IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

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LA NUOVA CONOSCENZA

mercoledì 25 maggio 2011

VI SPIEGO PERCHE' DEVOLVO IL MIO 5 X 1000 ALLA FONDAZIONE DI BELLA


Metodo Di Bella: perché e come funziona

di Giuseppe Di Bella

Al Terzo Congresso Mondiale di Oncologia di Singapore del giugno 2010, sono stato invitato a presentare una relazione sul Metodo Di Bella (MDB) – di cui riporto una sintesi – per spiegare composizione, basi scientifiche e conferme cliniche del MDB. Il Metodo Di Bella è un'oncoterapia biologica razionale con impiego sinergico di Somatostatina e/o Octreotide (analogo) (inibitori del GH, ormone della crescita e dei fattori di crescita (GF) GH dipendenti), Bromocriptina e/o Cabergolina (inibitori della Prolattina), Melatonina, Retinoidi ,Vitamine E, D3, C, Condroitinsolfato, Calcio, minimali dosaggi apoptotici (che inducono l’invecchiamento e morte cellulare, quindi fisiologici) non citolitici (letteralmente dosaggi di chemio che “spaccano” le cellule) di Ciclofosfamide o Oncocarbide. A Singapore ho illustrato il razionale del MDB, e ho documentato i risultati su 553 casi di 29 istotipi ( tipi di tumore) diversi.

Tratto da Scienza e Conoscenza n. 35.

Contrariamente alla disinformazione ampiamente diffusa dalla propaganda dei circoli di potere, il Metodo Di Bella antitumorale, non è ”alternativo”, nell’accezione comune del termine, ma rappresenta l’integrazione funzionale e la razionale convergenza delle conoscenze medico-scientifiche definitivamente acquisite, e delle emergenti evidenze scientifiche, in una clinica affrancata da inquinamenti politico-finanziari.

Scopo del MDB è cercare di superare l’elevata tossicità e la limitata efficacia delle attuali terapie mediche del cancro valorizzando molecole biologiche di elevata efficacia e bassa tossicità oggi sottovalutate in oncoterapia, il cui documentato effetto antitumorale è esaltato dal reciproco sinergismo.

Oggi la sopravvivenza, è essenzialmente dovuta alla chirurgia, ed è del 29% a 5 anni (Richards et al, BMJ. 2000 Apr 1;320(7239):895-8.). Di questo 29% solo il 2,5% è dovuto alla chemio, (Morgan et al, 2004 Dec;16(8):549-60). Questo studio si basa su 14 anni di osservazione, 225.000 pazienti, 22 varietà tumorali. Metà dei sopravvissuti per 5 anni, nel lungo termine muore per tumore (Lopez et al, Gac Med Mex. 1998 Mar-Apr;134(2):145-51). La sola chemioterapia, senza chirurgia, consente pertanto solo al 2,1% - 2,5% di raggiungere i 5 anni. Dai recenti congressi dell’American Society of Clinical Oncology emerge chiaramente il dato che nei tumori solidi gli anticorpi monoclonali (i famosi “farmaci intelligenti di provata efficacia” e di ultima generazione, impropriamente definiti” biologici”) consentono in media un incremento della sopravvivenza di circa due mesi, e solo in rari casi si raggiungono o superano i quattro mesi.

Con Melatonina, Retinoidi, vitamine E, D3, C, componenti della ECM (matrice extracellulare), il MDB potenzia quei mezzi che la Fisiologia considera essenziali per la vita. Queste molecole differenzianti esercitano sinergicamente anche un ruolo antiangiogenico e antiproliferativo. Questo effetto è sinergicamente potenziato da Somatostatina e/o analoghi mediante la regolazione negativa di molecole altamente mitogene come il GH e i fattori di crescita GH dipendenti. Concorrono al sinergismo antiproliferativo e antiangiogenico Cabergolina e/o Bromocriptina, inibitori della Prolattina, ormone mitogeno ubiqitario. Il MDB prevede minimali dosaggi apoptotici, non citotossici e non mutageni di Ciclofosfamide o Oncocarbide, la cui tollerabilità è esaltata dalla Melatonina (MLT) e dalle vitamine del MDB.

Sono riportati i risultati preliminari di uno studio osservazionale retrospettivo su 553 pazienti con 29 diversi istotipi, trattati con MDB. In tutte le neoplasie – anche se con rilevanti differenze tra di esse – il MDB ha conseguito, senza alcuna rilevante tossicità, un evidente miglioramento della qualità di vita e un netto incremento delle mediane di sopravvivenza per ogni patologia e stadio rispetto ai corrispettivi dati della letteratura relativi alla chemioterapia e/o anticorpi monoclonali.

Gli attuali dati della letteratura sulla chemioterapia documentano un’elevata tossicità e una percentuale di mortalità denunciata anche da un’agenzia della Reuters Healt (Wesport, CT 2001-05-17: “Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen”). Il dato è confermato da uno studio sui protocolli chemioterapici delle malattie linfoproliferative (Atra et al, 1998) che riporta l’undici per cento di decessi non causati dal tumore ma unicamente da chemioterapia .

Il MDB persegue tre obiettivi essenziali:

a) la difesa dall’aggressione neoplastica;

b) l’inibizione della proliferazione neoplastica;

c) il contrasto della spiccata tendenza mutagena del fenotipo neoplastico.

La difesa

Il MDB asseconda ed esalta le reazioni vitali e l’omeostasi (misure che l’organismo attua per difendersi da aggressione interne o esterne) antitumorale per metterle in condizione di contrapporsi alla insorgenza e progressione neoplastica.

Il tumore è deviazione dalla vita normale, per cui occorre riportare le reazioni deviate verso la norma, attraverso il potenziamento di tutti quei mezzi che la Fisiologia considera essenziali per la vita.

Il MDB persegue questo obiettivo attraverso innovative formulazioni e criteri d’impiego della MLT (complessata con Adenosina e Glicina), di retinoidi solubilizzati in Vitamina E, oltre a Vitamine C, D3, e componenti della ECM. Inserendo componenti apolari come il Betacarotene e la vitamina E tra i fosfolipidi di una membrana cellulare, la si stabilizza preservandola da danni ossidativi e dai radicali liberi

Inibizione della proliferazione neoplastica

L’espressione recettoriale (punto della cellula su cui agiscono le sostanze) ubiquitaria della Prolattina e del GH (ormone della crescita) rappresenta uno degli aspetti del ruolo mitogeno (di induzione tumorale), diretto e generalizzato, di queste molecole.

La proliferazione cellulare sia fisiologica che tumorale è strettamente dipendente dalla Prolattina; dal GH, massimo fattore di crescita; e da Fattori di Crescita, molecole mitogene GH dipendenti, da esso positivamente regolate, come EGF, FGF, HGF, IGF1-2, NGF, PDGF, TGF, VEGF; oltre che da fattori di crescita prodotti dall’apparato gastrointestinale, come VIP, CCK, G. Sia la proliferazione cellulare fisiologica, che quella neoplastica, avvengono per mezzo di queste stesse molecole, che la cellula neoplastica utilizza però in rapporto esponenziale rispetto a quella sana. La proliferazione incontrollata, anche se in misura diversa, caratterizza tutte le neoplasie.

L’impiego della somatostatina e analoghi, agendo sulla crescita, denominatore comune a ogni tumore, deve trovare indicazione razionale in ogni neoplasia. In molti tumori, non solo in quelli neuroendocrini, è stata documentata un’espressione recettoriale per la somatostatina.

Fattori causali dell’oncogenesi (insorgenza del tumore) sono i danni cromosomici che comportano, in varia misura, inattivazioni di geni oncosoppressori: CD44, Bcl-2, p53, oltre che delle Caspasi 3-8, elementi chiave della cascata apoptotica (reazioni che portano a invecchiamento e morte della cellula). La regolazione negativa degli oncosopressori (sostanze naturali che si oppongono all’insorgenza e progressione del tumore) è antagonizzata da componenti del MDB. La letteratura ha integralmente confermato i sinergici meccanismi d’azione antineoplastici differenzianti, citostatici, antiproliferativi, antiangiogenici e antimetastatici di tutti i componenti del MDB. Senza l’apporto della Prolattina, dell’ormone della crescita (GH) e dei Fattori di Crescita (GF) prodotti dai tessuti per azione del GH, e quindi strettamente GH-dipendenti, non esiste crescita fisiologica o tumorale. Inibire al tumore l’utilizzo di GH, Prolattina, GF, con il loro antidoto naturale, la Somatostatina, è pertanto di una logica matematica e scientifica. Nella crescita dei tumori ormono-dipendenti, intervengono anche l’estrogeno (nei tumori della mammella e utero), e il testosterone (nel carcinoma prostatico e dei testicoli) inibiti dal MDB con gli specifici antidoti.

Malgrado ciò l’oncologia continua a trastullarsi col recettore della somatostatina (SSTR) vincolando e limitando il suo impiego alle situazioni in cui viene individuato il suo recettore nelle cellule tumorali.

Inibizione delle mutazioni della cellula tumorale

L’altro aspetto fondamentale della progressione neoplastica – e pertanto obiettivo della razionalità terapeutica del MDB – è costituito dalle mutazioni delle cellule tumorali, perché a ogni mutazione la cellula tumorale seleziona e trattiene una serie di vantaggi. Mutazione dopo mutazione, il tumore incrementa progressivamente aggressività, resistenza, velocità di crescita, di capacità metastatica e tossicità. Le proprietà differenzianti (antimutazione) di componenti del MDB come Melatonina, Retinoidi, vitamine E, C, D3, e componenti della matrice extracellulare (ECM), si oppongono alla spiccata tendenza mutagena del tumore. Gli obiettivi strategici di una cura antiblastica non possono, pertanto, prescindere dal controllo delle mutazioni, che rappresentano una caratteristica essenziale e un denominatore comune delle cellule tumorali, non meno della citata dipendenza per la crescita da GH, PRL, e GF. Questi dati sono pienamente confermati dalle banche dati scientifiche mondiali, ma ancora ignorati dall’oncologia per una grave frattura tra evidenze scientifiche e applicazione terapeutica. Questa è la causa della reale e tragica impotenza dell’attuale terapia medica dei tumori, con il dato scientifico ufficiale (nascosto al pubblico) di un 2% di sopravvivenza a 5 anni (Morgan et al, 2004 Dec;16(8):549-60). Il rimanente 27% a 5 anni sopravvive solo grazie alla chirurgia (Richards et al, BMJ. 2000 Apr 1;320(7239):895-8.). Un fallimento di questa portata è dovuto a un concorso di cause, tutte basate sulla mancata valorizzazione delle evidenze scientifiche:


- Non vengono inibiti l’ormone della crescita, ( GH) e conseguentemente i fattori di crescita GH dipendenti, né la Prolattina, determinanti per la crescita tumorale.

- Non vengono potenziate le reazioni e funzioni vitali per contenere l’aggressione e l’espansione neoplastica, al contrario vengono gravemente degradate e compromesse dalla tossicità della chemio.

- Vengono esasperate a livello esponenziale il numero e la frequenza delle mutazioni, al punto tale che una circolare ministeriale mette in guardia il personale ospedaliero femminile in gravidanza dall’avvicinare pazienti in chemio per il pericolo di mutazioni che possano produrre malformazioni embrionali. Il rapporto numero 02/16 (2002) dell’Istituto Superiore di Sanità “Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici” ha preso in considerazione i danni a breve e/o a lungo termine causati dall’esposizione professionale ai chemioterapici antiblastici (CA): «Proprio a causa delle loro proprietà citotossiche e immunosoppressive – si legge nel Rapporto – gli antibastici possono paradossalmente causare tumori secondari. Infatti, non solo sono in grado di innescare la trasformazione di cellule normali in maligne, ma tendono a ridurre le difese endogene contro l’insorgenza di neoplasie. (…) Numerosi studi hanno dimostrato la pericolosità per gli operatori sanitari (…): possibili tumori causati da chemioterapici cancerogeni, effetti sull’apparato riproduttivo, aumento degli aborti spontanei e delle malformazioni congenite. I danni risultano anche trasmissibili all’apparato riproduttivo dei figli degli operatori sanitari».

È documentato e noto che la mutazione di una cellula neoplastica seleziona cellule sempre più aggressive e resistenti, pertanto una terapia razionale come il MDB deve agire contenendo le mutazioni, non esasperandole come la chemio.

Per questi risultati, e una tossicità di questo livello della chemio, lo Stato Italiano spende ogni anno (dal Rapporto AIFA, spese per farmaci ATC), 1341 milioni di euro, pari al 32,37% del totale dei farmaci.

MDB: cosa stiamo facendo

Per verificare i singoli componenti e l’efficacia del MDB nei vari tipi e stadi di tumore, si può consultare la prima pagina del sito metododibella.org. alla voce “documentazione e aggiornamenti scientifici”. Oltre alle conferme scientifiche crescenti e ampie del MDB – sia nei singoli componenti che nell’uso combinato, accuratamente ed ermeticamente censurato dall’informazione – è nascosto anche il dato che migliaia di ammalati si stanno curando in Italia e nel mondo. In certi giorni il sito ufficiale metododibella.org supera i 20.000 contatti, e con l’erogazione del 5 X 1000 alla Fondazione, e le erogazioni liberali (fiscalmente detraibili), stiamo preparando relazioni per il prossimo congresso mondiale oncologico del maggio 2011 a Dalian in Cina, pubblicazioni, congressi e corsi sul MDB, oltre a studi sperimentali di laboratorio. Relativamente alla sperimentazione ministeriale del 1998, ormai annullata dai dati scientifici esposti, basta consultare il sito ufficiale metododibella.org alla sezione “sperimentazione”. Le responsabilità non sono state governative, ma dei circoli di potere che in realtà gestiscono la nazione.

Mio padre mi ha sempre detto di stare lontano dalla politica: è stata la politica che si è interessata alla terapia, fino a quando ha ritenuto di trarne qualche vantaggio e non viceversa. Sul piano scientifico e clinico abbiamo già vinto: comprendo e condivido i sentimenti di mio padre di profonda pena per i nostri nemici, che non abbiamo mai contato né temuto. Nessun potere umano per quanto abilmente dissimulato, potente, criminale e globale può lottare a lungo, resistere e vincere contro la Verità, unica Via che porta alla Vita.


Tratto da Scienza e Conoscenza n. 35.

venerdì 20 maggio 2011

L'ONDA GRAVITAZIONALE: CHIMERA IRRAGGIUNGIBILE !


Ecco il gigantesco Einstein Telescope: darà la caccia alle onde gravitazionali


È un progetto fantascientifico di nome Et. Ma gli extraterrestri non c'entrano. Si tratta di costruire sotto terra un gigantesco telescopio di 30 chilometri di perimetro per dimostrare l'esistenza di uno dei fenomeni più misteriosi dell'Universo: le onde gravitazionali, la scia lasciata dai cataclismi cosmici. Secondo la teoria della Relatività generale, eventi violenti come lo scontro di buchi neri, l'esplosione di supernovae, lo stesso Big Bang in principio, dovrebbero generare increspature nello spaziotempo in grado di propagarsi nel Cosmo alla velocità della luce.

IN REALTA’ IL FISICO ITALIANO MASSIMO CORBUCCI, HA DIMOSTRATO CHE L’ONDA GRAVITAZIONALE NON ESISTE, VI INVITO PERTANTO A LEGGERE I SUOI STUDI SUL “VUOTO QUANTOMECCANICO”, ATTRAVERSO I LINK A DESTRA DEL BLOG. http://www.scienzaescienza.it/default.asp E http://www.atomo112.info/italian.htm.


Un po' come le onde di una nave che si sposta sulla superficie dell'acqua. Finora, però, nessuno ha avuto la prova diretta di quanto previsto nel 1916 dal genio della fisica moderna. E proprio a lui sarà dedicato Et, l' Einstein Telescope, l'osservatorio futuristico che dimostrerà, oltre ogni ragionevole dubbio, se il caro Albert aveva ragione, oppure no. La comunità dei fisici ci crede, e pure la Commissione Europea che ha finanziato per tre milioni di euro lo studio di fattibilità di questo ambizioso osservatorio sotterraneo nell'ambito del settimo programma quadro.

QUESTA E’ L’ENNESIMA PROVA CHE LE SCOPERTE “SCOMODE”, COME QUELLA DEL DOTT. CORBUCCI, VENGONO PALESEMENTE IGNORATE PER AMOR DEL PROFITTO CHE CI STA PORTANDO ALL’AUTODISTRUZIONE.


L'ultimo atto nel forsennato inseguimento alle onde gravitazionali che vede gli scienziati impegnati da oltre mezzo secolo, FALSAMENTE convinti di essere a un passo dalla vittoria. COME PER LA RICERCA DELLA FAMIGERATA PARTICELLA DI DIO O BOSONE DI HIGGS, E’ PIU’ GIUSTO DIRE CHE SONO ALL’ENNESIMO FALLIMENTO, PERPETRATO AI DANNI DEI CONTRIBUENTI, ANCORA UNA VOLTA GABBATI.

" Il piano è quello di costruire un telescopio di terza generazione: sarà un interferometro triangolare con bracci lunghi 10 chilometri l'uno, posizionato a una profondità tra i 100 e i 200 metri, per attutire i movimenti sismici che rischierebbero di mascherare il debolissimo segnale delle onde gravitazionali", spiega Michele Punturo, dell' Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) di Perugia, coordinatore scientifico del progetto che riunisce circa 200 scienziati di tutta Europa. " Come le due generazioni che lo precedono, anche Et si baserà sulle variazioni subatomiche nel percorso dei fasci laser che corrono all'interno dei bracci. In pratica, bisogna misurare lo spostamento infinitesimale, inferiore alle dimensioni di un atomo, di due masse distanti chilometri, nel passaggio di un'onda gravitazionale", prosegue Punturo: " Per misurare un simile effetto occorrono strumentazioni ultrasensibili, ed Et migliorerà di un fattore 100 la sensibilità degli attuali strumenti".

Le presentazioni ufficiali del nuovo osservatorio sono per il prossimo 20 maggio, presso lo European Gravitational Observatory (Ego) a Cascina, in provincia di Pisa. Qui ha sede Virgo, il fratello minore di Et, un interferometro con due bracci perpendicolari lunghi tre chilometri l'uno, che si estendono nella campagna pisana. Insieme a Ligo, il corrispondente negli Stati Uniti, Geo600 e Tama, Virgo appartiene alla prima generazione di telescopi.

PRECISAZIONE: LE PARTI IN GRASSETTO SONO DELL’AUTORE DEL BLOG.


DA: daily.wired.it

Antikitera.net

mercoledì 4 maggio 2011

PARTICELLA DI DIO : ennesimo inutile falso allarme ! NON ESISTE !

La notizia, se confermata, sconvolgerebbe il mondo della fisica nucleare. Infatti, blogger ed esperti del campo sono in fibrillazione per la pubblicazione di un memo riservato, apparso sul blog di un matematico della Columbia University, Peter Woit, secondo cui l'elusivo e ricercatissimo bosone di Higgs, detto anche "particella di Dio", potrebbe essere stato intercettato dal Large Hadron Collider (LHC) di Ginevra.


Non si tratta di una comunicazione ufficiale ma di una nota ad uso interno, da discutere fra colleghi ed esperti, fatta filtrare anonimamente e ripresa sul blog. Ma ha immediatamente scatenato una marea di commenti ed interventi in rete e sui social media. Secondo il memo, nell'acceleratore di particelle più grande del mondo che si trova in un tunnel di 27 chilometri sotto Ginevra, sarebbero stati captati segnali consistenti con ciò che il bosone di Higgs dovrebbe produrre. Per gli scienziati che riportano il risultato, si tratta della "prima osservazione definitiva della fisica oltre il modello standard". Il tam-tam è subito partito, ma molti sono scettici e lo stesso Cern sottolinea che la nota riferisce risultati preliminari: potrebbe, insomma, essere un falso allarme.

Trovare il bosone di Higgs è uno degli obiettivi dell'acceleratore di Ginevra (?) e rappresenterebbe una tappa rivoluzionaria: la particella atomica ipotizzata negli anni '70 dai fisici teorici (deve il suo nome all'inglese Peter Higgs) è oggetto di vari esperimenti (ORMAI PERO’ SUPERFLUI , SECONDO GLI STUDI DEL DOTT. MASSIMO CORBUCCI, SCOPRITORE DEL VUOTO QUANTOMECCANICO, VERO GENERATORE DI MATERIA ) nel mondo e la sua presenza è fondamentale per spiegare perché la materia attorno a noi abbia una massa. Acceleratori come l'Lhc o il Tevatron del Fermilab di Chicago fanno scontrare fra di loro particelle a velocità elevatissime, generando così una pioggia di altre particelle fra cui potrebbe esserci anche la famigerata "particella di Dio", o altri elementi previsti in teoria ma mai osservati.

L'entusiasmo è palpabile: "Se fosse vero, sarebbe davvero eccitante", ha commentato il fisico Sheldon Stone della Syracuse University su Space.com. L'esperto rileva però anche alcune anomalie nei risultati, che potrebbero indicare che quello intercettato non è davvero il bosone di Higgs, ma qualcos'altro. Cosa che renderebbe la scoperta forse ancora più interessante.

Molti mettono le mani avanti: per alcuni scienziati quella osservata sarebbe solo una anomalia statistica che rischia di svanire nel nulla ad un'analisi più approfondita. Fra gli scettici c'è anche Tommaso Dorigo, fisico del Fermilab, che sul suo blog ha perfino scommesso mille dollari sul fatto che si tratti di un segnale falso, che scomparirà dopo ulteriori esami.

Mentre continua la corsa dei fisici del Cern alla simulazione del Big Bang, proprio nei giorni scorsi nell'acceleratore ginevrino è stato raggiunto un nuovo record: dopo aver raggiunto l'energia più elevata al mondo, i suoi fasci sono ora così intensi che il numero delle probabili collisioni è salito a 50 milioni al secondo e supera del 20 per cento quello dell'acceleratore americano Tevatron, destinato a chiudere entro l'anno.

Per il Cern il nuovo record segna una pietra miliare nelle attività di messa a punto in corso: "E' una tappa importante perché avere un'intensità maggiore significa poter raccogliere più dati, e avere molti dati aumenta la possibilità di fare nuove scoperte", ha detto il direttore generale del Cern, Rolf Heuer. E chissà che fra queste non ci sia davvero la "particella di Dio".

NOTA DELL’AUTORE DEL BLOG:


INVITO TUTTI I LETTORI AD APPROFONDIRE L' ARGOMENTO, LEGGENDO GLI STUDI DEL DOTT. MASSIMO CORBUCCI SUL “ VUOTO QUANTOMECCANICO “ NEI LINK A DESTRA DEL BLOG “.



Buona lettura.

Marco La Rosa

DA: Antikitera.net

ULTIME DALL' ANTIMATERIA

ANTIMATERIA INTRAPPOLATA PER OLTRE 15 MINUTI


Lo studio e lo sfruttamento pratico dell'antimateria sono sempre stati considerati più fantascienza che realtà. Manipolare l'antimateria non è di certo facile: non ci sono soltanto spiacevoli problemi di annichilimento con la materia tradizionale, ma anche la conservazione rappresenta un ostacolo imponente. Conservare antimateria per periodi di tempo più lunghi di qualche frazione di secondo è fino ad ora stato un sogno per i fisici di tutto il mondo.

Grazie ai ricercatori del CERN e allo strumento Antihydrogen Laser Physics Apparatus (ALPHA), questo sogno si fa sempre più reale. Il team è stato in grado di conservare atomi di anti-idrogeno per 1000 secondi (circa 16 minuti), un tempo 10.000 volte superiore al precedente record di conservazione dell'antimateria.

Il precedente record di conservazione appartiene allo stesso apparato del CERN: giusto l'anno scorso, i ricercatori sono stati in grado di intrappolare 38 atomi di anti-idrogeno per 172 millisecondi.

Per conservare l'antimateria (cosa che consiste fondamentalmente nel mantenerla separata dalla materia tradizionale), il team del laser ALPHA ha sfruttato una "gabbia magnetica", uno schema di campi magnetici in grado di mantenere separata l'antimateria dalle particelle normali.

Questo approccio ha consentito fino all'anno scorso di intrappolare l'antimateria per brevissimo tempo. Ha rappresentato di certo un significativo passo avanti, ma non permette di studiare efficacemente l'antimateria.

Il "trucco" utilizzato per ottenere il nuovo tempo da record è stato essenzialmente quello di raffeddare gli antiprotoni utilizzati per creare l'anti-idrogeno, abbassando i livelli energetici all'interno della gabbia magnetica.

Il problema con i test precedenti, infatti, risiedeva proprio nell'energia degli anti-atomi, che consentiva loro di fuggire dalla nube di antimateria controllata magneticamente.

Il traguardo che i ricercatori si pongono è quello di poter intrappolare l'antimateria per un periodo indefinito di tempo. Questo consentirebbe alla scienza di scoprire informazioni preziosissime sull'antimateria, e di effettuare per la prima volta la comparazione tra lo spettro dell'idrogeno e quello dell'anti-idrogeno, confrontandone le eventuali differente o somiglianze.

Immagino già la faccia piacevolmente stupita (se non addirittura eccitata) di tutti gli scienziati del mondo. La conservazione dell'antimateria, lo studio più approfondito della sua natura e delle interazioni con la materia che conosciamo ci permetterà di formulare modelli fisici sempre più accurati, e di raggiungere nuovi e affascinanti traguardi tecnologici.

DA : ditadifulmine.com

Antikitera.net

MALARCHEOLOGIA: ovvero...quando invece di scoprire si tenta di RICOPRIRE !



Il mondo della scienza e dell'archeologia è in pericolo. Qualcuno sente scricchiolare il seggiolone sotto il sedere.... Signorilmente, atteggiandosi da nobili saccenti, i baroni dell'ortodossia archeologica hanno già gettato fango su una scoperta incredibile.


Aprile 2006, Semir Osmanagic apre il caso "Visoko". Piramidi, molte piramidi. Si parla di un complesso di 5 piramidi di cui la maggiore, la Piramide del Sole, è alta 220 metri ed i suoi spigoli sono tagliati perfettamente con un inclinazione di 45° percui i lati inclinati misurerebbero 365 metri. Oltre alle Piramidi sono state rinvenute nel sito strutture megalitiche sferiche, una vasta rete di tunnel scavati esternamente le piramidi e sia internamente e quello che resta di probabile tempio. Tutto questo sepolto da oltre 2, 5 metri di terreno, all'interno del quale delle conchiglie fossili rivelano che le strutture sono state costruite prima di 12000 anni fa.

Semir Osmanagic si è formato come archeologo nei siti sud americani precolombiani, soprattutto nelle grandi città perdute Maya. Appena interessatosi delle Piramidi di Visoko, tutto il mondo scientifico ed archeologico gli si è rivoltato contro. Durante questi anni, noi del blog "La Gazzetta del Mistero", ci siamo interrogati sulla genuinità della scoperta e, per darci delle risposte, ci siamo documentati.

15 milioni di anni fa, nella regione di Visoko, vi era un grande lago ed un immensa palude che hanno generato strati sedimentari di oltre due chilometri. Il lago scomparve 5 milioni di anni fa, lasciando però gli strati di sedimenti. Secondo la scienza "ufficiale", le piramidi di Visoko sarebbero nate dal terreno a causa di spinte tettoniche. Le lastre di quel materiale simile al calcestruzzo trovate da Semir Osmanagic che secondo la sua teoria servivano a ricoprire le piramidi, non sarebbe altro che pietra sedimentaria frammentata dal rialzamento del terreno.

I tunnel che si estendono per Km sotto il sito sarebbero antiche miniere di rame risalenti al neolitico (3000 a.c. circa), ma che, secondo alcuni vecchi di Visoko, furono sfruttate anche recentemente dal ex governo comunista di Tito. Le iscrizioni trovate all'interno dei tunnel sono, sempre secondo i santoni dell'archeologia, graffiti elaborati da annoiatissimi minatori comunisti.

Le sfere di roccie pesanti tonnellate, divengono bizzarre sculture disegnate dalla pioggia.Il problema serio, è rappresentato dal fatto che i vertici scientifici mondiali hanno fatto pressioni politiche sul governo bosniaco che si è trovato costretto a revocare permessi di scavo a Semir Osmanagic oppure a rallentare il suo lavoro.Comunque il lavoro va avanti grazie all'aiuto di gruppi di professionisti volontari che a loro spese cercano di tirar fuori la verità tra gli angusti cunicoli sotterranei di Visoko.Uno di questi gruppi provenienti da Torino, ha recentemente scoperto tunnel non invasi dai detriti. Questo succede per la prima volta in quasi cinque anni di scavi.

Fin'ora i tunnel erano completamente coperti da terreno, probabilmente portato all'interno del reticolo da un inondazione improvvisa avvenuta 12000 anni fa. Questo team italiano si è adentrato nel buoi canale alto appena 1, 20 metri. Sul pavimento 20 cm d'acqua limpidissima. Le loro lampade hanno illuminato luoghi per millenni dimenticati dalla luce. La loro ricerca si è interrotta quando hanno notato delle "nuvolette" di vapore o gas, che si muovevano nel tunnel senza che ci fossero correnti a sospingerle. Questi ragazzi, hanno poi effettuato analisi di laboratorio sulle lastre che ricoprono le piramidi, dichiarando senza ombra di dubbio che il materiale col quale sono state fatte è derivante da una miscela artificiale e non naturale sedimentaria.L'inondazione che ha ricoperto le piramidi è stata causata dallo scioglimento dei ghiacci dopo l'ultima glaciazione... Fermi!

Lo so che la fine della glaciazione è stato un processo lento...Ma probabilmente i mari, aumentando di portata e volume, premevano su monti che li barricavano fino a farli di colpo crollare creando onde gigantesche capaci di sprofondare fino all'interno dei continenti.Esempio: lo stretto dei Dardanelli, secondo me, si è creato così ed il territorio occupato adesso dal Mar Nero, probabilmente un tempo era abitato proprio da quegli uomini descritti dalla bibbia che perirono nel "Diluvio Universale" (guarda caso l'arca di Noè si è adagiata sul monte Ararat in Turchia, proprio vicino al Mar Nero): la roccia che conteneva il mare ha ceduto ed l'acqua si è riversata copiosa sulla depressione sottostante.Il satellite, il suo occhio, non da scampo agli scienziati "ortodossi": le strutture sono inconfutabilmente artificiali. Sotto 2, 5 metri di terra, si nascondono viali ed accessi immensi alle piramidi.

All'interno delle reti di tunnel vi è posto un masso megalitico di varie tonnellate. Viste le dimensioni dei passaggi, ci si chiedo come possano averlo messo in loco. Molti ricercatori che lavorano nel sito, hanno dichiarato che questa pietra ha effetti positivi (curativi) su chi la tocca o su chi le sta vicino a lungo. Sotto questo masso scorrono due canali di acqua sepolti, si presume anche questi siano artificiali.Il mio consiglio è quello di visitare Visoko ed il sito archeologico aperto da Semir Osmanagic.Valutare con i propri occhi è la cosa migliore. Se è una taroccata, ce ne accorgeremo anche se non siamo esperti archeologi.

Noi, della Gazzetta, siamo sicuri che il cantiere sarà chiuso e dimenticato presto, sepolto da una marea di falsità. I Professori devono mantenere le loro cattedre. Nessuno vuol far sapere che 12000 anni fa un evento collegò tutte le tribù umane facendole progredire esponenzialmente.Quale evento?L'espanzione culturale degli antichi abitanti di Atlantide? Possibile, come possibile che quel 'diluvio universale' causato dallo scioglimento dei ghiacci della glaciazione abbia provocato l'inabissamento di questo misterioso continente. Forse la risposta potrebbe essere cercata su, nel cielo? Alieni? Magari gli abitanti di Atlantide erano proprio alieni... No, mi spingo troppo oltre... Ma lascio a voi ragionare su quale sia la migliore verità.

Da: gazzettadelmistero.blogspot.com

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