IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

giovedì 31 dicembre 2015

NIKOLA TESLA E L’EVIDENZA DELL’ETERE


COME SAREBBE OGGI IL NOSTRO MONDO SE TESLA AVESSE VINTO SU TUTTI I FRONTI ?

"La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità".
                                      (Nikola Tesla - Smiljan 1856 - New York 1943)

di Marco La Rosa

L’ETERE è Il mezzo per cui il grande Architetto ha potuto manifestare l’Universo visibile. Il Cosmo dunque è multidimensionale poiché l’etere vibra simultaneamente ma diversamente per ognuna delle infinite dimensioni che coesistono senza conflitto. E’ plausibile quindi ipotizzare che le multiformi vibrazioni eteriche all’interno di ciascuna dimensione, generino la materia sia animata che non ed infondano energia infinita ed intelligente , l’energia vitale, quella che crea ordine. Ecco perché l’Universo, contrariamente alle previsioni della fisica classica, non sta andando verso l’entropia, il disordine e la morte ma, piuttosto, verso la neghentropia, l’ordine e la vita. l’Etere fin dall’antichità è  stato percepito e compreso come emanazione divina o spirituale, intelligente e onnipresente che genera ed orienta i campi energetici universali. E’ molto importante quindi comprendere che i nostri antenati conoscevano meglio di noi l’energia vitale che si ottiene per attivazione dell’Etere:  prana, Ki, pneuma,  Od, Orgone, Mana… solo per citarne alcuni. Ora sappiamo che la cosiddetta scienza “eterica” o “campo del punto zero” è l’unico modello veramente adattabile all’Universo perché è ormai evidente che combaci con le prove “scientifiche scomode”che sono ora disponibili. Le attuali teorie che operano con questi concetti: la “Fisica Sequenziale”, la “Cinetica Sub-quantica”, la Termodinamica del Non-equilibrio”, la “Teoria del Sistema Generale”, la “Teoria del Sistema Reciproco”, la “Teoria dell’Universo Armonico”, la “fisica dell’onda scalare di Maxwell/Whittaker”, la “Fisica Iperdimensionale” e tutte le varie “Teorie del Campo Unificato” concordano sull’evidenza che la nostra realtà fisica emerge da questa “sostanza energetica nascosta”, che crea tutto ciò che vediamo e percepiamo.

L’ETERE, L’ENERGIA LIBERA E L’OSTRUZIONISMO DELLE LOBBY DI POTERE

Il concetto di “etere” nelle teorie e negli esperimenti di Nikola Tesla.

Nikola Tesla iniziò la sua carriera con studi e ricerche assolutamente innovative per il tempo, ma tutto sommato comprensibili ed accettabili dal sistema scientifico ed economico-finanziario, poiché erano ampiamente remunerative e monetizzabili, ma soprattutto perché permettevano una capillare diffusione che preludeva ad un commercio di monopolio per gli allora emergenti gruppi di controllo economico-sociale. Successivamente però, l’anima geniale ed altruista di Tesla ebbe la meglio ed iniziò a sviluppare ricerche di natura notevolmente più avanzata ma che avrebbero sconvolto completamente gli equilibri economico – sociali del mondo capitalista - speculativo in piena ascesa. Proprio in questo periodo Tesla ebbe intuizioni uniche e  si trovò ad aprire porte ignote a chiunque. Egli, nel corso di esperimenti sull’elettricità scoprì proprietà che emergendo improvvisamente causavano effetti strani e peculiari, ma che opportunamente manipolati e veicolati potevano essere trasmessi dappertutto ed a grande distanza, con notevole vantaggio del progresso e benessere globale. 



  Egli denominò questa forza creativa “etere”:  “L’etere è portatore di luce e riempie ogni spazio, l’etere agisce come forza creativa che dà la vita. Viaggia in “turbini infinitesimi” (“micro eliche”) prossime alla velocità della luce, divenendo materia misurabile. La sua forza diminuisce e arriva a terminare del tutto, regredendo in materia, secondo una specie di processo di decadimento atomico […] Ogni atomo ponderabile è differenziato da un fluido tenue, che riempie tutto lo spazio meramente con un moto rotatorio, proprio come fa in vortice di acqua in un lago calmo. Una volta che questo fluido – ovvero l’etere – viene messo in movimento, esso diventa grossolana materia. Non appena il suo movimento viene arrestato la sostanza primaria ritorna al suo stato normale […] Può allora accadere che, se riesce in qualche modo a imbrigliare questo fluido, l’uomo possa innescare o fermare questi vortici di etere in movimento in modo da creare alternativamente la formazione e sparizione della materia. Dunque al suo comando, quasi senza sforzo da parte sua, vecchi mondi svanirebbero e nuovi mondi entrerebbero nell’esistenza. L’uomo potrebbe così alterare le dimensioni di questo pianeta, controllare le sue stagioni, aggiustare la sua distanza dal sole, guidarlo nel suo viaggio eterno lungo l’orbita di sua scelta, attraverso le profondità dell’universo. Egli potrebbe far collidere i pianeti e creare i suoi soli e le sue stelle, il suo calore e la sua luce, egli potrebbe dare origine alla vita in tutte le sue infinite forme. Dare origine alla nascita e alla morte della materia sarebbe il più grande degli atti umani, cosa che darebbe all’uomo una conoscenza profonda della creazione fisica; tutto questo gli permetterebbe di compiere il suo destino ultimo”.  Di conseguenza secondo Tesla il campo gravitazionale terrestre è dovuto allo spostamento del pianeta attraverso l’Etere: “quando la materia solida viaggia attraverso lo spazio, subisce il vento dell’etere e le differenze in potenziali elettrici provocano dei cambiamenti nel dislocamento elettromagnetico all’interno della massa e del vento dell’etere. Il campo elettrico della terra crea il dislocamento magnetico all’interno dell’etere e lo accumula all’interno del campo elettrico della terra. La differenza tra il dislocamento magnetico all’interno di una massa ed il dislocamento magnetico fuori della massa dell’etere è la gravità”. 


Purtroppo queste sue scoperte avvennero proprio in concomitanza al famoso esperimento, dei fisici Michelson e Morley ed alla nuovissima teoria della relatività di Albert Einstein, che avevano messo fuori causa (erroneamente ed anche volutamente in malafede,  ma questo lo sappiamo bene solamente oggi) sul piano accademico e quindi scientifico,  l’esistenza dell’ etere. Da questo momento in poi Nikola Tesla si trovò completamente solo a combattere una battaglia impari per contrastare i suoi avversari più speculatori economici che scienziati. Molto autorevole e qualificato, a questo proposito, il parere del noto fisico contemporaneo, Massimo Teodorani, che ha scritto un’illuminante biografia di Tesla: “… Tesla imputava ai suoi avversari l’assunto di un “paradigma sbagliato” in quanto generato da problemi mal posti, da esperimenti manipolati al puro fine di confermare le vecchie teorie, e da una teoria come quella della relatività, che secondo Tesla era minata alla base da un vizio di impostazione nonostante la sofisticata formalizzazione matematica con cui essa era presentata. Ma perché esistevano differenze di impostazione tra lui e i suoi colleghi del tempo? La ragione è semplice. I suoi contemporanei basavano il loro lavoro agganciandosi a quanto era già scritto nei libri di testo e negli articoli tecnici del tempo e sottoponendosi al giudizio collegiale dei colleghi per ottenere un consenso. E quel consenso mirava esclusivamente a perpetuare il sapere del tempo: la teoria della relatività di Einstein, per quanto in sé nuovissima, doveva in qualche modo agganciarsi alla precedente meccanica classica per stabilirne un logico continuum evolutivo. Era sui calcoli dei predecessori che bisognava far evolvere il libro della fisica e non tanto su un’osservazione più diretta e imparziale dei fenomeni naturali. Nikola Tesla agiva in maniera completamente differente. Lui prima di costruire castelli in aria, magari raffinatissimi dal punto di vista della formalizzazione matematica, desiderava esplorare la realtà spingendo ai massimi livelli le sue sperimentazioni, compiendo un test dopo l’altro per vedere come effettivamente la natura rispondeva alle sue stimolazioni. Dopodiché prendeva nota dei risultati, di tutti i risultati e non solo di quelli che gli facevano comodo per comprovare le sue teorie. Questo metodo, completamente sperimentale, lo portava a sondare la natura in profondità registrando minuziosamente le fenomenologie riscontrate, incluse le anomalie che le accompagnavano. Mentre i suoi colleghi ignoravano deliberatamente le anomalie e cercavano di farle sparire dai loro calcoli, Tesla ne prendeva nota e cercava di elaborare su di esse delle nuove congetture.


Da questo momento in poi, un nuovo e più determinato Tesla inizia il periodo di sperimentazione piu’ significativa ma anche più oscura e segreta a Colorado Springs ed  a Long Island, dove indubbiamente scoprì quelle fenomenologie che lo portarono a formulare la sua ipotesi sull’etere e da essa la possibilità di estrarre energia libera in grandi quantità. Egli effettuò i primi esperimenti di trasmissione di elettricità senza fili, usando il suo famoso “trasmettitore di amplificazione”, ricavato migliorando e potenziando la sua ben nota bobina che gli aveva permesso di produrre la corrente alternata. Il principio fondamentale della sua nuova invenzione era l’invio di cospicue emissioni di energia elettrica alla Terra sintonizzandosi con la sua frequenza di risonanza, un pò come si fa con le grancasse dei violini l’onda elettrica, in questo specifico caso,  avrebbe raggiunto il centro della Terra e poi sarebbe rimbalzata verso la strumentazione di Tesla la quale pompava in continuazione energia amplificando l’onda di ritorno.


Lo scopo di Tesla era quello ritrasmettere conseguentemente l’energia attraverso la ionosfera a vari ricevitori che l’avrebbero raccolta. Non risultano prove documentate che lui fosse effettivamente riuscito in questo intento, ma è invece confermato che con questo sistema di trasmissione elettrica senza fili egli riuscì comunque ad accendere una gran quantità di lampadine situate a 40 chilometri di distanza; il sistema funzionava, ma andava calibrato e migliorato. Purtroppo gli ambienti accademici, economici e politici, quando si accorsero degli intenti “populistico-sociali” del grande inventore, fecero in modo che nessuno potesse aiutarlo o finanziarlo, di fatto isolandolo in un sostanziale immobilismo. Le idee di Tesla non incontravano i favori dei magnati del tempo i quali non approvavano in alcun modo questo metodo di elettrificare il mondo, perchè ovviamente si scontrava con il business da loro stessi costruito su sistemi più convenzionali basati sulla trasmissione di energia elettrica con uso di fili che ovviamente, significava avere un perfetto controllo delle masse, costrette da quel momento in poi, a comprare energia divenendo di fatto schiavi del nuovo sistema economico-capitalista. Un filo dunque che avrebbe legato indissolubilmente il compratore al venditore-controllore. Possiamo dire che invariabilmente, quasi tutti gli arditi progetti di Tesla avevano come minimo comune denominatore la convinzione dell’ evidenza dell’ etere e la possibilità di estrarre energia da esso. Purtroppo Tesla non ci ha lasciato articoli tecnici di stampo accademico, cosa che peraltro gli sarebbe stata comunque impedita, come ben circostanziato prima. Il genio serbo scrisse invece un gran numero di appunti sui suoi diari personali ( per la maggior parte trafugati o distrutti) dai quali qualche scienziato dei giorni nostri ha cercato di estrarre informazioni utili per proseguire gli esperimenti sull’energia libera e per derivare modelli teorici basati sui risultati ottenuti. Nikola Tesla ha ottenuto circa 300 brevetti in tutto il mondo, è stato l’inventore della corrente alternata, che ha contribuito alla nascita della Seconda Rivoluzione Industriale, e la Suprema Corte degli Stati Uniti gli ha attribuito la precedenza nella scoperta della radio rispetto a Guglielmo Marconi. Alla sua morte il governo americano classificò i suoi scritti come Top Secret, privandoci così oltre ad un patrimonio scientifico di incalcolabile valore, anche della possibilità di raggiungere prima il salto evolutivo per una nuova umanità in armonia con la nostra Terra ed il Cosmo.


BIBLIOGRAFIA:

The Science of Oneness di David Wilcock
https://antoniovaccarello.wordpress.com/letere/
Tesla, lampo di genio di Massimo Teodorani, Macro Edizioni, 2005.
Esperimenti scientifici non autorizzati  - di Marco Pizzuti – Ed. Il punto D’Incontro 2013


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lunedì 28 dicembre 2015

IL SOLE VA IN LETARGO ?


Il Sole va in letargo: raffreddamento globale e parossismo delle operazioni chimiche

Introduzione di Giuliano Bruni

“Un’ennesima smentita alla balzana pseudo-teoria del riscaldamento globale giunge dall’autorevole voce del climatologo John Casey. Ha ragione l’astronomo Eric Dollard a sostenere che l’attività solare è, in questi ultimi tempi, debole: ne conseguirà più che un immediato influsso sul clima, ormai gestito in gran parte dai soliti noti, un’intensificazione delle attività chimiche, visto che la ionosfera è alimentata dall’energia elettromagnetica sprigionata dalla nostra stella. E’ un’intensificazione volta a creare uno strato elettroconduttivo nella bassa atmosfera indispensabile ai signori della guerra per i loro maledetti conflitti presenti e futuri. [1] Di seguito l’articolo in cui Casey, che è pur sempre un solarista con i pregi ed i limiti di questa categoria, preannuncia un raffreddamento planetario con tutte le ripercussioni facilmente immaginabili. Osserviamo infine che, se veramente il clima subirà una diminuzione delle temperature, probabilmente ciò sarà dovuto per lo più alle operazioni illegali in atmosfera e non tanto ad un Sole sonnacchioso, i cui effetti non si manifestano ex abrupto, da un anno all’altro, ma con estrema gradualità.”




Notizia da Retenews 24:

"Caro presidente Obama, si copra bene: farà freddo, freddissimo, per almeno trent’anni". Lo sostiene John Casey, già climatologo della N.A.S.A., ora direttore di un centro studi di Orlando, la “Space and science research corporation”. L’allarme: l’attività del sole sta rapidamente cambiando, la comparsa di nuove macchie solari lascia presagire un nuovo “grande inverno” per il pianeta, a partire dal 2015-2016, con conseguenze devastanti, fenomeni di assideramento di massa e addirittura il crollo del 50% della produzione alimentare a causa del collasso dell’agricoltura. E’ il drammatico contenuto della lettera che lo scienziato ha rivolto al capo della Casa Bianca già lo scorso aprile. Oggetto: “Richiesta di preparare gli Stati Uniti per un pericoloso clima freddo”. Casey chiede di prendere “provvedimenti immediati per garantire che gli Stati Uniti d’America siano pronti per lo storico e potenzialmente pericoloso clima freddo, che sta per arrivare”. Ma il problema non era il global warming, il surriscaldamento? Sì, fino a ieri. Da oggi, l’allarme è di segno opposto: neve, gelo, temperature sotto zero. A partire dai prossimi mesi. Anche l’Italia dovrebbe già avvertirne gli effetti da questo dicembre. Gli ultimi studi compiuti confermerebbero l’arrivo di freddo e neve sull’Italia, infatti, già da capodanno. A condizionare la stagione invernale saranno i venti di Burian che si faranno sentire in modo particolare per due o tre volte quest’anno. La tesi di molti mesi rigidi e di un gennaio tra i più freddi della storia con temperature al di sotto dei 20 gradi sembra dunque confermarsi.


 Casey cita le ricerche condotte negli ultimi decenni sulle cause del cosiddetti cambiamenti climatici. Il periodo passato del riscaldamento globale è un fenomeno naturale, prodotto principalmente dal Sole ed è finito”, scrive il climatologo nella sua Iceberglettera ad Obama. “Sono oltre diciassette anni che non viene registrata alcuna effettiva crescita delle temperature atmosferiche globali in troposfera. Ironia della sorte, questo significa che, mentre per la maggior parte del tempo la comunità internazionale ha avuto a che fare con il riscaldamento globale, quest’ultimo, non c’era! E’ quindi importante accettare che il riscaldamento globale è finito”. Non c’è più alcun riscaldamento globale, sostiene Casey. “La Terra – scrive – è in fase di raffreddamento da diversi anni, come gli oceani negli ultimi undici anni e l’atmosfera per la maggior parte del tempo”. Dei 24 parametri climatici monitorati dalla Space and science research corporation, registrati in resoconti trimestrali, ben 18 di essi mostrano un raffreddamento globale come tendenza dominante”. Quanto ai restanti 6, «si convertiranno verso lo stato di raffreddamento, entro i prossimi cinque anni». 


Lo scienziato dichiara che il livello del mare ha già iniziato a calare, là dove alcune aree oceaniche stanno diventando più fredde. Il centro ricerche coordinato da Casey prevede una riduzione globale del livello del mare della durata di 30 anni, “che comincerà in qualsiasi momento tra quest’anno ed il 2020. Se queste tendenze cambiassero, il centro studi sarebbe il primo a segnalarlo - dice Casey - tuttavia, sulla base delle temperature globali effettive e dei modelli climatici più affidabili, c’è una sola conclusione sullo stato attuale clima della Terra: un nuovo clima freddo è arrivato”. Se questa “nuova era glaciale” procedesse come negli episodi passati (circa 200 e 400 anni fa), secondo Casey “dovremmo aspettarci di vedere notevoli danni alle colture a livello mondiale, sconvolgimenti sociali e politici e la perdita della vita”. […] Casey aggiunge che abbiamo poco tempo per prepararci: “Gli scienziati russi si sono spinti fino a parlare di una nuova “Piccola era glaciale” che principierà quest’anno”. Secondo gli studiosi statunitensi, il nuovo clima freddo verrebbe imposto alla Terra “da un ripetuto ciclo, di 206 anni, del Sole”. Casey l’aveva già annunciato nel 2007. “Anche se molti altri ricercatori hanno scoperto questo ciclo o previsto un clima rigido in arrivo, sono stati ignorati”, scrive lo scienziato, nella sua lettera a Obama. “La fase di freddo di questo lungo ciclo di due secoli, è prodotta dalla riduzione drammatica dell’energia con la quale il sole scalda la Terra”. Lo chiamano “letargo solare” ed è stato confermato dalla N.A.S.A., dall’aviazione statunitense e dal “National solar observatory”. “La ricerca relativa a questi letarghi – aggiunge Casey – mostra anche che si verificano in concomitanza con i terremoti e le eruzioni vulcaniche più distruttive”. Potenzialmente devastanti le conseguenze dello choc climatico sulla popolazione, a cominciare dalle categorie più esposte: “Credo che gli afro-statunitensi, altre minoranze ed i poveri soffriranno di più, per la nuova era glaciale e le vostre politiche climatiche”, scrive Casey al presidente (in realtà un fantoccio, un utile idiota, n.d.r.) […] “Senza adeguate contromisure governative, avverte lo scienziato, saremo impreparati ed incapaci di procurarci il cibo”. Inutile aggiungere che ci sarà un’impennata dei costi dell’energia, micidiale soprattutto per i più poveri. Casey rimprovera ad Obama di aver “creduto alla teoria del surriscaldamento globale” e gli rinfaccia la responsabilità per l’incolumità di 317 milioni di cittadini statunitensi di fronte al “grande freddo” che, giura, sta davvero per arrivare.


[1] Spiega Dollard: “Sono cicli di ventidue anni, di inattività e di attività. Un ciclo cominciò agli albori del Rinascimento. Un picco si verificò durante la Seconda guerra mondiale ed ora nel ciclo 24 il Sole si addormenta, non crea la ionosfera, come se le fasi solari stessero per finire. Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l’astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà ‘morto’? L'ultimo minimo è stato da primato: l’emissione energetica non è mai scesa sotto 60, mentre questa volta ha toccato 58 sicché non si poteva comunicare". La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà è il contrario, ossia le operazioni di aerosol sono finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.

Fonte: Retenews24

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mercoledì 23 dicembre 2015

I ROMANI NEL NUOVO MONDO 1000 ANNI PRIMA DI COLOMBO?

IL  “CONTROVERSO” RITROVAMENTO DI UNA SPADA DI PRESUNTA EPOCA ROMANA NEI PRESSI DI OAK ISLAND, SUGGERIREBBE CHE GLI ANTICHI MARINAI ARRIVARONO NEL NUOVO MONDO 1000 ANNI PRIMA DI COLOMBO.



INTRODUZIONE DI MARCO LA ROSA:

Il condizionale è d’obbligo, se questa notizia sarà  confermata (ANCHE CON IL RECUPERO E L’AUTENTICAZIONE DEL RELITTO NAVALE ROMANO) nel corso dei prossimi mesi, dovremo riscrivere un pezzo della nostra storia antica. In ogni caso la figura di Cristoforo Colombo, ne uscirebbe sicuramente ridimensionata, ma non sarebbe poi così drammatico. Il punto centrale è che i molti (forse troppi) indizi fino ad ora accantonati od ignorati sul (comunque logico anzi probabile),  sbarco di civiltà antiche pre-medievali nel Nuovo Mondo, si fanno davvero scomodi per gli storici e gli archeologi ortodossi, ma molto di più per i nostri obsoleti libri di storia. Ho tradotto ed adattato il testo della notizia che segue, per una spero adeguata informazione, aspettiamo comunque ulteriori e più approfonditi studi che ci permetteranno di confermare o meno una scoperta  che potrebbe rivelarsi epocale.

Buona lettura

MLR

I ricercatori che attualmente indagano sul mistero del tesoro di Oak Island, isolotto sulla sponda sud della Nuova Scozia in territorio Canadese, hanno ritrovato un’antica spada "cerimoniale" romana tra i resti di ciò che si presume essere il relitto di un antico vascello romano. La prova dell’importante ritrovamento, è stata fornita in esclusiva alla Johnston Press e pubblicato nel The Boston Standard, dagli ormai famosi fratelli Lagina, molto conosciuti in tutto il mondo grazie al programma: “The History Channel Curse of Oak Island”, trasmesso anche in Italia. I due fratelli ricercatori, con tenacia e perseveranza, stanno riportando pian piano alla luce il famoso pozzo del tesoro di Oak Island, che si dice legato anche ai Cavalieri Templari. Per quanto riguarda la presunta spada romana ad uso cerimoniale (?), ultimo dei tanti reperti antichi ritrovati fino ad ora nella zona, è stato chiamato in causa il noto storico e ricercatore di tesori J. Hutton Pulitzer, che insieme ad esperti forensi di manufatti antichi della Preservation Society, ha redatto un documento di autenticità, dopo le dovute perizie del caso e che sarà pubblicato nei primi mesi del 2016.

Il mistero di Oak Island

                                      pozzo del "Money Pit"

L’isola di “Oak”  è sede di una delle più grandi cacce al tesoro della storia, iniziata nel 1795, quando a soli 18 anni, Daniel Mc Ginnis, vide strane luci balenare nelle radure dell'isola. Incuriosito, andò ad indagare scoprendo una strana depressione circolare all’interno della radura che aveva individuato dalla sua barca. Successivamente, con l’aiuto di alcuni amici iniziò a scavare e ad un paio di metri scarsi dalla superficie rinvenne una lastra di pietra levigata; tolta questa proseguì lo scavo per alcuni metri rinvenendo ogni tre metri circa un basamento di legno. Mc Ginnis ed i suoi si fermarono a poco più di 10 metri di profondità senza rinvenire nulla di importante oltre le strane piattaforme di legno. Otto anni più tardi, la Società Onslow, richiamata dai racconti della stampa su Mc Ginnis e compagni, si assunse l’onere di uno scavo in grande stile, denominando il pozzo: “Money Pit” .  Tuttavia, andando molto più in profondità, si imbatterono in un problema che per i due secoli successivi è rimasto insormontabile, l’inondazione del pozzo da parte dell’acqua marina. Numerose equipe di ricerca si sono succedute per oltre duecento anni, continuamente vessate dalle difficoltà di crolli e inondazioni. Il testimone, come prima accennato, è ora in mano ai fratelli Marty e Rick Lagina, i cui lavori di ripristino e scavo hanno dimostrato che effettivamente là sotto c’è qualcosa di artificiale molto antico e molto prezioso.

APPROFONDISCI QUI:


La spada romana ed il misterioso relitto…già individuato in precedenza (?)

Mentre la maggior parte dei  cacciatori di tesori sono finiti a mani vuote,  i due fratelli Lagina ed il loro team, oltre a diverse monete antiche di varie epoche, che testimoniano comunque l’importanza strategica di questo isolotto per i navigatori antichi, hanno recuperato un antico relitto romano, che però era già stato con tutta probabilità individuato in precedenza da alcuni anonimi pescatori locali, i quali, avevano recuperato dal relitto la spada romana in questione, ma l’avevano tenuta nascosta per paura delle severe leggi locali riguardo il ritrovamento dei tesori di naufragi. Solo successivamente alla morte del titolare della scoperta, ed in seguito ai successi dei fratelli Lagina anche per il ritrovamento ufficiale del relitto, gli eredi dello scopritore hanno consegnato la spada ai ricercatori ed al loro collaboratore Pulitzer.

La "presunta" spada romana trovata nei pressi di  Oak Island. Foto per gentile concessione di investigatinghistory.org e National Treasure Society

Sul reperto in questione sono state effettuate analisi con un analizzatore XRF, che ha evidenziato nel metallo della spada tracce di arsenico e piombo in percentuale compatibile con altri manufatti romani. Ma ovviamente su questo punto (oltre che su quelli prettamente tecnico-storici), le polemiche di mistificazione ed imbroglio stanno impazzando sulla rete.

BISOGNA IN EFFETTI TENERE IN DEBITO CONTO ANCHE L'ENORME POSSIBILITA' ODIERNA DI REPERIRE MANUFATTI ANTICHI...CHE POI ANTICHI NON SONO MA BUONE RIPRODUZIONI E QUINDI FALSI BEN RIPRODOTTI... E BAY DOCET:

http://www.ebay.it/itm/PARTICOLARE-SCULTURA-COMMEMORATIVA-SPADA-BRONZEA-ROMANA-CON-IMPUGNATURA-STATUA-/301746768453?clk_rvr_id=955893292311&rmvSB=true

PER UN REPERTO ORIGINALE INVECE:
 http://romanofficer.com/roman_amazon_artifacts/RomanAmazonBU081912.html#Hercules e qui :http://romanofficer.com/roman_officer_permanent_collection/HerculesGladius.html/HerculesGladiusTwo.htm )

 "Il relitto è ancora nel luogo del naufragio ed attualmente si attende di poterlo recuperare”,  ha detto Pulitzer al The Boston standard. "Abbiamo effettuato parecchie scansioni sonar e  sappiamo esattamente dove giace, aspettiamo direttive dal governo della Nuova Scozia per consentire ad un team archeologico di ispezionare il relitto per programmare il recupero. Abbiamo pochi dubbi sul fatto che sia un’antica nave romana”.

Ci sono prove a sostegno della presenza di romani nel Nuovo Mondo ?

Nel tentativo di arginare il prevedibile scetticismo di chi ipotizza un’origine “fortuita”  od addirittura "mistificatoria" per la spada romana, i fratelli Lagina,  Pultizer ed il loro team interdisciplinare, hanno portato altri numerosi elementi di prova a sostegno della teoria che i Romani (e non solo) visitarono il Nuovo Mondo più di 1000 anni prima di Cristoforo Colombo. Questi  elementi includono:
Petroglifi scolpiti sulle pareti di grotte e Menhir in Nuova Scozia dal popolo Mi'kmaq,  indigeni che raffigurano quelli che appaiono chiaramente come soldati romani che marciano con gli elmi e le loro spade, nonché la rappresentazione delle tipiche navi romane. Ma non è tutto, Il popolo Mi'kmaq è anche portatore di un marcatore del DNA "particolare" che è tipico dei popoli del Mediterraneo orientale. Cosa molto curiosa è anche l’idioma Mi'kmaq, nel quale sono presenti termini nautici “latini” usati dai marinai di epoca romana. Anche Una specie invasiva di piante come la Berberis vulgaris,  che cresce su Oak Island e nella regione Canadese di  Halifax, una volta era utilizzata dai romani per condire il loro cibo e prevenire lo scorbuto ed infine monete romane di epoca cartaginese e la borchia centrale di uno scudo romano.


Borchia centrale di scudo romano come quella ritrovata in Nuova Scozia, solo immagine rappresentativa (dominio pubblico)

"Quando si mettono insieme tutte queste prove le anomalie  non sono più un caso", ha detto Pultizer al Boston Standard. "Le piante, il DNA, gli artefatti, la lingua, i disegni antichi – abbiamo indubbiamente  qualcosa che merita di essere preso sul serio e che può riscrivere la storia”. Anche Il professor Carl Johannessen della University of Oregon, che si sta occupando del caso, dice che i risultati sfidano l'ortodossia storica ma non possono più essere ignorati. Mentre è stato a lungo ipotizzato che altre civiltà antiche hanno raggiunto il Nuovo Mondo prima di Colombo, compresi i Vichinghi, cinesi e greci, questa è la prima e forse più importante serie di risultati convincenti che ci porteranno (quando e se saranno confermati - ndr - MLR) ad una revisione della nostra storia antica.

Fonte della notizia:

Foto di presentazione: principale: Oak Island, Nova Scotia credito:  Farhad Vladia / Panoramio. Nel riquadro: La presunta spada romana trovata nelle acque limitrofe Oak Island, Nuova Scozia. Credito: investigatinghistory.org e National Treasure Society


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sabato 19 dicembre 2015

LA GRANDE PIRAMIDE DI CHOLULA IN MESSICO, UN SITO QUASI SCONOSCIUTO!





TRADUZIONE ED ADATTAMENTO DI MARCO LA ROSA

Le piramidi meso-americane sono davvero numerose, alcune sono ben note ma altre risultano pressochè sconosciute. La piramide di Cholula, nonostante sia riconosciuta ufficialmente come la più grande piramide del mondo in termini di volume, è virtualmente una delle meno familiari e conosciute. Il volume della piramide di Cholula è stimato in 4,45 milioni di metri cubi (157,2 milioni di piedi cubi). In confronto, la Grande Piramide di Giza, anche se è molto più alta, ha un volume di 2,5 milioni di metri cubi (88,3 milioni di piedi cubi).
La Grande Piramide di Cholula si trova in prossimità dell’abitato di  Puebla, la quarta città più grande del Messico. Questo tempio- piramide è stato dedicato a Quetzalcoatl, una delle divinità più importanti del pantheon meso-americano perchè Cholula era anche una grande città ed un importante centro religioso.

  Modello della città e Grande Piramide di Cholula.  Museo Cholula, Messico 

Alcuni storici ipotizzano che la Grande Piramide di Cholula sia stata edificata per placare le “viscere” del vicino vulcano Popocatépetl, molto temuto per la sua costante attività sismica. Infatti i contorni della montagna assomigliano molto alla forma piramidale di Cholula ed anche il nome “Tlachihualtepetl”  significa: “collina artificiale”.
La costruzione della piramide fu probabilmente iniziata nel corso del 2 ° secolo a.C. ed ha attraversato diverse fasi prima di raggiungere la sua forma definitiva. La prima piramide di Cholula si ritiene sia stata costruita in contemporanea a  Teotihuacan, un'altra città meso-americana spiritualmente significativa, che si trova a  circa 100 km (62,1 miglia) a nord-ovest di Cholula. Sulla base di caratteristiche simili tra Cholula e Teotihuacan è stato quindi ipotizzato che fossero città gemellate. Nel corso dei secoli, quindi,  la Grande Piramide di Cholula fu ampliata notevolmente. 

 Interpretazione artistica della Grande Piramide di Cholula al tempo di massimo splendore (Public Domain) 

Successivamente, Intorno al 600 d.C., Cholula fu conquistata dagli Olmechi-Xicallancas, che fecere anch’essi degli ampliamenti, dimostrando quanto questo centro spirituale fosse importante per i popoli della zona. Poi,  intorno al 1100 d.C., la città passò nelle mani dei Toltechi-chichimecas, i quali contrariamente agli altri conquistatori precedenti, non si curarono di mantenere attivo il sito cerimoniale e religioso, contribuendo di fatto al virtuale abbandono e pertanto, la foresta circostante, si impadronì nuovamente del luogo cerimoniale, mentre la città amministrativa rimaneva attiva ed indipendente.

Rovine di un altare presso la Grande Piramide di Cholula.  Durante lo scavo sono stati rinvenuti due teschi deformi di bambini, probabilmente frutto di sacrifici umani.

Infine, Cholula fu conquistata dagli Aztechi che, come i Toltechi-chichimecas prima di loro, non ripristinarono mai il sito religioso e  la Grande Piramide. Quando gli spagnoli si insediarono nel sito nel 1519, non immaginavano si trattasse di una struttura artificiale e nel 1594 vi edificarono sopra la chiesa “de Nuestra Señora de los Remedios”  (Chiesa della Madonna dei Rimedi), visibile ancora oggi.

Da lontano la Grande Piramide di Cholula si presenta come una collina naturale sormontata da una chiesa. 

La Grande Piramide di Cholula fu quindi riscoperta solo nel 20esimo secolo. Nel 1910, le autorità messicane iniziarono la costruzione di un ospedale alla base della Grande Piramide e fu solo allora che si accorsero delle antiche vestigia.


La spianata degli altari presso la Grande Piramide di Cholula

Nel 1930, diverse prospezioni archeologiche furono intraprese con lo scavo di  tunnel per investigare l'interno della piramide. Furono quindi aperti una rete di passaggi pari a 8 km (4.97 miglia) e oggi, queste gallerie offrono ai visitatori la possibilità di vedere di persona i vari stadi di costruzione della piramide.

Un altro dei ritrovamenti archeologici presso la Grande Piramide di Cholula è il murales chiamato "Los bebedores" (i bevitori).


Riferimenti 
Guinness World Records, 2015. grande piramide. [Online]
Disponibile all'indirizzo: http://www.guinnessworldrecords.com/world-records/largest-pyramid/
littlebrumble 2015. La Grande Piramide di Cholula. [Online]
Disponibile all'indirizzo: http://www.atlasobscura.com/places/the-great-pyramid-of-cholula
Noble, J., 2008. Messico Victoria, Australia: Lonely Planet.
Plunket, P. & Uruñuela, G., 1998. placare gli Dei Vulcano. [Online]
Disponibile all'indirizzo: http://archive.archaeology.org/9807/abstracts/volcano.html
www.aztec-history.com, 2015.. Cholula Piramide [Online]
Disponibile all'indirizzo: http://www.aztec-history.com/cholula-pyramid.html
www.crystalinks.com 2015. Piramidi di Mesoamerica. [Online]
Disponibile all'indirizzo: http://www.crystalinks.com/pyramidmesoamerica.html
www.mexonline.com 2015. La Grande Piramide di Cholula, Cholula. [Online]
Disponibile all'indirizzo: http://www.mexonline.com/cholula-pyramid.htm
www.sacred-destinations.com 2015. Grande Piramide di Cholula. [Online]
Disponibile all'indirizzo: http://www.sacred-destinations.com/mexico/cholula-great-pyramid
Read more: http://www.ancient-origins.net/ancient-places-americas/once-hidden-plain-sight-and-surprisingly-ignored-great-pyramid-cholula-020650#ixzz3uTgzDoqW

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mercoledì 16 dicembre 2015

Scoperta una nuova cura, potrebbe essere efficace contro tutti i tipi di cancro ?



SEGNALATO DAL DR. GIUSEPPE COTELLESSA (ENEA)

I telomeri, la parte che protegge i cromosomi, anche nelle cellule cancerogene, potrebbero essere decisivi per sconfiggere i tumori.

Cromosomi  e telomeri:

Dalla Spagna arriva una nuova speranza per la lotta al cancro: una nuova cura, sperimentata sul tumore al polmone, che potrebbe essere applicata a tutti i tipi di cancro. Ma come funziona? La ricerca condotta dal CNIO (Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas) ha scoperto che il tallone d’Achille per frenare Il tumore al polmone, il tipo di cancro che causa più morti al mondo, sarebbero i telomeri, le parti finali dei cromosomi composte da sei proteine, che servono come “cappuccio” per proteggere le informazioni contenute nel nostro DNA. Ogni volta che una cellula si divide, duplica il suo materiale genetico, contenuto all’interno dei cromosomi. Ma in ogni divisione cellulare, i telomeri diventano sempre più corti, e quando lo sono troppo, diventano tossici per la cellula, che smette di replicarsi e viene eliminata dall’organismo. Le cellule cancerogene, invece, sono in grado di dividersi e moltiplicarsi senza che i suoi telomeri si accorcino troppo. Il segreto della loro immortalità è la telomerasi, un enzima che ripara costantemente i telomeri stessi e che nella maggior parte delle cellule sane è spenta, mentre in quelle tumorali è attiva. Finora, i ricercatori avevano provato a frenare la crescita del cancro inibendo la telomerasi delle sue cellule, ma, purtroppo, senza riscontrare successo. L’idea innovativa avuta dal Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas, sotto la direzione della Prof.ssa María Blasco, è quella di attaccare i telomeri senza alterare la telomerasi: in pratica, bloccando una delle sei proteine che li costituiscono, viene abbattuto lo scudo che protegge i cromosomi del cancro, e le cellule muoiono all’istante. Lo studio, pubblicato sulla rivista EMBO Molecola Medicine, dimostra che bloccando questa proteina si impedisce la crescita di carcinomi al polmone già sviluppati. Come afferma la Dott.ssa Blasco: “Eliminando la proteina TRF1 si lasciano i telomeri immediatamente privi di protezione e le cellule entrano in senescenza e muoiono. Questa strategia uccide in modo efficace le cellule cancerogene, frena la crescita tumorale e ha effetti collaterali tollerabili dal nostro organismo”. Il CNIO è ora alla ricerca di soci nell’industria farmaceutica che possano sviluppare il farmaco per bloccare la proteina TRF1 a uno stadio più avanzato, così da poterlo utilizzare non solo per il cancro ai polmoni, ma anche per gli altri tipi di tumore, visto che questo trattamento agisce su di una caratteristica universale comune a tutti i tipi ci cancro.

Da:

http://www.tantasalute.it/articolo/ghiaccioli-alla-frutta-fresca-ricetta-estiva-salutare/54783/

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sabato 12 dicembre 2015

PADRI E FIGLI: C'E' QUALCOSA DI PIU' OLTRE AL DNA !


SEGNALATO DAL DR. GIUSEPPE COTELLESSA (ENEA)

Recenti ricerche su animali sembrano dimostrare che anche lo stile di vita possa influire sulle caratteristiche dei figli concepiti, come ad esempio in casi di obesità. Una possibilità realistica anche per l'uomo?

C’è un’idea che da un po’ di tempo sta stimolando la curiosità di molti genetisti, ovvero che un genitore possa trasmettere al figlio, prodotto del concepimento, molto più di una semplice quantità di patrimonio genetico. Qualcosa che stona con quelli che son considerati cardini della genetica, ovvero che i geni di un individuo sono immutabili, e che – per dire – il figlio di un genitore obeso non erediterà la predisposizione all’obesità se tali geni non sono interessati. Eppure esperimenti su animali sembrano da qualche tempo indicare il contrario: in uno studio del 2010 furono confrontati i prodotti del concepimento di due gruppi di ratti, uno in cui i padri erano stati nutriti con diete ad alto contenuto di grassi. Ebbene, i figli del primo gruppo risultavano più propensi a sviluppare aumento di peso e tessuto adiposo, così come disturbi del metabolismo insulinico. Stessa cosa – sempre nei ratti – è stata dimostrata a proposito dello stress: i figli di ratti sottoposti continuamente a stimoli stressogeni presentavano già alla nascita un’alterata risposta allo stress. Per cercare di venire al nodo della questione gli scienziati hanno iniziato a focalizzarsi sugli spermatozoi, i cui geni sono comunque influenzati da una serie di fattori definiti “epigenetici” (proprio perché derivanti dalle interazioni ambientali e non correlati al patrimonio genetico immutabile). Proprio all’Università della Pensilvania studi sugli spermatozoi di ratti esposti allo stress hanno individuato all’interno di essi un elevatissimo numero di micro-RNA. L’estrazione di questi micro-RNA e l’impianto in embrioni portava allo sviluppo di topolini con alterata risposta agli stimoli stressogeni. Ovviamente la trasposizione all’uomo di tali considerazioni è molto complessa. Eppure già nel 2013, in Belgio, l’analisi condotta da genetisti su 79 neonati aveva dimostrato differenze epigenetiche tra bambini figli di padri obesi e padri normopeso. L’analisi degli spermatozoi dimostrava evidenze significative nei meccanismi di metilazione che avvenivano nei padri obesi, e non nell’altro gruppo. La cosa entusiasmante è stata la successiva analisi di tali pattern in persone che andavano incontro ad interventi di riduzione del peso (essenzialmente chirurgia bariatrica): sono stati individuati oltre 3900 geni che presentavano differente metilazione. Ovviamente l’esperimento condotto in Belgio non può considerarsi già significativo, tanto che critiche sono sorte proprio nel mondo della genetica, soprattutto in termini dei risultati ottenuti (da alcuni ritenuti solo il frutto di una stratificazione random). Si contesta essenzialmente la scarsità dei numeri, ma la prima frontiera nell’analisi sperimentale di questa ipotesi è stata raggiunta. Futuri studi, magari condotti su coorti di individui più ampie, permetteranno di scoprire se anche nell’uomo, effettivamente, i padri trasmettono ai propri figli molto più del singolo DNA che essi stessi ereditano alla nascita.

Da:



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martedì 8 dicembre 2015

LUNA: SATELLITE ARTIFICIALE ?

( con inserimenti e specifiche di Marco La Rosa)


Il nostro pianeta beneficia degli effetti importanti che la Luna produce su di esso. Se non ci fosse, l'asse terrestre non potrebbe essere stabile come lo è oggi e la dinamica delle maree sarebbe certamente diversa. Alcuni ricercatori sono convinti che il nostro satellite in realtà non è frutto di un fortuito caso cosmico, ma il risultato di una intelligenza che l'ha voluta: è possibile che la Luna sia una nave spaziale camuffata in orbita attorno al nostro pianeta?


Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla! La Luna, con la sua presenza discreta, rende un servizio insostituibile al pianeta Terra e agli esseri viventi che su di esso vi abitano. Senza la Luna quasi certamente il nostro pianeta sarebbe molto diverso da come lo conosciamo. Se essa non ci fosse, il fenomeno delle maree sarebbe del tutto stravolto. L’acqua degli oceani sarebbe distribuita diversamente, occupando equamente le regioni equatoriali e quelle polari. Così, alcune correnti oceaniche non sarebbero mai sorte, impedendo la regolazione termica del pianeta e la formazione delle nubi e quindi la circolazione atmosferica su scala globale. Come spiega l’INAF, un altro fondamentale ruolo della Luna è la stabilizzazione dell’asse di rotazione. Attualmente il valore medio dell’inclinazione di questo asse rispetto al piano dell’eclittica è di 23 gradi e mezzo, e questo valore oscilla sì ma in un intervallo di meno di due gradi e mezzo nell’arco di circa 41 mila anni. Se non avessimo la Luna ad orbitarci attorno, questa forbice sarebbe molto più elevata, fino a raggiungere valori prossimi a 90 gradi. In pratica, significherebbe che, seppure nel corso di milioni di anni, le calotte polari potrebbero migrare fino in prossimità dell’equatore! Infine, un’altra importante funzione della Luna è legata alla cultura umana. Sui suoi movimenti sono stati basati i primi calendari. Basti pensare che il più antico calendario lunare è stato concepito circa 10 mila anni fa. Lo stesso raggruppamento dei giorni in settimane e mesi rispettivamente sulla durata di una singola fase lunare tra le quattro principali e sulla durata di un ciclo completo di fasi, cioè a quattro settimane. La settimana ha una valenza sacra in tutta l’area mesopotamica, culla anche della cultura ebraica e del suo calendario in cui la settimana risulta una delle istituzioni più antiche. L’osservanza del sabato (il settimo giorno) e la cadenza settimanale sono accertate solo dopo l’esilio da Gerusalemme cui gli ebrei furono costretti dalla conquista babilonese del 586 a.C., ma probabilmente l’uso preesisteva da molto. Secondo l’opinione di un certo filone di ricerca, tutti questi fattori non sarebbero semplicemente delle coincidenze naturali, ma condizioni determinate da un intelligenza per fare in modo che la Luna rendesse più stabile il pianeta Terra. In questa visione, non solo la Luna non avrebbe origini naturali, ma sarebbe addirittura un’astronave con una finalità del tutto sconosciuta. La teoria dell’Astronave Luna, conosciuta anche come la Teoria Vasin-Shcherbakov è stata proposta nel 1970 da Michael Vasin e Alexander Shcherbakov, due membri dell’Accademia Sovietica delle Scienze, in un articolo intitolato “La Luna è la creazione di un’intelligenza aliena?”:


Nell’articolo i due scienziati sostengono che il nostro satellite sarebbe un planetoide cavo realizzato da esseri sconosciuti in possesso di una tecnologia di gran lunga superiore a qualsiasi altra disponibile sulla Terra. Enormi macchinari sarebbero stati utilizzati per fondere le rocce e creare grandi cavità all’interno della Luna, con il risultato di abbondanti fuoriuscite di lava sulla superficie lunare. La Luna sarebbe quindi costituita da uno guscio esterno, realizzato con le scorie metalliche della lavorazione delle rocce, e da uno scafo interno, una sorta di guscio più profondo.



Le anomalie della Luna:



Nonostante le numerose visite eseguite grazie alle missioni Apollo, la Luna resta un enigma per gli scienziati sotto molti punti di vista. Non da ultimo lo strano scambio di battute tra il centro di controllo a Houston e gli astronauti della missione Apollo 11 nel luglio del 1969, captata da  diverse stazioni radio terrestri a frequenza ultrarapida, prima che la NASA la sopprimesse nella trasmissione televisiva che illustrò l’arrivo di Apollo XI sulla Luna (nonostante la NASA affermi il contrario, esisteva infatti una leggera differita tra le reali comunicazioni Nasa-Apollo e quelle ritrasmesse al mondo). Ecco il testo integrale: “Astronauta 1: Ma cos'è quello? Astronauta 2: Avete una spiegazione? Houston: Non vi preoccupate, attenetevi al programma! Astronauta 1: Mio Dio, ma è incredibile, questo è fantastico, non lo potreste mai immaginare! Houston: Sappiamo di questo, andate dall'altra parte! Astronauta 1: Ma che diavolo è quello? È incredibile ...... Dio ... ma cos'è? Allora, me lo dite? Houston: Cambiate frequenza, usate Tango, Tango! Astronauta 1: Allora è una forma di vita, quella! Houston: Cambia frequenza. Houston: Usa Bravo Tango, Bravo Tango, scegli Jezebel, Jezebel! Astronauta: ......sì! ..... ma tutto questo è incredibile! Houston: Passa su Bravo Tango, Bravo Tango! “A questo punto la comunicazione viene interrotta. Tuttavia, come affermano Vasin-Shcherbakov nel loro articolo, molti aspetti considerati finora enigmi lunari sarebbero spiegabili alla luce della loro ipotesi. L’origine della Luna è uno dei problemi più complessi della cosmogonia. Finora, le ipotesi in discussione sono state tre:

1) La Luna era una volta parte della Terra e un qualche tipo di forza la espulsa in orbita. Questa teoria, secondo i due ricercatori, è stata smentita dalle ricerche più recenti.

2) La Luna si è formata in maniera indipendente dalla stessa nube di polveri e gas della Terra, diventandone un satellite naturale. Ma allora perché c’è una grande differenza tra il peso specifico della Luna (3,33g per centimetro cubo) e quello della Terra (5,5g)? Inoltre, le analisi sui sassi portati a Terra dalle missioni Apollo rivelano che la composizione delle rocce lunari è differente da quelle terrestri.

3) La Luna si è formata separatamente e lontano dalla Terra (forse fuori dal Sistema Solare). Ciò significa che il nostro satellite avrebbe navigato nel cosmo per lungo tempo e una volta giunta in prossimità della Terra, grazie ad una complessa interazione tra le forze gravitazionali, sarebbe stata catturata in un orbita geocentrica perfettamente circolare.

Si tratterebbe di un complesso di fattori davvero eccezionale! Di fatto, secondo Vasin e Shcherbakov, gli scienziati che studiano l’origine dell’Universo ad oggi non hanno alcuna teoria accettabile per spiegare come sia nato il sistema Terra-Luna. La loro ipotesi è semplice: la Luna è un satellite artificiale messo in orbita attorno alla Terra da parte di intelligenze non terrestri a noi sconosciute. L’ipotesi dei due scienziati russi implica che la Luna deve essere vuota al suo interno, con un guscio sottile di metallo che spiegherebbe come mai i grandi crateri lunari, generalmente formati da impatti meteoritici, sono così poco profondi, presentando il fondo piatto o addirittura convesso, a differenza dei crateri più piccoli che hanno una profondità proporzionale al loro diametro. Gli autori sottolineano che il materiale di superficie della Luna è composto prevalentemente da cromo, titanio e zirconio, tutti metalli refrattari, meccanicamente resistenti e con proprietà anti-corrosivo. Se qualcuno avesse dovuto mettere a punto un materiale per proteggere un gigantesco satellite artificiale dagli effetti sfavorevoli degli sbalzi di temperatura, dalle radiazioni cosmiche e dal bombardamento meteoritico, probabilmente avrebbero scelto proprio questa miscela di elementi. Questa considerazione spiega il motivo per il quale le rocce lunari sono un così straordinario cattivo conduttore di calore, un fattore che stupì molto gli astronauti delle missioni Apollo e i ricercatori della Nasa. Non era proprio quello l’effetto desiderato da chi ha progettato la Luna? Così scrivono i due ricercatori russi nell’articolo: “Dal punto di vista ingegneristico, l’astronave che noi chiamiamo Luna è superbamente costruita. E questo spiega molto bene la sua longevità. È possibile che sia anche più antica del nostro stesso pianeta: alcune rocce lunari si sono dimostrate essere più antiche della Terra. Se questo è vero, questo però potrebbe valere per l’età dei minerali utilizzati e non per quando è sono stati utilizzati per costruire il satellite”.

Quando è stata messa lì? E da chi?

Secondo i due ricercatori, è difficile stabilire il tempo quando la Luna ha cominciato a brillare nel cielo. Ciò implica che potrebbe esserci stato un tempo in cui la Terra era senza Luna? Alcuni studiosi di storia e di miti antichi hanno trovato nella letteratura antica alcuni brani tratti da autori importanti del passato nei quali si legge chiaramente che un tempo il cielo terrestre era senza la Luna, forse il ricordo più remoto dell’umanità. Ippolito di Roma, un autore cristiano del II secolo, nel suo Refutatio Omnium Haeresium spiega che Anassagora e Democrito, due filosofi della Grecia antica, insegnavano che era esistito un tempo in cui non c’era la Luna. Aristotele, nel frammento 591, scrisse che il territorio dell’Arcadia, prima di essere abitato dai greci era occupato dalla popolazione dei Pelasgi, una cultura proto-ellenica che secondo il grande filosofo esisteva prima che ci fosse una luna nel cielo; per questo motivo sono stati chiamati Proseleni. Plutarco ne Le Questioni Romane parla degli arcadi come delle persone pre-lunari. Infine, il grammatico romano Censorino allude ad un tempo passato, quando non c’era la luna nel cielo. Se, dunque, un tempo non c’era la Luna, chi l’ha messa lì e perchè?

A TAL PROPOSITO SU QUESTE ANTICHE TESTIMONIANZE,  CONSIGLIO LA LETTURA DEGLI STUDI DEL PROF. EMILIO SPEDICATO DELL’UNIVERSITA’ DI BERGAMO:


I due ricercatori russi ipotizzato che la Luna possa essere una nave spaziale molti antica, una sorta di antica arca di Noè utilizzata da un’antica civiltà per viaggiare nello spazio per migliaia di milioni di chilometri e giungere sul nostro pianeta per colonizzarlo: noi saremmo i loro discendenti. Gli autori immaginano l’interno della Luna sia pieno di carburante per i motori, materiali e apparecchi per lavori di riparazione, strumenti per il sostentamento vitale e apparecchiature di osservazione. Vasin e Shcherbakov, non credono che la Luna sia ancora abitata, e probabilmente molti dei suoi dispositivi automatici hanno smesso di funzionare. Ma in alcune ipotesi più malevole, alcuni teorici del complotto alieno credono che non solo la Luna sia ancora abitata, ma che svolga ancora un ruolo importantissimo nei piani degli ‘occupanti’ alieni. Un po’ come descritto nel film “The Truman Show”, nel quale il regista del programma può osservare tutto ciò che accade dal suo ufficio posizionato nella finta luna, così i nostri ‘invasori’ utilizzano il nostro satellite come avamposto di osservazione per “l’esperimento uomo”.

D’altra parte, il fatto che la Luna mostri sempre lo stesso lato alla Terra (caratteristica guarda caso di molti satelliti naturali (?) del Sistema Solare e conosciuta come: ROTAZIONE SINCRONA o  RISONANZA SPIN-ORBITA – NDR MLR) faciliterebbe comunque il compito degli osservatori, che avrebbero la possibilità di guardare e controllare costantemente la Terra, senza dover aspettare ogni volta il completamento della rotazione della Luna sul proprio asse. Ad ogni modo, secondo Vasin e Shcherbakov ci sarebbero moltissimi altri indizi, purtroppo solo circostanziali, a favore della loro ipotesi, che a prima vista potrebbe sembrare folle. Un’idea pazza simile fu avanzata già nel 1959 dal professor Iosif Sklovskij, un eminente scienziato, in relazione ai satelliti di Marte, Fobos e Deimos. Dopo aver attentamente analizzato i dati, il ricercatore concluse che entrambi devono essere vuoti e perciò satelliti artificiali. Quando scrissero l’articolo, i due ricercatori russi speravano che aver sollevato abbastanza questioni per fornire argomenti per una seria riflessione sulla materia, il cui risultato potrebbe risolvere i numerosi enigmi lunari e gettare luce sulla vera origine della specie umana.

da:



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