IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens
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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

martedì 24 dicembre 2013

BUON NATALE



"NOI  NON CONOSCIAMO LE PERSONE QUANDO VENGONO DA NOI; DOBBIAMO ANDARE NOI DA LORO PER SAPERE QUEL CHE SONO"

Johann Wolfang Von Goethe

domenica 22 dicembre 2013

LA LUCE PER USCIRE DAL BUIO ARRIVA SEMPRE DAL PASSATO


UNA PLACIDA DOMENICA MATTINA PROSSIMA AL NATALE; UN PALLIDO SOLE FREDDO E ASSONNATO SEMBRA AIUTARMI A FARE CHIAREZZA NEI PENSIERI CHE VOGLIO SCRIVERE…

ACCENDO IL COMPUTER E L’OCCHIO CADE SU UNA CARTELLA CHE AVEVO MESSO IN UN ANGOLO COME PROMEMORIA: “ITALO CALVINO SU CHE GUEVARA”.

QUARANTESEI ANNI SONO PASSATI EPPURE LE PAROLE DI CALVINO MI SEMBRANO SCRITTE OGGI, PER IL MONDO DI OGGI…

LA LUCE PER USCIRE DAL BUIO ARRIVA SEMPRE DAL PASSATO.

MLR



“Qualsiasi cosa cerchi di scrivere”  -  ottobre 1967

di Italo Calvino

“ Pensando a Che Guevara

Qualsiasi cosa io cerchi di scrivere per esprimere la mia ammirazione per Ernesto Che Guevara, per come visse e per come morì, mi pare fuori tono. Sento la sua risata che mi risponde, piena d'ironia e di commiserazione. Io sono qui, seduto nel mio studio, tra i miei libri, nella finta pace e finta prosperità dell'Europa, dedico un breve intervallo del mio lavoro a scrivere, senza alcun rischio, d'un uomo che ha voluto assumersi tutti i rischi, che non ha accettato la finzione d'una pace provvisoria, un uomo che chiedeva a sè e agli altri il massimo spirito di sacrificio, convinto che ogni risparmio di sacrifici oggi si pagherà domani con una somma di sacrifici ancor maggiori.
Guevara è per noi questo richiamo alla gravità assoluta di tutto ciò che riguarda la rivoluzione e l'avvenire del mondo, questa critica radicale a ogni gesto che serva soltanto a mettere a posto le nostre coscienze.
In questo senso egli resterà al centro delle nostre discussioni e dei nostri pensieri, così ieri da vivo come oggi da morto. E' una presenza che non chiede a noi né consensi superficiali né atti di omaggio formali; essi equivarrebbero a misconoscere, a minimizzare l'estremo rigore della sua lezione. La "linea del Che" esige molto dagli uomini; esige molto sia come metodo di lotta sia come prospettiva della società che deve nascere dalla lotta. Di fronte a tanta coerenza e coraggio nel portare alle ultime conseguenze un pensiero e una vita, mostriamoci innanzitutto modesti e sinceri, coscienti di quello che la "linea del Che" vuol dire -una trasformazione radicale non solo della società ma della "natura umana", a cominciare da noi stessi- e coscienti di che cosa ci separa dal metterla in pratica.
La discussione di Guevara con tutti quelli che lo avvicinarono, la lunga discussione che per la sua non lunga vita (discussione-azione, discussione senz'abbandonare mai il fucile), non sarà interrotta dalla morte, continuerà ad allargarsi. Anche per un interlocutore occasionale e sconosciuto (come potevo esser io, in un gruppo d'invitati, un pomeriggio del 1964, nel suo ufficio del Ministero dell'Industria) il suo incontro non poteva restare un episodio marginale. Le discussioni che contano sono quelle che continuano poi silenziosamente, nel pensiero. Nella mia mente la discussione col Che è continuata per tutti questi anni, e più il tempo passava più lui aveva ragione.
Anche adesso, morendo nel mettere in moto una lotta che non si fermerà, egli continua ad avere sempre ragione.”


 Granma del 25/09/2007 


mercoledì 18 dicembre 2013

UN COMPUTER VECCHIO DI 2000 ANNI


IL MECCANISMO DI ANTIKYTHERA E' UNO DEI DISPOSITIVI MECCANICI più sorprendenti provenienti dal mondo antico. Per decenni, gli scienziati hanno utilizzato tutta la tecnologia disponibile per cercare di decifrarne il funzionamento. Tuttavia, a causa della sua complessità, il suo vero scopo è rimasto avvolto nel mistero. Ma negli ultimi anni, un certo numero di scienziati sembra aver risolto il mistero sul funzionamento e l'utilizzo del dispositivo.Se oggi siamo in possesso del meccanismo di Antikythera, dobbiamo ringraziare due tempeste separate da circa 2 mila anni.La prima tempesta, avvenuta intorno al 65 a.C., che ha distrutto la nave romana su cui viaggiava il meccanismo, affondandola vicino l'isola di Antikythera, tra la Grecia continentale e Creta.La seconda, invece, avvenuta nel 1900, la quale costrinse alcuni pescatori di spugne a riparare nei pressi dell'isola, dove hanno poi scoperto il relitto della nave romana. Ciò porto alla prima grande spedizione archeologica nella zona.Oltre alle preziose sculture e altre opere d'arte saccheggiate dai rimani, gli archeologi subacquei trovarono uno strano grumo di bronzo,

 in seguito denominato "Meccanismo di Antikythera". All'esame, il grumo di bronzo si è rivelato essere un complesso assemblaggio di ingranaggi, un dispositivo meccanico totalmente sconosciuto nella civiltà greca.



COME RIPORTA L'ARTICOLO PUBBLICATO DA IRISH TIMES, dai segni zodiacali incisi sulla parte esterna, gli sconcertati archeologi ipotizzarono che fosse uno strumento per l'osservazione astronomica piuttosto che per la navigazione. Diverse tecniche di datazione hanno stabilito che il meccanismo è antico di almeno 2 mila anni.Peter Lynch, professore di meteorologia presso l'University College di Dublino, ha spiegato quello che doveva essere il funzionamento della macchina. Il meccanismo veniva azionato da una maniglia collegata ad un sistema di oltre 30 ruote dentate. Utilizzando le moderne tecniche di imaging, è possibile contare i denti delle ruote, vedere chiaramente la cremagliera e i rapporti tra i vari ingranaggi, dettaglio che permette di capire quale sia stata la funzione originaria del meccanismo.

Gli ingranaggi sono stati accoppiati ai puntatori posti sulla parte anteriore e posteriore del meccanismo, i quali mostrano la posizione del Sole, della Luna e dei pianeti mentre si muovono attraverso lo zodiaco. Un braccio estendibile con un perno segue una scalanatura a spirale, in maniera molto simile ad un giradischi. Una piccola sfera, metà bianco e metà nero, indicava le fasi della Luna.Ciò che impressiona di questo stupefacente meccanismo è la sua impressionante precisione nel prevedere le eclissi solari e lunari. I Babilonesi avevano compreso che se si osserva un'eclissi lunare, un altro evento simile si verifica 223 lune piene più tardi. Questo periodo dura circa 19 anni ed è conosciuto come il Ciclo di Saros. Per implementare il ciclo all'interno del meccanismo è stato eseguito un complesso ragionamento matematico e un sofisticato intervento tecnologico.


IN MESOPOTAMIA SI UTILIZZAVANO SISTEMI DI ARCHIVIAZIONE "COMPUTERIZZATI"?

Il meccanismo è talmente preciso che potrebbe fornire le previsioni accurate delle eclissi per diversi decenni a venire. Sorprendentemente, il dispositivo comprendeva anche un quadrante concepito per indicare quale dei giochi ellenici avrebbe avuto luogo ogni anno, comprese le Olimpiadi che si verificavano ogni quattro anni.Derek de Solla Price, che ha analizzato il meccanismo nel 1960, ebbe a dire che la sua scoperta è stata come trovare un motore a scoppio nella tomba di Tutankhamon. Il meccanismo di Antikythera ha rivoluzionato il modo di intendere l'eredità scientifica dei Greci. Ciò dimostrerebbe che gli ellenici erano in grado di concepire e sviluppare meccanismi complessi, simili agli orologi comparsi in Europa solo nel Medioevo.E' incredibile pensare a quanti ricercatori ci sono voluti per svelare i segreti di un oggetto tanto antico e tanto complesso. Al momento, solo un piccolo ingranaggio su 30 rimane senza spiegazione e si spera che ulteriori studi possano gettare luce sul suo funzionamento.Eppure, il Meccanismo di Antikythera, oltre all'enigma sul suo funzionamento, conserva ancora un altro mistero: perchè è l'unico oggetto nel suo genere finora scoperto? Se i Greci erano in grado di progettarli, perchè non ne sono mai stati trovarti altri?

da: Antikitera.net


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domenica 15 dicembre 2013

PREMIO NOBEL CONTRO LE RIVISTE SCIENTIFICHE


Randy Sheckman, biologo statunitense premio Nobel per la medicina, parla chiaro e non le manda a dire: le riviste scientifiche mercificano i contenuti pubblicati e con la loro politica editoriale spingono anche i ricercatori a modificare i risultati ottenuti.

Randy Scheckman ha ricevuto il premio Nobel per aver scoperto il meccanismo del trasporto delle molecole nelle cellule, si ribella alle riviste scientifiche come Science, Nature e Cell e ammette che la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano ad una cerchia ristretta.

Dunque la ricerca scientifica per il premio Nobel, sarebbe tuttaltro che indipendente, questa laccusa di Randy Sheckman che incalza sostenendo che ormai le riviste scientifiche non pubblicano contenuti in base alle ricerche ma in base allinteresse legato alle vendite.

In questo modo si crea un circolo vizioso perché anche i ricercatori sono spinti a modificare i risultati ottenuti e il loro lavoro per vedere pubblicate le loro ricerche, ed è per questo che il premio Nobel è convinto che questa sorta di supervisione deve essere eliminata soprattutto per il bene della ricerca scientifica.


Randy Schekman:


Randy Wayne Schekman  statunitense biologo cellulare Presso la University of California, Berkeley Proceedings ed ex Direttore della Rivista della National Academy of Sciences.
Studi : Università della California, Los Angeles , Università della California, San Diego , Università di Stanford
Premi : Premio Nobel per la medicina , Premio Louisa Gross Horwitz




giovedì 12 dicembre 2013

"SE VOI LEGGETE SOLTANTO LIBRI CHE TUTTI STANNO LEGGENDO, VOI POTETE PENSARE SOLTANTO CIO' CHE TUTTI GLI ALTRI PENSANO"



"Una coppia sta facendo una passeggiata sulla spiaggia, in una giornata tiepida con un forte sole e senza vento. Fino al giorno prima c'èra stata tempesta e ampie mareggiate. La spiaggia oceanica è costellata di stelle marine che le onde potenti hanno vomitato sulla battigia. La donna prende a un certo punto una stella marina e la ributta in acqua. L'uomo le chiede: "che cosa fai?". E lei risponde: "E' un animale vivo, anche se invertebrato è pur sempre un animale, fuori dall'acqua sopravvive per almeno due giorni, è ancora vivo. Se ne muoiono tante si spezza l'equilibrio armonico della natura". L'uomo non dice nulla. Proseguono nella loro passeggiata e ogni tanto lei ne sceglie una e va a rimetterla nell'acqua. A un certo punto, l'uomo le dice: "Tu sei matta! Non penserai mica di produrre una qualche differenza per il fatto che rimetti in acqua qualche stella marina! Che differenza fa?".
Lei lo guarda e gli dice: "Prova a chiederglielo a quelle stelle marine se fa o non fa differenza!".


di: Sergio Di Cori Modigliani


Considerando la citazione di Murakami, nell'immagine qui sopra in bacheca ("se voi leggete soltanto i libri che tutti stanno leggendo, voi potete pensare soltanto ciò che tutti gli altri stanno pensando") si potrebbe sostenere che l'attuale situazione politica italiana corrisponda alla perfezione a quella del mondo mentale in cui vivono Fabio Volo, Maurizio Gramellini, Luciana Litizzetto, Bruno Vespa e il resto della compagnia cantante che vi guarda dagli scaffali delle librerie, che ben giustifica il fatto che il nostro paese abbia raggiunto nel 2013 il penultimo gradino in occidente come indice di lettura. L'ultimo paese è il Guatemala, la nazione più violenta e degradata del continente americano.
Il Censis ha sintetizzato lo stato della nazione definendoci un "paese sciapo e infelice". Considero questa definizione come la caratteristica di ogni etnia che abbia dimenticato il piacere del racconto, il gusto per la narrazione, la volontà di conoscere mondi mentali altri attraverso la lettura di romanzi.
I dati ufficiali parlano chiaro: negli ultimi quindici mesi sono stati pubblicati e distribuiti circa 800 nuovi titoli relativi alla crisi economica, scritti da economisti, giornalisti esperti in materie economiche, aspiranti economisti, economisti professionisti, economisti dilettanti.
Inevitabile sentirsi sciapi e infelici.
E' il risultato di una diabolica e ben ideata trappola del potere oligarchico che si è avvalso della indispensabile collaborazione della cupola mediatica per far credere agli italiani che la crisi nella quale il paese è precipitato sia di natura economica. Non lo è.
Se così fosse, quella minima percentuale (8%) che possiede il 72% della ricchezza collettiva, già da lunghissimo tempo avrebbe preso i componenti dell'intera classe politica dirigente, li avrebbe legati con una fune, li avrebbe buttati nel mare Mediterraneo con un bel calcione e li avrebbe sostituiti con altri soggetti in grado di varare le necessarie riforme per la ripresa della nazione.
Invece, questa classe politica è stata, ed è tuttora, perfettamente funzionale ai loro interessi.
Tanto è vero che gli stessi dati del Censis ci informano che il 6% della popolazione italiana (i più ricchi, tanto per intendersi) nel 2011 hanno aumentato la propria quota di ricchezza nell'ordine dell' 11% rispetto al 2010; nel 2012 del 17% e in questo 2013 viaggiano verso un pimpante 23%, poichè, le loro tasse si sono abbassate del 9% e godono di nuovi incentivi, sconti, privilegi.
L'Italia, come nazione, è la terza al mondo (dopo il Giappone e la Gran Bretagna) come quantità di consumo interno nel genere lusso (gioielli, mobili antichi, automobili da 80.000 euro in su, yacht da diporto, compravendita di immobili di prestigio, alta moda firmata, collezionismo, arte antica e moderna) e prima al mondo sia come volume d'affari che come quantità di prodotti venduti nella sezione "alta qualità del consumo interno nel genere lusso".
L'Italia è ancora la più ricca nazione d'Europa, con il più alto numero in assoluto di miliardari e la più vasta quantità di depositi bancari del continente, che superano un milione di euro in risparmio contante.
La composizione sociale di questa classe anonima è molto diversa rispetto a 30/40 anni fa, quando la matrice aristocratica,  insieme al patrimonio familiare, tramandato attraverso i secoli, svolgeva ancora un ruolo importante in campo finanziario, economico, produttivo e  investiva nella cultura.
Tra tutte le nazioni ricche d'occidente (le prime 20) l'Italia è oggi quella con la più bassa e triste percentuale di investimento da parte dei ricchi nel campo dell'editoria, del cinema, del teatro, della ricerca scientifica, dell'arte, insomma della cultura e dell'innovazione. Quasi nulla:  viaggia intorno a un 1% (in Usa è il 26%, in Francia è il 29%, in Gran Bretagna è il 22%).
A mio modesto parere, si trova in questa analisi scomposta dei dati la chiave della infelicità.
E' stato calcolato che negli ultimi 30 anni c'è stato un sommovimento di capitali familiari dell'ordine di circa 5.000 miliardi di euro che hanno dato vita a nuove famiglie e dinastie la cui caratteristica principale consiste nella scelta di non investire in attività culturali e scientifiche. Il motivo è semplice e banale: sono territori che non frequentano, sono dimensioni che non praticano, sono spazi mentali che non si sono mai insediati nella loro mente.
La corruttela è il loro più grande alleato, poichè, grazie alla diffusione di massa della corruzione sia istituzionale che privata, si sono assicurati la garanzia di un crollo della domanda interna sia di cultura che di arte e di scienza. Non essendoci offerta, poco a poco la domanda ha cominciato a diventare sempre più timida, si è poi trasformata in una caratteristica a dir poco eroica, e alla fine è svanita nel nulla.
Da qui, secondo me, il sapore sciapo dell'esistenza degli italiani.
Questa nazione vive ormai dando per scontato che si può esistere senza grandi romanzieri, grandi registi, grandi pittori, grandi fotografi, grandi designer, grandi architetti, grandi intellettuali, grandi ingegneri, grandi scienziati. Tutti questi esistono pure, ne sono sicuro, il genio italiano creativo è un fatto e un dato reale della nostra splendida e martoriata etnia, ma vivono suddivisi in due ampie fasce: quella degli auto-esiliati all'estero, dove vengono sempre apprezzati e riconosciuti e quella dei clandestini invisibili in patria.
La crisi economica, quindi, è il risultato di una crisi di valori, forse pianificata, voluta, architettata in maniera strategica (o forse no) che ha portato all'accumulo di ricchezza e alla sottrazione di capitali di qualità da investire nel mercato interno.
L'Italia non scomparirà, finirà per diventare come l'Arabia Saudita dove il 2% della popolazione possiede il 97% della ricchezza collettiva e il 98% della popolazione se la deve cavare distribuendosi il 3%.
Questa è la tendenza in atto nel nostro Paese.
E ci vogliono far credere che sarà una teoria economica (e perfino una teoria monetaria) che risolverà  i problemi.
L'Italia può uscire domattina dall'euro, uscire dalla Unione Europea, staccarsi con una sega dalle Alpi diventando un' isola: non cambierebbe nulla.
Perchè non è quello il problema.
Il vero problema è la scomparsa dei valori di riferimento culturali trainanti, la genesi di un immaginario collettivo analfabeta, privo di sostanza ma pieno di illusioni, la rinuncia, da parte dei soggetti politici, dei partiti, dei sindacati, a chiedere e pretendere l'unica risposta sensata, pragmatica, efficace: una redistribuzione immediata e più equa della ricchezza nazionale, esigendo che coloro che detengono la ricchezza investano sul territorio nazionale, a lungo termine, nei campi strategici della ideazione e della manifattura italiana, dall'arte all'agricoltura, dalla scienza all'innovazione.
Per far ciò non c'è bisogno di leggi, è necessario un cambio di passo nella prospettiva, alimentando la mente che compone l'immaginario collettivo del paese di nuove suggestioni.
La doppia aggettivazione del Censis (non a caso passata in cavalleria senza neppure una intervistina di due minuti ai ricercatori che l'hanno condotta, chiedendo loro ulteriori dati a suffragio della statistica) quella del paese "sciapo e infelice" è stato un input forte e poteva e doveva essere una buona occasione di riflessione collettiva, chiamando la classe dirigente imprenditoriale ad assumersi le proprie responsabilità.
Senza investimento nella cultura e nella scienza, senza redistribuzione della ricchezza operativa, che non peschi soltanto nelle clientele partitiche, questo paese non ha neppure una probabilità su cento di riprendersi mai. E non serve a nulla leggere avidamente interminabili serie di grafici, numeri, teorie, statistiche proiettive, se non si comincia ad modificare le sinapsi del proprio immaginario collettivo, sottraendosi alle sirene ormai sfiatate della cupola mediatica, che impone ormai il veleno della falsa idea di una crisi economica che sta producendo sfracelli.
C'è una salda oligarchia al comando che se la passa benissimo, che è contentissima di come vanno le cose e che investe la propria energia e quattro soldi quattro per abbassare il livello e far sì che non parta mai la domanda.
Così in Italia, oggi.

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lunedì 9 dicembre 2013

L' ENERGIA ODICA: Lettere sull'OD e il magnetismo di Karl Von Reichenbach



Karl Von Reichenbach (1788 – 1869), possiamo definirlo il capostipite  dei moderni “scienziati maledetti”.  Ma chi sono e perché si definiscono così?
E’ presto detto:  la “scienza ufficiale” ha delineato da molto tempo  ormai, confini prestabiliti per accreditare oppure screditare studi e ricerche nell’ambito delle scienze umane. Arbitrariamente, secondo canoni e dogmatismi via via accondiscendenti con il pensiero politico, religioso ed economico del momento, si celebrano oppure si distruggono i pensatori e gli uomini di scienza che avanzano idee nuove per un mondo nuovo ed un uomo nuovo.
Potrei fare un lungo  elenco di scienziati innovatori, gettati nel fango e relegati nell’oblio per non ledere l’interesse economico-politico, piuttosto che il prestigio e la cattedra dei falsi depositari della sapienza,  tuttavia mi limiterò solo a tre esempi epigoni ed affini a Von Reichenbach del quale, sono certo, conoscevano perfettamente gli studi:

NIKOLA TESLA (1856-1943)

WILHELM REICH (1897-1957)

SEMEN DAVIDOVICH KIRILIAN (1898 – 1978)

Ho menzionato questi tre scienziati (scienziato= La parola "scienziato" era già sporadicamente in uso nel Seicento anche se, fino al Settecento, chi si occupava delle scienze naturali veniva chiamato principalmente naturalista oppure "filosofo naturale". L'introduzione del termine "scienziato", nel senso a noi oggi noto, risale al filosofo e storico della scienza William Whewell, il quale propose la nuova parola nel 1834 in una recensione di un libro di Mary Somerville. La necessità di un nuovo nome per chi praticava la "filosofia naturale" fu data dai diversi ruoli che gli studiosi della natura, della matematica, della fisica, della chimica e della biologia cominciavano ad assumere nelle imprese e nelle amministrazioni pubbliche di molti stati europei a partire dall'Illuminismo), poiché sono quasi contemporanei di Von Reichenbach, e ne hanno raccolto il testimone. Poi il progresso (oppure l’involuzione dipende dai punti di vista) scientifico ha fatto il “vuoto” in una sostanziale ed incontrovertibile stagnazione nel meccanicismo che ha avuto la meglio sull’ organicismo, come ho ribadito qualche giorno fa:


Oggi però sento nell’aria un profumo nuovo di cambiamento che arriva a noi direttamente con le parole di coloro che, solo apparentemente, sono stati dimenticati. In realtà la verità non muore mai e come un fiume sotterraneo prima poi torna in superficie.

Buona lettura

MLR


L'ENERGIA ODICA

"Lettere sull'OD e il magnetismo"

di Karl Von Reichenbach





Un concentrato delle straordinarie ricerche di Reichenbach sulla misteriosa Forza Odica, da lui scoperta ma osteggiata a priori dalla "Scienza Ufficiale" del suo tempo.

DESCRIZIONE DEL LIBRO:

“ L'Energia Odica è una particolare manifestazione dell'energia eterica, e ne è anche l'aspetto meno compreso. Reichenbach descrive la straordinaria scoperta dell'Od, o Forza Odica. L'energia odica può essere percepita con la vista e il tatto, ed è visibile da tutte le persone con un minimo di sensitività, a condizione di essere nella più totale oscurità e dopo almeno due ore di adattamento della vista al buio totale. A tale scopo Reichenbach aveva adattato una stanza del suo castello di Reisenberg a camera oscura, schermandola totalmente dalla luce esterna, e in essa sperimentò per anni con soggetti ritenuti sensitivi in base a determinate caratteristiche da lui notate.
La forza Odica appare ai soggetti sensibili come una tenue luminosità, un'aura che circonda gli esseri viventi, emanata soprattutto da mani, piedi e testa; ma è emessa anche dalle estremità dei cristalli e dei magneti, simile a una fiamma variamente colorata. La luce odica è bipolare, cioè si manifesta con due diverse caratteristiche: quella della estremità superiore dei cristalli e del polo nord dei magneti è detta od-negativa, e alla vista appare di colore blu, mentre quella od-positiva è emessa dalla base dei cristalli e dal polo sud dei magneti, ed è di colore rosso-giallastra.
Reichenbach ha scoperto che anche tutti gli esseri viventi sono odicamente polarizzati, maggiormente sui due lati destro e sinistro del corpo, e pure in verticale (metà superiore e inferiore), e davanti-dietro (metà anteriore e posteriore). Le metà destra-superiore-anteriore risultano essere od-negative, mentre quelle sinistra-inferiore-posteriore sono od-positive. L'energia odica può essere inoltre percepita con il senso del tatto, al quale dà due diverse sensazioni, secondo la combinazione delle polarità: l'incontro di Od opposti dà una lieve sensazione di piacevole frescura che, se mantenuta, si diffonde nel braccio e rinvigorisce; invece l'incontro di Od simili è percepito come un tepore sgradevole che, se prolungato, indebolisce e provoca nausea.
Osservando diversi materiali e sostanze chimiche i sensitivi riferirono a Reichenbach che anche questi avevano una loro luminosità caratteristica, però di un solo colore, e davano loro sensazioni del tutto peculiari e riconoscibili. Reichenbach scoprì inoltre che la forza Odica viene liberata anche dalle reazioni chimiche di ogni genere, dalla vibrazione acustica, dall'attrito e dall'elettricità, sempre con le stesse caratteristiche unipolari. Reichenbach si rese conto, attraverso i suoi sensitivi, che anche la normale luce è odicamenre carica: quella solare ha entrambe le componenti od-positive e od-negative, associate ai colori dell'iride, e come questi possono essere separate attraverso un prisma; invece la luce lunare è solo od-positiva.
Studiando le reazioni dei sensitivi, Reichenbach fece altre importanti scoperte: essi erano in grado di percepire l'Od prodotto dall'attrito dell'acqua che correva nel sottosuolo, e l'Od emanato dai metalli, e ciò spiega il fenomeno della rabdomanzia; e ancora: la terra stessa è odicamente polarizzata secondo l'orientamento magnetico; molti malati allettati, e persone anche solo leggermente sensitive soffrono di insonnia e inutili disagi (a volte anche gravi) solo a causa di un errato orientamento di letti, divani, poltrone e sedie, rispetto all'Od terrestre; e ancora tante altre affascinanti scoperte…

Nel libro L'ENERGIA ODICA sono riportate quasi tutte le straordinarie e meticolose ricerche di Reichenbach, con l'aggiunta di figure e note esplicative. Una appendice di tabelle tratte dall'opera maggiore di Reichenbach estende e completa gli elenchi delle caratteristiche odiche. Seguono appendici con una interessante biografia del barone scienziato, l'elenco delle sue opere, un'altra di libri su vari aspetti dell'energia eterica, e infine una guida con consigli e idee per sperimentare con l'Energia Odica.”


venerdì 6 dicembre 2013

ADDIO A NELSON MANDELA

E' SCOMPARSO  NELSON  MANDELA 

una vita per la libertà : Nelson Mandela ha investito tutto il suo essere, tutto il suo corpo e tutta la sua anima in nome della libertà, libertà del suo popolo, ma libertà come emblema per tutti gli esseri umani.
Un simbolo vivente che ha acceso in ogni luogo sulla Terra la speranza, ma soprattutto il desiderio di vedere gli uomini liberi : liberi da soprusi, liberi dalla cattiveria, liberi da ogni fardello che annichilisce l'uomo.
La sua statura morale è fuori discussione, aldilà del tempo,  aldilà delle sbarre di ogni tipo, sbarre fisiche di ferro o sbarre concettuali.
La sua determinazione irrevocabile e inscalfibile ha portato alla fine reale dell'apartheid. Un concetto nuovo e vibrante continua scuotere il mondo, in ogni angolo ogni essere umano sà che c'è stato Nelson Mandela, che qualcosa si salva, che qualcosa si può cambiare, che l'umano che è nell'uomo può riemergere in qualsiasi momento in ogni uomo.

TI RINGRAZIAMO  NELSON , INSIEME A TUTTO IL SUD AFRICA E A TUTTI GLI UOMINI, IN UN ETERNO ABBRACCIO CHE AVVOLGE TUTTA L' UMANITA'

Chi vuol seguire la Pace, la segua,   con un primo passo

m.z






yahoo.it:

"Un eroe che non ha mai smesso di credere nell’ uguaglianza degli esseri umani e nella giustizia. La storia ricorderà così Nelson Mandela. Simbolo del Sudafrica e dellabattaglia (vinta) contro l’apartheid, "Madiba" è stato un punto di riferimento per la lotta al razzismo in tutto il mondo. 
Ha condotto gran parte della sua azione politica dietro le sbarre di un carcere. E quando gli fu offerto di essere scarcerato in cambio della rinuncia all’attività per il suo popolo, rifiutò e continuò a combattere."





mercoledì 4 dicembre 2013

MARCO TODESCHINI : LO SCIENZIATO DEL FUTURO



di: Massimo Teodorani

da: Spaziodinamica e psicobiofisica:

Dallaltro versante la scienza ufficiale anche quella dei giorni nostri se si fa eccezione per pochi centri di eccellenza sparsi in qua e in là nel mondo, nega in maniera fideistica e antiscientifica lesistenza di fenomeni del genere, preferendo trincerarsi dietro il fragile velo di un paradigma scientifico ormai in pezzi, che sta in piedi solo ed esclusivamente per il sistema politico-economico e istituzionalmente religioso che lo alimenta e lo vuole ancora funzionante. Nonostante questo, menti eccelse, coraggiose e determinate, proprio come quella di Todeschini, proseguono indipendentemente al puro e semplice scopo di creare una scienza al servizio dellumanità, una scienza comprensibile a tutti e unificata in tutte le sue branche.


Todeschini dedicò tutta la vita a lanciare la palla, quella palla che nessuno o quasi prima di lui aveva avuto il coraggio di maneggiare. Noi adesso dobbiamo raccoglierla e, dopo avere studiato a fondo pregi e difetti delle teorie più recenti riguardanti sia la struttura dellUniverso che i meccanismi fisiologici e psichici che regolano la vita degli esseri viventi, dobbiamo sviluppare analiticamente tutta la parte matematico-sperimentale, allo scopo soprattutto di risolvere i problemi la cui essenza era stata ben compresa con abile e impareggiabile sintesi da Marco Todeschini. In tal modo potremmo essere in grado di sviluppare una nuova tecnologia, e non solo espandere le nostre conoscenze astratte sulla natura della realtà. La tecnologia è il miglior vettore per trasmettere la scienza direttamente alle masse. E noi nellUniverso esistiamo non solo per conoscerne i meccanismi, ma anche per usarli in maniera tale da vivere una vita completa, fatta non solo di pensiero, ma anche di azione diretta. Sicuramente altri nellUniverso sono riusciti in questo intento. Forse si potrebbe partire dal progetto di Todeschini sul suo motore a forza propulsiva centrifuga, e vedere cosa riusciamo a ottenere con una tecnologia più aggiornata di 60 anni?

Concludiamo questa breve digressione sullopera di Todeschini direttamente con le sue parole che   riassumono tutti i risultati raggiunti dalla Spaziodinamica e dalla Psicobiofisica:
«Scoperto il primo bivio davanti al quale si è trovata la scienza moderna [seguire la via di Cartesio o seguire la via di Newton], ho scartate entrambe le vie in cui si biforcava e seguendo invece il filo di Arianna delle sensazioni, sono giunto ai seguenti eccezionali risultati: 1) Ho identificato tutti i fenomeni fisici in particolari movimenti di spazio fluido e ne ho dedotte tutte le leggi da quella basilare della fluidodinamica. 2) Ho riformato il metodo sperimentale di Galileo, ampliandolo sino a considerare non solo i fenomeni fisici oggettivi, ma anche quelli spirituali che sorgono nel soggetto osservatore. 3) Ho scoperto la meravigliosa tecnologia elettronica di tutti gli organi del corpo umano. 4) Ho dato le dimostrazioni scientifiche che non esistono solo realtà materiali, ma esistono anche quelle spirituali che dominano e splendono nellUniverso intero».
Cè da sperare che in un futuro più o meno prossimo qualcun altro abbia il fegato di mettere a punto una così imponente architettura scientifica, e di lottare tenacemente affinché le idee della nuova scienza possano farsi strada in una società tuttora decadente sia sul piano morale che ecologico bisognosa di riappropriarsi della vita nella più profonda accezione del termine. Noi non siamo robot asserviti come qualcuno vorrebbe farci diventare, noi siamo esseri di spirito calati in un corpo nellambito di un misterioso meccanismo che solo una scienza completamente riformata e moralizzata potrà risolvere. Al servizio dellumanità nella sua interezza, certamente non di lobby di potere.
La resistenza contro qualunque nuova idea è proporzionale al quadrato della sua importanza

Bertrand Russell


CHI E’ MASSIMO TEODORANI:


Massimo Teodorani, astrofisico di Cesena, ha lavorato presso gli osservatori di Bologna e Napoli occupandosi dal punto di vista osservativo interpretativo di varie fenomenologie eruttive di tipo stellare, in particolare delle protostelle di tipo FU Orionis e di stelle Novalike.
Successivamente, al radiotelescopio di Medicina del CNR ha svolto ricerche sulla riga spettrale dell'acqua a 22 GHz in candidati pianeti extrasolari. In parallelo alla ricerca astrofisica ha condotto ricerche in fisica dei plasmi atmosferici con particolare interesse per il "fenomeno luminoso di Hessdalen", dove come direttore scientifico ha svolto diverse missioni sul campo. Svolge tuttora ricerche teoriche nel campo del progetto SETI e prosegue la sua ricerca sulla fisica dei fenomeni luminosi anomali.

lunedì 2 dicembre 2013

ORGANICISMO VS MECCANICISMO


E UN VIZIO LO SO !
SOPPORTATEMI SE POTETE.
RITORNO SEMPRE LI COME UN PEZZO DI FERRO NEI PARAGGI DI UNA POTENTE CALAMITA.
OSSERVARE LA REALTA SIGNIFICA ISOLARSI IN SILENZIO ED IMPEGNARE TUTTE LE ENERGIE POSSIBILI PER CERCARE DI COMPENETRARE LORGANIZZAZIONE DELLUNIVERSO. QUESTO E QUELLO CHE TENTA DI FARE LA FISICA IN GENERE, MA PIU PROPRIAMENTE LA FISICA QUANTISTICA.
GRANDI MAESTRI IN QUESTO CAMPO, MI HANNO INSEGNATO A NON OSSERVARE IN MODO ASETTICO, MATERIALISTA E SENZA SENTIMENTO, PERCHE LUNIVERSO NON E REGOLATO DAL MECCANICISMO, MA AL CONTRARIO DALORGANICISMO.
LUNIVERSO ESPLICATO VIENE PARTORITO ORGANICAMENTE DALLIMPLICATO IN UN ATTO CREATIVO SENZIENTE.
ECCO QUINDI IL SEGRETO DELLA CORRETTA OSSERVAZIONE.
SEMPLICE, ELEMENTARE COME LA NATURA CHE ABBIAMO SOTTO GLI OCCHI QUOTIDIANAMENTE.

MLR

  
Negli anni cinquanta del Novecento il fisico David Bohm propose un'affascinante interpretazione olistica della meccanica quantistica, che faceva da contraltare alla visione ortodossa, la cosiddetta Interpretazione di Copenhagen. Basil Hiley, assistente e collaboratore di Bohm, racconta perché non si può fare a meno di confrontarsi con questa teoria.

Intervista di:  George Musser



BH: Sì, non è niente di simile. Non si tratta di meccanicismo, ma di organicismo. La natura è più organica di quanto pensiamo. Solo allora si può capire perché la vita ha avuto origine: solo se la natura è organica, in essa vi è la possibilità di una vita.
Seguimi in questo ragionamento: stiamo cercando una particella fondamentale. Così dividiamo la materia in atomi, e pensiamo: ecco dove si trova la vera essenza della natura. Rutherford spaccò l'atomo e trovò il nucleo. OK. Il nucleo è dove risiede la materia. Poi si guarda all'interno del nucleo e si trovano i neutroni. OK, ora ci siamo! Ma poi troviamo i quark, ma i quark non si lasciano afferrare. Prendiamo un protone, un anti-protone, li facciamo collidere e... puf ! Compare la radiazione. Allora, dove è la solidità della materia? Dove si trova? Perché comunque cerchiamo di afferrarla ?

GM: ...ci sfugge tra le dita.

BH: Sì, è ciò che percepiamo. E non è tutto. Ciò che la vecchia fisica classica dice è che vogliamo "stare fuori", e guardare ogni cosa, come Dio, come se non fossimo lì. Ma non possiamo. Siamo lì, che ci piaccia o meno. Siamo dentro guardando fuori, non fuori guardando dentro. Ciò che è implicito non si può spiegare, ma è necessario avere diversi punti di vista, proprio perché siamo "dentro". Non si può stare al di fuori, si può avere solo una visione parziale.
Quando tengo una conferenza su questo argomento, uso sempre quella classica illusione in cui si può vedere sia una elegante signorina sia una donna anziana. Le linee del disegno sono sempre le stesse, ma il loro significato dipende da come viene esplicitato un ordine rispetto all'altro. Perché un sacco di cose si basano su cose che non si possono spiegare nello stesso momento. La natura è tale che non si può effettivamente esplicitare posizione e quantità di moto allo stesso tempo.

GM: In un certo senso, creiamo quella particella?

BH: Questa è una domanda molto interessante. Creiamo ciò che vediamo? Forse sì. So che la gente dice: "Beh, è tutto soggettivo". Ma ci sono solo alcune cose che puoi fare. Non è possibile fare magie, ma solo riordinare le cose. È possibile riorganizzare le cose quando si sta costruendo la realtà. Stiamo riorganizzando i processi. Noi siamo parte del processo.

http://www.lescienze.it/news/2013/11/16/news/reale_unitario_fisica_quantisticabasilio_hiley-1889812/

SE TI E' PIACIUTO QUESTO POST NON PUOI PERDERE:

LA VERA STORIA EVOLUTIVA DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA
DI MARCO LA ROSA
E' UN'EDIZIONE OMPHILABS
ACQUISTABILE DIRETTAMENTE DAL SITO OMPHILABS ED IN LIBRERIA


http://www.omphilabs.it/prod/L-UOMO-KOSMICO.htm


domenica 1 dicembre 2013

IL FUTURO DEI DROIDI


di: Dott. Giuseppe Cotellessa (ENEA)

Il procedimento del brevetto può risultare utile in quest’interessante applicazione.

IL FUTURO DEI ROBOT UN MISTO DI DROIDI  PROTOCOLLARI E “ASTRODROIDI”, SPECIALIZZATI NELL’INTERFACCIARSI CON OGNI SORTA DI COMPUTER, ATTIVARE MACCHINARI COME ASCENSORI ED ELETTRODOMESTICI DI CASA, SISTEMI DI PRIMA MEDICAZIONE NONCHE’ ABILI NELLE RIPARAZIONI ECC…  NELLA FAMOSA SAGA FANTASCIENTIFICA DI “GUERRE STELLARI”, “R2-D2” E “C-3PO” SEMBRAVANO UN FUTURO IRRAGGIUNGIBILE...INVECE…




NEC Shows Off New Papero Petit Robot



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NEC's cute communication robot, Papero, is getting a new lease on life. Japanese electronics giant NEC has announced an initiative called the Papero Partner Program, calling for research and business partners to help develop apps and distribute the robot to end users. Along with this announcement, NEC debuted the Papero Petit, the newest model of the robot.
What exactly is a communication robot? In recent years, NEC has positioned PaPeRo as a robotic assistant for the elderly. In experiments conducted at nursing homes, the robot would pipe up from time to time to remind people of their daily routines, like when to take their medication. It also connected with a pedometer to encourage a more active lifestyle by announcing how far a person walked in a day, and could take measurements like blood pressure.
The new robot, Papero Petit, stands 24 centimeters (9.4 inches) tall and weighs 1.3 kg (2.8 lbs)—about half the size of earlier models. It combines multiple sensors (cameras, ultrasonic range finders, temperature sensor, and microphones) to detect people and look in their direction even in complete darkness. The robot can recognize faces and has between 80 to 90 percent success rate at speech recognition.
But the biggest change is that, unlike earlier versions, Papero Petit is stationary, so it can no longer follow you from room to room like a cute little R2-D2. NEC hopes the robot can be improved with new features by connecting to the cloud to access software and computing resources. Family members could, for example, send text messages to the robot, which would read them aloud to their grandparents. NEC has already developed the app with NTT Docomo, one of Japan's largest telecommunications companies.



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NEC is looking for more partners to help develop apps targeting a wide assortment of uses, from home security to health care. The company also wants to find partners to provide Papero to end users, renting the robot on a monthly basis. NEC says the monthly fee will likely be less than 10,000 yen (approximately US $100), and could include NTT Docomo wireless Internet, since many nursing home residents aren't online. NEC hopes to grow the business to 10 billion yen over the next three years.

Papero, whose name stands for Partner-type Personal Robot, was originally developed in 2000, following a prototype a few years earlier. Since then, NEC has improved the robot's software capabilities, revised its hardware, and used it in numerous experiments at care facilities and in smart homes. Despite these ongoing developments, the robot has never been made available to the public. The new business model seeks to change that, and if things work out, it could lead to Papero Petit arriving in homes and stores across Japan.