IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

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LA NUOVA CONOSCENZA

lunedì 29 novembre 2010

UFO & PIRAMIDI : esiste un nesso ?


EGITTOLOGO SOSTIENE CHE GLI UFO HANNO CONTRIBUITO A COSTRUIRE LE PIRAMIDI DI GIZA

Durante una conferenza il capo del dipartimento di Archeologia dell'Università del Cairo, il dottor Ala Shaheen ha annunciato al pubblico che vi potrebbe essere della verità in chi sostiene che gli alieni hanno aiutato gli antichi egizi a costruire le piramidi della piana di Giza.

Di fronte all'assemblea scioccata un delegato della Polonia, Merek Novak, ha rivolto ulteriori domande a Shaheen : “se la piramide di Keope potrebbe contenere ancora tracce di questa tecnologia aliena o addirittura vi possa essere un' intero Ufo nella sua struttura”.

La risposta del dottor Shaheen è stata al riguardo molto vaga, ma senza smentire ha detto: “Non posso confermare o negare questo, di sicuro c'è qualcosa all'interno della piramide e "non è di questo mondo".

Subito si è scatenato il putiferio tra gli astanti, e da questo momento il dottor Shaheen si è rifiutato di fare ulteriori commenti o approfondire quello che aveva detto.

Breve bibliografia del dottor. Shaheen

Name : Alaa el-din M. SHAHEEN

Permanent Address: Department of Egyptology, Faculty of Archaeology,

Cairo University, Egypt

Nationality : Egyptian

Martial status : Married and have two sons and one daughter.

EDUCATION

1974 BA, Department Egyptology, Faculty of Arts,

Cairo University, Egypt

Major: Egyptology

1981 MA, Department of Egyptology, Faculty of Archeology,

Cairo University, Egypt

Major: Egyptology

The title of MA: Peninsula of Sinai: A Historical and Archaeological

Study to the End of the Middle Kingdom.

1987 MA, Oriental Studies Department, Faculty of Arts,

University of Pennsylvania, U.S.A

Major: Egyptology

Minor: Syro-Palestinian Archaeology

1988 Ph.D. Oriental Studies Department, Faculty of Arts,

University of Pennsylvania, U.S.A

Major: Egyptology

Minor: Syro-Palestinian Archaeology

The Title of Ph. D : Historical Significance of Selected Scenes involving

Western Asiatics and Nubians in the Private Theban Tombs of the XVIIIth

Dynasty.

N.d.R. Si riferisce la notizia in quanto "degna" di essere conosciuta, ma si mette in guardia a prenderla come Verità assoluta senza ulteriori approfondimenti.

Antikitera.net

Allnews web –
Michael Cohen m.cohen@allnewsweb.com
APPROFONDIMENTO:
In tutte le occasioni e con i vari mezzi contattati il Prof. ha confermato la sua TOTALE estranietà ai fatti a lui imputati.
In pratica l'intervista Schock non c'è MAI STATA ed il sito http://www.allnewsweb.com/page1199999458.php
si è praticamente inventato TUTTO.
Trasmettiamo la sua mail di risposta:

Grazie per la vostra email.
Si comunica che non ho dato nessun annuncio concernente le Piramidi e quella falsa teoria sugli alieni e argomenti correlati. E' una dichiarazione assolutamente falsa.
In quanto archeologo non potrei dire una cosa del genere.
Cordiali Saluti
Porf. Alaaeldin SHAHEEN
Ex-Dean of the Faculty of Archaeology,
Cairo University, EGYPT
Pof. of Ancient History and Culture of Egypt and Near East

Questa è un'ulteriore verifica di come occorre prendere le notizie che arrivano su internet con la dovuta cautela.
Questi i siti che han pubblicato la mail del prof. SHAHEEN

http://noiegliextraterrestri.blogspot.com/2010/12/esclusivo-inesistenti-le-dichiarazioni.html#more
http://www.centroufologicoionico.com/articoli/news/244-esclusiva-nessuna-tecnologia-ufo-dentro-la-piramide
Ed in questo si ha avuto la conferma TELEFONICA.
http://forum.nexusedizioni.it/piramidi_di_giza_con_tecnologia_ufo-t5602.0.html;msg70186;topicseen#msg70186
Antikitera.net

sabato 27 novembre 2010

CROP CIRCLES: La Chiave.










E' CON ESTREMO PIACERE ED ONORE CHE PUBBLICO SUL BLOG, LO STUDIO DELL'AMICO CLAUDIO DALL'AGLIO, CHE DOPO MOLTI ANNI DI RICERCA, HA RAGGIUNTO A MIO AVVISO, UN PUNTO DI VISTA "FONDAMENTALE" RIGUARDO IL FENOMENO DEI CROP CIRCLES. GRAZIE A QUESTO, LO POSSIAMO ANNOVERARE TRA I CINQUE MAGGIORI ESPERTI MONDIALI DEL FENOMENO. IL SUO LAVORO E' GIA' STATO PUBBLICATO SULLA RIVISTA SCIENTIFICA NEXUS NEW TIME E SONO SICURO CHE LO SARA' PRESTO ANCHE SU ALTRE RIVISTE A TIRATURA INTERNAZIONALE. UN' ALTRA PIETRA MILIARE CI AVVICINA ALLA COMPRENSIONE DI UN FENOMENO CHE NELLA SUA "VERA" ESSENZA, ESULA DALLA MANO DELL'UOMO !!!



di Claudio Dall’Aglio

Tanti anni fa ho incominciato ad interessarmi ai crop circles perché sono rimasto affascinato dalla geometria e dalla simbologia delle splendide formazioni che apparivano nelle coltivazioni dell’Inghilterra e di tutto il mondo. Ora, con anni di ricerche alle spalle, sono arrivato al punto di ritenere che il fenomeno non si possa più considerare fine a se stesso. Penso, infatti, di aver trovato una sorta di chiave che ci servirà ad afferrarne il messaggio. Per poterla comprendere, però, dobbiamo fare un grosso passo indietro nel tempo partendo dalla storia antica, che sta alla base del simbolismo esoterico, dal greco esoterikos (interno o dentro, riferito ai sacri misteri).
Nella ricostruzione storica degli eventi toccheremo, per brevità, solamente alcuni momenti storici essenziali, che legano il filo del discorso.
450 mila anni fa, secondo la mitologia Sumera
Un popolo proveniente dal pianeta Ni.bi.ru approdò sulla terra alla ricerca di un materiale molto prezioso per la sopravvivenza del proprio mondo, l’oro. Il luogo dell’atterraggio fu la Mesopotamia, la terra tra i due fiumi, che oggi si chiama Iraq.
Dopo il primo insediamento fu avviata la colonizzazione, la costruzione di più installazioni ed un Centro Controllo Missione Terra che regolava le navi in partenza e in arrivo
Col tempo i colonizzatori si misero a scavare anche nel sud dell’attuale Africa e col passare dei millenni si resero conto che avevano bisogno di mano d’opera. Fu così che, grazie alle loro conoscenze, decisero di creare un essere lavoratore da addestrare che li potesse aiutare (130.000 a.c.). Bryan Sykes, titolare della cattedra di Genetica Umana ad Oxford, ha scoperto che il DNA mitocondriale di tutta la razza umana discende da un'unica donna (chiamata dagli scienziati Eva mitocondriale ) vissuta nell’Africa meridionale tra 120.000 e 150.000 anni fa.
Grazie ad En.Ki (il Signore della Terra – il Comandante Scientifico della missione) dopo diversi tentativi nacque l’Uomo. Adamo e Ti.Amat (Eva), i progenitori della razza terrestre, vissero per un breve periodo nell’E.Din (la Casa dei giusti, in Mesopotamia, che noi conosciamo come il giardino dell’Eden) e poi furono allontanati da En.Lil (il Signore in Comando) che non li accettava e che non approvò mai la loro creazione.
Con un secondo intervento genetico, da parte di En.Ki, due figlie di Adamo ed Eva diedero alla luce Adapa e Titi che a loro volta generarono Abele e Caino e altri 30 maschi e 30 femmine. Dopo sei generazioni nacquero: Enoch (En.Ki.Me – colui che ha ottenuto la conoscenza), Matushal, Lamech e poi Ziusudra (Noè).
In quel periodo i colonizzatori cominciarono a farsi trattare come Dei onnipotenti.
Un grande diluvio spazzò via ogni cosa dalle terre colonizzate, ma gli Dei riuscirono a mettersi in salvo ritirandosi sulle navi in orbita attorno al pianeta.
En.Lil (il Signore in Comando) ordinò, prima della catastrofe, che non fosse salvato nessun terrestre. En.Ki (il Signore della Terra), invece, cercò di salvare, almeno in parte le proprie creature e avvertendo Ziusudra, che riuscì a mettersi in salvo costruendo una nave. Insieme a lui e alla propria famiglia salì sulla nave anche un “attendente” di En.Ki, che li guidò nella navigazione.
Quando le acque si ritirarono gli Dei scesero sulla terra e si riinsediarono ma le terre riemerse non erano più abitabili come prima e così dovettero spostare gli insediamenti più a nord della Mesopotamia costruendo il Centro Controllo Missione a Shu.Lim (l’attuale Gerusalemme), il Centro Supremo delle quattro regioni In quel periodo il luogo di atterraggio era Baalbek (nell’attuale Libano) e la traiettoria di discesa per le loro navi era definita dalla direttrice formata dal monte Ararat e dalla grande piramide di Giza. Testimonianze di una civiltà avanzata si trovano tuttora a Gerico e risalgono al 7300 a.c..



Nei millenni successivi i due clan Anun.na.ki (il cielo che giunge in terra) dei due fratelli En.ki ed En.lil e dalle loro rispettive progenie, nate sulla terra, si spartirono i territori che andavano dall’Egitto all’India passando per tutto il medio oriente.
Il clan di En.ki s’insediò in Egitto ed in alcune zone del nord dell’attuale Iran mentre la stirpe di En.lil nelle restanti zone del medio oriente e dell’attuale Pakistan.
In Egitto il culto di Ptha (En.ki), il signore della creazione, e dei suoi discendenti Thoth (Nin.gish.zid.da) e Ra (Marduk) sono tuttora ricordati e provengono dalla mitologia Sumera-Accadica. Gli egizi, ad esempio, sapevano che Ptha
proveniva da una città lontana di nome Ur che si trovava, per loro, nel lontano est. Della fazione di En.Lil, invece, i nomi più altisonanti che sono arrivati fino a noi sono: Nannar (il dio Sin) ed Inanna (per gli egizi Ishtar).
Dopo che l’Uomo divenne indipendente gli Dei si ritirarono dal comando mettendo a capo delle regioni i loro “Sacerdoti” che facevano da tramite tra loro e i “terrestri”. Tutt’ora in Iran il “capo” del paese è una guida spirituale.
Le progenie dei due clan però non erano in accordo tra loro e coinvolgevano nelle loro vicende i comandanti “terrestri” che, per ingraziarsi l’uno o l’altro Dio, si lanciavano in guerre contro i loro simili. Così nacquero i confini tra le varie terre e con l’episodio di Babele (Bab.ili = Babilonia o porta degli dei) iniziarono le divisioni linguistiche (fig.1a). In quel tempo il pantheon Sumero contava dodici dei.
Il clan di En.lil si rese conto che la situazione stava diventando insostenibile e così decise di proporsi con un unico nome, Yahweh (colui che è). Gli enliliti scelsero come loro “tramite” Abraham (Abramo), nato a Nippur e figlio di un “sacerdote”, che divenne il capostipite della stirpe ebraica. Il termine Ebrei, infatti, proviene da Ni.ib.ri (= coloro che provengono da Nippur ) che in accadico diventò Ib.ri e poi Ebrew. Ad Abramo fu ordinato di prendere il proprio esercito, la propria famiglia e di trasferirsi in terra d’Israele per portare ordine e fondare il proprio popolo.
Yahweh disse ad Abramo “Non ti imparenterai con loro (i non-ebrei), non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli, perché allontanerebbero i tuoi figli dal seguire me, per farli servire a dèi stranieri, e l’ira del Signore si accenderebbe contro di voi e ben presto vi distruggerebbe” Deuteronomio (7:3).
Nel 2300 a.c. l’eterna diatriba fra clan portò allo scontro di alcuni loro esponenti i quali utilizzarono armi atomiche per distruggere le rampe di lancio delle navi situate sul monte Sinai. Tutt’oggi i livelli di radiazione nella penisola del Sinai sono decisamente superiori alla norma. Gli effetti del vento radioattivo, che si propagò verso est, annientarono la civiltà in mesopotamia per circa due secoli. Ci sono racconti di quel tempo, della zona di Ur, che descrivono un vento che portò morte lenta e dolorosa, tipica dell’avvelenamento da radiazioni.
Gli dei-esploratori trovarono altri siti in America meridionale dove estrarre oro con facilità, quindi costruirono altre rampe di lancio per le proprie navi e poi fu firmato un accordo tra i due clan. Quetzalcoatl fu il nome meso-americano che prese il dio che in Egitto si faceva chiamare Thoth (Nin.gish.zid.da in sumero).
Nel 550 a.c. sembra che ci sia stato l’epilogo e che gli dei se ne siano andati o perlomeno che si siano ritirati dal pianeta Terra lasciando le loro conoscenze ai loro sacerdoti. Lo dimostra un’incisione che si trova sulle colonne del tempio di Haran in Turchia.

La storia prosegue.
Nasce Gesù Cristo, Gesù deriva da Yehoshua che significa “Yahweh è salvezza” e Cristo da Kristos (greco), che equivale a Masiah in ebraico, che vuol dire Messia. Questo dio fissa un punto fermo nella storia e ridarà una speranza ai terrestri.
La discendenza di Cristo che Maria Maddalena portava in grembo raggiunse la colonia ebraica in Provenza. Da lì il sangue reale (Sang Real) si diffuse, col tempo, attraverso la casata Merovingia a tutte case reali più importanti d’Europa.
Durante l’impero di Enrico IV, del Sacro Romano, Impero iniziarono le crociate, volute da Papa Urbano II.
Dopo che nel 1099 i Crociati conquistarono la Terra Santa il Maestro Hugues de Payens, con un gruppo di otto uomini arrivò a Gerusalemme (Shu.lim = il luogo supremo delle quattro regioni) e si mise a scavare sotto il tempio di Salomone per nove anni alla ricerca di un tesoro nascosto (forse le antiche conoscenze). Nel 1119 ci fu la fondazione ufficiale dell’Ordine dei Cavalieri Templari, di cui Hugues de Payens fu il primo Gran Maestro.
L’Ordine dei Templari fu, poi, smantellato con false accuse dal Re di Francia Filippo il Bello e da papa Clemente V nel 1307, per impadronirsi del tesoro dell’ordine, custodito a Parigi. Il piano ordito da il re di Francia, però, non sortì l’effetto sperato, i cavalieri templari di tutta Europa, infatti, si lasciarono prendere ed arrestare senza opporre resistenza, come per coprire qualcosa di più grande di loro. Infatti con la fuga via mare, dalla Francia, di un piccolo gruppo di Templari, sfuggiti al Re di Francia, il tesoro giunse in Scozia (che non applicava la bolla papale di scioglimento dei Templari), più precisamente a Rosslyn, nelle mani degli antenati di William Sinclair, discendenti dei Merovingi e quindi del Sang Real. Per custodire il segreto questi costruì nel 1446-50 l’omonima cappella, che riproduce fedelmente il Sancta Sanctorum del primo tempio di Gerusalemme.
Nessuno sa esattamente che fine abbia fatto il tesoro dei templari tra il 1307 ed il 1446. Si presume che quel gruppo di Cavalieri siano approdati ad Oak Island, una piccola isoletta canadese situata presso la Mahone Bay, in Nova Scotia.
Nella cappella di Rosslyn furono incise sulla pietra, nel 1446, le raffigurazioni di piante di provenienza americana come l’aloe ed il mais, prima della scoperta dell’America (1492).
Nel 1717 fu fondata la Massoneria, la quale riprese le conoscenze dell’Ordine Templare.
Dal luogo di fondazione, la Scozia, si diffuse in tutta Europa e poi in tutto il mondo fino agli Stati Uniti d’America i cui padri fondatori erano affiliati al più antico rito, quello scozzese.
A questo punto la parte storica può terminare, abbiamo raccolto tutte le informazioni che ci servivano per proseguire.

Il luogo dei crop cirles
La ricostruzione storica che abbiamo appena visto ci permette di analizzare ora i cerchi nel grano in un’ottica diversa. Come abbiamo visto, tutta la storia antica da un significato a numerosi simboli e parole che troviamo nella nostra vita che, col tempo, hanno assunto significati diversi ma che, se visti alla loro origine, ci permettono una visione ben più chiara.
La parola En, ad esempio, stava in passato per Signore, da non confondere con la parola Dio, che si traduceva con El o Elhoim (figli delle dee). Nel sud dell’attuale Inghilterra la parola Signore nel corso del tempo divenne Engel. Da qui Engelland (land = terra), che significava Terra del Signore, che diventò in seguito England.





Dopo diversi anni d’indagini statistiche sulle apparizioni dei crop circles, questo discorso mi ha permesso di trovare un punto fermo nella decodifica del messaggio. Infatti, da quando il fenomeno è cominciato il suo epicentro è sempre stato il sud dell’Inghilterra (England), più precisamente la contea del Wiltshire, tra le rovine dei menhir di Avebury e della Silbury Hill. L’apparizione dei simboli avviene in un raggio di circa quindici chilometri attorno a questi due siti archeologici, del neolitico tardo, fin dal 1978. Pensate che, da sola, questa piccola zona, ogni anno, conta oltre un terzo del crop circles che appaiono in tutto il mondo ed insieme all’Inghilterra ne conta più della metà. Questo è dimostrato dal grafico che trovate qui , che ho realizzato già anni fa per tenere il conto delle formazioni.
E’ come se i crop circles, insistendo, in una zona precisa, il Wiltshire, volessero attirare la nostra attenzione proprio li.
Proviamo allora ad inserire il primo elemento della chiave che, come abbiamo detto in precedenza, ci permetterà afferrare il messaggio:
Ki.En
Terra del Signore
Per comprendere meglio il significato originale scriveremo, d’ora in avanti, quindi la parola England alla maniera dei sumeri.
Il centro supremo
Ora che abbiamo definito la struttura di partenza della nostra chiave passiamo al messaggio vero e proprio.
Sono trent’anni che i crop circles appaiono nei campi di grano inglesi e in altre parti del mondo. Dal 1978 sono apparsi all’incirca 16000 agroglifi. Di questi, però, non tutti sono autentici, diversi di loro sono artefatti. Colin Andrews, uno dei maggiori esperti ha dichiarato che, secondo le sue stime, la percentuale di crop circles “real” sarebbe attorno al tre per cento. Questo vorrebbe dire all’incirca 500 glifi “buoni” da quando il fenomeno ha iniziato a manifestarsi regolarmente.
Secondo il mio pensiero, se andiamo ad analizziamo bene i disegni che formano i crop circles autentici notiamo che il loro denominatore comune è sempre un antico simbolo, anche se schematizzato. Tra tutti i simboli apparsi finora uno di quelli più frequenti è sempre stato quello che rappresenta il “centro geografico” e, soprattutto negli ultimi anni, si è evoluto in un simbolo molto antico ed estremamente rappresentativo. Sto parlando di Shu.Lim, il centro supremo .




Si tratta di un simbolo che si trova rappresentato in diverse forme ma in tutte quante, se lo si riduce alla sua essenza primitiva, si rivela per quello che era in origine, l’antico centro di comando o semplicemente l’antico centro d’origine.
Nella foto possiamo notare l’antico simbolo, Shu.Lim, raffigurato nel centro fisico della zona dei crop circles, Avebury. Come a voler dire il “centro supremo” nel “centro fisico”.
Questo ci suggerisce un altro elemento per la nostra chiave, che diventa quindi:
Shu.Lim - Ki.En
Il Centro Supremo della Terra del Signore





Il cielo e la terra

Il discorso, però, non è ancora completo manca un tassello fondamentale per completare la frase. Si tratta della parte più complessa, quella che ha richiesto più tempo per essere scoperta. Già da qualche anno, infatti, avevo intuito che il “centro” della questione doveva trovarsi nel Wiltshire ma non riuscivo a capire come si legasse con la distesa di simboli che sono piovuti su questo luogo per così tanto tempo. Mi riferisco, naturalmente, solo alla parte autentica del fenomeno dei cerchi nel grano.
E’ stato proprio quel “tappeto” di simboli, che per anni ho osservato speranzoso di poter decodificare, che all’improvviso ha avuto per me un senso in tutta la sua totalità.
Per spiegare cosa ha fatto scattare in me la scintilla e per comprendere il concetto dobbiamo partire col capire cos’è un simbolo. La parola simbolo deriva dal latino symbolum che ha il significato approssimativo di "mettere insieme" due parti distinte.
I cerchi nel grano, a tal proposito, sono delle figure complesse, che si possono interpretare in diversi modi. Questo perché ogni singolo pittogramma in realtà, se lo si analizza bene, è un simbolo od un insieme di simboli. Ad esempio abbiamo figure come il famoso “Julia Set” che rappresentano sia una figura frattale sia la progressione matematica di Fibonacci . Poi troviamo il “globo alato” usato in tante culture antiche , si tratta, infatti, di un simbolo originario dell’Assiria e dell’Egitto che è stato utilizzato anche da molte società iniziatiche come ad esempio la massoneria. Per continuare, dalla cultura sumera, troviamo la raffigurazione del pianeta Ni.bi.ru (fig. 3d) e poi un’immagine associabile ad una doppia elica di DNA, l’acido nucleico che contiene le informazioni genetiche necessarie alla biosintesi . Infine possiamo trovare figure come una Menorah, un candelabro a sette braccia che nell'antichità veniva acceso all'interno del Tempio di Gerusalemme attraverso combustione di olio consacrato.



Apparentemente tutti i crop circles, presi uno ad uno, racchiudono un significato o più significati che sembra li rendano slegati gli uni dagli altri. Questo ha sempre tratto in inganno coloro che hanno cercato di trovare il bandolo della matassa. Cos’è che lega, quindi, un frattale, la raffigurazione di un pianeta mitologico, una Menorah, un’elica di DNA ed un “globo alato”? La risposta è: la conoscenza, che i Templari chiamavano gnosi.
Il sapere, che è stato dato ai nostri padri dagli Anun.Na.Ki e che è stato tramandato fino a noi, fa si che ogni persona che lo possieda si elevi fino a comprendere chi è il Signore (En), non inteso come Dio.
Visto che gli dei-colonizzatori sono stati visti discendere dal cielo questo ci può portare a affermare che raggiungere il sapere è come dire “stabilire un legame tra il cielo e la terra”, con coloro che ci hanno creato.
Quindi l’ultimo componente della nostra chiave simboleggiata dai cerchi nel grano è: il legame tra cielo e terra, che in sumero si traduceva Dur.An.Ki.
La nostra chiave di lettura sarà quindi:
Dur.An.Ki - Shu.Lim - Ki.En
Il Legame tra Cielo e Terra si trova nel Centro Supremo della Terra del Signore
Il mistero, però, non finisce qui. Ora dobbiamo scoprire cos’è e dove si trova esattamente il Legame tra Cielo e Terra.

La collina di Zel

C’è un luogo nella contea del Wiltshire che potrebbe combinarsi con la nostra chiave. I sumeri avevano un termine per descrivere i loro Ziggurat, che era E.Kur: la casa che è come una montagna. Questo ricorda molto il sito archeologico di Silbury Hill, che si trova vicino al super-henge di Avebury, nel centro della zona dei cerchi nel grano . Si tratta di una piramide calcarea conica che ha un diametro di base di 140 metri per un’altezza di 40. E’ sempre stato un luogo misterioso ed incomprensibile. Il nome Silbury, come racconta la leggenda, proveniva da un fantomatico cavaliere di nome sir Zel, dall’armatura lucente che cavalcava un cavallo dai paramenti luminescenti che raggiungeva velocità straordinarie. Col passare del tempo Zel è diventato, in slang, Sil e la collina ha preso il nome di Silbury Hill, “la collina del Signore luminoso”.
Potrebbe essere, quindi, la collina di sir Zel il Legame tra Cielo e Terra di cui, da tanto tempo, parlano i crop circles? Se fosse veramente così, i nostri avi ci avrebbero lasciato un mezzo di comunicazione, nel quale basterebbe solamente inserirvi la chiave, per scoprire da dove viene la nostra cultura.

NEXUS n.88 ott-nov 2010

Bibliografia
- L’enigma delle tracce circolari (Pat Delgado e Colin Andrews)
- Il mistero dei cerchi nel grano (Michael Hesemann)
- I nuovi cerchi nel grano (Michael Hesemann)
- La natura complessa dei cerchi nel grano (Eltjio Haselhoff)
- AA. VV. BLT Research (www.bltresearch.com)
- I misteri dell’antica Britannia (Hadingham)
- Il mistero di Stonehenge (John North)
- Il dodicesimo pianeta (Zecharia Sitchin)
- When time began (Zecharia Sitchin)
- Il Santo Graal (Henry Lincoln, Richard Leigh e Michael Baigent)
- Gli Ultimi Dei (Andrew Collins)
- Cloner le Christ (Didier Van Cauwelaert) (francese)
- I Templari Guardiani del Santo Graal (Franjo Terhart)
- Le Sette figlie di Eva (Bryan Sykes)
- Guerre atomiche al tempo degli dei (Zecharia Sitchin)
- 2000 A.C. Distruzione Atomica (David William Davenport - Ettore Vicenti)
- Il libro perduto del Dio Enki (Zecharia Sitchin)
- Il giorno degli dei (Zecharia Sitchin)
- La chiave di Hiram (Christopher Knight-Robert Lomas)

domenica 21 novembre 2010

SHARDANA: non solo guerrieri !




Le civiltà degli antichi egizi e dei sardi accomunate anche dallo stesso metodo di calcolo.

Arriva dal passato lo slancio verso il futuro. E a dargli lo sprint è Nicolino De Pasquale. Un ingegnere di Gamberale, insegnante all'Itis Volta di Pescara, che padroneggia i numeri con una dimestichezza tale da far sembrare i calcoli più improbabili di una semplicità estrema. L'uno, il tre, il sei gli hanno spalancato le porte d'accesso delle civiltà più antiche, consegnandogli anche la soluzione dei misteri finora più reconditi. La passione per la matematica e una bramosa sete di conoscenza lo hanno spinto nei meandri più oscuri di civiltà come i Maja, gli egizi e gli antichi abitanti della Sardegna. Osservando con attenzione una tavoletta di legno e una corda intrecciata ritrovata tra i reperti delle Ande in poche settimane ha riportato alla luce il sistema di calcolo Inca, in grado di fare operazioni così complicate da mandare in tilt persino i nostri computer. Poi tra calcoli e supposizioni è approdato nella terra dei faraoni, riproducendone il sistema numerico e scoprendo che è lo stesso di quello nuragico. Egizi e antichi sardi sarebbero dunque accomunati da metodi matematici molto simili, basati su calcoli che per noi risulterebbero dei veri e propri rompicapo. Ma che sono alla base delle due civiltà. De Pasquale infatti "punta il dito" sulla trigonometria. Esaminando gli scudi circolari decorati con le tipiche circonferenze del seno e del coseno dei guerrieri sardi ha scoperto che sono simili a quelli degli antichi giochi egizi della senet e del serpente. E che i principi trigonometrici che le due civiltà adoperavano potrebbero essere per noi di grande vantaggio nel campo del tridimensionale. La sensazionale conclusione del suo studio sarà divulgata dallo stesso ingegnere nel corso del convegno "La civiltà dei numeri uno" che si terrà dal 19 al 20 novembre a Cagliari e a Isili, al quale prenderanno parte i massimi studiosi di civiltà antica tra cui Sebastiano Seatzu, professore ordinario di Matematica presso l'università di Cagliari.

Antonella Di Lorito Il Tempo
Antikitera.net

Mi permetto di precisare che questa “riscoperta”, è un tassello del complesso puzzle messo insieme nel corso degli anni dallo studioso LEONARDO MELIS (Shardana i popoli del mare), che conferma lo stretto legame che gli “Shardana” avevano con le popolazioni del mediterraneo, non solo come mercenari: “ I POPOLI CHE NEL II MILLENNIO a.C. DEVASTARONO IL MEDITERRANEO, CANCELLANDO GLI IMPERI PIU' POTENTI: HATTUSA, UGARIT, CRETA E MICENE FURONO RASE AL SUOLO, LO STESSO EGITTO SI SALVO' GRAZIE ALL'INTERVENTO DEI MERCENARI SHARDANA AL SOLDO DEL FARAONE RAMESSE III, CHE TROVARONO UN ACCORDO CON I LORO CONTERRANEI INVASORI ………” .
Vi invito ad approfondire visitando il sito di Leonardo Melis (link fisso su questo blog), e leggendo le sue pubblicazioni. http://www.shardana.org/

Marco La Rosa

venerdì 12 novembre 2010

TUNGUSKA : FORSE RISOLTO IL SECOLARE MISTERO !







102 anni dopo la caduta del famoso corpo celeste a Tunguska, gli scienziati sono riusciti infine a identificare il sito dell'impatto di uno dei suoi frammenti e ad esaminare l'insolita composizione della sostanza di questa creatura spaziale. Lo studio è stato condotto usando un unico strumento, il GPR. Come risultato è stato provato che non era un meteorite, ma una cometa. Il mistero del meteorite di Tunguska ha attratto a lungo l'attenzione di ricercatori da tutto il mondo. Forse nessun visitatore dallo spazio esterno nella storia dell'umanità ha creato tanto rumore, sia letteralmente che figurativamente. La cosa più sorprendente è il fatto che in un centinaio di anni dall'evento, gli scienziati hanno fallito nel risolvere il puzzle. Cosa è avvenuto nel fiume Pdkamennaya Tunguska nel 1908? I testimoni dicono che il 30 Giugno circa alle 7 del mattino, qualcosa che sembrava una palla gigante è volata sul territorio della Siberia Centrale in direzione nord-ovest. Il suo volo venne accompagnato da effetti sonori e luminosi ed è finito con una potente esplosione seguita dalla caduta di una foresta tra i fiumi Kimchu e Hushmo, affluenti del Pdkamennaya Tunguska.L'esplosione è avvenuta alle 7:14 del mattino tempo locale. E' stata accompagnata da un potente terremoto registrato da molte stazioni sismologiche del mondo e onde d'aria. L'eco dell'esplosione a Tunguska venne sentito a 800 km. dall'epicentro e il colpo fece cadere 2100km quadrati di foresta e in un raggio di 200km le finestre di alcune case si sono rotte. Subito dopo, una tempesta magnetica è iniziata e poi durata 5 ore. Ecco come questo evento è descritto da un testimone, residente locale, Semyon Semenov:

"Stavo muovendo la mia ascia quando il cielo a nord si è diviso in due parti ed è apparso il fuoco sopra la foresta, che ha coperto l'intera parte nord del cielo. In quel momento mi sono sentito molto caldo, come se la maglietta fosse in fiamme. Volevo strapparmela, ma il cielo si chiuse e ci fu un forte botto. Sono caduto e sono stato spazzato via. Dopo il colpo le rocce sembravano cadere dal cielo, sembrava di sentire degli spari, il terreno tremava e sdraiandomi temevo che le rocce mi avrebbero rotto la testa. Quando il cielo si aprì, arrivò un vento caldo da nord, come da un cannone, che ha lasciato tracce a terra. Scoprii quindi che molte finestre si erano rotte e che la serratura della porta del granaio si era rotta".In qualche modo più tardi di notte il 30 Giugno, si osservarono luci nel cielo, nubi splendenti e un crepuscolo insolitamente colorato in varie zone dell'Europa Occidentale e della Russia. Con osservazioni fatte in Germania ed Inghilterra, si capì che questa luce non era dell'aurora, ma di natura differente. Studiando questo fenomeno, astronomi Francesi suggerirono prima che il 30 Giugno la Terra si scontrò con una nube di polveri cosmiche. Più tardi questa ipotesi venne supportata da molti altri scienziati prominenti, in particolare B.I. Vernadsky. Egli pensò che forse non si trattava di una semplice nube di polvere, ma di una nube ghiacciata, parte del nucleo di una cometa. Molti astronomi comunque pensarono che l'evento di Tunguska fu il risultato della caduta di un meteorite gigante sulla Terra.La prima spedizione sul sito del disastro venne inviata solo nel 1921, ma i membri non riuscirono ad arrivare. Solo nel 1927 un team guidato da Leonid A.Kulik riuscì ad arrivare nell'epicentro dell'esplosione. La cosa più interessante è che non trovarono un cratere lasciato dall'impatto del meteorite sulla Terra. Altra stranezza dell'evento di Tunguska fu che la foresta venne abbattuta in una grande area vicina al presunto sito del meteorite, ma rimase intatta nell'epicentro dell'esplosione. Sembrava che l'"alieno" fosse esploso in aria senza raggiungere la superficie del pianeta.Negli anni seguenti, i ricercatori non trovarono il cratere del meteorite o frammenti del corpo celeste stesso. Molti studiosi chiesero se fosse un meteorite. Si ipotizzò che l'esplosione non fu causata da un corpo celeste, ma da gas della Terra sfuggiti dall'interno (benchè non ne vennero rilevate tracce) o che la causa fu un esperimento segreto di Tesla con l'elettricità. Tutte queste teorie però non sono state confermate. I primi passi verso la rivelazione del mistero di Tunguska vennero fatti nel 2007 da un gruppo di ricercatori Italiani. La loro spedizione condusse indagini geologiche del sottosuolo e delle sponde del Lago Cheko, a poche miglia dal centro dell'esplosione e determinò che questo bacino d'acqua era conico e profondo 50 metri.
Tutto questo suggerisce che un pezzo del meteorite di Tunguska cadde in quel punto. Altri candidati per il ruolo di "crateri" erano le paludi vicine di Bublik, Suslov e i canali di Cranberry. Nel 2010, una spedizione di Vladimir Alexeev con il Troitsk Innovation and Nuclear Research Institute (TRINITY) si diresse all'area della caduta del meteorite. Gli scienziati portarono un radar a penetrazione, uno strumento capace di sondare il sottosuolo fino a 100 metri. L'esame del cratere di Suslov chiarì che si era formato dall'impatto di un corpo celeste sulla superficie della Terra.Il fondo di questo canale venne così strutturato: gli strati superiori erano permafrost moderno, sotto c'erano strati danneggiati e infine più a fondo, sono stati scoperti i frammenti del corpo cosmico. Analisi preliminari hanno mostrato che si trattava di un enorme pezzo di ghiaccio apparentemente staccatosi dal nucleo di una cometa.

Le famose "stelle con la coda" consistono in ghiaccio insolito formato da acqua ghiacciata nello spazio, metano e altri gas con particelle solide miste. Il kernel pesa centinaia di miliardi di tonnellate ed è seguito da una coda kilometrica, consistente di gas rarefatti formati dall'evaporazione del ghiaccio causata dal sole.

Accadde che avvicinandosi alla Terra, il nucleo ghiacciato della cometa si ruppe in frammenti, espulsi a kilometri di distanza per l'esplosione. Essendo caduti sulla superficie del nostro pianeta, formarono molti crateri, incluso il canale di Suslov esaminato dal gruppo di Alekseev. La coda della cometa che si ruppe, attraverso l'atmosfera causò lo strano bagliore nei cieli., osservato la notte dopo la caduta del corpo celeste. Gli scienziati hanno anche studiato le tracce della materia di origine non terrestre trattenuta nella resina degli alberi nell'epicentro dell'esplosione (crescono ancora). I ricercatori hanno concluso che la sostanza era molto simile alla polvere cosmica parte del nucleo della cometa. Questo li ha convinti ulteriormente che lo "straniero" di Tunguska non dovrebbe essere chiamato meteorite, ma cometa.

Quindi, la teoria suggerita molti anni fa dall'Accademico V.I. Vernadsky sulla natura di cometa del meteorite di Tunguska ora ha ricevuto una conferma. E' interessante che siano serviti quasi 100 anni agli scienziati per risolvere questo mistero. Però come dicono, meglio tardi che mai.

Da:
Enrico Baccarini;

Antikitera.net;

Fonte " Pravda.”, articolo di Anton Yevseev, tradotto da Richard per Altrogiornale.org

martedì 9 novembre 2010

TUTANKHAMON....nuova scoperta sulle reali cause della morte!







Un nuovo studio mostra che Tutankhamon, il famoso faraone-ragazzo, morto intorno all'età di 18 anni, ha subito una lacerazione violenta del petto, la quale probabilmente, lo avrebbe ucciso.

I raggi X e TAC hanno precedentemente dimostrato che il cuore del faraone, la parete toracica, la parte anteriore del suo sterno e le costole adiacenti, sono mancanti. Per gli antichi egizi la rimozione del cuore era cosa proibita.

"Il cuore, considerato la sede della ragione, emozione, memoria e personalità, era l'unico organo principale volutamente lasciato nel corpo", scrive il dottor Robert Ritner nel libro Egitto.

La nuova ricerca è stato condotta dal Dott. Benson Harer, un medico con un background in Egittologia, a cui è stato dato l'accesso a quasi 1700 TC immagini di Tut che sono state prese da un team di scienziati egiziani nel 2005. Il Dr. Zahi Hawass, capo del Consiglio supremo egiziano delle antichità, ha dato il permesso per il lavoro.

Nuovi sviluppi ci attendono.

Da: Antikitera.net
Heritage-key.com

venerdì 5 novembre 2010

ADDIO "MAESTRO" ! CI MANCHERAI ! - Morto ZECHARIA SITCHIN !




Ci giunge la notizia della morte di Zecharia Sitchin lo scorso 9 ottobre all'età di 90 anni. Sitchin è stato un brillante studioso nel campo della ricerca paleoastronautica. Personaggio controverso e molto dibattuto ha altresì rivestito l'innegabile ruolo di aver avvicinato discipline appartenenti ad ambiti ristretti verso il grande pubblico.L'enciclopedia online wikipedia ce ne offre una breve biografia in questa pagina:

È stato autore di numerosi libri di divulgazione sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, ed è un sostenitore della "teoria dell'antico astronauta" come spiegazione dell'origine dell'uomo. Le controverse teorie di Sitchin, basate sulla sua personale interpretazione dei testi sumeri, sono considerate pseudoscienza dalla comunità scientifico-accademica, ma registrano un buon seguito nell'ambito della letteratura popolare.

Egli attribuisce la creazione dell'antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Nefilim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru, un ipotetico 9º pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese.

Sitchin afferma anche che in corrispondenza della fascia principale degli asteroidi del sistema solare si sarebbe trovato anticamente un pianeta che i Sumeri chiamavano Tiamat, che sarebbe previsto dalla Legge di Titius-Bode.

Il punto di vista di Sitchin non è supportato da alcuna evidenza scientifica, e la sua teoria personale non viene considerata attendibile per via dell'assenza di prove a sostegno, sia dal punto di vista linguistico che dal punto di vista scientifico.

Le teorie di Sitchin andrebbero secondo alcuni nella categoria del creazionismo non-religioso, ma lo stesso Sitchin riporta nei suoi testi nozioni di Evoluzione teistica, sebbene egli sostenga che l'uomo sarebbe a suo dire frutto di esperimenti di ibridazione genetica con specie terrestri condotti da alieni.

A novant'anni Sitchin non aveva cessato studiare i misteri del nostro passato e pubblicare incredibili libri. Tra le sue diverse presenze italiane la più recente e significativa lo vide assieme al compianto Monsignor Corrado Balducci in un convegno tenutosi a Bellaria nel 2000.

Sul sito personale dello scomparso studioso campeggia una richiesta della famiglia al rispetto di questo loro momento di dolore ovvero a ricordarlo per le opere e le ricerche compiute in questi decenni.

Fonte:ANTIKITERA.NET – ENRICO BACCARINI.COM

lunedì 1 novembre 2010

LA TERRA NON E' SOLA !!!


SISTEMI SOLARI COME IL NOSTRO POTREBBERO ESSERE MOLTO COMUNI

Andrew Howard e Geoffrey Marcy, astronomi della University of California Berkeley, hanno osservato per cinque anni una serie di 166 stelle di classe G e K (simili al nostro Sole) che si trovano nel raggio di 80 anni luce dalla Terra, allo scopo di trovare pianeti extrasolari e classificarli per massa e distanza orbitale dalle loro stelle. Il risultato della ricerca è che potrebbero esistere pianeti simili alla Terra, per dimensioni o massa, attorno a una stella su quattro.

"Su circa 100 stelle tipicamente simili al Sole, una o due hanno pianeti delle dimensioni di Giove, circa sei hanno pianeti simili a Nettuno, e circa 12 hanno super-Earth compresi tra le 3 e le 10 masse terrestri" spiega Howard. "Se poi considerassimo i pianeti dalle dimensioni simili a quelle terrestri, tra 1, 5 e 2 volte la massa della Terra, crediamo che si potrebbero trovare attorno a circa 23 stelle su 100".

"E' la prima stima, basata su misurazioni attuali, sulla frazione di stelle che hanno pianeti con dimensioni simili al nostro" dice Marcy, riferendosi al fatto che, fino ad ora, le ricerche si sono soprattutto concentrate nello scoprire la diffusione di pianeti simili a Giove e Saturno, ma non corpi dalle dimensioni inferiori.

La ricerca si basa su distanze relativamente piccole tra i pianeti e le loro stelle; è quindi ragionevole supporre che possano esserci molti più pianeti Earth-like a distanze superiori, e probabilmente all'interno della fascia di Goldilocks, la zona abitabile di un sistema solare in cui l'acqua può esistere allo stato liquido.

Gli astronomi hanno utilizzato il telescopio di Keck, nelle Hawaii, uno strumento di 10 metri che è stato usato per misurare le variazioni di luce delle stelle osservate. Questa tecnica, allo stato attuale, consente di scoprire molto più facilmente oggetti dalle dimensioni imponenti che pianeti simili al nostro, come giganti gassosi o super-Earth da 15 a 30 volte la massa della Terra.

In totale si sono scoperti 33 pianeti attorno a 22 delle 166 stelle osservate. Il risultato è stato che circa il 12% dei sistemi solari hanno pianeti super-Earth, dalle 3 alle 10 masse terrestri, ma la prospettiva è che la percentuale possa salire fino al 23% nei prossimi anni, quando la tecnologia ci consentirà di rilevare più facilmente la presenza di pianeti simili al nostro.

Secondo Howard e Marcy, il telescopio da loro utilizzato potrebbe rilevare da 120 a 260 pianeti "plausibilmente terrestri" attorno a 10.000 stelle di classe G e K. "Uno degli obiettivi dell'astronomia è quello di trovare 'eta-Earth', la frazione di stelle simili al nostro sole che possiedono un pianeta simile alla Terra. Questa è una prima stima, e il numero reale potrebbe essere uno su otto, invece di uno su quattro. Ma non è uno su 100, il che è una notizia estremamente positiva".

Da: DITADIFULMINE.COM
ANTIKITERA.NET