IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

mercoledì 30 aprile 2014

...CHE FANNO AL NOSTRO CIELO...CHE NON CI VOGLIONO DIRE ?


“IL MIO MAESTRO MI HA INSEGNATO AD OSSERVARE IL CIELO. MI HA INSEGNATO A GUARDARLO CON CURIOSITA’, ATTENZIONE E RISPETTO DI NOTTE MA ANCHE DI GIORNO. QUELLO CHE AVVIENE IN CIELO NON E’ TUTTO SCONTATO E SPIEGATO… NON SERVE UN ESPERTO PER CAPIRE CHE COSE STRANE AVVENGONO SOTTO I NOSTRI OCCHI DISTRATTI ED INCLINI, TUTTI, A GUARDARE MA SENZA VEDERE”.

MLR


da: http://www.tankerenemy.com/2014/04/ilmeteoit-mete-poco-chiare.html

11 aprile 2014: il portale Ilmeteo.it pubblica il seguente sbalorditivo articolo.

“Scie chimiche: ora è ufficiale! Gli U.S.A. hanno confermato l'uso di sostanze chimiche per irrorare i cieli”

Uno dei tempi più discussi degli ultimi anni forse ha la sua risposta, anzi, probabilmente l'ha già avuta, nel 2011 quando il consigliere scientifico di Obama ha confermato l'impiego di sostanze chimiche come i sali di bario, l'ossido di alluminio, il torio, il quarzo, il potassio ed il magnesio per l'irrorazione dei cieli a favore della geoingegneria e la manipolazione del clima. Cosa che lascia sconcertati anche perché gli scienziati fanno passare questa irrorazione come semplici scie di condensa, ma perché queste possano avvenire ci sono delle condizioni ben definite, condizioni che non coincidono con le scie che spesso vediamo nei nostri cieli.
Se la cosa fosse vera e ulteriormente confermata, non potremmo stare certo tranquilli dato che l'aria, oltre ad essere già inquinata per conto suo, lo diventerebbe ulteriormente e non solo: anche le colture presenti sul territorio verrebbero avvelenate da queste irrorazioni, colture che noi mangiamo ogni giorno”.
Bisogna riconoscerlo: il breve testo apparso sul sito di meteorologia accademica, gestito dai meteorologi Mario e Andrea Giuliacci, ha suscitato sconcerto e disorientamento. Cerchiamo di capire che cosa è successo dietro le quinte. Per comprendere il caso, bisogna premettere che i negazionisti sono i primi ad essere arciconvinti che la geoingegneria clandestina è reale, a sapere che è oltremodo dannosa. I perplessi sono soltanto quei cittadini che sono frastornati da notizie rassicuranti, ma in contraddizione con quanto osservano: i disinformatori li tranquillizzano, ripetendo che quanto devasta il cielo è solo vapore acqueo, ma, bene o male, certe persone notano qualcosa di anomalo. I centri meteo, infatti, avevano previsto una giornata di sole, ma la situazione è molto diversa: una coltre artificiale rende la luce opaca. Non avranno forse ragione i ricercatori che denunciano le irrorazioni chimiche?
Dunque i negazionisti assomigliano a quegli inquisitori che interrogavano e torturavano gli “eretici” in età moderna: gli aguzzini sapevano benissimo che quanto affermato dai “miscredenti” era vero (ad esempio, che i Vangeli predicano una chiesa povera), ma per ragioni di potere e di Realpolitik, bollavano come eterodosse le dottrine delle loro vittime.
Ora, di fronte alla persuasione che la geoingegneria illegale è un fatto indiscusso, gli influencers hanno due opzioni: o tacere, fingendo di ignorare il problema, o asserire il contrario della verità, avvitandosi in una dissonanza cognitiva utile a spiegare le loro reazioni inconsulte e maniacali.
Non possiamo escludere che qualcuno nella redazione del sito Ilmeteo.it non sia più riuscito a frenare un’impellente esigenza di sputare il rospo ed abbia deciso di divulgare alcune informazioni sulle chemtrails, corredandole con un video in cui si menziona John Holdren, consigliere di Barack Obama e strenuo sostenitore della geoingegneria ufficiale. Se è così, avrà alleggerito il suo karma.
E’ possibile anche interpretare la pubblicazione del breve articolo in esame come un esperimento di ingegneria sociale (social engineering), cioè si è stabilito di sondare la reazione dell’opinione pubblica di fronte alla diffusione della verità circa l’aerosolterapia. Non solo, l’intento potrebbe essere quello di screditare l’intera questione, rivelando che il video contiene un’incongruenza (le immagini dei contenitori che non si riferiscono ad aerei chimici), un’inesattezza, secondo la disinformazione, in grado di inficiare l’intera denuncia. Si dimostrerebbe così che i lettori, privi di conoscenze scientifiche, hanno creduto ad una colossale fanfaluca, secondo il distorto principio secondo cui se un particolare è errato, sarebbe errato anche tutto il resto. E’ come se l’”Eneide” di Virgilio smettesse di essere un capolavoro, soltanto perché alcuni esametri del poema sono incompleti. E’ un aberrante criterio adottato comunque dagli occultatori.


E’ significativo che la notizia sia stata diffusa nello stesso giorno (il giorno 11…) in cui alcuni telegiornali hanno accennato ad un possibile nesso tra il terremoto in Emilia e la pratica del fracking. E’ come se i registi dell’informazione si fossero chiesti: “Proviamo a lasciare trapelare qualche frammento di verità sulla geoingegneria abusiva ed a proposito dei sismi causati dall’estrazione di gas. Vediamo come reagisce la gente: se si indigna e si adira, allora cambiamo strategia; se, invece, dopo una fugace reazione di sdegno, il popolino torna ad ascoltare le barzellette del grullo fiorentino, allora possiamo continuare allegramente ad inquinare ed a provocare terremoti”.

Intanto i disinformatori sono in subbuglio, spiazzati e persino impauriti: essi, che valgono come il due di coppe, non sanno come arrabattarsi, poiché all’oscuro dei raffinati disegni ideati dal vertice dell’establishment. Così hanno subito preteso ed ottenuto una smentita dalla redazione del portale Ilmeteo.it. La rettifica è arrivata, ma il pezzo in esame, anche se sarà rimosso dal sito di meteorologia, è stato salvato e sarà leggibile altrove a dimostrare che l’universo dei media mainstream è un monolite da cui, però, si può staccare una scheggia o un blocco. La scheggia colpisce i negazionisti a cottimo, il blocco li seppellisce; i ricercatori indipendenti, continuano per la loro strada, senza lasciarsi incantare dagli effetti speciali né farsi fermare da alcuni settori di una magistratura telecomandata.



GRAZIE A: http://www.tankerenemy.com/2014/04/ilmeteoit-mete-poco-chiare.html

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lunedì 28 aprile 2014

IL MISTERO DELLE ORBITE ECCENTRICHE


Comunicato dal Dott. Giorgio Pattera (Biologo - Centro Galileo)

Biden, Sedna e il mistero delle orbite eccentriche: riparte la caccia al pianeta X

di Renato Sansone

da: http://www.meteoweb.eu/2014/04/biden-sedna-e-il-mistero-delle-orbite-eccentriche-riparte-la-caccia-al-pianeta-x/276781/


Lo scorso 26 Marzo venne annunciata la scoperta di 2012 VP133, un planetoide di 450 chilometri al di là della fascia di Kuiper (nella nube di Oort), un’area oltre l’orbita di Nettuno contenente corpi prevalentemente ghiacciati a causa della grande distanza dal Sole. Il nuovo oggetto è stato chiamato Biden ed è uno dei due pianeti nani, oltre a Sedna, scoperto al di la della fascia. La mappatura dei piccoli mondi in riva al Sistema Solare potrebbe mostrare agli scienziati com’è nata la vita sulla Terra, dal momento che molti di questi oggetti potrebbero contenere sostanze organiche, materiali a base di carbonio che rappresentano gli ingredienti fondamentali per la vita. La maggior parte dei pianeti nani scoperti sino ad oggi, tra cui Plutone, che un tempo era considerato un pianeta, si trova nella fascia di Kuiper, a circa 30-50 Unità astronomiche di distanza dal Sole. La fascia contiene milioni di oggetti, ma quelli che interessano gli scienziati sono soprattutto quelli che presentano risonanze con Nettuno. Una risonanza orbitale avviene quando due corpi, come un pianeta e la Luna o un pianeta e un asteroide, esercitano influenze gravitazionali a vicenda. Analizzando gli altri oggetti, gli astronomi sono convinti che un grosso corpo non ancora identificato, possa disturbare il moto dei planetoidi sin qui scoperti. Sin dal momento della sua prima osservazione, l’orbita di Sedna, molto eccentrica, ha aperto un dibattito tra i ricercatori. Il pianeta nano varia tra 80 e 940 Unità Astronomiche, che vuol dire che percorre la sua orbita in circa 12.000 anni. E’ di gran lunga l’orbita più eccentrica del sistema solare. Intanto, i ricercatori hanno potuto stabilire che gli oggetti più rappresentativi della fascia di Kuiper hanno orbite quasi identiche, sinonimo di un corpo molto grande nei paraggi, forse il misterioso pianeta X di cui si è sempre ipotizzata la presenza. E che ora, dopo le evidenti anomalie osservate nelle orbite dei corpi vicini, torna con prepotenza alla ribalta. Tra le teorie più accreditate per spiegare le strane orbite dei planetoidi, un pianeta delle dimensioni della Terra espulso in tempi remoti dal sistema solare, una stella di passaggio che ha causato enormi perturbazioni gravitazionali, e infine quella che il Sole abbia catturato pianeti extrasolari da un’altra stella. Attualmente la sonda New Horizons della NASA sta navigando nel sistema solare esterno. Il veicolo transiterà nei pressi di Plutone e delle sue lune nel 2015, prima dello zoom verso la fascia di Kuiper. La ricerca della vita e dei misteri del sistema solare esterno continua.

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venerdì 25 aprile 2014

LA MOGLIE DI GESU'


IL FRAMMENTO DI PAPIRO DELLA "MOGLIE DI GESU'" E' AUTENTICO MA MEDIEVALE ?

Da:

Gesù era sposato? Il dibattito si era riacceso un paio di anni fa, quando Karen L. King, studiosa della Harvard Divinity School, ha annunciato il ritrovamento di un frammento di papiro scritto in copto, in cui compaiono le parole: "E Gesù disse loro: 'Mia moglie... è capace di essere mia discepola'". La studiosa lo aveva datato al quarto secolo, ma diversi esperti avevano espresso scetticismo e parlato di una probabile contraffazione.
La questione è stata affidata a una serie di studiosi che hanno analizzato il papiro da numerosi punti di vista: le caratteristiche chimiche del papiro e dell'inchiostro, la grafia, il linguaggio utilizzato. I risultati, appena pubblicati sulla Harvard Theological Review, fanno pensare che il testo sia effettivamente antico, anche se meno di quanto si pensasse all'inizio. Le fibre del papiro risalirebbero ai secoli tra il settimo e l'ottavo, e l'inchiostro è simile a quelli usati all'epoca.King è sicura che "Il vangelo della moglie di Gesù" sia la copia di un testo ancora più antico. "Per il lavoro degli storici", spiega, "ora la domanda diventa: che significato ha questo documento?". I risultati di queste ricerche non possono affatto risolvere la questione se Gesù fosse sposato o meno, insiste la studiosa, ma possono fornire informazioni molto utili sulle credenze dei primi cristiani e sul ruolo delle donne nella Chiesa delle origini.
Autentico o contraffatto?
Il piccolo frammento (otto centimetri di lunghezza per quattro di altezza) è con ogni probabilità originario dell'Egitto, ma il suo autore e la sua provenienza precisa restano avvolti nel mistero. Il proprietario, che per ora vuole restare anonimo, è riuscito a ricostruire i passaggi di mano del documento solo fino al 1999 (King sostiene che il collezionista sta valutando se donare il papiro a Harvard, dove potrebbe essere esposto al pubblico).
Negli studi pubblicati, un team di chimici guidato da Joseph Azzarelli del MIT afferma che l'età del papiro corrisponde a quella di un Vangelo di Giovanni sicuramente risalente al settimo-ottavo secolo dopo Cristo. L'analisi è stata condotta con la tecnica della microspettroscopia: il frammento era solo leggermente meno ossidato - e quindi meno antico - del vangelo "certificato". Anche la datazione al radiocarbonio indica un periodo compreso tra il 659 e l'869 d.C.
James Yardley e Alexis Hagadorn della Columbia University hanno analizzato i pigmenti dell'inchiostro, trovandoli simili al "nerofumo di lampada" usato in numerosi testi dell'epoca. Soprattutto, escludono con buona probabilità che l'inchiostro sia stato applicato al papiro in tempi più recenti, cosa che avrebbe causato almeno qualche sbavatura. In particolare, gli studiosi non hanno trovato segni che una parola del testo - forse "donna" - sia stata sostituita con "moglie", come qualche scettico aveva sostenuto.
Ma il dibattito resta aperto. Sulla rivista compare anche il saggio di un epigrafista, Leo Depuydt della Brown University, che punta il dito sui numerosi errori grammaticali presenti nel testo. Secondo lo studioso il papiro è "un'evidente contraffazione, nemmeno troppo abile", forgiata sul modello del Vangelo di Tommaso, un antico vangelo apocrifo ritrovato in Egitto solo nel secolo scorso.
King ribatte che i vangeli simili a quelli di Tommaso erano molto diffusi in tutto il Mediterraneo orientale nei primi secoli della cristianità, e che quindi ritrovarne un passaggio nel nuovo papiro non è necessariamente un segno di contraffazione.
Quanto agli errori di grammatica, potrebbero essere dovuti al fatto che l'autore del papiro non fosse uno scriba professionista ma un esponente delle classi inferiori non molto istruito. È questa l'opinione di Malcolm Choat, papirologo e studioso di testi paleocristiani alla Macquarie University, in Australia. Choat paragona il "vangelo della moglie di Gesù" ai cosiddetti "papiri magici" dell'epoca, testi spesso ornati da disegni in cui si invocavano le divinità per chiedere grazie o scagliare maledizioni.
"Non ho trovato una 'pistola fumante' che indichi che il testo non sia antico", spiego Choat, "anche se l'esame che ho condotto non può nemmeno provare al di là di ogni dubbio che è autentico". Quel che è certo, conclude lo studioso, è che non si tratta di un falso grossolano.
La questione delle donne nella Chiesa
Nei primi secoli, mentre il cristianesimo faceva proseliti nell'ambiente spesso ostile dell'Impero Romano, le donne erano tra le maggiori sostenitrici della nuova fede. I primi scrittori cristiani, spiega King, tacciono sulla situazione coniugale di Gesù: solo alla fine del secondo secolo si comincia a sostenere esplicitamente che non era sposato.
Se, come afferma la studiosa, il frammento è una copia di un testo più antico, forse del quarto secolo, l'accenno alla moglie di Gesù riflette il dibattito sul ruolo della famiglia in corso tra i primi cristiani. È noto infatti, prosegue King, che la Chiesa delle origini chiedeva ai nuovi adepti di rinunciare a ogni vincolo di fedeltà, sia nei confronti delle istituzioni politiche e religiose sia verso la stessa famiglia di appartenenza.
"Non sappiamo se Gesù fosse sposato", insiste King. "Questo il papiro non lo dice. Ma dimostra come i primi cristiani fossero molto interessati alle questioni riguardanti il matrimonio e il celibato".Segnalo poi l'articolo del prof. Larry Hurtado che riassume in modo eccellente la questione.
Come King ora ammette, il tipo di scrittura (e altri fattori) rendono improbabile che il frammento provenga da un codice e che il testo servisse come un "vangelo" liturgico. Invece, fa notare King, potrebbe essere stato un esercitazione scolastica o forse un qualche oggetto tipo amuleto. Quindi, possiamo tutti evitare di chiamarlo "Vangelo della moglie di Gesù"? Non c'è ragione di supporre che il frammento provenga da un tale testo. Abbiamo il frammento "della moglie di Gesù". Rimaniamo con quello che abbiamo/sappiamo.
Altra osservazione: la datazione ci porta pienamente nel periodo islamico dell'Egitto, e questo ci fa chiedere se, in effetti, il frammento possa riflettere l'influenza delle idee islamiche riguardo Gesù.
Nonostante alcuni articoli sensazionalistici, il frammento non ha importanza per gli studi sul "Gesù storico" o se Gesù era sposato. Invece, la prof.ssa King ha continuato a proporre che il frammento possa riflettere tensioni e domande riguardo il matrimonio, il celibato, la gravidanza e il sesso che sono emersi all'inizio della Cristianità.

http://ilfattostorico.com/2014/04/12/il-frammento-della-moglie-di-gesu-e-autentico-ma-medievale/

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mercoledì 23 aprile 2014

Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo !


In morte di Gabriel Garcia Marquez

di Giulietto Chiesa


“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica, costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane, che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche”.
“Durante il fine settimana gli avvoltoi s’introdussero attraverso i balconi della casa presidenziale, fiaccarono a beccate le maglie di filo di ferro delle finestre e smossero con le ali il tempo stagnato nell’interno, e all’alba del lunedì la città si svegliò dal suo letargo di secoli con una tiepida e tenera brezza di morto grande e di putrefatta grandezza”.
Sono gl’incipit rispettivamente di “Cent’anni di solitudine” (1967) e de “L’autunno del patriarca” (1975). Quando lessi il primo e il secondo – due indimenticabili momenti della mia giovinezza, complessivamente molto priva di grande letteratura – non sapevo ancora che Gabriel Garcia Marquez avesse “inventato” il “realismo magico”. Ma quando incontrai, per la prima volta, quel termine, non ricordo più in quale critica letteraria, lo trovai perfettamente corrispondente ai miei sentimenti. Che non erano riusciti fino a quel momento a capire come mai uno scrittore impregnato di un ferreo realismo potesse condurre con tanta, ripetuta, fantastica continuità, ad atmosfere di sogno, di rutilante immaginazione. Appunto una realtà sempre magica.
Come me milioni di lettori e di critici trovarono quella definizione perfettamente aderente alla scrittura di Marquez. Fino a che scoprii che c’era stato, prima di lui, uno scrittore cubano, Alejo Carpentier, che aveva usato l’espressione di “real maraviglioso” per dire della sua propria poetica. Non importa: anche una “realtà meravigliosa” può andare bene per descrivere Gabo. Che dalla realtà “magica”, o “meravigliosa”, riusciva a fare emergere uomini, e soprattutto donne, le cui dimensioni superano, di gran lunga, tutte quelle della geometria euclidea e di quella einsteniana.
Credo di avere compreso qualcosa della dimensione umana, completa e multipla,  precisa e incontenibile in ogni schema, solo leggendo Marquez.
Gli devo dunque il meglio di quello che sono riuscito ad essere.



martedì 22 aprile 2014

...NON SOLO PER UN GIORNO...MA PER UNA QUOTIDIANA MEMORIA !


"Caro Marco,
Lo stimolo per proporre questo post mi è venuto dopo aver assistito per ben due volte al film “Hannah Arendt” trasmesso nel Canale CULT della televisione brasiliana in occasione della ricorrenza del GIORNO DELLA MEMORIA".

RIFLESSIONE DEL DOTT. MIGUEL LUNETTA…

 “OLOCAUSTO NAZISTA DI SEI MILIONI DI INNOCENTI”

Il film di Margarethe Von Trotta dedicato alla grande filosofa ebrea Hannah Arendt.

"Il film dedicato alla grande filosofa, storica e scrittrice tedesca emigrata negli States, racconta un episodio cruciale della sua vita, quello in cui Hannah Arendt fu testimone e cronista d’eccezione a Gerusalemme, al processo per crimini contro l’umanità ad Adolf Eichmann, l’ingegnere dell’Olocausto. La Von Trotta ha vissuto a lungo in Italia dove ha raccolto consensi e premi come il Leone d’Oro conquistato a Venezia nel 1981 con “Anni di Piombo” ed è molto attenta alle figure femminili come risulta dalla sua ricca filmografia che comprende pellicole come Rosa L., Vision, Rosenstrasse, Lucida Follia e per questo “Hannah Arendt” si affida ancora una volta alla bravissima Barbara Sukowa nella parte della filosofa concentrata sull'analisi dei crimini nazisti elaborata da Arendt in  “La banalità del male”. (Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil). Arendt si era recata di persona a Gerusalemme, inviata dalla rivista The New Yorker per riferire del processo al criminale nazista Adolf Eichmann.
Credeva di incontrare un mostro e invece si trova davanti una persona sana di mente, un grigio burocrate che aveva collaborato all'olocausto "senza pensarci". Adolf Eichmann, che aveva eseguito  con precisione assoluta l’ordine hitleriano della "soluzione finale del problema ebraico", si era nascosto come altri criminale nazisti in Argentina. Nel 1960 un commando dell’intelligence israeliano, giunto a Buenos Aires in modo rocambolesco lo sequestrò e lo portò in Israele. Al processo, le cui riprese restano memorabili (e in alcune parti compaiono anche nel film della von Trotta), Eichmann ammise, da freddo ingegnere privo d’emozioni, ogni colpa descrivendo qualsiasi minimo dettaglio, da come dovevano funzionare i forni alla quantità di gas Zyklone-B usata ogni volta.
Fu condannato a morte e impiccato. “Hannah Arendt” è il ritratto del genio che sconvolse il mondo, grazie alla sua scoperta della “banalità del male”. Dopo aver assistito al processo al nazista Adolf Eichmann, svoltosi a Gerusalemme, la Arendt osò scrivere dell’Olocausto con parole che non si erano mai sentite prima. Il suo lavoro provocò immediatamente uno scandalo, ma la Arendt non ritrattò, nonostante gli attacchi di amici e nemici. In quanto ebrea tedesca emigrata, lei aveva difficoltà a recidere i suoi legami dolorosi con il passato e il film mette in mostra il suo affascinante mix di arroganza e vulnerabilità, rivelando un’anima formata e sconvolta dall’esilio. Parlando di come furono accolti “La  banalità del male” e la sua autrice  Margarethe von Trotta, nella recente intervista  al quotidiano Der Tagesspiegel, ricorda: «Molta gente a sinistra allora la schivò, la evitò, perché lei pronunciò verità scomode, già nel 1951 nel suo libro sul totalitarismo paragonò i crimini nazisti con quelli del comunismo sovietico, e a noi di sinistra ciò suonava sospetto. Ancora oggi, – continua von Trotta – ci sono persone che rifiutano il pensiero di Hannah Arendt perché analizzò entrambi i totalitarismi».
Nel film non manca un accenno alla relazione che legò la allora giovane studentessa al filosofo Martin Heidegger, lei non riusciva a troncare il rapporto con Heidegger nonostante lui avesse aderito al partito nazionalsocialista nel 1933. Questi flashback sono importanti per capire il passato della Arendt, ma il film è incentrato soprattutto sulla sua vita a New York assieme al marito Heinrich Blücher che lei aveva incontrato quando era esule a Parigi, ai suoi amici tedeschi e americani, soprattutto l’autrice Mary McCarthy, e al suo amico di lunga data, il filosofo ebreo tedesco Hans Jonas. (“Gnosi e spirito tardo antico ….”).
Nel film quando la filosofa si difende davanti ad un vasto pubblico di studenti e insegnanti dall’accusa di aver criticato i capi del movimento ebraico per non aver attuato una decisa resistenza al nazismo, emerge la forza spirituale della Arendt, convinta, come Antigone nella risposta data al tiranno Creonte, (“Outoi sunecqein, alla  sumfilein efun. Son nata per amar, non per odiare”), che la legge dell’anima sia quella dell’amore e non della vendetta e dell’odio. Una donna ed una pensatrice che rifiutò di essere omologata all’interno di una ideologia, di un partito, di una comunità religiosa ed il cui pensiero risulta ancora oggi innovativo e rivoluzionario.
“La mia sensazione è di aver inavvertitamente toccato la parte ebraica di quello che i tedeschi chiamano il loro "passato irrisolto" (die unbewältigte Vergangenheit). Ora mi sembra che questo problema fosse comunque destinato a presentarsi e che il mio resoconto l'ha cristallizzato agli occhi di quelli che non leggono grossi libri probabilmente anche accelerandone la sua tematizzazione in un discorso pubblico”. Hannah Arendt

http://www.ognisette.it/cultura/cultura-2014/cultura-febbraio-2014/nel-giorno-della-memoria-e-arrivato-201channah-arendt201d-l2019atteso-film-di-margarethe-von-trotta



"È lapidaria, Margarethe Von Trotta, quando spiega perché ha scelto di portare sullo schermo un personaggio difficile come HannahArendt, la filosofa ebrea tedesca naturalizzata americana: “Faccio film su persone che mi interessano”. Ed è probabilmente in questa risposta che sta il fascino assoluto di un film che riporta l'attenzione su una persona certamente scomoda, che ha avuto il coraggio di non accettare compromessi, di andare a fondo per cercare di comprendere totalmente quello che stava vedendo, e ascoltando. Il film racconta infatti il periodo fra il1960 e il 1964, quando la cinquan-tenne Hannah Arendt, ormai riconosciuta come uno dei grandi pensatori del mondo occidentale, riesce a farsi mandare dal New Yorker a seguire il processo Eichmann a Gerusalemme. “It is my responsibility to understand” ribadisce più volte nel film, girato in inglese e tedesco, quel tedesco che usa con i vecchi amici fuggiti come lei dall'Europa, che si fa strada prepotente ogni volta che le discussioni diventano importanti, a provare un legame fortissimo con una lingua, con una cultura da cui hanno dovuto fuggire. Il film non è doppiato, ma solo sottotitolato, ed è possibile rendersi conto del grande lavoro fatto sul linguaggio degli esuli tedeschi in America. La Arendt è un riferimento per gli intellettuali newyorkesi, è amata dai suoi studenti, e universalmente stimata. Ma l'esperienza a Gerusalemme si rivela durissima. Parte aspettandosi di assistere al processo di un essere quasi demoniaco e di trova di fronte un burocrate, un uomo grigio e mediocre, un“fantasma col raffreddore”. Un personaggio completamente diverso da quell'incarnazione del male che si aspettava. Vuole capire come è stato possibile, le ragioni, il perché. Perché un uomo simile, responsabile della morte di un numero impensabile di esseri umani continua a sostenere di non aver ucciso nessuno, di aver solo eseguito degli ordini? Una volta tornata negli Stati Uniti lotta, anche con se stessa, per capire non solo come sia possibile tutto ciò, ma anche come raccontarlo. Nonostante i suoi amici cerchino di dissuaderla non cede perché, come spiega Margarethe Von Trotta, “la Arendt crede ancora nell’utopia del pensiero,nella forza della filosofia, che può dare voce ai testimoni perché rimanga una traccia indelebile nella storia del loro vissuto, del dramma personale, della sofferenza di milioni di uomini, donne e bambini che l'alba, citando Primo Levi, “colse come un tradimento”. Un tradimento che coinvolse le comunità ebraiche di tutta Europa e portò alle deportazioni di massa, alle esecuzioni sommarie, alla distruzione nei campi di concentramento, alla Shoah.
Realtà come quella di Rodi, piccola comunità ebraica dell'isola greca (allora parte dello Stato italiano), furono spazzate via dalla furia nazifascista. E proprio sulle vicende di Rodi, nella sua peculiarità così come nel suo essere un esempio del tragico destino che accomunò milioni di persone, si è soffermata la cinepresa del regista Ruggero Gabbai. Attraverso la voce, i ricordi, le emozioni di Sami Modiano, Gabbai, assieme agli storici Marcello Pezzetti, direttore del Museo della Shoah di Roma, e Liliana Picciotto (Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea), ha ricostruitola vita e la tragica cancellazione della comunità rodiota nel documentario “Il viaggio più lungo. Rodi-Auschwitz”. “Abbiamo voluto far rivivere attraverso la voce dei testimoni, di Sami così come di Alberto Israel e Stella Levi, una storia italiana oramai praticamente dimenticata”. Un documentario che ha fatto conoscere da New York - dove è stato presentato in anteprima lo scorso anno – al Sud Africa, la storia della Rodi ebraica: affiancati dalla troupe e dallo storico Pezzetti, Alberto, Sami e Stella tornano nell'isola della loro infanzia. Le immagini si intrecciano ai ricordi, con la rievocazione di quella che un tempo era una realtà viva e fiorente, scontratasi poi con la violenza nazifascista. Le leggi razziali impedirono a Sami e agli altri ragazzi ebrei di frequentare le scuole, i diritti calpestate fino al definitivo strappo dell'estate del 1944: il 24luglio 1820 persone vengono imbarcate dai nazisti su navi mercantili, condotti ad Atene e dà lì deportati ad Auschwitz. Solo 150 ebrei di Rodi sopravvissero. “La storia è molto forte – spiega Gabbai a Pagine Ebraiche – era da tempo che volevamo raccontarla. Con Marcello e Liliana avevamo portato avanti già diversi progetti, dal documentario Memoria (del1997, che ha ottenuto diversi riconoscimenti e fu visto in prima serata su Rai 2 da 7 milioni di spettatori) a quello sul campo di Fossoli. Abbiamo sempre voluto al centro la testimonianza, e così è accaduto anche per Rodi: siamo andati sull'isola con Sami per ricostruire attraverso le parole e le immagini la storia di un passato dimenticato”. Alle testimonianza di Modiano, si affiancano quelle di Levi e Israel, testimonianze diverse di un comune destino tragico. Sono loro i protagonisti, loro raccontano la realtà di quanto accaduto. “Mi fa paura romanzare le storie della Shoah – afferma il regista, spiegando la scelta di usare sempre il documentario come strumento del racconto –ognuno fa le sue scelte ma nella mia visione, più attiguo alla tradizione ebraica, ho voluto dare spazio alla voce diretta dei sopravvissuti. Con Il viaggio più lungo, come ci hanno detto in molti, abbiamo voluto rendere giustizia alle vittime, colmando una lacuna della cultura italiana”.Un lavoro apprezzato entro i confini nazionali e non solo, con la proiezione il 26 gennaio su Rai 1 della pellicola, selezionata per il 30esimo Festival del cinema di Gerusalemme. “In America c'è molto interesse per le storie degli ebrei europei e a New York abbiamo ricevuto critiche molto positive, presentando uno spaccato dell'ebraismo italiano altrimenti sconosciuto. Ed è accaduto anche in Sud Africa, dove abbiamo trovato grande interesse nel pubblico”. Sulla gestione delle riprese Gabbai sottolinea poi la sua filosofia nel trattare il tema della Shoah. “Possiamo definirla sensibilità di sottrazione. Non voglio che vi sia retorica all'interno di questo tipo di documentari, anzi in generale credo che la retorica sia nemica dell'arte. Ma tornando al nostro progetto, al centro abbiamo posto le testimonianze a cui poi abbiamo affiancatole immagini, seguendo dunque un doppio filone narrativo che si intreccia per fare emergere un unico quadro storico che vuole emozionare senza d'altro canto sacrificare la verità storica. È come scrivere una partitura musicale, deve esserci armonia”. Attraverso la proiezione sulla rete nazionale, sottolinea il regista, Il viaggio più lungo” avrà una diffusione ampia e la tragica storia degli ebrei di Rodi potrà essere conosciuta dal grande pubblico".




lunedì 21 aprile 2014

BUONA PASQUA... DI RESURREZIONE... quando sarà libera da Pesticidi ed OGM


…dal Dott. Giorgio Pattera

1.240 scienziati denunciano la tossicità degli OGM  e dei Pesticidi collegati

Questa non è una Pasqua...
invece di festeggiare la Primavera e la Vita
festeggiamo la morte della Natura...

Purtroppo, mai come quest'anno, la Pasqua è caratterizzata da Milioni di ettari di Erba disseccata con l'Agente Mortale Agrotossico Arancione: Roundup e similari... diserbanti che distruggono la nostra salute e la fertilità dei terreni e inquinano le acque, nell'ignoranza generale.
Pesticidi venduti come biodegradabili e che in realtà si ritrovano nel latte materno, nella placenta e nel sangue del cordone ombelicale delle madri... prime vittime gli Agricoltori.
L'Italia ha il record Mondiale dei Tumori dell'Infanzia (OMS) e la nostra aspettativa di vita sana si è ridotta di almeno 10 anni da quando sono entrati sul mercato europeo OGM e Pesticidi collegati (Eurostat)...
Pesticidi e Disseccanti sono concause aggravanti delle principali malattie epigenetiche degenerative, modificando il nostro dna... Cancro, tumori, linfomi e Leucemie, Parkinson, Alzheimer, SMC, SLA, malattie autoimmuni, Celiachie, disfunzioni ormonali e patologie tumorali collegate, come il tumore mammario, e dei testicoli, della prostata... ipofertilitò, sterilità e teratogenesi, ovvero... danni alle generazioni future... State distruggendo il vostro futuro... e gli ospedali sono pieni di bambini ammalati.
Per curare queste malattie bisogna curare la terra: l'agricoltura e l'alimentazione
Comincino i Sindaci, responsabili costituzionali della salute dei cittadini, a dichiarare i territori biologici, fermando i venditori di pesticidi e i  conflitti di interessi non degni di un paese civile, laddove Sindacati agricoli sono proprietari dei consorzi agrari... ovvero vendono pesticidi e ritirano i prodotti agricoli.

BUONA PASQUA...  di resurrezione
...quando sarà libera da Pesticidi ed OGM

Vogliamo una primavera Verde (viva) e non Arancione (morta)
(Alleghiamo documentazione fotografica e l'appello di migliaia di scienziati contro Pesticidi ad OGM)

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo




1.240 scienziati denunciano la tossicità delle sementi OGM  e dei Pesticidi e Disseccanti collegati
Oltre 1.240 scienziati chiedono che venga reinserita nella rivista Food and Chemical Toxicology (FCT) una ricerca pubblicata nel 2012 relativa agli effetti tossici del granturco OGM e del RoundUp. Si tratta di una massiccia reazione contro un’industria che ha cercato di mettere a tacere scienziati ben qualificati impedendo che venisse pubblicata la verità sugli OGM e Pesticidi collegati, in particolare Disseccanti come Roundup  (glifosate) e Glufosinate ammonio.

Gli scienziati minacciano di boicottare Elsevier – un fornitore mondiale di informazioni scientifiche – fino a quando la rivista FCT non reinserirà uno studio condotto dalla Gilles Eric Séralini et al., ampiamente discusso nei circoli scientifici e non. Il professor Gilles-Eric Séralini, biologo dell’Università di Caen, ha difatti pubblicato uno studio sugli OGM che mostra in modo inequivocabile come siano dannosi per la salute, evidenziando anche che «l’agricoltura con OGM non può sussistere in modo indipendente dai pesticidi».
Uno degli scienziati firmatari ha dichiarato:
«La soppressione di prove scientifiche fatta per salvaguardare degli utili commerciali andrebbe punita per legge. Le aziende del tabacco se la sono cavata per 30 anni prima che il mondo si rendesse conto del problema, ma anche dopo la reazione è stata insufficiente. I rischi posti dalla risposta epigenetica del DNA delle piante a geni estranei è potenzialmente catastrofica, ed il principio della precauzione dovrebbe essere d’obbligo. Censurare una sana ricerca scientifica equivale a giocare con la vita delle persone».
Quella che segue è tratto dalle dichiarazione pubblicata da Elsevier in riferimento alla loro ritrattazione:
«La rivista Food and Chemical Toxicology ritira l’articolo “Tossicità a lungo termine dell’erbicida Roundup e di un granturco geneticamente modificato Roundup-tollerante” pubblicato a novembre 2012. Questa ritrattazione fa seguito ad una «profonda e lunga analisi» dell’articolo pubblicato e dei dati che esso riferisce, oltre ad un’indagine sulla valutazione condotta da pari effettuata su di esso. L’Editore rimanda qualsiasi dichiarazione sull’articolo a dopo che l’indagine sarà completata e che le decisioni saranno notificate agli autori».
Seralini ha giurato che pubblicherà nuovamente la sua ricerca; egli ritiene che ne sia stata cancellata la pubblicazione a causa delle pressioni dei lobbisti e dell’effetto che essa avrebbe causato sull’industria degli OGM. Con la cancellazione del suo lavoro (e nonostante ce ne siano altri che indichino i pericoli degli OGM), industrie come la Monsanto e i produttori del RoundUp possono sempre sostenere che «non esiste un solo studio che dimostri che gli OGM mettono a rischio la salute». Cosa assolutamente falsa.
Maggiori commenti sugli scienziati che sono stati zittiti sul tema degli OGM li potete trovare qui. Uno dei commenti postati sulla ritrattazione e sul tentativo di zittire gli scienziati coinvolti nella ricerca di Seralini, riassume in modo perfetto la situazione:
«I nostri figli sono l’oggetto inconsapevole di esperimenti sugli OGM, ed i loro disturbi alla salute sono schizzati alle stelle. Se le cose procederanno col ritmo attuale, nell’arco dei prossimi 20 anni 1 su 2 dei nostri figli sarà autistico. Nell’arco di 13 anni, i costi del diabete si mangeranno tutto il bilancio federale per la sanità. Attualmente, negli USA il tasso di sterilità è del 30%. Queste patologie – e molte altre – sono state collegate agli OGM ed al glifosato. In tutta America le madri, se smettono con gli OGM, vedono migliorare la salute dei figli affetti da autismo, da disturbi autoimmuni ed da asma.  Lo studio di Seralini è un monito che tutte le mamme dovrebbero conoscere. Noi abbiamo scelto di combattere per una maggior consapevolezza, per un’etichettatura che indichi la presenza degli OGM, per il mangiare senza OGM – e preferibilmente biologico – e per il futuro del nostro Paese. E non ci fermeremo. Né ci arrenderemo mai perché l’amore per i nostri figli non finirà mai.  Ci sostiene il coraggio indomabile di Seralini ed applaudiamo al suo lavoro.» – ZEN HONEYCUTT
Monsanto non potrà zittire queste voci per sempre. Unitevi al coro di quelli che sbattono in faccia alla Monsanto la verità, ovvero che le loro sementi sono tossiche. Quando sarà nuovamente pubblicata, la ricerca di Seralini dovrà comparire sulla prima pagina di tutti i principali quotidiani e quei mestatori della biotech dovranno sputar sangue per cercare di farla sparire una seconda volta.

Christina Sarich

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla

sabato 19 aprile 2014

SCOPERTO PIANETA GEMELLO DELLA TERRA FUORI DAL SISTEMA SOLARE


dal Dott. Giorgio Pattera 

Washington - (Adnkronos/Xinhua)

 A dare l'annuncio è stata la Nasa. 

Battezzato Kepler-186f, potrebbe avere acqua liquida sulla propria superficie e in teoria essere abitabile.

Washington, 17 apr. (Adnkronos/Xinhua) 

La scoperta è destinata ad alimentare nuove suggestioni sulla possibilità di vita oltre la Terra. C'è un pianeta, battezzato Kepler-186f, all'incirca delle dimensioni del nostro, che potrebbe avere acqua liquida sulla propria superficie e in teoria essere abitabile. L'annuncio è stato fatto dalla Nasa e pubblicato sulla rivista statunitense 'Science'. "Si tratta del primo pianeta delle dimensioni della Terra trovato nella zona abitabile attorno a un'altra stella", hanno spiegato gli scienziati.
Il nuovo mondo, che si trova a 500 anni luce dalla Terra, è il pianeta più esterno di un gruppo di cinque che orbitano attorno alla stella Kepler-186, più fredda e circa la metà per dimensioni e massa rispetto al nostro Sole. Dei circa 1.800 pianeti scoperti fuori dal nostro Sistema Solare negli ultimi due decenni, circa 20 orbitano attorno alla propria stella nella cosiddetta zona abitabile, una distanza orbitale alla quale l'acqua in superficie su un pianeta con un'atmosfera non congelerebbe, né sarebbe soggetta a ebollizione. Tuttavia, tutti i pianeti scoperti in precedenza hanno dimensioni più grandi di quelle della Terra e di conseguenza, la loro vera natura, rocciosa o gassosa, rimane sconosciuta.

Kepler-186 è stato scoperto utilizzando il telescopio spaziale Kepler della Nasa, lanciato nel marzo del 2009 a caccia di pianeti simili al nostro. Gli scienziati, analizzando i dati, stimano che il nuovo pianeta ha un diametro circa il 10% più grande di quello della Terra e compie un'orbita completa attorno alla propria stella ogni 130 giorni.


APPENDICE:

dal Dott. Miguel Lunetta


Planet HD 40307 g
Name
HD 40307 g
Discovered in
2012
M × sin i
0.0223 ± 0.0082 MJ
Descrição: Descrição: http://exoplanet.eu/media/images/ref.png
Semi-major axis
0.6 ± 0.034 AU
Descrição: Descrição: http://exoplanet.eu/media/images/ref.png
Orbital period
197.8 +5.7-9 days
Descrição: Descrição: http://exoplanet.eu/media/images/ref.png
Eccentricity
0.29 ± 0.29
Descrição: Descrição: http://exoplanet.eu/media/images/ref.png
ω
91.2
Descrição: Descrição: http://exoplanet.eu/media/images/ref.png
Tperi
Radius
Inclination
Update
Detection method
detected by radial velocity
Molecules detected
Remarks
8 Nov 2012: The planet HD 40307 g deserves confirmation by new HARPS data
Star
Name
HD 40307
Distance
12.8 ± 1 pc
Descrição: Descrição: http://exoplanet.eu/media/images/ref.png
Spectral type
K2.5V
Apparent magnitude V
7,17
Mass
0.77 ± 0.05 MSun
Descrição: Descrição: http://exoplanet.eu/media/images/ref.png
Age
Gyr
Effective temperature
4977 ± 59 K
Descrição: Descrição: http://exoplanet.eu/media/images/ref.png
Radius
RSun
Metallicity [Fe/H]
-0.31 ± 0.03
Descrição: Descrição: http://exoplanet.eu/media/images/ref.png
RA2000
05:54:04.0
Dec2000
-60:01:24
Planetary system
Related publications
Habitable-zone super-Earth candidate in a six-planet system around the K2.5V star HD 40307 
8 de Novembro de 2012 TUOMI M., ANGLADA-ESCUDE G., GERLACH E., JONES H., REINERS A. & 3 additional authors
Astron. 
& Astrophys., accepted arxiv  

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giovedì 17 aprile 2014

LE STRANE FOTO DELLA SONDA MARZIANA "CURIOSITY"

“LA SONDA CURIOSITY AVVISTA QUALCOSA DI STRANO SU MARTE”.

…in vista dell’apparente carattere di attualità che essi rivestono…

del Dott. Miguel Lunetta

da: Il navigatore curioso

Oggetto luminoso “non identificato” e legname su Marte! Che cosa sono?
Un curioso oggetto luminoso è comparso tra le foto inviate a Terra da Opportunity, l’altro rover della NASA che dal 2004 sta portando avanti la sua missione esplorativa su Marte. L’immagine è stata ottenuta tramite la Navigation Camera SOL 115.


L’oggetto, che appare in quattro differenti foto scattate sulla superficie di Marte, sembra essere costituito da una sorta di superficie lucente, in grado di riflettere la luce del Sole. Se si tratta di una semplice roccia, sarebbe utile capire di che materiale si tratta.
Ma il mistero non si esaurisce qui. Nell’immagine compare un oggetto che sembra essere un asse di legno carbonizzato/fossilizzato. Forse (?) si tratta di un’illusione ottica, tuttavia la somiglianza è strabiliante.



Inoltre, ma questa è forse impressione (?), il suolo sul quale si trova Opportunity sembra come lastricato da un antico pavimento andato distrutto in un qualche cataclisma antico. Potrebbero essere le vestigia di un’antica civiltà marziana estintasi migliaia di anni fa? Ma queste sono solo le fantasie di un Navigatore troppo curioso!
Attualmente, Opportunity sta conducendo una campagna esplorativa sul bordo del cratere Endeavour, nei pressi di una zona identificata come “Whitewater Lake“. Nonostante la lunga permanenza su Marte, il rover funziona ancora perfettamente, a differenza del suo collega “Spirit“, spentosi definitivamente nel maggio del 2011.

Appare una strana luce su Marte: è la prova di una base sotterranea?
Un curioso fenomeno luminoso sembra apparire in una delle immagini catturate dalla sonda robotica Curiosuty. Effetto ottico, fenomeno naturale o indizio di una struttura artificiale sotterranea?
Una fotografia appena scattata dal Rover Curiosity mostra uno strano fenomeno luminoso apparso su Marte che secondo alcuni potrebbe essere di origine artificiale.
L’immagine è parte di un lotto appena caricato sulla pagina della Nasa che riguarda le foto scattate il 3 aprile 2014 dalla camera di navigazione destra. [Vedi pagina Nasa].
L’immagine in questione è siglata con l’indicazione temporale 10:00:03 UTC e mostra un’insolita luce che fuoriesce dal suolo, più o meno a circa un miglio di distanza dal rover.


La luce non sembra essere un effetto provocato dal sole o causato da un fenomeno naturale noto, tipo le tempeste di polvere marziane che possono provocare fulmini intensi, come spiegato in un recente articolo comparso su space.com.
Tuttavia, il fenomeno luminoso è troppo distante per essere identificato in maniera chiara. L’impressione che si ha è quella di una luce proveniente da una sorgente luminosa artificiale che si trova sotto la superficie marziana.
Qualcuno ha proposto un’altra spiegazione possibile, facendo riferimento ad un fenomeno osservato sul pianeta Terra per effetto della rotazione del metallo fuso sotto la crosta terrestre, il quale produce i campi elettrici fondamentali per la creazione della magnetosfera terrestre. Di tanto in tanto, questo processo produce dei fulmini sotterranei visibili in superficie.
Il punto, però, è che Marte non ha una dinamo interna come la Terra, e la potenza della sua magnetosfera è solo una frazione di quella terrestre. È pertanto improbabile che il fulmine sotterraneo sia un fenomeno naturale marziano.
Secondo alcuni, poi, potrebbe trattarsi di un semplice riflesso nella lente della fotocamera di Curiosity, determinato da una sorgente luminosa. Anche in questo caso, però, il fenomeno sarebbe troppo peculiare per essere identificato con un riflesso lenticolare, tipicamente di forma circolare.
Certamente, non si può assolutamente escludere l’origine naturale del fenomeno, perchè potrebbe trattarsi di un evento non ancora conosciuto dalla scienza. Eppure, sono in molti ad ipotizzare che il fenomeno luminoso sia la prova di una struttura artificiale posizionata nel sottosuolo marziano. Se così fosse, la domanda seguente è alquanto logica: potrebbe essere una struttura umana o extraterrestre?

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lunedì 14 aprile 2014

L'UOMO KOSMICO: TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA

http://www.omphilabs.it/prod/L-UOMO-KOSMICO.htm


IL LIBRO E' DISPONIBILE SU INTERNET E NELLE MIGLIORI LIBRERIE

L’UOMO KOSMICO

di  Marco La Rosa

Un viaggio fra archeologia impossibile e contraddizioni scientifiche, verso l'intuizione di un Uomo Universale.

Risultato di una cooperazione interdisciplinare trasversale, il libro conduce il lettore fra scoperte immensamente antiche e riscoperte moderne, in un percorso circolare documentatissimo che rivela un Cosmo ciclico estremamente ordinato, nel quale la vita è ovunque e sorge spontanea, perché è l'essenza dell'Universo stesso.
L'evidenza di moltissimi indizi o reperti archeologici - finora considerati "anomali", o semplicemente ignorati o screditati perché troppo "scomodi" per l'archeologia ufficiale - assieme alle molte testimonianze storiche di antichi testi, fanno emergere il quadro di una Storia dell'Uomo diversa. Se a ciò si aggiungono le molte incongruenze della attuale scienza, allora diviene del tutto evidente che l'Uomo è ben altro che un "caso" dell'evoluzione, e viene da molto, molto lontano, nel tempo e nello spazio…
Per quanto possa apparire impossibile, vi sono numerosi ritrovamenti di oggetti indiscutibilmente "umani" e tecnologici imprigionati entro strati geologici formatisi centinaia di migliaia di anni fa, e anche più: a chi appartenevano quegli oggetti? E chi ha davvero eretto, e in che modo, le tre piramidi di Giza (che certamente NON sono MAI state tombe!), e la Sfinge, e i giganteschi monumenti a Cuzco e Puma Punku, per citarne solo un paio, e tanti altri sparsi in tutto il mondo? Insomma chi c'era, molto prima di noi?
Per tornare ai giorni nostri, la tanto vilipesa "memoria dell'acqua", grazie al lavoro di premi Nobel e geniali ricercatori indipendenti, si è rivelata essere reale, come pure l'altrettanto screditata "fusione fredda". Persino la natura della gravità e della materia risultano essere tutt'altro rispetto a quanto creduto finora, e questo tramite solidissime prove sperimentali. Nonostante ciò, i vari soloni della divulgazione scientifica che infestano la TV pubblica (per esempio, Piero Angela e figlio, Mario Tozzi, vari membri dell'immancabile setta scientista nota come CICAP, e diversi altri) continuano nella loro sistematica opera di disinformazione.
Ma finalmente, anche presso molti scienziati e - quel che più conta - presso il grande pubblico, si sta sempre più consolidando un nuovo paradigma scientifico che, forte delle ultime straordinarie evidenze sperimentali, inquadra in una visione molto più ampia tutti i fenomeni finora giudicati impossibili. Va da sé che questa nuova consapevolezza costringerà presto i baroni della scienza a una mesta ritirata, mentre la realtà che avanza renderà giustizia all'idea di Uomo Nuovo e universale, che possiamo sin da ora chiamare l'Uomo Kosmico.

l'autore:
Marco La Rosa è uno studioso di antiche civiltà. In oltre venticinque anni di ricerche, perseguendo tenacemente il principio della "interdisciplinarità", ha raccolto, studiato e divulgato scoperte scientifiche, archeologiche e della conoscenza in generale. Dal 2008, attraverso il blog marcolarosa.blogspot.it e con l'aiuto del biologo Matteo Zavattaro, è stata creata una rete di esperti di ogni campo che si comunicano e scambiano informazioni sulle ultime frontiere della conoscenza, da distribuire a chiunque lo desideri, Il tutto seguendo un filo di pace e di comprensione auspicato tra gli uomini.

Al libro hanno anche contribuito:

Il Dott. Giorgio Pattera (biologo, giornalista, scrittore e Direttore Scientifico del Centro di ricerche esobiologiche Galileo) ha scritto la prefazione.

Il Dott. Mauro Biglino (scrittore, storico delle religioni e traduttore di ebraico antico) ha scritto l'introduzione relativa alla prima parte.

Il Dott. Massimo Corbucci (fisico e medico) ha scritto l'introduzione alla seconda parte del libro e ha gentilmente concesso la pubblicazione della sua Nuova Tavola Periodica dei 112 Elementi.

E’ UN’EDIZIONE : OmPhi Labs
http://www.omphilabs.it/prod/libri.htm

http://www.galileoparma.it/eventi.html

VIDEO: L'UOMO KOSMICO by Galileo channel