeti, e per questo il team aveva deciso di condurre nuove osservazioni, sfruttando anche il telescopio spaziale infrarosso "Spitzer". Analizzando i dati, gli astronomi hanno potuto identificare quattro nuovi pianeti, portando questo sistema planetario a sette membri, denominati Trappist-1 b,c,d,e,f,g, h in ordine crescente di distanza dalla stella. "E' un sistema planetario sorprendente", commenta Gillon, "non solo perché abbiamo trovato così tanti pianeti, ma perché sono sorprendentemente simili alla Terra". Le stime di densità hanno mostrato che i pianeti più interni dovrebbero essere rocciosi, proprio come i pianeti interni del Sistema Solare. Le orbite di questi pianeti non sono molto diverse da quelle dei satelliti medicei di Giove, e sono molto più piccole dell'orbita di Mercurio. Ma nonostante siano così "impacchettati" intorno alla stella, questi pianeti non sono soggetti a temperature infernali. Trappist-1 ha infatti una massa inferiore a un decimo di quella solare, ed è quindi molto fredda e poco luminosa. Numeri alla mano, questo significa che la temperatura su questi pianeti potrebbe potenzialmente consentire la presenza di acqua liquida, e sfruttando opportuni modelli climatici è possibile farsi un'idea più precisa di quali pianeti abbiano le condizioni ambientali più favorevoli. In particolare i dati suggeriscono che i tre pianeti Trappist-1 e, f, g potrebbero trovarsi nella cosiddetta fascia di abitabilità: sarebbero cioè a una distanza sufficiente a permettere la presenza di acqua liquida sulla superficie. Quelli più interni sarebbero infatti troppo caldi, mentre quello più lontano, TRAPPIST-1h potrebbe essere troppo distante e quindi avere una superficie ghiacciata. L'acqua liquida è uno degli ingredienti fondamentali per lo sviluppo della vita come la conosciamo, quindi i pianeti nella fascia di abitabilità sono i candidati migliori per andare a caccia di forme di vita aliene. E' importante però ricordare che la presenza di acqua allo stato liquido in questi casi è solamente un'ipotesi che si basa su modelli climatici e sulla distanza dei pianeti dalla stella. Per Trappist-1 non è stata rivelata in modo diretto la presenza di acqua, né tantomeno sono state scattate immagini della superficie di questi pianeti, che sono ovviamente troppo distanti per i telescopi attuali. Il passo successivo sarà quindi studiare, con telescopi di nuova generazione, le atmosfere di questi pianeti, per identificare le "firme" chimiche di organismi viventi, come ricorda il coautore Emmanuël Jehin: "Con la prossima generazione di telescopi, come l'European Extremely Large Telescope dell'Eso e il James Webb Telescope di Nasa/Esa/Csa potremo presto esser capaci di cercare l'acqua e persino l'evidenza di vita su questi pianeti".

COMMENTO :
In realtà questi scenari erano già stati aperti da diversi anni, semmai sono solamente la prova del cosiddetto “principio di mediocrità”.  In astronomia e filosofia della scienza, il principio di mediocrità afferma che non c'è nulla di speciale, su scala cosmologica, nella Terra e nell'Umanità. Esso è un'estensione del principio copernicano e può essere generalizzato nel concetto di "non particolarità" di qualsiasi evento: qualunque fenomeno osservato può verificarsi o essersi verificato molte altre volte nell'universo. QUINDI E’ LOGICO CERCARE MOLTE ALTRE TERRE COME LA NOSTRA …. Le stime attuali indicano che esistono almeno 500 milioni di pianeti all'interno della zona abitabile in tutta la Via Lattea.

PER CHI FOSSE INTERESSATO IL PROSSIMO 5 MARZO, ALL’INTERNO DEL PRIMO CONVEGNO UFOLOGICO PARMENSE,  SVOLGERO’ IL MIO INTERVENTO PROPRIO SU QUESTI SPECIFICI ARGOMENTI.

MLR





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mercoledì 22 febbraio 2017

CERERE E LE MOLECOLE ORGANICHE


SEGNALATO DAL DR. GIORGIO PATTERA (BIOLOGO)

Su Cerere ci sono i 'mattoni' della vita

Mai visti così chiaramente fuori dalla Terra:

Visti per la prima volta con certezza i 'mattoni' della vita fuori dal nostro pianeta, si trovano sul pianeta nano Cerere. Dal latino Cerēs, Cerere, in origine chiamato Cerere Ferdinandea, catalogato come 1 Ceres secondo la designazione asteroidale, è l'asteroide più grande della fascia principale del sistema solare, la fascia principale degli asteroidi è la regione del sistema solare situata grossomodo tra le orbite di Marte e di Giove. È occupata da numerosi corpi di forma irregolare chiamati asteroidi o pianeti minori; la  scoperta di Ceres avvenne il 1º gennaio 1801 a opera di Giuseppe Piazzi, è stata la prima per un asteroide e per mezzo secolo Cerere è stato considerato l'ottavo pianeta. Dal 2006 Cerere è l'unico asteroide del sistema solare interno considerato un pianeta nano, alla stregua di Plutone, Makemake, Haumea ed Eris.
La scoperta dei cosiddetti mattoni della vita, pubblicata su Nature sotto la guida di Maria Cristina De Sanctis, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e stata possibile grazie a uno strumento italiano a bordo della sonda Dawn e indica che queste molecole fondamentali per la vita si sarebbero formate in modo spontaneo sulla superficie del pianeta nano.




Mai visti così chiaramente:

"Non avevamo mai visto così tanta chiarezza - ha spiegato De Sanctis - la presenza di materiali organici su altri corpi celesti. E, cosa ancora più importante, è che quasi certamente si sarebbero originati in loco, su Cerere, e non trasportati dall'impatto di altri oggetti". Il dato suggerisce che la formazione spontanea di questi 'ingredienti' possa essere avvenuta anche su molti altri corpi celesti e che i semi della vita possano essere 'nati' o trasportati praticamente ovunque nel Sistema Solare.


Le molecole organiche:

I dati indicano la presenza diffusa di molecole organiche 'alifatiche' (in chimica organica si definiscono composti alifatici i composti organici che non fanno parte della classe dei composti aromatici. Il termine che deriva dal greco aleifar cioè unguento; questo perché molti grassi contengono lunghe catene carboniose),tali composti possono essere considerati i “mattoni” che costituiscono molecole legate a processi biologici e secondo i ricercatori si sarebbero formate direttamente sulla superficie del pianeta nano, ricca anche di acqua ghiacciata. A rilevare la presenza di queste molecole organiche è stato Vir, lo spettrometro fornito dall'Agenzia Spaziale Italiana con la guida dell'Inaf, e installato a bordo della sonda Nasa che dal 2015 orbita attorno a Cerere.




La leadership italiana:

"L'Italia ha un'esperienza più che ventennale su questo tipo di strumentazione scientifica largamente usato per le missioni di esplorazione del sistema solare". Ha detto Barbara Negri, responsabile Asi dell'Esplorazione e Osservazione dell'Universo. "La scoperta della presenza di molecole organiche sulla superficie di Cerere - ha aggiunto - rappresenta un'ulteriore conferma della leadership italiana in questo campo".

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lunedì 20 febbraio 2017

VOLI SPAZIALI E MODIFICA DEL DNA


I gemelli spaziali non sono più identici: in orbita il Dna di Scott si è modificato.

Arrivano i primi dati della missione: dopo un anno in orbita con la stazione internazionale il Dna di Scott Kelly ha subito variazioni

I gemelli spaziali non sono più identici: dopo un anno trascorso sulla Stazione Spaziale il Dna di Scott Kelly ha subito dei cambiamenti. Lo indicano i risultati preliminari della missione della Nasa nella quale per un anno, fra il 2015 e il 2016, tutti i parametri vitali di Scott, insieme al suo materiale genetico, sono stati confrontati con quelli del suo gemello Mark, rimasto a Terra.
I primi risultati delle analisi, condotte sotto la guida del genetista Christopher Mason, della Cornell University di New York, sono state presentate nel convegno sul Programma di Ricerca Umano della Nasa organizzato in Texas, a Galveston, e riportate sul sito della rivista  Nature. "I dati sono così freschi che alcuni di essi sono appena usciti dalle macchine per il sequenziamento", ha detto Mason.


La sfida ora è comprendere quali dei cambiamenti osservati siano stati provocati dall'anno trascorso in assenza di gravità e quali a variazioni naturali. I primi dati indicano che i cambiamenti osservati nell'attività dei geni di Scott sono simili a quelli che sulla Terra sono dovuti a condizioni di stress, come modifiche nella dieta e nel sonno. Ma le variazioni di Scott sono più amplificate e potrebbero essere dovute allo stress causato dal mangiare cibo liofilizzato e dal dormire in assenza di gravità. Altri cambiamenti riguardano le strutture che si trovano alle estremità dei cromosomi, chiamate telomeri, note per essere associate alla longevità. Contro ogni aspettativa in Scott, durante il volo spaziale, queste strutture si sono allungate rispetto a quelle del gemello.

PROPRIO RIGUARDO AI TELOMERI CONSIGLIO L’APPROFONDIMENTO CHE E’ PRESENTE SUL LIBRO:

“IL PRINCIPIO DELL’IMMORTALITA” : https://www.amazon.it/dp/1530593212

...ED IN ESCLUSIVA ASSOLUTA POTRETE LEGGERE SUL PROSSIMO NUMERO DEL GIORNALE DEI MISTERI N. 530 MARZO - APRILE 2017 - L'ARTICOLO : "IL VINCOLO PLANETARIO", STUDIO SUGLI ULTIMI SVILUPPI DELLA MEDICINA SPAZIALE.
http://www.ilgiornaledeimisteri.it/




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mercoledì 15 febbraio 2017

L'ARTE RUPESTRE DEL KIMBERLEY: LA PIU' ANTICA REGISTRAZIONE CRONOLOGICA CONTINUA DEL PIANETA



(traduzione ed adattamento di Marco La Rosa)

Rock Art nel Kimberley Australiano è il sito di arte rupestre più antico del mondo, ma non viene adeguatamente protetto !

L'arte indigena australiana ha la più lunga tradizione ininterrotta in tutto il mondo. È talmente antica che in alcuni casi raffigura addirittura esempi di  megafauna estinta da tempo. Diversi studiosi sono al lavoro per stabilire quanto sia vecchia realmente. Una stima preliminare ha restituito una datazione superiore ai 50.000 anni. Già in precedenza si era arrivati ad una datazione di circa 55.000 anni riguardo alla storia degli aborigeni australiani, con alcune stime che si sono spinte addirittura ad circa 80.000 anni prima dell'arrivo dei primi europei, quindi prima della colonizzazione. Si pensa che originariamente ci fossero centinaia di gruppi aborigeni autoctoni con circa 250 lingue diverse parlate in tutto il continente ed ogni gruppo aveva anche le proprie tradizioni culturali ed artistiche. Nel nord-ovest dell'Australia è ancora viva la legge e la  tradizione aborigena e, proprio nel Kimberley, vi sono ancora conservati decine di migliaia di siti di arte rupestre sparsi in più di 400.000 chilometri quadrati (un'area circa tre volte più grande d'Inghilterra). Fino ad ora, i ricercatori hanno incontrato parecchie difficoltà per ottenere una datazione precisa, in quanto non è possibile usare il radiocarbonio in assenza di reperti organici. Tuttavia, nuove tecniche che utilizzano la misurazione del decadimento di alcuni isotopi radioattivi, ha permesso di analizzare le scaglie di croste minerali rimosse al di sotto e al di sopra dei graffiti. 




Una nuova comprensione della Storia dell'Arte:

Fino ad ora si era pensato che l’arte rupestre in Spagna e Francia, risalente a circa 40.000 anni fa, fosse la più antica,  tuttavia i risultati degli ultimi test sui graffiti e le pitture del Kimberley  hanno cambiato radicalmente questa opinione: “Larte del Kimberley dovrebbe essere presentata come uno dei più grandi successi culturali nella grande saga dello sviluppo umano e della migrazione in tutto il nostro pianeta", ha detto il geologo Andrew Gleadow al Sydney Morning Herald. "Si può dunque affermare che l'arte australiana è la più antica “registrazione cronologica continua del pianeta."

L'arte rupestre minacciata dallo sviluppo industriale:


Purtroppo, nonostante il valore immenso per l’umanità, l’ arte tradizionale australiana è costantemente minata dalla burocrazia che, con l’annullamento progressivo della registrazione dei luoghi sacri, permette la catastrofica perdita irreparabile di questi beni inestimabili a favore dello sviluppo industriale. Ne è un enigmatico esempio l’arcipelago di Dampier che si trova nella regione di  Pilbara dove sono stati censiti oltre  2.500 siti di estrema importanza cerimoniale e mitologica per gli aborigeni, la maggior parte dei quali contengono arte su roccia antica di oltre 30.000 anni. Nonostante questo, oltre il 20% dei siti è già stato distrutto per fare spazio ad impianti di gas naturale liquefatto.

E … tutto questo scempio sta continuando ancora oggi.

Da:


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