IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

venerdì 15 gennaio 2010

L'ARCA DI NOE' : nuove scoperte dalle tavolette cuneiformi sumere !




Una nuova tavoletta tradotta dà istruzioni per la costruzione. La scoperta di uno storico dilettante era rimasta quasi ignorata

E' ben noto che gli animali furono raccolti in coppie a bordo della enorme imbarcazione. Meno nota, tuttavia, è la possibilità che gli animali raccolti Noè nella sua arca potessero girarvi intorno e dentro.

Secondo le istruzioni di recente tradotte, scritte in antico babilonese su una tavoletta di argilla che racconta la storia dell'Arca, la nave che ha salvato un uomo virtuoso, la sua famiglia e gli animali dall'acqua provocata dall'ira di Dio, non aveva la prua appuntita, come immagina la fantasia popolare, ma era piuttosto una gigantesca zattera circolare.

La tavoletta, di circa 3.700 anni, è stata trovata da qualche parte in Medio Oriente da Leonard Simmons, un londinese autodidatta che sviluppòla sua passione per la storia mentre era in servizio presso la RAF, negli anni 1945-1948.

Essa fu ereditata da suo figlio Douglas, che lo portò a una delle poche persone al mondo che potesse leggerla, e la diede a Irving Finkel, un esperto del British Museum, che ha tradotto le sue 60 righe di scrittura cuneiforme.

Ci sono dozzine di antiche tavolette ritrovate che descrivono la storia del Diluvio, ma Finkel dice che questo è la prima a descrivere la forma della nave.

"In tutte le immagini si è sempre considerato che l'arca fosse fatta, in effetti, come una nave per l'oceano, con una prua appuntita e una chiglia per cavalcare le onde - e così è stata raffigurata", ha detto Finkel. "Ma l'Arca non doveva andare da nessuna parte, doveva appena rimanere a galla, e le istruzioni sono per un tipo di imbarcazione che gli artefici conoscevano molto bene. Questo tipo è ancora a volte utilizzato in Iran e in Iraq oggi, una specie di "coracle" rotonda che si sapeva esattamente utilizzare per il trasporto di animali su un fiume o in caso di inondazioni".

La ricerca di Finkel getta nuova luce sulla storia, familiare in Mesopotamia, che è diventata il racconto della Genesi, nell'Antico Testamento, di Noè e l'arca che salvò il suo serraglio dalle acque che coprivano ogni altro essere vivente sulla terra.

Nella sua traduzione, il dio che ha deciso di risparmiare un solo uomo parla a Atram-Hasis, un re sumero vissuto prima del diluvio, che ricopre la figura di Noè nelle antiche versioni della storia arca. "Costruisci, costruisci! Costruisci una zattera di canne! Atram-Hasis, presta attenzione al mio consiglio, e potrai vivere in eterno! Distruggi la tua casa, costruisci una barca, disprezza i beni e salvare la vita! Disegna la barca che sarà costruita con un disegno circolare. Fa' in modo che la sua lunghezza e la larghezza siano uguali".

La tavoletta prosegue con il comando di usare fibre di palma intrecciati, impermeabilizzate con bitume, e poi di costruire cabine per le persone e gli animali selvatici.

Si conclude con il drammatico comando di Atram-Hasis allo sfortunato costruttore della barca, che egli manda incontro al suo destino, a sigillare la porta una volta che tutti gli altri sono al sicuro dentro: "Quando anche io sarò salito in barca, sigilla la cornice della porta!"

Fortune sono state spese nel XIX secolo da appassionati ricercatori dell'archeologia biblica per ritrovare la prova del diluvio universale. Il mito del diluvio, elaborato nella Mesopotamia, fu incorporato nella grande epopea poetica di Gilgamesh, e Finkel, curatore della recente mostra al British Museum su Babilonia, ritiene che è stato durante la cattività babilonese che gli ebrei esiliati impararono questa storia, che riportarono a casa con loro, per inserirla nell'Antico Testamento.

Nonostante la sua unicità, la tavoletta studiata da Simmons - che è stata datata intorno al 1.700 a.C. ed è solo qualche secolo più recente della più antica nota - è stata quasi ignorata.

"Quando mio padre tornò, spedì una cassa intera di questo tipo di cose a casa - sigilli, tavolette, frammenti di ceramica", ha detto Douglas. "Le aveva forse raccolte nei bazar, e quando la gente sapeva che lui era interessato a questo genere di cose, glie le portava e lui le acquistava per pochi soldi".

Simmons senior divenne un lavoratore di scenario alla BBC, ma mantenne il suo amore per la storia, ed era molto deluso quando gli accademici respinsero i suoi tesori, come cose banali e inutili. Suo figlio portò la tavoletta a un open day del British Museum, dove Finkel "diede un'occhiata e quasi cadde dalla sedia" con entusiasmo.

"E 'la cosa più straordinaria", ha affermato Simmons della tavoletta. "Si tiene in mano, e si ha da subito una sensazione di essere collegati direttamente ad un passato molto antico - e ti dà un brivido lungo la schiena".

I predatori dell'Arca perduta

Il fascino per l'uomo del diluvio e la curiosità sul luogo in cui l'arca giace mostrano pochi segni di cedimento.

La storia ha viaggiato nei secoli dagli antichi babilonesi e continua ad affascinare nel XXI secolo.

Innumerevoli spedizioni hanno viaggiato al monte Ararat in Turchia, dove l'arca di Noè si dice che sia arrivata a fermarsi, ma la prova scientifica della sua esistenza è ancora da trovare.

Recenti sforzi per trovarla sono state guidate dai creazionisti, che sono desiderosi di mostrare la prova della verità letterale della Bibbia.

"Se il diluvio di Noè infatti spazzò via l'intero genere umano e la sua civiltà, come insegna la Bibbia, l'arca costituisce il restante collegamento importante con il mondo antidiluviano", spiega John D Morris dell'Institute for Creation Research.

"Nessun manufatto significativo potrebbe mai essere di maggiore antichità o importanza".

In epoca vittoriana alcuni rimasero ossessionati con la storia arca. George Smith - un umile assistente del British Museum che, nel 1872, decifrò la Tablet Flood, che reca scritta la versione assira del racconto dell'arca di Noè - a quanto pare non poteva contenere la sua eccitazione di fronte alla propria scoperta.

Secondo gli archivi del museo: "Egli balzò in piedi e si precipitò nella stanza in un grande stato di eccitazione e tra lo stupore dei presenti cominciò a spogliarsi".

Da: La Porta del Tempo

(1 Gennaio 2010)
link: http://www.guardian.co.uk/uk/2010/jan/01/noahs-ark...

mercoledì 13 gennaio 2010

"ORDINE IMPLICATO": da qui origina il tutto !


L'ORDINE IMPLICATO
di David Peat

"Tutto quello che vediamo intorno - affermò Bohm - la provincia della fisica Newtoniana altro non è che la superficie del mondo, il suo ordine esplicato. Lì giace qualcosa di molto più profondo dal quale si dispiega il nostro ordine esplicato".


Il catalizzatore, di quella che fu la maggiore trasformazione della vita e del lavoro di Bohm, fu scoperto da Saral Bohm, durante una delle loro visite in libreria. Lì, lei venne a contatto con un libro che conteneva la frase “l'osservatore è l'osservato”. Questo suonava esattamente come quel tipo di cose di cui, sempre, Bohm parlava nel contesto della teoria quantistica.

Saral gli mostrò The first and last freedom, (La prima e ultima libertà - Astrolabio 1969 - ndt) scritto dal maestro indiano Jiddu Krishnamurti. Bohm lo lesse il più velocemente possibile, poi prese in prestito altri libri dello stesso autore.

Testimoniavano l'esistenza di un pensatore che aveva visto profondamente e autenticamente nell'essenza del problema umano. […] Avendo sognato a lungo sulla trascendenza, si apriva ora per Bohm un passaggio verso ciò che giace oltre i pensieri. […] Entrò appassionatamente e con tutto il cuore dentro questo irruente mondo esoterico. Nei libri di Krishnamurti trovava un'analisi chiara della natura della coscienza e del meccanismo grazie al quale il pensatore separa se stesso - se stessa, quale entità distaccata, indipendente. […] Le osservazioni di Krishnamurti che “il pensatore è il pensiero” e “l'osservatore è l'osservato” colpirono Bohm in quanto somiglianti con la sua stessa - e di Niels Bohr - meditazione sul ruolo dell'osservatore nella teoria quantistica. Bohm aveva sperimentato personalmente il modo in cui l'osservazione di un determinato pensiero cambia il movimento del pensiero stesso. […]

Il maestro indiano indicava una consapevolezza diretta del piano universale, lo stesso piano che Bohm stava cercando di descrivere nella sua fisica. Non appena ebbero modo di parlare, l'energia focalizzata di Bhom lo rese capace di penetrare e rimanere nell' “indicibile”, allo stesso tempo sollecitando il maestro indiano a chiarire ed espandere il suo insegnamento. […] Le sue conversazioni con il maestro indiano erano così importanti per Bohm che ogni anno lui e Saral andarono a Saanen, in Svizzera, dove Krishnamurti teneva i sui discorsi. Fu durante questo periodo che Bohm gli parlò di fisica. Krishnamurti non si soffermava molto sulla scienza, o su ciò che riguarda la musica, l'arte, la filosofia o la letteratura. In ogni caso avvisò Bohm di “cercare di cominciare dallo sconosciuto”. Per Bohm il tema cruciale era come dissolvere i compartimenti stagni della conoscenza e permettere che operasse qualcosa di nuovo e creativo.

Il pensiero è lo strumento grazie al quale la scienza va avanti, tuttavia, anche, il pensiero controlla il pensatore. La più profonda intuizione scientifica si manifesta, credeva Bohm, solo quando la mente raggiunge uno stato di così intensa energia che gli abituali modelli di pensiero sono dissolti. Il momento creativo di un Archimede, di un Newton o di un Einstein includono la stessa trasformazione di cui parlava Krishnamurti. […]

Egli chiedeva che il pensiero fosse spinto al suo limite, fino a quel punto in cui apre la strada a qualcosa d'altro. Bohm, in ogni caso, credeva che il pensiero avesse ancora un ruolo significativo da giocare. Quando “era portato all'interno dell'ordine”, poteva essere un valido strumento. Pensare era il centro della sua vita, come avrebbe potuto portare avanti la fisica senza? Questa domanda continuava a confonderlo. […]
Bohm era consapevole di un'intensa, attenta capacità di osservazione in Krishnamurti. In particolare aveva notato l'attenzione che Krisnhamurti dava ai movimenti degli occhi. […]

Nel 1974, quando veniva a farmi visita da Ottawa, abbiamo passato diversi giorni a parlare di Krishnamurti. A quel tempo lo provocavo, nello spirito amabile della nostra conversazione, che fino a quando egli stesso non avesse sperimentato lo stato di cui Krishnamurti parlava, la sua discussione sulla trasformazione era ipotetica e vuota. A questo replicò: "beh, lasciamelo dire, ho visto alcune delle cose di cui parla Krishnamurti. Ho guardato la realtà e ho visto che è un'illusione.”
Molti si sono meravigliati dell'estensione del coinvolgimento con il maestro indiano. La sua comprensione di Krisnamurti era puramente “intellettuale” o dovette anch'egli entrare in uno stato di trasformazione?" […].

Bohm da parte sua arrivò a chiedersi perché tale trasformazione era accaduta solo a Krishnamurti…[…] era davvero libero dai condizionamenti? […]. Perché intorno a lui nessuno aveva sperimentato una trasformazione radicale della coscienza? Per Bohm la mente è “non locale”, perché la trasformazione non si era trasmessa? Nessuno dei suoi ascoltatori lo aveva ascoltato come si doveva? C'erano dei problemi nella sua comunicazione? C'era qualcosa d'incompleto nel suo messaggio? […]

Guardando al passato è difficile determinarlo, ma è certo che mentre alcuni dettero il benvenuto alla vicinanza tra Bohm e Krishnamurti, altri sarebbero stati felici di vedere il crearsi di un dissapore tra i due. […]

Verso la fine della sua vita per esempio[Bohm], parlò delle umiliazioni che aveva subito per mezzo di Krishnamurti il quale in sua presenza faceva delle battute taglienti sui “professori” e non aveva compreso l'importanza del lavoro di Bohm. Se solo, pensava Bohm, Krishnamurti avesse avuto la volontà di ascoltare le sue idee sull'ordine implicato, avrebbero magari trovato un modo di indagare ancora più approfondito. Forse l'idea dell'ordine implicato avrebbe aiutato le persone a comprendere quello che diceva Krishnamurti.

Tuttavia il maestro indiano non sembrò mai prendere troppo sul serio tali cose, definendole probabilmente un altro prodotto del pensiero. Se da un lato i confini del suo ego talvolta si dissolvevano in un'essenza o in piano ben più grandi, dall'altro l'immagine di Se impoverita di Bohm doveva essere difesa.

“Ora sono essenzialmente libero dai miei dolori [al petto ndt] così come sono libero, su K. e quello che dice, di prendere ciò che giusto e lasciare ciò che è sbagliato”
(da una lettera di Bohm del gennaio 1980)

Il pezzo è un mosaico di stralci tratti dal libro:
David Peat, Infinite Potential - The life and time of David Bohm - Perseus Publishing 1997
cura e traduzione di: Elsa Nityama Masetti

DA: Scienza e conoscenza 25-02-2009

martedì 12 gennaio 2010

MITOLOGIA E SCIENZA.......correlazioni non trascurabili !


SHIVA al CERN
di www.fritjofcapra.net

La danza cosmica di Shiva al CERN

Il 18 giugno del 2004, fu disvelata un'insolita pietra miliare al CERN - il Centro europeo per la ricerca in Fisica delle Particelle a Ginevra - una statua di 2m di altezza della divinità indiana Shiva Nataraja, il Signore della Danza. La statua, simbolo della danza cosmica di creazione e distruzione di Shiva, è stata donata al CERN dal governo indiano per celebrare il centro di ricerca, da lungo tempo associato con l'India.

Nella scelta dell'immagine di Shiva Nataraja, il governo indiano ha riconosciuto il significato profondo della metafora della danza di Shiva quale danza cosmica delle particelle subatomiche, osservata e analizzata da fisici del CERN. Il parallelo tra la danza di Shiva e quella delle particelle subatomiche è stato discusso per la prima volta da Fritjof Capra in un articolo intitolato "La danza di Shiva: “La visione Hindu della materia alla luce della fisica moderna", pubblicato su “Main Currents in Modern Thought”(Correnti principali nel pensiero contemporaneo, ndt) nel 1972. La danza cosmica di Shiva è poi diventata la metafora centrale del best-seller internazionale di Capra: Il Tao della Fisica, pubblicato per la prima volta nel 1975 e tuttora stampato in oltre 40 edizioni diverse in tutto il mondo.

Una speciale targa accanto alla statua di Shiva al CERN, spiega il significato della metafora della danza cosmica di Shiva con diverse citazioni da Il Tao della Fisica. Ecco il testo della targa:

Ananda K. Coomaraswamy, vedendo al di là del ritmo incontenibile, della bellezza, della potenza e della grazia di Nataraja, una volta ha scritto: "E' la più chiara immagine dell'attività di Dio, che qualsiasi arte o religione possano vantare".

Più di recente, Fritjof Capra ha spiegato che "la fisica moderna ha dimostrato che il ritmo della creazione e della distruzione non è solo palese nel ciclo delle stagioni, nella nascita e nella morte di tutte le creature viventi, è anche l'essenza stessa della materia inorganica” e che “Per la fisica moderna, quindi, la danza di Shiva è la danza della materia subatomica".

E', infatti, come Capra ha concluso: "Centinaia di anni fa, gli artisti indiani crearono immagini visive di Shiva danzante in una bella serie di bronzi. Nel nostro tempo, i fisici hanno utilizzato la tecnologia più avanzata per ritrarre i modelli della danza cosmica. La metafora della danza cosmica quindi unifica la mitologia antica, l'arte religiosa e fisica moderna ".

Fonte: http://www.fritjofcapra.net/shiva.html, Fritjof Capra©
Scienza e Conoscenza 28-04-2009

venerdì 8 gennaio 2010

2012..... QUALCOSA IN PIU' ... DA SAPERE




INVERSIONE dei POLI, SLITTAMENTO e i Maya

Ne ha parlato di recente anche Voyager, peccato che da un lato per salvare la scientificità liquidi il catastrofista che, del resto, si rifà a visioni intuitive e, dall'altro, si dilunghi sulle profezie di Malachia - santo della notte dei tempi - che bada caso ha derivato anche lui materiale dal suo potere visionario. Nella nebbia di queste mediatiche intercessioni l'articolo che segue appare, perlomeno, proporzionato.

Più di una volta l'umanità si è trovata a provare un certo timore al sopraggiungere di alcune date indicate a titolo profetico come fatidiche. E' successo, ad esempio, per l'anno mille, e il fenomeno si è ripetuto solo 8 anni orsono (almeno per coloro che seguono il calendario gregoriano) durante il nostro primo giorno d'ingresso nel terzo millennio. In ambedue i casi però non si è verificato nulla di quanto previsto, e questo porta a suggerire che si possano dormire sonni tranquilli anche per il futuro.

Ma da qualche tempo il giorno 21 dicembre dell'anno 2012 viene indicato sempre più insistentemente come la prossima scadenza per l'arrivo di una grande catastrofe, e viene da chiedersi se siamo di nuovo alle prese con l'ennesimo parto della fantasia umana, o se per caso questa volta “bolla in pentola” qualcosa di diverso. A ben vedere infatti il 21 dicembre 2012 non è una data partorita dal solito profeta “ispirato da Dio”, ma è la data di conclusione di un computo matematicamente e astronomicamente perfetto: il calendario Maya.

I calendari Maya
Il popolo Maya disponeva di differenti calendari astronomici (come ad es. il calendario di Venere), ciascuno con una diversa funzione. Di tutti questi però, ... solo tre sono particolarmente noti:
1) Lo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni. Era considerato sacro, e veniva utilizzato per la scelta dei giorni in cui svolgere i cerimoniali religiosi;
2) L'Haab aveva una durata di 365 giorni, e pur espletando la stessa funzione del nostro attuale calendario, era già molto più preciso di esso;
3) Il calendario del “lungo computo”, che veniva utilizzato per cadenzare il tempo della nostra era, ed aveva una durata di circa 5125 anni.

A tutto questo va aggiunto che la cultura Maya non misurava lo scorrere del tempo secondo una direzione lineare, ma circolare, ovvero suddividendolo in cicli o ere. Ciò derivava dal fatto che i sacerdoti di questo antico popolo ritenevano il cammino della civiltà soggetto a periodiche - e quindi prevedibili - catastrofi planetarie, che fungerebbero da spartiacque tra la fine di un'era e l'inizio di quella seguente. Secondo quest'ultimo calcolo, la nostra era iniziò il 13 agosto del 3114 a.C, e sarebbe ormai giunta al tempo della fine, terminando esattamente il 21 dicembre 2012.

Alcuni fatti rimasti inspiegabili
Contrariamente a quanto si possa credere, i Maya erano tutt'altro che un popolo primitivo e superstizioso. Anzi, se facciamo eccezione per il calendario religioso, tutti gli altri calendari Maya esaminati sino ad ora costituiscono un mistero proprio a causa della loro notevole precisione.
Tutto ciò rende la questione sulla loro vera data d'origine un fatto molto dibattuto nell'ambito della letteratura nota come archeologia eretica (i cui esponenti più celebri sono R. Bauval e G. Hancock).

Quando ancora non conoscevano nè la ruota nè la bilancia, ad esempio, i Maya erano già in possesso di nozioni matematiche e astronomiche straordinariamente complesse, testimoniate appunto dall'esistenza dei loro antichi calendari.
Sappiamo per certo che chi realizzò il calendario solare ottenne una precisione superiore a quella da noi conseguita in epoca moderna. Altrettanto sbalorditivi sono il calendario di Venere, e il calendario del lungo computo (della durata di ben 5125 anni), che era addirittura in grado di prevedere tutte le eclissi di sole e di luna verificatesi sino ad oggi!

I Maya inoltre - fatto ancora più misterioso - conoscevano già il fenomeno della precessione degli equinozi, che il loro calendario dell'anno galattico indicava compiersi in 25.625 anni! Come abbiano potuto calcolarlo, nessuno è in grado di spiegarlo, ma questo fatto porta a supporre che gli antichi autori dei calendari possano avere ragione anche riguardo alla ciclicità dei grandi eventi catastrofici planetari.

Di fronte a tale perizia e precisione, diventa legittimo ipotizzare che questi astronomi ante-litteram non fossero semplicemente i sacerdoti di un popolo primitivo (che non conosceva neppure la ruota), ma gli scienziati dell'ultima civiltà evoluta che avrebbe preceduto la nostra.

Sarà infatti solo una coincidenza, ma gli archeologi fanno risalire l'origine dell'attuale civiltà proprio ad un periodo collocato pochi secoli prima del 3000 a.C., ovvero ad una data che corrisponde in modo inquietante al 3114 a.C. indicato dai Maya come inizio della nostra attuale era.

Il significato del 2012 secondo l'interpretazione Maya
Se qualcuno ha pensato che tutta l'annosa questio sulla “profezia” maya può risolversi nel confronto tra catastrofisti e negazionisti rimarrà piuttosto deluso. Il rompicapo è più complesso di ciò che si può immaginare persino per chi ritiene attendibile (a vario titolo) il calendario Maya del lungo computo.

La data del 21 dicembre 2012 lascia infatti spazio a diverse interpretazioni. La notte tra il 21 e il 22 dicembre infatti è anche il periodo dell'anno in cui si verifica il solstizio d'inverno, un evento astronomico ciclico caratterizzato dalla minore durata della luce solare in assoluto. Per tale ragione tutti i popoli più antichi lo consideravano un giorno sacro, che rappresentava la sconfitta della luce/fonte di vita sulle tenebre/simbolo di morte, ovvero la fine di un ciclo vitale.

Trascorsi i tre giorni nei quali il sole sembra sprofondare negli abissi dell'oscurità, le ore di luce tornano nuovamente ad allungarsi. Ecco quindi spiegato il motivo per cui i nostri avi celebravano la nascita di tutte le loro diverse divinità solari proprio il 25 dicembre (Horus, Attis di Frigia, Mitra etc. etc.), ed ecco anche perché il 21 dicembre 2012 potrebbe avere solo un significato metaforico, riferito al completamento di un periodo astronomico.

In tale occasione però il ciclo a cui potevano avere fatto riferimento i Maya non è ovviamente il solo ordinario solstizio d'inverno, quanto la sua coincidenza con il completamento di un altro ciclo, il c.d. anno galattico.
Anche quest'ultimo termina infatti proprio il 21 dicembre 2012, data in cui l'asse terrestre avrà percorso un giro completo di circa 26000 anni attorno al proprio centro di rotazione a causa della precessione degli equinozi.

I Maya quindi conoscevano perfettamente anche questo ulteriore e complesso fenomeno astronomico, che ritenevano durasse 25625 anni e che avevano denominato appunto “anno galattico”.
Esiste tuttavia una lieve differenza di computo tra il periodo di precessione calcolato in epoca moderna e quello stabilito nell'antico calendario, ma ciò è sicuramente dovuto al fatto che la precessione degli equinozi (o anno galattico per i Maya), pur essendo un fenomeno ciclico prevedibile, è estremamente variabile e irregolare. La sua durata esatta infatti dipende dalla combinazione di molti fattori.

La Luna e il Sole ad esempio non si trovano sempre nello stesso piano (in quanto si muovono l'una rispetto all'altro) e di conseguenza si vengono a produrre interazioni gravitazionali sulla rotazione terrestre (nutazione) di natura variabile.

Il sole sotto accusa
I Maya non solo avevano diviso la storia del mondo in 5 diverse epoche, ma usavano riferirsi a ciascuna di esse associandole al sole, in ordine cronologico. Stando quindi alla tradizione Maya, sarebbe proprio il nostro astro a svolgere il ruolo di protagonista in questi sconvolgimenti ciclici planetari.

A tal proposito basti aggiungere che le loro previsioni collocano il periodo storico in cui stiamo vivendo nel quinto e ultimo sole. Questa associazione è stata rilevata da studiosi come Adrian G. Gilbert e Maurice M. Cotterrell, che hanno svolto approfondite indagini in proposito, presentate nel dettagliato volume Le profezie dei Maya. Secondo gli autori, i sacerdoti di questo antico popolo sapevano già migliaia di anni or sono che nel 2012 si sarebbe scatenata una tempesta solare di inaudita violenza, che avrebbe determinato la fine della nostra era.

Inversione dei poli magnetici e olocausti solari
In televisione se ne parla poco, ma gli scienziati hanno comunque scoperto che i poli magnetici terrestri si invertono ciclicamente nel corso del tempo, con conseguenze drammatiche per l'ecosistema globale.

La prova ci arriva dall'esame delle rocce ignee risalenti a diverse ere geologiche. Queste ultime infatti, una volta passate dallo stato magmatico a quello solido, possiedono la particolare proprietà di conservare “l'impronta” del campo magnetico terrestre presente nel momento del loro raffreddamento.

Tale caratteristica ha poi consentito ai geologi di scoprire che il nord e il sud magnetico si invertono ciclicamente, passando per fasi intermedie dove le diverse polarità non risultano perfettamente allineate, ed in cui il globo terrestre è caratterizzato dalla presenza di piccole aree già invertite dal punto di vista dell'orientamento magnetico.

Mentre vi è consenso unanime, nel mondo accademico, sul fatto che un simile evento si verifichi, esistono però diverse scuole di pensiero sul quando e come ciò possa avvenire. La maggior parte degli esperti ritiene a tal proposito che l'ultima inversione completa sia avvenuta ben 16 milioni di anni fa, mentre una minoranza di essi afferma che il fenomeno si può verificare anche con cadenze intorno ai 10.000 anni.

Al di là di chi abbia ragione o meno, se davvero l'ultima inversione dei poli fosse avvenuta solo 12.000 anni fa, avremmo scoperto anche la causa dell'ultima glaciazione (c.d. del Pleistocene).

Attività vulcanica
Un altro enigma dei geologi riguarda infatti l'inspiegabile incremento dell'attività vulcanica che si manifesta sempre in concomitanza di ogni era glaciale e che potrebbe avere la sua origine proprio nello slittamento dei poli magnetici.

Gli scienziati infatti sembrano essere d'accordo almeno su un punto: l'inversione dei poli sviluppa molta energia, che finisce per eccitare il magma che scorre sotto la crosta terrestre, generando così vulcanismo, terremoti e tsunami di ogni tipo. A quando il prossimo appuntamento? Forse tra breve visto che sono gli esperti dell'autorevole rivista scientifica Nature a riportare la notizia.

L'analisi dei dati raccolti dai satelliti Oersted, confrontati con quelli del Magsat, sembra infatti presagire una rivoluzione magnetica imminente. E si è scoperto inoltre che due regioni della Terra (poste rispettivamente nell'Africa meridionale e al Polo Nord) hanno subito enormi variazioni del proprio campo magnetico locale.

“Lo stato attuale del nostro pianeta - affermano Gauthier Hulot e gli altri autori dell'articolo di Nature - assomiglia moltissimo a quelle simulazioni al computer, altamente asimmetriche, che descrivono i periodi di tempo prossimi alla cosiddetta inversione del campo magnetico terrestre.”

Peraltro, un altro indizio inquietante che sembra avere sempre accompagnato il ribaltamento dei poli magnetici è la diminuzione del campo magnetico terrestre, cosa anche questa regolarmente avvenendo in questi anni.

Ma anche ammesso che simili previsioni siano corrette, cosa c'entrano i Maya e il sole in tutto questo?
Stando agli indizi offerti dai dati, e alla loro interpretazione più apocalittica, c'entrano eccome.

L'attuale situazione dei poli magnetici, infatti, dimostra che essi sono già in movimento, ovvero nella fase di instabilità che prelude al loro ribaltamento. Per di più proprio per il 2012 è prevista una tempesta solare senza precedenti (il vento solare e le sue particelle cariche perturbano il nostro campo magnetico), che potrà effettivamente manifestarsi come il colpo di grazia dell'attuale equilibrio geomagnetico terrestre.

Ma come sarebbe stato possibile, in ogni caso, prevedere uno scenario del genere con calendario antico migliaia e migliaia di anni?
Forse la risposta ci arriva dalle scoperte fatte dallo scienziato russo Alexei Dmitriev (geofisico all'accademia delle scienze, con un curriculum imponente e oltre 300 pubblicazioni all'attivo sulle riviste più autorevoli), il quale ha risolutamente affermato che il recente aumento dell'attività del sole è una conseguenza diretta dell'ingresso del nostro sistema solare all'interno della nube energetica presente in questa zona della galassia.

Se così fosse, esistono indizi che chi realizzò i calendari Maya conoscesse già anche il moto di rotazione del nostro sistema solare intorno al centro della galassia. Solo in tale ipotesi infatti, avrebbe potuto prevedere in anticipo gli eventi catastrofici con tale precisione matematica.

Insomma, tra tanti misteri rimane solo una certezza, chiunque realizzò quei calendari sapeva il fatto suo.
Per il resto, non ci resta che attendere qualche anno ancora...

Fonte:Scienza e conoscenza 08-10-2009

Approfondimenti:
Scienza e Conoscenza n° 28
Articolo su Inversione Poli Magnetici

giovedì 7 gennaio 2010

ONDE "THETA" : LA FONTE DEI MIRACOLI


IMMERSIONE nelle ONDE THETA
di Lorella de Luca

Da Lakhovsky con l'oscillazione cellulare, a Veret con la nutrizione endocellulare ci spostiamo verso il metodo riscoperto da Vianna Stibal con la remissione del suo stesso tumore: la cura in onde theta. E' come se la materia di studio si assottigliasse ma i parametri rivelano evidenti analogie. Quasi un passaggio narrativo dalla visibilità della materia al regno invisibile delle frequenze. Quelle theta sono infatti frequenze cerebrali comuni a tutti, misurabili in Hz dagli strumenti tecnici ormai in uso. L'induzione consapevole dello stato theta si dimostra di supporto alla guarigione attivando, guarda caso, tra gli altri, il gene della giovinezza e della vitalità.


Ciò che emerge dall'esperienza di autoguarigione di Vianna Stibal, poi divulgatrice del metodo di cura nello stato di frequenza cerebrale theta, è che l'intento della coscienza che osserva è fondamentale. In pratica è l'intenzione dell'osservatore, sia essa conscia o inconscia, che converte la materia dalla sua forma particellare a quella ondulatoria e viceversa, e può, conseguentemente, influenzare il processo di guarigione.

Se le nostre azioni quotidiane non sono in linea con il “nostro” scopo spirituale, e se le nostre convinzioni inconsce, e poi le consce, sono negative, i semi della malattia trovano terreno fertile, a prescindere dal fatto che ciò possa essere avvertito a livello consapevole o meno. Il fatto che la nostra volontà di guarire sia in linea con uno scopo (o volontà) più grande, rappresenta un elemento estremamente importante.

E' ciò che avvia la trasformazione dell'energia in materia.
La “riscoperta” di questa particolare tecnica energetica e vibrazionale, di fatto antichissima - parte della memoria della Creazione che si è persa nei secoli - è ormai sempre più confortata scientificamente dalla nuova biologia molecolare e epigenetica, senza escludere le neuroscienze più avanzate. Il theta healing (guarigione in onde theta) è stato però per Vianna, prima di tutto, un'esperienza diretta su se stessa, nella fase terminale di un tumore linfatico.

Il linguaggio delle frequenze
Sia i bambini che gli adulti mostrano molteplici differenze nelle oscillazioni, differenze che vanno dalla bassa frequenza delle onde delta, fino all'alta frequenza delle onde beta. Delta (0.1-3.9 Hz). Delta è la più profonda tra le onde cerebrali; è lo stato in cui ci troviamo quando dormiamo profondamente. Riuscire ad entrare nello stato delta da svegli, vuol dire aprire un accesso alla parte inconscia della nostra conoscenza. Queste onde aumentano incredibilmente le capacità mentali e l'intelligenza, permettendoci di risolvere più velocemente e più facilmente qualunque problema ci venga sottoposto.

Quando parliamo di Theta Healing intendiamo appunto il sintonizzarsi su una particolare frequenza. Theta è il nome di una delle cinque onde celebrali, e le frequenze di queste onde prodotte dal cervello si chiamano Alpha, Beta, Gamma, Delta e appunto Theta.

Si chiama Theta Healing perché il praticante entra in uno stato di onde cerebrali theta quando utilizza la tecnica. Le onde cerebrali theta (4-7 cicli al secondo) sono quelle che corrispondono a uno stato di rilassamento profondo o di sonno, o di ipnosi. Questo è stato verificato con esperimenti specifici. Gli scienziati utilizzando macchine ECG, hanno potuto monitorare e osservare che gli operatori entrano in uno stato di onde Theta.
Ordinari, o straordinari che siano, tutti gli stadi della nostra coscienza sono dovuti all'incessante attività elettrochimica del cervello, che si manifesta attraverso "onde elettromagnetiche": le onde cerebrali, appunto.

La frequenza di tali onde, calcolata in “cicli al secondo”, o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attività in cui il cervello è impegnato e può essere misurata con apparecchi elettronici. Gli scienziati suddividono comunemente le onde in "quattro bande", che corrispondono a quattro fasce di frequenza e che riflettono le diverse "attività del cervello".

Onde Delta Hanno una frequenza tra 0,5 e 4 Hz e sono associate al più profondo rilassamento psicofisico. Le onde cerebrali a minore frequenza sono quelle proprie della mente inconscia, del sonno senza sogni, dell'abbandono totale. In questo senso vengono prodotte durante i processi inconsci di autogenerazione e di autoguarigione.

Onde Theta - La loro frequenza è tra i 4 ed i 7/8 Hz e sono proprie della mente impegnata in attività di immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa. Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda, il sogno ad occhi aperti, la fase REM del sonno (cioè, quando si sogna). Nelle attività di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacità immaginativa radicata nel profondo. Genericamente vengono associate alla creatività e alle attitudini artistiche. Studi scientifici dimostrano che le onde theta possono:

1. alleviare lo stress e promuovere una duratura e sostanziale diminuzione dell'ansia nelle persone che ne sono soggette;

2. facilitano un profondo relax fisico e chiarezza mentale;

3. aumentano la capacità verbale e la performance I.Q.;

4. sincronizzano entrambi gli emisferi del cervello;

5. invocano immagini mentali vivide e spontanee, il pensiero immaginativo e creativo, riducono il dolore, promuovono l'euforia e stimolano il rilascio di endorfine.

Lo stato theta è uno stato della mente dove si può cambiare la realtà all'istante, tutte le persone le possono utilizzare per uscire dalle loro problematiche e guarire se stesse, gli altri e anche il pianeta.

Onde Alfa Hanno una frequenza che varia da 8 a 14 Hz e sono associate a uno stato di coscienza vigile, ma rilassata. La mente, calma e ricettiva, è concentrata sulla soluzione di problemi esterni, o sul raggiungimento di uno stato meditativo leggero. Le onde alfa dominano nei momenti introspettivi, o in quelli in cui più acuta è la concentrazione per raggiungere un obiettivo preciso. Sono tipiche, per esempio, dell'attività cerebrale di chi è impegnato in una seduta di meditazione, di yoga o similari

Onde Beta Hanno una frequenza che varia da 14 a 30 Hz e sono associate alle normali attività di veglia, quando siamo concentrati sugli stimoli esterni. Le onde beta sono infatti alla base delle nostre fondamentali attività di sopravvivenza, di ordinamento, di selezione e valutazione degli stimoli che provengono dal mondo che ci circonda. Per esempio, leggendo questo articolo il vostro cervello sta producendo onde beta. Esse, poi, ci permettono la reazione più veloce e l'esecuzione rapida di azioni. Nei momenti di stress o di ansia le beta ci danno la possibilità di tenere sotto controllo la situazione e dare veloce soluzione ai problemi.
Attivazione del DNA

Questa tecnica energetica ci porta a lavorare sui 12 filamenti contenuti nel DNA, attraverso un esercizio chiamato “attivazione del gene della giovinezza e della vitalità”.

Secondo Vianna Stibal, ci sono dei filamenti “ombra” nel nostro DNA, filamenti di cui la scienza non conosce la funzione, ma che è possibile attivare. E' fondamentale arrivare alla comprensione del funzionamento del DNA.

Conoscere come il DNA lavora è un' introduzione al più intimo aspetto della nostra biologia, il DNA è preposto alla nostra salute o alla malattia, dice alla cellula ciò che è stata, cosa continuerà ad essere e cosa diventerà. E' quindi lavorando su di esso che siamo in grado di ri-programmare le cellule per il nostro massimo beneficio.

L'attivazione del DNA ci dà la possibilità di sopravvivere all'inquinamento ambientale, accelera i nostri sensi psichici, sollecita innumerevoli intuizioni; sentiremo e vedremo gli eventi della vita in modo più chiaro e consapevole, tutti i blocchi emozionali che avevamo seppellito all'interno dell'inconscio verranno gradualmente rilasciati per dare spazio a nuovi sentimenti affermativi che sostituiranno quelli vecchi e malsani, apportatori di disagi fisici e mentali.

Altri risultati del lavoro sul DNA sono l'attenuazione delle rughe, gli occhi cambieranno la loro luminosità, il peso forma si stabilizzerà, la pelle assumerà un aspetto più giovane e compatto, in molti casi le unghie e i capelli hanno aumentato la loro crescita. Anche la vista può migliorare, ma la percezione più importante sarà quella di ricercare spontaneamente cibi sani e attitudini benefiche per il corpo, perché nasce una nuova consapevolezza su cosa è più salutare per il nostro organismo.
Attraverso questa tecnica inoltre si è in grado di rilevare tutte quelle convinzioni registrate a livello profondo, che alterano l'equilibrio e di conseguenza anche lo stato di salute.

La forza di saper indurre consapevolmente uno stato theta, permette d'individuare agilmente tutte le convinzioni negative registrate dentro di noi e di trasformarle in altre più favorevoli.
Abbiamo infatti ereditato i caratteri somatici dei nostri genitori ma anche i loro condizionamenti e le loro convinzioni. Una volta diventati adulti, queste convinzioni sono diventate dei programmi registrati nel nostro organismo corpo-mente a più livelli:

1. Subconscio/adesso: è quello che abbiamo pensato in questa vita e accettato sin dall'infanzia. Sono programmi diventati parte di noi. Queste credenze sono trattenute come energia nel lobo frontale del cervello

2. Storico/vissuti passati: memorie genetiche o di esperienza di coscienza collettiva che trasportiamo nel presente. Queste memorie sono tenute nel campo aurico della persona

3. Genetico: sono programmi trasportati dai nostri antenati o sono stati aggiunti nei geni in questa vita. Questo “campo”dice al DNA cosa fare.
4. Anima: è tutto ciò che è una persona dalla sua nascita primordiale

Convinzioni e malattia
Questi programmi, inconsapevolmente, producono la nostra realtà e tutte quelle situazioni che attiriamo nella vita, situazioni e pensieri che spesso possono bloccare la persona durante la fase della crescita individuale. Queste convinzioni, sovente, sono addirittura la causa principale della malattia.

Vari esempi si possono avere sulla "considerazione di sè" (io non merito, io non valgo nulla, sono una vittima, sono colpevole, sono brutta) oppure per le dinamiche affettive (tutti mi abbandonano, nessuno mi vuole, trovo sempre la persona sbagliata….) e su tutte le altre tematiche che riguardano la nostra persona.
Attraverso questo metodo di analisi personale, si modificano i programmi pre-natali e di nascita, trasformando le situazioni relative alla propria vita. Tutto questo è possibile, compresa la remissione spontanea del tumore.

Lo stato theta crea una stretta connessione con la fonte creativa dell'universo e dona una potente capacità di lavorare con il subconscio. Vianna è riuscita a connettersi con questa energia grazie ad uno stato di coscienza "straordinario", che fa, però, parte della nostra comune esperienza: quando ci sentiamo particolarmente creativi, insolitamente intuitivi, eccezionalmente lucidi, profondamente rilassati.


Testimonianze:
Il caso di A. nove anni,
affetto dal Disturbo da deficit d'attenzione ed iperattività (ADHD) che è un disturbo neuropsichiatrico caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in taluni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini. Si tratta di un disturbo eterogeneo e complesso, multifattoriale che nel 70-80% dei casi coesiste con un altro o altri disturbi (fenomeno definito comorbilità). La coesistenza di più disturbi aggrava la sintomatologia rendendo complessa sia la diagnosi sia la terapia. Quelli più frequentemente associati sono il disturbo oppositivo-provocatorio e i disturbi della condotta, i disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disgrafia, ecc.), i disturbi d'ansia. Si sono rivelati efficaci i trattamenti di Theta Healing, una volta a settimana per un mese, poiché hanno ristabilito l'attenzione e la consapevolezza del bambino verso se stesso e verso i suoi genitori, inoltre hanno contribuito al miglioramento della sua grafia e della sua condotta scolastica.

P. 39 anni,
«durante il mese di luglio di due anni fa, mi è stato diagnosticato un tumore al seno. Sono stata presa dalla paura e dal panico. Con il Theta abbiamo iniziato un lavoro di ricerca sul “retroterra” di questa malattia. Cosa significava? Cosa mi stava dicendo la mia malattia?
Ho compreso passaggi della mia vita che mai avrei potuto interpretare. Mi ha aiutata a capire chi realmente sono, e cosa il mio corpo mi stava dicendo. Sto seguendo anche le cure tradizionali, ma affronto tutto con una nuova forza e serenità»

Testimonianza di C.37 anni
«Nel Febbraio 2006, mi viene rimosso con il laser dal collo dell'utero un antipatico ed imbarazzante virus di tipo "femminile". Metà giugno 2006: frequento il corso di Theta Healing dna 1&2, Luglio 2006: al controllo risulto inaspettatamente ancora portatrice di tracce del virus.
Da quel momento inizio a lavorare contemporaneamente sia sulla mia salute, seguendo le indicazioni dettate da Vianna nel suo libro in merito alla rimozione dei virus, sia sulle mie convinzioni negative più profonde rispetto alle tematiche che possono aver causato il problema. Ottobre 2006: frequento, il corso dna2 avanzato.
Il lunedì successivo mi presento in ospedale dalla mia ginecologa per la rimozione dei residui del virus da lei evidenziati nel controllo di metà estate.
La frase pronunciata dalla ginecologa maneggiando il microscopio è stata: «ma qui non c'è più niente! Fammi controllare meglio... (controllo molto doloroso per me....) qui non c'è proprio niente! Raramente questi disturbi regrediscono da soli...». La valente professionista (luglio 2007, la mia guarigione è un dato assodato anche dal suo microscopio) non ammette che esistano modalità diverse da quelle che lei conosce per guarire le malattie, ma tant'è: è la sua storia, non la mia, grazie a Dio (appunto!) e alle tecniche di Theta Healing che Lui ha messo sulla mia strada».

Vianna Stibal
Dottoressa in Scienze Religiose, Naturopata - può essere coniato per lei a diritto il termine di Medico Psichico-Intuitivo - vive ed opera in America, a Idaho Falls. Nel mese di agosto del 1995 le fu diagnosticato un cancro osseo al femore, l'esito degli esami diagnostici erano gravi, poiché la causa era una Leucemia. Secondo i medici la sola amputazione dell'arto le sarebbe stata d'aiuto per vivere qualche mese più a lungo, ma per poter capire meglio la sua condizione si sottopose ad una biopsia sull'arto malato presso l'Università degli studi dell'Utah. Cominciò ad utilizzare stampelle per poter deambulare a causa dei forti dolori all'arto, che nel frattempo aveva ridotto le sue dimensioni rispetto al quello sano. In quel periodo era caduta in preda alla disperazione e alla tristezza, ma non si perse d'animo e iniziò una conversazione con il Creatore per cambiare la sua situazione, iniziò a “pregare” in uno stato di onde cerebrali theta e a chiedere di poter vivere ancora poiché aveva tre figli da crescere e una vita davanti. Con la guida di Dio, rassicurata interiormente e con fermezza di avere ciò che le serviva per poter guarire, cominciò ad utilizzare le sue conoscenze in campo erboristico e naturopatico per ritrovare la sua salute. Iniziò imperterrita una serie di saune e di digiuni con il limone per depurare il suo organismo, mentre dentro di lei cresceva questa certezza: era in grado di guarire istantaneamente dal suo cancro.
Ebbe la conferma della guarigione avvenuta quando le fu consegnato il risultato del test della biopsia dell'università di Utah, l'esito era negativo, il tumore era sparito, con grande sorpresa dei medici che fino a poco tempo prima pensavano il peggio. Era guarita finalmente e poteva comportarsi di conseguenza, la sua condizione di salute fu ripristinata, non doveva più utilizzare le stampelle né zoppicare per camminare, il suo femore era tornato della dimensione reale.
Per saperne di più: Theta Healing - DVD, rossivideo 2008. E clicca qui per il libro di Vianna Stibal in italiano

Lorella de Luca
Naturopata Heilpraktiker è operatrice e insegnante di ThetaHealing
Non si ritiene una guaritrice ma un'umile studiosa di tecniche alternative e mezzo dell'Energia Universale che è la vera fonte di guarigione. www.lorelladeluca.it

Scienza e conoscenza 20-07-2009

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martedì 5 gennaio 2010

L'UOMO E IL CIBO: I CEREALI VENIVANO GIA' CONSUMATI 100.000 ANNI FA !!




I risultati di una ricerca dell'Università di Calgary, svoltasi nel 2007 in Mozambico. Gli strumenti provano che i cereali erano fondamentali nella dieta dell'epoca. Uno studio pubblicato su Science da Julio Mercader dimostra che già 100.000 anni fa si consumassero cereali e non, come si pensa, solo dai 12000 anni fa, verso la fine dell’ultima era glaciale. La dieta degli uomini primitivi potrebbe essere stata più sofisticata di quanto ipotizzato finora. In particolare, il rapporto tra uomini e cereali è iniziato prima del previsto.

Questo è quanto emerge da una ricerca dell'Università di Calgary (Canada), diretta da Julio Mercader.

Nel 2007, Mercader e la sua squadra hanno esplorato una cava della regione del Lago Niassa, nel Mozambico nordoccidentale. Nel loro lavoro sul campo, gli studiosi canadesi sono stati affiancati dai colleghi dell'Università del Mozambico.

La loro indagine ha così portato alla luce numerosi reperti, testimonianze del menù degli Homo Sapiens della zona, circa 100.000 anni fa.

Sicuramente, gli antichi africani mangiavano carne (gusto testimoniato dalle ossa) ma, sopratutto, mangiavano vegetali. Palma, falsa banana ("Enset ventricosum"), piselli ("Cajanus cajan") e una radice, la patata africana: tutti conosciuti, e tutti gustati.

E poi, la scoperta inattesa rappresentata dal sorgo selvatico, antenato del cereale usato nella moderna Africa sub-sahariana come base per pappe simili al porridge, forme di pane e tipi di birra.

La squadra di Mercader è arrivata a tale conclusione dopo aver individuato pietre, strumenti per lavorare il sorgo selvatico, e che ancora oggi presentano traccie di amido.

Spiega Mercader: "Il risultato retrodata notevolmente l'inizio dell'utilizzo dei semi da parte delle specie umane e rappresenta una prova di una dieta estesa e sofisticata molto prima di quanto ritenuto. Ciò avvenne durante la media Età della pietra quando la raccolta di cereali selvatici è stata percepita come attività irrilevante se non altrettanto importante di radici, frutti e frutta secca".

Per il ricercatore ed i suoi compagni, i ritrovamenti della cava nella regione del Niassa consentono di fare luce sui meccanismi nutrizionali dell'evoluzione. La possibilità di ottenere con regolarità prodotti ricchi di amido "Migliorò la qualità della dieta nelle savane e nelle foreste africane, in cui si è evoluta la prima linea di esseri umani moderni".

In conclusione, sintetizza Mercader, la presenza stabile dei prodotti a base di cereali nel nostro piatto "L'inclusione dei cereali nella nostra dieta è considerato un passo importante in virtù della complessità tecnica della manipolazione culinaria richiesta per convertire i cereali in alimenti".

di Matteo Clerici(21 Dicembre 2009)
da: La Porta del Tempo

link: http://newsfood.com/q/b9c19f67/prodotti-a-base-di-...