IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

martedì 30 settembre 2014

ETERE ED ENERGIE SOTTILI: LA RICERCA PRATICA E' REALTA' !

DURANTE IL MEETING "IL MONDO CAPOVOLTO", ABBIAMO AVUTO MODO DI PARLARE E CONFRONTARCI ANCHE SULLO STATO DELLA RICERCA PRATICA NEL CAMPO DELLE "ENERGIE SOTTILI".
NONOSTANTE IL  "MURO DI GOMMA" CHE LA SCIENZA UFFICIALE HA SEMPRE MESSO A PROTEZIONE DEI PROPRI DOGMI, OGGI MOLTI UOMINI DI SCIENZA HANNO CAPITO CHE BISOGNA NECESSARIAMENTE INTRAPRENDERE VIE NUOVE E SCONOSCIUTE AI PIU'. MA LA SORPRESA E' GRANDE QUANDO INASPETTATAMENTE, CI SI TROVA A CONFRONTARSI CON I "CANI SCIOLTI" CHE HANNO PERSEVERATO NELLA RICERCA DI CONFINE ED HANNO PORTATO AVANTI, NEL SILENZIO,  SCOPERTE INCREDIBILI (PER GLI SCETTICI) E TUTTAVIA CLAMOROSAMENTE E CONCRETAMENTE "VERE".
MARCO VECCHI, RICERCATORE, SPERIMENTATORE ED EDITORE, MI HA DIMOSTRATO TUTTO QUESTO. VOGLIO CONDIVIDERLO CON CHIUNQUE SI SENTA PRONTO A NON PENSARE QUELLO CHE "TUTTI" PENSANO.

NON TROVERAI MAI LA VERITÀ, SE NON SEI DISPOSTO AD ACCETTARE ANCHE CIÒ CHE NON TI ASPETTAVI (ERACLITO)


OmPhi Labs® conduce attività di ricerca privata nell'ambito delle tecnologie per la generazione / misurazione / dimostrazione / utilizzazione dell'energia del campo ZPE (zero-point energy).
Come casa editrice, OmPhi Labs® inoltre pubblica libri a carattere tecnico e/o divulgativo, anche in traduzione, sempre riguardo l'energia del campo ZPE.

Vengono anche offerti strumenti utili per la sperimentazione e la dimostrazione concreta dell'esistenza delle "energie sottili" quali:


• V.I. – Vitality Indicator – Indicatore di Vitalità

Questo semplice strumento permette di VERIFICARE l'esistenza dell'energia vitale, o bioplasma, e farsi un'idea del proprio stato energetico. Avvicinando la mano allo strumento, la ruota gira con velocità e direzione dipendenti dalla emissione bioenergetica. In ambienti naturali o sufficientemente permeabili al flusso energetico terrestre, la ruota può girare anche da sola, con variazioni specifiche nell'arco della giornata. Creato dal ricercatore ungherese George Egely, il V.I. ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti nelle esposizioni internazionali.
(clicca il seguente link per andare alla descrizione completa e agli esperimenti possibili)


• M3 - Disco Energetico  - da Dan A. Davidson

Dalla ispirata ricerca tecnologica dello scienziato di frontiera autore del libro SHAPE POWER, un concentrato di tecnologia al servizio dello sviluppo spirituale e umano. Solo per i Ricercatori Spirituali. Ci azzardiamo a proporre l'M3 dopo averlo lungamente e ampiamente testato su noi stessi e su diverse altre persone. Da portare indosso o da tenere sotto il cuscino. Il suo effetto è potente, a detta di quasi tutti quelli che lo hanno provato. Si tratta, in sostanza, di un attivatore del campo ener­ge­tico dell'aura, ma ha anche una chiara e positiva azione sul piano spirituale. Non acquistate questo dischetto se non avete letto, compreso e accettato i meccanismi fisici e spirituali attraverso i quali agisce!
(clicca sul seguente link per andare alla descrizione completa)


• e-Acu-Pen - Agopuntura Elettronica - Trova e tratta i punti di agopuntura


Questo strumento portatile permette a chiunque di trovare con precisione e in pochi secondi tutti i principali punti dell'Agopuntura, vale a dire, i punti in cui i flussi interni di energia sottile dei meridiani emergono in superficie proseguendo nell'aura. Ciò costituisce già di per sé una spettacolare dimostrazione che là nei punti c'è qualcosa di molto speciale, del tutto invisibile sia all'occhio nudo che al microscopio, e che la Scienza ufficiale non sa spiegare. . Normalmente usato anche da molti agopuntori (per chi ha paura degli aghi) e per l'auto-trattamento di piccoli disturbi come mal di denti, emicrania, ecc., questo strumento viene qui proposto solo come dimostrazione delle energie sottili… (segue)
(clicca sul seguente link per andare alla descrizione completa)


• Barometro Fitzroy - sensibile all'etere

Per esperimenti sul principio ordinatore dell'energia eterica. Un effetto fondamentale dell'energia eterica (o orgone, prana, chi, ecc.) è il suo principio organizzante che favorisce la vita e la crescita dei cristalli. Il semplice "barometro" qui proposto è un tubo di vetro contenente una speciale soluzione supersatura, che crea cristalli di svariate forme e consistenze a seconda della densità e qualità eterica locale e della temperatura. Ciò permette di usarlo come rivelatore di "energia organizzante", cioè di etere, e naturalmente di fare anche interessanti osservazioni sul suo singolare comportamento secondo le condizioni meteo… (segue)
(clicca sul seguente link per andare alla descrizione completa)

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lunedì 29 settembre 2014

L'EUROPA ATTUALE E I SINISTRI RIVERBERI DI ANTICHE ED OSCURE PRESENZE


L'EURO? LO HA INVENTATO ADOLF HITLER


da:

Albert Speer, l'allora ministro nazista degli armamenti, aveva teorizzato singole economie inserite in un sistema tariffario unico per realizzare una produzione industriale su larga scala. Senza dazi, senza tariffe e con una sola valuta. Vi ricorda qualcosa? Tipo l'euro o la Cee? 1942. Terzo Reich. Il ministro dell'economia della Berlino nazista, Walter Funk, organizza una conferenza con economisti, politici e i vertici delle maggiori industrie. La questione sul tavolo è che uso fare dei territori conquistati e da conquistare. Albert Speer, l'allora ministro degli armamenti, suggerisce la necessità di coinvolgere le altre economie europee.
Nasce un progetto dal nome inequivocabile: Europaische Wirtschaftgesellschaft. Che tradotto in italiano suona più o meno così: "Società economica europea". Un sistema di scambi commerciali, di trattati industriali basati sull'utilizzo di una sola moneta. Speer, durante gli interrogatori condotti dagli Alleati dopo la guerra, aveva dichiarato che per il nazismo il mero sfruttamento sarebbe stato insufficiente.
"Meglio risollevare", aveva aggiunto, "singole economie e inserirle in un sistema tariffario unico per realizzare una produzione industriale su larga scala". Senza dazi, senza tariffe e con una sola valuta. Vi ricorda qualcosa? Tipo l'euro o la Cee?
La risposta nel corso degli anni è arrivata da molti complottisti, ma anche da lucidi politici. Nel 2002 Boris Johnson, quando era giornalista per lo Spectator e prima di diventare sindaco di Londra, scrisse un lungo editoriale per affiancare l'euro ad Adolf Hitler.
"Oggi, per noi, la prospettiva di revanscismo tedesco sembra ridicola e le difficoltà di integrazione europea sembrano molto preoccupanti. Può essere vero che ciò ci turbi di più", ebbe a scrivere, "proprio per il fatto che non siamo stati conquistati da Hitler. Ma dire che l'euro non ha nulla a che fare con la guerra, o Hitler, è assurdo".

La frase - un po' fortina - trae la sua origine da alcuni libri pubblicati nel decennio precedente. Uno di quelli che fece più scalpore è da attribuire allo storico John Laughland. The Tainted Source (La sorgente infetta), ovvero le origini antidemocratiche dell'idea europea. Lo storico arriva a capovolgere la tradizione e cerca di dimostrare che il progetto di un'Europa unificata non è figlio del pensiero liberale, ma delle ideologie totalitarie. E che lungi dal rappresentare una conquista di libertà, il superamento della sovranità nazionale mina alle basi stesse dello Stato di diritto. Ovviamente, l'idea dell'Europa comune targata Hitler sarebbe stata più che un'utopia irrealizzabile un incubo indescrivibile, il fatto è che, secondo alcuni storici, il progetto nato da quella terribile Conferenza del 1942 avrebbe poi dato ai padri fondatori della Cee una serie di spunti. La guerra avrebbe insegnato a Jean Monnet e Jacques Delors come addomesticare il potere economico di Berlino. Non a caso i due padri fondatori si sono dimostrati così determinati nel costruire un progetto ampio, e creare la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, alla quale in un certo senso Francia e Germania hanno ceduto la sovranità su due settori vitali per l'economia dell'epoca. Che l'euro possa essere figlio di Hitler non è nulla di così eccezionale, se si pensa che una buona fetta della tecnologia nazista è poi stata riutilizzata dall'Occidente.

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venerdì 26 settembre 2014

IL CAMMINO DEL LABIRINTO


LA SIMBOLOGIA DEL LABIRINTO.

MISTERICA ED ARCANA, FIN DALLA PIU’ PROFONDA PREISTORIA.  POSSIAMO PARLARE DI SIMBOLOGIA “ARCHETIPA” CHE E’ INSITA NELLA COSCIENZA DELL’UOMO KOSMICO.
ARCHETIPO: ARCHE’= ORIGINALE , TIPOS= MODELLO. E’ LA FORMA PREESISTENTE E PRIMITIVIA O PRIMIGENIA DEL PENSIERO.
HO TRATTATO MOLTO DI SIMBOLISMO E SIMBOLOGIA SU QUESTO BLOG, MA MAI DEL “LABIRITNTO”.
DI SEGUITO, UN'ILLUMINANTE INTERVISTA DE "IL PUNTO SUL MISTERO" (http://www.ilpuntosulmistero.it/) ALL’AMICO GIANCARLO PAVAT CHE INSIEME A GIANCARLO MAROVELLI, FABIO CONSOLANDI, LUCA PASCUCCI E FABIO PONZO HA SCRITTO UN TRATTATO CHE E’ ORMAI DIVENUTO UNA PIETRA MILIARE PER LO STUDIO DI QUESTA SIMBOLOGIA ARCHETIPA.
VOGLIO DOVEROSAMENTE PUNTUALIZZARE CHE GIANCARLO PAVAT E’ ATTUALMENTE CONSIDERATO UNO DEI MAGGIORI ESPERTI INTERNAZIONALI DI QUESTA MATERIA.

BUONA LETTURA

MLR

DA:

FINO ALL’ULTIMO LABIRINTO. Dalla scoperta del labirinto di Santa Sinforosa ai Trojaborgar del Baltico.

 IL LIBRO CHE STA RIVOLUZIONANDO LE CONOSCENZE SUI LABIRINTI DI TUTTO IL MONDO.

FINO ALL’ULTIMO LABIRINTO



Dalla scoperta del labirinto di Santa Sinforosa ai Trojaborgar del Baltico.
di Giancarlo Pavat & Giancarlo Marovelli, Fabio Consolandi, Luca Pascucci e Fabio Ponzo.

“Il labirinto è un modello molto preciso che ci aiuta a comprendere l’universo. Non rappresenta solo ritmi cosmici ben definiti, ma anche le altre proporzioni sacre che simboleggiano la nostra relazione con “il viaggio di ritorno” verso l’integrità spirituale”.
(Keith Critchlow)

“Solvitur ambulando”
(Si risolve camminando).
(Sant’Agostino)

•             Prefazione Jeff Saward
•             a cura di Giancarlo Pavat
•             da un idea di Giancarlo Pavat e Fabio Consolandi
•             Consulenza tecnico-scientifica: Giancarlo Marovelli
•             Grafica e impaginazione: Fabio Consolandi.

Copertina a colori (Le immagini utilizzate in I° di copertina ritraggono il labirinto di S. Sinforosa in Abruzzo e la chiesa di St. Klemens di Visby, isola di Gotland);

Un volume in brossura, formato 17 x 24, di 390 pagine, di cui 57 tutte di disegni e foto a colori, arricchito dalla prefazione di uno dei massimi esperti mondiali di labirinti, l’inglese Jeff Saward. Un lavoro di ricerca su tutti i labirinti italiani (che non esisteva in lingua italiana nel panorama delle ricerche su questa affascinante tematica) e sui principali esemplari europei, frutto di anni di ricerche sul campo, con viaggi in tutta Europa sino alla Scandinavia.

IL PUNTO SUL MISTERO
Da dove nasce l’idea di questo libro e perché sta affascinando molti appassionati ed esperti ricercatori non solo in Italia ma pure in Europa?

GIANCARLO MAROVELLI:
“L’idea nasce da una sinergia congiunta, resa comune dall’interesse su questo antico simbolo, molti di noi avevano iniziato un proprio percorso personale alla scoperta del labirinto, lungo le antiche vie di pellegrinaggio che dal nord Europa giungevano a Roma e/a Gerusalemme. Questo cammino di ricerca è culminato con la pubblicazione di quest’opera di 390 pagine, in essa si racchiudono esperienze, percorsi, luoghi che porteranno i lettori all’ individuazione di un cammino che nasce in primis all’interno di noi stessi fino a giungere al segreto più nascosto nel labirinto racchiuso nella nostra anima.”

FABIO CONSOLANDI:
“Il padre dell’idea, che ha dato origine al libro, è indiscutibilmente Giancarlo Pavat. Grazie alla sua grande esperienza, nel campo di questa particolare simbologia, è stato possibile strutturare, in un progetto organico, tutto il materiale presente nel volume. Non solo: a Pavat va anche riconosciuto il merito di aver svolto non solo il coordinamento dei ricercatori in ambito nazionale ed europeo, ma anche di avere svolto il ruolo di supervisione e regia di tutte quelle attività che, nell’arco di un lungo periodo di tempo, hanno portato alla concretizzazione di questo libro. Probabilmente, l’interesse che questo volume sta suscitando in campo internazionale, è dovuto proprio all’ampio arco geografico delle argomentazioni riportate, la loro esposizione chiara e seria e al fascino della simbologia stessa. Tutti questi elementi sono stati mirabilmente integrati fra loro, concorrendo a rendere il libro degno dell’attenzione d’oltreconfine.”

GIANCARLO PAVAT:
“Per quanto mi riguarda nasce da anni di ricerche sui simboli e sul loro utilizzo nel corso della Storia umana, in particolare su quello del labirinto. Gli studi su questo simbolo antichissimo e diffuso in tutto il Mondo mi hanno portato ad organizzare, negli ultimi anni, diversi viaggi; alcuni dei quali ci hanno portato sino in Scandinavia, sul Mare del Nord e sul Mar Baltico. Ebbene, questo libro è pure un primo resoconto proprio di quanto emerso da queste spedizioni. Quanto al fatto che queste nostre ricerche e il libro stiano interessando numerosi ricercatori è dovuto in primis all’argomento stesso che abbiamo affrontato, e, in seconda battuta, alle novità ed alle scoperte che abbiamo effettuato.

IPSM:
Come siete riusciti a coordinare il lavoro di ben cinque autori e ricercatori?

GM: Necessario ed insostituibile è stato il lavoro fatto sul campo da alcuni di noi, sommato alI’uso dei moderni mezzi della tecnologia che ci hanno permesso di scoprire in alcuni casi, particolarità ben celate da questi antichi costruttori di labirinti. La rete ci ha dato la possibilità di scambiare dati, quasi in tempo reale, con ognuno di noi, in modo da confrontarci ed arricchire la ricerca con il nostro background personale acquisito in anni di ricerche.

FC: Non è stato difficile: internet, telefonia mobile, Giancarlo Pavat e l’architetto Giancarlo Marovelli come referenti di progetto. Per quanto mi riguarda, mai nessuna esperienza di lavoro precedente è stata più coinvolgente ed interessante. Inoltre è stato per me formativo, in quanto ho avuto modo di imparare dalla loro grande professionalità e serietà intellettuale.

GP: E’ stato uno degli aspetti che più mi ha entusiasmato. Normalmente i libri li scrivo da solo (ad esempio “Nel segno di Valcento” del 2010), in questo caso però, sebbene in “Fino all’ultimo labirinto” siano confluiti anni di ricerche anche personali, ho ritenuto che fosse opportuno realizzare un’opera corale. Sia per la vastità della tematica, sia perché molti dei viaggi di ricerca sul labirinto sono state fatte assieme ad altri amici. Quindi è stato semplicemente spontaneo e logico che questo libro vedesse la luce con addirittura cinque nomi sulla copertina. Non ci sono stati grossi problemi per coordinarci, anche grazie alle nuove tecnologie. Il continuo scambio di idee, informazioni, conoscenze, è stato davvero stimolante ed esaltante. Si tratta di una esperienza formativa certamente da ripetere. Si è creato un ottimo team e abbiamo altri progetti all’orizzonte.

IPSM:  Alcuni di voi sono da tempo noti come scrupolosi ricercatori sul tema dei labirinti, quindi avete utilizzato anche dati e informazioni raccolti in vostre precedenti ricerche? Hanno collaborato con voi anche altri ricercatori internazionali?

GP:  Le mie ricerche sul Labirinto, come ho già accennato precedentemente, nascono come logica prosecuzione di quelle sulle simbologie (soprattutto medievali) che da anni (da almeno oltre un decennio) sto portando avanti. Giova ricordare, ad esempio, le mie scoperte sul celebre affresco del “Cristo nel labirinto” di Alatri. Ebbene, sono state proprio queste ricerche che mi hanno permesso di entrare in contatto con ricercatori internazionali. Inglesi, svedesi, tedeschi ecc.. Con i quali è nato un proficuo scambio di informazioni. In particolare con Jeff Saward, uno dei massimi esperti mondiali in fatto di labirinti, che da tempo segue i miei studi. Tanto da pubblicare nel 2012, sulla rivista da lui duretta e fondata, “Caerdroia” (vera e propria “Bibbia” in lingua inglese sui labirinti) un mio articolo in lingua inglese dedicato al labirinto alatrense. Tutta questa congerie culturale traspare anche dal nostro libro. Un opera davvero di respiro internazionale, lontana da provincialismi e steccati ideologici. D’altronde non poteva essere altrimenti; visto che il Labirinto appartiene a tutta l’Umanità.

GM:  E’ un tema che ho a cuore da oltre 15 anni, questo simbolo mi ha donato moltissimo sia dal punto di vista umano che durante i miei viaggi di ricerca, ho incontrato ricercatori che stavano compiendo i miei stessi studi tra cui i coautori di questo volume. Ho utilizzato dati, informazioni, esperienze delle mie ricerche sul campo cercando di inserirle all’interno del volume in modo da condividere con tutti questo meraviglioso cammino.

FC:  Non posso rispondere alla prima domanda in quanto mi considero un discente in materia di labirinti, per definirmi “ricercatore scrupoloso” ho ancora molta strada da percorrere ed esperienza da accumulare. Mi è d’obbligo quindi far rispondere Pavat e Marovelli in merito. Per quanto riguarda le collaborazioni con i ricercatori internazionali, la risposta è un orgoglioso “SI”! Abbiamo avuto l’onore di avere una prefazione da quella che è internazionalmente riconosciuta, sia dalle università che dagli istituti di ricerca, una delle massime autorità del campo: Jeff Saward. Il quale non solo ha fregiato il nostro libro con una bella prefazione, ma ha anche supportato attivamente il nostro lavoro. Tutto ciò grazie ai frequenti scambi con l’illustre studioso e ricercatore coltivati da Pavat nel suo lungo periodo di ricerca sui labirinti.

IPSM: La vostra non sembra essere stata una mera ricerca archeologica o storica. Ma c’è dell’altro. Ce ne potete parlare?

GP:  Le mie ricerche non sono mai meri ed aridi studi eruditi ma vere e proprie esperienze di vita. Ci muoviamo sul campo, spesso affrontando situazioni davvero avventurose, spesso ci rechiamo in luoghi e siti di cui la maggior parte delle persone (anche cosiddetti a detti ai lavori) ignorano persino l’esistenza. E’ chiaro quindi, che questo libro è qualcosa che va aldilà della semplice (per quanto profonda e documentata) ricerca storico-archeologica. Abbiamo intrapreso un percorso, imboccato un sentiero, che vogliamo condividere con altri ma che è soprattutto di ricerca e crescita personale. Il Passato, le antiche conoscenze di chi ci ha preceduto, non vanno rinchiuse in un museo ma vissute, giorno per giorno.

GM:  Esatto, non è una mera ricerca archeologica o storica, questo è uno studio organico della valenza del simbolo, dal punto di vista alchemico, geobiologico, radioestesico, simbolico, una miscellanea di discipline che porta ad un cammino, ad un messaggio profondo volto alla scoperta di una via, un percorso energetico al suo interno, un canale per raggiungere l’anima, in modo da attivare la “Monade” (il “Sé”) attraverso le funzioni psicologiche, sensoriali, intuitiva, intellettiva ed affettiva, fino a caricarsi di un’energia spirituale intensa. Questo è il grande patrimonio che è stato lasciato al Pellegrino e a tutti coloro che ricercano, questo abbiamo ereditato noi; il recupero delle leggi che regolano l’architettura sacra, l’utilizzo consapevole dell’energia geomagnetica unito alla preghiera, ci permette oggi di crescere in maniera consapevole, grazie alla riscoperta dell’antico sapere proveniente dal nostro passato.

FC:  E’ vero: c’è dell’altro. Dell’altro sul quale si potrebbero utilizzare i proverbiali “fiumi di inchiostro” nel mero tentativo di descrivere (non riuscendo in pieno…) la dimensione trascendentale ed ultima alla quale tende il simbolo del labirinto. Proprio questa sua peculiarità lo rende un simbolo misterioso ed affascinante. Proprio la “tensione” che genera nell’animo di colui che si accinge a contemplarne le geometrie ed il messaggio, potrebbe sinteticamente definire quel concetto di “altro” che va oltre l’archeologia e la storia. E’ però molto soggettivo. Una delle finalità del libro è proprio questa: mettere il luce gli aspetti trascendentali del simbolo stesso, che non hanno mai abbandonato la nostra ricerca e che, anzi, ne hanno composto la struttura portante.

IPSM:  Un simile libro comporta un enorme impegno sia economico che soprattutto intellettuale e culturale, senza parlare dei viaggi che avete fatto sulle tracce dei vari labirinti. Come ci si sente ora, che avete raggiunto brillantemente il vostro obiettivo?

GM:  La soddisfazione è immensa, ampiamente ripagata dallo spessore del nostro volume, ma quello che arricchisce maggiormente: l’aver donato a colui che sa cercare, un valido strumento, una traccia, un percorso che darà emozioni immense, le stesse emozioni che io ho provato nel mio cuore attraverso il cammino del labirinto.

FC:  Personalmente sono soddisfatto. Ma, allo stesso tempo, consapevole che si può fare ancora molto e meglio: le tematiche che orbitano intorno al simbolo del labirinto e le interazioni che esse implicano, sono vastissime e, sebbene la grande capacità di Pavat e Marovelli ha permesso di sintetizzarle al meglio nel nostro libro, l’indagine ha ancora ampi margini di sviluppo. Di conseguenza, penso di esprimere un concetto condiviso anche dagli altri autori, abbiamo intrapreso un vero e proprio “cammino” ( non a caso il titolo del libro…) attraverso un campo della conoscenza che sicuramente porterà ad altro e altrove…

GP:  Una volta ho detto che il vero scopo di una ricerca non è raggiungere un obiettivo ma la ricerca stessa. Quindi non posso che ritenermi soddisfatto di questa “fatica”. Soprattutto per il fatto che mi ha permesso di arricchirmi, assieme agli amici, compagni di viaggio, coautori, in fatto di esperienze, emozioni, valori, sentimenti… Ma, come lasciamo intendere nel libro, il “cammino” è ancora lungo e la ricerca non è affatto finita…quindi…

IPSM: Sin dal titolo invitate il lettore a seguire un determinato percorso, un cammino “FINO ALL’ULTIMO LABIRINTO”, ma voi siete riusciti a raggiungere “L’ULTIMO LABIRINTO” oppure la vostra ricerca continua?

GP:  L’ho già detto…il “cammino” è ancora lungo….

GM: La ricerca è in continua evoluzione, penso che ognuno di noi debba ancora percorrere molto di quel cammino, in ogni modo averlo iniziato è un grande passo che dona luce immensa, mi piace ricordare queste frasi di SAN Agostino:  ” solvitur ambulando” si risolve camminando…Una valida indicazione che unita ad un altra citazione “Non uscire fuori di te, rientra in te stesso, la verità sta nell’intimo dell’anima umana” danno una precisa direzione sul cammino di ricerca che ognuno di noi, attraverso il labirinto deve compiere.

FC:  “L’ultimo labirinto” è il concetto ideale che rappresenta la tensione alla ricerca stessa intesa nel suo senso più lato e multidisciplinare possibile… Il giorno in cui arriveremo all’ultimo labirinto quest’ultima si concluderà. Per ora vedo questa meta lontana, molto lontana… Inevitabilmente la “Ricerca” deve continuare: è necessario. Mi piace pensare che qualcuno prima o poi riuscirà a raggiungere, questa meta ideale dell’ultimo labirinto, e tornare con un bagaglio di consapevolezza e di esperienza capace di rispondere alle più urgenti ed importanti domande che oggi insistono nella nostra civiltà. Sarebbe bello scoprire che questa esperienza appartenga alla dimensione che trascende la nostra realtà materiale… Vedremo!

IPSM: Quali sono i vostri prossimi obiettivi e i vostri progetti futuri?

GM:  Attualmente sto studiando le valenze simboliche di un’antica pieve a schema basilicale a tre navate, del 722, posta nel Comune di Bagni di Lucca, entro la fine di quest’anno dovrei completare la mia ricerca; Per quanto riguarda “In cammino fino all’ultimo labirinto” l’obbiettivo è di renderlo fruibile a livello internazionale mediante la traduzione in lingua Inglese, in modo da raggiungere e far conoscere i vari labirinti situati in tutta Europa ad una moltitudine di persone.

FC:  La situazione socio/politica italiana mi preoccupa molto. In un contesto come quello che stiamo vivendo oggi, qualsiasi attività, anche quella apparentemente più semplice, diventa una sfida insormontabile. Diventa così molto difficile, almeno dal mio esclusivo punto di vista, riuscire a pianificare dei progetti da dichiarare realizzabili con cognizione di causa. Per ora stiamo lavorando intorno a questo libro con la ferma volontà di proseguire studi e ricerche nella nostra meravigliosa penisola. Tutto ciò sarà possibile se l’attuale classe politica lo consentirà, altrimenti, sto pensando seriamente di andarmene e continuare le ricerche altrove, in contesti più civili ed organizzati, dove la cultura è una risorsa e non è soggetta alle dinamiche obsolete e cristallizzate dell’ignoranza e dell’arroganza del potere oligarchico che attualmente governa il nostro paese.

GP:  Per prima cosa desidero proseguire sulla strada che abbiamo tracciato in merito alle ricerche ed alla diffusione della conoscenza del simbolo del Labirinto. Inoltre, come già detto, abbiamo creato un ottimo team e ci sono ancora tanti misteri da svelare…..vi posso assicurare che altre soprese sono in arrivo. Continuate a seguirci.

IPSM:  Grazie e in bocca al lupo per le vostre ricerche.

http://www.ilpuntosulmistero.it/2014/01/07/esclusiva-intervista-a-tre-degli-autori-di-fino-allultimo-labirinto/


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martedì 23 settembre 2014

CRONACA DI UNA GIORNATA "UPSIDE DOWN"


Villa Ione di Vetralla (VT) 20 Settembre 2014.

di: Marco La Rosa

Il sorgere del sole è salutato presto dalle anatre del laghetto. La campagna attorno a Villa Ione è  disseminata di olivi ancora assonnati che si stagliano contro un cielo velato. Mi affaccio alla finestra della camera e osservo l’orizzonte fosco, dove l’umidità dell’aria di questa anomala estate, inganna un Settembre che pensa di non essere ancora arrivato mentre Ottobre è quasi alle porte.
Mi risveglio bruscamente da questo breve momento in cui avevo fermato tempo e gravità. La voce di Cristiana mi riporta con i piedi a terra, come il cavo riporta l’astronauta nella navicella dopo la passeggiata nello spazio. E’ ora di scendere ed iniziare la giornata del “Mondo Capovolto”.





La splendida cornice di Villa Ione accoglie i partecipanti del meeting, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Da tutte queste regioni ed anche dalla Svizzera le persone che hanno voluto essere presenti, hanno affrontato lunghi viaggi… ora – penso piacevolmente sorpreso ma anche consapevolmente convinto -  è nostro compito (quali organizzatori) soddisfarli e convincerli che il loro tempo, il sacrificio e la fatica saranno  giustamente ripagati.
Insieme a Cristiana, Massimo e Giorgio basta uno sguardo di intesa ed ognuno prende il suo ruolo nel meccanismo che dovrà girare sincronizzato.




Si aprono i lavori con i saluti del Dr. Massimo Corbucci, perfetto ed impeccabile padrone di casa:





“La scienza dominante (quella del CERN, che ha annunciato la incerta scoperta del Bosone di Higgs ed ha annullato quella vera sul neutrino…e anche quella che impone la cintura di sicurezza…) ha convinto la gente con la forza che tutto accade per caso. Peggio ancora, che non c’è speranza di vivere felici, dacchè vengono prima i “protocolli”. La scienza vera è differente! E’ tutta un’altra cosa.” LA MEDICINA QUANTOMECCANICA è una nuova scienza dove prima viene l’integrità della persona e la felicità è meglio della sicurezza. Nuove pratiche mediche infatti, consentono di guarire immediatamente molte patologie. Tutto questo dimostra incontrovertibilmente come la “Bibbia” della fisica sia concettualmente errata e come sia invece possibile fare pace tra fisica e metapsichica e sia altresì doveroso divulgare una nuova Scienza a favore dell’Ambiente, della Vita, del Benessere e della Felicità umana.

 “La Verità vi renderà liberi. VERITA’ = LIBERTA’.”


E’ con queste parole che Marco Columbro conquista subito il pubblico del meeting. Con la sua innata capacità di comunicazione, arriva diretto al cuore prima ancora che al cervello.

“Noi siamo prima di tutto esseri multidimensionali, spirituali e cosmici ed in quanto tali portiamo già la conoscenza della verità dentro di noi, pertanto dobbiamo imparare ad ascoltare il nostro “diapason” interno che vibra e ci svela inequivocabilmente la differenza tra il vero ed il falso. Ecco perché noi percepiamo prima con il cuore e dopo con la ragione. Perché molti di noi non sentono il “diapason”? Perchè purtroppo fin da piccoli veniamo formattati a credere in paradigmi che ci allontanano dalla nostra vera origine spirituale. L’occidente materialistico ha ordito l’inganno di far credere che ciò che conta nella vita vada ricercato al di fuori di noi stessi. Ecco quindi che affidiamo tutta la nostra vita in mani esterne, ignorando che in realtà l’essere divino il vero Dio è dentro di noi. Dobbiamo aspirare alla “gnosi”, alla vera conoscenza che si può acquisire solamente con l’accordatura armonica che solamente il nostro “diapason” interno ci può dare, poiché noi possediamo già tutto ciò che serve per essere perfetti “uomini cosmici”. Siamo esseri divini consapevoli che si sono risvegliati e che si prodigano per risvegliare gli altri “dei” che ancora non conoscono il loro vero destino nell’universo”.

IL MONDO CAPOVOLTO è anche storia. Storia di uomini che hanno rinunciato consapevolmente a fama, onore e denaro per il bene del prossimo, restando umilmente nell’ombra per tutta la vita.
E’ l’incredibile storia che ci racconta, con la sua magistrale ed avvincente oratoria (senza toglierci il gusto di leggere poi il libro) il bravissimo Giancarlo Pavat:



“Dopo quasi settant'anni di oblio, emerge dagli archivi italiani l'incredibile sto­ria di un appartenente alla Guardia di Finanza che, durante la II Guerra Mondiale, partendo da una semplice (seppur geniale) passione, arrivò a rea­lizzare un'arma avveniristica, che avrebbe potuto cambiare il corso della sto­ria del XX Secolo: il Raggio della Morte(XPublishing Edizioni 2013).
 Gerardo Severino e Giancarlo Pavat, dopo anni di ricer­che archivistiche, sono riusciti a dimostrare, documenti originali alla mano, che il Raggio della Morte non fu una chimera o una mossa propagandistica, ma una realtà storica. Attraverso l'analisi di questi documenti dell'epoca, è possibile seguire l'avventurosa storia del Finanziere, dai suoi primi esperimenti sino a quelli che suscitarono l'interesse delle più alte gerarchie dell'Italia della fine degli anni '30. Si potranno seguire i vari passaggi delle sue ricerche, gli incontri con Mussolini e con vari capi na­zisti, si potranno ripercorrere avvenimenti legati alla sua misteriosa invenzione, ad intrecci di inte­ressi politici, militari, spionistici tra italiani, tedeschi, partigiani, fascisti di Salò, alleati. Non mancheranno  le invidie, i tentativi di sabotaggio, le morti misteriose di alti esponenti del fascismo, inspiegabili bombardamenti americani su obiettivi apparentemente privi di alcuna importanza militare o industriale, le accuse di truffa e di tradimento. Sino all'apocalittico epilogo, quando il pro­tagonista del libro, dopo un ultimo positivo esperimento, riesce ad evitare che la sua invenzione finissca nelle mani sia degli alleati, sia dei tedeschi, conside­rati entrambi invasori e oppressori, pagando il proprio gesto con la deporta­zione nel Campo di Sterminio di Dachau.”

La pausa pranzo conviviale, magistralmente organizzata da Cinzia e tutto lo staff di Villa Ione, ci permette una bella e positiva conoscenza reciproca nonché un doveroso primo scambio di idee e opinioni. Il primo tratto del percorso è fatto, la soddisfazione è palese e il “diapason” di ognuno “riverbera” l’accordatura armonica, non c’è bisogno di parole…





La ripresa dei lavori è affidata alla ultra trentennale esperienza del Dr. Giorgio Pattera, giornalista e biologo. E’ suo il compito di parlare di uno degli argomenti più spinosi, bistrattati ed inquinati degli ultimi sessanta anni: “ESOBIOLOGIA: esistono altre forme di vita intelligenti nel cosmo?”.


E’ qui, che il pubblico si accorge della differenza tra un semplice ufologo ed un vero “esobiologo”. Trattare l’argomento della vita senziente extraterrestre attraverso solide basi scientifiche richiede una conoscenza ed una preparazione che esulano dalla semplice “passione” ma richiedono molti anni di studi e ricerca sul campo. Quella che Giorgio snocciola al pubblico, dimostrando prima da “uomo di scienza” e poi da “uomo cosmico consapevole” che bisogna andare oltre il materialismo accademico per comprendere e poi trasmettere la “conoscenza”, ritornando sincronicamente al “cuore-diapason”, vero sensore in grado di captare ogni segnale dell’Universo.

E’ il mio turno, arrivo trafelato perché sono corso alla stazione per l’arrivo dell’amico Alessandro Moriccioni che parlerà dopo di me e che letteralmente saltando il pranzo è salito sul primo treno per Vetralla, dopo gli impegni di lavoro della mattina. Anche questo è MONDO CAPOVOLTO: studio, impegno, passione e sacrificio per trasmettere conoscenza gratuitamente, anzi più precisamente a proprie spese !

L’UOMO KOSMICO, teoria di un' evoluzione non riconosciuta o più propriamente negata dalla scienza ufficiale.



E’ il titolo del mio libro, edito quest’anno dalle Edizioni OmphiLabs di Roma.

“E’ un viaggio fra archeologia impossibile e contraddizioni scientifiche, verso l'intuizione di un Uomo Universale. Risultato di una cooperazione interdisciplinare trasversale, il libro conduce il lettore fra scoperte immensamente antiche e riscoperte moderne, in un percorso circolare documentatissimo che rivela un Cosmo ciclico estrema­mente ordinato, nel quale la vita è ovunque e sorge spontanea, perché è l'essenza dell'Universo stesso. L'evidenza di moltissimi indizi o reperti archeologici - finora considerati "anomali", o semplicemente ignorati o screditati perché troppo "scomodi" per l'archeologia ufficiale - assieme alle molte testimonianze storiche di antichi testi, fanno emergere il quadro di una Storia dell'Uomo diversa. Se a ciò si aggiungono le molte incongruenze della attuale scienza, allora diviene del tutto evidente che l'Uomo è ben altro che un "caso" dell'evoluzione, e viene da molto, molto lontano, nel tempo e nello spazio…”

PIONIERI DEGLI OCEANI, viaggi intorno al mondo dall’alba dell’uomo a Cristoforo Colombo.

Questo è il libro di prossima uscita per le Edizioni Profondo Rosso, che l’amico Alessandro Moriccioni, scrittore e storico, ha scritto a quattro mani con il giornalista Andrea Somma e che ha presentato in anteprima al MONDO CAPOVOLTO:



“ E’ il resoconto storico e dettagliato della “navigazione umana” da prima della preistoria fino all’epoca di Cristoforo Colombo. Moriccioni e Somma ci dimostrano, carte alla mano, che la diffusione umana sul pianeta è avvenuta in epoche remotissime (ante-litteram – ndr) proprio grazie alle “innate” capacità di navigazione dell’uomo, che come citato anche nel mio Uomo Kosmico (altra “sincronicità” di questo Meeting), gli storici accademici fino ad ora non hanno riconosciuto. Ma proprio grazie agli ultimi incredibili e sensazionali ritrovamenti archeologici, documentati in “PIONIERI DEGLI OCEANI”, le evidenze che l’uomo navigatore è molto molto più antico di quello che ci dicono, non sono più trascurabili ed anzi devono essere finalmente citate nei “nuovi” libri di storia, riportando anche giustizia verso quei ricercatori mai dimenticati,  che avevano intuito tutto questo dallo studio degli antichi portolani.”






La “Tavola Rotonda” con pubblico e relatori, ha confermato senza ombra di dubbio che il Meeting ha avuto successo. Diverse persone chiedono addirittura a quando il prossimo…  Per l’entusiasmo vorrei poter dire il prossimo mese o poco più in là… ma sono tornato con i piedi per terra e dico: il prossimo anno.

Un doveroso ringraziamento a Cinzia ed a tutto lo staff di Villa Ione per la cura e l’accoglienza che ci hanno riservato ed a tutto il pubblico intervenuto. Grazie a Massimo e Floriana, a  Marco (che non sono io ma uno più importante) a Cristiana e Giorgio, a Giancarlo ed Alessandro. Grazie per la collaborazione e la sponsorizzazione a Marco Vecchi “OMPHILABS” e allo “STUDIO MEDICO INTERNAZIONALE Cura del ginocchio, lombo sciatalgie e patologie della rachide”. Grazie per la collaborazione e diffusione al Centro Culturale di Ricerche Esobiologiche Galileo di Parma, al Giornale dei Misteri nella persona della Direttrice Francesca Vajro e alle Edizioni XPubblishing nella persona di Adriano Forgione.









venerdì 19 settembre 2014

ASSENZA DI GRAVITA' ED ESPERIMENTI


SEGNALATO DAL DR. GIUSEPPE COTELLESSA (ENEA)

NUOVA CAMPAGNA SPERIMENTALE DELL’ENEA IN ASSENZA DI GRAVITÀ 


Studio di sistemi di raffreddamento dei fluidi in movimento per applicazioni spaziali.

 Per il corretto funzionamento di satelliti e stazioni spaziali è necessario mettere a punto efficienti sistemi di trasferimento del calore che possano operare anche nello spazio: è questo l’obiettivo di una nuova campagna di volo parabolico condotta dai ricercatori ENEA a bordo dell'Airbus A300 della compagnia francese Novespace. Quattro ricercatori ENEA, insieme ad altri scienziati europei, hanno infatti galleggiato nell'aria durante le parabole dell'Airbus, nelle quali si realizzano intervalli di circa 20 secondi a gravità zero, per effettuare esperimenti in assenza di gravità.


Airbus A300 dell’Agenzia Spaziale Europea
L’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, effettua voli parabolici su una versione modificata degli Airbus A300, della compagnia francese Novespace, con base all'aeroporto di Bordeaux-Merignac.

Gli esperimenti ENEA hanno riprodotto un classico fenomeno di ebollizione che avviene in un circuito di raffreddamento in uso su componenti e satelliti spaziali, e che consentirebbe di asportare il calore dove è necessario tramite un liquido a circolazione forzata (grazie ad una pompa).
La peculiarità di questa nuova campagna sperimentale, che prosegue gli studi già realizzati dall’ENEA nelle precedenti campagne (sei campagne di volo parabolico effettuate dal 2004 al 2013), consiste nel fornire artificialmente al fluido refrigerante un campo elettrico, tramite un elettrodo collocato al centro della tubazione, che ha la funzione di sostituire la forza di gravità assente in condizione di gravità zero con le forze del campo elettrico.
Questa sperimentazione rappresenta una novità assoluta negli studi sui fluidi in movimento. L’obiettivo è controllare, tramite il campo elettrico, il fenomeno dell'ebollizione che avviene nel circuito di raffreddamento in modo da poterlo gestire in maniera simile a quanto si riesce a fare a terra. Questa sperimentazione rende possibile progettare lo scambiatore di calore sulla base delle conoscenze derivanti dal funzionamento a terra.
Tutti i dati sperimentali sui fenomeni di ebollizione sono stati raccolti dall’ENEA tramite sistemi hi-tech di automazione, sensori miniaturizzati avanzati e telecamere veloci: queste informazioni sono fondamentali per l’avanzamento tecnologico nella capacità di progettazione di scambiatori di calore per applicazioni spaziali, dai satelliti per telecomunicazioni alla Stazione Spaziale Internazionale.
I test condotti a bordo dell’Airbus A300 (sono state eseguite 90 parabole, 30 al giorno per 3 giorni), sono stati effettuati nei cieli della Francia con base di partenza a Bordeaux. Gli esperimenti sono stati condotti nell’ambito del progetto MANBO, finanziato dall'Agenzia Spaziale Europea, ESA. Insieme all’ENEA partecipano al progetto le Università di Tolosa, Pisa, Darmstadt, Marsiglia, Bruxelles, la École Polytechnique Fédérale di Losanna, e le industrie Astrium, Thales Alenia Space, Hephaestus, Absolute System e Air Liquide.

DA:


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LA VERA STORIA EVOLUTIVA DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA
DI MARCO LA ROSA
E' UN'EDIZIONE OMPHILABS
ACQUISTABILE DIRETTAMENTE DAL SITO OMPHILABS ED IN LIBRERIA

martedì 16 settembre 2014

MEETING: IL MONDO CAPOVOLTO, PERCHE?

SABATO 20 SETTEMBRE 2014, si terrà nella sala convegni di Villa Ione a Vetralla (VT) il meeting: IL MONDO CAPOVOLTO.

L'idea di realizzare questo convegno e stata cullata per molto tempo da me e da Massimo Corbucci.
La nostra collaborazione è culminata con la pubblicazione del saggio: "L'UOMO KOSMICO, teoria di un'evoluzione non riconosciuta", di cui Massimo ha scritto l'introduzione alla seconda parte.

IL MONDO CAPOVOLTO è l'apice della realtà che stiamo vivendo oggi ed ho cercato di evidenziarlo nel mio libro partendo da molto, molto lontano. Gli studi di lunghi anni mi hanno permesso di acquisire pian piano una visione sempre più chiara ed ampia di questa realtà. Oggi è palese che una volontà "oscura" ha tramato nel tempo perchè la verità apparisse falsità e viceversa.

Qualche mese fa in una mail Massimo mi ha scritto: "Riuscire a toccare una massa critica, significherebbe sensibilizzare tante persone, al punto da far loro aprire gli occhi. La gente beve tutto e si affida ciecamente alle istituzioni, che aspettano la preda come il lupo aspetta l'agnello, per mangiarselo."
Ho deciso poi di metterlo come "motto" introduttivo del Meeting, lo potete rileggere nella locandina.
Raggiungere la MASSA CRITICA, è questo il punto su cui dobbiamo giocare la partita.
Come disse un famoso saggio pellerossa Capo Apache: "...la questione non è se noi facciamo una "differenza", perchè tutti noi facciamo una differenza, ognuno a modo suo. E' la differenza che facciamo ad essere importante." 

Chi parteciperà al meeting avrà modo di ascoltare importanti (non il sottoscritto) e preparati  studiosi che hanno fatto della giusta e corretta informazione (oggi "controinformazione" ndr) un cavallo di battaglia ed una ragione di vita. Sarà presente come ospite Marco Columbro, tra le altre cose, qualificato studioso delle dottrine spirituali orientali.

I RELATORI DEL MONDO CAPOVOLTO:

MASSIMO CORBUCCI
E’ nato a Viterbo nel 1954, è Fisico e Medico. Ha collaborato con il GSI di Darmstadt per la questione atomo 113, indicando un limite a 112. Ha avuto l'ardire di suggerire alla più grande autorità della Fisica Nucleare mondiale, il Direttore Maiani, di spegnere tutto riguardo al Bosone di Higgs, per non andare incontro a un fallimento inglorioso… e ad oggi, nonostante i proclami e gli sforzi del CERN, i fatti gli danno ragione.
Dirigente della Medicina Legale dell’ASL 04 Viterbo; Medico e Fisico Nucleare, Elettronico. Laureato in Medicina e Chirurgia alla “Sapienza” di Roma il 6 Aprile 1984, discutendo una Tesi sperimentale di Elettro-Fisiologia sulle caratteristiche vettor-cardiografiche della sindrome di Wolff.Parkinson-White. Ha recentemente messo a punto una rivoluzionaria metodica di neuro-microchirurgia mininvasiva (Metodo DMC), che funziona su un principio di neuro-elettronica basato sulla Teoria Fisica del “ Tutto”.  Questo metodo permette applicazioni cliniche molto importanti, consentendo di poter intervenire con successo in patologie normalmente non curabili, allo stato attuale dell’arte in medicina e in chirurgia. E’ il fisico che ha scoperto il Vuoto Quantomeccanico.
Ha scritto:
Cosa Sono e Quanti Sono gli Elementi Chimici -  Edizioni Scientifiche Mondiali - Settembre 2008; Alla Scoperta della particella di Dio  - Macro Remainders - Gennaio 2009; La Fisica dell'Intenzione -  Terre Sommerse - Aprile 2010; Le particelle mancanti sono due - Macro Edizioni - Ottobre 2012; La Fisica del Caso - I Libri Del Casato - Novembre 2013.

GIANCARLO PAVAT
è nato a Trieste il 20/06/1967. Appassionato di alpinismo e speleologia, è in possesso del brevetto di subacqueo. Pavat si occupa della ricerca nel campo dei misteri della storia e dell’arte. Collabora con musei, istituzioni ed enti culturali. Ha scritto numerosi articoli per giornali e riviste, ha partecipato a trasmissioni televisive della televisione nazionale pubblica italiana. Ha pubblicato i seguenti libri: “Valcento. Gli Ordini monastico-cavallereschi nel Lazio meridionale” (Edizioni Belvedere, Latina - 2007). “Il Cristo nel labirinto. Il mistero dell’affresco” (Nuova Stampa, Frosinone – 2009) che ha avuto una nuova edizione aggiornata nel 2010. “Nel segno di Valcento” (Edizioni Belvedere - 2010), a questo libro si sono ispirate le puntate del programma di Rai2 “Voyager” andate in onda il 24 gennaio e 7 febbraio 2011. “Templari ad Alatri” con Claudio Imperatore (Nuova Stampa, Frosinone – 2011). “Gotland. Viaggio alle origini del labirinto” in italiano ed inglese, con Fabio Consolandi e Luca Pascucci (Blurb edizioni - 2013). “Il Raggio della Morte” con Gerardo Severino (X-Publishing - 2013). “Fino all’ultimo Labirinto” con G. Marovelli, F. Consolandi, L. Pascucci e F. Ponzo (Youcanprint - 2013).
Inoltre ha scritto la sezione dedicata all’affresco con il “Cristo nel labirinto” del libro in italiano ed inglese “Alatri. L’acropoli e di suoi misteri” (Tofani edizioni 2010). Dal 2011, ha pubblicato diversi articoli dedicati alle proprie ricerche sui labirinti sulla la prestigiosa rivista in lingua inglese “Caerdroia”, edita in Gran Bretagna e dedicata ai labirinti di tutto il mondo. Nel marzo del 2012 nell’ambito del “Premio Nazionale Italiano Ricerca nel Mistero” ha ricevuto il “Riconoscimento Speciale Terra Incognita. Per la scienza oltre la scienza” proprio per la sua ricerca sull’affresco del “Cristo nel labirinto” di Alatri. Nello stesso anno, nell’ambito del premio culturale “Megal(m)iti e Megal(m)itiche”, ha ottenuto un ulteriore riconoscimento per la sua opera di divulgazione culturale da parte dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone. Pavat è uno dei maggiori esperti italiani di labirinti e ha organizzato numerosi viaggi e spedizioni sul Mare del Nord, in Scandinavia e nel Baltico, proprio alla ricerca degli antichi labirinti. Ricerche che hanno ottenuto l’attenzione ed il plauso dei media e degli enti culturali svedesi.

GIORGIO PATTERA
È nato nel 1950 a Parma. Laureato in Scienze Biologiche e in Tecniche di Laboratorio bio-medico, è rimasto in servizio per oltre 35 anni presso l’Ospedale Maggiore di Parma, dopo aver iniziato la carriera all’Ospedale “GEMELLI” di Roma; è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti di Bologna. Coordinatore per l’Emilia del C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale), ne fa parte inoltre come esperto della Commissione Scientifica, nel settore delle analisi chimico-fisiche. Socio fondatore (1998) dell’Associazione parmense “GALILEO” (Centro Culturale di Ricerche Esobiologiche), ne riveste attualmente la carica di vice-Presidente. Instancabile conferenziere sulle tematiche legate alla ricerca di forme di vita extraterrestre, il 9 Aprile 2013 ha presenziato presso l’Europarlamento di Bruxelles alla formulazione della petizione mondiale dal titolo "Oltre le Teorie di Modificazione Climatica". A tal proposito, è ritenuto uno dei maggiori esperti nazionali circa il discusso e controverso fenomeno delle “chemtrails”. Annovera al suo attivo la pubblicazione del libro “UFO: vent’anni di indagini e ricerche… (…e qualcosa abbiamo scoperto!)”, le cui due edizioni sono andate esaurite.

MARCO LA ROSA
Nato a Parma nel 1969 è uno studioso di antiche civiltà. In oltre venticinque anni di ricerche, perseguendo tenacemente il principio della "interdisciplinarità", ha raccolto, studiato e divulgato attraverso riviste specializzate  ed internet ,  scoperte scientifiche, archeologiche e della conoscenza in generale. Dal 2008, attraverso il blog marcolarosa.blogspot.it  ha creato una rete di esperti di ogni campo che si comunicano e scambiano informazioni sulle ultime frontiere della conoscenza, da distribuire e condividere con  chiunque lo desideri, Il tutto seguendo un filo di pace e di comprensione auspicato tra gli uomini. Nell’Aprile 2014 ha pubblicato per la casa editrice OmphiLabs il saggio: L’ UOMO KOSMICO, teoria di un’evoluzione non riconosciuta.

ALESSANDRO MORICCIONI
E’ nato a Roma nel 1980, da sempre grande studioso  di storia ed archeologia  ha iniziato a lavorare per la testata Mystero, diretta da Luigi Cozzi, nel 2002. Dal 2004 collabora anche con la rivista Archeologia Proibita. Un suo articolo scritto insieme ad Andrea Somma  è stato tradotto e pubblicato in Germania nel 2004. Nel marzo del 2005, sempre insieme ad Andrea Somma ha tenuto una conferenza a Terni dal titolo: “ Le mappe impossibili, dalle tesi di Hapgood ai giorni nostri”. Nel dicembre 2006 è uscito il libro, edito da Profondo Rosso: “ Le piramidi hanno 10.000 anni” di Stephen Mehler di cui Moriccioni e Somma  hanno curato la traduzione in italiano e scritto l’introduzione. Nel settembre del 2008, la stessa casa editrice ha pubblicato il libro “Gesù l’uomo”,  di Barbara Thiering, di cui Moriccioni ha redatto la postfazione a quattro mani con Somma. Nel corso di quest’anno è uscito: ”C'era una volta: Riti, Miti e Vicende storiche che hanno ispirato le Fiabe e le Favole di tutto il Mondo” scritto da Alessandro Moriccioni insieme ad Andrea Musio, Michele Rossi e Andrea Somma. Ed infine è di imminente uscita il libro: “Pionieri degli Oceani, viaggi intorno al mondo dall’alba dell’uomo a Cristoforo Colombo”, edito da Profondo Rosso  che vede la firma congiunta di Moriccioni e Somma.